My Items

I'm a title. ​Click here to edit me.

RECENSIONE: La zattera astronomica (Giulia Bignami)

RECENSIONE: La zattera astronomica (Giulia Bignami)

Voto: 5/5 Autore: Giulia Bignami Editore: Baldini+Castoldi, 2021 Pagine: 128 Genere: Narrativa Italiana, Narrativa moderna e contemporanea, Biografia Prezzo: € 16.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Come ci si ritrova a sei anni a sapere cantare come una stella di neutroni? O a fare gare di caccia ai satelliti nelle notti estive? Com'è ritrovarsi un astronauta a colazione e un premio Nobel a cena? Come dev'essere, per una bambina, girovagare nei corridoi dell'Accademia dei Lincei fra mummie e lasagne? Tra formaggi che camminano, pericolose trappole Viet Cong, strampalati fisici teorici che girano per casa, dessert esplosivi e altre improbabili avventure: essere figlia di uno scienziato può essere un'esperienza dura e meravigliosa. Giulia Bignami, figlia dell'astrofisico scomparso Nanni Bignami e lei stessa scienziata, racconta la sua infanzia incredibile, a volte traumatica, spesso fantastica, in un racconto esilarante e commovente. Tra romanzo di formazione, saggio pop e irriverente racconto di vita, questo libro delizioso, da cui è impossibile staccarsi una volta iniziato, è al tempo stesso la sua vendetta e il suo atto d'amore. Recensione La prima cosa che colpisce di questo volume è sicuramente la colorata e cartoonesca copertina. Il libro vuole essere l’omaggio definitivo di una figlia alla memoria del padre, scomparso nel 2017. Giovanni Bignami, detto Nanni, è stato uno degli astrofisici italiani più noti nel mondo, a capo prima dell’Agenzia Spaziale Italiana e poi dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. In queste pagine, l'autrice lo ricorda più come persona che come scienziato, nella sua dimensione più personale e, se vogliamo, sfrenata, attingendo al bacino inesauribile dei suoi ricordi. Il libro, tuttavia, non racconta solo la storia di Nanni, ma anche quella di Giulia come suggerisce il sottotitolo. Al centro vi è la riflessione sulla relazione padre-figlia. La scienza, in questa storia, rimane naturalmente protagonista. È il fulcro dell’infanzia di una bambina che a sei anni sapeva cantare come una stella di neutroni. Tuttavia, in questa dimensione familiare, la scienza acquista i connotati di una grande avventura. Ci si può, dunque, ritrovare a fare gare di caccia ai satelliti nelle notti estive o a girovagare nei corridoi dell’Accademia dei Lincei fra mummie e lasagne. Oppure, può capitare di fare colazione, pranzo o cena insieme a Premi Nobel e astronauti. O ancora, progettare zattere sui cui prendere il largo durante una vacanza in Liguria come viene raccontato nel primo capitolo in cui si ritrovano un fisico e un plasmista, che l'autrice spiega essere un fisico che si occupa della materia allo stato di plasma, appunto a costruire, con scarso risultato, una zattera. Il tutto raccontato con molta ironia, ma condito con la dolcezza dei ricordi. A ognuna di queste strampalate avventure, Giulia Bignami dedica un capitolo del suo libro, raccontandocele con un senso di meraviglia e ironia tragicomica. Anche grazie ad una scrittura fluida e scorrevole, il risultato è una storia di formazione dura ed esilarante, traumatica e a volte commovente, che assume i tratti di un saggio irriverente. Un libro divertente e illuminante come una scoperta scientifica. Alcune note su Giulia Bignami Giulia Bignami è nata a Milano nel 1990, figlia di due astrofisici, Giovanni Bignami e Patrizia Caraveo. Dopo la laurea in chimica, ha conseguito il dottorato presso l’Università di St Andrews in Scozia e si è trasferita a Edimburgo, dove vive e lavora come ricercatrice clinica. Collabora con le pagine culturali de Il Giornale e questo è il suo primo libro. Non è politicamente corretta. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #biografia, #giulia_bignami, #voto_cinque

More
RECENSIONE: Il coraggio della felicità (Loredana Scaiano)

RECENSIONE: Il coraggio della felicità (Loredana Scaiano)

Voto: 5/5 Autore: Loredana Scaiano Editore: Ultra, 2019 Pagine: 220 Genere: Narrativa Italiana, Viaggi Prezzo: € 16.50 Acquista: Libro Trama Il primo maggio 1846, a quarantanove anni, Ida Pfeiffer partiva da Vienna per un'impresa straordinaria: il giro del mondo in solitaria. Il 28 febbraio 2017 Loredana Scaiano parte dal suo piccolo paese nell'Italia del Sud per ripercorrere l'itinerario di Ida. Anche lei compirà cinquant'anni in viaggio. Ida scriveva una pagina di diario ogni sera, Loredana ogni sera pubblica una pagina del blog che ha dedicato alla sua eroina, #idaviaggiadasola, che diventa sempre più popolare. Due storie vere raccontate in parallelo, due donne forti, due secoli di distanza. "Il coraggio della felicità" è il resoconto di un'impresa temeraria, impensabile per una donna nell'Ottocento, tutt'altro che agevole ancora oggi. È il racconto di un viaggio alla scoperta del mondo e alla ricerca di sé: un viaggio che è libertà, consapevolezza, incoscienza, leggerezza e gioia. Ed è anche e soprattutto una pietra posata sulla strada della parità, perché ogni donna finalmente si senta libera di poter andare da sola ovunque, senza un uomo che la accompagni, a qualunque titolo. Recensione Molto probabilmente la reazioni che molti di noi avrebbero se una nostra amica, una nostra parente, nostra madre, all’età di cinquant’anni, ci dicesse che ha intenzione di compiere un viaggio intorno al mondo in solitaria è esclamare “Ma sei pazza!” Oggi, compiere il giro del mondo in solitaria è sicuramente difficile, ma lo era ancor di più nell’Ottocento. Eppure esiste una grande donna, Ida Pfeiffer, considerata la più grande viaggiatrice della sua epoca, che ha realizzato più volte questa impresa senza neppure avere Google Maps sul cellulare. La sua storia è incredibile: nata a Vienna nel 1797, da bambina era il tipico “maschiaccio”, essendo stata educata insieme a cinque fratelli maschi. Il suo hobby era la lettura di racconti di viaggi in paesi lontani, sognando un giorno di poterli visitare. Viene costretta dalla famiglia a sposarsi con il facoltoso avvocato Pfeiffer, più vecchio di lei di 24 anni, e si dedica esclusivamente alla famiglia fino all’età di 44 anni, quando decide di seguire il suo sogno: dedicarsi ai viaggi che sognava da piccola e allontanarsi da una società che riconosceva alla donna solo il ruolo di madre e moglie. Il suo viaggio intorno al mondo inizia nel 1846, quando raggiunge Rio de Janeiro, per poi proseguire verso Capo Horn, Tahiti, Macao, Hong Kong e Canton. Poi raggiunge l’India, la Mesopotamia, i paesi del Caucaso, la Grecia, per rientrare a Vienna nel 1848. Nel 1851 intraprende un secondo viaggio intorno al mondo che le permette di toccare il Sudafrica, Singapore, l’Indonesia, la California e il Sudamerica. È una delle prime donne a scalare le Ande, poi arriva a New Orleans, visita le cascate del Niagara, New York, Boston e Londra. Ida, oltre ad essere una grande avventuriera, è stata un’ottima divulgatrice. A partire dai suoi diari, ha infatti pubblicato svariati libri che narrano i suoi viaggi con uno stile autenticamente descrittivo. L’autrice si preoccupa di raccontare la cultura e gli aspetti della vita quotidiana dei popoli che incontra, tanto che i suoi racconti venivano spesso citati nelle riviste scientifiche. La storia di Ida Pfeiffer, per quanto incredibile, non ha mai goduto della visibilità che sarebbe giusto tributarle, nonostante la sua figura sia stata recentemente rivalutata e in molti hanno provato a raccontare la sua storia. Nessuno però si è spinto a fare ciò che ha fatto un’altra donna, una professoressa lucana che ha deciso di “replicare” il primo viaggio di Ida intorno al mondo, ispirata dalle sue vicende. Loredana Scaiano, insegnante originaria di Tricarico, in provincia di Matera, ha molto in comune con Ida Pfeiffer. Come la sua musa, si sposa molto giovane e a 26 anni è già mamma di due figli. Si dedica per più di vent’anni alla famiglia e all’insegnamento. A cinquant’anni, però, decide di lasciare tutto per un po’ di tempo e compiere il giro del mondo in solitaria. L’obiettivo è semplice: dedicarsi alla ricerca della propria felicità e ritrovare sé stessa viaggiando sullo stesso itinerario compiuto da Ida due secoli prima. Nel 2017 Loredana parte per il suo viaggio. La prima tappa è Vienna, poi raggiunge Londra, il Brasile, l’Argentina, il Cile, l’Isola di Pasqua, la Polinesia, la Nuova Zelanda, Hong Kong, Singapore, lo Sri Lanka, l’India, l’Oman, Dubai, l’Iran, l’Armenia, la Georgia, la Turchia e la Grecia. Così come Ida, anche Loredana compie cinquant’anni in viaggio. Così come Ida, che scriveva una pagina di diario ogni sera, neppure Loredana tiene per sé le emozioni e le sensazioni che la scoperta del mondo le dona e decide di aprire il blog #idaviaggiadasola, una sorta di versione digitale dei diari che Ida scriveva quando era in viaggio. In questo blog non si parla soltanto delle esperienze vissute, ma più in generale del progetto di cambiare vita, della volontà di dimostrare alla società che ogni donna, se riesce a trovare il coraggio di sfidare tutto e tutti, può compiere piccole e grandi cose da sola, contro tutti i pregiudizi maschilisti di cui la nostra cultura è ancora pesantemente impregnata. Al ritorno in Basilicata, Loredana si lancia in un’altra avventura, la pubblicazione di questo libro che diventa realtà nel 2019. Un libro che racconta due storie vere, le storie di due donne forti, la descrizione scritta idealmente a quattro mani di un’impresa compiuta nell’Ottocento e ritentata due secoli dopo. Il fil rouge che lega le due avventure compiute da queste donne è la libertà. Prendersi del tempo per immergersi nel racconto del mondo così come l’hanno visto Ida e Loredana significa liberarsi di ogni preconcetto, lasciarsi guidare attraverso aeroporti, luoghi e culture tanto lontane quanto affascinanti, sognare con loro e provare le loro stesse paure. Ida e Loredana. Due donne che provengono da due terre profondamente differenti. La prima nata a Vienna, una città da sempre cosmopolita, capitale di quell’Impero Austro-Ungarico multietnico e pregno di cultura. La seconda, nata a Tricarico, in Basilicata, un luogo in cui ancora oggi una donna deve sentirsi in colpa per il solo fatto di aver scelto di vivere da sola, magari divorziare o intraprendere una carriera che la emancipi dall’ombra onnipresente di un uomo. Una terra in cui le donne anziane vanno ancora in giro con il capo velato da uno scialle. Una terra, la Basilicata, e la provincia di Matera nello specifico, che non ha neppure le infrastrutture per raggiungere con i mezzi pubblici la propria città capoluogo, Matera, che nel 2019 è stata insignita proprio del riconoscimento di “Capitale Europea della Cultura”. Ironia della sorte. Dopo aver pubblicato il suo libro, Loredana Scaiano è tornata alla sua routine quotidiana, la stessa da cui è fuggita per cinque mesi nel 2017. Ha ripreso a fare l’insegnante, ma la voglia di smuovere le coscienze di quanti hanno sognato, anche soltanto una volta, di scoprire terre nuove e lontane come faceva Ida nel XIX secolo, la sta spingendo a girare in lungo e in largo per raccontare la sua storia. Ora spetta al lettore il compito di lasciarsi guidare idealmente alla scoperta di luoghi che la maggior parte di noi vedrà soltanto in cartolina, provando a osservare il mondo con gli stessi occhi di Loredana e Ida, e partire per un viaggio letterario che è, allo stesso tempo, un viaggio alla scoperta di sé stessi. Alcune note su Loredana Scaiano Loredana Scaiano è nata a Tricarico (MT) nel 1967. Ha fatto tante cose troppo presto: a 19 anni era già insegnante, a 23 moglie, a 26 mamma di due figli. Altre invece le ha fatte troppo tardi, come la separazione a 45 anni. Da dove ripartire? Da un giro del mondo in solitaria: niente di meglio per festeggiare la mezza età! TAG: #narrativa_italiana, #viaggi, #loredana_scaiano, #voto_cinque

More
RECENSIONE: Kairòs. Un giorno in Magna Grecia (Rosa Tiziana Bruno)

RECENSIONE: Kairòs. Un giorno in Magna Grecia (Rosa Tiziana Bruno)

