RECENSIONE: Il cielo della parità (Natacha Fabbri)
- Dalla carta allo schermo

- 30 lug
- Tempo di lettura: 5 min


Autore: Natacha Fabbri
Editore: Solferino, 2026
Pagine: 288
Genere: Saggi, Scienza
Prezzo: € 19.00 (cartaceo), € 11.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.solferinolibri.it/libri/il-cielo-della-parita/
Trama
«Ogni volta che viene data un’opportunità a una donna, bisogna concludere che è stato compiuto un grande progresso che riguarda l’umanità intera», rifletteva Simone de Beauvoir in occasione del primo volo compiuto da una donna nello spazio. Per secoli, la volta stellata è stata chiamata a garantire l’ordine sulla Terra: gerarchie, ruoli, esclusioni presentate come «naturali». Eppure il cielo è stato anche un luogo simbolico usato per confutare pregiudizi e formulare domande decisive. Una di queste domande è se possa essere uno strumento di emancipazione femminile e di parità fra i sessi. Muovendosi tra storia dell’astronomia, filosofia, arte e cultura, Natacha Fabbri illustra come, dagli osservatori agli atlanti celesti, dalle immagini artistiche alle dimensioni sonore dell’armonia, fino alle narrazioni cosmologiche, il cielo si dimostra uno spazio in cui il contributo delle donne è stato prezioso, benché spesso rimasto invisibile. Grazie alle riflessioni filosofiche di Émilie du Châtelet e Sophie Germain, e alle teorie contemporanee di Arendt, Margulis e Haraway, se oggi parliamo di un «cielo della parità», dobbiamo immaginare un atlante capace di includere memorie rimosse, non soltanto per colmare una lacuna ma anche come gesto di giustizia riparativa. Con approccio rigoroso e tono brillante, queste pagine ci conducono attraverso un’appassionante rilettura del rapporto tra donne, conoscenza scientifica e cosmo dal Seicento a oggi.
Recensione
Alzare gli occhi al cielo significa, da sempre, interrogarsi sul nostro posto nel mondo. Ma cosa accade quando quel cielo, che per secoli è stato raccontato come uno spazio universale e neutrale, si rivela invece attraversato dalle stesse disuguaglianze che hanno segnato la storia dell'umanità? Natacha Fabbri parte proprio da questa domanda per costruire un saggio capace di intrecciare storia della scienza, filosofia, arte e riflessione sociale in un percorso tanto rigoroso quanto affascinante.
Il cielo della parità non è soltanto un libro dedicato alle donne nella scienza. Sarebbe riduttivo definirlo così. È piuttosto un invito a rileggere la storia del sapere da una prospettiva diversa, portando alla luce quelle figure femminili che hanno contribuito all'esplorazione del cosmo e all'avanzamento della conoscenza scientifica senza ricevere il riconoscimento che meritavano.
L'autrice ci accompagna in un viaggio che attraversa secoli di storia, mostrando come il cielo sia stato contemporaneamente uno strumento di esclusione e uno spazio di emancipazione. Per lungo tempo la volta celeste è stata utilizzata come metafora di un ordine ritenuto naturale e immutabile, utile a giustificare gerarchie e ruoli sociali. Eppure, proprio quello stesso cielo ha saputo offrire alle donne la possibilità di formulare nuove domande, di mettere in discussione pregiudizi radicati e di ritagliarsi spazi di ricerca e di libertà.
Uno degli aspetti più interessanti del libro è la sua natura profondamente interdisciplinare. Natacha Fabbri non si limita infatti a raccontare la storia dell'astronomia femminile, ma intreccia continuamente scienza, filosofia e cultura. Dagli osservatori astronomici agli atlanti celesti, dalle rappresentazioni artistiche del cosmo alle suggestioni musicali dell'armonia delle sfere, ogni elemento contribuisce a comporre un mosaico sorprendentemente ricco e sfaccettato.
