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RECENSIONE: Una storia straordinaria (Diego Galdino)

RECENSIONE: Una storia straordinaria (Diego Galdino)

Voto: 4/5 Autore: Diego Galdino Editore: Leggereditore, 2020 Pagine: 208 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 9.90 (cartaceo), € 9.90 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Luca e Silvia sono due ragazzi come tanti che vivono vite normali, apparentemente distanti. Eppure ogni giorno si sfiorano, si ascoltano, si vedono. I sensi percepiscono la presenza dell'altro senza riconoscersi. Fino a quando qualcosa interrompe il flusso costante della vita: Luca perde la vista e Silvia viene aggredita in un parcheggio. La loro vita, sconvolta, li porta a chiudersi in un'altra realtà e il destino sembra dimenticarsi di loro. Eppure, due anni dopo la loro grande passione, il cinema, li fa conoscere per la prima volta e Luca e Silvia finiscono seduti uno accanto all'altra alla prima di un film d'amore. I due protagonisti, feriti dalle vicissitudini degli eventi passati, si ritrovano, così, loro malgrado, a vivere una storia fuori dall'ordinario. Ma l'amore può essere tanto potente da superare i confini dei nostri limiti e delle nostre paure? E il destino, quando trova due anime gemelle, riesce a farci rialzare e camminare insieme? Recensione Luca e Silvia conducono due vite normali, non si conoscono, eppure, sembra che il destino giochi con loro: conoscono il loro profumo, si scontrano in mezzo a un marciapiede, e in qualche modo si baciano. Luca e Silvia, prima di conoscersi di persona, si conoscono attraverso i cinque sensi: l'olfatto, il gusto, il tatto, l'udito e la vista. Ma la vita prima di farli incontrare, realmente, gioca un tiro mancino ad entrambi: Luca perde uno dei cinque sensi, la vista; Silvia subisce un'aggressione. Due terribili eventi che sconvolgono loro la quotidianità. In una sala cinematografica, Silvia e Luca, si rivolgono la prima reale parola e, da quel momento, i due si avvicinano fino a diventare l'una per l'altro i timoni di due velieri. Entrambi i personaggi creati dalla penna dello scrittore sono due eroi normali feriti dalla vita, in cerca di un luogo dove fermarsi e bisognosi di mettere un punto al loro viaggio. Al lettore risulta facile entrare in sintonia con i protagonisti, entrambi i personaggi arrivano al cuore con immediatezza. La penna dello scrittore risulta molto incisiva, profonda, delicata e poetica. Un libro che si legge velocemente dove un ruolo importante lo giocano i dialoghi. Sovente, nel romanzo, vengono tirati in ballo i film (grande passione di Silvia e Luca). Per quanto mi riguarda ho trovato questa scelta molto interessante. Ciò che ho apprezzato meno è l'alto livello di romanticismo, quasi irreale. Un romanzo che consiglio a chi vuole immergersi in una romantica storia d'amore con l'eterna Roma come sottofondo. Alcune note su Diego Galdino Diego Galdino vive a Roma e ogni mattina si alza alle cinque per aprire il suo bar in centro, dove tutti i giorni saluta i clienti con i caffè più fantasiosi della città. Dopo shakerare, scrivere è la sua grande passione. Ha esordito conIl primo caffè del mattino (Sperling & Kupfer 2013). TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #diego_galdini, #voto_quattro

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RECENSIONE: E luce fu. Il filo rosso della fisica moderna (Gabriele Ghisellini)

RECENSIONE: E luce fu. Il filo rosso della fisica moderna (Gabriele Ghisellini)

Voto: 5/5 Autore: Gabriele Ghisellini Editore: Hoepli, 2021 Pagine: 176 Genere: Divulgazione scientifica, Scienza Prezzo: € 12.90 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Lo studio della luce ha accompagnato tutta la scienza moderna. Indagando la sua natura si è sviluppata la meccanica quantistica e si è arrivati a un nuovo modo di interpretare la realtà, in cui le particelle diventano onde e le onde si comportano come particelle. La costanza della velocità della luce ha permesso lo sviluppo della relatività speciale, aprendo la strada verso una nuova comprensione dello spazio e del tempo. Il comportamento della luce, influenzato dalla gravità, ha addirittura dimostrato come lo spazio, oltre che a contrarsi o allungarsi, possa torcersi e come la gravità cambi il fluire del tempo. Il libro si chiude con la spiegazione dei vari modi in cui la luce nasce, dalle cariche accelerate alla radiazione di Hawking, dalla prima luce del Big Bang al laser. Sono tutti concetti strani e affascinanti, che l'autore spiega nel modo più semplice possibile, spesso ricorrendo a esempi e aneddoti, mantenendo un tono informale, accattivante e divertente. Recensione Esistono delle domande semplici a cui è difficilissimo rispondere, anche per un adulto. Una di queste è senz'altro "Che cos'è la luce?". Se anche voi vi siete fatti questa domanda osservando un raggio di luce che filtra dalla finestra, vi consiglio di leggere il libro di Gabiele Ghisellini, astrofisico e divulgatore dell'Inaf. La risposta a questa domanda non è semplice e non lo è mai stata. La luce, e la volontà di capire la sua natura, ha rappresentato il filo rosso che, attraverso i secoli, ha riunito le menti più brillanti della scienza e ha portato al concepimento della fisica moderna. Nel lungo viaggio proposto dall’autore verso la comprensione della luce, il lettore conosce i protagonisti degli anni che sconvolsero la fisica, attraverso le loro scoperte, i loro incontri e interessanti aneddoti. Partendo da Newton, convinto sostenitore della natura corpuscolare della luce, si incontrano Hooke (definito lo scienziato senza volto e leggendo il libro si scopre il motivo) e Huygens, convinti della natura ondulatoria della luce, dimostrata successivamente da Young con un esperimento. Il lettore scopre come Maxwell arriva a capire che la luce sono onde elettromagnetiche e di come Rømer riuscì per primo a misurarne la velocità sfruttando Io, uno dei satelliti più grandi di Giove. Grazie alle istruzioni dell’autore, anche il lettore potrà della velocità della luce usando il forno a microonde e una tavoletta di cioccolato! Nel suo viaggio, Ghisellini descrive in parole semplici e moltissimi esempi, come la luce sia una macchina del tempo. Un intero capitolo è infatti dedicato allo spaziotempo, alle domande di un giovane Albert Einstein e alle risposte che si è dato, nel corso della sua lunga e proficua vita, arrivando a minare le basi della fisica classica con le sue teorie della relatività. Si impara che il tempo non scorre alla stessa maniera per tutti e che il tempo assoluto di Newton non esiste. Oltre a ciò si può rimanere piacevolmente sorpresi nel constatare che, sebbene la luce impieghi poco più di 4 anni a raggiungere Proxima Centauri, la stella più vicina a noi, dopo il Sole, se riuscissimo a costruire un’astronave in grado di muoversi a velocità prossime a quelle della luce, ci basterebbe un giorno per arrivare. L’autore racconta come, tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, si assiste a un fiorire di scoperte sensazionali che hanno portato alla nascita della meccanica quantistica, in grado di spiegare come un atomo emette luce. Grazie al racconto avvincente delle vicende di quegli anni, l’autore illustra come la meccanica quantistica sia stata una composizione corale di molti scienziati che hanno cambiato per sempre il nostro modo di concepire la realtà. Molti nomi vengono citati, eccone alcuni: Bohr, Luis de Broglie, Werner Karl Heisenberg, Max Born, Pascual Jordan, Paul Dirca, Erwin Schrödinger e il famoso paradosso del gatto e l'italiano Beppo Occhialini. Questo breve ma grande libro fa venire una gran voglia di saperne di più su tutti i personaggi geniali che hanno fatto la storia della fisica moderna e, attraverso le loro scoperte, avvicinarsi alla meccanica quantistica, una teoria definita dall’autore difficile, travolgente, illogica e affascinante. Non sia amareggiato il lettore se alla fine scopre che non tutto è ancora compreso. Come sostiene l'autore, "capire" è un processo a tappe, ma il bello del viaggio non è la meta; è il cammino. Alcune note su Gabriele Ghisellini Gabriele Ghisellini è dirigente di ricerca all’INAF – Osservatorio astronomico di Brera. È autore di oltre 400 pubblicazioni su riviste internazionali e nel 2005 è stato nominato commendatore per meriti scientifici dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Si occupa di astrofisica delle alte energie, di buchi neri e delle sorgenti cosmiche più potenti. Per Hoepli è autore di Astrofisica per curiosi (2019). TAG: #divulgazione_scientifica, #scienza, #gabriele_ghisellini, #voto_cinque

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RECENSIONE: Omicidio a Easttown

RECENSIONE: Omicidio a Easttown

Voto: 4.5/5 Piattaforma: Sky Anno: 2021 Puntate: 7 Durata: 55-64 minuti (puntata) Genere: Drammatico, Poliziesco Trama Ambientato nella cittadina di Easttown, nella Pennsylvania, il crime drama segue la vincitrice dell'Oscar Kate Winslet nei panni di Mare Sheehan, una detective che vede la sua vita cadere a pezzi mentre indaga su un omicidio locale. Molto popolare tra la sua gente, eredità di imprese passate che aumentano le aspettative sul suo operato, Mare rivela attraverso le sue esperienze e le sue indagini il lato oscuro di una comunità molto unita, offrendo un'analisi autentica di come le tragedie familiari e passate definiscano il presente delle persone. Mentre fatica a trovare le risposte, Mare affronta un privato sempre più precario, complicato dal trasferimento dell'ex marito Frank (David Denman) nella casa accanto alla sua e dalla nuova frequentazione con Richard (Guy Pearce), un professore di scrittura creativa appena arrivato in città. Recensione All’inizio sembra una normale serie poliziesca che si svolge nel contesto di un’ annoiata e cittadina della Pennsylvania. Un’adolescente viene trovata uccisa nella foresta. La poliziotta Mare Sheehan indaga cercando possibili collegamenti con il caso di un’altra giovane donna di Easttown, scomparsa da un anno (intreccio che, soprattutto nei primi episodi, crea efficaci atmosfere thriller e una buona dose di suspense). Poiché nessuna detective donna sarebbe completa senza le sue preoccupazioni, Mare è alle prese anche con i suoi complessi rapporti familiari, con il dolore mai davvero affrontato per il suicidio di suo figlio, e lotta per la custodia di suo nipote, ormai orfano di padre e con una madre dedita alla droga. Nel frattempo, nell’abitazione vicina alla sua si svolge la festa di fidanzamento dell’ex marito, mentre lei è in convivenza con madre e figlia nella sua stessa casa multigenerazionale situata in un posto dove quasi tutti sono imparentati con tutti, dove svolge la professione di poliziotta con conflitti d’interesse. Quando a Mare viene affiancato un collega nel personaggio del detective Colin Zabel (Evan Peters), l’autore Brad Ingelsby non aggiunge un altro cliché criminale alla sua serie, ma mostra piuttosto come questa miniserie ribalti tali cliché. Invece di usurpare il caso, Zabel sembra desideroso di imparare: si fida meno del suo addestramento alla polizia che della conoscenza dell’ambiente della sua nuova partner, anche se non è sempre la decisione giusta quella che prende, perché Mare agisce come un agente di polizia istintivo, ma si permette di attraversare confini che in realtà sono imperdonabili, mettendo insieme con testardaggine la sua vita privata e quella professionale. Solo quando il distintivo e l’arma saranno messi in discussione attraverso un periodo di forzato congedo, Mare si lascerà curare da uno psicologo. La sua disponibilità alla terapia in lenta crescita e il suo promettente corso sono ulteriori capovolgimenti del cliché della televisione poliziesca che consentiranno alla protagonista di arrivare all’accortezza necessaria per risolvere il caso di omicidio al centro della serie. La Winslet interpreta Mare come uno spettacolo di forza letteralmente ambulante, con un’andatura trascinante e caviglie permanentemente slogate che fanno male solo a guardarle. Ogni colpo del destino subito si fa vedere da qualche parte sul corpo della protagonista, ogni delusione viene esternata da una linea del suo volto. La performance della Winslet è una delle migliori di una lunga carriera leggendaria. Lo sviluppo del proprio ruolo si rivela gradualmente, e ciò che inizialmente ha segnato lo sfondo della serie viene messo a fuoco negli episodi successivi. Questa fiction parla meno di vittime, agenti di polizia e sospetti e più di infanzie complicate e madri assenti, combattive e traumatizzate. È da queste madri che arriva l’ultimo briciolo di solidarietà che hanno gli abitanti di Easttown. Per Mare il caso dell’omicidio diventa quindi anche una questione di coscienza. Può risolverlo? E soprattutto: dovrebbe? Nulla cambierebbe per la famiglia della vittima con la soluzione del caso, per gli altri della comunità, invece, tutto. Dipendenza, infedeltà, violenza sessuale e omicidio: Omicidio a Easttown potrebbe sembrare tutto ciò che resta della classe media americana, ma non è così. Non solo l’ubicazione della classe apparirebbe discutibile in questo giudizio, ma proprio perché non è misera pornografia, la serie può competere con modelli cinematografici come Mystic River oTre manifesti a Ebbing, Missouri. Ingelsby racconta la sua storia con la giusta durezza, ma allo stesso tempo la vanifica con momenti di sollievo faticosamente conquistati. Questi momenti nascono durante una conversazione tra pizza e birra o al funerale di un personaggio secondario apparentemente insignificante, nulla e nessuno è lì per caso e tutti gli elementi concorrono a creare una compattezza nella trama, che anche se meno ritmata nella seconda parte, dove maggiore spazio viene lasciato all’introspezione, fa sicuramente di questo show una delle produzioni migliori dell’anno. TAG: #sky, #HBO, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Il dio degli incroci. Nessun luogo è senza genio (Stefano Cascavilla)

RECENSIONE: Il dio degli incroci. Nessun luogo è senza genio (Stefano Cascavilla)

Voto: 4.5/5 Autore: Stefano Cascavilla Editore: Exòrma, 2021 Pagine: 295 Genere: Narrativa italiana, Viaggi Prezzo: € 16.00 Acquista: Libro Trama «Nessun luogo è senza genio» scriveva un retore del IV secolo, testimone che ogni angolo di spazio ha una sua qualità invisibile. Il dio del luogo era una certezza, come il sorgere del Sole. Il dio degli incroci presidia i prati di San Bartolomeo nel massiccio del Terminillo come pure la Karakorum Highway o le routes del Nord America. Il Genius loci si rivela nei villaggi d'altura della valle dell'Homboro in Pakistan come a Praga o a Berlino. L'autore si imbatte nel genio dei boschi siberiani e nelle divinità delle Ande peruviane; ma anche edifici, mura, torri e fabbriche si comportano come gli ambienti naturali. Al racconto di viaggio si affianca un percorso nel pensiero e nelle opere del mondo antico e contemporaneo: da Plotino a Jung, da Platone e Bachelard, da Leopardi a Hillmann, dai miti greci alla cultura sapienziale cinese. Orfani dei miti antichi, non abbiamo avuto abbastanza tempo per consolidarne di nuovi e il nostro atteggiamento disilluso e predatorio ci relega in uno spazio desacralizzato, in una relazione dolorosa con la Terra, con un Cosmo che non si anima più. Tornare a vedere dove ora non vediamo più nulla è possibile. Recensione Molto probabilmente chiunque abbia fatto il liceo ad un certo punto ha incontrato l'espressione "genius loci" e altrettanto probabilmente la prima cosa che è venuta in mente è stato il genio blu dei cartoni animati. Ovviamente in questo caso non si tratta di quel tipo di genio; si parla invece di uno spirito, che per quanto invisibile, esiste e caratterizza tutti i luoghi, questo è il concetto alla base del libro. L’idea di uno “spirito del luogo” è vecchia come l’umanità, e per quanto la civiltà moderna occidentale sembra essersene dimenticata, non è ancora così per buona parte del resto del mondo. L’autore, Stefano Cascavilla, viaggiatore, alpinista, architetto e appassionato di psicologia analitica viaggiando intorno al globo, interroga il mito millenario del dio del luogo per comprendere la qualità invisibile di vette, foreste, edifici e strade considerando il loro aspetto inconscio ed archetipo. Nel libro ci sono molteplici riferimenti a luoghi, culture, popolazioni e tradizioni di tutti i continenti: Mali, Pakistan, Perù, Europa; ovviamente non manca l’Italia e in particolare Roma, la cui cultura fu una delle più ricche in termini di spiritualità legata ai luoghi. Insomma sembra quasi una sorta di viaggio attorno al mondo che ci fa scoprire come tutti gli esseri umani durante la storia abbiano cercato in qualche modo di spiegare quel legame che sentiamo in certi posti. Questi brevi reportage di viaggio durano in genere un paio di paragrafi da cui l’autore poi prende spunto per argomentare un concetto specifico o un aspetto particolare riguardante gli spiriti dei luoghi. Avrei preferito una maggiore sviluppo per queste sezioni in modo da avere una maggiore alternanza tra il "vissuto" e la "teoria". La parte teorica, infatti, assume l’aspetto di spiegazioni del pensiero di numerosi pensatori come, uno su tutti, il tedesco Jung, passando poi per Plotino, Goethe e molti altri. Alcune pagine sembrano in effetti un ripasso della filosofia imparata al liceo e hanno quindi il limite di poter risultare sia molto interessanti che molto noiose, dipende dal lettore. Un libro che spazia dal reportage di viaggio al manuale di filosofia, passando per molteplici altre materie tra cui storia, architettura, geografia, antropologia e psicologia. L'autore, attraverso questo scritto, invita a recuperare sensibilità e un rapporto soggettivo con i luoghi, che siano periferie disastrate, metropoli sconfinate o paradisi naturalistici. Un buon libro per gli amanti dei viaggi e della filosofia. Alcune note su Stefano Cascavilla Nato a Roma dove vive e lavora. Laureato in Economia, Cascavilla ha collaborato a lungo con General Motors per poi conseguire una laurea in Architettura e fondare lo studio di progettazione outsider architettura. Ha approfondito lo studio del Feng Shui e delle discipline tradizionali di progettazione. Istruttore di alpinismo, dal 2012 attraversa a piedi l’Europa in solitaria, ripercorrendo i grandi cammini dell’antichità. Collabora con associazioni no profit per la realizzazione di scuole presso paesi in via di sviluppo. È appassionato mitologo e studioso della psicologia analitica junghiana. TAG: #narrativa_italiana, #viaggi, #stefano_cascavilla, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: I marziani siamo noi. Alla ricerca di un'altra Terra (G. F. Bignami, P. Caraveo)

RECENSIONE: I marziani siamo noi. Alla ricerca di un'altra Terra (G. F. Bignami, P. Caraveo)

Voto: 5/5 Autore: Giovanni F. Bignami, Patrizia Caraveo Editore: Zanichelli, 2019 Pagine: 264 Genere: Saggi, Astronomia Prezzo: € 14.30 Acquista: Libro Trama Siamo soli nell'universo? Hanno cominciato a chiederselo i filosofi greci, e ancora cerchiamo una risposta. Ma dalle parole si è passati ai fatti. Un quarto di secolo dopo la scoperta del primo pianeta extrasolare, adesso ne conosciamo migliaia, molti simili alla Terra. Sappiamo che ogni stella della nostra galassia ha almeno un pianeta e questo moltiplica le possibilità di trovarne altri abitabili, con altre forme di vita. Ma ancora non sappiamo come descrivere gli "alieni". Per non farci trovare impreparati, continuiamo a esplorare il cielo con telescopi e sonde spaziali. E le sorprese sono continue. Inseguiamo l'acqua e la troviamo ovunque: un lago sotterraneo nel polo sud di Marte, ghiaccio sull'asteroide Cerere, oceani con sorgenti termali su Encelado, lo splendido satellite ghiacciato di Saturno. Ma iniziamo a trovare acqua anche nell'atmosfera di alcuni pianeti extrasolari. Non abbiamo ancora trovato una nuova Terra, ma siamo sulla buona strada. Ancora per un po' di tempo però possiamo continuare a considerarci esseri speciali e a pensare che i marziani siamo noi. Recensione Questo volume è la seconda edizione aggiornata del saggio "I marziani siamo noi" scritto dal compianto Giovanni Bignami, astrofisico famoso in tutto il mondo per le sue ricerche ma anche per le sue attività di divulgazione scientifica. Si tratta di uno strumento utile che introduce quelle che sono le più importanti scoperte alla base dell’astronomia moderna. “La ricerca è un treno che non si ferma e questo libro fornisce un bellissimo esempio di quanto si possa imparare in meno di dieci anni”, esordisce l’astrofisica Caraveo, che è l’autrice di tutte le parti che sono state aggiornate rispetto alla precedente edizione. L’argomento centrale del libro è la ricerca di vita fuori dal Sistema Solare in altri mondi simili al nostro e per arrivarci, Giovanni Bignami parte da molto lontano, raccontandoci la nascita e l’evoluzione del nostro universo in un susseguirsi di informazioni che guidano il lettore lungo un viaggio nell’astrofisica. Bignami, conosciuto da molti come Nanni, è in grado di affrontare e condensare in poche pagine un argomento così ampio riorganizzandolo in modo interdisciplinare, dalla biologia alla chimica, passando perfino dalla letteratura alla filosofia. Il volume offre fatti e teorie, nonché idee e opinioni aperte, dall’astronomia di contatto alle prime esplorazioni spaziali. Il libro risponde in maniera diretta a quelle domande che tutti noi ci siamo posti almeno una volta osservando la volta stellata: "come è nata la vita sulla Terra?”, “c’è qualcuno là fuori?”. Il volume si apre con una strana, ma efficace analogia calcistica per raccontare oltre quattro secoli di storia della scienza: il derby tra l’uomo e l’universo; le due squadre si sfidano nello stadio Universal. Da qui in avanti i capitoli guidano il lettore in un’esplorazione che attraversa la luce e la materia alla scoperta delle origini dell’universo. Una appendice curiosa introduce il lettore a 15 miti da sfatare sull’astronomia come “le stelle sono eterne” e “gli alieni hanno lasciato tracce delle loro discese sulla Terra”. Infine, la sezione “Forse non sapevi che…” riassume e chiarisce i punti più interessanti trattati nei vari capitoli. Un libro ideale per curiosi e appassionati che desiderano conoscere i fenomeni della cosmologia moderna e che credono all’esistenza di forme di vita aliena nello spazio. Un saggio che tutti possono leggere. La sua prosa risulta scorrevole e piacevole, sempre comprensibile e a volte anche spiritosa. Alcune note su Giovanni F. Bignami Giovanni F. Bignami si laurea in fisica nel 1968 all'Università di Milano, nel gruppo del prof. Giuseppe Occhialini. Da allora si occupa di ricerca spaziale, partecipando alle principale attività in tale campo in Italia, Europa e Stati Uniti dagli anni settanta ad oggi. Ha partecipato attivamente alla progettazione e costruzione di numerosi satelliti scientifici. È stato nominato negli anni 1988-1997 Principal Investigator della missione XMM-Newton dell'ESA. Dalle collaborazioni con le missioni COS-B e XMM-Newton, è derivata una delle sue principali scoperte scientifiche: la stella di neutroni Geminga. Dal 1970 al 1990 è stato ricercatore presso il CNR. Nel 1990 è stato nominato professore ordinario di fisica generale all'Università di Cassino. Nel 1997 è stato nominato professore ordinario di Astronomia all'Università di Pavia. Dal 1997 al 2002 è stato anche Direttore Scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana dove ha avviato, tra l'altro, il programma di piccole missioni dell'ASI. Dal 2003 al 2006 è stato Direttore del Centre d'Etude Spatiale des Rayonnements a Tolosa, uno dei centri spaziali più importanti di Francia. È stato chiamato a far parte del Comitato di Valutazione della Ricerca dell'Agenzia spaziale francese (CNES). Dal gennaio 2004 al gennaio 2007 è stato Presidente dello Space Science Advisory Committee (SSAC) della Agenzia Spaziale Europea, che ha redatto il documento di programmazione scientifica dell'agenzia, Cosmic Vision 2015-2025. Il 16 marzo 2007, il Consiglio dei Ministri ha nominato il prof. Giovanni Bignami Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, carica mantenuta fino al 1º agosto 2008, data in cui è stato reso effettivo il commissariamento straordinario dell'Agenzia, avviato dal Consiglio dei Ministri n. 11 del 18 luglio 2008. È stato candidato non eletto alle Elezioni europee del 2009 (6, 7 giugno 2009) con il Partito Democratico per la circoscrizione elettorale 1 (Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria) con lo slogan "Più ricerca in Italia, più futuro in Europa". Dal luglio 2010 è Presidente del COSPAR (Comitato per la Ricerca Spaziale). Dal 10 agosto 2011 è Presidente dell'INAF(Istituto Nazionale di Astrofisica). Alcune note su Patrizia Caraveo Astrofisica di fama mondiale, è Dirigente di ricerca all’Istituto Nazionale di Astrofisica. Per i suoi contributi alla comprensione dell’emissione di alta energia delle stelle di neutroni, nel 2009 è stata insignita del Premio nazionale Presidente della Repubblica. Nel 2014, Women in Aerospace Europe le ha conferito l’Outstanding Achievement Award. È Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Fa parte del Gruppo 2003 per la ricerca scientifica e del progetto “100 donne contro gli stereotipi”. Tra le sue pubblicazioni: Conquistati dalla Luna (Raffaello Cortina, 2019). Vincitrice del Premio "Enrico Fermi" nel 2021. TAG: #saggi, #astronomia, #giovanni_f_bignami, #patrizia_caraveo, #voto_cinque

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RECENSIONE: La notte arriva sempre (Willy Vlautin)

RECENSIONE: La notte arriva sempre (Willy Vlautin)

Voto: 4/5 Autore: Willy Vlautin Editore: Jimenez, 2021 Pagine: 208 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Lynette ha poco tempo per non cedere alla sconfitta. Ad appena trent'anni, è già esausta. Eppure il suo sogno è modesto: comprare la casa in cui vive con la madre e il fratello e procurare loro quella sicurezza che non hanno mai avuto. Nella sua città, una Portland sempre più alla moda, i prezzi delle abitazioni in pochi anni sono più che raddoppiati, le case popolari sono state convertite in condomini prestigiosi, i negozi a gestione familiare rimpiazzati da boutique di lusso. È l'illusione del sogno americano: benessere per tutti. Ma c'è un prezzo da pagare, ed è un prezzo che non tutti possono permettersi. A Lynette sono serviti una miriade di lavori e l'aiuto della madre per poter trovare i soldi necessari all'acquisto. E quando la madre le nega i soldi promessi, è costretta a spingersi oltre i propri limiti per ottenere il denaro di cui ha bisogno. Ambientato nell'arco di due giorni e due notti, "La notte arriva sempre" segue la frenetica odissea di Lynette, una spirale di impotenza e speranza che la porta ad affrontare avidi riccastri e ambigui trafficanti, in una città nel pieno di un boom economico che la sta trasformando radicalmente. Mentre cresce l'angoscia e le sue richieste di aiuto rimangono inascoltate, Lynette fa una scelta pericolosa. Nel tentativo di salvare il futuro della famiglia, è costretta a immergersi nelle zone più oscure del proprio passato e a confrontarsi con la vera realtà della sua vita. Recensione Willy Vlautin, cinque libri al suo attivo di cui l'ultimo di quest'anno appena pubblicato in Italia è quello che sto per recensire. Esso è ambientato nella metropoli dell'Oregon che, nel romanzo di questo autore, è un agglomerato di edifici in piena trasformazione. Le agenzie immobiliari sono cuori pulsanti dentro un macchinario in piena fibrillazione. La protagonista si chiama Lynette, indimenticabile nella sua incrollabile determinazione a sopravvivere in mezzo alle intemperie. La donna abita alla periferia della città insieme alla madre alcolizzata e a Kenny, fratello cerebroleso, bisognoso di tutto. Se non ci fosse lei ogni cosa andrebbe in malora. Dal momento in cui decide di trovare i soldi per comprare la casa in cui vive fronteggiando la madre che le rema contro, a Lynette gliene accadono di tutti i colori; l’intrepida fanciulla ne esce sempre a testa alta, anche se con le ossa rotte. Mentre si agita alla ricerca spasmodica del denaro, entrando in contatto con la feccia della società, di cui lei stessa fa parte, il lettore scopre a poco a poco il suo triste passato: uomini che l’hanno sfruttata quand’era piccola, amiche pronte a spingerla sulla strada della perdizione, rapinatori che vogliono ingannarla, ricettatori senza scrupoli. Quest’umanità sfatta e tracotante viene peraltro ritratta nella medesima fragilità del personaggio principale. Memorabile il ritratto di Cody, psicopatico tossicomane, con la bottiglietta di Jägermeister sempre a portata di mano, gli orecchini, le braccia ossute, magro e smunto, che fuma una Marlboro dietro l’altra. A lui Lynette si rivolge per farsi aiutare ad aprire una cassaforte trafugata nella casa della sua migliore amica. Sembra il peggiore dei possibili interlocutori, eppure quando meno te lo aspetti, magari di notte, seduto in auto davanti al ristorante cinese, ti rivela da dove viene e perché è diventato ciò che è. In tutto ciò non bisogna dimenticare JJ Benada, ex protettore di Lynette. Nel racconto di questo questo sfacelo umano e sociale Willy Vlaudin però non si accontenta di narrare un evento o descrivere un paesaggio, ma inserisce qualcosa di più. Storie di passioni mortificate sullo sfondo di un nucleo urbano squallido e fatiscente, file di case al termine di strade asfaltate, al cui interno s’intravedono pensionati seduti sul divano sfondato davanti al televisore con le lattine di birra sparse sul pavimento e la coperta elettrica sui fianchi, parcheggi semiabbandonati nel retro dei ristoranti, fra immondizia e cartacce, officine dove loschi figuri trafficano su auto rubate. Non ci sono personaggi positivi in questo romanzo e la stessa Lynette non ispira simpatia eppure la sua storia, due notti e due giorni in una Portland piovigginosa e glaciale, ha il ritmo del thriller e il lettore non può far altro che seguire il suo folle percorso alla ricerca di giustizia. Un libro con una trama forte, a tratti violenta, personaggi al limite, capaci di tutto per ottenere ciò che vogliono. Non sappiamo cosa ne sarà di Lynette, l’ultima immagine è lei che sale sulla macchina per andare via, ma la speranza ardente del lettore che l’ha accompagnata lungo un percorso infernale di rabbia, dolore e prevaricazione è che possa farcela davvero ad iniziare una vita nuova. Quello che è presente in questo libro è senz'altro l'attenzione che l'autore ha per le classi sociali più deboli, costrette a lottare per una vita dignitosa. Con poche parole e grazie a dei dialoghi ben scritti, Vlautin riesce a caratterizzare ottimamente i personaggi e crea nella mente del lettore delle immagini difficili da dimenticare. Alcune note su Willy Vlautin Nato e cresciuto a Reno, in Nevada, è uno scrittore e musicista (leader dei Richmond Fontaine, ora membro dei Delines). È autore di sei romanzi: Motel Life (Jimenez 2020), Verso Nord (di prossima pubblicazione per Jimenez), La ballata di Charley Thompson (Mondadori 2014), Io sarò qualcuno (Jimenez 2018), The Free e La notte arriva sempre (Jimenez 2019 e 2021). Da La ballata di Charley Thompson è stato tratto il film Lean on Pete di Andrew Haigh, uscito negli Stati Uniti nel 2017; da The Motel Life è stato tratto il film omonimo (2012) diretto dai fratelli Alan e Gabe Polsky, con protagonisti Emile Hirsch e Stephen Dorff. Il film è stato presentato in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2012, dove ha vinto il Premio del pubblico e il Premio per la miglior sceneggiatura. Nel 2019, con Io sarò qualcuno, è stato finalista al Pen/Faulkner Award, uno dei più prestigiosi premi letterari degli Stati Uniti. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #willy_vlautin, #voto_quattro