Voto: 4/5 Autore: Rosa Tiziana Bruno Editore: Mimebù, 2021 Pagine: 216 Genere: Bambini e ragazzi, Storia Prezzo: € 14.00 Acquista: Libro Trama Elena vive nel ventunesimo secolo, Philippos nel quarto secolo a.C. Come potrebbero mai incontrarsi? Semplice! Attraverso una magica grotta nascosta nel profondo Mediterraneo, che permette di viaggiare nel tempo. Basta un tuffo per ritrovarsi nell'antica Poseidonia, oggi Paestum, e conoscere una cultura che non è poi così diversa dalla nostra, ma che ha molto da insegnarci. Phil ci invita a scoprire il tesoro di idee, usi e costumi di una civiltà tanto antica quanto moderna, immergendoci nella quotidianità della Magna Grecia. Insieme ai due amici incontreremo filosofi e pensatori, ma anche donne che sognano un futuro migliore. E impareremo a cogliere l'attimo, l'istante irripetibile e prezioso che non si può misurare: il KAIRÒS. «Il kairòs è il momento in cui siamo in piena armonia con l'Universo.» «E non possiamo misurarlo?» «Certo che no. Come potresti misurare la felicità?!» Il libro è stato realizzato in collaborazione con il Parco Archeologico di Paestum e Velia. Recensione La protagonista di questa storia è Elena, una ragazza in vacanza con i genitori che, inaspettatamente, si trova faccia a faccia con un ragazzo che non sembra appartenere al posto. Presto essa scopre che Philippos, questo il nome del giovane, vive nel quarto secolo Avanti Cristo, un mondo completamente diverso dal nostro e che Elena scopre a proprio piacimento grazie ad una grotta magica. Grazie a questo ponte temporale, la ragazzina comprende la cultura del passato, così diversa, ma anche simile alla nostra, così come i posti o i mestieri che ora non esistono più. Il tutto viene dolcemente condito dalla nascita della sincera amicizia fra i due protagonisti. Il volume ha poche immagini, ma ben curate. Lo stile dell'autrice risulta semplice e molto scorrevole. Molti sono gli spunti di riflessione sui grandi temi umani e la trama risulta ricca di dettagli sulla Magna Grecia e sull'epoca dell'antica Roma. Una delle cose più interessanti è il collegamento tra la Storia dell'umanità e la natura. Questo è un libro per riscoprire la bellezza dimenticata lungo il cammino. Per accompagnare lo stupore dei bambini davanti al mondo e aiutarli nel porre domande, per mostrare loro la ricchezza che abita nella discussione aperta e sincera. E’ un tuffo nell’antica Poseidonia, oggi Paestum, per esplorare le meraviglie della città intitolata al Dio del mare. Un viaggio che fa bene e solleva lo spirito, ai piccoli e agli adulti. Si riflette sull’amicizia e sull’importanza di cogliere l’istante irripetibile e prezioso che non si può misurare, il KAIRÒS. Un buon libro illustrato, non solo per ragazzi, per scoprire il valore dell'amicizia, ma soprattutto per conoscere una cultura troppo spesso dimenticata, ma che ha molto da insegnare. Alcune note su Rosa Tiziana Bruno Rosa Tiziana Bruno è autrice di saggi, romanzi e racconti fiabeschi pubblicati in Italia e all'estero. Ha condotto studi scientifici sull'utilizzo della letteratura in didattica e si è occupata di prevenzione del disagio infantile. Dal 2014 ha curato la direzione artistica del festival letterario Scampia Storytelling. I suoi lavori hanno ottenuto riconoscimenti internazionali: nel 2017 ha vinto l'International Writers Award, dell'Institute for Education di Los Angeles; nel 2018 il premio miglior libro italiano, sezione children book, del Gourmand World Awards; nel 2019 finalista al premio School in Motion. TAG: #bambini_e_ragazzi, #storia, #rosa_tiziana_bruno, #voto_quattro

More
RECENSIONE: Puzza di morto a Villa Vistamare (Patrizia Fortunati)

RECENSIONE: Puzza di morto a Villa Vistamare (Patrizia Fortunati)

Voto: 4.5/5 Autore: Patrizia Fortunati Editore: Ugo Mursia Editore, 2020 Pagine: 214 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 17.00 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama «Ti penso di giorno e ti sogno di notte, e ti aspetto nel mio personale eremo per vivere la nostra seconda, si spera lunga, giovinezza. Fai in fretta che c'abbiamo entrambi novant'anni. Tu di più!» La vecchiaia non è certificata - solo e sempre - dall'età. È per questo che la Secca, la Marescialla, Peppino lo Sciancato e gli altri pensano e agiscono come se avessero ancora mezza vita davanti. E così, tra un morto, una busta sigillata, un mezzo incendio e femori rotti, ci trascinano nel loro mondo affacciato su un lago. Un romanzo, questo, che è un inno alla speranza di un'altra giornata di sole, anche quando il tempo è ormai agli sgoccioli. Un romanzo che fa venire voglia di invecchiare come loro: i vecchietti di Villa Vistamare. Perché il mare, a volte, basta immaginarlo per vederlo davvero. Recensione In questo romanzo eclettico e originale, Patrizia Fortunati ci presenta dei simpaticissimi anziani. Siamo a Villa Vistamare, un luogo incantevole di accoglienza per non più giovanissimi che spicca per la sua eleganza e maestosità tra il verde degli ettari di terra che lo circondano, tra i frutteti e il lago che con il suo miraggio di pace e tranquillità ricorda un mare, e al quale si arriva in due modi, più precisamente, o percorrendo la strada panoramica che taglia buona parte della collina e domina il lago del paese, o facendo l’unica strada che lo attraversa. Ci sarebbe anche una terza via ma ormai è dimenticata e nessuno più la solca, la traversata della zona lacustre a bordo di un motoscafo o piccola imbarcazione. Ad ogni modo, queste due strade principali sono forse parallele ma offrono la vista delle stesse cose in modo diverso. Ed è in questo luogo quasi incantato che facciamo la conoscenza dei protagonisti, uomini e donne della terza età a cui però, gli anni che passano e che si impongono con la loro virulenza, stanno un po’ stretti. Conosciamo il Visentin che non vuol proprio perdere il vizio del fumo tanto da essere sempre alla costante ricerca di una sigarettina, conosciamo il duo “Bonus Malus”, due sorelle tra loro estremamente diverse ma fortemente unite, Gaspare, l’ex brigadiere, e ancora la Monacelli, donna che conosce bene il mondo. Tutto ha inizio con la non poi tanto prematura dipartita del Conte Alfonso Maria Visconte terzo della Smeraldina e con il ritrovamento di una missiva all’interno della quale quest’ultimo ha lasciato ai residenti della struttura per anziani, ben due milioni di euro! Due milioni di euro! Come lasciare incustodita una lettera del genere? No no, occorre proteggerla, occorre mettere al sicuro quel consistente tesoro. Brevi assunti dai quali si dipanano le vicende degli amabili vecchietti, uomini e donne che ci fanno assaporare le emozioni nostalgiche di quel tempo che passa e non torna più. Ed è qui che entra in gioco la bravura dell'autrice che, con una penna fluida, accattivante, ironica ma al contempo riflessiva, ci fa sorridere e meditare su questa fase della vita, temuta ma inevitabile. Il tutto tra gag di grande simpatia, avventure rocambolesche, interrogatori che vedono la disfatta e resa definitiva del direttore, che nulla può innanzi alle arringhe difensive dei disincantati abitanti. Il tutto tra ricordi che si ricostruiscono tra le pagine e che toccano il sentimento dell’amore perduto e mai dimenticato, la malinconia dell’occasione mancata, la volontà di procrastinare un tempo inesorabile e senza possibilità di resa a quella conseguenza nefasta che porta alla conclusione dell’esistenza terrena. Consapevolezza a cui si aggiunge la volontà di non arrendersi, di non lasciarsi andare alle avversità, di intervenire sul corso degli eventi, di vivere sino all’ultimo giorno, l’opportunità che ci viene data. La speranza è l’ultima a morire e la vita è bella con tutte le sue incongruenze e sfumature. Perché la vita, presa con il sorriso, è anche capace di sorprenderci. Questo romanzo è un inno alla vita, al coraggio. Perché per quanto la morte sia inevitabile la strada è più piacevole da percorrere con il sorriso, con la giusta prospettiva di osservazione. Alcune note su Patrizia Fortunati Patrizia Fortunati è nata a Terni, dove vive con il marito e due figlie. Laureata in Lettere, ha lavorato per oltre dieci anni nel mondo dell’associazionismo, della cooperazione e del volontariato. Ha esordito nel 2013 con il romanzo Marmellata di prugne (ali&no, 2013). Nel 2015 ha pubblicato Trecento secondi (Falco Editore, 2017) e nel 2016 ha partecipato ai progetti collettivi Favole migranti (Amazon Media, 2016) e Ricette per ricominciare. Quaranta autori in cucina per la ricostruzione del centro Italia (ali&no, 2016), il cui ricavato è stato devoluto in beneficienza. Ad aprile 2017 è uscita la sua prima silloge poetica, Ai fili invisibili (ali&no), mentre nel marzo 2018 il suo terzo romanzo, Altrove (ali&no, 2018). Con Benni, Celestina e tre piani in ascensore si mette alla prova con la narrativa per ragazzi, cimentandosi in una scrittura divertente e avventurosa e raccontando il mondo visto con gli occhi di una vivacissima ragazzina. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #patrizia_fortunati, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Tre madri (Francesca Serafini)

RECENSIONE: Tre madri (Francesca Serafini)

Voto: 4/5 Autore: Francesca Serafini Editore: La nave di Teseo, 2021 Pagine: 304 Genere: Narrativa italiana, Gialli Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama La commissaria Lisa Mancini a soli trentatré anni ha già alle spalle una carriera straordinaria. Tanti successi in Italia e all'estero di cui potrebbe vantarsi, ma che creano intorno a lei un'aura di mistero il giorno in cui decide di abbandonare l'incarico all'Interpol di Lione per dirigere il commissariato di Montezenta, un piccolo centro romagnolo con i pregi e i difetti della provincia italiana, e di tutte le province del mondo. Nessuno conosce il motivo del trasferimento di Lisa. Tutto quello che sappiamo sul suo conto è che, sbrigate le pratiche di routine, passa le giornate chiusa nel suo ufficio a giocare a Candy Crush sul cellulare. Finché non viene denunciata la scomparsa di River: un quindicenne di origine inglese che vive con la sua famiglia in un piccolo villaggio appena fuori dalle mura medievali di Montezenta. Una comunità libertaria e anticonformista che trasforma in opere d'arte i materiali di scarto, e che attira per questo su di sé l'ostilità e i pregiudizi del resto della popolazione. River - uno studente modello, capace di farsi amare da tutti - è davvero una vittima oppure sta scappando da qualcosa di cui è lui stesso responsabile? Per riuscire a rispondere a questa domanda, Lisa dovrà combattere i demoni del suo passato, e trasformare la ricerca del ragazzo in un viaggio a perdifiato dentro sé stessa. Recensione Questo libro è un innovativo romanzo giallo in quanto rispetto ad altri romanzi dello stesso genere letti negli ultimi anni, mescola in modo saggio contenuti e particolari diversi rendendo interessante lo sviluppo delle vicende e dei personaggi. Il romanzo inizia con il racconto della vicenda di Lisa Mancini, commissaria trentatreenne che ha raggiunto traguardi importanti in carriera. Improvvisamente, senza alcuna apparente ragione, lascia il posto prestigioso all’Interpol di Lione. Arriva a dirigere il commissariato di Montezenta, piccola cittadina romagnola. Una città che riassume perfettamente gli stereotipi della provincia italiana. L’atteggiamento della commissaria è di insofferenza per quel luogo, disinteresse alla vita del commissariato stesso, poca empatia nelle relazioni. La sua routine si chiama Candy Crush, il suo gioco nel cellulare. Un giorno scompare River, il tipico bravo ragazzo voluto bene da tutti, che vive poco fuori Montezenta in un villaggio oggetto di critiche da parte della comunità. Quella ricerca è un incentivo per Lisa per provare a risvegliare uno spirito costruttivo dentro sé, una fiamma che sembrava spenta per motivi ancora ignoti. Il legame che si crea tra la madre di River e Lisa è un ulteriore stimolo a ritrovare passione per il proprio ruolo. La maternità che diventa oggetto di sintesi, di analisi, di ricognizione di tutte quei lati così nascosti in Lisa. Alla scomparsa di River infatti si aggiungono l’omicidio di una bambina cinese e la morte di una donna anziana del luogo. Sembrano scenari indipendenti ma vanno a collegarsi nel flusso del racconto più di quanto si pensi. Un giallo in cui non si sprecano le citazioni filosofiche, musicali, letterarie. L’uso delle parole e la scelta delle terminologie sono la cifra stilistica evidente e apprezzabile di questo romanzo. Un racconto che non è facilmente riassumibile proprio perché costruito su una serie di collegamenti e citazioni che lo rendono godibile. Un romanzo che gioca tra il giallo e il racconto psicologico in cui vincono le intenzioni di cercare di capire cosa c’è al di fuori del proprio seminato, dentro le proprie paure, in mezzo alle mille influenze che contribuiscono a renderci come siamo. Si riflette, si legge e si rimane soddisfatti nel capire come i punti di vista non sono mai ciò che vengono osservati in modo sbrigativo. Personalmente, per quanto ben costruiti, avrei limitato sia i punti di riflessione sia i flashback in quanto possono distrarre dalla trama. Nonostante ciò, una storia avvincente accompagnata da diversi colpi di scena, rendono il romanzo promosso e consigliato a tutti quelli che amano il genere giallo. Alcune note su Francesca Serafini Sceneggiatrice ed editor, ha scritto Storia regole eccezioni, secondo volume di Punteggiatura (Rizzoli-Holden Maps 2001). Ha curato con Giordano Meacci il terzo volume della Storia della lingua italiana per immagini. L’italiano letterario: poesia e prosa (Edimond 2011) diretta da Luca Serianni. Da diversi anni alterna la scrittura creativa con quella saggistica e con l’attività didattica, tenendo corsi di drammaturgia e lezioni universitarie in Italia e all’estero. Con Laterza ha pubblicato nel 2015 Questo è il punto. Istruzioni per l'uso della punteggiatura. TAG: #narrativa_italiana, #gialli, #francesca_serafini, #voto_quattro

More
RECENSIONE: La fidanzata d'America (Giusy Cafari Panico)

RECENSIONE: La fidanzata d'America (Giusy Cafari Panico)