Le pagine dedicate al pensiero di Émilie du Châtelet e Sophie Germain risultano particolarmente significative, perché mostrano come la riflessione filosofica e scientifica delle donne abbia saputo anticipare questioni ancora oggi attualissime. Allo stesso tempo, il dialogo con il pensiero contemporaneo di Hannah Arendt, Lynn Margulis e Donna Haraway permette all'autrice di ampliare ulteriormente la prospettiva, interrogandosi sul significato stesso della parità e sulla necessità di costruire una memoria collettiva più inclusiva.
Il concetto di "cielo della parità" assume così un valore che va ben oltre la semplice rivendicazione storica. Non si tratta soltanto di colmare una lacuna storiografica, ma di compiere quello che Fabbri definisce un gesto di giustizia riparativa: recuperare memorie dimenticate significa infatti ripensare il nostro rapporto con il sapere e con la sua trasmissione. La conoscenza non appare più come un patrimonio costruito esclusivamente da alcune voci privilegiate, ma come il risultato di un dialogo molto più ampio e complesso.
Ho particolarmente apprezzato il fatto che l'autrice riesca a mantenere un perfetto equilibrio tra rigore scientifico e capacità divulgativa. Pur affrontando temi che spaziano dalla cosmologia alla filosofia della scienza, il libro non risulta mai accademico o distante dal lettore. La scrittura è elegante e scorrevole e riesce a trasformare argomenti potenzialmente complessi in una lettura coinvolgente e stimolante.
Naturalmente non siamo di fronte a un saggio che offre risposte semplici. Al contrario, Il cielo della parità pone continuamente interrogativi al lettore. Quanto della nostra idea di progresso scientifico è il risultato di una narrazione incompleta? Quante figure femminili sono state relegate ai margini della storia? E soprattutto, siamo davvero capaci oggi di costruire una cultura della conoscenza autenticamente inclusiva?
Sono domande che accompagnano la lettura fino all'ultima pagina e che rappresentano forse il pregio maggiore del libro. Fabbri non si limita infatti a raccontare il passato, ma ci invita a guardare al presente e al futuro della scienza con uno sguardo diverso, ricordandoci come ogni conquista in termini di opportunità e di riconoscimento non riguardi soltanto le donne, ma l'intera società.
Questo è uno di quei saggi che riescono a coniugare bellezza e profondità, capace di parlare agli appassionati di astronomia così come a chi si interessa di storia della scienza, filosofia e studi di genere. È una lettura che arricchisce non tanto per la quantità delle informazioni che offre, quanto per la capacità di modificare il punto di vista del lettore.
Consiglio questa lettura a chi ama la divulgazione scientifica di qualità, ai lettori interessati alla storia delle donne nella scienza, a chi apprezza i saggi interdisciplinari e a tutti coloro che credono che conoscere il passato sia il primo passo per costruire un futuro più inclusivo. È una lettura preziosa anche per insegnanti, studenti e appassionati di astronomia che desiderano scoprire una prospettiva meno raccontata dell'esplorazione del cosmo.
Alcune note su Natacha Fabbri
Natacha Fabbri è storica della scienza e della filosofia. È responsabile di progetti di ricerca e divulgazione al Museo Galileo di Firenze e referente scientifica per l’area Scienza dell’Ecosistema digitale della Cultura Toscana. Ha insegnato all’Università di Siena e presso la sede italiana della Stanford University. È stata borsista presso varie istituzioni di ricerca, tra cui la Fondazione Internazionale Balzan e Villa I Tatti – Harvard University. Si occupa in particolare di astronomia dell’età moderna, dei rapporti tra scienza e musica e della storia delle donne nella cultura scientifica. Tra le sue pubblicazioni: Cosmologia e armonia in Kepler e Mersenne (2003), «De l’utilité de l’harmonie». Filosofia, scienza e musica in Mersenne, Descartes e Galileo (2008) e Profili di donne sulla Luna. Riflessi di filosofia, scienza e letteratura (2022).
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