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RECENSIONE: Buona la prima (Fabienne Agliardi)

RECENSIONE: Buona la prima (Fabienne Agliardi)

Voto: 5/5 Autore: Fabienne Agliardi Editore: Morellini, 2020 Pagine: 248 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 15.90 (cartaceo), € 5.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Maia è una giornalista sulla soglia dei quarant'anni. Ogni giovedì si ritrova con quattro amici: un libraio con la fissa dell'ucronìa, una filosofa, un fanatico di Foscolo e un archeologo maneggione. Una sera, tra i convenuti viene lanciata la fatidica domanda: «Qual è il primo libro che avete scelto di leggere?». Da qui Maia decide di ripercorrere la propria vita attraverso le sue "prime volte": il primo amore, il primo giorno di scuola, la prima neve, il primo appuntamento, il primo brutto voto, "quella" prima volta, e così avanti... Un divertente excursus fatto di tante sliding doors, connotato da un umorismo tagliente, in un alternarsi continuo di momenti nostalgici, situazioni surreali, difficoltà impreviste, battesimi obbligati e prove da superare, con l'immancabile compagnia di un'ironia cinica e smaliziata. Dal 1976 al 2017, le venti prime volte che contano di Maia attraversano quattro decenni di vita; sullo sfondo, una Milano che cambia insieme a lei. Sfuocate o nitide, le nostre prime volte le ricordiamo sempre: pezzi infrangibili di una galleria fotografica personale, sono tanto simili quanto diverse per ciascuno di noi. Presentazione di Sara Rattaro. Recensione Il romanzo di esordio di Agliardi è un libro divertente e ironico che si legge con il sorriso sulle labbra. Come sfondo il lettore trova una Milano che cambia con la protagonista, Maia Mao. Essa racconta al lettore le sue prime venti volte, un susseguirsi di momenti salienti della sua vita dal 1976 al 2017. Una giornalista quarantenne che, a partire dalla domanda "qual è stato il primo libro che hai letto?" posta da un amico facente parte del gruppo di incontri culturali, ripercorre le tappe più importanti della sua vita. Il tutto iniziando con la dichiarazione del suo primo libro letto: "I miei primi quarant'anni" di Marina Ripa di Meana. Già qui troviamo il messaggio di non prendersi troppo sul serio che vuole trasmettere l'autrice al lettore. Con uno stile brillante e un ritmo cadenzato che rende gradevole la lettura, Agliardi racconta delle prime volte significative della protagonista. Esse spaziano dall'amore alla scuola, dalla neve al cinema con l'alternanza di luce e buio come è la vita con i suoi eventi imprevedibili portatori di gioia e dolore. Non mancano i contatti con la malattia e la morte. Un romanzo che sicuramente fa stilare, nel lettore, una personale lista di prime volte. Un volume fresco, originale, che scorre veloce e che qualche volta fa soffermare il lettore su dettagli apparentemente dimenticati, su piccole e preziose storie che si hanno nei cassetti della memoria e che bisogna solo riprendere in mano. Proprio come se si stesse sfogliando un album di fotografie. Un opera prima assolutamente meritevole di lettura. Leggera, ma con fine sensibilità. Alcune note su Fabienne Agliardi Fabienne Agliardi avrebbe dovuto chiamarsi Gaetana solo per ereditare una casa da una vecchia zia senza figli. Tuttavia, al fotofinish, i genitori preferirono un nome esotico; così la casa andò in beneficenza e lei deve pagarsi il mutuo. Vive a Milano con marito, figlia e gatta. Giornalista, laureata in Lingue con una tesi sulle parodie, collabora con Mondadori ed è Direttore Editoriale di Teatro.it, ma la pagnotta se la guadagna lavorando nella Comunicazione della Direzione Alumni dell'Università Bocconi. Il suo primo racconto risale al 1987 ed è stato pubblicato sul giornalino del convento dei frati cappuccini di Salò, al tempo presieduto da suo zio Padre Pierfranco. Dopo tre anni di scuola di scrittura e alcuni concorsi dove si è ben piazzata con racconti brevi, ha pensato fosse giunta l’ora di andare oltre le cinque pagine. Buona la prima – venti prime volte che contano è il suo primo romanzo. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #fabienne_agliardi, #voto_cinque

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RECENSIONE: Una giornata con Galileo. Capire l'astronomia (Arnaud Cassan)

RECENSIONE: Una giornata con Galileo. Capire l'astronomia (Arnaud Cassan)

Voto: 5/5 Autore: Arnaud Cassan Editore: Espress Edizioni, 2020 Pagine: 172 Genere: Saggi, Astronomia Prezzo: € 14.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Un giorno scopriremo un altro mondo abitato? Il nostro universo è unico? Mettetevi nella vostra miglior poltrona e lasciatevi guidare da Arnaud Cassan alla scoperta del nostro universo e dei suoi esploratori. Galileo è stato il primo a puntare un cannocchiale per osservare i pianeti in movimento in un cielo che all'epoca si riteneva fisso, immutabile. Dal buco nero supermassiccio nascosto al centro della Via Lattea fino alla scoperta degli esopianeti, questo libro disegna il ritratto dell'universo come lo conosciamo oggi, cinque secoli dopo Galileo. Recensione Una giornata con Galileo. Capire l'astronomia.....oppure come è stata costruita la nostra concezione dell'Universo. Questo potrebbe sostituire il sottotitolo di questo saggio. Una libro che è una perla della divulgazione scientifica. Esso si avvale della compagnia di Galileo per far scoprire al lettore il cambio di paradigma che lo scienziato pisano introdusse ponendo le basi del metodo scientifico. Con uno stile rigoroso ed elegante, Arnaud Cassan racconta e spiega come a poco a poco l'uomo abbia ripreso il suo posto nell'Universo, come il Sole ha conquistato il suo posto al centro del sistema solare, come le comete hanno aiutato ad accettare la teoria della gravità di Newton, come il sistema solare ha preso forma e poi si è espanso con la scoperta di nuovi pianeti, ma anche di asteroidi. Il lettore scopre come l'uomo ha progressivamente compreso che la nostra Via Lattea non è altro che la Galassia che ci ospita e la cui osservazione minuziosa ne rivela la struttura a spirale; di come le nebulose che popolano il cielo finiscono per svelare il loro il loro segreto e rivelarsi anche essere, in parte, di altre Galassie, Isole-Universo immaginate da Kant più di un secolo prima. Il nostro mondo sta crescendo, i pianeti vengono scoperti intorno ad altre stelle e l'umanità sta sempre più realizzando il vero posto nella vastità dell'Universo. In questo bel volume si incontra un po' di storia dell'astronomia indispensabile per capire che la nostra conoscenza del mondo non è un dogma, ma è stata costruita, passo dopo passo, come un gigantesco puzzle di cui osserviamo attentamente ogni tassello prima di provare a collocarlo. Un libro ben documentato e scritto in modo chiaro che personalmente farei leggere a partire dai quindici anni di età, ma che consiglio a chiunque voglia ampliare il proprio campo visivo. Non conoscevo questo autore ed inizialmente ero timoroso vista la difficoltà della materia, ma ora posso dire che si è rivelata una lettura entusiasmante. Alcune note su Arnaud Cassan Professore alla Sorbona, Arnaud Cassan lavora presso l’Istituto di Astrofisica di Parigi (IAP), dove si occupa di esopianeti . Autore di numerosi saggi e articoli, ama condividere la propria passione per l’astronomia. TAG: #saggi, #astronomia, #arnaud_cassan, #voto_cinque

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RECENSIONE: L'ordine (Daniel Silva)

RECENSIONE: L'ordine (Daniel Silva)

Voto: 4.5/5 Autore: Daniel Silva Editore: HarperCollins, 2021 Pagine: 408 Genere: Narrativa straniera, Thriller Prezzo: € 14.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Quando Papa Paolo VII muore inaspettatamente, Gabriel Allon viene convocato a Roma dal segretario personale del pontefice, che ha ottime ragioni per sospettare che il Santo Padre sia stato assassinato: la guardia svizzera in servizio davanti agli appartamenti papali quella sera è scomparsa, e così pure la lettera che il pontefice stava scrivendo. Una lettera indirizzata proprio a Gabriel Allon... L'ex capo dell'Intelligence israeliana accetta di indagare, e scopre che il pontefice stava combattendo una guerra privata contro il potentissimo Ordine di Sant'Elena, e che intendeva affidare proprio a lui un misterioso e controverso libro trovato nell'Archivio segreto del Vaticano. Ma l'Ordine è disposto a tutto per evitare che quel volumetto arrivi nelle mani di Allon, e lui è altrettanto deciso a trovare le prove della cospirazione. Sarà una missione all'ultimo respiro, che lo porterà da Firenze a un monastero di Assisi, dai sotterranei dell'Archivio Vaticano alla Cappella Sistina, dove Allon assisterà a un evento a cui nessun laico era mai stato ammesso prima di lui: la sacra consegna delle chiavi di San Pietro al nuovo papa. Recensione Se fosse un film di azione L'Ordine, l'ultima fatica letteraria di Daniel Silva non lascerebbe tregua né fiato perché il ritmo è incalzante fino allo spasmo. Essendo un libro, invece, posso affermare che le pagine fanno scintille quando le si gira e che una volta cominciato non si riesce a smettere, perché a quel punto diventa quasi una sfida lettore/autore, dall’esito scontatissimo, ma pur sempre una sfida. I punti salienti della narrazione sono essenzialmente quattro: il mistero che grava sulla morte del pontefice in carica, un vangelo apocrifo tenuto segreto negli archivi vaticani, un Ordine potentissimo che vuole mettere sul seggio pontificio un suo adepto, un agente del Mossad a cui il papa trovato morto stava scrivendo una lettera. L'autore mescola sapientemente tutto questi ingredienti e imbastisce pagine di grande tensione letteraria dove indagine, mistero, poteri occulti e Mossad riescono a convivere in una trama intensa e affascinate. Una conferma assoluta risulta, poi, la figura del protagonista Gabriel Allon, spia, agente segreto appassionato d’arte e di restauro, sempre impegnato in pericolose missioni nell’ambito del terrorismo islamico e che in questa nuova avventura parte da Venezia dove si trova in vacanza con la propria famiglia. Quando il papa in carica viene rinvenuto morto sta scrivendo proprio una missiva ad Allon; una missiva che parla di un segreto che se rivelato può inficiare il potere della Chiesa Romana, portare scompiglio nel Vaticano e lasciare campo libero ai nemici occulti del Soglio Pontificio. Quello che colpisce di più nel nuovo romanzo di Silva è la bellezza di una scrittura immediata e scorrevole che rende fluida e affascinante la lettura anche nelle pagine in cui la sovrapposizione dei vari soggetti narrativi potrebbero far disperdere l’attenzione del lettore. Insomma, un romanzo di genere da leggere assolutamente per chi ama gli intrighi, i misteri e le storie di spionaggio in salsa vaticana. Alcune note su Daniel Silva Daniel Silva è nato in Michigan nel 1960; vive con la moglie e i due figli a Washington. Nel 1984 ha iniziato la carriera giornalistica lavorando per United Press International, per poi diventare produttore televisivo della CNN. Tutte le sue opere, The Kill Artist, The English Assassin, The Confessor, A Death in Vienna, Prince of Fire, The Messenger, The Secret Servant, The Defector, sono entrate nelle classifiche dei libri piú venduti. Del 2012 è Il caso Rembrandt (Giano); del 2014 sono L'angelo caduto e La ragazza inglese. I suoi libri sono stati pubblicati in Italia da Mondadori e da Giano. TAG: #narrativa_straniera, #thriller, #daniel_silva, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Bull Mountain (Brian Panowich)

RECENSIONE: Bull Mountain (Brian Panowich)

Voto: 5/5 Autore: Brian Panowich Editore: NN Editore, 2017 Pagine: 295 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea, Thriller Prezzo: € 17.10 Acquista: Libro Trama I Burroughs sono una famiglia di fuorilegge. Il loro clan vive da sempre di traffici illegali. A Bull Mountain, Georgia, nel cuore della foresta, sono padroni di un impero selvaggio, costruito sul traffico di whiskey e poi “evoluto” nella coltivazione di marijuana e nella produzione di droghe sintetiche. La montagna, quella montagna, è il loro regno, e niente è più importante. Rye è morto proprio per questa ragione: perché non si possono tagliare impunemente le radici che legano quella stirpe alla sua terra e alle sue leggi implacabili; neanche un Burroughs può farlo. Oggi tocca a Clayton sfidare il destino. Reietto lo è da un pezzo, da quando ha deciso di fare lo sceriffo, proprio lì, a Bull Mountain. Ora un agente federale, Simon Holly, gli propone uno strano patto: convincere il fratello Halford, il capo della famiglia, a incastrare l’organizzazione di Miami che fornisce al clan le armi; in cambio c’è la promessa di graziare tutta la banda, purché rinunci ai suoi affari. Clayton sa che rischia la vita. Ma non sa ancora che il motivo per cui rischia tutto non è soltanto la tenace violenza del fratello. Holly, infatti, porta con sé un disegno segreto. C’è uno spettro del passato che incombe su Bull Mountain. E vuole vendetta: una sentenza che, pagina dopo pagina, si lascia scoprire in tutta la sua ferocia. Recensione Questo romanzo, opera prima dell'autore, è stato finalista nella categoria Mystery/Thriller del Los Angeles Times Book Prize 2016 accanto ad autori del calibro di Don Winslow. La saga è composta da altri due volumi: Come Leoni. Ritorno a Bull Mountain (NN Editore, 2018) e Hard Cash Valley. All'ombra di Bull Mountain (NN Editore, 2021). L’opera di Panowich, già musicista girovago e pompiere volontario in un piccolo paese della Georgia, è un godibile intreccio tra, Lansdale, McCarthy e Don Winslow. Cocktail di questo tipo, così di moda, rischiano di deludere e di risultare indigesti. Ma non è questo il caso. Primo perché nel romanzo domina un binomio di successo, terra e famiglia, cornice ideale di qualsiasi tragedia ben riuscita, specialmente quando si tratta di narrare un’epopea malavitosa e cruenta. Secondo in quanto il libro funziona anche come sceneggiatura, già pronta e finita, da proiettare. Infine, nel romanzo, è presente un "qualcosa in più". L’ autore aggiunge alla ricetta un pizzico di noir. È ciò il vero tocco originale del racconto, se si vuole il meno americano, tanto che viene quasi da pensare a Derek Raymond. Questo sapore veicola l'umore più giusto per interpretare correttamente il finale della storia, altrimenti un po’ scontato. In questo romanzo tutto è legato alla perfezione, anche dal punto di vista fisico: la copertina di qualità strizza l'occhio, coerentemente, ad una natura oscura e incombente. Il romanzo si rivela una prova letteraria da assaporare lentamente in attesa di scoprire cosa succederà nei volumi successivi. Alcune note su Brian Panowich Brian Panowich è stato per anni un musicista itinerante prima di fermarsi in Georgia, dove vive tuttora e lavora come pompiere. Bull Mountain (NN Editore 2017), il suo romanzo d’esordio, è stato finalista nella categoria Mistery/Thriller del Los Angeles Times Book Prize 2016 accanto ad autori del calibro di Don Winslow. Altre sue pubblicazioni sempre con NN sono: Come leoni. Ritorno a Bull Mountain (2018) e Hard Cash Valley. All'ombra di Bull Mountain (2021). TAG: #narrativa_straniera, #narrativia_moderna_contemporanea, #thriller, #brian_panowich, #voto_cinque

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RECENSIONE: Onice nera (Giovanni De Rosa)

RECENSIONE: Onice nera (Giovanni De Rosa)

Voto: 4.5/5 Autore: Giovanni De Rosa Editore: Nulla Die, 2020 Pagine: 232 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea, Thriller Prezzo: € 17.00 Acquista: Libro Trama Un'antica leggenda narra che l'onice nera diede vita all'universo e che con la sua energia aiuti a mollare il passato e ad allontanare ciò che non è in armonia con la vita: per sopravvivere alle indecisioni e controllare la direzione delle proprie azioni. Ma l'impresa è ardua, soprattutto se le mille sfaccettature dell'amore complicano il percorso tra nero e bianco, buio e luce, pazzia e serenità. Kyra si ritrova sola nell'isola greca di Ikaria dov'è in vacanza, dopo che il suo compagno scompare all'improvviso. Un continuo fluire di ricordi si mischia agli avvenimenti del presente: la sua doppia natura confonde verità nascoste, conferme inaspettate, intrighi e menzogne. La realtà, come in un thriller, s'infittisce di continue sorprese. Riuscirà a sopravvivere ai fantasmi del suo passato, a realizzare una propria consapevole individualità e a incontrare l'alba di un giorno nuovo? Recensione Quello che sto per recensire è un libro che mi ha sorpreso in positivo e che ho letto in pochissimo tempo. Un romanzo caratterizzato da una trama avvincente, un ottimo thriller psicologico. Kyra è una ragazza innamorata persa di Edoardo, un uomo meschino e crudele che non si fa problemi ad usare la violenza psicologica. Durante un viaggio nell'isola di Ikara, Grecia, l'uomo scompare in circostanza strane. Ha cosi inizio un viaggio fra ricordi del passato che si mescolano al presente. Kyra, grazie all'aiuto dell'amico Alessandro, compie delle indagini per scovare la verità, ciò si intreccia a ricordi e a riflessioni che la donna compie per comprendere i suoi reali sentimenti nei confronti di Edoardo. Molte sono le domande che Kyra si pone per capire il motivo per cui si sente legata ad un uomo violento che non si fa scrupoli ad offendere. L'indagine porta a galla molti punti oscuri. Ciò permette alla donna di vivere con un sorriso sulle labbra e senza sottomissioni. Un ottimo romanzo che mette al centro il tema della violenza psicologica e che si avvale di una trama ben congeniata che fa riflettere il lettore. La scrittura risulta scorrevole e con diversi colpi di scena. L'unica nota negativa riguarda l'inizio del libro che ho trovato un po' lento, ma l'autore mi ha spiegato che l'effetto è stato intenzionale. Alcune note su Giovanni De Rosa Giovanni de Rosa, sorrentino di nascita e veneto di adozione, è autore di numerosi romanzi. Con Nulla Die ha pubblicato Questa è la vita che voglio. TAG: #narrativa_italiana, #narrativia_moderna_contemporanea, #thriller, #giovanni_de_rosa, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Tolkien. Rischiarare le tenebre (Willy Duraffourg)

RECENSIONE: Tolkien. Rischiarare le tenebre (Willy Duraffourg)

Voto: 4.5/5 Autore: Willy Duraffourg (autore), Giancarlo Caracuzzo (Illustratore), Flavia Caracuzzo (Colorista), Joël Odone (Colorista) Editore: Renoir Comics, 2021 Pagine: 312 Genere: Graphic novels, Storia, Biografia Prezzo: € 19.90 Acquista: Libro Anteprima: https://issuu.com/renoircomics/docs/tolkien_pdf_issuu Trama Prima di diventare un importante professore di Oxford, molto prima di scrivere Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien era un giovane studioso di filologia inglese, che si era arruolato volontario per combattere in Francia nella Prima Guerra Mondiale. Gli orrori della trincea lo cambiarono profondamente, portandolo a ripudiare i conflitti e a dedicare tutta la sua vita all'amore per sua moglie Edith, all'amicizia e alla creazione letteraria. Il romanzo a fumetti racconta questi anni cruciali dello scrittore, nei quali - tra il fango e i colpi di artiglieria - ha preso forma il suo immaginario fantastico. Recensione Quella che sto per recensire è una graphic novel molto corta, solamente 80 pagine che racchiudono il percorso di vita di J.R.R. Tolkien. Un percorso segnato da numerose perdite a partire da quella dei suoi genitori, passando dagli amici caduti sul campo durante la prima guerra mondiale e fino a quella dell’amata Edith. Una vita in cui passo dopo passo possiamo vedere le tracce di quello che è il suo più grande lascito: Il Signore degli Anelli, probabilmente il mondo fantasy più amato. Willy Duraffourg si è occupato di creare in modo sapiente la sceneggiatura di quest’opera, mentre la parte grafica risulta semplice e ben curata in ogni sua parte. Questo volume è uno degli esempi di quanto il numero delle pagine di un libro non influenzi la capacità di arrivare al lettore. L'autore ha studiato in modo approfondito la vita di Tolkien ed è stato in grado di condensare i tratti che hanno segnato la sua vita, sfruttando ogni vignetta per informare il lettore attraverso lettere e poesie. Per quanto riguarda il ritmo della lettura non risulta mai noiosa anche se la parte dedicata alla guerra è sicuramente quella che risulta più pesante. Un volume che consiglio in modo particolare ai fan dello scrittore e a chi vuole vedere come la sua infanzia e adolescenza l’abbiano portato poi a diventare il Tolkien che conosciamo oggi. Alcune note su Willy Duraffoug Willy Duraffourg è uno sceneggiatore, classe 1978. Appassionato della Cina dove ha vissuto per cinque anni, è stato giornalista per Le Petit Journal di Shanghai, oltre che per giornali in lingua inglese. È stato anche insegnante di francese e inglese nella Mongolia interna. Ha scritto diverse sceneggiature per l'animazione e per la fiction televisiva. TAG: #graphic_novels, #storia, #biografia, #willy_duraffourg, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Nella pietra e nel sangue (Gabriele Dadati)

RECENSIONE: Nella pietra e nel sangue (Gabriele Dadati)

Voto: 4.5/5 Autore: Gabriele Dadati Editore: Baldini+Castoldi, 2020 Pagine: 287 Genere: Narrativa italiana, Storia Prezzo: € 19.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Pisa, primavera 1249. Un uomo cammina per le strade della città condotto per mano da un ragazzino. È cieco. Quando capisce di essere di fronte alla chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno, inizia a correre a testa bassa. Se la fracassa contro la facciata, sotto lo sguardo atterrito del suo accompagnatore. Muore così, in maniera atroce, Pier delle Vigne, che fino a poche settimane prima era l'uomo più potente della corte di Federico II. Ma l'imperatore ha scoperto il suo tradimento, l'ha spogliato di ogni ricchezza e l'ha condannato. Roma, oggi. Dario Arata, giovane dantista, si mette sulle tracce di quella vicenda. Perché Pier delle Vigne tradì il suo signore? E soprattutto: se una volta accecato fu lasciato libero, perché si uccise? Forse voleva scappare da qualcosa di ancora peggiore. Anche se è difficile immaginare cosa. Dario ci prova a partire dagli antichi commenti al XIII Canto dell'Inferno, dove Pier delle Vigne sconta la sua pena tra i suicidi. Inizia così un viaggio attraverso i secoli, con la sensazione che ci sia un segreto spaventoso da svelare. «Nella pietra e nel sangue» è insieme romanzo storico e giallo letterario, in cui passato e presente si intrecciano fino al gran finale. Ma è anche una scanzonata storia d'amore dei nostri tempi. Quella tra Dario e Lucia, che sanno starsi accanto di fronte agli orrori della storia. Recensione Com’è morto realmente Pier delle Vigne? Perché fu condannato da Federico II, dopo oltre vent’anni di onorato servizio al fianco dell’imperatore? Quale fu la sua colpa? Il romanzo storico di Gabriele Dadati risponde a queste domande che hanno arrovellato nei secoli gli studiosi di storia e di letteratura. Una ricostruzione accurata, scientifica, ricca di fonti regolarmente citate, ma anche di deduzioni, di tranelli interpretativi, di immersione negli usi e nei costumi della corte federiciana, nelle abitudini sociali consolidate nella prima metà del Duecento. Un lavoro minuzioso. Una scrittura che porta il lettore in una immersione totale nel Medioevo, nella sua quotidianità, con la vita di due giovani fidanzati, laureati, alla ricerca del loro posto nel mondo. Dario, il protagonista insieme con Pietro della Vigna e Federico II, è un ricercatore universitario, all’ultimo anno del dottorato di ricerca dedicato a Giovanni Boccaccio come commentatore di Dante. Nel suo percorso di ricercatore, Dario deve tenere una relazione ad un convegno internazionale alla Normale di Pisa, incentrata sul commento alla vicenda di Pietro della Vigna, il logoteta di Federico II che il poeta fiorentino collocava nel tredicesimo canto dell’Inferno. Aveva tradito il proprio signore, era stato accecato e con buona probabilità sarebbe stato condotto per le città d’Italia come ammonimento vivente alle genti. Pietro, però, si era ucciso prima. Perché e come avesse tradito, perché e come si fosse ammazzato erano domande le cui risposte subivano, nel sovrapporsi e nel differire degli antichi commenti, una diffrazione insormontabile. Insomma, un vero e proprio giallo o, se si preferisce un termine più attuale, un cold case, affidato a un giovane studioso che entra talmente tanto nella vicenda da lasciarsene suggestionare, coinvolgere e, in qualche caso, travolgere. Datati è abile nel tenere sempre alta l'attenzione del lettore alternando i capitoli, uno che racconta le vicende e le avventure condivise da Federico II e Pietro della Vigna, uno che ci riporta ai giorni nostri con Dario e la sua fidanzata impegnati tra ordinaria quotidianità e ipotesi, scoperte, suggestioni. Non soltanto un’alternanza temporale, ma anche linguistica, quando il capitolo è collocato nel Duecento la scrittura si fa più ricca, arrotondata, lirica, con richiami alla lingua usata dai protagonisti, quando si fa riferimento all’attualità scorre fluida e moderna con ritmo incalzante. Il susseguirsi delle ipotesi e degli episodi fluisce naturalmente verso la conclusione già nota, con una conferma di una delle verità proposte dagli storici, ma con una sorprendente novità: gli atroci supplizi inflitti ai condannati da carnefici inimmaginabili, sconosciuti al gran parte di noi. Il romanzo si avvale di una approfondita conoscenza della materia e prende spunto da studi di ricerca realmente effettuati, riuscendo a combinarli in una storia piacevole e stimolante, nonostante episodi di enorme violenza che hanno però il merito di risvegliare curiosità sopite nei confronti della Storia, quella vera, documentata, e non quella che ci addolcita delle scuole. Alcune note su Gabriele Dadati Gabriele Dadati nasce a Piacenza nel 1982. Ha pubblicato vari libri, tra cui Sorvegliato dai fantasmi (2008), finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai e Piccolo testamento (2011), presentato al Premio Strega l’anno seguente. Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto «Scritture Giovani» del Festivaletteratura di Mantova. Nel 2018 ha pubblicato L’ultima notte di Antonio Canova, finalista al Premio Comisso e a gennaio 2020 il giallo storico Nella pietra e nel sangue ambedue per Baldini+Castoldi. TAG: #narrativa_italiana, #storia, #gabriele_dadati, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: La grande storia del rock e del metal a fumetti (Enzo Rizzi)

