RECENSIONE: Un naufragio (Daniele Pasquini)

Aggiornamento: 18 nov




Autore: Daniele Pasquini

Editore: SEM, 2022

Pagine: 192

Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 17.00 (cartaceo), € 3.49 (ebook)

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Trama

Valentina e Tommaso sono due trentenni come tanti: un'esistenza incerta, in bilico tra contratti a progetto e il sospirato posto fisso, qualche aperitivo in riva all'Arno, la ricerca di una casa che, con i loro stipendi, non possono permettersi. Nel momento in cui si sposano, sono già in crisi, anche se fingono di non vederlo. Il viaggio di nozze alle Seychelles è un disastro. Moglie e marito parlano poco e, quando lo fanno, escono fuori solo recriminazioni e malcontenti. Così, il ritorno a casa è vissuto come una liberazione. Ma il destino ha piani diversi per loro: il piccolo aereo su cui sono in volo viene sorpreso da una tempesta, nella turbolenza il portellone si spalanca e i due giovani vengono scaraventati giù. È un miracolo che sopravvivano, e sembra ancor più un miracolo l'isola che riescono a raggiungere, allo stremo delle forze. Ma Valentina e Tommaso ci mettono poco a comprendere la terribile verità: l'atollo è deserto. Una lunga spiaggia bianca, qualche uccello marino, una foresta lussureggiante e, all'orizzonte, soltanto il blu sterminato dell'oceano. Per i due naufraghi comincia una lotta per la sopravvivenza: la ricerca dell'acqua e del cibo, il fuoco da accendere, un riparo da costruire. Una prova estrema, senza strumenti né competenze per affrontarla, che li porterà a confrontarsi con una natura tanto ostile quanto affascinante. Eppure, in quell'isolamento forzato, Valentina e Tommaso trovano finalmente il coraggio per guardarsi dentro, analizzando le paure e le incomprensioni che stanno disintegrando la loro storia. E così l'isola deserta diventerà anche un'insperata occasione di salvezza: un viaggio attraverso i propri incubi e i propri ricordi, per tentare di uscirne, ancora una volta, insieme. Con un mix di ironia e di profondità psicologica, Pasquini attualizza il topos dell'isola deserta ai giorni nostri e se ne serve per raccontare l'avventura più pericolosa e affascinante di tutte: l'amore tra due esseri umani che si sono scelti, tra milioni di altri, con il folle obiettivo di diventare una cosa sola.


Recensione

La premessa narrativa di questo romanzo non è tra le più semplici, ma nemmeno tra le più disastrose: due neo-sposi, di ritorno dalla luna di miele alle Seychelles, si salvano da un incidente aereo e si ritrovano su un’isola deserta, con spiagge bianche e crostacei polposi, in attesa che qualcuno arrivi a salvarli. Poteva sicuramente andare meglio, ma anche molto peggio.


Purtroppo sia Valentina che Tommaso, i due protagonisti del romanzo, riescono a essere stupiti della loro sopravvivenza, complici la consapevolezza dei loro ruoli di naufraghi e soprattutto una grande crisi che incombe su di loro dal mese prima del matrimonio.


Prima del disastro aereo erano due perfetti rappresentanti della contemporaneità: trentenni, incompleti, connessi ai social, discontinui, indecisi. Cercavano loro stessi e giravano su loro stessi, tra aperitivi sull’Arno e lavori a tempo determinato, infelici.


Dopo il naufragio la crisi della coppia si manifesta in tutta la sua potenza: Valentina è stufa della mollezza del marito, della sua poca reattività e aderenza al reale, mentre Tommaso non ne può più delle pose, dell’organizzazione, della poca poesia della moglie.


Nessuno dei due fa mai quello che l’altro vorrebbe, eppure è evidente che la storia tra loro non sia ancora finita. Tra frutti esotici, ricerca della legna con cui accendere un fuoco e manifestare la propria presenza alle navi e ricerca di altri esseri viventi, i due si avvicinano e allontanano come a bordo un elastico slargato.


Questo libro racconta la nuova età pre-maturità, quella dei trent’anni, e la riassume in una fuga dalle responsabilità, dalla crescita, dal doversi dire in faccia che alcune cose proprio non vanno. Un tentativo escapista alla Mediterraneo di Gabriele Salvatores, per evadere dalla guerra delle proprie vite. La bellezza delle storia sta però nel fatto che la fuga non fa altro che mettere i protagonisti di fronte alle proprie scelte e ai propri errori, invece di permettere loro di fuggire.


L'autore è ironico e cinico quanto basta per rendere i personaggi irritanti o adorabili, a seconda delle occasioni. Oltre a ciò, lo scrittore è abile nell'alternare e mescolare la storia d’amore al genere survival, il romanticismo alla cottura di un granchio pescato a fatica.


Un libro che consiglio a tutti coloro che cercano una lettura fresca e divertente, estiva.


 

Alcune note su Daniele Pasquini

Daniele Pasquini è nato nel 1988 in provincia di Firenze e lavora come comunicatore e addetto stampa. Ha esordito in narrativa nel 2009 con Io volevo Ringo Starr, seguito dal romanzo breve Le rockstar non muoiono mai e dalla raccolta Ripescati dalla piena, tutti usciti per Intermezzi Editore. Suoi racconti sono comparsi su riviste e antologie.


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