RECENSIONE: Nessun nome per Emilio (Fabio Moràbito)

Aggiornamento: 21 feb




Autore: Fabio Moràbito

Editore: Exòrma, 2021

Pagine: 166

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 15.50

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Trama

Emilio gironzola ogni giorno nel cimitero semiabbandonato dietro casa, cercando il proprio nome tra quelli ancora leggibili sulle lapidi scolorite. E un bambino con una memoria prodigiosa e anomala che non può fare a meno di "comprimere tutti i nomi dei morti nel pantheon portatile della sua testa". Il suo nome però non può pronunciarlo se prima non lo trova, perché i defunti lo sentirebbero e, pur di appropriarsene, cercherebbero di farlo morire. Nei vialetti invasi dalle erbacce, Emilio incontra una donna che ha l'età di sua madre e il richiamo del sesso si fa potente, è una forza scontrosa, incontrollabile, che lo consegna all'irrequietezza della pubertà, giocosa e morbosa. Mentre Emilio affronta le ansie dell'adolescente e flirta con la morte, la narrazione sembra voler conservare a oltranza quel modo di conoscere proprio dell'infanzia e che ha nella fantasia il suo cuore pulsante, come se fosse possibile portarselo dietro, intatto, quel mondo nutrito dall'incanto.


Recensione

L’autore di questo romanzo è nato in Egitto e ha passato i primi quattordici anni a Milano, prima di stabilirsi a Città del Messico e ha scritto questo piccolo libro, meno di duecento pagine, che si legge in una giornata, la cui ambientazione è un cimitero. Un cimitero che si trova vicino a casa di Emilio, un ragazzino di dodici anni che passeggia in mezzo alle lapidi con un bastone che ricerca nell’aria le barzellette e ogni tanto ne sbuffa una fuori, e che "soffre" di un disturbo della memoria che gli fa ricordare tutti i nomi che legge. Ha deciso di cercare nel cimitero il proprio, perché se non dovesse esserci nessun Emilio, teme che i morti lo uccideranno per rubargli il nome.


Mentre passeggia per il cimitero, il nostro protagonista conosce una donna. Ha perso suo figlio, che era una peste e aveva la stessa età del protagonista. Ogni settimana torna per portargli delle margherite. Emilio e la signora legano, in modo strano, morboso, vagamente inquietante, anche se la signora lo ha accompagnato a casa e ha conosciuto sua madre, convincendola a lasciarsi fare un massaggio. A ben vedere questo libro è un romanzo che parla tanto di morti quanto di eros, dell’inizio della pubertà, di sensi che si risvegliano confusi e non sanno bene cosa fare, perché la mente è ancora dall’altro lato dell’infanzia.

I veri protagonisti di questo libricino sono i due impulsi che dominano l'uomo: eros e thanatos.

Emilio non conosce solo la donna che ha perso suo figlio, e neanche lei conosce soltanto Emilio nel cimitero: il cimitero è frequentato dal padre di Emilio; dal custode che non sa leggere né scrivere; dal suo giovane assistente, Adolfo, che cambia le date sulle lastre perché i morti risultino più giovani e vengano adottati dai frequentatori del cimitero una volta che i loro parenti sono morti e le loro lapidi dimenticate. Il cimitero è semi-abbandonato, a tratti quasi selvaggio: ci sono angoli che collimano col bosco, una vegetazione che non si tiene a bada, un uomo col machete di cui Emilio è terrorizzato.


Un romanzo breve, ma intenso in cui, nella cornice del cimitero, entrano in gioco i temi più profondi e irrinunciabili per noi esseri umani: amore, morte, sesso, infanzia, dolore, scoperta. Insomma, la vita stessa.


Un libro poetico, talvolta ironico, soffuso e denso. Ambivalente come tutto ciò che riguarda gli esseri umani per i quali, si sa, ogni sentimento contiene anche il suo contrario. Emilio, con il suo essere bambino non più bambino è testimone ed emblema del meraviglioso e terribile mescolarsi di tutte le cose. Oltre che della mai abbastanza compresa importanza della questione del nome. Un libro che provoca e che apre a molte domande.


 

Alcune note su Fabio Moràbito

Favio Moràbito è nato in Egitto da genitori italiani, ha passato la sua infanzia a Milano. Dai quattordici anni vive a Città del Messico. Nonostante l’italiano sia la sua lingua madre, ha scritto tutti i suoi libri in spagnolo.

Poeta, prosatore e saggista è molto noto in Spagna e America Latina. La sua vasta produzione ha ottenuto numerosi premi, tanto per la poesia quanto per la narrativa, l’ultimo in Francia nel 2018: il prestigioso premio Roger Caillois, per la totalità della sua opera.

Ha scritto il libro per bambini Cuando las panteras no eran negras (White Raven Prize), pubblicato in Italia da Salani (Quando le pantere non erano nere). Ha raccolto e pubblicato Cuentos populares mexicanos, un libro di 125 racconti orali messicani, (White Raven Prize).

È traduttore dall’italiano di numerosi romanzi, poesie, saggi e libri per bambini. Nel 2005, Galaxia Gutenberg ha pubblicato la sua traduzione dell’opera completa di poesia di Eugenio Montale. Dall’italiano ha tradotto anche libri di Torquato Tasso e di Patrizia Cavalli.


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