RECENSIONE: La grande storia del rock e del metal a fumetti (Enzo Rizzi)

Voto: 4/5 Autore: Enzo Rizzi Editore: NPE, 2021 Pagine: 312 Genere: Graphic novels, Musica Prezzo: € 25.00 Acquista: Libro Anteprima: https://edizioninpe.it/product/la-grande-storia-del-rock-e-del-metal-a-fumetti-omnibus-edition/ Trama Edizioni NPE presenta la bibbia del rock e del metal a fumetti. Guidati dal demone Heavy Bone conoscerete la storia di oltre 100 tra rockstar e gruppi musicali, a partire da quando tutto cominciò: ottant'anni fa nei pressi di un incrocio sulle rive del Mississippi. Una carrellata interminabile di brani cult e degli aneddoti più succosi e interessanti sulle band e gli artisti che hanno fatto la storia della musica del Diavolo. Recensione Questo volume è la versione riveduta, corretta e aggiornata di due long-seller della casa editrice: Storia del rock a fumetti e Storia del metal a fumetti. Nelle pagine di questa graphic novel che unisce due mondi molto amati, ovvero i fumetti e la musica, il lettore incontra il demone Heavy Bone che lo guida nella scoperta di oltre 100 artisti, tra star e gruppi musicali. Nelle pagine riemergono brani cult e aneddoti intriganti di chi ha fatto la storia della cosiddetta musica del Diavolo, che ha unito generazioni, culture diverse, facendo da colonna sonora alla vita delle persone per decenni. Sfogliando le pagine di questo corposo volume, si trovano tantissime icone che hanno cambiato la vita di molti, da Elvis Presley e Jimi Hendrix a Bruce Springsteen, dai Beatles ai Red Hot Chili Peppers, dai Pink Floyd ai Queen, dai Black Sabbath agli Iron Maiden e ai Metallica, dai The Doors ai dire Straits. Ogni artista o band viene analizzato in due pagine ricche di aneddoti insoliti e bizzarri caratterizzanti la carriera di ogni singola leggenda musicale. Questa nuova edizione, oltre a presentare una nuova veste grafica, presenta sedici nuove schede, cioè quelle di Lacuna Coil, Testament, Korn, Sepultura, Strana Officina, Vanadium, Saxon, Kansas, Green Day, Oasis, Ozzy Osbourne, Accept, Mott the Hoople, King Crimson, Yes, Tool. Inoltre sono state ridisegnate le biografie di Kliss, Alice Cooper, Detah SS e Iron Maide. Tutti i 122 profili sono aggiornati al 2020. Ogni fan troverà l'artista a cui è più affezionato, ma anche nuovi spunti di ascolto e di scoperta. Grandi nome del rock e del metal di cui è bello leggere, ma soprattutto sentire la musica. Alcune note su Enzo Rizzi Enzo Rizzi è nato a Taranto nel novembre 1963 dove vive e lavora. Creatore di Heavy Bone, il serial killer di rockstar, già da bambino si avvicina al mondo del fumetto; a 18 anni esplode la sua passione più grande: la musica, in particolare quella per l’Heavy Metal. Questi gruppi cominciarono ad apparire ai suoi occhi come i classici villains del mondo del fumetto, e così Enzo inizia a “disegnare metal”, prima per alcune fanzine e poi per un paio di riviste. Furono quelle le basi sulle quali avrebbe trovato le fondamenta il personaggio di Heavy Bone, che finisce, con il passare del tempo, col catturare l’attenzione di tanti appassionati di fumetti e di musica, attirati dal suo umorismo nero, dalla violenza tanto esasperata da risultare grottesca e da alcuni momenti di “sex & drugs” che, naturalmente, non potevano mancare in un fumetto così fuori dagli schemi. Enzo Rizzi comincia così a creare l’universo di Heavy Bone, cominciando con una miniserie di quattro albi (Inksteria). Intanto collabora con i Fan Club italiani di Kiss, Aerosmith, Queen e Metallica nonché con le riviste metal Flash e Rock Hard. Sue illustrazioni vengono poi pubblicate su alcuni Almanacchi della paura di Dylan Dog, su H/M, Metal Hammer, Hard e Metal Shock. Ospite fisso allo stand di Edizioni NPE durante il Lucca Comics & Games che vanno dal 2012 al 2015 e al Napoli Comicon (fino al 2015), è grazie al suo Heavy Bone (prima con La storia del metal a fumetti e successivamente con La storia del Rock a fumetti, entrambe targate Edizioni NPE, che, nel 2014, vince il Gran Premio Autori ed Editori/Fullcomics & Games nella categoria “Miglior Autore Italiano”. Attualmente continuano le sue collaborazioni con il portale True Metal, con la collana Danze Macabre (Crac ed.), con la collana HorrorProject (Universitalia) e con Heavy Metal per il mercato degli USA e le sue collaborazioni come illustratore per la realizzazione di copertine, poster, locandine, T-Shirt, gadgets e mascotte per diversi gruppi rock/metal italiani. Nel 2016 crea la sua personale etichetta editoriale, Heavy Comics, con cui lancia una nuova miniserie dedicata al killer di rockstars più famoso del mondo del fumetto. TAG: #graphic_novels, #musica, #enzo_rizzi, #voto_quattro

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RECENSIONE: The good Lord Bird (James McBride)

RECENSIONE: The good Lord Bird (James McBride)

Voto: 4/5 Autore: James McBride Editore: Fazi, 2021 Pagine: 500 Genere: Narrativa straniera, Storia Prezzo: € 18.50 (cartaceo), € 12.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Il Kansas del 1856 è un campo di battaglia tra abolizionisti e schiavisti. La vita del giovane schiavo Henry Shackleford viene stravolta dall'arrivo in città del leggendario paladino abolizionista John Brown: quando una discussione tra il padrone di Henry e Brown si tramuta in uno scontro a fuoco, Henry è costretto a scappare insieme a Brown che, fin dal primo momento, lo scambia per una ragazza e lo considera il suo portafortuna. Henry, soprannominato "Cipollina", si troverà così a viaggiare attraverso gli Stati Uniti insanguinati dalla guerra per la "liberazione della gente di colore" nei panni di una donzella. Dapprima profonda-mente a disagio per questo scambio di genere, finirà per apprezzarne i vantaggi: non dover fatica-re, poter passare inosservato e non dover rischiare la vita in guerra. Dopotutto, come dice lo stesso Henry, la menzogna è l'unica strategia di sopravvivenza degli schiavi neri nei rapporti con i bianchi. Insieme a John Brown seguirà le reali tappe della sua vita, compreso lo storico raid di Harpers Ferry nel 1859, uno dei grandi catalizzatori della guerra civile. Spassoso mix di storia e immaginazione raccontato con l'occhio meticoloso di McBride per i dettagli e i personaggi, The Good Lord Bird è un'avventura travolgente, ma anche una commovente esplorazione dell'identità e della lotta per la sopravvivenza. Recensione L'autore di questo romanzo utilizza la storia di John Brown, storico guerrigliero antischiavista impiccato nel 1859 agli albori della Guerra Civile, come tela per la propria storia, ricavando un romanzo affascinante e divertente. Nella narrazione elementi storici e fittizi si mescolano in un mix avvincente, fornendo al lettore ciò che non si aspetta. La storia, che affonda le sue basi sulla Storia Americana contemporanea, è narrata attraverso gli occhi di Henry. La voce narrante presenta i propri ricordi con delicatezza e spontaneità come avrebbe potuto raccontare un povero bracciante di colore nel 1800. A fare da cornice a tutta la storia è il ritrovamento del diario, nella vecchia chiesa battista di persone di colore, nella quale sono conservate le memorie del protagonista. Già dalle prime pagine possiamo rinvenirne caratteristiche tipiche della commedia degli equivoci: il giovane Henry infatti viene scambiato da John Brown per una giovinetta e acquisirà l’affettuoso nomignolo di Cipollina. Per tutto il lungo lasso di tempo che trascorrerà con l’abolizionista, tale qui pro quo continuerà a perdurare e Cipollina vi si presterà senza mai dichiarare il proprio vero sesso, anzi assecondando il Vecchio indossando abiti femminili. Questo scambio di identità comporta numerose scene esilaranti da commedia. John Brown, menzionato sovente come il Vecchio, è un uomo fanaticamente religioso, testardo, impavido e idealista. Pur essendo in possesso di positive doti morali, il suo ritratto è deformato e non di rado presentato sotto una luce che lo fa apparire alquanto strambo. A stemperare la sua figura ci pensa l’ottica focalizzante di Cipollina, la cui praticità è in netto contrasto con le azioni e le idee di John. Proprio ciò rende il libro unico, distante dalla mera cronaca, infondendo un carattere molto più vivace e dinamico. Oltre ai due uomini sopra citati, numerosi altri personaggi calcano la scena, ognuno notevolmente caratterizzato e stravagante a modo proprio. Azioni e dialoghi procedono a un ritmo serrato, tra momenti che inglobano tensione e divertimento in un susseguirsi di avventure in giro per l’America. Nonostante il lato comico accentuato però non mancano momenti di profonda riflessione. Il libro di Mc Bride ripercorre, con ironia e intelligenza, uno dei momenti più duri e terribili della storia americana facendo riflettere e divertendo il lettore. Una lettura interessante e stimolante e se è importante conoscere la Storia, altrettanto importante è saperla raccontare e renderla appetibile ai più. In questo, James McBride con questo romazno, si rivela un indiscusso maestro. Da questo volume è stata tratta una fortunata serie televisiva con Ethan Hawke come protagonista. Alcune note su James McBride James McBride è nato a Brooklyn, New York, l'11 settembre 1957. Laureatosi a New York, studia composizione all'Oberlin College in Ohio e ottiene un Master in giornalismo alla Columbia University. Proprio nel giornalismo muove i primi passi, collaborando con celebri testate quali il Washington Post, il Boston Globe, il New York Times e il Rolling Stone. La celebrità arriva nel 1995, anno di uscita de Il colore dell'acqua, esordio autobiografico nel quale l'autore narra la sua difficile infanzia e che diventa un bestseller tradotto in più di venti paesi premiato con l'Anisfield-Wolf Book Award. Nel 2002 dà alle stampe Miracolo a Sant'Anna, ispirato all'Eccidio di Sant'Anna di Stazzema che diverrà un film sei anni dopo per la regia di Spike Lee. Con il regista McBride tornerà a collaborare nel 2012, co-sceneggiando il dramma Red Hook Summer ambientato a Brooklyn. Nel 2013 arriva la definitiva consacrazione con The Good Lord Bird, romanzo narrante la vita del capitano abolizionista John Brown che viene insignito del National Book Award per la narrativa. Sassofonista tenore, parallelamente alla carriera di scrittore, McBride è anche un affermato musicista autore, tra gli altri, per Anita Baker, Gary Burton e Grover Washington Jr. e componente della Rock Bottom Remainders oltre che turnista per Little Jimmy Scott. Nel 2021 è stato insignito dell'Anisfield-Wolf Book Award nella sezione narrativa con il romanzo Deacon King Kong. TAG: #narrativa_straniera, #storia, #james_mcbride, #voto_quattro

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RECENSIONE: Rovorosa (Éric Chevillard)

RECENSIONE: Rovorosa (Éric Chevillard)

Voto: 4.5/5 Autore: Éric Chevillard Editore: Prehistorica Editore, 2021 Pagine: 165 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 16.00 Acquista: Libro Trama Ma anche i colori mi piacciono. Calzano a pennello in maniera incredibile alle cose. Sempre la sfumatura che serviva giustamente e talvolta per di più la luce vi si posa sopra. Non dico questo per vantarmi dato che porto un nome da colore. Così parlerebbe l'arancio, ma io non sono un frutto. Né un fiore, benché il mio nome sia anche un nome da fiore. Né Viola né Fucsia, mi chiamo Rosa io. Ma Mangiaferro per scherzare ogni tanto, quando mi arrampico su di lui, mi chiama Rovo e di colpo è il nome di quel cespuglio spinoso e fiorito a starmi meglio, lo stesso che ho mantenuto, Rovorosa. Se Rovorosa non si premura di chiudere il lucchetto del suo taccuino segreto, lo fa proprio per non lasciarsi alle spalle tutto ciò che contiene. Stando a quanto crediamo di sapere, vi racconta la sua vita felice con Mangiaferro -il suo speciale papà - fino al giorno in cui, in seguito a circostanze che implicano un vicino di casa da una gamba sola, una strega, quattro cinciallegre e un pesce d'oro, questo romanzo non diventa il diario di una ricerca disperata. L'alta antichità dell'infanzia, alla maniera di Chevillard. Recensione Passeggiando con Rosa, o meglio con Rovorosa, una ragazzina che viene chiamata così dal papà in quanto si arrampica su di lui proprio come il cespuglio spinoso e fiorito, si scopre un autore attraente, preciso e aggraziato. Protagonista del romanzo è la fanciulla la cui esistenza è turbata dalla scomparsa del papà Mangiaferro. Rovo-Rosa, il cui nome evoca il dualismo ingenuità e maturità, immaginazione e realtà, annota i suoi pensieri in un taccuino. Grazie ad esso, il lettore, fa la conoscenza di altri strani personaggi: la strega Scorbella con i gomiti appuntiti che rischiano di trafiggere il cappotto, il grande e grosso orco Bruce, il gatto Rascal e il vicino da una sola gamba. Questo libro ricorda la scrittura automatica consigliata e inventata da André Breton. Essa è una trascrizione dei sogni su carta o un'autentica fotografia di pensiero. Lo scopo di questa scrittura è quello di trascrivere le idee della mente senza rifletterci e senza avere un soggetto preciso. Si tratta di tradurre i pensieri direttamente in un testo o in una poesia. Ciò permette di esplorare il subconscio. Questa scrittura disorganizzata può dare la sensazione che il suo autore sia un matto che non padroneggia la lingua. A forza di pratica però si arriva ad una parvenza di significato e il tutto si avvicina al linguaggio infantile che caratterizza questo racconto. In questo libro, l'autore, controlla perfettamente questo effetto e il tutto appare molto delizioso e toccante. Éric Chevillard ci descrive accuratamente lo sguardo quasi ingenuo della bambina sul mondo che lo circonda. Ci sorprende di pagina in pagina con la sua arte di giocare con le parole. Consiglio questa lettura a chi cerca un romanzo affascinante e sorprendente, ma anche un po' bizzarro. Alcune note su Éric Chevillard Éric Chevillard è nato nel 1964 a La Roche-sur-Yon e, come recita non senza ironia il suo sito, “ieri il suo biografo è morto di noia”. Si tratta indubbiamente di uno dei massimi scrittori francesi contemporanei, che ha saputo suscitare il vivo interesse di critica e pubblico, anche all’estero. Ideatore del fortunatissimo blog letterario, L’Autofictif, ha nel corso degli anni ottenuto diversi e prestigiosi premi, come il Prix Fènon, Il Prix Wepler, il Prix Roger-Caillos, il Prix Virilo e il Prix Vialatte per l’insieme della sua opera. Molti dei suoi capolavori sono tradotti, in inglese, spagnolo, tedesco, russo, croato, romeno, svedese e cinese. Nel 2013, la traduzione di un suo romanzo, Préhistoire (1994; Prehistoric Times), si è aggiudicata il Best Translated Book Award, premio statunitense assegnato dalla rivista “Open Letters” e dall’università di Rochester. Ha scritto oltre venti opere, volendo menzionare solo i romanzi, pubblicate dalla leggendaria casa editrice francese Les Éditions de Minuit, diventata grande con Samuel Beckett e il Nouveau Roman. Sul riccio è il primo testo in assoluto pubblicato da Prehistorica Editore, ed è a oggi il terzo romanzo dell’autore edito in Italia: tutti sono stati tradotti da Gianmaria Finardi. TAG: #narrativa_straniera, #narrativia_moderna_contemporanea, #eric_chevillard, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Sulla Luna (Carmine Treanni)

RECENSIONE: Sulla Luna (Carmine Treanni)

Voto: 5/5 Autore: Carmine Treanni Editore: Cento Autori, 2019 Pagine: 283 Genere: Saggi, Spazio Prezzo: € 15.00 Acquista: Libro Trama Nel cinquantesimo, storico, anniversario dell’allunaggio, il saggio ripercorre le tappe fondamentali della corsa allo spazio. Recensione Saggio uscito nel 2019 per celebrare il cinquantesimo anniversario dello sbarco sul suolo lunare. Trovo comunque che sia sempre importante ricordare questi pionieri spaziali che hanno affrontato grandi imprese. È quello che fa Carmine Treanni, che con competenza e precisione alterna capitoli di storia dell'astronautica (da Gagarin fino a oggi e oltre) a capitoli su come la fantascienza ha immaginato questa avventura, l'ha anticipata, accompagnata, incoraggiata, dalla letteratura al cinema. Il volume ripercorre le tappe fondamentali della corsa allo spazio: dal lancio del satellite Sputnik da parte dei sovietici nel 1957 allo sbarco sulla Luna degli americani con Neil Armstrong che pronuncia le ormai famose parole ““Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”. Nel libro trovano spazio anche i complottisti e le loro infondatezze, che affermano che sul nostro satellite non ci siamo mai andati. Verso la fine del volume l’autore si concentra sull’attuale fase di esplorazione lunare e sul possibile ritorno dell’uomo anche grazie al turismo spaziale. Il libro apre anche una finestra sull’immaginario legato alla Luna, dai primi pioneristici scrittori come Jules Verne ed Herber George Well, ai racconti e ai romanzi della cosiddetta Età dell’oro della fantascienza, fino alla produzione più rcente. Un ottimo volume consigliato a chiunque voglia approfondire la storia della corsa allo spazio senza tralasciare però la parte più fantascientifica. Alcune note su Carmine Treanni Carmine Treanni, giornalista e saggista, si occupa di studiare la storia e le forme della cultura di massa: dalla letteratura di genere al fumetto, fino alla televisione. È da oltre dieci anni il curatore della rivista online di fantascienza Delos Science Fiction che è sul portale Fantascienza.com. Ha pubblicato, con Giuseppe Cozzolino, Cult Tv – L’universo dei telefilm (Falsopiano Editore, 2000) e Planet Serial – I telefilm che hanno fatto la storia della TV (Aracne Editrice, 2004). Nel 2008 curato il volume Con gli occhi di fuori – Guida non ufficiale a I Griffin (Cagliostro E-Press). Ha collaborato con numerose riviste, tra cui Stilos, Robot, Nocturno Cinema, M-La rivista del Mistero, Solaris, Cine 70. Saggi brevi sono apparsi nei seguenti libri: AA.VV., Alieni – Creature di altri mondi (Editrice Nord, 2000), Viaggi straordinari tra spazio e tempo (a cura di Claudio Gallo, Biblioteca Civica di Verona, 2001), Albero di Tolkien (a cura di Gianfranco De Turris, Bompiani, 2007) e Da Arkham Alle Stelle – Omaggio a H.P. Lovecraft (a cura di Alessandro Bottero e Gianfranco de Turris, Bottero Edizioni, 2007), I Simpson, il ventre onnivoro della Tv postmoderna (a cura di Corrado Peperoni, Bulzoni, 2007), DizioNoir del Fumetto (a cura di Mauro Smocovich e Elio Marracci, Delos Books, 2008). TAG: #saggi, #spazio, #carmine_treanni, #voto_cinque

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RECENSIONE: La vera storia di Martia Basile (Maurizio Ponticello)

RECENSIONE: La vera storia di Martia Basile (Maurizio Ponticello)

Voto: 5/5 Autore: Maurizio Ponticello Editore: Mondadori, 2020 Pagine: 336 Genere: Narrativa italiana, Storia Prezzo: € 19.99 (cartaceo), € 3.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama In una inconsueta Napoli, capitale del viceregno spagnolo a cavallo tra Cinquecento e Seicento, si compie un atroce delitto. Ne è vittima Martia Basile, una giovane donna, una sposa bambina che si scontra con l'aspra realtà dei suoi tempi fin dall'adolescenza, quando il padre la cede in moglie a un commerciante che traffica con la corte: don Muzio Guarnieri. Pian piano la ragazza inizierà a prendere coscienza di sé, ma la sua maturazione sarà compiuta soltanto dopo che lo stesso consorte avrà barattato con dei potenti il suo fisico avvenente. Nel frattempo, la donna è ammaliata da una comunità femminile che pratica sortilegi e l'aiuta a curarsi le ferite del corpo e dell'anima. Fra stregonerie, fughe rocambolesche e violenze, avrà inizio una nuova fase della vita di Martia la quale, riuscendo a sopravvivere a ogni angheria, troverà finalmente l'amore. Ma, proprio mentre a Roma finisce sul rogo Giordano Bruno, Martia viene incolpata di aver ucciso il marito, e nelle spaventose carceri della Vicaria subirà un processo esemplare in cui sarà coinvolto pure il Santo Officio che le imputerà di aver stretto un patto con il Diavolo in persona. Che fine farà la protagonista accusata di aver commesso un viricidio? E perché Martia, per tutto il Seicento, fu considerata un'eroina? E per quale motivo, poi, questa vicenda scabrosa fu invece censurata? Recensione Questo romanzo è ambientato in un periodo storico parecchio cupo. Le vicende si svolgono nel XVII secolo a Napoli, a quel tempo capitale del viceregno spagnolo. Una città che cerca di ribellarsi al governo straniero e in cui le condanne a morte erano uno spettacolo per il popolo. E' in questo clima che Martia, la protagonista, viene condannata a morte. La storia si ispira ad una vicenda realmente accaduta. L'autore, grazie a delle accurate ricerche, crea un romanzo storico perfettamente inquadrato nell'epoca e nel linguaggio, ma con un tema molto attuale. Martia si sposa giovanissima e fin da ragazzina scopre cosa significa non avere diritti. Passa dall'amore della famiglia alla violenza del marito che la usa come un oggetto di piacere e arriva a cederla a un suo creditore come pagamento di un debito, lasciando che questo la metta a disposizione di altri uomini a pagamento. Martia, madre di due figlie femmine, incapace di generare un erede maschio e per questo percossa, subisce tutto. Nel corso della storia però, scopre la solidarietà femminile grazie ad un gruppo di donne che la curano nel fisico e nell'anima. E' per merito di esse che la protagonista trova la forza per tradire prima e uccidere poi il violento marito. Purtroppo viene scoperta e, dopo aver subito parecchie torture, finisce al patibolo. A nulla serve sfuggire. Martia, non avendo scelta, si consegna nelle mani dei suoi aguzzini, consapevole di essere una pedina di una società malata. L'autore riesce a restituire il ritratto di una donna coraggiosa e ha il dono di immergere il lettore completamente nell'epoca storica in cui si svolge la vicenda. Il tutto grazie ad una accurata ricerca. Un libro di narrativa storica intenso e profondamente crudo che però tratta una tematica ancora attuale che scorre fluidamente grazie alla capacità narrativa dell'autore. Alcune note su Maurizio Ponticello Maurizio Ponticello, giornalista e scrittore, è stato corrispondente di testate radiofoniche e televisive, redattore di vari quotidiani e cronista de “Il Mattino”. È autore di diversi libri, tra i quali: La nona ora (Bietti, 2013) e I Pilastri dell’anno. Il significato occulto del Calendario (Edizioni Mediterranee, 2013). Per la Newton Compton ha pubblicato: Misteri, segreti e storie insolite di Napoli (con Agnese Palumbo, 2012), Forse non tutti sanno che a Napoli… (2015), Un giorno a Napoli con san Gennaro. Misteri, segreti, storie insolite e tesori (2016), dal quale è stato tratto un documentario, e Napoli velata e sconosciuta (2018). Ha avuto vari riconoscimenti tra cui il premio Domenico Rea. È presidente della storica associazione di giallisti Napolinoir. TAG: #narrativa_italiana, #storia, #maurizio_ponticello, #voto_cinque

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RECENSIONE: Chi ama non dimentica. Memories (Antonella Carullo)

RECENSIONE: Chi ama non dimentica. Memories (Antonella Carullo)

Voto: 4.5/5 Autore: Antonella Carullo Editore: Porto Seguro Editore, 2020 Pagine: 336 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 16.90 Acquista: Libro Trama A trent'anni Antonella Caruso eredita un misterioso manoscritto fattole arrivare da un bisnonno mai conosciuto, Don Peppino Caruso, detto "Il Cavaliere", che destina a lei - e a lei soltanto - un romanzo anonimo dal titolo emblematico: Chi ama non dimentica. Gli impensabili segreti di una famiglia frammentata sono, forse, nascosti all'interno di quelle pagine e, dunque, non le rimane altro che iniziare a sfogliarle... Una storia nella storia fatta di calcio, inganni, tradimenti, camorra, morte e, soprattutto amore. Amore e fede oltre ogni limite, in un crescendo di colpi di scena che vi lascerà senza fiato. Recensione Questo romanzo può essere classificato come un metaromanzo, infatti riguarda la storia di Antonella Caruso, trentenne napoletana che il giorno del suo trentesimo compleanno riceve inaspettatamente l’invito di un notaio. Le è stato fatto un lascito dal bisnonno: un romanzo anonimo dal titolo Chi ama non dimentica. Grazie ad esso, la donna conosce tre uomini, rispettivamente il presidente, il mister e il numero dieci della Dinamo Partenope, una squadra di calcio. Paco, l'allenatore della squadra che vede come presidente Antony, il nonno di Antonella, è sposato con Gaby e hanno un figlio. I due coniugi vivono una crisi a causa del tradimento di lui. Da questo evento si generano eventi a catena che sconvolgono l'esistenza della famiglia. Nella Partenope gioca Cardillo, un ragazzo pieno di talento, dal carattere spumeggiante e allegro, è impulsivo e ostenta una sicurezza circa le proprie capacità di calciatore che non lo rendono sempre simpatico a tutti. La voglia di sfondare e di poter alzare il tenore dell'esistenza sua e della propria umile famiglia, lo portano a fare scelte un po' azzardate, che diventeranno decisamente sbagliate quando si innamorerà di una ragazza dal passato triste e complicato, Serena, la quale è da tempo nel tunnel della droga. Cardillo vuol tirarla fuori da quest'incubo e, per raggiungere il suo pur nobile scopo, non esiterà a sporcarsi le mani. Infine c'è il filone narrativo principale che riguarda i Caruso. Al centro c'è uno dei figli di Don Peppino, Antony, il quale, non volendo sobbarcarsi gli oneri del pastificio paterno, decide di tentare fortuna negli States. Il fato gli mette accanto, in aereo, un napoletano simpatico e chiacchierone, Carmine. I due coetanei fanno amicizia e condividono parte del soggiorno in America. In seguito ad un tragico evento, i destini dei due giovani si intrecciano e danno vita ad una serie di vicissitudini incredibili e di segreti impensabili, inganni e bugie perpetrate per anni. Antony torna di nuovo a Napoli ma le esperienze vissute in America restituiscono alla sua famiglia un uomo decisamente diverse da quello partito anni prima che prende decisioni discutibili, non sempre eticamente accettabili. Le parabole di caduta e riscatto dei protagonisti si susseguono: camorra, droga, prostituzione, amori, gelosie, tradimenti, incidenti, malattie, ricatti, scambi di persona…In poco più 300 pagine, nulla è risparmiato al lettore, fino al colpo di scena finale. Per quanto riguarda lo stile di scrittura risulta semplice con predilezione per l’uso di dialoghi e di frasi brevi. La psicologia dei personaggi e la loro capacità di elaborare rivelazioni sconvolgenti risultano appena delineate, tormenti o conflitti interiori sono rari e poco approfonditi. Un romanzo che si legge con piacere grazie alla trama molto trascinante e ai colpi di scena. Un libro in cui la vera protagonista è la città di Napoli, con le sue atmosfere e la passione per il calcio. Alcune note su Antonella Carullo Antonietta Carullo, da sempre chiamata Antonella, è nata a Napoli il 13 novembre 1963; attualmente è in servizio all’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Ultima figlia di Giuseppe Carullo, poeta, scrittore, giornalista, autore di canzoni e riviste per l’avanspettacolo, ha pubblicato due raccolte di poesie paterne: Le stagioni del poeta (2015) e Nustalgia (2019). Esordisce come scrittrice nel 2016 vincendo, per la narrativa, il Premio Città di Napoli -Memorial Libero Bovio. TAG: #narrativa_italiana, #narrativia_moderna_contemporanea, #antonella_carullo, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: La paziente 99 (Enrico Scebba)

RECENSIONE: La paziente 99 (Enrico Scebba)