Voto: 4.5/5 Autore: Giusy Cafari Panico Editore: Catelvecchi, 2020 Pagine: 136 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 15.50 Acquista: Libro Trama Abruzzo, 1920. In un affresco di un'Italia sofferente, sull'orlo del fascismo, tra miseria, sogni e ideali, il ritorno in paese di un giovane prete che, per una ferita di guerra, ha dovuto abbandonare la sua folgorante carriera e il ruolo privilegiato di confessore della Regina, cambia per sempre il destino della sorella, promessa sposa a un giovane emigrante. Ada si prepara a raggiungere il suo innamorato a Filadelfia, ma quando lui è finalmente in grado di spedirle i soldi per il viaggio, nasce il dilemma. La famiglia osteggia l'unione, gli interrogati vi senza risposte sono troppi. In più il promesso sposo è imparentato con una famiglia di briganti e in America è iscritto ai sindacati e lotta per i diritti dei lavoratori. Ad Ada si prospetta una nuova possibilità. Partire o restare? Recensione La prima cosa che salta all’occhio del lettore, leggendo questo libro, sono i frequenti riferimenti storici ed a celebri personaggi come D’Annunzio e Mussolini. Così, senza accorgersene, ci si ritrova a fare un ripasso, molto gradito, della storia e della letteratura italiana. Sullo sfondo dell’impresa di Fiume e delle imminenti elezioni, viene imbastita e curata la storia di Ada. Questa è una semplice ragazza di un paese ai piedi della Majella e del Gran Sasso. Ha la passione per il cucito, sa far di conto ed è dotata di una bellezza sublime, tanto da farle avere diversi pretendenti. Il contesto in cui è inserita Ada, la protagonista, è un contesto rurale, in cui manca quasi del tutto l’alfabetizzazione. La semplicità dei personaggi è evidenziata dal linguaggio semplice che l’autrice usa nel testo. Molte le espressioni dialettali o gli evidenti errori grammaticali commessi nei dialoghi, soprattutto quando ci sono di mezzo adulti o anziani, appartenenti a una generazione completamente ignara dell’utilità sociale della scuola. Il volume non è molto lungo, ma anche poche pagine possono risultare a volte infinite. Non è questo il caso. Ho letto questo volume in poco più di una oretta, segno che la scrittura dell'autrice mi ha conquistato. Essa risulta scorrevole e molto invitante. Nel romanzo non sono presenti grandi colpi di scena, ma nonostante ciò la lettura risulta piacevole. La storia di Ada viene narrata in modo perfetto, ben scritta e scandita, dando importanza a ogni personaggio: dal fratello Nicola, unica ancora che tiene legata Ada al paese, al padre, la matrigna, i fratellini ma anche le zie, e tutti gli altri. L'autrice non si dimentica delle comunità che viene descritta in modo completo e variegato. Comunità che non crede nel sogno americano e che diventa la prigione di Ada. Una storia ricca di significati, di vita e aspettative in cui il lettore rimane appeso all’incertezza di una scelta che sa di futuro e che sicuramente avrà accumunato tante storie reali dell’Italia dell’epoca. Un libro delicato che assume quasi le sembianze di una commedia italiana dell’epoca, fatta di emozioni, incertezze ma soprattutto coraggio e attese. Una storia davvero brillante che potrebbe essere un’ottima lettura per i ragazzi delle scuole superiori alle prese con il periodo più tragico della storia italiana (e mondiale). È un buon modo per collegare storia e letteratura, conoscere i valori della famiglia nelle piccole realtà dell’epoca e farsi un’idea ben chiara di come fosse vivere a quel tempo grazie a questo romanzo avvincente racchiuso in poco più di cento pagine. Alcune note su Giusy Cafari Panico Laureata in Scienze Politiche a indirizzo internazionale, dirige il Comitato Scientifico del Piccolo Museo della Poesia di Piacenza. Poetessa e drammaturga di pièces teatrali rappresentate anche all’estero, collabora come sceneggiatrice con una casa di produzione cinematografi ca di Roma ed è autrice di racconti premiati e presenti in varie antologie. Scrive per «Alberoni Magazine». TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #giusy_cafari_panico, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Il dossier Wallenberg (Davide Amante)

RECENSIONE: Il dossier Wallenberg (Davide Amante)

Voto: 5/5 Autore: Davide Amante Editore: DMA International, 2020 Pagine: 248 Genere: Narrativa italiana, Gialli Prezzo: € 13.00 Acquista: Libro Trama “Ero completamente convinta di tre fatti. Primo, Wallenberg era un uomo incredibilmente seducente e non solo un eroe. Secondo, c'era una parte di lui - e non so quanto potesse essere vasta quella parte - che avevo chiaramente bisogno di difendere. Terzo, ero incondizionatamente e irrimediabilmente innamorata di lui." Un amore senza limiti che spingerà un uomo a rischiare la vita per salvare la donna che ama, non sapendo che molti anni più tardi quella stessa donna tornerà per salvare la vita a lui. Una storia d'amore fenomenale, un thriller eccezionale. Questo romanzo è basato su una storia vera. Scomparso in circostanze misteriose, Wallenberg era un agente sotto copertura che ha salvato migliaia di vite. I documenti delle inchieste di molteplici commissioni internazionali, i documenti della CIA messi a disposizione con il Freedom of Information Act, finalmente danno la soluzione a un mistero mai risolto prima. Recensione Robert (Raoul) conosce Mira ad una cena nella villa di Joszef Balosh, influente editore della rivista Magyar Szemble. Lui è a capo della Legazione svedese, lei una giovane, affascinante e misteriosa ungherese. Tra i due ci sarà immediatamente un’attrazione irresistibile che sfocerà in una breve, ma intensa storia d’amore nonché in una collaborazione frenetica per riuscire a salvare il più alto numero possibile di ebrei dalle grinfie naziste. Ispirato alla vera storia del diplomatico Raoul Wallenberg, l'autore, riprende le sue vicende per raccontare un intrigante thriller. Il racconto è molto accurato ed è frutto di una ricerca che Amante ha condotto per oltre un anno sulla documentazione riguardante questo eroe quasi dimenticato. Pare infatti che i nazisti avessero stilato un vero e proprio dossier a suo carico e che questo sia stato alla base della sparizione del diplomatico svedese che fu arrestato dai sovietici all’indomani della liberazione di Budapest nel 1945 e di cui non si ebbero più notizie. Con certezza si sa che fu condotto prima in una delle famigerate carceri moscovite, in seguito in un manicomio criminale con l’accusa di essere una spia. Due anni dopo le autorità sovietiche lo dichiararono morto, ma né la Svezia né le forze Alleate si adoperarono sufficientemente per ottenerne la liberazione o la restituzione della sua salma. Con la caduta del regime sovietico e nel 1996 con il Freedom Information Act statunitense, molti incartamenti sono stati resi pubblici. Da questi è emerso il famoso dossier di cui si occupò personalmente Eichmann che all’epoca era di stanza a Budapest per dirigere personalmente lo sterminio degli ebrei ungheresi. Inoltre, nonostante nel 2012, in occasione del centenario dalla nascita di Wallenberg, l’Archivio delle Politiche estere russe abbia divulgato parte di un’importante corrispondenza tra Mosca e Stoccolma avvenuta fra il 1944 e il 1947, le sorti di questo eroe rimangono tuttora avvolte nel mistero. Una delle supposizioni è che il diplomatico venne liberato a seguito di un programma di scambio di spie negli anni ‘50 e, a causa delle terribili esperienze subite, abbia poi vissuto altrove sotto falso nome. L'interessante romanzo di Amante lavora su questa ipotesi, portando l’attenzione del lettore sulla misteriosa Mira, personaggio chiave, non solo dal punto di vista sentimentale, per lo svolgimento dell’intera vicenda. L’autore, introducendo molti elementi di fantasia, racconta l’intera vicenda con un ritmo incalzante, interrotto dagli incontri tra i due amanti. In quei momenti sembra che il tempo si fermi e che loro, come tutte le giovani coppie, vivano in un’altra dimensione, al riparo dagli avvenimenti terribili che li circondano. Questo rapporto tuttavia non andrà a scapito della lucidità e dell’efficacia di azione di entrambi. Un’opera densa di suspence e passione capace di catapultare il lettore in una storia poco conosciuta e resa ancora più chiara dalla nota storica presente nelle ultime pagine del volume. Alcune note su Davide Amante Davide Amante è scrittore di narrativa. Ha studiato in scuole di lingua inglese e italiana. Ha collaborato con varie case editrici (fra cui McGraw-Hill, Bertelsmann, Vallardi, Mondadori). Ha insegnato letteratura moderna e contemporanea. Ha scritto sceneggiature in lingua inglese per il cinema. Ha collaborato con il Politecnico di Milano, su invito del Dipartimento di Architettura, insegnando agli studenti l’interpretazione e la trasposizione dell’opera letteraria negli allestimenti scenici teatrali e cinematografici. Parla correntemente tre lingue ed è appassionato dello sport della vela e snowboard. Ha attraversato il Ténéré ed altri deserti del nord-Africa, ha navigato in solitario in barca a vela ed ha intrapreso numerosi altri viaggi. Due suoi romanzi sono diventati bestseller, Il dossier Wallenberg che ha vinto il premio letterario Mediolanum – Un Certain Regard e che narra la storia di una passione senza limiti fra un uomo e una donna in tempo di guerra e Il Guardiano delle Stelle – Il viaggio di Anais insieme al vento, la storia di una bambina che vive su un’isola e che va alla scoperta dei valori della vita e dell’amore, che ha conquistato adulti e bambini in tutta Italia TAG: #narrativa_italiana, #gialli, #young_adult #davide_amante, #voto_cinque

More
RECENSIONE: Nel tempo tutto resta (Josuele Di Grazia)

RECENSIONE: Nel tempo tutto resta (Josuele Di Grazia)

Voto: 4/5 Autore: Josuele Di Grazia Editore: New-Book, 2021 Pagine: 152 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 16.90 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama La vita di Marco non è mai stata facile, ha cicatrici sul cuore enormi che sembra lo condannino a restare per sempre nell'ombra, così come si è abituato a chiamarla. È un ragazzo semplice, non ha molti amici, ma ha dei piccoli sogni, e deve portare il peso di una vita che lo ha ferito, togliendogli quello che aveva di più bello: la sua infanzia. Ma per capire la storia di Marco, è importante conoscere anche la storia di Elisa, la sua mamma. Solo così riuscirà a rinascere. Recensione Questo libro d'esordio dell'autore è uno scritto che fa riflettere molto su tematiche importanti. Esso narra la la storia di Marco, ragazzo con un passato difficile e sofferto, la cui vita non è mai stata facile; preferisce vivere nell’ombra, nell’oscurità perché non vede per lui la possibilità di incontrare la luce. La sofferenza di Marco nasce tanti anni fa, da un avvenimento che ha colpito la sua famiglia e l’ha cambiata per sempre. Non solo di Marco si narra, ma anche di Elisa, sua madre. Nata e cresciuta in casa-famiglia, anche lei ha sempre vissuto nell’ombra, consapevole di non meritare una possibilità, finché la vita gli ha concesso un’occasione, che poi si è brutalmente ripresa. Una storia, prima, di speranza per una nuova vita, e poi, un ritorno alla realtà, dove provi solo rabbia, dolore, sofferenza, dove non vedi una via di uscita. La vera protagonista del libro è Elisa, una ragazza che che vuole diventare indipendente, trovare un lavoro, una casa tutta sua, per andare via al più presto dalla casa-famiglia in cui abita. Un ambiente in cui non si è sentita mai accettata, dove ha subito soprusi e dispetti. Marco, il figlio, viene cresciuto in una casa dove non ha mai avuto le cure necessarie; la mancanza di affetto e la solitudine sono stati per lui delle esperienze che hanno segnato tutta la sua infanzia. Crescendo, il ragazzo, abbandona la scuola, lavora ed è costantemente convinto di essere destinato a vivere nell’ombra. Il romanzo si avvale di una scrittura semplice e lineare che fa piangere, ridere e sperare. L'autore crea una trama dolce e amara che si legge tutto d'un fiato e che prende spunto da eventi biografici. Una storia di dolore ma anche di speranza che consiglio a tutti quelli sono in cerca di grandi emozioni. Alcune note su Josuele Di Grazia Un nome, tre parole, rimaste nell’ombra per diversi anni, ma che oggi identificano un giovane autore di ventitré anni, un operaio toscano con la passione per la scrittura e un grande bisogno di comunicare ciò che ha dentro. Per alcuni anni lui è stato soltanto “@ilragazzonellombra”, un profilo Instagram che si è distinto dagli altri per i suoi post spontanei, dai contenuti così profondi da riuscire a raggiungere, nel giro di qualche anno, quasi cinquantamila followers. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #josuele_di_grazia, #voto_quattro

More
RECENSIONE: La Tigre Bianca (Ramin Bahrani)

RECENSIONE: La Tigre Bianca (Ramin Bahrani)

