RECENSIONE: 10 giorni con Babbo Natale (Alessandro Genovesi)

Aggiornato il: feb 18



Voto: 3.5/5

Regista: Alessandro Genovesi

Interpreti: Fabio De Luigi, Valentina Lodovini, Diego Abatantuono

Anno: 2020

Durata: 110 minuti

Genere: Commedia



Trama

Sequel di “10 giorni senza mamma“, uscito nel 2019, “10 giorni con Babbo Natale” è la storia di Carlo, un uomo disoccupato che si occupa dei figli, vivendo una vita molto deludente accanto a sua moglie Giulia, alla quale viene offerta una promozione proprio pochi giorni prima di Natale.

Dovendosi recare in Svezia per accettare il lavoro, la coppia, assieme ai tre figli molto particolari: la piccola Bianca, il preadolescente e simpatizzante di estrema destra Tito e l’ambientalista Camilla, decide di passare il Natale insieme compiendo il tragitto su un vecchio camper di famiglia. Una volta superato il confine con l’Austria però, la famiglia si imbatte, o meglio investe uno strano uomo che sostiene di essere Babbo Natale, e così decide di dargli un passaggio fino a Stoccolma.


Recensione

Alessandro Genovesi continua la sua collaborazione con Fabio De Luigi che ci ha regalato diverse commedie che hanno risollevato il genere che ultimamente in Italia sta sprofondando nella banalità più totale.

Una film che sarebbe arrivata al cinema tra qualche giorno e che invece come molte altre, è costretta ad approdare sulle piattaforme. Ben accolta fin da subito dal pubblico e soprattutto da coloro che avevano già visto il primo film, “10 Giorni con Babbo Natale” è un prodotto leggero, da vedere in compagnia dei propri cari.

Giulia (Valentina Lodovini) è una donna in carriera contesa tra il lavoro, cui dedica la maggior parte del suo tempo, e lo sconforto di non riuscire a godersi gli affetti; Carlo (Fabio de Luigi), ora disoccupato dopo gli eventi del primo capitolo, vive quotidianamente la casa occupandosi dei tre figli: il filonazista Tito (Matteo Castellucci), l’ambientalista eco-friendly Camilla (Angelica Elli) e la spassosa Bianca (Bianca Usai) che non si risparmia per lo schermo con la sua incredibile presenza scenica. Per far fronte alle continue discussioni, alle diverse prospettive di vita e all’inevitabile disillusione dell’età adulta, Carlo costringe la famiglia a passare dieci giorni in viaggio nel camper che da giovane aveva visto sbocciare l’amore con Giulia. Sulla strada verso Stoccolma, dove Giulia deve sostenere un importante colloquio di lavoro, la famiglia si imbatte incidentalmente in Babbo Natale (Diego Abatantuono), e scambiandolo per un clochard frastornato da frequenti amnesie decide di accompagnarlo a casa. Lungo il tragitto gli spazi stretti intensificano le discordie tra i componenti della famiglia, e i contrasti calmierati troppo a lungo sembrano infrangere la speranza di riconquistare l’armonia. Credere in Babbo Natale diventa allora l’allegoria di un’infanzia a portata di mano, un periodo che restituisce, seppur nelle sue criticità, la magia natalizia e la convinzione che tutto, in fondo, sia possibile.

Se il primo capitolo diverte con le gag comiche di Fabio de Luigi, "10 giorni con Babbo Natale" convince grazie all’introspezione fedele nella psiche dei personaggi. La rappresentazione che Alessandro Genovesi porta sullo schermo è quella di un dramma familiare che si consuma di fronte all’estenuante difficoltà di conciliare carriera e affetti, uno scenario consueto che ritrae i suoi personaggi nel tentativo di recuperare gli occhi dell’infanzia per godersi un’ultima occasione di felicità condivisa.

Diego Abatantuono stupisce nei panni di un Babbo Natale un po’ stordito. Dietro la facciata di un’apparente stramberia si nasconde un personaggio amorevole che sa guardare e ascoltare, e non per merito del suo ruolo “magico” ma per l’incredibile empatia di cui è dotato. Babbo Natale qui comunica direttamente al cuore di chi è disposto a mettere da parte l’orgoglio per ritrovarsi immerso nel miracolo natalizio. Una performance malinconica del tutto inaspettata che rende questa pellicola un film accogliente tipico del periodo natalizio. Da guardare in famiglia.


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