Voto: 4.5/5 Autore: Enrico Scebba Editore: Autopubblicato, 2020 Pagine: 235 Genere: Narrativa italiana, Thriller Prezzo: € 12.99 (cartaceo), € 3.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Dopo aver tentato di uccidere i suoi genitori, Barbara Phoenix si risveglia in un manicomio criminale: il Saint Philippe. Una struttura di massima sicurezza da cui è raro essere dimessi, dove ogni detenuto perde il proprio nome e viene chiamato con il numero della cella di reclusione. Col solo desiderio di potere un giorno oltrepassare l’alto muro di cinta che la separa dalla libertà, la Paziente 99 trascorrerà la prigionia sforzandosi di non perdere del tutto il senno, cercando di farsi delle amiche e analizzando i motivi che l’hanno spinta a compiere quell’insano gesto. Ripudiata dalla sua famiglia, si aggrapperà alle uniche persone nell’istituto in grado di darle conforto: l’infermiera Emily, il dottor Duerf e il Paziente 77. Quest’ultimo, anziano e su una sedia a rotelle, all’apparenza fuori posto, sarà per lei portatore di preziosi insegnamenti, attraverso i quali la persuaderà a usare l’astuzia, prima di finire vittima dei soprusi del personale del manicomio, intenzionato a rinchiuderla in isolamento, luogo più temuto del Saint Philippe. Cosa succede realmente al suo interno? E cosa nasconde Barbara di tanto grave? Recensione Questo romanzo è uno spinoff della trilogia Sul viale delle ombre che si colloca cronologicamente fra il primo e il secondo volume, ovvero fra La lacrima del principe e I tesori del Negromante, di prossima uscita. Questo volume vede protagonista un personaggio importante della saga, Barbara Phoenix. La paziente a cui fa riferimento il titolo è proprio Barbara che viene internata in un manicomio criminale, il Saint Philippe, dopo aver aggredito i suoi genitori. La donna è un personaggio complesso che, dalla sua ingenuità iniziale, per sopravvivere, arriverà a mentire e a tramare. Questo processo di maturazione risulta possibile grazie al misterioso paziente 77, un ex prete sulla sedia a rotelle dallo sconfinato intelletto ed ego. Ciò però che cambia nel profondo la protagonista è il suo desiderio di libertà che diventa necessaria quando si rende conto di ciò che accade nel manicomio. In quanto l’istituto perfetto e controllato è solo una facciata. In realtà esso cela eventi terribili. L’ambientazione del libro è tetra e oscura, quasi soffocante; il tutto arricchito da descrizioni vivide, incisive ed evocative. Il manicomio descritto dall’autore è un posto terribile nel quale la fanno da padrone i soprusi, la prepotenza e il delirio di onnipotenza: i pazienti sono solo dei numeri in balia dei loro capricci. Gli unici spiragli di luce sono rappresentati da alcune figure, la dolce infermiera Emily, il professionale ma compassionevole dottor Duerf e, infine, l'enigmatico e sapiente Paziente 77. Ciò che risalta molto in questo libro è la capillare caratterizzazione dei personaggi, in modo particolare dal punto di vista psicologico. Anche la trama risulta accattivante e mai scontata. Questa è la seconda lettura dell’autore e posso dire che mi ha convinto ancora di più del suo precedente lavoro. L'unica piccola pecca del libro risiede nell'impaginazione che risulta piuttosto superficiale con un carattere di stampa per il mio gusto troppo piccolo che non invoglia la lettura. Nonostante questo dettaglio, risulta un libro molto interessante da leggere che consiglio a tutti gli amanti dei bei thriller. Alcune note su Enrico Scebba Enrico Scebba è nato a Palermo il 13 agosto 1989 ma vive a Bagheria. Dopo il conseguimento del diploma di tecnico elettronico e grazie alle competenze acquisite durante diverse esperienze lavorative in ambito informatico, si appassiona alla programmazione di siti internet e software gestionali. Ma un'altra passione lo anima, quella per la lettura che lo ha sempre accompagnato nel corso degli anni, soprattutto a partire dall'adolescenza, tuffandolo nel genere fantasy. Crescendo si è approcciato alla lettura di altri generi letterari. Scrive storie e racconti per hobby da quando aveva diciotto anni, ma soltanto sulla soglia dei trenta ha deciso di pubblicare il suo primo romanzo iniziando con il primo volume della trilogia dal titolo Sul viale delle ombre. TAG: #narrativa_italiana, #thriller, #enrico_scebba, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Vivere mille vite. Storia familiare dei videogiochi (Lorenzo Fantoni)

RECENSIONE: Vivere mille vite. Storia familiare dei videogiochi (Lorenzo Fantoni)

Voto: 5/5 Autore: Lorenzo Fantoni Editore: Effequ, 2020 Pagine: 288 Genere: Informatica, Videogiochi Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Questo libro sulla storia dei videogiochi non ha alcuna pretesa di raccontare ogni avvenimento del medium che in pochissimo tempo è diventato il più ricco, diffuso, criticato, influenzato e culturalmente rilevante di tutti i tempi. Eppure, questo libro passa in rassegna le tappe fondamentali del percorso che ha portato quel sistema di intrattenimento a diventare una parte fondamentale della nostra cultura. Si parla in queste pagine di tecnologia e famiglia, di storia universale e personale, di scoperte continue, curiosità, notti insonni. Di genitori nerd che portano in casa un Atari in finta radica e che poi ti restano accanto, anche quando non ci sono più. Corredato di percorsi diversi per lettori diversi, e di una 'videoludografia ragionata' a corredo, questo tomo è un po' saggio e un po' memoir, come quei videogiochi di una volta, che mettevano insieme più elementi per poter regalare un'esperienza totale. Recensione Questo libro è un viaggio in cui l'autore ha imbastito una vera e propria avventura a bivi; è possibile seguire un percorso lineare dalla prima all'ultima pagina, ma non è obbligatorio. Il libro presenta percorsi multipli che conducono ad alcuni capitoli invece che ad altri, personalizzando l’esperienza di fruizione come solo un libro game sa fare. Chiunque può trovare la propria strada. Un libro che risulta emotivo e sentimentale. Infatti, nelle sue pagine, l'autore inserisce non soltanto aneddoti personali ma, con grande eleganza e leggerezza, costruisce una storia delle forme di intrattenimento digitali da, circa, centotrenta anni a oggi. Quindi anche dal punto di vista storico è un libro valente perché riesce a insegnarti qualcosa senza apparire borioso, spocchioso o scolastico. Si tratta di un libro intimo e rigoroso, a metà tra manuale e romanzo di formazione: intreccia blockbuster, console, app da scaricare, titoli da giocare in streaming con episodi della storia personale di Fantoni. Il fascino di questo libro sta anche nel saper raccontare l’evoluzione dei videogiochi dal punto di visto scientifico e tecnologico alternandola alla crescita emotiva e di consapevolezza di chi in questi mondi alternativi ha sperimentato diverse esperienze, di chi ha vissuto le mille vite cui fa riferimento il titolo. Iniziando un percorso che nasce con i primi giochi elettronici nella prima metà del ‘900, arriviamo ai nostri giorni, in un parallelo tra scienza e diffusione del mercato dell’entertainment videoludico che è impossibile non sentire come un territorio comune tra autore e lettori. La lettura di questo libro è un’esperienza che, sicuramente, può essere maggiormente godibile da chi ha vissuto in prima persona gli eventi e i titoli citati dall'autore che imposta il volume come un libro game. Fantoni non dimentica però i lettori che non hanno un passato da gamer e, per loro, prevede una lettura vanilla, ossia quella lineare tipica di un libro, rifacendosi a un termine dell’informatica riferito a quei software privi di personalizzazione e fedeli alla forma originale del loro concepimento, nome derivato dal gelato alla vaniglia, il più diffuso e meno personalizzato. Quando si legge questo volume si ha la sensazione di essere seduti al tavolo di una sala giochi con l'autore, vecchio amico con cui condividere ricordi e aneddoti della comune passione per i videogames. La chiave emotiva con cui Fantoni ci accoglie non solo nel mondo dei videogiochi, crea un legame empatico con il lettore, un background comune che rende l’esperienza imperdibile e appassionante. Un volume, questo, che non può mancare nella libreria di un gamer appassionato e di coloro che vogliono scoprire in modo diverso e appassionante cosa si nasconde nei mondi di pixel. Un viaggio affascinante ed emozionante reso tale dall’onestà e trasparenza con cui il giornalista ci accoglie nella sua passione, aprendosi con noi come si farebbe con degli amici. Alcune note su Lorenzo Fantoni Lorenzo Fantoni, classe 1981, giornalista e scrittore freelance, da anni si occupa di cultura pop/tech collaborando con numerose testate. Cura la trasmissione Radio Player One dedicata ai personaggi più importanti della cultura pop moderna e ha collaborato a programmi e documentari sulla cultura nerd con Sky e DMAX. È direttore della rivista N3rdcore. TAG: #informatica, #videogiochi, #lorenzo_fantoni, #voto_cinque

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RECENSIONE: Una giostra di duci e paladini (Alberto Cassani)

RECENSIONE: Una giostra di duci e paladini (Alberto Cassani)

Voto: 5/5 Autore: Alberto Cassani Editore: Baldini+Castoldi, 2021 Pagine: 352 Genere: Narrativa italiana, Thriller Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Il giornalista Victor Costa e` scomparso. Anche se e` ormai sporadica la frequentazione che il professor Walter Savini ha con lui, la telefonata di Carla, l’ex moglie di Victor, lo mette in ansia. Forse perche? sono tanti i ricordi che condivide con lui e con gli altri amici che lavorarono al progetto della Citta` del Teatro, che li aveva uniti all’incirca vent’anni prima. Poi ciascuno aveva preso un’altra strada, come spesso accade, ma avevano cercato di non perdersi di vista. Ancora scosso, Walter decide di chiedere aiuto ai suoi vecchi compagni e consiglio al loro mentore di allora, Amleto Coen. Bastera` sentirli, perche? le loro vite tornino a incrociarsi nella ricerca dell’amico scomparso. Nel frattempo, sono gia` in tanti sulle tracce di Victor, persino i Servizi segreti. Lo cercano perche? ha tra le mani delle informazioni che potrebbero danneggiare il governo. E il Capo, l’uomo che e` tor- nato al potere impersonando lo spirito dei tempi e il destino della nazione, non puo` certo permetterlo. In un susseguirsi di eventi, tra agenti che pedinano altri agenti, e convegni di aspiranti terroristi, mentre tragedia e farsa si rincorrono, Victor e i suoi amici cercano di non soccombere. In questa giostra di «duci e paladini», che sposta lo scenario della storia da una citta` di provincia del Nord Italia a Milano, poi a Parigi, fino a Bangkok, per poi tornare in Italia, a Roma e di nuovo nella cittadina di partenza, si intreccia e si dipana un intrigo che coinvolge politica, ambizioni, denaro, amicizie e passioni mai sopite ne? dimenticate. Costruito come un romanzo dentro il romanzo, il libro unisce in modo ironico e originale fantapolitica e cronaca di provincia. E alla fine parla delle scelte che riusciamo a fare e di quelle mancate, e di come queste ultime possano poi diventare materia per il racconto. Recensione L'autore si è sempre occupato di politica e di cultura. Queste passioni convergono nel suo secondo romanzo, una storia intrigante e coinvolgente che racconta le avventure di un normale gruppo di amici sconvolto da un mistero inatteso. La scomparsa del giornalista Victor Costa, che possiede informazioni scottanti sul governo, è l’interruttore che fa esplodere il plot e disorienta il quieto vivere dei suoi amici. Un libro che racconta una storia di amicizie lontane e ritrovate e narra la vita di una città di provincia e le vicende politiche che vi si intrecciano. Il mistero di questo thriller si dipana in un’alternarsi di ambientazioni (dalla cittadina del nord Italia a Bruxelles, Milano, Parigi, Bangkok, Roma), di avventure amorose e colpi di scena, di crisi esistenziali e ricordi invadenti. Il tutto sullo sfondo della cronaca politica e dell’informazione globalizzata. Questo volume si caratterizza per l'uguale importanza che viene data ad ogni personaggio. Si tratta comunque di personaggi normali, tutti loro provengono da una cittadina di provincia, non sono famosi, vivono nell'anonimato eppure, la piccola città, si intreccia alla grande Storia. Ecco allora la giostra del titolo. Essa indica un movimento circolare e giocoso. Ed è una parte del romanzo, quella di avventura, della vertigine che vive il bambino nella giostra. Ma con giostra un tempo si indicava il torneo medievale, dove i cavalieri si scontravano, spesso andando incontro alla morte. Quindi giostra anche come rischio e sfida, concetti che ci portano ai duci e paladini che si sfidano nel romanzo. Le pagine di Cassani si lasciano divorare grazie all’ironia che le pervade, un aspetto molto gradito del mio romanzo che aiuta a prendere la giusta distanza dagli avvenimenti più drammatici e inquietanti. Un libro che consiglio assolutamente a tutti gli appassioni di thriller o spy story che vede come protagonista la dinamica della giostra tipica della politica, ma anche della vita stessa. Alcune note su Alberto Cassani Alberto Cassani, nato a Ravenna nel 1965, è stato assessore alla Cultura del Comune di Ravenna dal 1997 al 2011. Si è occupato di politica e cultura, dirigendo il circolo Gramsci della città romagnola e promuovendo la candidatura di Ravenna a Capitale europea della cultura nel 2015. Ha esordito con la spy story L’uomo di Mosca, pubblicata nel 2018 da Baldini+Castoldi. TAG: #narrativa_italiana, #thriller, #alberto_cassani, #voto_cinque

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RECENSIONE: Foglie d'America (Thomas C. Wolfe)

RECENSIONE: Foglie d'America (Thomas C. Wolfe)

Voto: 4.5/5 Autore: Thomas C. Wolfe Editore: Corrimano, 2018 Pagine: 89 Genere: Narrativa straniera, Racconti Prezzo: € 10.00 Acquista: Libro Trama Racconti scelti. Recensione Questo volume è caratterizzato da nove racconti, nove prose diverse, nove situazioni in cui il materiale diventa immateriale. La prosa di Wolfe racconta le grandi contraddizioni americane: dalla xenofobia al razzismo passando per la bellezza delle grandi città. Ecco quindi che i suoi personaggi sono raccontati tra luci e ombre senza paura di mostrare le ipocrisie, le incoerenze. L'autore ci descrive una società basata sul materiale che diventa immateriale e perde ogni tipo di valore. Ne “L’inverno del nostro scontento”, troviamo un attore in crisi d’identità, tormentato dalle bocche delle mille maschere che ha indossato. Ci sono poi uomini che temono il loro vuoto e che per colmarlo ne abbracciano uno ancora più grande, come quello che in “Gli uomini vuoti” separa un marciapiede dal dodicesimo piano di un grattacielo e lì, schiantati al suolo, ci si ricorda di tutta quella piccola umanità inghiottita dalla grande metropoli come una foglia che cade a terra in uno schianto che fa girare tutti. La vita nelle grandi città può essere frenetica e bruciare è il modo per provare a farcela, lottare per la propria vita, per essere se stessi come in “La promessa dell’America” e il desiderio di vivere tutte le dolorose e profonde grandezze della bellezza è la trasfigurazione terrena di un paradiso esclusivo in cui si rifugia una coppia di amanti in “Aprile, tardo aprile”. In Wolfe c'è però anche un richiamo a qualcosa di semplice e autentico, come in “Il sole e la pioggia” in cui i bambini preparano albi di foglie e le osservano, se le rigirano tra le mani per poi incollarle sui fogli bianchi , per osservare e sapere distinguere le foglie che cadono al suolo. L’autore sembra dirci che sono gli occhi del bambino a saper distinguere le cose oltre la nebbia che appanna le lenti degli adulti. Nel racconto “Le tre in punto” un bambino gioca tutto solo e ha una sensazione addosso, quella di avere intuito il verso in cui gira il mondo, un’altalena di cose belle e cose crudeli. Il bambino è capace di guardare la realtà e accettarla per quello che è. Lo stile dei nove racconti di questo volume è differente, un carattere più intimista è alternato ad uno più sensoriale. Un libro consigliato agli amanti dei racconti e della letteratura americana e per chi ha voglia di scoprire un autore talentuoso e poco conosciuto. Alcune note su Thomas C. Wolfe Thomas Wolfe (Asheville 1900 - Baltimora 1938) è uno dei narratori americani più significativi del nostro secolo. Ribelle, indisciplinato, scrittore di notevole potenza espressiva, ha sempre inteso la letteratura come viaggio spietato alla ricerca di se stessi. Angelo, guarda il passato (1929) e la Storia di un romanzo (1936) sono i suoi capolavori. TAG: #narrativa_straniera, #racconti, #thomas_c_wolfe, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Mu (Nunzio Di Sarno)

RECENSIONE: Mu (Nunzio Di Sarno)

Voto: 4/5 Autore: Nunzio Di Sarno Editore: Oèdipus, 2020 Pagine: 108 Genere: Narrativa italiana, Poesia Prezzo: € 14.00 Acquista: Libro Trama Raccolta di poesie. Recensione Solitamente non leggo poesie in quanto poco interessato al genere. Con questo libro ho voluto però andare oltre la mia zona confort e ne sono rimasto piacevolmente stupito. Il volume di Nunzio di Sarno è una raccolta coraggiosa in cui l’autore, attraverso le sue liriche, corre alla ricerca dell’autenticità e delle origini. Fattori che sono neutralizzati dalla società contemporanea composta da materialismo. Si tratta di uno scritto profondamente spirituale, dove è la vita ad essere protagonista, tramite un percorso che approfondisce la saggezza orientale, per giungere alle nostre radici. Il poeta attraverso un linguaggio asciutto e incisivo, riesce a creare versi potenti in cui ogni singola frase ha una sua forza intrinseca, contraddistinta da un concetto pungente e un ritmo incalzante. Vi è l’uso della rima e dell’assonanza e si svela una poetica autentica e pura. Come già accennato, è forte la presenza dei rimandi alla tradizione orientale come è possibile notare in Manifesto, la prima poesia della raccolta, che omaggia il poeta tibetano Milarepa. In volume è composto da circa cento pagine intense che indagano la profondità dell’essere umano, andando oltre la psicologia, oltre le emozioni, focalizzandosi sulla spiritualità. Nelle parole del poeta trapela sincerità e conoscenza e il lettore è chiamato ad aprirsi e sgretolarsi per poi concentrarsi sulla ricerca interiore. Alcune note su Nunzio Di Sarno Nunzio Di Sarno è nato a Napoli, si è laureato in lingue e letterature straniere con una tesi su Ginna e le connessioni tra astrattismo e spiritualismo. Ha lavorato come operatore sociale, mediatore culturale, insegnante di italiano L2, di sostegno e di inglese. Da alcuni anni risiede ed insegna a Firenze. Nel 2021 si è laureato in psicologia clinica e della riabilitazione con una tesi su Yoga, Tai Chi e mindfulness come terapie complementari nella malattia di Parkinson. Mu (Oèdipus edizioni) è la sua raccolta d’esordio. TAG: #narrativa_italiana, #poesia, #nunzio_di_sarno, #voto_quattro

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RECENSIONE: La zattera astronomica (Giulia Bignami)

RECENSIONE: La zattera astronomica (Giulia Bignami)

Voto: 5/5 Autore: Giulia Bignami Editore: Baldini+Castoldi, 2021 Pagine: 128 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea, Biografia Prezzo: € 16.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Come ci si ritrova a sei anni a sapere cantare come una stella di neutroni? O a fare gare di caccia ai satelliti nelle notti estive? Com'è ritrovarsi un astronauta a colazione e un premio Nobel a cena? Come dev'essere, per una bambina, girovagare nei corridoi dell'Accademia dei Lincei fra mummie e lasagne? Tra formaggi che camminano, pericolose trappole Viet Cong, strampalati fisici teorici che girano per casa, dessert esplosivi e altre improbabili avventure: essere figlia di uno scienziato può essere un'esperienza dura e meravigliosa. Giulia Bignami, figlia dell'astrofisico scomparso Nanni Bignami e lei stessa scienziata, racconta la sua infanzia incredibile, a volte traumatica, spesso fantastica, in un racconto esilarante e commovente. Tra romanzo di formazione, saggio pop e irriverente racconto di vita, questo libro delizioso, da cui è impossibile staccarsi una volta iniziato, è al tempo stesso la sua vendetta e il suo atto d'amore. Recensione La prima cosa che colpisce di questo volume è sicuramente la colorata e cartoonesca copertina. Il libro vuole essere l’omaggio definitivo di una figlia alla memoria del padre, scomparso nel 2017. Giovanni Bignami, detto Nanni, è stato uno degli astrofisici italiani più noti nel mondo, a capo prima dell’Agenzia Spaziale Italiana e poi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. In queste pagine, l'autrice lo ricorda più come persona che come scienziato, nella sua dimensione più personale e, se vogliamo, sfrenata, attingendo al bacino inesauribile dei suoi ricordi. Il libro, tuttavia, non racconta solo la storia di Nanni, ma anche quella di Giulia come suggerisce il sottotitolo. Al centro vi è la riflessione sulla relazione padre-figlia. La scienza, in questa storia, rimane naturalmente protagonista. È il fulcro dell’infanzia di una bambina che a sei anni sapeva cantare come una stella di neutroni. Tuttavia, in questa dimensione familiare, la scienza acquista i connotati di una grande avventura. Ci si può, dunque, ritrovare a fare gare di caccia ai satelliti nelle notti estive o a girovagare nei corridoi dell’Accademia dei Lincei fra mummie e lasagne. Oppure, può capitare di fare colazione, pranzo o cena insieme a Premi Nobel e astronauti. O ancora, progettare zattere sui cui prendere il largo durante una vacanza in Liguria come viene raccontato nel primo capitolo in cui si ritrovano un fisico e un plasmista, che l'autrice spiega essere un fisico che si occupa della materia allo stato di plasma, appunto a costruire, con scarso risultato, una zattera. Il tutto raccontato con molta ironia, ma condito con la dolcezza dei ricordi. A ognuna di queste strampalate avventure, Giulia Bignami dedica un capitolo del suo libro, raccontandocele con un senso di meraviglia e ironia tragicomica. Anche grazie ad una scrittura fluida e scorrevole, il risultato è una storia di formazione dura ed esilarante, traumatica e a volte commovente, che assume i tratti di un saggio irriverente. Un libro divertente e illuminante come una scoperta scientifica. Alcune note su Giulia Bignami Giulia Bignami è nata a Milano nel 1990, figlia di due astrofisici, Giovanni Bignami e Patrizia Caraveo. Dopo la laurea in chimica, ha conseguito il dottorato presso l’Università di St Andrews in Scozia e si è trasferita a Edimburgo, dove vive e lavora come ricercatrice clinica. Collabora con le pagine culturali de Il Giornale e questo è il suo primo libro. Non è politicamente corretta. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #biografia, #giulia_bignami, #voto_cinque

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RECENSIONE: Il coraggio della felicità (Loredana Scaiano)

RECENSIONE: Il coraggio della felicità (Loredana Scaiano)

Voto: 5/5 Autore: Loredana Scaiano Editore: Ultra, 2019 Pagine: 220 Genere: Narrativa italiana, Viaggi Prezzo: € 16.50 Acquista: Libro Trama Il primo maggio 1846, a quarantanove anni, Ida Pfeiffer partiva da Vienna per un'impresa straordinaria: il giro del mondo in solitaria. Il 28 febbraio 2017 Loredana Scaiano parte dal suo piccolo paese nell'Italia del Sud per ripercorrere l'itinerario di Ida. Anche lei compirà cinquant'anni in viaggio. Ida scriveva una pagina di diario ogni sera, Loredana ogni sera pubblica una pagina del blog che ha dedicato alla sua eroina, #idaviaggiadasola, che diventa sempre più popolare. Due storie vere raccontate in parallelo, due donne forti, due secoli di distanza. "Il coraggio della felicità" è il resoconto di un'impresa temeraria, impensabile per una donna nell'Ottocento, tutt'altro che agevole ancora oggi. È il racconto di un viaggio alla scoperta del mondo e alla ricerca di sé: un viaggio che è libertà, consapevolezza, incoscienza, leggerezza e gioia. Ed è anche e soprattutto una pietra posata sulla strada della parità, perché ogni donna finalmente si senta libera di poter andare da sola ovunque, senza un uomo che la accompagni, a qualunque titolo. Recensione Molto probabilmente la reazioni che molti di noi avrebbero se una nostra amica, una nostra parente, nostra madre, all’età di cinquant’anni, ci dicesse che ha intenzione di compiere un viaggio intorno al mondo in solitaria è esclamare “Ma sei pazza!” Oggi, compiere il giro del mondo in solitaria è sicuramente difficile, ma lo era ancor di più nell’Ottocento. Eppure esiste una grande donna, Ida Pfeiffer, considerata la più grande viaggiatrice della sua epoca, che ha realizzato più volte questa impresa senza neppure avere Google Maps sul cellulare. La sua storia è incredibile: nata a Vienna nel 1797, da bambina era il tipico “maschiaccio”, essendo stata educata insieme a cinque fratelli maschi. Il suo hobby era la lettura di racconti di viaggi in paesi lontani, sognando un giorno di poterli visitare. Viene costretta dalla famiglia a sposarsi con il facoltoso avvocato Pfeiffer, più vecchio di lei di 24 anni, e si dedica esclusivamente alla famiglia fino all’età di 44 anni, quando decide di seguire il suo sogno: dedicarsi ai viaggi che sognava da piccola e allontanarsi da una società che riconosceva alla donna solo il ruolo di madre e moglie. Il suo viaggio intorno al mondo inizia nel 1846, quando raggiunge Rio de Janeiro, per poi proseguire verso Capo Horn, Tahiti, Macao, Hong Kong e Canton. Poi raggiunge l’India, la Mesopotamia, i paesi del Caucaso, la Grecia, per rientrare a Vienna nel 1848. Nel 1851 intraprende un secondo viaggio intorno al mondo che le permette di toccare il Sudafrica, Singapore, l’Indonesia, la California e il Sudamerica. È una delle prime donne a scalare le Ande, poi arriva a New Orleans, visita le cascate del Niagara, New York, Boston e Londra. Ida, oltre ad essere una grande avventuriera, è stata un’ottima divulgatrice. A partire dai suoi diari, ha infatti pubblicato svariati libri che narrano i suoi viaggi con uno stile autenticamente descrittivo. L’autrice si preoccupa di raccontare la cultura e gli aspetti della vita quotidiana dei popoli che incontra, tanto che i suoi racconti venivano spesso citati nelle riviste scientifiche. La storia di Ida Pfeiffer, per quanto incredibile, non ha mai goduto della visibilità che sarebbe giusto tributarle, nonostante la sua figura sia stata recentemente rivalutata e in molti hanno provato a raccontare la sua storia. Nessuno però si è spinto a fare ciò che ha fatto un’altra donna, una professoressa lucana che ha deciso di “replicare” il primo viaggio di Ida intorno al mondo, ispirata dalle sue vicende. Loredana Scaiano, insegnante originaria di Tricarico, in provincia di Matera, ha molto in comune con Ida Pfeiffer. Come la sua musa, si sposa molto giovane e a 26 anni è già mamma di due figli. Si dedica per più di vent’anni alla famiglia e all’insegnamento. A cinquant’anni, però, decide di lasciare tutto per un po’ di tempo e compiere il giro del mondo in solitaria. L’obiettivo è semplice: dedicarsi alla ricerca della propria felicità e ritrovare sé stessa viaggiando sullo stesso itinerario compiuto da Ida due secoli prima. Nel 2017 Loredana parte per il suo viaggio. La prima tappa è Vienna, poi raggiunge Londra, il Brasile, l’Argentina, il Cile, l’Isola di Pasqua, la Polinesia, la Nuova Zelanda, Hong Kong, Singapore, lo Sri Lanka, l’India, l’Oman, Dubai, l’Iran, l’Armenia, la Georgia, la Turchia e la Grecia. Così come Ida, anche Loredana compie cinquant’anni in viaggio. Così come Ida, che scriveva una pagina di diario ogni sera, neppure Loredana tiene per sé le emozioni e le sensazioni che la scoperta del mondo le dona e decide di aprire il blog #idaviaggiadasola, una sorta di versione digitale dei diari che Ida scriveva quando era in viaggio. In questo blog non si parla soltanto delle esperienze vissute, ma più in generale del progetto di cambiare vita, della volontà di dimostrare alla società che ogni donna, se riesce a trovare il coraggio di sfidare tutto e tutti, può compiere piccole e grandi cose da sola, contro tutti i pregiudizi maschilisti di cui la nostra cultura è ancora pesantemente impregnata. Al ritorno in Basilicata, Loredana si lancia in un’altra avventura, la pubblicazione di questo libro che diventa realtà nel 2019. Un libro che racconta due storie vere, le storie di due donne forti, la descrizione scritta idealmente a quattro mani di un’impresa compiuta nell’Ottocento e ritentata due secoli dopo. Il fil rouge che lega le due avventure compiute da queste donne è la libertà. Prendersi del tempo per immergersi nel racconto del mondo così come l’hanno visto Ida e Loredana significa liberarsi di ogni preconcetto, lasciarsi guidare attraverso aeroporti, luoghi e culture tanto lontane quanto affascinanti, sognare con loro e provare le loro stesse paure. Ida e Loredana. Due donne che provengono da due terre profondamente differenti. La prima nata a Vienna, una città da sempre cosmopolita, capitale di quell’Impero Austro-Ungarico multietnico e pregno di cultura. La seconda, nata a Tricarico, in Basilicata, un luogo in cui ancora oggi una donna deve sentirsi in colpa per il solo fatto di aver scelto di vivere da sola, magari divorziare o intraprendere una carriera che la emancipi dall’ombra onnipresente di un uomo. Una terra in cui le donne anziane vanno ancora in giro con il capo velato da uno scialle. Una terra, la Basilicata, e la provincia di Matera nello specifico, che non ha neppure le infrastrutture per raggiungere con i mezzi pubblici la propria città capoluogo, Matera, che nel 2019 è stata insignita proprio del riconoscimento di “Capitale Europea della Cultura”. Ironia della sorte. Dopo aver pubblicato il suo libro, Loredana Scaiano è tornata alla sua routine quotidiana, la stessa da cui è fuggita per cinque mesi nel 2017. Ha ripreso a fare l’insegnante, ma la voglia di smuovere le coscienze di quanti hanno sognato, anche soltanto una volta, di scoprire terre nuove e lontane come faceva Ida nel XIX secolo, la sta spingendo a girare in lungo e in largo per raccontare la sua storia. Ora spetta al lettore il compito di lasciarsi guidare idealmente alla scoperta di luoghi che la maggior parte di noi vedrà soltanto in cartolina, provando a osservare il mondo con gli stessi occhi di Loredana e Ida, e partire per un viaggio letterario che è, allo stesso tempo, un viaggio alla scoperta di sé stessi. Alcune note su Loredana Scaiano Loredana Scaiano è nata a Tricarico (MT) nel 1967. Ha fatto tante cose troppo presto: a 19 anni era già insegnante, a 23 moglie, a 26 mamma di due figli. Altre invece le ha fatte troppo tardi, come la separazione a 45 anni. Da dove ripartire? Da un giro del mondo in solitaria: niente di meglio per festeggiare la mezza età! TAG: #narrativa_italiana, #viaggi, #loredana_scaiano, #voto_cinque