Voto: 3/5 Regista: Ramin Bahrani Interpreti: Priyanka Chopra, Rajkummar Rao, Mahesh Manjrekar Anno: 2021 Durata: 125 minuti Genere: Drammatico Trama La Tigre Bianca, film diretto da Ramin Bahrani, racconta la storia di Balram Halwai (Adarsh ​​Gourav), un povero ragazzo indiano, che dal suo umile villaggio viene ingaggiato come servo di Ashok (Rajkumar Rao) e Pinky (Priyanka Chopra). I due ricchi signori sono da poco tornati dall'America e alla ricerca di un autista. È così che Balram, cresciuto con l'idea di diventare un servo perfetto, si propone a loro. Peccato che il suo padrone, Ashok, inizi col tempo a manifestare un atteggiamento sempre più arrogante nei confronti dell'autista, fino a quando una notte non lo tradisce, incolpandolo di un incidente commesso da lui stesso. È da questo momento che Balram, sul punto di perdere ogni cosa, decide di cambiare, ribellarsi alla servitù dei suoi padroni e ascendere egli stesso al ruolo di padrone con il nome "La Tigre Bianca"... Recensione Questo è un film sospeso tra due mondi: quello indiano e quello occidentale. Il mondo indiano è quello che racconta, quello del romanzo di Aravind Adiga vincitore del Man Booker Prize del 2008 da cui è tratto; quello occidentale, e statunitense in particolare, è quello attraverso la cui estetica e sensibilità è filtrato lo stesso racconto. D’altronde, Adiga ha lasciato da ragazzo l’India per andare a vivere in Australia con la famiglia. E lo stesso, con destinazione Stati Uniti, ha fatto l’ex Miss Mondo Priyanka Chopra, che di questo film non è solo una delle protagoniste, ma anche una delle produttrici. E due dei personaggi del film, quello della Chopra e quello della star indiana Rajkummar Rao, sono loro stessi, ognuno in modo diverso, divisi tra il loro paese d’origine e quello in cui hanno a lungo vissuto prima di tornare in India, gli Stati Uniti. Sarebbe bello poter dire che lo sceneggiatore e regista Ramin Bahrani è stato in grado di prendere il meglio dei due mondi e di sintetizzarlo in questa pellicola, ma purtroppo, non è così. Sulla storia del film nulla da dire. Anzi. Raccontata in prima persona dal bravo protagonista Balram (Adarsh Gourav) lo fa leggendoci un’e-mail al primo ministro cinese Wen Jiabao, che sta per recarsi in visita a Bangalore, con quale il Balram diventato imprenditore spera di potersi incontrare è una spietata disamina della società indiana. Da poverissimo abitante di un fatiscente villaggio, appartenente a una casta di rango inferiore, Balram riesce, con la sua intelligenza e la sua progressiva mancanza di scrupoli, a diventare l’autista di una giovane e ricca coppia, figlio e nuora dell’uomo, ancora più ricco, che domina sul suo villaggio natale. Ma il suo riscatto sociale ed economico è solo illusorio, perché per gente come lui c’è solo un modo per uscire davvero dalla povertà e dalla schiavitù: e non è un modo pacifico. La forbice sociale che divide l’India a metà tra benessere elevato e miseria, è ben raccontata dalla Tigre Bianca. Ed è qualcosa che, forse non in maniera così spettacolarmente evidente, non riguarda più, solo, quel paese lì, ma anche buona parte dell’Occidente. Bahrani riesce a essere anche abbastanza efficace nelle sfumature psicologiche. Quando mostra l’ipocrisia dei ricchi, dei giovani indiani occidentalizzati, che fingono empatia nei confronti dei loro dipendenti, ma che sono comunque ancora vittime di una mentalità che vede in loro veri e propri schiavi; e ancora di più nel raccontare il servilismo e il vero e proprio bisogno di avere e amare un padrone di Balram e di quelli come lui, educati da millenni a essere schiavi, succubi, esseri umani di seconda classe. Una condizione, questa, dalla quale si può uscire solo attraverso un gesto radicale, traumatico, violento. Questo film non è però esente da difetti. Bahrani ha mutuato dal cinema indiano una tendenza alla magniloquenza e alla logorrea che non riesce sempre a sostenere con la sua regia e che viene appesantita dall’onnipresente voce narrante di Balram. La Tigre Bianca è inoltre un film discontinuo con una prima parte eccessivamente dilatata e qualche calo di ritmo nella seconda parte psicologicamente più tesa. Il suo sguardo, al contrario, è fin troppo esplicitamente americano e hollywoodiano e i tanto sforzi, pure meritevoli, di raccontare con le immagini le contraddizioni dell’India contemporanea, finiscono sempre col risultare superficiali. Considerati i temi e i risvolti del racconto ideato da Adiga, un pizzico di radicalismo in più nell’uso dei generi (il dramma e il thriller) e nella rappresentazione di quel mondo, avrebbero giovato. Rimanendo in territorio Netflix, il consiglio per chi vuole vedere e capire l’India di oggi, e farlo attraverso un linguaggio cinematografico ben più forte e migliore di quello di questa pellicola, è di assaggiare il cinema di Anurag Kashyap, e vedere magari Raman Raghav 2.0 o al limite, se questo film vi pare troppo, la serie Sacred Games, che vanta tra i registi proprio Kashyap. Ha probabilmente ragione Balram, infatti, quando dice che l’uomo bianco è finito e che “questo è il secolo dei marroni e dei gialli”. Tra questi, però, non penso si possa annoverare Bahrani: uno che dirige in maniera anche corretta, ma fin troppo anemica e omogeneizzata. TAG: #drammatico, #ramin_bahrani, #priyanka_chopra, #rajkummar_rao, #mahesh_manjrekar, #voto_tre

More
RECENSIONE: L' opzione di Dio (Pietro Caliceti)

RECENSIONE: L' opzione di Dio (Pietro Caliceti)

Voto: 5/5 Autore: Pietro Caliceti Editore: Baldini+Castoldi, 2020 Pagine: 416 Genere: Narrativa italiana, Thriller Prezzo: € 19.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama La cristianità è in crisi: un violento attentato jihadista, il primo in Italia, ha fatto una strage proprio davanti a San Pietro, e ben presto una notizia altrettanto esplosiva inizia a diffondersi all'interno del Palazzo Apostolico: il Papa sta morendo. Subito nella Curia si scatena la lotta per la successione. Il candidato dei tradizionalisti è Angelo Vignale, un asceta in odore di santità, che il Papa uscente ha voluto quale suo prelato allo IOR. I progressisti puntano invece su Warren Hamilton, un ex rugbista sudafricano divenuto famoso per aver conciliato moltissimi casi di pedofilia prima che arrivassero in tribunale, facendo così risparmiare alla Chiesa un sacco di soldi. Entrambi si lanciano a cercare freneticamente il modo per sbarrare al rivale la strada per il soglio pontificio. La strategia di Hamilton consiste nel passare al setaccio i conti dello IOR sperando di trovare irregolarità che il rivale non ha notato, aiutato da Alessio Macchia, giovane prete dalla fede incrollabile, e dal fratello di lui Giovanni, un avvocato specializzato in questioni finanziarie, che invece ha perso completamente la fede. Dal canto suo, Vignale sguinzaglia il suo assistente a indagare sul passato di Hamilton, sperando di trovare qualche scheletro nel suo armadio. Mentre la polizia indaga sull'attentato, le piste si moltiplicano e l'intrigo di potere, soldi, terrorismo e compromessi all'interno del Vaticano si fa sempre più fitto. Ma proprio quando tutte le indagini sembrano essersi arenate, inaspettatamente emerge un filo che le unisce, e che porta alla luce una verità agghiacciante. Recensione Non ho mai letto nulla di Pietro Caliceti. Questo è il suo primo romanzo e mi ha totalmente conquistato. Questo autore non ha nulla da invidiare ai nomi di punta dei thriller. In Caliceti c'è naturalezza nel raccontare storie che in molti hanno già affrontato, si veda ad esempio Dan Brown. Nulla da togliere a questi bestseller, ma questo autore ha una marcia in più. In un futuro non proprio lontano muore il successore di Papa Francesco e in Vaticano si scatena la lotta per la successione che vede coinvolti i due principali esponenti delle due anime che si contrappongono all’interno della Chiesa, l’una tradizionalista e l’altra progressista. Ne viene fuori un thriller mozzafiato, dal quale si evincono tutta una serie di informazioni assai interessanti che riguardano anche la più stretta attualità. Innanzitutto gli scandali legati alle accuse di pedofilia che hanno coinvolto numerosi prelati, nonché gli oscuri contatti con il mondo islamico fino a sfiorare l’estremismo degli jihadisti. Ma non mancano puntuali riferimenti alle attività dello IOR, l’Istituto delle Opere di Religione, più comunemente noto coma “Banca Vaticana”, l’istituzione finanziaria alla quale sono stati associati oscuri episodi della nostra storia recente, dal crack del Banco Ambrosiano, alla morte di Roberto Calvi, dalla P2 agli intrallazzi di Licio Gelli. Gli intrighi permeano tutto il libro. L’autore ne parla con cognizione di causa dal momento che è uno dei più importanti avvocati italiani, esperto di diritto societario e finanziario. Ne parla con il piglio del romanziere consumato, nonostante questo volume sia solo il suo terzo romanzo e che la sua attività di narratore sia iniziata appena cinque anni fa. La Fede guida l’uomo e l’autore ci dimostra ancora quanto le idee e ancor più gli ideali camminano sulle gambe di uomini, imperfetti, con cui il lettore empatizza. Raramente si incontra un thriller con una trama ben articolata. Fino alla fine si è portati ad interrogarsi su quale sarà la conclusione dell'ordito. Con una scrittura chiara e uno stile limpido, l’autore costruisce un volume che non è un saggio finanziario e nemmeno teologico, ma si serve di alcuni aspetti che attribuiscono alla storia grande originalità. Un thriller che riesce a stupire il lettore e che, a mio avviso, risulta uno dei migliori di quest'anno e che meriterebbe minimo una serie televisiva o di essere tradotto. Alcune note su Pietro Caliceti Pietro Caliceti nasce nel 1965, avvocato specializzato in materie finanziarie e societarie, ha esordito nella narrativa con L’Ultimo Cliente (Baldini & Castoldi, 2016), un romanzo che ha subito avuto un ottimo successo di pubblico e di critica, cui ha fatto seguito BitGlobal (Baldini&Castoldi, 2017), il primo romanzo al mondo incentrato su bitcoin. Le sue opere sono state salutate come “una nuova narrativa della finanza, che ne sfrutta il lessico e disegna i cattivi contemporanei” (Tuttolibri) ed accostate, oltre che ai romanzi di maestri del legal thriller come John Grisham, a film come La Grande Scommessa e serie televisive come Billions (TuStyle). TAG: #thriller, #narrativa_italiana, #pietro_caliceti, #voto_cinque

More
RECENSIONE: Cieli neri (Irene Borgna)

RECENSIONE: Cieli neri (Irene Borgna)

Voto: 5/5 Autore: Irene Borgna Editore: Ponte alle Grazie, 2021 Pagine: 204 Genere: Scienze, Astronomia, Divulgazione Scientifica Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 7.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Siamo tutti in grado di capire cosa voglia dire la parola «notte», anche se forse non ne abbiamo mai fatto esperienza. Chi vive nel mondo occidentale, soprattutto nelle grandi città, è raro si sia immerso in una notte autentica dove le stelle hanno la forza di bucare la coperta nera del cielo. La luce elettrica, una grande invenzione che ha aperto la porta a migliaia di nuove esperienze, ha inesorabilmente occupato tutto il buio impedendoci di vivere l'altra faccia del giorno, con tutti i suoi doni: le stelle, la Via Lattea, il ritmo sonno/veglia, la poesia dell'oscurità. Irene Borgna, tra le mani una mappa dei cieli neri europei, è partita alla ricerca di quei luoghi che ancora resistono all'inquinamento luminoso. Dalle Alpi Marittime al Mare del Nord, a bordo di un camper, l'autrice ha compiuto un viaggio per tornare a vivere quelle tenebre che furono divise dalla luce all'inizio del mondo, per capire cosa voglia dire inquinare la notte, per raccontarci gli aspetti economici, antropologici, sociali, poetici e simbolici di quello che potremmo chiamare «uno stato d'animo in via d'estinzione». Recensione Questo volume fa parte di quei libri che avrei voluto scrivere io, se ne fossi stato in grado. L'autrice è un’antropologa che sul finire dell’estate del 2019, insieme al suo compagno Emanuele, decide di intraprendere una traversata dell’Europa alla scoperta di quei luoghi dove di notte il cielo è ancora buio. Un viaggio in furgone che in 10 mesi porta due esseri umani e un cane dalle valli di Cuneo al Mare del Nord e ritorno. Ciascun capitolo del libro è dedicato a una tappa, che prima viene esplorata in diurna, ma che poi rivela tutta la sua meraviglia di notte. L’autrice alterna la narrazione del viaggio a informazioni sui luoghi visitati e sul perché la lotta all’inquinamento luminoso non sia solo “una battaglia per astrofili frustrati”, ma che ha anche impatti sugli animali e sulla salute dell’uomo, oltre che sull’economia. Molto di quello che viene raccontato riguardo al cielo reso sterile dalle luci artificiali suona tristemente familiare. Tra i pregi del libro c'è anche la capacità di far vibrare per simpatia i ricordi di esperienze personali, di coinvolgere e creare empatia con le persone e i fatti che vengono narrati. Questo volume parte dall’esperienza personale per spiegare come il nostro tentativo di soggiogare la notte con la luce non sia solo futile, ma addirittura dannoso: più lampioni di notte portano all’estinzione di specie notturne, alterano il ciclo circadiano degli esseri umani, non portano a maggior sicurezza per le strade, semmai a un maggiore senso di sicurezza, un’illusione deleteria e sono uno spreco di risorse, oltre che di soldi. E, ovviamente, privano della meraviglia del cielo stellato.
Tutto questo Irene Borgna lo racconta bene citando articoli scientifici e saggi e poco importa che ogni tanto a Emanuele capiti di dover fare la parte del Watson al quale l’autrice-Holmes spiega le cose: per quanto classico, l’espediente narrativo dello “spiegone” è usato con sapienza, coinvolge e funziona. Nonostante il taglio in parte saggistico, il libro scorre veloce, le 200 pagine terminano in fretta e senza accorgercene ci ritroviamo innamorati della notte. Non solo con il cuore, ma anche con la testa rivolta in alto verso la volta stellata. Alcune note su Irene Borgna Una laurea in filosofia e un dottorato di ricerca in antropologia alpina con Marco Aime, ha fatto della montagna la sua passione e il suo mestiere. Nata a Savona nel 1984, oggi vive e lavora in Valle Gesso (Cn), dove si occupa di divulgazione e comunicazione in campo ambientale presso le Aree protette delle Alpi Marittime. Guida naturalistica, in estate porta a spasso gli escursionisti fra cime e rifugi. Nel 2018 ha raccontato la vita di un montanaro formidabile ne Il pastore di stambecchi (Ponte alle grazie). È co-autrice dell'eBook Montagna femminile plurale (2014, Zandegù edizioni) e nel 2010 ha scritto il saggio filosofico Profondo verde (Mimesis edizioni). TAG: #scienze, #astronomia, #divulgazione_scientifica, #irene_borgna, #voto_cinque

