RECENSIONE: L'ora di musica. Un invito alla bellezza e all'armonia (Beatrice Venezi)

Aggiornamento: 23 nov




Autore: Beatrice Venezi

Editore: UTET, 2022

Pagine: 158

Genere: Saggi, Musica

Prezzo: € 16.00 (cartaceo), € 7.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook


 

Trama

L'insegnamento della musica, come di quasi tutte le materie artistiche, viene considerato da molti superfluo: non fornisce conoscenze spendibili nel mercato del lavoro e non contribuisce alla crescita economica della società. Ma possiamo veramente farne a meno? Beatrice Venezi non ha dubbi: se da un lato lo studio delle note, la conoscenza della storia musicale o la padronanza di uno strumento garantiranno un futuro lavorativo a pochi, dall'altro hanno una funzione fondamentale che non possiamo permetterci di perdere. Attraverso la musica entriamo in contatto con una forma di comunicazione preverbale capace di aprire la nostra mente e forgiamo un legame indissolubile con un aspetto fondamentale della nostra identità di italiani e di europei. E per cominciare non c'è bisogno di un impegno massacrante o di un talento eccezionale: basta spendere qualche ora a passeggiare tra i liutai di Cremona alla ricerca delle inestimabili opere di Stradivari, o volteggiare tra le calles di Buenos Aires al ritmo di Piazzolla, o inseguire Mozart nel suo Grand Tour attraverso l'Italia, visitare i teatri di Mosca fra le coreografie della compagnia del Bol'soj, farci raccontare la vita di Giacomo Puccini e John Cage, di Rossini e Giuseppe Verdi...


Recensione

L’autrice, giovane e famosa direttore d’orchestra, conduce per mano il lettore alla scoperta del passato musicale in quanto, esso, ha ancora molto da dire. Molte opere, come ad esempio La Carmen o Madama Butterfly, sono ancora molto attuali. Sono opere molto contemporanee nonostante l’utilizzo di un linguaggio che collide con i nostri tempi. Un altro aspetto che non è in sintonia con il presente riguarda la durata di un’opera. Essa è molto lunga per un presente abituato alla fruizione veloce come ad esempio le storie di Instagram. Nonostante ciò, le opere, rimangono opere senza tempo che hanno ancora molto da raccontare. La musica appartiene al passato, ma può rivivere attraverso l’interpretazione e quindi attraverso la sensibilità degli artisti di oggi.


Inoltre nel saggio, la scrittrice, cerca di scardinare il luogo comune del direttore d’orchestra severo e ordinatore. Nonostante oggi alcuni direttori perseguono ancora questo ideale, il fulcro si è spostato verso la parte più umana e artistica di una orchestra. Quello che aiuta molto è non vestire la classica maschera del direttore d’orchestra ed entrare in empatia con i componenti dell’orchestra stessa. Il direttore deve essere autentico.


La scrittrice utilizza Debussy per raccontare il fluato come strumento umile di origine che poi diventa molto raffinato. Solitamente nella scuola viene utilizzato questo strumento per la sua semplicità, ma il direttore ritiene che bisogna fare un passo indietro e ritornare al canto corale che permette di educare la propria voce. Oltre a ciò, continua la musicista, è importante educare all’ascolto.


Il libro continua considerando Liszt, e in particolare il suo dodicesimo Studio di esecuzione trascendentale, come il punto di partenza del divismo nella musica classica e anche un primo momento in cui, nell’Ottocento, l’improvvisazione diventa una parte importante del lavoro di un musicista. Le improvvisazioni, in seguito codificate, in passato hanno fatto parte del processo creativo della musica classica. Improvvisazione che oggi è stata persa per lasciare spazio più alla codificazione e decodificazione del testo.


Il mondo passato della musica classica nasce e si evolve in modo maschilista e ciò, il lettore, lo può comprendere nel capito dedicato ai “castrati”, come il famoso Farinelli, che veniva usato per sostituire la voce femminile. Anche oggi, nonostante l’evoluzione dei tempi, la presenza femminile è molto ridotta. Vi è ancora molto da fare per ottenere la parità di genere. Un problema su larga scala che, purtroppo, non riguarda solo il mondo della musica classica.


La giovane direttrice scrive un saggio molto chiaro e accessibile a tutti che ricorda come la musica classica abbia saputo anticipare il presente, ma anche come possa essere una passione contemporanea, senza nostalgie, capace di migliorare l’esistenza.


Un testo che consiglio a tutti gli appassionati, ma anche ai semplici curiosi.


 

Alcune note su Beatrice Venezi

Beatrice Venezi, nata a Lucca nel 1990, tra i più giovani direttori d’orchestra donna d’Europa, ha diretto orchestre in tutto il mondo: dal Giappone all’Argentina, dal Libano al Canada. Per Utet ha pubblicato Allegro con fuoco. Innamorarsi della musica classica (2019) e Le sorelle di Mozart. Storie di interpreti dimenticate, compositrici geniali e musiciste ribelli (2020).


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