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RECENSIONE: Kairòs. Un giorno in Magna Grecia (Rosa Tiziana Bruno)

RECENSIONE: Kairòs. Un giorno in Magna Grecia (Rosa Tiziana Bruno)

Voto: 4/5 Autore: Rosa Tiziana Bruno Editore: Mimebù, 2021 Pagine: 216 Genere: Bambini e ragazzi, Storia Prezzo: € 14.00 Acquista: Libro Trama Elena vive nel ventunesimo secolo, Philippos nel quarto secolo a.C. Come potrebbero mai incontrarsi? Semplice! Attraverso una magica grotta nascosta nel profondo Mediterraneo, che permette di viaggiare nel tempo. Basta un tuffo per ritrovarsi nell'antica Poseidonia, oggi Paestum, e conoscere una cultura che non è poi così diversa dalla nostra, ma che ha molto da insegnarci. Phil ci invita a scoprire il tesoro di idee, usi e costumi di una civiltà tanto antica quanto moderna, immergendoci nella quotidianità della Magna Grecia. Insieme ai due amici incontreremo filosofi e pensatori, ma anche donne che sognano un futuro migliore. E impareremo a cogliere l'attimo, l'istante irripetibile e prezioso che non si può misurare: il KAIRÒS. «Il kairòs è il momento in cui siamo in piena armonia con l'Universo.» «E non possiamo misurarlo?» «Certo che no. Come potresti misurare la felicità?!» Il libro è stato realizzato in collaborazione con il Parco Archeologico di Paestum e Velia. Recensione La protagonista di questa storia è Elena, una ragazza in vacanza con i genitori che, inaspettatamente, si trova faccia a faccia con un ragazzo che non sembra appartenere al posto. Presto essa scopre che Philippos, questo il nome del giovane, vive nel quarto secolo Avanti Cristo, un mondo completamente diverso dal nostro e che Elena scopre a proprio piacimento grazie ad una grotta magica. Grazie a questo ponte temporale, la ragazzina comprende la cultura del passato, così diversa, ma anche simile alla nostra, così come i posti o i mestieri che ora non esistono più. Il tutto viene dolcemente condito dalla nascita della sincera amicizia fra i due protagonisti. Il volume ha poche immagini, ma ben curate. Lo stile dell'autrice risulta semplice e molto scorrevole. Molti sono gli spunti di riflessione sui grandi temi umani e la trama risulta ricca di dettagli sulla Magna Grecia e sull'epoca dell'antica Roma. Una delle cose più interessanti è il collegamento tra la Storia dell'umanità e la natura. Questo è un libro per riscoprire la bellezza dimenticata lungo il cammino. Per accompagnare lo stupore dei bambini davanti al mondo e aiutarli nel porre domande, per mostrare loro la ricchezza che abita nella discussione aperta e sincera. E’ un tuffo nell’antica Poseidonia, oggi Paestum, per esplorare le meraviglie della città intitolata al Dio del mare. Un viaggio che fa bene e solleva lo spirito, ai piccoli e agli adulti. Si riflette sull’amicizia e sull’importanza di cogliere l’istante irripetibile e prezioso che non si può misurare, il KAIRÒS. Un buon libro illustrato, non solo per ragazzi, per scoprire il valore dell'amicizia, ma soprattutto per conoscere una cultura troppo spesso dimenticata, ma che ha molto da insegnare. Alcune note su Rosa Tiziana Bruno Rosa Tiziana Bruno è autrice di saggi, romanzi e racconti fiabeschi pubblicati in Italia e all'estero. Ha condotto studi scientifici sull'utilizzo della letteratura in didattica e si è occupata di prevenzione del disagio infantile. Dal 2014 ha curato la direzione artistica del festival letterario Scampia Storytelling. I suoi lavori hanno ottenuto riconoscimenti internazionali: nel 2017 ha vinto l'International Writers Award, dell'Institute for Education di Los Angeles; nel 2018 il premio miglior libro italiano, sezione children book, del Gourmand World Awards; nel 2019 finalista al premio School in Motion. TAG: #bambini_e_ragazzi, #storia, #rosa_tiziana_bruno, #voto_quattro

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RECENSIONE: Puzza di morto a Villa Vistamare (Patrizia Fortunati)

RECENSIONE: Puzza di morto a Villa Vistamare (Patrizia Fortunati)

Voto: 4.5/5 Autore: Patrizia Fortunati Editore: Ugo Mursia Editore, 2020 Pagine: 214 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 17.00 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama «Ti penso di giorno e ti sogno di notte, e ti aspetto nel mio personale eremo per vivere la nostra seconda, si spera lunga, giovinezza. Fai in fretta che c'abbiamo entrambi novant'anni. Tu di più!» La vecchiaia non è certificata - solo e sempre - dall'età. È per questo che la Secca, la Marescialla, Peppino lo Sciancato e gli altri pensano e agiscono come se avessero ancora mezza vita davanti. E così, tra un morto, una busta sigillata, un mezzo incendio e femori rotti, ci trascinano nel loro mondo affacciato su un lago. Un romanzo, questo, che è un inno alla speranza di un'altra giornata di sole, anche quando il tempo è ormai agli sgoccioli. Un romanzo che fa venire voglia di invecchiare come loro: i vecchietti di Villa Vistamare. Perché il mare, a volte, basta immaginarlo per vederlo davvero. Recensione In questo romanzo eclettico e originale, Patrizia Fortunati ci presenta dei simpaticissimi anziani. Siamo a Villa Vistamare, un luogo incantevole di accoglienza per non più giovanissimi che spicca per la sua eleganza e maestosità tra il verde degli ettari di terra che lo circondano, tra i frutteti e il lago che con il suo miraggio di pace e tranquillità ricorda un mare, e al quale si arriva in due modi, più precisamente, o percorrendo la strada panoramica che taglia buona parte della collina e domina il lago del paese, o facendo l’unica strada che lo attraversa. Ci sarebbe anche una terza via ma ormai è dimenticata e nessuno più la solca, la traversata della zona lacustre a bordo di un motoscafo o piccola imbarcazione. Ad ogni modo, queste due strade principali sono forse parallele ma offrono la vista delle stesse cose in modo diverso. Ed è in questo luogo quasi incantato che facciamo la conoscenza dei protagonisti, uomini e donne della terza età a cui però, gli anni che passano e che si impongono con la loro virulenza, stanno un po’ stretti. Conosciamo il Visentin che non vuol proprio perdere il vizio del fumo tanto da essere sempre alla costante ricerca di una sigarettina, conosciamo il duo “Bonus Malus”, due sorelle tra loro estremamente diverse ma fortemente unite, Gaspare, l’ex brigadiere, e ancora la Monacelli, donna che conosce bene il mondo. Tutto ha inizio con la non poi tanto prematura dipartita del Conte Alfonso Maria Visconte terzo della Smeraldina e con il ritrovamento di una missiva all’interno della quale quest’ultimo ha lasciato ai residenti della struttura per anziani, ben due milioni di euro! Due milioni di euro! Come lasciare incustodita una lettera del genere? No no, occorre proteggerla, occorre mettere al sicuro quel consistente tesoro. Brevi assunti dai quali si dipanano le vicende degli amabili vecchietti, uomini e donne che ci fanno assaporare le emozioni nostalgiche di quel tempo che passa e non torna più. Ed è qui che entra in gioco la bravura dell'autrice che, con una penna fluida, accattivante, ironica ma al contempo riflessiva, ci fa sorridere e meditare su questa fase della vita, temuta ma inevitabile. Il tutto tra gag di grande simpatia, avventure rocambolesche, interrogatori che vedono la disfatta e resa definitiva del direttore, che nulla può innanzi alle arringhe difensive dei disincantati abitanti. Il tutto tra ricordi che si ricostruiscono tra le pagine e che toccano il sentimento dell’amore perduto e mai dimenticato, la malinconia dell’occasione mancata, la volontà di procrastinare un tempo inesorabile e senza possibilità di resa a quella conseguenza nefasta che porta alla conclusione dell’esistenza terrena. Consapevolezza a cui si aggiunge la volontà di non arrendersi, di non lasciarsi andare alle avversità, di intervenire sul corso degli eventi, di vivere sino all’ultimo giorno, l’opportunità che ci viene data. La speranza è l’ultima a morire e la vita è bella con tutte le sue incongruenze e sfumature. Perché la vita, presa con il sorriso, è anche capace di sorprenderci. Questo romanzo è un inno alla vita, al coraggio. Perché per quanto la morte sia inevitabile la strada è più piacevole da percorrere con il sorriso, con la giusta prospettiva di osservazione. Alcune note su Patrizia Fortunati Patrizia Fortunati è nata a Terni, dove vive con il marito e due figlie. Laureata in Lettere, ha lavorato per oltre dieci anni nel mondo dell’associazionismo, della cooperazione e del volontariato. Ha esordito nel 2013 con il romanzo Marmellata di prugne (ali&no, 2013). Nel 2015 ha pubblicato Trecento secondi (Falco Editore, 2017) e nel 2016 ha partecipato ai progetti collettivi Favole migranti (Amazon Media, 2016) e Ricette per ricominciare. Quaranta autori in cucina per la ricostruzione del centro Italia (ali&no, 2016), il cui ricavato è stato devoluto in beneficienza. Ad aprile 2017 è uscita la sua prima silloge poetica, Ai fili invisibili (ali&no), mentre nel marzo 2018 il suo terzo romanzo, Altrove (ali&no, 2018). Con Benni, Celestina e tre piani in ascensore si mette alla prova con la narrativa per ragazzi, cimentandosi in una scrittura divertente e avventurosa e raccontando il mondo visto con gli occhi di una vivacissima ragazzina. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #patrizia_fortunati, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Tre madri (Francesca Serafini)

RECENSIONE: Tre madri (Francesca Serafini)

Voto: 4/5 Autore: Francesca Serafini Editore: La nave di Teseo, 2021 Pagine: 304 Genere: Narrativa italiana, Gialli Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama La commissaria Lisa Mancini a soli trentatré anni ha già alle spalle una carriera straordinaria. Tanti successi in Italia e all'estero di cui potrebbe vantarsi, ma che creano intorno a lei un'aura di mistero il giorno in cui decide di abbandonare l'incarico all'Interpol di Lione per dirigere il commissariato di Montezenta, un piccolo centro romagnolo con i pregi e i difetti della provincia italiana, e di tutte le province del mondo. Nessuno conosce il motivo del trasferimento di Lisa. Tutto quello che sappiamo sul suo conto è che, sbrigate le pratiche di routine, passa le giornate chiusa nel suo ufficio a giocare a Candy Crush sul cellulare. Finché non viene denunciata la scomparsa di River: un quindicenne di origine inglese che vive con la sua famiglia in un piccolo villaggio appena fuori dalle mura medievali di Montezenta. Una comunità libertaria e anticonformista che trasforma in opere d'arte i materiali di scarto, e che attira per questo su di sé l'ostilità e i pregiudizi del resto della popolazione. River - uno studente modello, capace di farsi amare da tutti - è davvero una vittima oppure sta scappando da qualcosa di cui è lui stesso responsabile? Per riuscire a rispondere a questa domanda, Lisa dovrà combattere i demoni del suo passato, e trasformare la ricerca del ragazzo in un viaggio a perdifiato dentro sé stessa. Recensione Questo libro è un innovativo romanzo giallo in quanto rispetto ad altri romanzi dello stesso genere letti negli ultimi anni, mescola in modo saggio contenuti e particolari diversi rendendo interessante lo sviluppo delle vicende e dei personaggi. Il romanzo inizia con il racconto della vicenda di Lisa Mancini, commissaria trentatreenne che ha raggiunto traguardi importanti in carriera. Improvvisamente, senza alcuna apparente ragione, lascia il posto prestigioso all’Interpol di Lione. Arriva a dirigere il commissariato di Montezenta, piccola cittadina romagnola. Una città che riassume perfettamente gli stereotipi della provincia italiana. L’atteggiamento della commissaria è di insofferenza per quel luogo, disinteresse alla vita del commissariato stesso, poca empatia nelle relazioni. La sua routine si chiama Candy Crush, il suo gioco nel cellulare. Un giorno scompare River, il tipico bravo ragazzo voluto bene da tutti, che vive poco fuori Montezenta in un villaggio oggetto di critiche da parte della comunità. Quella ricerca è un incentivo per Lisa per provare a risvegliare uno spirito costruttivo dentro sé, una fiamma che sembrava spenta per motivi ancora ignoti. Il legame che si crea tra la madre di River e Lisa è un ulteriore stimolo a ritrovare passione per il proprio ruolo. La maternità che diventa oggetto di sintesi, di analisi, di ricognizione di tutte quei lati così nascosti in Lisa. Alla scomparsa di River infatti si aggiungono l’omicidio di una bambina cinese e la morte di una donna anziana del luogo. Sembrano scenari indipendenti ma vanno a collegarsi nel flusso del racconto più di quanto si pensi. Un giallo in cui non si sprecano le citazioni filosofiche, musicali, letterarie. L’uso delle parole e la scelta delle terminologie sono la cifra stilistica evidente e apprezzabile di questo romanzo. Un racconto che non è facilmente riassumibile proprio perché costruito su una serie di collegamenti e citazioni che lo rendono godibile. Un romanzo che gioca tra il giallo e il racconto psicologico in cui vincono le intenzioni di cercare di capire cosa c’è al di fuori del proprio seminato, dentro le proprie paure, in mezzo alle mille influenze che contribuiscono a renderci come siamo. Si riflette, si legge e si rimane soddisfatti nel capire come i punti di vista non sono mai ciò che vengono osservati in modo sbrigativo. Personalmente, per quanto ben costruiti, avrei limitato sia i punti di riflessione sia i flashback in quanto possono distrarre dalla trama. Nonostante ciò, una storia avvincente accompagnata da diversi colpi di scena, rendono il romanzo promosso e consigliato a tutti quelli che amano il genere giallo. Alcune note su Francesca Serafini Sceneggiatrice ed editor, ha scritto Storia regole eccezioni, secondo volume di Punteggiatura (Rizzoli-Holden Maps 2001). Ha curato con Giordano Meacci il terzo volume della Storia della lingua italiana per immagini. L’italiano letterario: poesia e prosa (Edimond 2011) diretta da Luca Serianni. Da diversi anni alterna la scrittura creativa con quella saggistica e con l’attività didattica, tenendo corsi di drammaturgia e lezioni universitarie in Italia e all’estero. Con Laterza ha pubblicato nel 2015 Questo è il punto. Istruzioni per l'uso della punteggiatura. TAG: #narrativa_italiana, #gialli, #francesca_serafini, #voto_quattro

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RECENSIONE: La fidanzata d'America (Giusy Cafari Panico)

RECENSIONE: La fidanzata d'America (Giusy Cafari Panico)

Voto: 4.5/5 Autore: Giusy Cafari Panico Editore: Catelvecchi, 2020 Pagine: 136 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 15.50 Acquista: Libro Trama Abruzzo, 1920. In un affresco di un'Italia sofferente, sull'orlo del fascismo, tra miseria, sogni e ideali, il ritorno in paese di un giovane prete che, per una ferita di guerra, ha dovuto abbandonare la sua folgorante carriera e il ruolo privilegiato di confessore della Regina, cambia per sempre il destino della sorella, promessa sposa a un giovane emigrante. Ada si prepara a raggiungere il suo innamorato a Filadelfia, ma quando lui è finalmente in grado di spedirle i soldi per il viaggio, nasce il dilemma. La famiglia osteggia l'unione, gli interrogati vi senza risposte sono troppi. In più il promesso sposo è imparentato con una famiglia di briganti e in America è iscritto ai sindacati e lotta per i diritti dei lavoratori. Ad Ada si prospetta una nuova possibilità. Partire o restare? Recensione La prima cosa che salta all’occhio del lettore, leggendo questo libro, sono i frequenti riferimenti storici ed a celebri personaggi come D’Annunzio e Mussolini. Così, senza accorgersene, ci si ritrova a fare un ripasso, molto gradito, della storia e della letteratura italiana. Sullo sfondo dell’impresa di Fiume e delle imminenti elezioni, viene imbastita e curata la storia di Ada. Questa è una semplice ragazza di un paese ai piedi della Majella e del Gran Sasso. Ha la passione per il cucito, sa far di conto ed è dotata di una bellezza sublime, tanto da farle avere diversi pretendenti. Il contesto in cui è inserita Ada, la protagonista, è un contesto rurale, in cui manca quasi del tutto l’alfabetizzazione. La semplicità dei personaggi è evidenziata dal linguaggio semplice che l’autrice usa nel testo. Molte le espressioni dialettali o gli evidenti errori grammaticali commessi nei dialoghi, soprattutto quando ci sono di mezzo adulti o anziani, appartenenti a una generazione completamente ignara dell’utilità sociale della scuola. Il volume non è molto lungo, ma anche poche pagine possono risultare a volte infinite. Non è questo il caso. Ho letto questo volume in poco più di una oretta, segno che la scrittura dell'autrice mi ha conquistato. Essa risulta scorrevole e molto invitante. Nel romanzo non sono presenti grandi colpi di scena, ma nonostante ciò la lettura risulta piacevole. La storia di Ada viene narrata in modo perfetto, ben scritta e scandita, dando importanza a ogni personaggio: dal fratello Nicola, unica ancora che tiene legata Ada al paese, al padre, la matrigna, i fratellini ma anche le zie, e tutti gli altri. L'autrice non si dimentica delle comunità che viene descritta in modo completo e variegato. Comunità che non crede nel sogno americano e che diventa la prigione di Ada. Una storia ricca di significati, di vita e aspettative in cui il lettore rimane appeso all’incertezza di una scelta che sa di futuro e che sicuramente avrà accumunato tante storie reali dell’Italia dell’epoca. Un libro delicato che assume quasi le sembianze di una commedia italiana dell’epoca, fatta di emozioni, incertezze ma soprattutto coraggio e attese. Una storia davvero brillante che potrebbe essere un’ottima lettura per i ragazzi delle scuole superiori alle prese con il periodo più tragico della storia italiana (e mondiale). È un buon modo per collegare storia e letteratura, conoscere i valori della famiglia nelle piccole realtà dell’epoca e farsi un’idea ben chiara di come fosse vivere a quel tempo grazie a questo romanzo avvincente racchiuso in poco più di cento pagine. Alcune note su Giusy Cafari Panico Laureata in Scienze Politiche a indirizzo internazionale, dirige il Comitato Scientifico del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza. Poetessa e drammaturga di pièces teatrali rappresentate anche all’estero, collabora come sceneggiatrice con una casa di produzione cinematografi ca di Roma ed è autrice di racconti premiati e presenti in varie antologie. Scrive per «Alberoni Magazine». TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #giusy_cafari_panico, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Il dossier Wallenberg (Davide Amante)

RECENSIONE: Il dossier Wallenberg (Davide Amante)

Voto: 5/5 Autore: Davide Amante Editore: DMA International, 2020 Pagine: 248 Genere: Narrativa italiana, Gialli Prezzo: € 13.00 Acquista: Libro Trama “Ero completamente convinta di tre fatti. Primo, Wallenberg era un uomo incredibilmente seducente e non solo un eroe. Secondo, c'era una parte di lui - e non so quanto potesse essere vasta quella parte - che avevo chiaramente bisogno di difendere. Terzo, ero incondizionatamente e irrimediabilmente innamorata di lui." Un amore senza limiti che spingerà un uomo a rischiare la vita per salvare la donna che ama, non sapendo che molti anni più tardi quella stessa donna tornerà per salvare la vita a lui. Una storia d'amore fenomenale, un thriller eccezionale. Questo romanzo è basato su una storia vera. Scomparso in circostanze misteriose, Wallenberg era un agente sotto copertura che ha salvato migliaia di vite. I documenti delle inchieste di molteplici commissioni internazionali, i documenti della CIA messi a disposizione con il Freedom of Information Act, finalmente danno la soluzione a un mistero mai risolto prima. Recensione Robert (Raoul) conosce Mira ad una cena nella villa di Joszef Balosh, influente editore della rivista Magyar Szemble. Lui è a capo della Legazione svedese, lei una giovane, affascinante e misteriosa ungherese. Tra i due ci sarà immediatamente un’attrazione irresistibile che sfocerà in una breve, ma intensa storia d’amore nonché in una collaborazione frenetica per riuscire a salvare il più alto numero possibile di ebrei dalle grinfie naziste. Ispirato alla vera storia del diplomatico Raoul Wallenberg, l'autore, riprende le sue vicende per raccontare un intrigante thriller. Il racconto è molto accurato ed è frutto di una ricerca che Amante ha condotto per oltre un anno sulla documentazione riguardante questo eroe quasi dimenticato. Pare infatti che i nazisti avessero stilato un vero e proprio dossier a suo carico e che questo sia stato alla base della sparizione del diplomatico svedese che fu arrestato dai sovietici all’indomani della liberazione di Budapest nel 1945 e di cui non si ebbero più notizie. Con certezza si sa che fu condotto prima in una delle famigerate carceri moscovite, in seguito in un manicomio criminale con l’accusa di essere una spia. Due anni dopo le autorità sovietiche lo dichiararono morto, ma né la Svezia né le forze Alleate si adoperarono sufficientemente per ottenerne la liberazione o la restituzione della sua salma. Con la caduta del regime sovietico e nel 1996 con il Freedom Information Act statunitense, molti incartamenti sono stati resi pubblici. Da questi è emerso il famoso dossier di cui si occupò personalmente Eichmann che all’epoca era di stanza a Budapest per dirigere personalmente lo sterminio degli ebrei ungheresi. Inoltre, nonostante nel 2012, in occasione del centenario dalla nascita di Wallenberg, l’Archivio delle Politiche estere russe abbia divulgato parte di un’importante corrispondenza tra Mosca e Stoccolma avvenuta fra il 1944 e il 1947, le sorti di questo eroe rimangono tuttora avvolte nel mistero. Una delle supposizioni è che il diplomatico venne liberato a seguito di un programma di scambio di spie negli anni ‘50 e, a causa delle terribili esperienze subite, abbia poi vissuto altrove sotto falso nome. L'interessante romanzo di Amante lavora su questa ipotesi, portando l’attenzione del lettore sulla misteriosa Mira, personaggio chiave, non solo dal punto di vista sentimentale, per lo svolgimento dell’intera vicenda. L’autore, introducendo molti elementi di fantasia, racconta l’intera vicenda con un ritmo incalzante, interrotto dagli incontri tra i due amanti. In quei momenti sembra che il tempo si fermi e che loro, come tutte le giovani coppie, vivano in un’altra dimensione, al riparo dagli avvenimenti terribili che li circondano. Questo rapporto tuttavia non andrà a scapito della lucidità e dell’efficacia di azione di entrambi. Un’opera densa di suspence e passione capace di catapultare il lettore in una storia poco conosciuta e resa ancora più chiara dalla nota storica presente nelle ultime pagine del volume. Alcune note su Davide Amante Davide Amante è scrittore di narrativa. Ha studiato in scuole di lingua inglese e italiana. Ha collaborato con varie case editrici (fra cui McGraw-Hill, Bertelsmann, Vallardi, Mondadori). Ha insegnato letteratura moderna e contemporanea. Ha scritto sceneggiature in lingua inglese per il cinema. Ha collaborato con il Politecnico di Milano, su invito del Dipartimento di Architettura, insegnando agli studenti l’interpretazione e la trasposizione dell’opera letteraria negli allestimenti scenici teatrali e cinematografici. Parla correntemente tre lingue ed è appassionato dello sport della vela e snowboard. Ha attraversato il Ténéré ed altri deserti del nord-Africa, ha navigato in solitario in barca a vela ed ha intrapreso numerosi altri viaggi. Due suoi romanzi sono diventati bestseller, Il dossier Wallenberg che ha vinto il premio letterario Mediolanum – Un Certain Regard e che narra la storia di una passione senza limiti fra un uomo e una donna in tempo di guerra e Il Guardiano delle Stelle – Il viaggio di Anais insieme al vento, la storia di una bambina che vive su un’isola e che va alla scoperta dei valori della vita e dell’amore, che ha conquistato adulti e bambini in tutta Italia TAG: #narrativa_italiana, #gialli, #young_adult #davide_amante, #voto_cinque

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RECENSIONE: Nel tempo tutto resta (Josuele Di Grazia)

RECENSIONE: Nel tempo tutto resta (Josuele Di Grazia)

Voto: 4/5 Autore: Josuele Di Grazia Editore: New-Book, 2021 Pagine: 152 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 16.90 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama La vita di Marco non è mai stata facile, ha cicatrici sul cuore enormi che sembra lo condannino a restare per sempre nell'ombra, così come si è abituato a chiamarla. È un ragazzo semplice, non ha molti amici, ma ha dei piccoli sogni, e deve portare il peso di una vita che lo ha ferito, togliendogli quello che aveva di più bello: la sua infanzia. Ma per capire la storia di Marco, è importante conoscere anche la storia di Elisa, la sua mamma. Solo così riuscirà a rinascere. Recensione Questo libro d'esordio dell'autore è uno scritto che fa riflettere molto su tematiche importanti. Esso narra la la storia di Marco, ragazzo con un passato difficile e sofferto, la cui vita non è mai stata facile; preferisce vivere nell’ombra, nell’oscurità perché non vede per lui la possibilità di incontrare la luce. La sofferenza di Marco nasce tanti anni fa, da un avvenimento che ha colpito la sua famiglia e l’ha cambiata per sempre. Non solo di Marco si narra, ma anche di Elisa, sua madre. Nata e cresciuta in casa-famiglia, anche lei ha sempre vissuto nell’ombra, consapevole di non meritare una possibilità, finché la vita gli ha concesso un’occasione, che poi si è brutalmente ripresa. Una storia, prima, di speranza per una nuova vita, e poi, un ritorno alla realtà, dove provi solo rabbia, dolore, sofferenza, dove non vedi una via di uscita. La vera protagonista del libro è Elisa, una ragazza che che vuole diventare indipendente, trovare un lavoro, una casa tutta sua, per andare via al più presto dalla casa-famiglia in cui abita. Un ambiente in cui non si è sentita mai accettata, dove ha subito soprusi e dispetti. Marco, il figlio, viene cresciuto in una casa dove non ha mai avuto le cure necessarie; la mancanza di affetto e la solitudine sono stati per lui delle esperienze che hanno segnato tutta la sua infanzia. Crescendo, il ragazzo, abbandona la scuola, lavora ed è costantemente convinto di essere destinato a vivere nell’ombra. Il romanzo si avvale di una scrittura semplice e lineare che fa piangere, ridere e sperare. L'autore crea una trama dolce e amara che si legge tutto d'un fiato e che prende spunto da eventi biografici. Una storia di dolore ma anche di speranza che consiglio a tutti quelli sono in cerca di grandi emozioni. Alcune note su Josuele Di Grazia Un nome, tre parole, rimaste nell’ombra per diversi anni, ma che oggi identificano un giovane autore di ventitré anni, un operaio toscano con la passione per la scrittura e un grande bisogno di comunicare ciò che ha dentro. Per alcuni anni lui è stato soltanto “@ilragazzonellombra”, un profilo Instagram che si è distinto dagli altri per i suoi post spontanei, dai contenuti così profondi da riuscire a raggiungere, nel giro di qualche anno, quasi cinquantamila followers. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #josuele_di_grazia, #voto_quattro