More
RECENSIONE: Mezza luce mezzo buio, quasi adulti (Carlo Bertocchi)

RECENSIONE: Mezza luce mezzo buio, quasi adulti (Carlo Bertocchi)

Voto: 4.5/5 Autore: Carlo Bertocchi Editore: Terrarossa, 2019 Pagine: 170 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea, Young Adult Prezzo: € 15.50 Acquista: Libro Trama Bert e la sua banda vivono la loro ultima estate prima delle superiori con l'adrenalina di sapere che nei campi delle loro scorribande c'è un assassino, con l'eccitazione di qualcosa che sta per finire e altro che deve iniziare. Intanto però c'è da fare i conti con Billy e i suoi scagnozzi e da capire come resistere alle lentiggini di Matilda: sono questi i problemi che assillano il protagonista, per lo meno finché un incontro inatteso e temuto lo costringerà a scelte irragionevoli dalle rischiose conseguenze. Recensione I protagonisti dell’esordio Mezza luce mezzo buio, quasi adulti di Carlo Bertocchi sono, come ci svela il titolo, quasi adulti. Dentro quel quasi c’è tutta l’importanza del romanzo. C’è l’estate torrida e ci sono gli anni Ottanta. C’è la giovinezza, la paura di crescere, la voglia di diventare adulti, le lentiggini, il primo amore, la musica dei Clash, la provincia meccanica, lo scazzo, l’entusiasmo, le All Star rosse, i campi di mais, lo scooter. Ma c’è anche tanto altro. E poi, soprattutto, c’è Bert. Bert e la sua banda di amici sono gli adolescenti protagonisti del romanzo. Trascorrono l’ultima estate, prima delle superiori, con l’adrenalina dappertutto e in cuor loro sentono che la spensieratezza sta per diventare un fatto sempre più raro e ci danno dentro a urlare al mondo che anche loro esistono. Quella dell’89 è un’estate particolare anche per una scoperta bizzarra e angosciante nello stesso tempo: nei campi della Bassa, scenario privilegiato delle loro scorribande, si nasconde un assassino. I ragazzi proveranno a farsi garanti, con tutta la tenera goffaggine del caso, di un evento che pur essendo più grande di loro, stranamente non li spaventa. Il tumultuoso percorso di crescita dei quasi adulti non passa dunque solo attraverso le peripezie adolescenziali in motorino ma incrocia anche una trama noir che coinvolge un omicida albanese in fuga in cerca di aiuto proprio nel paesino romagnolo dove è ambientata la storia. Il romanzo merita ammirazione non solo per la storia, ma anche per l'aspetto narrativo. Il ritmo dà proprio una forma ben riconoscibile alla storia e alla voce dell’autore. Un ritmo che consente di entrare nelle pagine in un baleno, restandone attaccati anche quando la storia è finita. Le frasi, i dialoghi, i pensieri e le descrizioni riproducono il suono del contesto e delle voci dei personaggi. Bertocchi scrive pagine piene di vitalità, proprio come il suo protagonista. L'autore utilizza una scrittura coinvolgente che scorre veloce tra dialoghi con uno slang tipico degli anni ’80 che abbiamo usato e che ora non esiste più, come non esistono più quelle cose che hanno lasciato segni importanti nei nostri ricordi come il Fifty e il Ciao, i Goonies e Jeeg Robot, l’Allegro Chirurgo e le Big Babol. Un libro che ricorda Stephen King con il racconto Il corpo da cui è stato tratto il bel film Stand by me – ricordo di un’estate ed Enrico Brizzi con il suo Jack Frusciante è uscito dal gruppo, che emoziona e che parla alla nostra parte adolescente che, come suggerisce l'autore, non dovremmo mai abbandonare. Alcune note su Carlo Bertocchi Carlo Bertocchi nasce in mezzo agli 70 nella Romagna di confine: non quella famosa delle balere e della crema solare, quell’altra. La sua giovinezza è stata segnata dalla visione di Guerre Stellari ma, incapace di costruire astronavi e spade laser, ha preferito prima dedicarsi alla cucina, poi alle scienze sociali e da sempre alla scrittura. Si è diplomato alla scuola Holden e continua a studiare e leggere con entusiasmo. Questo è il suo primo romanzo e vede la luce anche grazie agli insegnamenti di Cristiano Cavina e Marco Missiroli, romagnoli anche loro. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #young_adult #carlo_bertocchi, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Fila dritto, gira in tondo (Emmanuel Venet)

RECENSIONE: Fila dritto, gira in tondo (Emmanuel Venet)

Voto: 5/5 Autore: Emmanuel Venet Editore: Prehistorica Editore, 2021 Pagine: 177 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 15.00 Acquista: Libro Trama Affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo, l'uomo che qui si confessa ama la trasparenza, il gioco dello Scarabeo, la logica, gli incidenti aerei e Sophie Sylvestre, una compagna di liceo mai più rivista da trent'anni a questa parte. Fiero nemico del compromesso con cui di norma va a braccetto la socialità, soffre, ai funerali della nonna, nell'ascoltare l'officiante esagerare, quanto alle virtù della defunta. Parallelamente, sogna di vivere con Sophie Sylvestre un amore senza ombre né ipocrisie, e di scrivere un Trattato di criminologia domestica. Fortunatamente, ama anche la solitudine. Recensione Lettori, posizionate questo libro in cima alla vostra pila da leggere, librerie, posizionatelo sul vicino all'ingresso in modo che tutti possano beneficiare di questo piccolo capolavoro pungente, incisivo, vivace, intelligente e divertente. Alla maniera dei filosofi del XVIII secolo che denunciavano il ridicolo della loro società attraverso gli occhi falsamente ingenui di qualche ingenuo o straniero, Emmanuel Venet denuncia la società attuale in cui le relazioni umane sono fondate sull'ipocrisia e sull'indifferenza. In questo romanzo, colui che dà uno sguardo giusto e diretto alla società è il narratore. Ha quarantacinque anni e soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo che gli impedisce da un lato di prosperare nella società, ma anche di nascondere i suoi sentimenti, di recitare un ruolo, un ruolo sociale. Il protagonista è incapace di cedere all'arbitrio delle convenzioni sociali e risulta franco e onesto. I suoi gusti vanno dallo scarabeo alla ricerca sull'origine dei disastri aerei e sogna il vero amore con Sophie Sylvestre, una vecchia compagna di liceo alla quale rimane fedele per tutta la vita. Mentre assiste al funerale della nonna, scopre con stupore e disgusto che le parole dell'officiante reclutato da sua zia Solange alla pastorale diocesana sono solo un immenso tessuto di spudorate menzogne. No, sua nonna Marguerite non era una moglie fedele, una madre devota, una donna generosa e aperta. Ha tradito il marito per anni, lo ha lasciato sprofondare irreparabilmente nell'alcol, considerava i disabili come parassiti e gli omosessuali come malati. Le uniche informazioni esatte si riducono ai dati di stato civile. Ogni membro della famiglia (zia Solange, zia Lorraine e gli altri) viene duramente criticato e le maschere della commedia sociale che a tutti piace interpretare cadono una ad una rivelando individui abietti, scortesi, di insensata stupidità totalmente formattati da una società marcia. L'unica a sfuggire alla banalità, alla moda e al gioco sociale viene considerato pazzo e malato. Non è forse il più sano di tutti? Ovviamente queste falsità che sentiamo il giorno del funerale sono decuplicati quando è la società che se ne impossessa e si esprime attraverso i media rivelando così una società in cui tutti indossano delle maschere. Un libro davvero esilarante e avvincente, che ci mostra uno specchio in cui non siamo molto belli da vedere, noi sani di mente. Alcune note su Emmanuel Venet Emmanuel Venet è nato nel 1959 a Lione, dove esercita la doppia figura di scrittore e psichiatra. Dando prova di una straordinaria varietà di ispirazione che gli consente di spaziare dal saggio al poema, per arrivare al romanzo. Pubblica opere letterarie dettate da una profonda riflessione sull’interiorità, in particolare sulle implicazioni psichiche e psicopatologiche della creatività. Ama insomma il pizzico della leggera follia e il tocco della vera Letteratura. In Francia, è pubblicato dalle eleganti edizioni Verdier, Gallimard, Lattès e La Fosse aux ours. Ha ottenuto prestigiosi premi letterari, come il Prix de la Parlotte, il Prix Rhônes-Alpes e il Prix du Style. Fila dritto, gira in tondo è la prima opera pubblicata in Italia. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #emmanuel_venet, #voto_cinque

More
RECENSIONE: I supereroi (quelli veri) del '900 (Riccardo Clementi)

RECENSIONE: I supereroi (quelli veri) del '900 (Riccardo Clementi)

Voto: 4.5/5 Autore: Riccardo Clementi Editore: Porto Seguro Editore, 2020 Pagine: 232 Genere: Bambini e ragazzi, Biografie Prezzo: € 15.90 Acquista: Libro Trama Dalla penna di Riccardo Clementi prendono vita venti storie di altrettanti personaggi che hanno segnato profondamente la storia del 1900. I "supereroi" del secolo breve - come Giovanni Falcone, Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Albert Einstein ma anche Picasso o Coco Chanel, solo per citarne alcuni - si rivolgono direttamente ai bambini, lanciando il messaggio che per diventare eroi non occorrono poteri speciali: tutti possiamo esserlo, basta avere il coraggio di lottare per i propri ideali. Un'opera che racconta donne e uomini diventati iconici grazie alla loro normalità, alla coerenza di una quotidianità silenziosa e coraggiosa, alla lungimiranza di idee e di ideali che anche il nuovo millennio sembra invocare con tutto il cuore. Recensione Dalla penna di Riccardo Clementi, giornalista e scrittore che opera nel settore della comunicazione aziendale, prendono vita venti storie di personaggi che hanno segnato profondamente la storia del 1900. Le biografie dei veri "supereroi" del secolo breve, come Giovanni Falcone, Martin Luther King, Madre Teresa di Calcutta, Nelson Mandela, Giovanni Paolo II, Albert Einstein, Anna Frank, Picasso, Rita Levi Montalcini, Coco Chanel o Gino Bartali, solo per citarne alcuni, si rivolgono principalmente ai bambini, lanciando il messaggio che per diventare eroi non occorrono poteri speciali: tutti possiamo esserlo, basta avere il coraggio di lottare per i propri ideali. Un’opera che racconta donne e uomini diventati iconici grazie alla loro normalità, alla coerenza di una quotidianità silenziosa e coraggiosa, alla lungimiranza di idee e voci profetiche che anche il nuovo millennio sembra invocare con tutto il cuore. Questo volume vuole dimostrare, a mio avviso giustamente, che i supereroi esistono e possiamo esserlo ognuno di noi. Si diventa supereroi nella misura in cui ci si fa piccoli, non si rincorre la celebrità, ma si mette se stessi al servizio degli altri. Del bene comune che è il bene di tutti, non di alcuni. In tutti i campi dell’umanità, dall’arte alla cultura, dalla scienza alla politica, dalla moda alla religione. Sempre e ovunque, anche nelle situazioni più avverse, si può seminare la speranza, coltivare la fiducia, mietere nella fatica e raccogliere nella gioia. Il volume non si avventura in tesi teoriche ma sceglie storie concrete: venti vite che con la loro testimonianza hanno segnato la storia del 1900 e che si rivolgono ai bambini e ci chiedono di alzare lo sguardo, spesso ahimè invano, impegnati come siamo a correre a testa bassa, concentrati su noi stessi. Attraverso le storie di queste persone, che sono state anzitutto bambini come tutti noi, il volume invita a riaprire i cuori alla bellezza, a restituire respiro all’anima, a recuperare il senso della meraviglia. Un libro che ha molto da insegnare ai bambini, ma anche agli adulti. Alcune note su Riccardo Clementi Riccardo Clementi è nato il 27 dicembre 1982 a Fiesole e vive a Pontassieve (Firenze). Giornalista, addetto stampa, scrittore, opera nel settore della comunicazione aziendale. A livello associativo, è cresciuto nell’Opera per la Gioventù Giorgio La Pira, fondata da Pino Arpioni.
Ha pubblicato opere di argomento sportivo come l’ebook 30. Sul campo, nella vita e il cartaceo Generazione Juventus. Storia di un gruppo di ragazzi innamorati della Vecchia Signora (Urbone Publishing) e due volumi sul tema della spiritualità nel mondo giovanile: Quando una pedalata ti cambia la vita. Due pontassievesi in sella verso Santiago (Comunità dei Figli di Dio) e Noi, pellegrini del nuovo millennio. Due pontassievesi in sella verso Colonia (Editrice Cattolica Sion). Nel 2013 ha narrato la vita di La Pira nel libro La forza della speranza. Giorgio La Pira, storia e immagini di una vita, il più ampio repertorio di immagini fotografiche sul “Sindaco Santo” (Polistampa). Nell’ottobre 2013 ha pubblicato per Mauro Pagliai il libro Dio è giovane! Settanta volte sette buoni motivi per crederci, un saggio che propone 70 riflessioni sul tema del Dio giovinezza dell’umanità. Nell’aprile 2015 ha fornito contenuti e informazioni per il libro Un viaggio in Toscana. La via della geotermia: dalla Val di Cecina all’Amiata (Effigi Editore). Nel luglio 2015 ha pubblicato con Mauro Pagliai il libro Il Contadino 2.0. Tutte le T della Toscana: dalla Terra alla Tavola passando per il Tablet che, partendo dalla storia di un giovane allevatore della Valdisieve, racconta come l’incontro tra antichi mestieri, innovazione tecnologica e nuovi mezzi di comunicazione possa tracciare la strada per uno sviluppo sostenibile e per una nuova ecologia umana. Nel febbraio 2018 ha pubblicato con Urbone Pubishing il libro Un Pirata in Cielo. 14 volte Pantani, dalle vette delle Alpi alle stelle del firmamento, che a 14 anni dalla morte di Marco Pantani ripercorre la vita del Pirata lungo le vie delle sue vittorie. Nel dicembre 2020 ha pubblicato con Porto Seguro Editore I Supereroi (quelli veri) del ’900, venti storie di personaggi del secolo breve che si rivolgono direttamente ai bambini con un messaggio: per diventare “eroi” non occorrono poteri speciali, basta avere il coraggio di rimanere fedeli ai propri ideali. TAG: #bambini_ragazzi, #biografie, #riccardo_clementi, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Maledetti Cantautori (Nicholas Ciuferri)

