RECENSIONE: Bullet Train (David Leitch)




Regista: David Leitch

Interpreti: Brad Pitt, Joey King, Aaron Taylor-Johnson, Brian Tyree Henry, Andrew Koji, Hiroyuki Sanada, Michael Shannon, Sandra Bullock, Bad Bunny

Anno: 2022

Durata: 127 minuti

Genere: Azione, Thriller



 

Trama

Un assassino di nome Ladybug sta lavorando a un nuovo incarico a bordo del treno più veloce del mondo. Dopo gli ultimi "lavori" andati a rotoli spera di portare a termine quest'ultima commissione senza incidenti ma il destino lo porta a scontrarsi con altri - letali - avversari da ogni parte del mondo, tutti con obiettivi che sono in qualche modo connessi tra di loro.


Recensione

David Leitch, al suo quarto film alla regia, stupisce e mostra ancora una volta le sue ottime qualità nel settore, probabilmente grazie al suo passato da stuntman. La pellicola è l’adattamento cinematografico del romanzo I sette killer dello Shinkansen scritto da Kōtarō Isaka.


Ladybug, sicario di professione, decide di cambiare vita a seguito di alcuni eventi sfortunati che lo hanno perseguitato in passato, accettando come ultima missione un semplice scippo assegnatoli per sostituire un collega inaffidabile. Desideroso di non utilizzare mai più la violenza a favore della comunicazione, Ladybug durante il suo ultimo lavoro deve tradire la promessa fatta a sé stesso in seguito ad una serie di eventi aventi a che fare con altri assassini.


Precisamente, sono ben sette i killer presenti sul treno ad alta velocità verso Tokyo, ognuno con un proprio scopo ed un proprio obiettivo. C’è chi lo fa per soldi e chi per vendetta, ma la sorte li ha voluti riunire, incrociando le loro vite e mettendoli davanti al proprio destino.


Sicuramente non è stato facile trasporre l’opera di Kōtarō Isaka, un libro dal grande successo sia in oriente che in occidente che prevede degli intrecci d’azione complessi mescolarsi ad una poetica che riflette in profondità su ciò che vogliano dire esattamente le parole destino e fortuna.


Il cambiamento più evidente del film rispetto al romanzo originale è l’etnia dei personaggi che nella pellicola sono maggiormente occidentali.


Dal punto di vista prettamente cinematografico, i personaggi della pellicola funzionano molto bene e sono riscritti in maniera tale da non far pesare il cambiamento riportato sopra. Ogni killer ha le proprie caratteristiche, la propria personalità ed il proprio background, analizzato ottimamente in quasi ogni caso nonostante la durata non eccessiva del film. Come ci si poteva aspettare però, proprio a causa delle due ore circa, non tutto ha avuto la stessa possibilità di essere approfondito e alcuni elementi lasciano il tempo che trovano.


La durata della pellicola di circa due ore è ridicola per lo spettatore, al quale il tempo sembra volare. Il film ha un ritmo estremamente intenso e costante che si prende un attimo per respirare solamente nei momenti di riflessione o di emozione, non lasciando mai lo spettatore senza intrattenimento, nonché il principale obiettivo raggiunto in modo eccellente dal film.


Un cast d’eccezione, condito da cameo inaspettati, lavora all’unisono in un opera che deve molto anche alle sue interpretazioni. Brad Pitt nei panni di Ladybug è l’ennesima dimostrazione che l’attore, in questa tipologia di ruolo, è ancora uno dei migliori, ma sono da sottolineare anche le interpretazioni di Aaron Taylor-Johnson in coppia con Brian Tyree Henry nei panni rispettivamente di Tangerine e Lemon, un duo dall’ottimo feeling che permette allo spettatore di emozionarsi, oltre che divertirsi.


La pellicola stupisce positivamente anche dal punto di vista visivo, con un David Leitch particolarmente ispirato in una regia che, tra ottime coreografie di combattimento e ottime trovate stilistiche, si conferma un vero mestierante dell’action comedy. Molto bene la fotografia, capace di trasformare un semplice treno in un parco giochi per gli occhi di chi guarda.


L'action cerca di trascendere ad un livello di profondità superiore tramite le riflessioni sul tema del destino e la dualità tra fortuna e sfortuna, riuscendoci bene, ma senza esagerare. Come ripetono i protagonisti del film, la fortuna e la sfortuna sono solamente punti di vista ed il destino è inevitabile, non puoi scappare da ciò che ti attende, ma solo guardare le cose da una prospettiva differente. Il messaggio appare chiaro allo spettatore ma, con qualche battuta in meno in determinati momenti, poteva acquisire maggiore forza.


Consiglio la visione a tutti coloro che cercano un un ottimo film d’intrattenimento che è sopra la media di altre pellicole di azione.


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