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RECENSIONE: La Tigre Bianca (Ramin Bahrani)

RECENSIONE: La Tigre Bianca (Ramin Bahrani)

Voto: 3/5 Regista: Ramin Bahrani Interpreti: Priyanka Chopra, Rajkummar Rao, Mahesh Manjrekar Anno: 2021 Durata: 125 minuti Genere: Drammatico Trama La Tigre Bianca, film diretto da Ramin Bahrani, racconta la storia di Balram Halwai (Adarsh ​​Gourav), un povero ragazzo indiano, che dal suo umile villaggio viene ingaggiato come servo di Ashok (Rajkumar Rao) e Pinky (Priyanka Chopra). I due ricchi signori sono da poco tornati dall'America e alla ricerca di un autista. È così che Balram, cresciuto con l'idea di diventare un servo perfetto, si propone a loro. Peccato che il suo padrone, Ashok, inizi col tempo a manifestare un atteggiamento sempre più arrogante nei confronti dell'autista, fino a quando una notte non lo tradisce, incolpandolo di un incidente commesso da lui stesso. È da questo momento che Balram, sul punto di perdere ogni cosa, decide di cambiare, ribellarsi alla servitù dei suoi padroni e ascendere egli stesso al ruolo di padrone con il nome "La Tigre Bianca"... Recensione Questo è un film sospeso tra due mondi: quello indiano e quello occidentale. Il mondo indiano è quello che racconta, quello del romanzo di Aravind Adiga vincitore del Man Booker Prize del 2008 da cui è tratto; quello occidentale, e statunitense in particolare, è quello attraverso la cui estetica e sensibilità è filtrato lo stesso racconto. D’altronde, Adiga ha lasciato da ragazzo l’India per andare a vivere in Australia con la famiglia. E lo stesso, con destinazione Stati Uniti, ha fatto l’ex Miss Mondo Priyanka Chopra, che di questo film non è solo una delle protagoniste, ma anche una delle produttrici. E due dei personaggi del film, quello della Chopra e quello della star indiana Rajkummar Rao, sono loro stessi, ognuno in modo diverso, divisi tra il loro paese d’origine e quello in cui hanno a lungo vissuto prima di tornare in India, gli Stati Uniti. Sarebbe bello poter dire che lo sceneggiatore e regista Ramin Bahrani è stato in grado di prendere il meglio dei due mondi e di sintetizzarlo in questa pellicola, ma purtroppo, non è così. Sulla storia del film nulla da dire. Anzi. Raccontata in prima persona dal bravo protagonista Balram (Adarsh Gourav) lo fa leggendoci un’e-mail al primo ministro cinese Wen Jiabao, che sta per recarsi in visita a Bangalore, con quale il Balram diventato imprenditore spera di potersi incontrare è una spietata disamina della società indiana. Da poverissimo abitante di un fatiscente villaggio, appartenente a una casta di rango inferiore, Balram riesce, con la sua intelligenza e la sua progressiva mancanza di scrupoli, a diventare l’autista di una giovane e ricca coppia, figlio e nuora dell’uomo, ancora più ricco, che domina sul suo villaggio natale. Ma il suo riscatto sociale ed economico è solo illusorio, perché per gente come lui c’è solo un modo per uscire davvero dalla povertà e dalla schiavitù: e non è un modo pacifico. La forbice sociale che divide l’India a metà tra benessere elevato e miseria, è ben raccontata dalla Tigre Bianca. Ed è qualcosa che, forse non in maniera così spettacolarmente evidente, non riguarda più, solo, quel paese lì, ma anche buona parte dell’Occidente. Bahrani riesce a essere anche abbastanza efficace nelle sfumature psicologiche. Quando mostra l’ipocrisia dei ricchi, dei giovani indiani occidentalizzati, che fingono empatia nei confronti dei loro dipendenti, ma che sono comunque ancora vittime di una mentalità che vede in loro veri e propri schiavi; e ancora di più nel raccontare il servilismo e il vero e proprio bisogno di avere e amare un padrone di Balram e di quelli come lui, educati da millenni a essere schiavi, succubi, esseri umani di seconda classe. Una condizione, questa, dalla quale si può uscire solo attraverso un gesto radicale, traumatico, violento. Questo film non è però esente da difetti. Bahrani ha mutuato dal cinema indiano una tendenza alla magniloquenza e alla logorrea che non riesce sempre a sostenere con la sua regia e che viene appesantita dall’onnipresente voce narrante di Balram. La Tigre Bianca è inoltre un film discontinuo con una prima parte eccessivamente dilatata e qualche calo di ritmo nella seconda parte psicologicamente più tesa. Il suo sguardo, al contrario, è fin troppo esplicitamente americano e hollywoodiano e i tanto sforzi, pure meritevoli, di raccontare con le immagini le contraddizioni dell’India contemporanea, finiscono sempre col risultare superficiali. Considerati i temi e i risvolti del racconto ideato da Adiga, un pizzico di radicalismo in più nell’uso dei generi (il dramma e il thriller) e nella rappresentazione di quel mondo, avrebbero giovato. Rimanendo in territorio Netflix, il consiglio per chi vuole vedere e capire l’India di oggi, e farlo attraverso un linguaggio cinematografico ben più forte e migliore di quello di questa pellicola, è di assaggiare il cinema di Anurag Kashyap, e vedere magari Raman Raghav 2.0 o al limite, se questo film vi pare troppo, la serie Sacred Games, che vanta tra i registi proprio Kashyap. Ha probabilmente ragione Balram, infatti, quando dice che l’uomo bianco è finito e che “questo è il secolo dei marroni e dei gialli”. Tra questi, però, non penso si possa annoverare Bahrani: uno che dirige in maniera anche corretta, ma fin troppo anemica e omogeneizzata. TAG: #drammatico, #ramin_bahrani, #priyanka_chopra, #rajkummar_rao, #mahesh_manjrekar, #voto_tre

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RECENSIONE: L' opzione di Dio (Pietro Caliceti)

RECENSIONE: L' opzione di Dio (Pietro Caliceti)

Voto: 5/5 Autore: Pietro Caliceti Editore: Baldini+Castoldi, 2020 Pagine: 416 Genere: Narrativa italiana, Thriller Prezzo: € 19.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama La cristianità è in crisi: un violento attentato jihadista, il primo in Italia, ha fatto una strage proprio davanti a San Pietro, e ben presto una notizia altrettanto esplosiva inizia a diffondersi all'interno del Palazzo Apostolico: il Papa sta morendo. Subito nella Curia si scatena la lotta per la successione. Il candidato dei tradizionalisti è Angelo Vignale, un asceta in odore di santità, che il Papa uscente ha voluto quale suo prelato allo IOR. I progressisti puntano invece su Warren Hamilton, un ex rugbista sudafricano divenuto famoso per aver conciliato moltissimi casi di pedofilia prima che arrivassero in tribunale, facendo così risparmiare alla Chiesa un sacco di soldi. Entrambi si lanciano a cercare freneticamente il modo per sbarrare al rivale la strada per il soglio pontificio. La strategia di Hamilton consiste nel passare al setaccio i conti dello IOR sperando di trovare irregolarità che il rivale non ha notato, aiutato da Alessio Macchia, giovane prete dalla fede incrollabile, e dal fratello di lui Giovanni, un avvocato specializzato in questioni finanziarie, che invece ha perso completamente la fede. Dal canto suo, Vignale sguinzaglia il suo assistente a indagare sul passato di Hamilton, sperando di trovare qualche scheletro nel suo armadio. Mentre la polizia indaga sull'attentato, le piste si moltiplicano e l'intrigo di potere, soldi, terrorismo e compromessi all'interno del Vaticano si fa sempre più fitto. Ma proprio quando tutte le indagini sembrano essersi arenate, inaspettatamente emerge un filo che le unisce, e che porta alla luce una verità agghiacciante. Recensione Non ho mai letto nulla di Pietro Caliceti. Questo è il suo primo romanzo e mi ha totalmente conquistato. Questo autore non ha nulla da invidiare ai nomi di punta dei thriller. In Caliceti c'è naturalezza nel raccontare storie che in molti hanno già affrontato, si veda ad esempio Dan Brown. Nulla da togliere a questi bestseller, ma questo autore ha una marcia in più. In un futuro non proprio lontano muore il successore di Papa Francesco e in Vaticano si scatena la lotta per la successione che vede coinvolti i due principali esponenti delle due anime che si contrappongono all’interno della Chiesa, l’una tradizionalista e l’altra progressista. Ne viene fuori un thriller mozzafiato, dal quale si evincono tutta una serie di informazioni assai interessanti che riguardano anche la più stretta attualità. Innanzitutto gli scandali legati alle accuse di pedofilia che hanno coinvolto numerosi prelati, nonché gli oscuri contatti con il mondo islamico fino a sfiorare l’estremismo degli jihadisti. Ma non mancano puntuali riferimenti alle attività dello IOR, l’Istituto delle Opere di Religione, più comunemente noto coma “Banca Vaticana”, l’istituzione finanziaria alla quale sono stati associati oscuri episodi della nostra storia recente, dal crack del Banco Ambrosiano, alla morte di Roberto Calvi, dalla P2 agli intrallazzi di Licio Gelli. Gli intrighi permeano tutto il libro. L’autore ne parla con cognizione di causa dal momento che è uno dei più importanti avvocati italiani, esperto di diritto societario e finanziario. Ne parla con il piglio del romanziere consumato, nonostante questo volume sia solo il suo terzo romanzo e che la sua attività di narratore sia iniziata appena cinque anni fa. La Fede guida l’uomo e l’autore ci dimostra ancora quanto le idee e ancor più gli ideali camminano sulle gambe di uomini, imperfetti, con cui il lettore empatizza. Raramente si incontra un thriller con una trama ben articolata. Fino alla fine si è portati ad interrogarsi su quale sarà la conclusione dell'ordito. Con una scrittura chiara e uno stile limpido, l’autore costruisce un volume che non è un saggio finanziario e nemmeno teologico, ma si serve di alcuni aspetti che attribuiscono alla storia grande originalità. Un thriller che riesce a stupire il lettore e che, a mio avviso, risulta uno dei migliori di quest'anno e che meriterebbe minimo una serie televisiva o di essere tradotto. Alcune note su Pietro Caliceti Pietro Caliceti nasce nel 1965, avvocato specializzato in materie finanziarie e societarie, ha esordito nella narrativa con L’Ultimo Cliente (Baldini & Castoldi, 2016), un romanzo che ha subito avuto un ottimo successo di pubblico e di critica, cui ha fatto seguito BitGlobal (Baldini&Castoldi, 2017), il primo romanzo al mondo incentrato su bitcoin. Le sue opere sono state salutate come “una nuova narrativa della finanza, che ne sfrutta il lessico e disegna i cattivi contemporanei” (Tuttolibri) ed accostate, oltre che ai romanzi di maestri del legal thriller come John Grisham, a film come La Grande Scommessa e serie televisive come Billions (TuStyle). TAG: #thriller, #narrativa_italiana, #pietro_caliceti, #voto_cinque

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RECENSIONE: Cieli neri (Irene Borgna)

RECENSIONE: Cieli neri (Irene Borgna)

Voto: 5/5 Autore: Irene Borgna Editore: Ponte alle Grazie, 2021 Pagine: 204 Genere: Scienze, Astronomia, Divulgazione Scientifica Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 7.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Siamo tutti in grado di capire cosa voglia dire la parola «notte», anche se forse non ne abbiamo mai fatto esperienza. Chi vive nel mondo occidentale, soprattutto nelle grandi città, è raro si sia immerso in una notte autentica dove le stelle hanno la forza di bucare la coperta nera del cielo. La luce elettrica, una grande invenzione che ha aperto la porta a migliaia di nuove esperienze, ha inesorabilmente occupato tutto il buio impedendoci di vivere l'altra faccia del giorno, con tutti i suoi doni: le stelle, la Via Lattea, il ritmo sonno/veglia, la poesia dell'oscurità. Irene Borgna, tra le mani una mappa dei cieli neri europei, è partita alla ricerca di quei luoghi che ancora resistono all'inquinamento luminoso. Dalle Alpi Marittime al Mare del Nord, a bordo di un camper, l'autrice ha compiuto un viaggio per tornare a vivere quelle tenebre che furono divise dalla luce all'inizio del mondo, per capire cosa voglia dire inquinare la notte, per raccontarci gli aspetti economici, antropologici, sociali, poetici e simbolici di quello che potremmo chiamare «uno stato d'animo in via d'estinzione». Recensione Questo volume fa parte di quei libri che avrei voluto scrivere io, se ne fossi stato in grado. L'autrice è un’antropologa che sul finire dell’estate del 2019, insieme al suo compagno Emanuele, decide di intraprendere una traversata dell’Europa alla scoperta di quei luoghi dove di notte il cielo è ancora buio. Un viaggio in furgone che in 10 mesi porta due esseri umani e un cane dalle valli di Cuneo al Mare del Nord e ritorno. Ciascun capitolo del libro è dedicato a una tappa, che prima viene esplorata in diurna, ma che poi rivela tutta la sua meraviglia di notte. L’autrice alterna la narrazione del viaggio a informazioni sui luoghi visitati e sul perché la lotta all’inquinamento luminoso non sia solo “una battaglia per astrofili frustrati”, ma che ha anche impatti sugli animali e sulla salute dell’uomo, oltre che sull’economia. Molto di quello che viene raccontato riguardo al cielo reso sterile dalle luci artificiali suona tristemente familiare. Tra i pregi del libro c'è anche la capacità di far vibrare per simpatia i ricordi di esperienze personali, di coinvolgere e creare empatia con le persone e i fatti che vengono narrati. Questo volume parte dall’esperienza personale per spiegare come il nostro tentativo di soggiogare la notte con la luce non sia solo futile, ma addirittura dannoso: più lampioni di notte portano all’estinzione di specie notturne, alterano il ciclo circadiano degli esseri umani, non portano a maggior sicurezza per le strade, semmai a un maggiore senso di sicurezza, un’illusione deleteria e sono uno spreco di risorse, oltre che di soldi. E, ovviamente, privano della meraviglia del cielo stellato.
Tutto questo Irene Borgna lo racconta bene citando articoli scientifici e saggi e poco importa che ogni tanto a Emanuele capiti di dover fare la parte del Watson al quale l’autrice-Holmes spiega le cose: per quanto classico, l’espediente narrativo dello “spiegone” è usato con sapienza, coinvolge e funziona. Nonostante il taglio in parte saggistico, il libro scorre veloce, le 200 pagine terminano in fretta e senza accorgercene ci ritroviamo innamorati della notte. Non solo con il cuore, ma anche con la testa rivolta in alto verso la volta stellata. Alcune note su Irene Borgna Una laurea in filosofia e un dottorato di ricerca in antropologia alpina con Marco Aime, ha fatto della montagna la sua passione e il suo mestiere. Nata a Savona nel 1984, oggi vive e lavora in Valle Gesso (Cn), dove si occupa di divulgazione e comunicazione in campo ambientale presso le Aree protette delle Alpi Marittime. Guida naturalistica, in estate porta a spasso gli escursionisti fra cime e rifugi. Nel 2018 ha raccontato la vita di un montanaro formidabile ne Il pastore di stambecchi (Ponte alle grazie). È co-autrice dell'eBook Montagna femminile plurale (2014, Zandegù edizioni) e nel 2010 ha scritto il saggio filosofico Profondo verde (Mimesis edizioni). TAG: #scienze, #astronomia, #divulgazione_scientifica, #irene_borgna, #voto_cinque

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RECENSIONE: Mezza luce mezzo buio, quasi adulti (Carlo Bertocchi)

RECENSIONE: Mezza luce mezzo buio, quasi adulti (Carlo Bertocchi)

Voto: 4.5/5 Autore: Carlo Bertocchi Editore: Terrarossa, 2019 Pagine: 170 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea, Young Adult Prezzo: € 15.50 Acquista: Libro Trama Bert e la sua banda vivono la loro ultima estate prima delle superiori con l'adrenalina di sapere che nei campi delle loro scorribande c'è un assassino, con l'eccitazione di qualcosa che sta per finire e altro che deve iniziare. Intanto però c'è da fare i conti con Billy e i suoi scagnozzi e da capire come resistere alle lentiggini di Matilda: sono questi i problemi che assillano il protagonista, per lo meno finché un incontro inatteso e temuto lo costringerà a scelte irragionevoli dalle rischiose conseguenze. Recensione I protagonisti dell’esordio Mezza luce mezzo buio, quasi adulti di Carlo Bertocchi sono, come ci svela il titolo, quasi adulti. Dentro quel quasi c’è tutta l’importanza del romanzo. C’è l’estate torrida e ci sono gli anni Ottanta. C’è la giovinezza, la paura di crescere, la voglia di diventare adulti, le lentiggini, il primo amore, la musica dei Clash, la provincia meccanica, lo scazzo, l’entusiasmo, le All Star rosse, i campi di mais, lo scooter. Ma c’è anche tanto altro. E poi, soprattutto, c’è Bert. Bert e la sua banda di amici sono gli adolescenti protagonisti del romanzo. Trascorrono l’ultima estate, prima delle superiori, con l’adrenalina dappertutto e in cuor loro sentono che la spensieratezza sta per diventare un fatto sempre più raro e ci danno dentro a urlare al mondo che anche loro esistono. Quella dell’89 è un’estate particolare anche per una scoperta bizzarra e angosciante nello stesso tempo: nei campi della Bassa, scenario privilegiato delle loro scorribande, si nasconde un assassino. I ragazzi proveranno a farsi garanti, con tutta la tenera goffaggine del caso, di un evento che pur essendo più grande di loro, stranamente non li spaventa. Il tumultuoso percorso di crescita dei quasi adulti non passa dunque solo attraverso le peripezie adolescenziali in motorino ma incrocia anche una trama noir che coinvolge un omicida albanese in fuga in cerca di aiuto proprio nel paesino romagnolo dove è ambientata la storia. Il romanzo merita ammirazione non solo per la storia, ma anche per l'aspetto narrativo. Il ritmo dà proprio una forma ben riconoscibile alla storia e alla voce dell’autore. Un ritmo che consente di entrare nelle pagine in un baleno, restandone attaccati anche quando la storia è finita. Le frasi, i dialoghi, i pensieri e le descrizioni riproducono il suono del contesto e delle voci dei personaggi. Bertocchi scrive pagine piene di vitalità, proprio come il suo protagonista. L'autore utilizza una scrittura coinvolgente che scorre veloce tra dialoghi con uno slang tipico degli anni ’80 che abbiamo usato e che ora non esiste più, come non esistono più quelle cose che hanno lasciato segni importanti nei nostri ricordi come il Fifty e il Ciao, i Goonies e Jeeg Robot, l’Allegro Chirurgo e le Big Babol. Un libro che ricorda Stephen King con il racconto Il corpo da cui è stato tratto il bel film Stand by me – ricordo di un’estate ed Enrico Brizzi con il suo Jack Frusciante è uscito dal gruppo, che emoziona e che parla alla nostra parte adolescente che, come suggerisce l'autore, non dovremmo mai abbandonare. Alcune note su Carlo Bertocchi Carlo Bertocchi nasce in mezzo agli 70 nella Romagna di confine: non quella famosa delle balere e della crema solare, quell’altra. La sua giovinezza è stata segnata dalla visione di Guerre Stellari ma, incapace di costruire astronavi e spade laser, ha preferito prima dedicarsi alla cucina, poi alle scienze sociali e da sempre alla scrittura. Si è diplomato alla scuola Holden e continua a studiare e leggere con entusiasmo. Questo è il suo primo romanzo e vede la luce anche grazie agli insegnamenti di Cristiano Cavina e Marco Missiroli, romagnoli anche loro. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #young_adult #carlo_bertocchi, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Fila dritto, gira in tondo (Emmanuel Venet)

RECENSIONE: Fila dritto, gira in tondo (Emmanuel Venet)

Voto: 5/5 Autore: Emmanuel Venet Editore: Prehistorica Editore, 2021 Pagine: 177 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 15.00 Acquista: Libro Trama Affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo, l'uomo che qui si confessa ama la trasparenza, il gioco dello Scarabeo, la logica, gli incidenti aerei e Sophie Sylvestre, una compagna di liceo mai più rivista da trent'anni a questa parte. Fiero nemico del compromesso con cui di norma va a braccetto la socialità, soffre, ai funerali della nonna, nell'ascoltare l'officiante esagerare, quanto alle virtù della defunta. Parallelamente, sogna di vivere con Sophie Sylvestre un amore senza ombre né ipocrisie, e di scrivere un Trattato di criminologia domestica. Fortunatamente, ama anche la solitudine. Recensione Lettori, posizionate questo libro in cima alla vostra pila da leggere, librerie, posizionatelo sul vicino all'ingresso in modo che tutti possano beneficiare di questo piccolo capolavoro pungente, incisivo, vivace, intelligente e divertente. Alla maniera dei filosofi del XVIII secolo che denunciavano il ridicolo della loro società attraverso gli occhi falsamente ingenui di qualche ingenuo o straniero, Emmanuel Venet denuncia la società attuale in cui le relazioni umane sono fondate sull'ipocrisia e sull'indifferenza. In questo romanzo, colui che dà uno sguardo giusto e diretto alla società è il narratore. Ha quarantacinque anni e soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo che gli impedisce da un lato di prosperare nella società, ma anche di nascondere i suoi sentimenti, di recitare un ruolo, un ruolo sociale. Il protagonista è incapace di cedere all'arbitrio delle convenzioni sociali e risulta franco e onesto. I suoi gusti vanno dallo scarabeo alla ricerca sull'origine dei disastri aerei e sogna il vero amore con Sophie Sylvestre, una vecchia compagna di liceo alla quale rimane fedele per tutta la vita. Mentre assiste al funerale della nonna, scopre con stupore e disgusto che le parole dell'officiante reclutato da sua zia Solange alla pastorale diocesana sono solo un immenso tessuto di spudorate menzogne. No, sua nonna Marguerite non era una moglie fedele, una madre devota, una donna generosa e aperta. Ha tradito il marito per anni, lo ha lasciato sprofondare irreparabilmente nell'alcol, considerava i disabili come parassiti e gli omosessuali come malati. Le uniche informazioni esatte si riducono ai dati di stato civile. Ogni membro della famiglia (zia Solange, zia Lorraine e gli altri) viene duramente criticato e le maschere della commedia sociale che a tutti piace interpretare cadono una ad una rivelando individui abietti, scortesi, di insensata stupidità totalmente formattati da una società marcia. L'unica a sfuggire alla banalità, alla moda e al gioco sociale viene considerato pazzo e malato. Non è forse il più sano di tutti? Ovviamente queste falsità che sentiamo il giorno del funerale sono decuplicati quando è la società che se ne impossessa e si esprime attraverso i media rivelando così una società in cui tutti indossano delle maschere. Un libro davvero esilarante e avvincente, che ci mostra uno specchio in cui non siamo molto belli da vedere, noi sani di mente. Alcune note su Emmanuel Venet Emmanuel Venet è nato nel 1959 a Lione, dove esercita la doppia figura di scrittore e psichiatra. Dando prova di una straordinaria varietà di ispirazione che gli consente di spaziare dal saggio al poema, per arrivare al romanzo. Pubblica opere letterarie dettate da una profonda riflessione sull’interiorità, in particolare sulle implicazioni psichiche e psicopatologiche della creatività. Ama insomma il pizzico della leggera follia e il tocco della vera Letteratura. In Francia, è pubblicato dalle eleganti edizioni Verdier, Gallimard, Lattès e La Fosse aux ours. Ha ottenuto prestigiosi premi letterari, come il Prix de la Parlotte, il Prix Rhônes-Alpes e il Prix du Style. Fila dritto, gira in tondo è la prima opera pubblicata in Italia. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #emmanuel_venet, #voto_cinque

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RECENSIONE: I supereroi (quelli veri) del '900 (Riccardo Clementi)

RECENSIONE: I supereroi (quelli veri) del '900 (Riccardo Clementi)

Voto: 4.5/5 Autore: Riccardo Clementi Editore: Porto Seguro Editore, 2020 Pagine: 232 Genere: Bambini e ragazzi, Biografie Prezzo: € 15.90 Acquista: Libro Trama Dalla penna di Riccardo Clementi prendono vita venti storie di altrettanti personaggi che hanno segnato profondamente la storia del 1900. I "supereroi" del secolo breve - come Giovanni Falcone, Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Albert Einstein ma anche Picasso o Coco Chanel, solo per citarne alcuni - si rivolgono direttamente ai bambini, lanciando il messaggio che per diventare eroi non occorrono poteri speciali: tutti possiamo esserlo, basta avere il coraggio di lottare per i propri ideali. Un'opera che racconta donne e uomini diventati iconici grazie alla loro normalità, alla coerenza di una quotidianità silenziosa e coraggiosa, alla lungimiranza di idee e di ideali che anche il nuovo millennio sembra invocare con tutto il cuore. Recensione Dalla penna di Riccardo Clementi, giornalista e scrittore che opera nel settore della comunicazione aziendale, prendono vita venti storie di personaggi che hanno segnato profondamente la storia del 1900. Le biografie dei veri "supereroi" del secolo breve, come Giovanni Falcone, Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Nelson Mandela, Giovanni Paolo II, Albert Einstein, Anna Frank, Picasso, Rita Levi Montalcini, Coco Chanel o Gino Bartali, solo per citarne alcuni, si rivolgono principalmente ai bambini, lanciando il messaggio che per diventare eroi non occorrono poteri speciali: tutti possiamo esserlo, basta avere il coraggio di lottare per i propri ideali. Un’opera che racconta donne e uomini diventati iconici grazie alla loro normalità, alla coerenza di una quotidianità silenziosa e coraggiosa, alla lungimiranza di idee e voci profetiche che anche il nuovo millennio sembra invocare con tutto il cuore. Questo volume vuole dimostrare, a mio avviso giustamente, che i supereroi esistono e possiamo esserlo ognuno di noi. Si diventa supereroi nella misura in cui ci si fa piccoli, non si rincorre la celebrità, ma si mette se stessi al servizio degli altri. Del bene comune che è il bene di tutti, non di alcuni. In tutti i campi dell’umanità, dall’arte alla cultura, dalla scienza alla politica, dalla moda alla religione. Sempre e ovunque, anche nelle situazioni più avverse, si può seminare la speranza, coltivare la fiducia, mietere nella fatica e raccogliere nella gioia. Il volume non si avventura in tesi teoriche ma sceglie storie concrete: venti vite che con la loro testimonianza hanno segnato la storia del 1900 e che si rivolgono ai bambini e ci chiedono di alzare lo sguardo, spesso ahimè invano, impegnati come siamo a correre a testa bassa, concentrati su noi stessi. Attraverso le storie di queste persone, che sono state anzitutto bambini come tutti noi, il volume invita a riaprire i cuori alla bellezza, a restituire respiro all’anima, a recuperare il senso della meraviglia. Un libro che ha molto da insegnare ai bambini, ma anche agli adulti. Alcune note su Riccardo Clementi Riccardo Clementi è nato il 27 dicembre 1982 a Fiesole e vive a Pontassieve (Firenze). Giornalista, addetto stampa, scrittore, opera nel settore della comunicazione aziendale. A livello associativo, è cresciuto nell’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira, fondata da Pino Arpioni.
Ha pubblicato opere di argomento sportivo come l’ebook 30. Sul campo, nella vita e il cartaceo Generazione Juventus. Storia di un gruppo di ragazzi innamorati della Vecchia Signora (Urbone Publishing) e due volumi sul tema della spiritualità nel mondo giovanile: Quando una pedalata ti cambia la vita. Due pontassievesi in sella verso Santiago (Comunità dei Figli di Dio) e Noi, pellegrini del nuovo millennio. Due pontassievesi in sella verso Colonia (Editrice Cattolica Sion). Nel 2013 ha narrato la vita di La Pira nel libro La forza della speranza. Giorgio La Pira, storia e immagini di una vita, il più ampio repertorio di immagini fotografiche sul “Sindaco Santo” (Polistampa). Nell’ottobre 2013 ha pubblicato per Mauro Pagliai il libro Dio è giovane! Settanta volte sette buoni motivi per crederci, un saggio che propone 70 riflessioni sul tema del Dio giovinezza dell’umanità. Nell’aprile 2015 ha fornito contenuti e informazioni per il libro Un viaggio in Toscana. La via della geotermia: dalla Val di Cecina all’Amiata (Effigi Editore). Nel luglio 2015 ha pubblicato con Mauro Pagliai il libro Il Contadino 2.0. Tutte le T della Toscana: dalla Terra alla Tavola passando per il Tablet che, partendo dalla storia di un giovane allevatore della Valdisieve, racconta come l’incontro tra antichi mestieri, innovazione tecnologica e nuovi mezzi di comunicazione possa tracciare la strada per uno sviluppo sostenibile e per una nuova ecologia umana. Nel febbraio 2018 ha pubblicato con Urbone Pubishing il libro Un Pirata in Cielo. 14 volte Pantani, dalle vette delle Alpi alle stelle del firmamento, che a 14 anni dalla morte di Marco Pantani ripercorre la vita del Pirata lungo le vie delle sue vittorie. Nel dicembre 2020 ha pubblicato con Porto Seguro Editore I Supereroi (quelli veri) del ’900, venti storie di personaggi del secolo breve che si rivolgono direttamente ai bambini con un messaggio: per diventare “eroi” non occorrono poteri speciali, basta avere il coraggio di rimanere fedeli ai propri ideali. TAG: #bambini_ragazzi, #biografie, #riccardo_clementi, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Maledetti Cantautori (Nicholas Ciuferri)

