RECENSIONE: Breve storia dell'alchimia (Stefano Valente)

Aggiornato il: feb 18



Voto: 4/5

Autore: Stefano Valente

Editore: Graphofeel, 2019

Pagine: 124

Genere: Misticismo e magia

Prezzo: € 17.00 (copertina), € 4.90 (ebook)

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Trama

Nel problema delle origini dell'alchimia già si evidenzia il caos di leggende e allegorie esoteriche implicito nel fenomeno alchemico. L'etimologia viene in aiuto all'analisi storica. Il termine alchimia deriva plausibilmente dall'arabo "kimiya" ("pietra filosofale, alchimia", con agglutinazione dell'articolo al) per il tramite del greco chymeía ("mistione, mescola di vari liquidi"). La parola compare per la prima volta in Giulio Firmico Materno - autore siciliano del IV secolo, coevo di Costanzo II e Costante I - proprio ad indicare la pratica degli arabi volta a convertire i metalli vili in oro e a procurarsi il rimedio universale e il segreto della longevità. Di fatto, se per la cultura occidentale le radici dell'alchimia si fanno rimontare al mondo arabo - tramite e "importatore" della prisca sapientia egizia -, bisogna dire che già in testi vedici e buddhisti si trovano accenni a un non ben determinato succo hataka in grado di trasformare il bronzo in oro puro. Allo stesso modo, alcune leggende attesterebbero l'esistenza di pratiche alchemiche in Cina fin dal 4500 a.C., come è pure un dato incontrovertibile che il taoismo di Lao-Tse annovererà tra i suoi scopi un elisir di lunga vita.


Recensione

Pensando ad una definizione di alchimia probabilmente vi viene in mente tutto e il contrario di tutto. Questo perché sull'alchimia vera e propria vige una certa generale confusione, e a meno che non si nutra un interesse un po’ dotto per l’argomento il suo significato è legato a un uso del termine sostanzialmente simbolico e metaforico, ovvero di alchimia intesa come amalgama imprecisata di circostanze, sensazioni e sentimenti che finisce col sortire un determinato effetto sia che si tratta di affari, politica o relazioni interpersonali. Credo però che sia un po' riduttivo e questo libro ci viene in aiuto colmando le nostre lacune.

Glottologo, lusitanista, studioso delle lingue e delle letterature ibero-romanze, l’autore di questa agile sintesi si è posto grande obiettivo: condensare in dodici capitoli e in meno di duecento pagine la storia di un fenomeno che paga le conseguenze di una spiccata attrazione per le mistificazioni oltre che di un’origine lontana nel tempo e di un’evoluzione oltremodo complessa attraverso i secoli e le culture. Argomento complesso già partendo dalla introduzione del testo che richiama diversi elementi: dèi, simboli, rituali, tradizioni, icone, geroglifici, visioni, rivelazioni, segreti, negromanti, medici, chimici, astrologi, fisiognomici, chiromanti, cialtroni e profeti, frodatori e nuovi messia, eruditi e avventurieri, sovrani assillati dalla ricerca della verità e collezionisti d’ogni sorta di stramberia, sacerdoti ed eretici, filosofi e santoni, sette occulte e confraternite inarrivabili, biblioteche, pagine enigmatiche, predizioni, falsi oracoli, laboratori, antri sotterranei, “stillerie”, alambicchi e fornelli. L'alchimia, fin dalle sue origini, è caotica e multiforme. Valente è sincero con il lettore e lo avvisa che la storia proposta è fatta di interconnessioni e concatenazioni.

Dopo un primo capito che si concentra sul chiarimento dei concetti preliminari (definizione di alchimia e dei principi essenziali), l'autore ripercorre l'evoluzione di questa antica arte. Scopriamo così le origini egiziane ed arabe, l'ingresso in occidente attraverso la Spagna musulmana e le opere del persiano Geber tradotte in lingua latina, la percezione e la considerazione che se ne ebbero nel corso del Medioevo e in seguito nel Rinascimento dove trova la massima fioritura, nel Barocco, nel Seicento scientifico, nel Settecento "dei lumi", per arrivare infine al "secolo breve" e alle implicazioni del pensiero alchemico nella psicoanalisi di matrice junghiana. Sicuramente il lettore sarà catturato anche dai singoli personaggi che si interessarono all'alchimia. Troviamo Ermete Trismegisto a Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Cornelio Agrippa, Paracelso, la regina Cristina di Svezia, Giuseppe Francesco Borri, Athanasius Kircher, Isaac Newton, Edward Alexander Crowley, “l’inidentificabile” Fulcanelli e Carl Gustav Jung.

Questo breve testo è una lettura perfetta per coloro che hanno le idee confuse sull'argomento e desiderano avere un po' di chiarezza. Un buon punto di partenza che non si addentra nella complessità dell'argomento, ma cerca di fare chiarezza adottando uno stile lineare che però, allo stesso tempo, invita all'approfondimento grazie alla bibliografia posta alla fine. Un buon volume di partenza per prendere confidenza con questa arte così antica, ma anche così complessa.



Alcune note su Stefano Valente

Stefano Valente, glottologo e lusitanista, è studioso delle lingue e letterature ibero-romanze. Tra i suoi titoli: il romanzo storico Del Morbo - Una cronaca del 1770, Premio Athanor; il thriller esoterico Lo Specchio di Orfeo, La Serpe e il Mirto, edito da Parallelo45, il giallo fantascientifico Il Delegato Poznan è stanco e la space opera Sensei delle Stelle.


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