RECENSIONE: Maledetti Cantautori (Nicholas Ciuferri)

Voto: 4.5/5 Autore: Nicholas Ciuferri Editore: Becco Giallo, 2020 Pagine: 136 Genere: Musica, Musicisti Prezzo: € 16.15 Acquista: Libro Trama La vita di 20 grandi artisti fuori dagli schemi, che hanno segnato la musica per sempre: Elliott Smith, Thom Yorke & Rachel Owen, Jeff Buckley, Janis Joplin & Leonard Cohen, Nick Drake, Johnny Cash, Fabrizio De André, Layne Staley, Tim Buckley, Bertrand Cantat, Shannon Hoon, Chris Cornell, Michael Hutchence, Ian Curtis, Chet Baker, Luigi Tenco, Mark Linkous, Kurt Cobain & Lead Belly, Lou Reed, Tom Waits. Recensione Questo libro deriva dall’omonimo spettacolo musicale, prodotto dallo stesso autore, e frutto di una collaborazione con diversi artisti. Libro che nasce dalla passione per la musica e in cui l'autore racconta biografie, interpretandole e romanzandole, su artisti che ascolta abitualmente. Il volume, illustrato, racconta di alcuni episodi delle vite di grandi artisti. L'autore è abile nel mostrare al lettore la vera natura di questi artisti mettendo in scena la grande introspezione, la fragilità, la solitudine, il continuo ricorrere alla normalità, i tormenti più profondi, le crisi esistenziali che purtroppo spesso sfociano nell’uso e abuso di droghe e alcool. Proprio per questo motivo, queste personalità artistiche vengono etichettate, nel titolo, come maledette. Esse sono accomunate da vicende drammatiche delle propria vita a discapito di un talento enorme. Ogni capitolo viene dedicato ad un personaggio e l'autore è in grado di immedesimarsi in esso portando alla luce le paure, le inquietudine e le debolezze di ognuno di essi. Bisogna precisare che gli episodi raccontati sono ai più sconosciuti e che vengono reinterpretati dalla scrittore che riesce a mescolare realtà e fantasia. Infatti il libro vuole essere una raccolta di biografie romanzate. Ecco alcuni nomi che possiamo trovare, Elliott Smith, Janis Joplin, Leonard Cohen, Fabrizio De André, Layne Staley, Shannon Hoon, Chris Cornell, Luigi Tenco, Lou Reed. Un originale scritto illustrato che permette al lettore di immergersi nella vita di grandi musicisiti e di conoscerne i segreti, il tutto condito con una scrittura chiara e poetica. Alcune note su Nicholas Ciuferri Structured PhD in storia e filosofia contemporanea presso la National University of Ireland, Galway con una tesi sulla contestazione in Italia negli anni '60 e '70 da cui nasce un volume spesso utilizzato come manuale universitario: A/traverso Franco "Bifo" Berardi in movimento. Già blogger, opinionista e collaboratore di diverse testate giornalisticheè impegnato in diverse attività riguardanti la docenza scolastica e conferenze universitarie in Italia e all'estero e la performance artistica. Nel 2017 fonda un'associazione di cui è presidente, Alter Erebus, con la quale organizza Alter Alter, una "rassegna della letteratura trasversale". Collabora con la Regione Umbria e il concorso letterario Storie sottobanco, riservato agli studenti delle scuole superiori di secondo grado del territorio umbro. All'inizio del 2018 inizia una collaborazione con il cantautore Paolo Benvegnù dalla quale nasce un progetto dal nome I Racconti delle Nebbie con uno spettacolo assimilabile al teatro-canzone o come preferisce, di musica di narrazione, che vede i due sui palchi della nazione e oltre. La produzione musicale e narrativa del duo ha visto la luce nel marzo del 2019 per l'etichetta Woodworm. Nel maggio 2019 la band passa sotto l'etichetta Black Candy. Con Benvegnù è anche impegnato nella stesura di una trilogia letteraria che ha già suscitato l'interesse di diverse case editrici (l'uscita del primo volume è prevista per l'ottobre del 2021). Nel maggio del 2018 viene pubblicata una raccolta di racconti: Alberi. Nella primavera del 2019 tiene delle lezioni nelle università di Princeton e McGill sulla storia della prima Repubblica attraverso la prospettiva della musica di protesta e della storiografia dal basso e si esibisce, sempre oltreoceano con degli spettacoli de I Racconti delle Nebbie negli istituti italiani di cultura e nei dipartimenti di italiano di diversi college. Nella primavera del 2019, dopo aver concluso l'esperienza dell'associazionismo, fonda, con Paolo Benvegnù e Matteo Madafferi la casa editrice ed etichetta Alter Erebus Press & Label. Nell'agosto del 2019 esce il nuovo spettacolo Da Quale follia, con il cantautore unòrsominòre e viene dato alle stampe l'omonimo libro. Dal 2018 è docente nella scuola statale. Nel dicembre del 2019 è stato riedito il libro-cd de I Racconti delle Nebbie per la casa editrice People in collaborazione con l'etichetta discografica Black Candy. Nel dicembre del 2019 è partito il tour del suo nuovo spettacolo Maledetti Cantautori, dove la narrazione sulla vite di artisti maledetti attraverso un punto di vista inusuale pubblicato da Becco Giallo. TAG: #musica, #musicisti, #nicholas_ciuferri, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: La piccola Parigi (Massimiliano Alberti)

RECENSIONE: La piccola Parigi (Massimiliano Alberti)

Voto: 5/5 Autore: Massimiliano Alberti Editore: Infinito Edizioni, 2020 Pagine: 206 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 5.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Un omaggio a una delle tante perle che, nel corso della storia, la regina della Senna ha "nascosto" nei sobborghi di molte metropoli europee. Vicoli stretti, costruzioni basse e rustiche. Proprio come a Montmartre, nel grembo della bella e unica Trieste tante piccole case sorgono accatastate una vicina all'altra, in un'area che ricorda lo spirito Bohémien ma senza le notti del Moulin Rouge o de Le Chat Noir. Niente Cancan. Storie di sola gente e di gente sola, in questo luogo. Talvolta di andate e di ritorni. Di calzini appesi accanto al fuoco e di corti umide. Storia d'amore e d'amicizia. Di Lorenzo e di Marie Jeanne. Del matto Willy Boy e dei suoi "pen pen" urlati al cielo. Di Tullio e di Christian. Di gatto Benny e gatta Maria. Della Dea Incantatrice e Assassina: la Brown Sugar. Storia di mamma Rosalia. Di una carta da gioco appiccicata su di un muro in una viuzza nascosta. E di un rione ormai dimenticato fra nuovi e sovrastanti palazzi. Benvenuti nella Piccola Parigi. "Non state sognando, esiste realmente...!". (Brigitte Bardot) Parte dei diritti d'autore derivanti dalla vendita di questo libro sono devoluti in beneficienza a "Il Gattile" di Trieste. Recensione Trieste, luogo di storia e di magia in cui il mare, con tutta la sua forza, parla la sua personalissima lingua. Ed è in questo paese, tra il borgo Fedrigovez e il quartiere de “La piccola Parigi" che ha inizio la storia che, con grande maestria, ci viene proposta dall'autore. Per mezzo della sua penna conosciamo le storie di Lorenzo che tra queste vie è nato e cresciuto con Tullio e Christian, gli amici di sempre, ed è sempre qui che scopriamo la storia della madre e di Marie Jeanne. Si tratta di una storia divisa in tre parti parallele, narrata da tre protagonisti, da tre voci che tra loro perfettamente si intersecano sino a raggiungere una unica coralità. Piano piano il lettore incontra le avversità della vita, le delusioni che caratterizzano ciascuno, il vivere che nulla risparmia nel suo scorrere tra salite e discese. A ciò si aggiunge una precisa e minuziosa caratterizzazione di ogni protagonista; da Lorenzo con il suo cuore sincero e puro, con il suo affrontare il quotidiano in punta di piedi, alla dirompenza di quei cuori che battono e che sembrano invece voler uscire da quella dimensione che sembra volerli imbrigliare. Legami di vita, legami umani, legami che ancora si instaurano e cristallizzano in quel quartiere che è custode di storia, bellezza, ricordi, affetti, famiglia. L’ultima fatica di questo scrittore ci porta a conoscere un romanzo intriso di tante emozioni che oscillano tra una narrazione che gioca sul fattore temporale e su quello ambientale, essendo Trieste il teatro magico per eccellenza per narrare una vicenda che ha le tinte della fiaba e la durezza e crudezza della vita reale. Un libro intriso di sentimenti genuini e di semplicità. Un'opera che si evolve e che muta pagina dopo pagina raggiungendo il suo massimo apice a partire dalla metà sino a quello che ne sarà l’epilogo. Questo è un libro da leggere e da assaporare, da gustare un poco alla volta, da degustare come una pietanza tanto attesa dopo giorni e giorni di carestia. Uno scritto che non manca di solleticare la curiosità e che battuta dopo battuta coinvolge e trattiene. Inoltre, tra queste vicende troviamo anche loro, i felini. Gatti che abitano le vie e che rendono le atmosfere ancora più parigine. Parte dei diritti d’autore derivanti dalla vendita del volume saranno devoluti in beneficienza a “Il Gattile” di Trieste. Un componimento che fa venire voglia di leggere ancora e ancora questo autore e che fa sperare di poterlo rileggere quanto prima un altro suo lavoro. Alcune note su Massimiliano Alberi Massimiliano Alberti nasce a Trieste nel 1979, ama scrivere alla sera e rileggere alle prime luci dell’alba alla continua ricerca della perfezione. Il suo lavoro lo porta a trascorrere molto tempo via da casa, dove nei momenti di solitudine ha coltivato la passione per i libri e per la scrittura. L’invitato è il suo romanzo d’esordio, alla cui scrittura ha dedicato anni della sua vita. Nel 2020 pubblica il suo secondo romanzo, sempre con la casa editrice Infinito edizioni, dal nome La piccola Parigi. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #massimiliano_alberti, #voto_cinque

More
RECENSIONE: Il mistero della pittrice ribelle (Chiara Montani)

RECENSIONE: Il mistero della pittrice ribelle (Chiara Montani)

Voto: 4.5/5 Autore: Chiara Montani Editore: Garzanti, 2021 Pagine: 336 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 16.80 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Firenze 1458. Lavinia, ferma davanti alla tela, immagina come mescolare i vari pigmenti: il rosso cinabro, l’azzurro, l’arancio. Ma sa che le è proibito. Perché una donna non può dipingere, può solo coltivare di nascosto il sogno dell’arte. Fino al giorno in cui nella bottega dello zio arriva Piero della Francesca, uno dei più talentuosi pittori dell’epoca. Lavinia si incanta mentre osserva la sua abile mano lavorare all’ultimo dipinto, La flagellazione di Cristo. L’artista che ha di fronte è tutto quello che lei vorrebbe diventare. E anche l’uomo sembra accorgersene nonostante il contegno taciturno e schivo. Giorno dopo giorno, Lavinia capisce che la visita di Piero nasconde qualcosa. Del resto sulle sponde dell’Arno sono anni incerti: il papa è malato e sono già cominciate le oscure trame per eleggere il suo successore. E Piero sa più di quello che vuole ammettere. Il sospetto di Lavinia acquista concretezza quando lo zio viene ingiustamente accusato dell’uccisione di un uomo e Piero decide di indagare. Ma Lavinia questa volta non vuole restare in disparte. Grazie alla vicinanza dell’artista, che fa di tutto per proteggerla, per la prima volta comincia a guardare il mondo con i propri occhi. Perché lei e Piero sono entrati in un quadro in cui ogni pennellata è tinta di rosso sangue e ogni dettaglio è un mistero che arriva da molto lontano. Perché la pittura è un’arte magnifica, ma può celare segreti pericolosi. Chiara Montani trascina il lettore per le vie della Firenze rinascimentale e tra le opere di Piero della Francesca, un artista che ha fatto la storia della pittura. Lo immerge nella vita di una giovane donna che vede le sue ambizioni soffocate dalle leggi non scritte del tempo. Lo cattura in un vorticoso susseguirsi di eventi in cui le ragioni dell’arte si intrecciano con quelle della politica e della religione. Un esordio che rimbomba come un tuono. Recensione Questo thriller storico ambientato nel mondo dell’arte nella Firenze del Rinascimento è il romanzo d'esordio di Chiara Montani. Una mattina del 1458, Piero della Francesca riceve una missiva da parte del suo amico fraterno Domenico da Venezia in cui lo implora di raggiungerlo quanto prima a Firenze in quanto la vita di entrambi è in pericolo. Piero della Francesca lascia una Roma e si dirige verso la Firenze di Cosimo de’ Medici. Una volta arrivato nella bottega dell’amico Domenico, il pittore scopre con sorpresa che non è stato lui a inviargli la lettera che l’ha fatto precipitare a Firenze. Eppure la grafia è indiscutibilmente quella di Domenico. Qualcuno lo voleva far tornare in quella città? Perché? Prima ancora di aver potuto formulare qualche ipotesi, la vita di Domenico viene sconvolta da un omicidio. Il banchiere Felice Peruzzi viene trovato morto in una stanza del suo palazzo, riverso sul pavimento, completamente nudo. In quello stesso palazzo Domenico e il suo apprendista Francesco stavano lavorando ad un affresco. E sarà proprio sui due uomini che cadranno i maggiori sospetti. S’imbatte nel cadavere di Peruzzi anche la giovane Lavinia, nipote di Domenico, che disperata e sconvolta corre a casa per comunicare all’ospite dello zio gli ultimi avvenimenti. Saputo che l’amico è stato condotto in carcere, Piero decide subito d’indagare per capire cosa stia succedendo. Lavinia tuttavia non vuole più ricoprire con abnegazione il suo ruolo di donna costretta alla marginalità. Per lei è già difficile sapere che quell’amore per l’arte che sente così vivo dentro di lei non potrà che restare un sogno. A lei è infatti precluso quell’universo fatto di colori, tele e pigmenti, quell’universo da cui si sente attratta da una forza invisibile ma potentissima. Ma ora non è più disposta a restare nell’ombra. Suo zio è stato accusato di omicidio e qualcosa le suggerisce che l’arrivo di Piero non sia stata una coincidenza. I due uomini le nascondono qualcosa del loro passato: qualcosa che sta tornando in superficie. L'autrice ci regala un romanzo capace di farci rivivere le atmosfere della Firenze medicea dandoci anche la possibilità di essere guidati da uno sguardo femminile. Lo stile narrativo è molto curato dal punto di vista storico e artistico e risulta scorrevole. Un buon romanzo per chi vuole perdersi tra i vicoli della Firenze medicea in compagnia di Piero della Francesca e l'aiutante Lavinia per indagare su una sconvolgente verità. Alcune note su Chiara Montani Architetto di formazione, ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, esplorando varie tecniche e materiali, e partecipando a esposizioni in Italia e all’estero. Specializzata in arteterapia, conduce da anni atelier sulle potenzialità terapeutiche del processo creativo. Tra le sue pubblicazioni Il mistero della pittrice ribelle (Garzanti 2021). TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #chiara_montani, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Un duplex per tre (Romana Francesca Dimaggio)