RECENSIONE: Maledetti Cantautori (Nicholas Ciuferri)

Voto: 4.5/5 Autore: Nicholas Ciuferri Editore: Becco Giallo, 2020 Pagine: 136 Genere: Musica, Musicisti Prezzo: € 16.15 Acquista: Libro Trama La vita di 20 grandi artisti fuori dagli schemi, che hanno segnato la musica per sempre: Elliott Smith, Thom Yorke & Rachel Owen, Jeff Buckley, Janis Joplin & Leonard Cohen, Nick Drake, Johnny Cash, Fabrizio De André, Layne Staley, Tim Buckley, Bertrand Cantat, Shannon Hoon, Chris Cornell, Michael Hutchence, Ian Curtis, Chet Baker, Luigi Tenco, Mark Linkous, Kurt Cobain & Lead Belly, Lou Reed, Tom Waits. Recensione Questo libro deriva dall’omonimo spettacolo musicale, prodotto dallo stesso autore, e frutto di una collaborazione con diversi artisti. Libro che nasce dalla passione per la musica e in cui l'autore racconta biografie, interpretandole e romanzandole, su artisti che ascolta abitualmente. Il volume, illustrato, racconta di alcuni episodi delle vite di grandi artisti. L'autore è abile nel mostrare al lettore la vera natura di questi artisti mettendo in scena la grande introspezione, la fragilità, la solitudine, il continuo ricorrere alla normalità, i tormenti più profondi, le crisi esistenziali che purtroppo spesso sfociano nell’uso e abuso di droghe e alcool. Proprio per questo motivo, queste personalità artistiche vengono etichettate, nel titolo, come maledette. Esse sono accomunate da vicende drammatiche delle propria vita a discapito di un talento enorme. Ogni capitolo viene dedicato ad un personaggio e l'autore è in grado di immedesimarsi in esso portando alla luce le paure, le inquietudine e le debolezze di ognuno di essi. Bisogna precisare che gli episodi raccontati sono ai più sconosciuti e che vengono reinterpretati dalla scrittore che riesce a mescolare realtà e fantasia. Infatti il libro vuole essere una raccolta di biografie romanzate. Ecco alcuni nomi che possiamo trovare, Elliott Smith, Janis Joplin, Leonard Cohen, Fabrizio De André, Layne Staley, Shannon Hoon, Chris Cornell, Luigi Tenco, Lou Reed. Un originale scritto illustrato che permette al lettore di immergersi nella vita di grandi musicisiti e di conoscerne i segreti, il tutto condito con una scrittura chiara e poetica. Alcune note su Nicholas Ciuferri Structured PhD in storia e filosofia contemporanea presso la National University of Ireland, Galway con una tesi sulla contestazione in Italia negli anni '60 e '70 da cui nasce un volume spesso utilizzato come manuale universitario: A/traverso Franco "Bifo" Berardi in movimento. Già blogger, opinionista e collaboratore di diverse testate giornalisticheè impegnato in diverse attività riguardanti la docenza scolastica e conferenze universitarie in Italia e all'estero e la performance artistica. Nel 2017 fonda un'associazione di cui è presidente, Alter Erebus, con la quale organizza Alter Alter, una "rassegna della letteratura trasversale". Collabora con la Regione Umbria e il concorso letterario Storie sottobanco, riservato agli studenti delle scuole superiori di secondo grado del territorio umbro. All'inizio del 2018 inizia una collaborazione con il cantautore Paolo Benvegnù dalla quale nasce un progetto dal nome I Racconti delle Nebbie con uno spettacolo assimilabile al teatro-canzone o come preferisce, di musica di narrazione, che vede i due sui palchi della nazione e oltre. La produzione musicale e narrativa del duo ha visto la luce nel marzo del 2019 per l'etichetta Woodworm. Nel maggio 2019 la band passa sotto l'etichetta Black Candy. Con Benvegnù è anche impegnato nella stesura di una trilogia letteraria che ha già suscitato l'interesse di diverse case editrici (l'uscita del primo volume è prevista per l'ottobre del 2021). Nel maggio del 2018 viene pubblicata una raccolta di racconti: Alberi. Nella primavera del 2019 tiene delle lezioni nelle università di Princeton e McGill sulla storia della prima Repubblica attraverso la prospettiva della musica di protesta e della storiografia dal basso e si esibisce, sempre oltreoceano con degli spettacoli de I Racconti delle Nebbie negli istituti italiani di cultura e nei dipartimenti di italiano di diversi college. Nella primavera del 2019, dopo aver concluso l'esperienza dell'associazionismo, fonda, con Paolo Benvegnù e Matteo Madafferi la casa editrice ed etichetta Alter Erebus Press & Label. Nell'agosto del 2019 esce il nuovo spettacolo Da Quale follia, con il cantautore unòrsominòre e viene dato alle stampe l'omonimo libro. Dal 2018 è docente nella scuola statale. Nel dicembre del 2019 è stato riedito il libro-cd de I Racconti delle Nebbie per la casa editrice People in collaborazione con l'etichetta discografica Black Candy. Nel dicembre del 2019 è partito il tour del suo nuovo spettacolo Maledetti Cantautori, dove la narrazione sulla vite di artisti maledetti attraverso un punto di vista inusuale pubblicato da Becco Giallo. TAG: #musica, #musicisti, #nicholas_ciuferri, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: La piccola Parigi (Massimiliano Alberti)

RECENSIONE: La piccola Parigi (Massimiliano Alberti)

Voto: 5/5 Autore: Massimiliano Alberti Editore: Infinito Edizioni, 2020 Pagine: 206 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 5.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Un omaggio a una delle tante perle che, nel corso della storia, la regina della Senna ha "nascosto" nei sobborghi di molte metropoli europee. Vicoli stretti, costruzioni basse e rustiche. Proprio come a Montmartre, nel grembo della bella e unica Trieste tante piccole case sorgono accatastate una vicina all'altra, in un'area che ricorda lo spirito Bohémien ma senza le notti del Moulin Rouge o de Le Chat Noir. Niente Cancan. Storie di sola gente e di gente sola, in questo luogo. Talvolta di andate e di ritorni. Di calzini appesi accanto al fuoco e di corti umide. Storia d'amore e d'amicizia. Di Lorenzo e di Marie Jeanne. Del matto Willy Boy e dei suoi "pen pen" urlati al cielo. Di Tullio e di Christian. Di gatto Benny e gatta Maria. Della Dea Incantatrice e Assassina: la Brown Sugar. Storia di mamma Rosalia. Di una carta da gioco appiccicata su di un muro in una viuzza nascosta. E di un rione ormai dimenticato fra nuovi e sovrastanti palazzi. Benvenuti nella Piccola Parigi. "Non state sognando, esiste realmente...!". (Brigitte Bardot) Parte dei diritti d'autore derivanti dalla vendita di questo libro sono devoluti in beneficienza a "Il Gattile" di Trieste. Recensione Trieste, luogo di storia e di magia in cui il mare, con tutta la sua forza, parla la sua personalissima lingua. Ed è in questo paese, tra il borgo Fedrigovez e il quartiere de “La piccola Parigi" che ha inizio la storia che, con grande maestria, ci viene proposta dall'autore. Per mezzo della sua penna conosciamo le storie di Lorenzo che tra queste vie è nato e cresciuto con Tullio e Christian, gli amici di sempre, ed è sempre qui che scopriamo la storia della madre e di Marie Jeanne. Si tratta di una storia divisa in tre parti parallele, narrata da tre protagonisti, da tre voci che tra loro perfettamente si intersecano sino a raggiungere una unica coralità. Piano piano il lettore incontra le avversità della vita, le delusioni che caratterizzano ciascuno, il vivere che nulla risparmia nel suo scorrere tra salite e discese. A ciò si aggiunge una precisa e minuziosa caratterizzazione di ogni protagonista; da Lorenzo con il suo cuore sincero e puro, con il suo affrontare il quotidiano in punta di piedi, alla dirompenza di quei cuori che battono e che sembrano invece voler uscire da quella dimensione che sembra volerli imbrigliare. Legami di vita, legami umani, legami che ancora si instaurano e cristallizzano in quel quartiere che è custode di storia, bellezza, ricordi, affetti, famiglia. L’ultima fatica di questo scrittore ci porta a conoscere un romanzo intriso di tante emozioni che oscillano tra una narrazione che gioca sul fattore temporale e su quello ambientale, essendo Trieste il teatro magico per eccellenza per narrare una vicenda che ha le tinte della fiaba e la durezza e crudezza della vita reale. Un libro intriso di sentimenti genuini e di semplicità. Un'opera che si evolve e che muta pagina dopo pagina raggiungendo il suo massimo apice a partire dalla metà sino a quello che ne sarà l’epilogo. Questo è un libro da leggere e da assaporare, da gustare un poco alla volta, da degustare come una pietanza tanto attesa dopo giorni e giorni di carestia. Uno scritto che non manca di solleticare la curiosità e che battuta dopo battuta coinvolge e trattiene. Inoltre, tra queste vicende troviamo anche loro, i felini. Gatti che abitano le vie e che rendono le atmosfere ancora più parigine. Parte dei diritti d’autore derivanti dalla vendita del volume saranno devoluti in beneficienza a “Il Gattile” di Trieste. Un componimento che fa venire voglia di leggere ancora e ancora questo autore e che fa sperare di poterlo rileggere quanto prima un altro suo lavoro. Alcune note su Massimiliano Alberi Massimiliano Alberti nasce a Trieste nel 1979, ama scrivere alla sera e rileggere alle prime luci dell’alba alla continua ricerca della perfezione. Il suo lavoro lo porta a trascorrere molto tempo via da casa, dove nei momenti di solitudine ha coltivato la passione per i libri e per la scrittura. L’invitato è il suo romanzo d’esordio, alla cui scrittura ha dedicato anni della sua vita. Nel 2020 pubblica il suo secondo romanzo, sempre con la casa editrice Infinito edizioni, dal nome La piccola Parigi. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #massimiliano_alberti, #voto_cinque

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RECENSIONE: Il mistero della pittrice ribelle (Chiara Montani)

RECENSIONE: Il mistero della pittrice ribelle (Chiara Montani)

Voto: 4.5/5 Autore: Chiara Montani Editore: Garzanti, 2021 Pagine: 336 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 16.80 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Firenze 1458. Lavinia, ferma davanti alla tela, immagina come mescolare i vari pigmenti: il rosso cinabro, l’azzurro, l’arancio. Ma sa che le è proibito. Perché una donna non può dipingere, può solo coltivare di nascosto il sogno dell’arte. Fino al giorno in cui nella bottega dello zio arriva Piero della Francesca, uno dei più talentuosi pittori dell’epoca. Lavinia si incanta mentre osserva la sua abile mano lavorare all’ultimo dipinto, La flagellazione di Cristo. L’artista che ha di fronte è tutto quello che lei vorrebbe diventare. E anche l’uomo sembra accorgersene nonostante il contegno taciturno e schivo. Giorno dopo giorno, Lavinia capisce che la visita di Piero nasconde qualcosa. Del resto sulle sponde dell’Arno sono anni incerti: il papa è malato e sono già cominciate le oscure trame per eleggere il suo successore. E Piero sa più di quello che vuole ammettere. Il sospetto di Lavinia acquista concretezza quando lo zio viene ingiustamente accusato dell’uccisione di un uomo e Piero decide di indagare. Ma Lavinia questa volta non vuole restare in disparte. Grazie alla vicinanza dell’artista, che fa di tutto per proteggerla, per la prima volta comincia a guardare il mondo con i propri occhi. Perché lei e Piero sono entrati in un quadro in cui ogni pennellata è tinta di rosso sangue e ogni dettaglio è un mistero che arriva da molto lontano. Perché la pittura è un’arte magnifica, ma può celare segreti pericolosi. Chiara Montani trascina il lettore per le vie della Firenze rinascimentale e tra le opere di Piero della Francesca, un artista che ha fatto la storia della pittura. Lo immerge nella vita di una giovane donna che vede le sue ambizioni soffocate dalle leggi non scritte del tempo. Lo cattura in un vorticoso susseguirsi di eventi in cui le ragioni dell’arte si intrecciano con quelle della politica e della religione. Un esordio che rimbomba come un tuono. Recensione Questo thriller storico ambientato nel mondo dell’arte nella Firenze del Rinascimento è il romanzo d'esordio di Chiara Montani. Una mattina del 1458, Piero della Francesca riceve una missiva da parte del suo amico fraterno Domenico da Venezia in cui lo implora di raggiungerlo quanto prima a Firenze in quanto la vita di entrambi è in pericolo. Piero della Francesca lascia una Roma e si dirige verso la Firenze di Cosimo de’ Medici. Una volta arrivato nella bottega dell’amico Domenico, il pittore scopre con sorpresa che non è stato lui a inviargli la lettera che l’ha fatto precipitare a Firenze. Eppure la grafia è indiscutibilmente quella di Domenico. Qualcuno lo voleva far tornare in quella città? Perché? Prima ancora di aver potuto formulare qualche ipotesi, la vita di Domenico viene sconvolta da un omicidio. Il banchiere Felice Peruzzi viene trovato morto in una stanza del suo palazzo, riverso sul pavimento, completamente nudo. In quello stesso palazzo Domenico e il suo apprendista Francesco stavano lavorando ad un affresco. E sarà proprio sui due uomini che cadranno i maggiori sospetti. S’imbatte nel cadavere di Peruzzi anche la giovane Lavinia, nipote di Domenico, che disperata e sconvolta corre a casa per comunicare all’ospite dello zio gli ultimi avvenimenti. Saputo che l’amico è stato condotto in carcere, Piero decide subito d’indagare per capire cosa stia succedendo. Lavinia tuttavia non vuole più ricoprire con abnegazione il suo ruolo di donna costretta alla marginalità. Per lei è già difficile sapere che quell’amore per l’arte che sente così vivo dentro di lei non potrà che restare un sogno. A lei è infatti precluso quell’universo fatto di colori, tele e pigmenti, quell’universo da cui si sente attratta da una forza invisibile ma potentissima. Ma ora non è più disposta a restare nell’ombra. Suo zio è stato accusato di omicidio e qualcosa le suggerisce che l’arrivo di Piero non sia stata una coincidenza. I due uomini le nascondono qualcosa del loro passato: qualcosa che sta tornando in superficie. L'autrice ci regala un romanzo capace di farci rivivere le atmosfere della Firenze medicea dandoci anche la possibilità di essere guidati da uno sguardo femminile. Lo stile narrativo è molto curato dal punto di vista storico e artistico e risulta scorrevole. Un buon romanzo per chi vuole perdersi tra i vicoli della Firenze medicea in compagnia di Piero della Francesca e l'aiutante Lavinia per indagare su una sconvolgente verità. Alcune note su Chiara Montani Architetto di formazione, ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, esplorando varie tecniche e materiali, e partecipando a esposizioni in Italia e all’estero. Specializzata in arteterapia, conduce da anni atelier sulle potenzialità terapeutiche del processo creativo. Tra le sue pubblicazioni Il mistero della pittrice ribelle (Garzanti 2021). TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #chiara_montani, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Un duplex per tre (Romana Francesca Dimaggio)

RECENSIONE: Un duplex per tre (Romana Francesca Dimaggio)

Voto: 3/5 Autore: Romana Francesca Dimaggio Editore: Brè Edizioni, 2020 Pagine: 210 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 11.00 Acquista: Libro Trama Emily è una ragazza di ventotto anni che vive a San Francisco. Dopo aver rotto con il fidanzato Chad, perché si è resa conto di non essere felice con lui, si trasferisce a casa di sua nonna Nanny, che vive in un appartamento duplex su due livelli e ha affittato il primo piano a Ryan, un ragazzo che gestisce il "The rock", un locale nel quale ospita giovani talenti musicali per dar loro un trampolino di lancio per il mondo discografico. L'incontro tra Emily e Ryan è bizzarro e rocambolesco, caratterizzato dalle manie della ragazza, la quale ha un appetito spropositato e una strana fissazione che la porta ad avere paura dei germi. L'attrazione tra i due è palpabile e nei giorni successivi al loro incontro seguono equivoci, attimi di vera passione e... momenti imbarazzanti. Tre inquilini, due cuori, un duplex. Ragazze, e ragazzi, qui c'è da divertirsi! Recensione Questo romanzo mette in scena una storia leggera e adatta in momenti di forte stress oppure in vacanza. Il titolo richiama molto il film Duplex – Un appartamento per tre diretto da Danny DeVito nel 2003 in cui una giovane coppia di innamorati va a vivere nella casa dei loro sogni, ma deve fare i conti con la diabolica inquilina del piano di sopra, una vecchietta apparentemente dolce e fragile che renderà la loro vita un inferno. Per chi non consce questo termine, per duplex si intendono appartamenti unici che nascono da due immobili di diverse metrature, il più delle volte sviluppati su due piani. Ed è qui che si sviluppa la storia, almeno la sua base primaria. La protagonista Emily, una scrittrice sull’orlo della pazzia a causa di una separazione da un compagno senza cuore ed empatia, si rifugiarsi tra le grandi braccia della nonna Nanny, un concentrato di energia. Da buona nonna, Nanny sarà il tramite per mettere su carta domande che la nostra protagonista ha cercato di rimandare fino allo sfinimento, senza affrontarli mai. Inoltre la cara nonnina ha scelto di dividere l’appartamento con un bel ragazzo che contribuisce alle spese mensili lavorando costantemente. Emily da buona nipote protettiva, non è d’accordo su questo inquilino fannullone e obbliga Nanny a presentarlo. Non vado oltre per evitare spoiler, ma posso tranquillamente scrivere che questa è una storia che si lascia leggere con leggerezza, grazie soprattutto alla prosa semplice e pulita. Una storia che richiama molto le commedie americane. In essa nulla viene esasperato e aleggia la tranquillità che un buon libro rosa deve donare. Molto interessante e convincente la narrazione a tre voci (Emily, Ryan e Nanny) in quanto offre più punti di vista della storia d’amore. Un romanzo fresco e divertente che fa staccare la spina senza allontanarsi troppo dalla realtà. Consigliato. Alcune note su Romana Francesca Dimaggio Romana Francesca Dimaggio è nata a Barletta nel 1981. Nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in fisica presso l’Università degli Studi di L’Aquila; negli anni successivi ha lavorato come consulente informatico a Padova e Bergamo. Trasferitasi a Roma, ha svolto diversi lavori, tra ripetizioni, pet-sitting e divulgazione scientifica in musei e librerie. Attualmente vive con il marito e lavora per una società che si occupa di asset management di impianti fotovoltaici ed eolici. Ama il Giappone, tanto da studiarne la lingua da autodidatta, gli anime, i manga e gli origami; le piacciono inoltre il teatro e il cinema. Adora leggere romanzi rosa, thriller e fantasy, e da qualche anno coltiva la passione per la scrittura, sperimentando sempre nuove tecniche e nuovi stili. Debutta nel 2020 con il suo primo romanzo, pubblicato da Brè Edizioni. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #romana_francesca_dimaggio, #voto_tre

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RECENSIONE: Matematica nerd (Emanuele Manco)

RECENSIONE: Matematica nerd (Emanuele Manco)

Voto: 5/5 Autore: Emanuele Manco Editore: Cento Autori, 2020 Pagine: 220 Genere: Divulgazione scientifica, Scienza Prezzo: € 14.00 Acquista: Libro Trama Vi siete mai chiesti come calcolare l'esatta probabilità matematica della morte di uno dei personaggi di 'Il Trono di spade'? Come è possibile che un un drago, una creatura gigantesca e pesante, riesca a volare? A quali forza è stata sottoposta la spina dorsale di Gwen Stacy (la fidanzata dell'Uomo Ragno) quando il suo fidanzato-supereroe la salvò da una drammatica caduta dal ponte? Oppure quanto bisogna spendere al supermercato per riuscire a completare la collezione dei Rollinz? Molti di noi non saprebbero rispondere a queste domande, ma non i matematici nerd, che hanno pronta un'equazione per qualsiasi quesito impossibile. Questo saggio vuole essere uno stimolo innovativo per affrontare la matematica con l'aiuto del nostro immaginario popolare. Recensione Chi mi conosce sa che ho una formazione di tipo psicologica, ma quello che pochi sanno è che ho anche una amore smisurato per le scienze dure, in modo particolare matematica e fisica che mi hanno accompagnato in un breve ma intenso percorso accademico. Nella maggioranza dei casi però, durante il percorso scolastico, la matematica è vista come una materia molto complicata e abbandonata alle prime difficoltà. Sovente si verificano studenti che terminano la scuola dell'obbligo con una sufficienza risica per quanto riguarda le discipline scientifiche. Esistono però anche persone che, nonostante gli scogli, provano un senso di fascino per i numeri. Se fate parte di questa seconda categoria, gli articoli di Emanuele Manco, raccolti in questo curioso volume fanno al caso vostro. Se poi siete anche amanti della narrativa, dovete assolutamente leggere questo libro. Esso riesce a soddisfare il desiderio di leggere di matematica e di narrativa nello stesso momento, prendendo spunto dal mondo della pop culture per spiegare la fisica dietro la tuta di Ant-Man o calcolare matematicamente il numero di pacchetti di figurine da comprare per massimizzare le probabilità di completare l’album. Non solo formule e schemi, però, affollano le pagine di questo libro. Tra i capitoli più interessanti troviamo un approfondimento su Alan Turing e l’applicazione del suo gioco dell’imitazione in cinema e letteratura e una carrellata di titoli di narrativa matematica, da Flatlandia a Ted Chiang, per chi vuole continuare a esplorare il connubio tra numeri e parole. Non manca neanche la spiegazione logica all’apparente mancanza di senno dei protagonisti de Il trono di spade, serie di grande successo degli ultimi anni. Un volume che può scoraggiare a causa della presenza di diverse formule (tutte chiaramente spiegate dall'autore), ma che consiglio in quanto molto chiaro e che permette di imparare divertendosi. Un nuovo stimolante modo per per affrontare la matematica, disciplina da sempre considerata ostica, con l’aiuto del nostro immaginario popolare. Per quanto mi riguarda è un saggio che mi catturato fin dalla prima pagine e che consiglio fortemente. Alcune note su Emanuele Manco Emanuele Manco, laureato in matematica, è nato a Palermo e attualmente risiede a Milano. Alterna l’attività di consulente informatico con quella di giornalista pubblicista, saggista, conferenziere e scrittore. Curatore del magazine online FantasyMagazine.it, collabora in rete con Fantascienza.com, Delos SF, ThrillerMagazine, NeXT Station, Carmilla e cura una rubrica sui fumetti digitali sulla rivista del Movimento Connettivista NeXT. Ha pubblicato racconti in varie riviste e antologie. Per Delos Digital cura le collane Odissea Digital Fantasy e Urban Heroes. Ha pubblicato il romanzo breve I daimon di Pandora (Delos Digital) e il saggio 10 Consigli per scrivere fantascienza (Il Gattaccio). TAG: #divulgazione_scientifica, #scienza, #emanuele_manco, #voto_cinque

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RECENSIONE: Atlante delle micronazioni (Graziano Graziani)

RECENSIONE: Atlante delle micronazioni (Graziano Graziani)

Voto: 4.5/5 Autore: Graziano Graziani Editore: Quodlibet, 2015 Pagine: 375 Genere: Società, Studi culturali Prezzo: € 16.50 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Di motivi per fondare una nazione ce ne sono tantissimi: idealismo, goliardia, politica, persino l'evasione fiscale. Qui si raccontano i casi più strani e suggestivi di una pratica molto più diffusa di quanto ci si immagini, dichiarare l'indipendenza di una microscopica parte di territorio e proclamarsi re o presidente, almeno in casa propria. Pochi sanno, ad esempio, che oltre a San Marino e al Vaticano, esistono in Italia un paese e un'isoletta che vantano la sovranità assoluta sui propri territori, sulla base di diritti acquisiti prima dell'unità d'Italia; o che in Australia è stata fondata una nazione per tutelare i diritti degli omosessuali, mentre in Africa e in Sud America alcuni "stati inesistenti" hanno dichiarato l'indipendenza al solo scopo di emettere buoni del tesoro fittizi. Questo libro vuole essere un atlante di storie e personaggi, una geografia di luoghi a metà strada tra realtà e immaginazione e che spesso si dissolvono con la scomparsa del loro fondatore. Piccole epopee che, nel bene e nel male, portano al parossismo l'irriducibile voglia di indipendenza e autonomia dell'uomo. Recensione L'uomo, animale sociale, non può esimersi dal rapporto con gli altri, ma alcuni sentono la necessità di avere la propria autonomia, di riscrivere il proprio ruolo secondo i propri dettami ed esserne assolutamente padrone. Ciò per molti è libertà. Una libertà non condivisa da tutti quindi soggettiva come lo sono i pensieri, le ideologie e gli schieramenti politici. Le storie raccolte in questo volume nascono per scherzo, ma pian piano diventano qualcosa di serio. Fin da bambini si è abituati ad immaginare un luogo soltanto nostro e inaccessibile. Gli altri bambini potevano avere una solo visione di quel luogo e poco importa se quel luogo era fantastico, popolato da amici immaginari o da supereroi di cui credevamo fermamente l'esistenza. Anche questa era libertà, libertà del gioco. Tutti questi elementi caratterizzano questo libro, anche se con scopi differenti fra loro. Nel personaggio di Joshua Norton, l’imperatore degli “Stati Uniti” con capitale San Francisco, la fantasia ed il reale collidono con la differenza che, in età adulta, essere bambini è una pazzia. Ma quando la pazzia la si asseconda, tutti insieme, come comunità o meglio come individui nella comunità, si torna bambini, di nuovo tutti insieme. E poi chi l’ha detto che ogni pezzo di terra debba appartenere ad una nazione? Perché non sfruttare un triangolo di terra nel bel mezzo del Sahara per assecondare l’illusione di rendere una figlia principessina del Nord Sudan? Può essere che il segreto nella vita sta proprio nel non prendersi troppo sul serio, ma anche qui ognuno ha un suo personale concetto. Per il sovrano di Celestia, un territorio che comprende l’universo tranne la Terra, la sua nazione può fornire abbastanza grandezza di pensiero e uno sdegno sufficientemente grande da far finalmente percepire le controversie internazionali come qualcosa di insignificante. Poco importa se alcune di queste idee etichettate come strane possono risultare delle trovate pubblicitarie o trasformarsi inconsapevolmente in tali, oppure delle vere e proprie truffe come con “Poyais”. Nel volume troviamo anche esperienze ben più modeste come quella dell’Isola delle Rose, paese artificiale ingiustamente invaso dallo stato italiano malgrado si trovasse al di là delle sue acque territoriali, fino ai gesti fieri e disperati che hanno portato alla creazione del regno di Auracanía e Patagonia o alla Repubblica dei Piani Sottani. Fatto sta che episodi del genere suscitano sempre l’interesse di qualcuno che alla fine si ritrova magari anche con un passaporto in più. Che cos’è un’autorità suprema se ci priva del potere su noi stessi? E’ tutto così ambiguo, come l’uomo, ma ognuno dà e continua a dare la sua propria versione. Nel suo pellegrinaggio tra nazioni impossibili e utopie generose, l'autore ci fa riflettere su cosa vuol dire il vivere in comune, sulle motivazioni che portano talora certuni a rinunciare ai legami imposti per proporne di nuovi, e di meno pesanti. Un bel libro, ben scritto anche se alcune volte un po' ripetitivo a causa della simile storia della fondazione delle differenti micronazioni, che fa riflettere. Alcune note su Graziano Graziani Oltre a essere uno dei conduttori di Fahrenheit (Radio 3), ha realizzato documentari e programmi per Rai 5. Collabora con Lo Straniero, Il Tascabile e Minima&Moralia. Scrive di teatro contemporaneo, come critico. Ha pubblicato il romanzo Esperia (Gaffi, 2008), la Spoon River romanesca dei I sonetti der Corvaccio (La camera verde, 2011) e, per Quodlibet Compagnia Extra, l’Atlante delle micronazioni (2015) e Catalogo delle religioni nuovissime (2018). TAG: #società, #studi_culturali, #graziano_graziani, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: 69. Sixty-nine (Ryu Murakami)

