RECENSIONE: The English Game

Aggiornato il: feb 6


Voto: 3/5

Piattaforma: Netflix

Anno: 2020

Puntate: 6

Durata: 43-55 minuti (puntata)

Genere: #storico, #sportivo, #miniserie_tv


Trama

James Walsh, proprietario del mulino di Darwen e del Darwen FC, decide di pagare segretamente due calciatori scozzesi, Fergus Suter e Jimmy Love, per rinforzare la squadra in vista dei quarti di finale della FA Cup 1879. Gli avversari sono gli Old Etonians, una squadra composta da gentiluomini dell'alta borghesia londinese e capitanata da Arthur Kinnaird.


Recensione

C'è stato un tempo in cui il calcio, il passatempo popolare per definizione nel mondo, era uno svago per nobili. Così ci viene presentato in questa miniserie.

La serie è stata creata da Julian Fellows, già autore noto per essere la mente creativa dietro Downton Abbey, e ruota proprio intorno alla genesi del calcio come attività professionale. La miniserie tuttavia non riesce a elaborare l’idea di epopea sportiva che pure vorrebbe raccontare, e ricade negli stilemi di un melodramma superficiale.

La storia ha inizio nel 1879, quando il titolare di un cotonificio ingaggia due bravi giocatori per migliorare le prestazioni della propria squadra, il Darwen. Squadre che è composta da proletari, destinata a perdere secondo le convenzioni e il divario con i gentiluomini che praticano la professione. Considerato anche che questi sono gli stessi che gestiscono l’amministrazione del campionato, il risultato è scontato. Qui la seconda particolarità è rappresentata dal fatto che i due giocatori ingaggiati, Suter e Love, sono pagati per giocare cosa anomala se non addirittura irregolare per i tempi. Proprio da questa situazione però si sviluppa un dibattito tra le classi più agiate e quella degli operai. La storia è raccontata dal punto di vista di Suter e di Arthur Kinnaird, calciatore famosissimo dell'epoca ed esponente di una famiglia di banchieri. Ma il calcio è anche lo sfondo di storie che parlano di padri alcolizzati e violenti, ragazze madri, aborti, tumulti e scioperi. Rispetto a Downton Abbey in questa miniserie si notano intrecci forzati, scontati e superficiali e tra le interpretazioni non ci sono punte di eccellenza, ma il livello generale risulta buono, adatto ai fini della rappresentazione. Nonostante tutto ciò la miniserie risulta piacevole e porta a conoscenza una storia interessante.

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