RECENSIONE: Un duplex per tre (Romana Francesca Dimaggio)

Voto: 3/5 Autore: Romana Francesca Dimaggio Editore: Brè Edizioni, 2020 Pagine: 210 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 11.00 Acquista: Libro Trama Emily è una ragazza di ventotto anni che vive a San Francisco. Dopo aver rotto con il fidanzato Chad, perché si è resa conto di non essere felice con lui, si trasferisce a casa di sua nonna Nanny, che vive in un appartamento duplex su due livelli e ha affittato il primo piano a Ryan, un ragazzo che gestisce il "The rock", un locale nel quale ospita giovani talenti musicali per dar loro un trampolino di lancio per il mondo discografico. L'incontro tra Emily e Ryan è bizzarro e rocambolesco, caratterizzato dalle manie della ragazza, la quale ha un appetito spropositato e una strana fissazione che la porta ad avere paura dei germi. L'attrazione tra i due è palpabile e nei giorni successivi al loro incontro seguono equivoci, attimi di vera passione e... momenti imbarazzanti. Tre inquilini, due cuori, un duplex. Ragazze, e ragazzi, qui c'è da divertirsi! Recensione Questo romanzo mette in scena una storia leggera e adatta in momenti di forte stress oppure in vacanza. Il titolo richiama molto il film Duplex – Un appartamento per tre diretto da Danny DeVito nel 2003 in cui una giovane coppia di innamorati va a vivere nella casa dei loro sogni, ma deve fare i conti con la diabolica inquilina del piano di sopra, una vecchietta apparentemente dolce e fragile che renderà la loro vita un inferno. Per chi non consce questo termine, per duplex si intendono appartamenti unici che nascono da due immobili di diverse metrature, il più delle volte sviluppati su due piani. Ed è qui che si sviluppa la storia, almeno la sua base primaria. La protagonista Emily, una scrittrice sull’orlo della pazzia a causa di una separazione da un compagno senza cuore ed empatia, si rifugiarsi tra le grandi braccia della nonna Nanny, un concentrato di energia. Da buona nonna, Nanny sarà il tramite per mettere su carta domande che la nostra protagonista ha cercato di rimandare fino allo sfinimento, senza affrontarli mai. Inoltre la cara nonnina ha scelto di dividere l’appartamento con un bel ragazzo che contribuisce alle spese mensili lavorando costantemente. Emily da buona nipote protettiva, non è d’accordo su questo inquilino fannullone e obbliga Nanny a presentarlo. Non vado oltre per evitare spoiler, ma posso tranquillamente scrivere che questa è una storia che si lascia leggere con leggerezza, grazie soprattutto alla prosa semplice e pulita. Una storia che richiama molto le commedie americane. In essa nulla viene esasperato e aleggia la tranquillità che un buon libro rosa deve donare. Molto interessante e convincente la narrazione a tre voci (Emily, Ryan e Nanny) in quanto offre più punti di vista della storia d’amore. Un romanzo fresco e divertente che fa staccare la spina senza allontanarsi troppo dalla realtà. Consigliato. Alcune note su Romana Francesca Dimaggio Romana Francesca Dimaggio è nata a Barletta nel 1981. Nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in fisica presso l’Università degli Studi di L’Aquila; negli anni successivi ha lavorato come consulente informatico a Padova e Bergamo. Trasferitasi a Roma, ha svolto diversi lavori, tra ripetizioni, pet-sitting e divulgazione scientifica in musei e librerie. Attualmente vive con il marito e lavora per una società che si occupa di asset management di impianti fotovoltaici ed eolici. Ama il Giappone, tanto da studiarne la lingua da autodidatta, gli anime, i manga e gli origami; le piacciono inoltre il teatro e il cinema. Adora leggere romanzi rosa, thriller e fantasy, e da qualche anno coltiva la passione per la scrittura, sperimentando sempre nuove tecniche e nuovi stili. Debutta nel 2020 con il suo primo romanzo, pubblicato da Brè Edizioni. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #romana_francesca_dimaggio, #voto_tre

More
RECENSIONE: Matematica nerd (Emanuele Manco)

RECENSIONE: Matematica nerd (Emanuele Manco)

Voto: 5/5 Autore: Emanuele Manco Editore: Cento Autori, 2020 Pagine: 220 Genere: Divulgazione scientifica, Scienza Prezzo: € 14.00 Acquista: Libro Trama Vi siete mai chiesti come calcolare l'esatta probabilità matematica della morte di uno dei personaggi di 'Il Trono di spade'? Come è possibile che un un drago, una creatura gigantesca e pesante, riesca a volare? A quali forza è stata sottoposta la spina dorsale di Gwen Stacy (la fidanzata dell'Uomo Ragno) quando il suo fidanzato-supereroe la salvò da una drammatica caduta dal ponte? Oppure quanto bisogna spendere al supermercato per riuscire a completare la collezione dei Rollinz? Molti di noi non saprebbero rispondere a queste domande, ma non i matematici nerd, che hanno pronta un'equazione per qualsiasi quesito impossibile. Questo saggio vuole essere uno stimolo innovativo per affrontare la matematica con l'aiuto del nostro immaginario popolare. Recensione Chi mi conosce sa che ho una formazione di tipo psicologica, ma quello che pochi sanno è che ho anche una amore smisurato per le scienze dure, in modo particolare matematica e fisica che mi hanno accompagnato in un breve ma intenso percorso accademico. Nella maggioranza dei casi però, durante il percorso scolastico, la matematica è vista come una materia molto complicata e abbandonata alle prime difficoltà. Sovente si verificano studenti che terminano la scuola dell'obbligo con una sufficienza risica per quanto riguarda le discipline scientifiche. Esistono però anche persone che, nonostante gli scogli, provano un senso di fascino per i numeri. Se fate parte di questa seconda categoria, gli articoli di Emanuele Manco, raccolti in questo curioso volume fanno al caso vostro. Se poi siete anche amanti della narrativa, dovete assolutamente leggere questo libro. Esso riesce a soddisfare il desiderio di leggere di matematica e di narrativa nello stesso momento, prendendo spunto dal mondo della pop culture per spiegare la fisica dietro la tuta di Ant-Man o calcolare matematicamente il numero di pacchetti di figurine da comprare per massimizzare le probabilità di completare l’album. Non solo formule e schemi, però, affollano le pagine di questo libro. Tra i capitoli più interessanti troviamo un approfondimento su Alan Turing e l’applicazione del suo gioco dell’imitazione in cinema e letteratura e una carrellata di titoli di narrativa matematica, da Flatlandia a Ted Chiang, per chi vuole continuare a esplorare il connubio tra numeri e parole. Non manca neanche la spiegazione logica all’apparente mancanza di senno dei protagonisti de Il trono di spade, serie di grande successo degli ultimi anni. Un volume che può scoraggiare a causa della presenza di diverse formule (tutte chiaramente spiegate dall'autore), ma che consiglio in quanto molto chiaro e che permette di imparare divertendosi. Un nuovo stimolante modo per per affrontare la matematica, disciplina da sempre considerata ostica, con l’aiuto del nostro immaginario popolare. Per quanto mi riguarda è un saggio che mi catturato fin dalla prima pagine e che consiglio fortemente. Alcune note su Emanuele Manco Emanuele Manco, laureato in matematica, è nato a Palermo e attualmente risiede a Milano. Alterna l’attività di consulente informatico con quella di giornalista pubblicista, saggista, conferenziere e scrittore. Curatore del magazine online FantasyMagazine.it, collabora in rete con Fantascienza.com, Delos SF, ThrillerMagazine, NeXT Station, Carmilla e cura una rubrica sui fumetti digitali sulla rivista del Movimento Connettivista NeXT. Ha pubblicato racconti in varie riviste e antologie. Per Delos Digital cura le collane Odissea Digital Fantasy e Urban Heroes. Ha pubblicato il romanzo breve I daimon di Pandora (Delos Digital) e il saggio 10 Consigli per scrivere fantascienza (Il Gattaccio). TAG: #divulgazione_scientifica, #scienza, #emanuele_manco, #voto_cinque

More
RECENSIONE: Atlante delle micronazioni (Graziano Graziani)

RECENSIONE: Atlante delle micronazioni (Graziano Graziani)

Voto: 4.5/5 Autore: Graziano Graziani Editore: Quodlibet, 2015 Pagine: 375 Genere: Società, Studi culturali Prezzo: € 16.50 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Di motivi per fondare una nazione ce ne sono tantissimi: idealismo, goliardia, politica, persino l'evasione fiscale. Qui si raccontano i casi più strani e suggestivi di una pratica molto più diffusa di quanto ci si immagini, dichiarare l'indipendenza di una microscopica parte di territorio e proclamarsi re o presidente, almeno in casa propria. Pochi sanno, ad esempio, che oltre a San Marino e al Vaticano, esistono in Italia un paese e un'isoletta che vantano la sovranità assoluta sui propri territori, sulla base di diritti acquisiti prima dell'unità d'Italia; o che in Australia è stata fondata una nazione per tutelare i diritti degli omosessuali, mentre in Africa e in Sud America alcuni "stati inesistenti" hanno dichiarato l'indipendenza al solo scopo di emettere buoni del tesoro fittizi. Questo libro vuole essere un atlante di storie e personaggi, una geografia di luoghi a metà strada tra realtà e immaginazione e che spesso si dissolvono con la scomparsa del loro fondatore. Piccole epopee che, nel bene e nel male, portano al parossismo l'irriducibile voglia di indipendenza e autonomia dell'uomo. Recensione L'uomo, animale sociale, non può esimersi dal rapporto con gli altri, ma alcuni sentono la necessità di avere la propria autonomia, di riscrivere il proprio ruolo secondo i propri dettami ed esserne assolutamente padrone. Ciò per molti è libertà. Una libertà non condivisa da tutti quindi soggettiva come lo sono i pensieri, le ideologie e gli schieramenti politici. Le storie raccolte in questo volume nascono per scherzo, ma pian piano diventano qualcosa di serio. Fin da bambini si è abituati ad immaginare un luogo soltanto nostro e inaccessibile. Gli altri bambini potevano avere una solo visione di quel luogo e poco importa se quel luogo era fantastico, popolato da amici immaginari o da supereroi di cui credevamo fermamente l'esistenza. Anche questa era libertà, libertà del gioco. Tutti questi elementi caratterizzano questo libro, anche se con scopi differenti fra loro. Nel personaggio di Joshua Norton, l’imperatore degli “Stati Uniti” con capitale San Francisco, la fantasia ed il reale collidono con la differenza che, in età adulta, essere bambini è una pazzia. Ma quando la pazzia la si asseconda, tutti insieme, come comunità o meglio come individui nella comunità, si torna bambini, di nuovo tutti insieme. E poi chi l’ha detto che ogni pezzo di terra debba appartenere ad una nazione? Perché non sfruttare un triangolo di terra nel bel mezzo del Sahara per assecondare l’illusione di rendere una figlia principessina del Nord Sudan? Può essere che il segreto nella vita sta proprio nel non prendersi troppo sul serio, ma anche qui ognuno ha un suo personale concetto. Per il sovrano di Celestia, un territorio che comprende l’universo tranne la Terra, la sua nazione può fornire abbastanza grandezza di pensiero e uno sdegno sufficientemente grande da far finalmente percepire le controversie internazionali come qualcosa di insignificante. Poco importa se alcune di queste idee etichettate come strane possono risultare delle trovate pubblicitarie o trasformarsi inconsapevolmente in tali, oppure delle vere e proprie truffe come con “Poyais”. Nel volume troviamo anche esperienze ben più modeste come quella dell’Isola delle Rose, paese artificiale ingiustamente invaso dallo stato italiano malgrado si trovasse al di là delle sue acque territoriali, fino ai gesti fieri e disperati che hanno portato alla creazione del regno di Auracanía e Patagonia o alla Repubblica dei Piani Sottani. Fatto sta che episodi del genere suscitano sempre l’interesse di qualcuno che alla fine si ritrova magari anche con un passaporto in più. Che cos’è un’autorità suprema se ci priva del potere su noi stessi? E’ tutto così ambiguo, come l’uomo, ma ognuno dà e continua a dare la sua propria versione. Nel suo pellegrinaggio tra nazioni impossibili e utopie generose, l'autore ci fa riflettere su cosa vuol dire il vivere in comune, sulle motivazioni che portano talora certuni a rinunciare ai legami imposti per proporne di nuovi, e di meno pesanti. Un bel libro, ben scritto anche se alcune volte un po' ripetitivo a causa della simile storia della fondazione delle differenti micronazioni, che fa riflettere. Alcune note su Graziano Graziani Oltre a essere uno dei conduttori di Fahrenheit (Radio 3), ha realizzato documentari e programmi per Rai 5. Collabora con Lo Straniero, Il Tascabile e Minima&Moralia. Scrive di teatro contemporaneo, come critico. Ha pubblicato il romanzo Esperia (Gaffi, 2008), la Spoon River romanesca dei I sonetti der Corvaccio (La camera verde, 2011) e, per Quodlibet Compagnia Extra, l’Atlante delle micronazioni (2015) e Catalogo delle religioni nuovissime (2018). TAG: #società, #studi_culturali, #graziano_graziani, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: 69. Sixty-nine (Ryu Murakami)

