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RECENSIONE: Bad gays. Crudeli e spietati: una storia omosessuale (Huw Lemmey, Ben Miller)




Autore: Huw Lemmey, Ben Miller

Traduttore: Goffredo Polizzi

Editore: Il Saggiatore, 2023

Pagine: 496

Genere: Saggi, Biografie

Prezzo: € 26.00 (cartaceo), € 12.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook


 

Trama

Bad Gays raccoglie le vite di quei personaggi gay che faticheremmo a definire paladini dei diritti Lgbtq+: i bugiardi, i potenti, gli arrivisti, i criminali. Da Alessandro Magno a Ernst Röhm, da Yukio Mishima a Lawrence d’Arabia, la nostra storia ne è disseminata. Ogni minoranza che lotta per uscire dall’emarginazione, per il riconoscimento o per la stessa sopravvivenza si trova prima o poi a fare i conti con la questione di chi debba essere il volto della propria battaglia, quali voci e prospettive all’interno del gruppo debbano essere messe in luce per riflettere adeguatamente la sua esistenza. Gli autori di questo libro si sottraggono a questa domanda per porsene una ancora più acuta: quali sfaccettature non ancora raccontate ha la storia queer? Perché tutti ricordano Oscar Wilde e nessuno ricorda Bosie, l’uomo per cui è finito alla sbarra? Forse siamo giunti al punto in cui è necessario parlare anche dei bad gays, i gay spietati e crudeli, affinché il quadro sia completo. Raramente menzioneremmo l’omosessualità di un generale nazista o di un perfido agente dell’Fbi, eppure le loro vite sono state influenzate dal proprio orientamento sessuale quanto quelle di Alan Turing o Audre Lorde.


Recensione

Questo saggio si propone di raccontare una storia insolita, quella di personaggi famosi, dall'epoca degli antichi romani a oggi, omosessuali e farabutti. Si tratta d'altra parte di persone come le altre, eppure quando si sceglie di esporre le vite degli omosessuali, la maggior parte delle volte, si cade nella rappresentazione molto semplice del gay come vittima.


Le quattordici persone di questo libro non hanno avuto nulla della vittima, anzi, si sono trovate dall'altra parte: erano potenti, ricche, celebri, osannati dalla gente, e spesso hanno usato il loro potere e la loro ricchezza per profitto e soddisfazione personale. Come sostengono gli autori, un omosessuale non è per forza un buono o un perseguitato.


I quattordici protagonisti scelti sono: Adriano, Pietro Aretino, Giacomo I d'Inghilterra, Federico Il Grande, Jack Saul, Roger Casement, Lawrence d'Arabia, i bad gays della Berlino di Weimar, Margaret Mead, J. Edgar Hoover e Roy Cohn, Yukio Mishima, Philip Johnson, Ronnie Kray, Pim Fortuyn.


Si si prende come esempio la storia dell'imperatore Adriano, si viene a conoscenza di un uomo innamoratissimo della cultura greca e dunque anche del cosiddetto "vizio greco" (ovvero la pederastia, l'amore fisico con un uomo adolescente), Adriano era nobile, romano e omosessuale, esplicito nei suoi rapporti amorosi, specialmente con il suo amante Antinoo. Nell'antica Grecia e in parte anche nell'antica Roma, l'amore omosessuale era tollerato; anzi, in Grecia era persino incoraggiato, purché si trattasse di un rapporto tra un uomo adulto, rispettabile (quindi ricco) e acculturato e un ragazzo minorenne che veniva preso sotto la sua ala protettrice. Nell'antica Grecia difatti la pederastia doveva avere una matrice pedagogica. Il sesso tra uomini della stessa età o dello stesso ceto sociale erano malvisti se non proibiti. Adriano se ne infischiò per tutta la vita: durante la giovinezza fece sesso con chiunque, mentre con Antinoo rispettò le regole. Perché allora Adriano era un cattivo ragazzo? Perché ovviamente sfruttò il suo immenso potere per attirare giovani a sé, trattò sempre sua moglie come un fastidio e perché, molto probabilmente, fu responsabile della morte del suo amante.


Si può anche citare Jack Saul, un giovane d'origine irlandese realmente vissuto a fine 1800 a Londra, omosessuale e prostituto. Gli autori lo ricordano perché fu autore di un libricino scandaloso dal titolo I peccati delle città della pianura, un vero e proprio diario in cui Saul descriveva tutti i suoi incontri, i suoi rapporti, secondo alcuni il primo romanzo erotico unicamente omosessuale della storia. Lo scandalo che colpì la Londra Vittoriana all'uscita del libro fu deflagrante: si scoprì una città sordida in cui i nobili, gli aristocratici e i personaggi di più alto ceto sociale praticavano sodomia e ogni tipo di "perversione" con ragazzi giovani, spesso minorenni, scatenando così una sequenza di processi, denunce e tragedie senza pari.

Ad accompagnare Saul, gli autori menzionano altri due personaggi, Thomas Boulton, detto Stella, e Frederick Park, detto Fanny, due uomini che vivevano nella società vestiti da donna e si prostituivano in un pensionato.


Interessante è anche l'analisi che gli autori fanno di alcune leggi di quegli anni, come il Criminal Law Amendement Act (che si concentrava sulla prostituzione e la tratta dei bambini) e l'emendamento Labouchère, che presentò una revisione al disegno di legge che criminalizzava ogni "grave indecenza" tra uomini, senza però indicare cosa si intendesse per grave indecenza. Questo significò essere perseguibili penalmente anche per un semplice bacio.


Un saggio interessante e divertente che vuole sfatare del tutto il mito dell'omosessuale come povero e perseguitato e, devo dire, che ci riesce.


 

Alcune note su Huw Lemmey

Huw Lemmey è nato a Barrow-in-Furness nel 1986, è scrittore, artista e critico; vive a Barcellona. Collabora, tra gli altri, con The Guardian, Flash Art, The Architectural Review, Art Monthly e L’Uomo Vogue.


Alcune note su Ben Miller

Ben Miller è nato in Massachusetts nel 1992, è scrittore e dottorando presso la Freie Universität di Berlino. Collabora con The New York Times, Literary Hub e Los Angeles Review of Books. È membro del consiglio di amministrazione dello Schwules Museum, museo e archivio queer.







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