RECENSIONE: 69. Sixty-nine (Ryu Murakami)

Voto: 4/5 Autore: Ryu Murakami Editore: Atmosphere Libri, 2019 Pagine: 220 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 16.50 Acquista: Libro Trama Grazie alla passione per il rock, l'arte e il cinema sperimentale e sulla scia dei moti studenteschi di fine anni Sessanta, il diciassettenne Ken e i compagni di liceo assicurano un alito di vita nuova alla provinciale Sasebo, cittadina portuale sulla costa occidentale del Kyushu dominata da una base navale americana. Ken e i suoi amici barricano la scuola e organizzano un festival all'insegna di arte e musica rock, una pennellata di colori rivoluzionari contro il grigiore della quotidianità e alla conquista del cuore di Lady Jane (come la canzone dei Rolling Stones), soprannome della ragazza di cui il protagonista è follemente innamorato. Recensione Questo autore non va confuso con Haruki, lo scrittore più famoso qui in occidente. Ryu è conosciuto ai più per Tokyo Decadence, il film, tratto dal suo libro. Questo Murakami mostra in questo nel romanzo un aspetto inedito della sua opera, decisamente più leggera e scanzonata, rispetto alle atmosfere cupe e torbide di Blu quasi trasparente, romanzo d’esordio che gli valse il premio Akutagawa o Tokyo Soup, entrambi pubblicati in italiano. Forse può sembrare strano, ma anche il Giappone ha vissuto l'epoca del sessantotto con rivolte studentesche, contestazioni e scontri tra polizia e studenti, mossi spesso da un forte sentimento anti-americano. La storia di questo racconto ruota attorno a un gruppo di studenti all’ultimo anno di liceo, il cui protagonista è Ken, alter ego dell’autore. Si percepisce chiaramente la forte componente autobiografica del romanzo che si svolge nel Kyūshū, mostrandoci quindi un Giappone più periferico, lontano dai fasti e dalle esagerazioni di Tokyo. Murakami stesso è originario del Kyūshū, della città di Sasebo, dove si trova una base navale americana che influenza le vite dei protagonisti della storia. Il diciassettenne Yazaki Ken, appassionato di musica rock e cinema sperimentale, ribelle e beffardo, sull’onda dei moti studenteschi di quegli anni di cui sono arrivati gli echi anche nel Kyūshū, si mette in testa di organizzare insieme ai suoi compagni le barricate a scuola e poi un festival di musica, teatro e cinema, portando in questo modo una ventata di novità e vitalità in questa cittadina di provincia ai margini. La musica rock, le contestazioni, la guerra in Vietnam, ma anche il sesso e gli stravolgimenti ormonali dell’adolescenza sono gli assoluti protagonisti delle giornate del protagonista e dei suoi amici, e nonostante l’apparente impegno politico, tutto alla fine sembra ricondursi alla semplice voglia di far baldoria e far colpo sulle ragazze. Sicuramente uno degli aspetti preponderanti di questo romanzo, come si evince dai titoli dei capitoli, è l’importanza data alla cultura rock, alla musica di origine anglosassone, il rock prima, il punk poi, che ha costituito un’importante influenza per gli autori di quel periodo, diventando in questo modo parte integrante della letteratura degli anni Settanta in Giappone. Un aspetto che colpisce è sicuramente la forte critica al sistema scolastico giapponese, autoritario e repressivo, che sembra destinato alla mera produzione di automi, una sorta di catena di montaggio in cui non c’è spazio per le proprie aspirazioni e passioni. Le cose non sembrano essere molto cambiate da allora, il Giappone su molti aspetti rimane un paese estremamente conservatore e restio al cambiamento. Il romanzo rappresenta da questo punto di vista una un modo per dire che ci si può ribellare agli schemi, protestare e lottare per quello che si ritiene giusto, un messaggio che forse da noi può sembrare piuttosto banale, ma che in una realtà come quella giapponese è quasi sacrilego. Nonostante la tematica, il tono del romanzo riesce sempre a mantenersi leggero e scanzonato, rendendo la lettura molto scorrevole e divertente. Murakami è noto per il suo stile estremamente provocatorio, ma qui i toni si fanno più leggeri, fornendoci un’accurata istantanea delle dinamiche studentesche e della vita da liceale agli estremi del Giappone, durante gli anni delle contestazioni. Il tutto alla fine si tinge di un’inevitabile nota malinconica, la narrazione di una fase della propria vita come quella adolescenziale ci viene presentata con un disincanto e un tono nostalgico tipico dell’età adulta. Alcune note su Ryu Murakami Ryu Murakami nasce a Sasebo (Nagasaki) nel 1952, cresciuto a contatto con una base militare statunitense e quindi con la cultura occidentale, ha debuttato nel 1976 con il romanzo Almost Transparent Blue, vincitore di importanti premi; le opere successive hanno confermato la sua fama di enfant terrible della letteratura nipponica. Ha anche diretto cinque film tratti dai suoi romanzi. I suoi romanzi tradotti in italiano sono Blu quasi trasparente (Atmosphere Libri, 2020), Tokyo Decadence (Mondadori, 2004), Tokyo soup (Mondadori, 2007) e 69 Sixty-Nine (Atmosphere Libri, 2019) TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #ryu_murakami, #voto_quattro

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RECENSIONE: Fuga da Gardenia (Charlie Foo)

RECENSIONE: Fuga da Gardenia (Charlie Foo)

Voto: 3.5/5 Autore: Charlie Foo Editore: BookaBook, 2020 Pagine: 216 Genere: Narrativa italiana, Avventura, Thriller, Fantascienza Prezzo: € 14.00 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Quando la dottoressa Lucyd viene invitata a visitare Gardenia, non immagina minimamente di cosa si tratti. Sperduto su un altopiano delle Filippine, Gardenia è un parco divertimenti, un labirinto costruito con enormi piante geneticamente modificate. Agli occhi della biologa, quel luogo sembra il paradiso... ma la realtà è molto diversa. Tra problemi di manutenzione, sparizioni irrisolte e inquietanti pericoli, Gardenia si trasformerà in una trappola mortale, dimostrando come, anche dietro al più bel sogno, si possa celare un terribile incubo Recensione Coinvolgente e avventuroso, ecco come definisco questo romanzo. Un libro che mescola abilmente il genere thriller con quello fantascientifico creando una storia innovativa. La dottoressa Lucyd è una sorta di Indiana Jones dei nostri tempi che affronta un’avventura che sembra in un primo momento il sogno della sua vita, ma lei stessa ben presto si renderà conto che quell’immagine tanto desiderata si trasformerà in un incubo dai tratti sconvolgenti. Gardenia, il parco-labirinto in cui le piante sono state modificate fino a conquistare dimensioni enormi, diventa il luogo in cui tutto può accadere, anche le cose che mai ci saremmo immaginati prima. Pericoli e sparizioni inquietanti, infatti, saranno al centro della narrazione che regalerà momenti di alta tensione. Un romanzo in cui la suspence aumenta con il procedere delle pagine. La prima metà risulta un po' lenta, ma subito dopo il ritmo aumenta vertiginosamente immergendo il lettore nella vera avventura. Una scrittura semplice e molto descrittiva tiene compagnia lungo tutta la storia in cui non mancano molteplici colpi di scena che movimentano il racconto. Charlie Foo è un’autrice originale, che è stata in grado di rendere accattivante l’avventura di una biologa tra i luoghi incantevoli delle Filippine, inserendo anche molteplici dati interessanti che riguardano la storia delle piante all'interno del parco. Una storia che merita di essere letta. Alcune note su Charlie Foo Autrice di due romanzi, Seasons (2017) e Fuga da Gardenia (2020), Charlie ama l'avventura, i viaggi e la cioccolata calda. Ha fondato il sito https://www.charliefoo.it/ nel 2014. TAG: #narrativa_italiana, #thriller, #fantascienza, #avventura, #charlie_foo, #voto_tre_mezzo

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RECENSIONE: Zodiaco street food (Heman Zed)

RECENSIONE: Zodiaco street food (Heman Zed)

Voto: 4/5 Autore: Heman Zed Editore: Neo Edizioni, 2020 Pagine: 232 Genere: Narrativa italiana, Gialli Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama I tempi cambiano e anche la malavita è costretta a correre ai ripari. Romeo Marconato, ex affiliato alla Mala del Brenta, un dono di sicuro ce l'ha: capire l'aria che tira. Con una moglie che detesta, un figlio problematico e il villone padovano, ha costruito un business ai limiti della legalità con il suo Zodiaco, un franchising di furgoni per panini - uno per ogni segno zodiacale - lungo la statale tra Padova e Venezia. C'è poi il super chef Vitiello, star televisiva del programma "The Simple Cook", e i suoi autori, in crisi creativa per il format della prossima stagione. E c'è una mina vagante: lavora come cameriera a "L'ultimo Doge", e suo malgrado nasconde un'estrazione decisamente diversa. Ma è Romeo Marconato il perno centrale, il motore di tutto. A lui, re incontrastato dello street food a basso costo e dalla dubbia qualità, i vecchi trascorsi riserveranno una succulenta occasione, il punto è capire se sarà in grado di fronteggiare un intreccio di eventi ben oltre la sua portata. Recensione I territori veneziani sono terra di passaggio e di scambi. Esploratori, commercianti, merci da tutto il mondo hanno percorso in lungo e in largo i canali lagunari e si sono addentrati nelle riviere che arrivano fino alla città interne. Lo sa bene Marconato Romeo, uomo di laguna dalla testa ai piedi che dopo un solido esordio con la Mala del Brenta al soldo di Felice Maniero si è lanciato nel settore alimentare. Dopo anni di consolidata contraffazione di alimenti, ha virato sullo street food con dodici furgoni con i nomi dei segni zodiacali, su cui capeggia Il leone, che sfamano con panini di dubbia qualità tutti i nottambuli e gli strafatti in fame chimica che transitano da Chioggia a Padova. Perché da quelle parti continua a girare di tutto: non più mercanti con sete preziose, ma produttori di televisione trash dalla Svizzera italiana che cercano il modo di risollevare il loro programma di cucina ormai in crisi. Non esploratori, ma vecchie spie del KGB che non hanno perso il loro smalto: sono bionde, in forma e hanno una presa ferrea quando si tratta di spezzare colli. La capacità di fare affari, leciti o meno, scorre nel sangue dei figli della Serenissima e Romeo, alla guida del suo Leone, con la Glock puntata alle palle di chiunque lo prenda per il verso sbagliato, è pronto a onorare la tradizione. Marconato Romeo è l'erede letterario del Mazzarò verghiano. Cultura non propriamente accademica, presenza da piccolo boss della mala con tanto di camicia aperta e collane d'oro, passione per i tormentoni estivi latinoamericani, parlata che di grammaticale ha ben poco e testa come un brillante. Perché qualunque cosa Romeo faccia, lavorativamente parlando, la fa bene. Si trova al posto giusto alla nascita della mala del Brenta diventando autista indispensabile nelle prime imprese di Felice Maniero. Dismessi quei panni si lancia, con grande competenza, nel redditizio commercio della contraffazione alimentare. Una volta prosciugato il settore, passa alla vendita di street food, che da sempre sfama il popolo nottambulo. E in ogni impresa riesce bene, ha successo, tanto che i suoi furgoni attirano l'attenzione di due produttori televisivi che vogliono farne il nuovo sfidante per lo chef dei semplici, Ruggero Vitiello, in un reality show a tema cucina. Tutto riesce bene a Romeo, tranne i rapporti personali. I suoi collaboratori, vecchi e nuovi, sembrano rispettarlo solo se sotto minaccia o se convinti di poterlo fregare. Il suo matrimonio è malsano e infelice; l'unico figlio su cui sono riposte tutte le speranze in quanto portatore del cognome Marconato non ha la testa splendente del padre. Ed è proprio nel rapporto con il figlio che si avverte la devastante tristezza della vita di Romeo. Si può parlare con ragione di umorismo, perché questo romanzo è fulminante nel ritmo delle battute che sono, per la parte di Romeo, potentemente segnate dai costrutti e dal sacrilego modo di parlare veneto. I "casso", i "gnente", lo "smartfón" non lasciano dubbi sull'ambientazione del romanzo, ma non diventano nemmeno troppo pervasivi. Romeo ha una sua etica, la dura legge del taglione: leale fino a scontare tutta una condanna in carcere pur di non parlare, ricambia favore con favore, tradimento con tradimento. Ed è disperatamente solo, desideroso di un'assoluzione che nessuno intorno a lui sembra essere in grado di dargli. La storia ha dalla sua tre grandi elementi: l'umorismo crudo, un regionalismo e un ritmo vertiginoso. Elementi che si intrecciano strettamente e che portano a divorare, anziché semplicemente leggere, le pagine. Divorarle con la stessa voracità che si avrebbe di fronte a un panino onto alle quattro del mattino. Alcune note su Heman Zed Heman Zed nato a Padova 1967, ha viaggiato per l’Europa, lavorando come dj, importatore di abbigliamento fetish e anelli per body-piercing. Suona la batteria ed è appassionato di storia contemporanea. Ha esordito per Il Maestrale nel 2007 con il romanzo La cortina di marzapane. Hanno fatto seguito La Zolfa (Il Maestrale 2009), Dreams ‘n’ Drums (Il Maestrale 2010) e, con Gianluca Morozzi, Lo scrittore deve morire (Guanda 2012). È presente nel Dizionario affettivo della lingua italiana (a cura di Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta, Fandango 2008) con il lemma «Sfiato», nelle antologie L’occasione (Galaad 2012) con il racconto Ultima chance; Sogni senza frontiere (Edizioni Dell’Arco 2013) con il racconto Kanun e Père Lachaise, Racconti dalle tombe di Parigi (Ratio et Revelatio 2014) con il racconto L’anniversario. È docente di scrittura creativa. TAG: #narrativa_italiana, #gialli, #heman_zed, #voto_quattro

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RECENSIONE: Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle (Roberta B. Fancellu, Laura Vivacqua)

RECENSIONE: Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle (Roberta B. Fancellu, Laura Vivacqua)

Voto: 4/5 Autore: Roberta Balestrucci Fancellu, Laura Vivacqua Editore: Becco Giallo, 2021 Pagine: 128 Genere: Graphic novels, Astronomia, Scienza Prezzo: € 17.00 Acquista: Libro Trama Durante un lungo viaggio in bicicletta, Margherita Hack racconta al marito Aldo la sua infinita passione per la fisica e l'astronomia. Ricavando continue similitudini dal mondo della bicicletta, Margherita passa in rassegna, spiegandoli, alcuni dei più grandi quesiti della scienza moderna: la teoria della relatività di Einstein, i viaggi nel tempo, l'esistenza di forme di vita extraterrestri, la nascita e la morte di una stella. Mescolando racconto biografico e divulgazione scientifica con ironia e inventiva, Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle è un viaggio sorprendente attraverso la vita e le passioni di una donna straordinaria. Una parabola senza tempo che ci rammenta l'eredità lasciataci in dono da Margherita Hack. Recensione Margherita Hack dopo una lunga carriera da astrofisica, è diventata una delle icone della comunicazione scientifica e non solo. Ha portato in giro per la penisola la scienza e la sua visione del mondo. In questa toccante graphic novel viene raccontato il pensiero della scienziata utilizzando la passione che essa condivideva con il marito, ovvero la bicicletta. Un viaggio su due ruote in cui non sono importanti i riferimenti geografici e temporali, ma che è l’occasione per presentare le principali basi dell’astronomia e del pensiero della Hack che si è sempre espresso anche su questioni non scientifiche. Questo romanzo grafico non contiene eventi particolari della vita della scienziata, ma la preparazione e la quotidianità del viaggio in bicicletta è l’occasione per parlare con Aldo di tutto e ogni argomento introduce o accenna argomenti di fisica e astronomia. Da una caduta dalla bici, ad esempio, si parla di macchine del tempo e del saper vedere le soluzioni che sovente stanno davanti ai nostri occhi. Un libro che scorre veloce e leggero, arricchito da una interessante bibliografia, che ritrae la famosa scienziata come una signora estremamente volitiva, dal carattere spigoloso, ricca di passioni e convinzioni forti. I disegni hanno un tratto chiaro, pulito e sono in bianco e nero con l’utilizzo di un verde per riempire le ombre e le luci. Colore che sta bene con quello della natura attraversata in bicicletta e che dona alla storia un viraggio verso l’antico. La tavole non sono ricche di dettagli, ma risultano molto dinamiche. Un fumetto che convince soprattutto per la presentazione del personaggio e meno sull’aspetto biografico, approfondimento che avrei gradito. Dalla storia emerge in modo particolare l’atteggiamento aperto e indagatore che ha fatto di Margherita Hack una icona della scienza e delle donne di libero pensiero, in Italia e nel mondo. Alcune note su Roberta Balestrucci Fancellu Roberta Balestrucci Fancellu nasce a Macomer nel 1983 dove vive e lavora come operatore culturale al Centro Servizi Culturali, per il quale si occupa di organizzare eventi simari e formazione per adulti, laboratori nelle scuole, formazione e promozione alla lettura per ragazzi. Ha pubblicato Ken Saro Wiwa. Storia di un ribelle romantico (Becco Giallo, 2018), Storie di grandi uomini e delle grandi donne che li hanno resi tali (Hop!, 2018), Perfide (Hop!, 2019), Annie. Il vento in tasca (Sinnos, 2019), Non è bella ma...(Hop!, 2020), Cosetta (Gallucci, 2020), una adattamemto per ragazzi de I Miserabili . Alcune note su Laura Vivacqua Laura Vivacqua nasce nel 1989 a Salerno e comincia a studiare fumetto dopo una laurea in Lingue e Civiltà Orientali presso la Scuola Internazionale di Comics di Napoli. Ha fatto parte dell’etichetta indipendente Attaccapanni Press, svolgendo soprattutto i ruoli di editor e social media manager, oltre che di autrice di storie brevi. Terminata l’esperienza con Attaccapanni nel Dicembre 2018, ora è un’illustratrice e fumettista freelance. TAG: #graphic_novels, #astronomia, #scienza, #laura_vivacqua, #roberta_balestrucci_fancellu #voto_quattro

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RECENSIONE: La modella di Klimt (Gabriele Dadati)

RECENSIONE: La modella di Klimt (Gabriele Dadati)

Voto: 4.5/5 Autore: Gabriele Dadati Editore: Baldini+Castoldi, 2020 Pagine: 224 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 17.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Piacenza, dicembre 2019. Sono trascorsi dieci anni da quando si è spento Stefano Fugazza, l'indimenticato direttore della Galleria d'arte moderna Ricci Oddi, e fervono i preparativi per la mostra che lo celebrerà. A curarla è stato chiamato Gabriele Dadati, che era il più stretto collaboratore dello studioso nell'ultimo periodo della sua vita. Quando l'allestimento è ormai concluso, avviene un fatto clamoroso: a distanza di ventitré anni dal furto, fa la sua ricomparsa in città "Ritratto di signora" di Gustav Klimt. Un capolavoro divenuto celebre nella primavera del 1996, quando si scoprì che il maestro viennese aveva inspiegabilmente dipinto due volte la stessa tela, e che fu sottratto al museo pochi mesi dopo in maniera rocambolesca. La notizia fa il giro del mondo. Dal «New York Times» alla BBC, da «Le Figaro» allo «Spiegel»: tutti ne parlano. Sembra quasi un risarcimento ideale per la memoria dello storico dell'arte, che a lungo aveva convissuto con il dolore e l'umiliazione per quella vicenda. Ma chi rubò l'opera? Chi l'ha restituita ora, infilandola in un sacco della spazzatura e nascondendola in una nicchia sporca e umida? E prima ancora: chi è la donna ritratta in due momenti diversi da Klimt? Qualcuno è depositario delle risposte a tutte queste domande. Con lui, all'indomani dell'inaugurazione, Dadati trascorrerà una lunghissima giornata. Scoprendo nelle sue parole una vicenda incredibile e struggente che inizia a Vienna nel 1910, attraversa tutto il Novecento e arriva fino a noi. Tra verità e menzogne. Recensione Consiglio questo libro agli amanti dell’arte e del mistero. L’autore riesce a mescolare realtà e fantasia, passato e presente, per regalarci una storia che appassiona non solo gli amanti del giallo, ma anche i più romantici. Un’ abilità di questo giovane autore è riuscire a scavare nell’animo dei suoi personaggi che, benché storici, vengono ritratti con le loro emozioni, relazioni e vicende private in modo da renderli veri e ancora più reali. E’ oscillando tra verità e finzione che si dipana la storia rocambolesca del furto avvenuto nel 1997 e del ritrovamento nel 2019 del dipinto “Ritatto di signora” di Klimt avvenuti nel medesimo luogo, ovvero la Galleria d’arte Ricci Oddi di Piacenza dove Dadati ha lavorato per diversi anni come assistente di Stefano Fugazza. Una storia che ha tenuto il mondo dell’arte con il fiato sospeso per più di vent’anni. Oltre a ciò, una giovane studentessa italiana nel 1996, mettendo in relazione il dipinto esposto a Piacenza con un altro dato per perso presente nel suo fascicolo di storia, scopre che di questa opera esistono due copie anche se non identiche. Dadati, attingendo da diverse fonti, costruisce intorno al dipinto di Klimt la storia della giovane donna ritratta. Una donna affascinante, delicata, con uno sguardo che ammalia e che posa per il pittore solo una volta nella sua breve vita. Anna, questo il suo nome, lega il suo nome a quello del famoso artista in un modo del tutto inatteso, la nascita di un figlio che a sua volta genera un figlio. Tutti fra loro legati da un destino crudele che sembra abbattersi sulla stirpe fino a pretendere un sacrificio per interrompere la maledizione. Il romanzo inizia e termina ai giorni nostri, ma la parte centrale è ambientata a Vienna a inizio secolo mettendo in scena la Storia. Qui il lettore conosce Gustav, Anna, Gustav junior, Fridolin, Emilie e altri personaggi minori dei quali si chiede se siano veramente esistiti dato che vengono delineati in modo perfetto tanto da risultare vivi. Il mistero del quadro si risolve alla fine quando l’autore incontra una persona che sembra conoscere la soluzione. Si ritorna così ai giorni nostri. Ed è proprio a novembre del 2020, a due settimane dalla pubblicazione del romanzo, che il famoso dipinto è tornato ad essere esposto. Dopo aver letto questo coinvolgente libro non rimane che recarsi in galleria per trovarsi vis a vis con l’opera più misteriosa del grande pittore Viennese Alcune note su Gabriele Dadati Gabriele Dadati nasce a Piacenza nel 1982. Ha pubblicato vari libri, tra cui Sorvegliato dai fantasmi (2008), finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai e Piccolo testamento (2011), presentato al Premio Strega l’anno seguente. Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto «Scritture Giovani» del Festivaletteratura di Mantova. Nel 2018 ha pubblicato L’ultima notte di Antonio Canova, finalista al Premio Comisso e a gennaio 2020 il giallo storico Nella pietra e nel sangue ambedue per Baldini+Castoldi. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #gabriele_dadati, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: La terza vita di Grange Copeland (Alice Walker)

RECENSIONE: La terza vita di Grange Copeland (Alice Walker)

Voto: 4/5 Autore: Alice Walker Editore: SUR, 2021 Pagine: 356 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Schiacciato dai debiti e mosso dal proprio carattere intemperante e autodistruttivo, il mezzadro di colore Grange Copeland lascia la moglie e il figlio Brownfield per cercare fortuna al Nord. Anni dopo, sconfitto per la seconda volta nella sua ricerca di una vita migliore, fa ritorno nella contea di Baker, in Georgia, solo per scoprire le terribili conseguenze degli errori del passato: ora Brownfield ha a sua volta una moglie e delle figlie, sulle quali sfoga brutalmente le frustrazioni dell’abbandono e della povertà. In un mondo in cui l’ingiustizia e il ciclo della violenza sembrano non avere mai fine, sarà il legame con la nipotina Ruth a restituire a Grange il rispetto di sé e a fargli riscoprire il valore dell’amore e della compassione Recensione Il romanzo di esordio di Alice Walker è ambientato in Georgia, negli Stati Uniti. Il mezzadro di colore Grange Copeland, mosso dalla disperazione per i debiti contratti, lascia la moglie e il figlio Brownfield per andare al Nord per cercare fortuna. Alla morte della madre, il figlio di Grange, Brownfield, precipita nello stesso baratro del padre. La sua vita è caratterizzata dall’uso smodato di alcool, da un lavoro poco appagante e da diversi fallimenti. A farne le spese di questa situazione drammatica è la moglie Mem, un tempo maestra della contea di Baker, che si ritrova con i denti "guasti" a causa delle botte e degli insulti che il marito scaglia su di lei e sulle figlie. Anni dopo, il vecchio Grange Copeland, con l’ennesima sconfitta sulle spalle e la consapevolezza che anche il Nord è pervaso dai soprusi e dalle ingiustizie, torna in Georgia e scopre che la situazione non è cambiata. Brownfield è in carcere per l’omicidio della moglie e Grange trova il suo riscatto facendo il nonno e prendendosi cura della nipotina Ruth, una delle cinque figlie di Brownfield. Sarà proprio la piccola a fargli scoprire quel senso di giustizia, di candore e soprattutto di famiglia che il vecchio mezzadro non ha mai provato in vita sua. Leggendo questo romanzo sono diverse le cose che rimangono impresse. Sicuramente la storia, straziante e cruda, di questa famiglia di mezzadri. Poi il corpo delle donne, da quello pronunciato, seducente e affamato di Josie e Lorene al corpo minuto, esile e sfiorito di Mem che, per quanto fragile, sorregge con grazia e resilienza il peso di cinque figlie e dei fallimenti di Brownfield. In ultimo la violenza, quella fisica ma soprattutto quella emotiva e verbale, quella che trasforma e uccide Mem, molto più dell’estremo colpo di fucile tirato dal marito. Walker racconta uno spaccato della Georgia segregazionista con una voce diretta e senza filtri che non si dimentica facilmente grazie soprattutto alla lingua di questa scrittrice: dal lessico ai dialoghi, dall’inglese delle piantagioni a quello delle tenute dei bianchi, la lingua è parte integrante del romanzo, anzi, forse è un personaggio a sé, un’entità che sorregge la storia e che diventa strumento per sottolineare quell’indistruttibile differenza tra Nord e Sud, tra bianchi e neri, tra ricchezza e povertà. La lingua dei personaggi è colloquiale e tende alle sgrammaticature, soprattutto nella parlata di Brownfield che non è mai andato a scuola e non sa leggere né scrivere, aspetto fondamentale che nel romanzo torna più volte. Il linguaggio trasuda la disperazione che pervade i protagonisti, Grange, suo figlio ma soprattutto Mem. All’inizio della storia, la protagonista femminile forse più riuscita di tutto il romanzo si esprime meglio di chiunque altro nella contea. Ma in seguito la situazione cambia. Il declino di Mem avviene proprio attraverso la lingua. E questa è forse una delle cose più dolorose di tutto il romanzo e che Walker riesce a trasmettere con una trasparenza tale da lasciare il lettore inerme e impassibile, una pagina dopo l’altra. Quando la lingua di un romanzo è così importante, la traduzione gioca più che mai un ruolo fondamentale. Andreina Lombardi Bom ha fatto un lavoro impeccabile. La lingua, proprio come nell’originale, è viva, i dialoghi sono ben riusciti, sempre credibili, e i personaggi vivono attraverso il linguaggio. L'autrice, con questo racconto, è stata una delle prime a denunciare la segregazione razziale presente in America nei primi anni del 1900. Situazione che purtroppo, per alcuni aspetti, non è cambiata molto. Alcune note su Alice Walker Alice Walker è una scrittrice statunitense. Trascorsa l’infanzia in un villaggio di neri nel profondo Sud rurale, ha ottenuto una borsa di studio per l’università di Atlanta e si è impegnata nella battaglia per i diritti civili, poi rievocata nel romanzo Meridian (1976). Dopo il tentativo di ritrovare una patria spirituale in Africa (1964), ha ripreso l’attività politica e sociale a Jackson (Mississippi). Nel 1973 sono usciti Petunie rivoluzionarie e altre poesie, il romanzo La terza vita di Grange Copeland (riedito in Italia da SUR nel 2021) e il volume di racconti Amori e affanni: storie di donne nere . Il suo credo di womanist (femminista nera), per il quale le donne della sua razza sono "le autentiche eroine d’America", si esprime anche negli eccellenti racconti di Non puoi tenere sottomessa una donna in gamba (1981) e in Possedere il segreto della gioia (1992). Nel romanzo Il colore viola (1981 - riedito in Italia da SUR nel 2019), che le valse il consenso del grande pubblico e il premio Pulitzer, ha elaborato un linguaggio altamente musicale da lei definito "black folk english". Donne alla tormentata ricerca della propria identità sono ancora protagoniste nei romanzi più recenti: Nella luce del sorriso di mio padre (1998), È il momento di aprire il tuo cuore (2004). Tra le raccolte poetiche ricordiamo: Fiducia assoluta nella bontà della terra (2003) e Una poesia scese giù nel mio braccio (2003) TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #alice_walker, #voto_quattro

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