RECENSIONE: 69. Sixty-nine (Ryu Murakami)

Voto: 4/5 Autore: Ryu Murakami Editore: Atmosphere Libri, 2019 Pagine: 220 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 16.50 Acquista: Libro Trama Grazie alla passione per il rock, l'arte e il cinema sperimentale e sulla scia dei moti studenteschi di fine anni Sessanta, il diciassettenne Ken e i compagni di liceo assicurano un alito di vita nuova alla provinciale Sasebo, cittadina portuale sulla costa occidentale del Kyushu dominata da una base navale americana. Ken e i suoi amici barricano la scuola e organizzano un festival all'insegna di arte e musica rock, una pennellata di colori rivoluzionari contro il grigiore della quotidianità e alla conquista del cuore di Lady Jane (come la canzone dei Rolling Stones), soprannome della ragazza di cui il protagonista è follemente innamorato. Recensione Questo autore non va confuso con Haruki, lo scrittore più famoso qui in occidente. Ryu è conosciuto ai più per Tokyo Decadence, il film, tratto dal suo libro. Questo Murakami mostra in questo nel romanzo un aspetto inedito della sua opera, decisamente più leggera e scanzonata, rispetto alle atmosfere cupe e torbide di Blu quasi trasparente, romanzo d’esordio che gli valse il premio Akutagawa o Tokyo Soup, entrambi pubblicati in italiano. Forse può sembrare strano, ma anche il Giappone ha vissuto l'epoca del sessantotto con rivolte studentesche, contestazioni e scontri tra polizia e studenti, mossi spesso da un forte sentimento anti-americano. La storia di questo racconto ruota attorno a un gruppo di studenti all’ultimo anno di liceo, il cui protagonista è Ken, alter ego dell’autore. Si percepisce chiaramente la forte componente autobiografica del romanzo che si svolge nel Kyūshū, mostrandoci quindi un Giappone più periferico, lontano dai fasti e dalle esagerazioni di Tokyo. Murakami stesso è originario del Kyūshū, della città di Sasebo, dove si trova una base navale americana che influenza le vite dei protagonisti della storia. Il diciassettenne Yazaki Ken, appassionato di musica rock e cinema sperimentale, ribelle e beffardo, sull’onda dei moti studenteschi di quegli anni di cui sono arrivati gli echi anche nel Kyūshū, si mette in testa di organizzare insieme ai suoi compagni le barricate a scuola e poi un festival di musica, teatro e cinema, portando in questo modo una ventata di novità e vitalità in questa cittadina di provincia ai margini. La musica rock, le contestazioni, la guerra in Vietnam, ma anche il sesso e gli stravolgimenti ormonali dell’adolescenza sono gli assoluti protagonisti delle giornate del protagonista e dei suoi amici, e nonostante l’apparente impegno politico, tutto alla fine sembra ricondursi alla semplice voglia di far baldoria e far colpo sulle ragazze. Sicuramente uno degli aspetti preponderanti di questo romanzo, come si evince dai titoli dei capitoli, è l’importanza data alla cultura rock, alla musica di origine anglosassone, il rock prima, il punk poi, che ha costituito un’importante influenza per gli autori di quel periodo, diventando in questo modo parte integrante della letteratura degli anni Settanta in Giappone. Un aspetto che colpisce è sicuramente la forte critica al sistema scolastico giapponese, autoritario e repressivo, che sembra destinato alla mera produzione di automi, una sorta di catena di montaggio in cui non c’è spazio per le proprie aspirazioni e passioni. Le cose non sembrano essere molto cambiate da allora, il Giappone su molti aspetti rimane un paese estremamente conservatore e restio al cambiamento. Il romanzo rappresenta da questo punto di vista una un modo per dire che ci si può ribellare agli schemi, protestare e lottare per quello che si ritiene giusto, un messaggio che forse da noi può sembrare piuttosto banale, ma che in una realtà come quella giapponese è quasi sacrilego. Nonostante la tematica, il tono del romanzo riesce sempre a mantenersi leggero e scanzonato, rendendo la lettura molto scorrevole e divertente. Murakami è noto per il suo stile estremamente provocatorio, ma qui i toni si fanno più leggeri, fornendoci un’accurata istantanea delle dinamiche studentesche e della vita da liceale agli estremi del Giappone, durante gli anni delle contestazioni. Il tutto alla fine si tinge di un’inevitabile nota malinconica, la narrazione di una fase della propria vita come quella adolescenziale ci viene presentata con un disincanto e un tono nostalgico tipico dell’età adulta. Alcune note su Ryu Murakami Ryu Murakami nasce a Sasebo (Nagasaki) nel 1952, cresciuto a contatto con una base militare statunitense e quindi con la cultura occidentale, ha debuttato nel 1976 con il romanzo Almost Transparent Blue, vincitore di importanti premi; le opere successive hanno confermato la sua fama di enfant terrible della letteratura nipponica. Ha anche diretto cinque film tratti dai suoi romanzi. I suoi romanzi tradotti in italiano sono Blu quasi trasparente (Atmosphere Libri, 2020), Tokyo Decadence (Mondadori, 2004), Tokyo soup (Mondadori, 2007) e 69 Sixty-Nine (Atmosphere Libri, 2019) TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #ryu_murakami, #voto_quattro

More
RECENSIONE: Fuga da Gardenia (Charlie Foo)

RECENSIONE: Fuga da Gardenia (Charlie Foo)

Voto: 3.5/5 Autore: Charlie Foo Editore: BookaBook, 2020 Pagine: 216 Genere: Narrativa italiana, Avventura, Thriller, Fantascienza Prezzo: € 14.00 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Quando la dottoressa Lucyd viene invitata a visitare Gardenia, non immagina minimamente di cosa si tratti. Sperduto su un altopiano delle Filippine, Gardenia è un parco divertimenti, un labirinto costruito con enormi piante geneticamente modificate. Agli occhi della biologa, quel luogo sembra il paradiso... ma la realtà è molto diversa. Tra problemi di manutenzione, sparizioni irrisolte e inquietanti pericoli, Gardenia si trasformerà in una trappola mortale, dimostrando come, anche dietro al più bel sogno, si possa celare un terribile incubo Recensione Coinvolgente e avventuroso, ecco come definisco questo romanzo. Un libro che mescola abilmente il genere thriller con quello fantascientifico creando una storia innovativa. La dottoressa Lucyd è una sorta di Indiana Jones dei nostri tempi che affronta un’avventura che sembra in un primo momento il sogno della sua vita, ma lei stessa ben presto si renderà conto che quell’immagine tanto desiderata si trasformerà in un incubo dai tratti sconvolgenti. Gardenia, il parco-labirinto in cui le piante sono state modificate fino a conquistare dimensioni enormi, diventa il luogo in cui tutto può accadere, anche le cose che mai ci saremmo immaginati prima. Pericoli e sparizioni inquietanti, infatti, saranno al centro della narrazione che regalerà momenti di alta tensione. Un romanzo in cui la suspence aumenta con il procedere delle pagine. La prima metà risulta un po' lenta, ma subito dopo il ritmo aumenta vertiginosamente immergendo il lettore nella vera avventura. Una scrittura semplice e molto descrittiva tiene compagnia lungo tutta la storia in cui non mancano molteplici colpi di scena che movimentano il racconto. Charlie Foo è un’autrice originale, che è stata in grado di rendere accattivante l’avventura di una biologa tra i luoghi incantevoli delle Filippine, inserendo anche molteplici dati interessanti che riguardano la storia delle piante all'interno del parco. Una storia che merita di essere letta. Alcune note su Charlie Foo Autrice di due romanzi, Seasons (2017) e Fuga da Gardenia (2020), Charlie ama l'avventura, i viaggi e la cioccolata calda. Ha fondato il sito https://www.charliefoo.it/ nel 2014. TAG: #narrativa_italiana, #thriller, #fantascienza, #avventura, #charlie_foo, #voto_tre_mezzo

More
RECENSIONE: Zodiaco street food (Heman Zed)

RECENSIONE: Zodiaco street food (Heman Zed)

Voto: 4/5 Autore: Heman Zed Editore: Neo Edizioni, 2020 Pagine: 232 Genere: Narrativa italiana, Gialli Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama I tempi cambiano e anche la malavita è costretta a correre ai ripari. Romeo Marconato, ex affiliato alla Mala del Brenta, un dono di sicuro ce l'ha: capire l'aria che tira. Con una moglie che detesta, un figlio problematico e il villone padovano, ha costruito un business ai limiti della legalità con il suo Zodiaco, un franchising di furgoni per panini - uno per ogni segno zodiacale - lungo la statale tra Padova e Venezia. C'è poi il super chef Vitiello, star televisiva del programma "The Simple Cook", e i suoi autori, in crisi creativa per il format della prossima stagione. E c'è una mina vagante: lavora come cameriera a "L'ultimo Doge", e suo malgrado nasconde un'estrazione decisamente diversa. Ma è Romeo Marconato il perno centrale, il motore di tutto. A lui, re incontrastato dello street food a basso costo e dalla dubbia qualità, i vecchi trascorsi riserveranno una succulenta occasione, il punto è capire se sarà in grado di fronteggiare un intreccio di eventi ben oltre la sua portata. Recensione I territori veneziani sono terra di passaggio e di scambi. Esploratori, commercianti, merci da tutto il mondo hanno percorso in lungo e in largo i canali lagunari e si sono addentrati nelle riviere che arrivano fino alla città interne. Lo sa bene Marconato Romeo, uomo di laguna dalla testa ai piedi che dopo un solido esordio con la Mala del Brenta al soldo di Felice Maniero si è lanciato nel settore alimentare. Dopo anni di consolidata contraffazione di alimenti, ha virato sullo street food con dodici furgoni con i nomi dei segni zodiacali, su cui capeggia Il leone, che sfamano con panini di dubbia qualità tutti i nottambuli e gli strafatti in fame chimica che transitano da Chioggia a Padova. Perché da quelle parti continua a girare di tutto: non più mercanti con sete preziose, ma produttori di televisione trash dalla Svizzera italiana che cercano il modo di risollevare il loro programma di cucina ormai in crisi. Non esploratori, ma vecchie spie del KGB che non hanno perso il loro smalto: sono bionde, in forma e hanno una presa ferrea quando si tratta di spezzare colli. La capacità di fare affari, leciti o meno, scorre nel sangue dei figli della Serenissima e Romeo, alla guida del suo Leone, con la Glock puntata alle palle di chiunque lo prenda per il verso sbagliato, è pronto a onorare la tradizione. Marconato Romeo è l'erede letterario del Mazzarò verghiano. Cultura non propriamente accademica, presenza da piccolo boss della mala con tanto di camicia aperta e collane d'oro, passione per i tormentoni estivi latinoamericani, parlata che di grammaticale ha ben poco e testa come un brillante. Perché qualunque cosa Romeo faccia, lavorativamente parlando, la fa bene. Si trova al posto giusto alla nascita della mala del Brenta diventando autista indispensabile nelle prime imprese di Felice Maniero. Dismessi quei panni si lancia, con grande competenza, nel redditizio commercio della contraffazione alimentare. Una volta prosciugato il settore, passa alla vendita di street food, che da sempre sfama il popolo nottambulo. E in ogni impresa riesce bene, ha successo, tanto che i suoi furgoni attirano l'attenzione di due produttori televisivi che vogliono farne il nuovo sfidante per lo chef dei semplici, Ruggero Vitiello, in un reality show a tema cucina. Tutto riesce bene a Romeo, tranne i rapporti personali. I suoi collaboratori, vecchi e nuovi, sembrano rispettarlo solo se sotto minaccia o se convinti di poterlo fregare. Il suo matrimonio è malsano e infelice; l'unico figlio su cui sono riposte tutte le speranze in quanto portatore del cognome Marconato non ha la testa splendente del padre. Ed è proprio nel rapporto con il figlio che si avverte la devastante tristezza della vita di Romeo. Si può parlare con ragione di umorismo, perché questo romanzo è fulminante nel ritmo delle battute che sono, per la parte di Romeo, potentemente segnate dai costrutti e dal sacrilego modo di parlare veneto. I "casso", i "gnente", lo "smartfón" non lasciano dubbi sull'ambientazione del romanzo, ma non diventano nemmeno troppo pervasivi. Romeo ha una sua etica, la dura legge del taglione: leale fino a scontare tutta una condanna in carcere pur di non parlare, ricambia favore con favore, tradimento con tradimento. Ed è disperatamente solo, desideroso di un'assoluzione che nessuno intorno a lui sembra essere in grado di dargli. La storia ha dalla sua tre grandi elementi: l'umorismo crudo, un regionalismo e un ritmo vertiginoso. Elementi che si intrecciano strettamente e che portano a divorare, anziché semplicemente leggere, le pagine. Divorarle con la stessa voracità che si avrebbe di fronte a un panino onto alle quattro del mattino. Alcune note su Heman Zed Heman Zed nato a Padova 1967, ha viaggiato per l’Europa, lavorando come dj, importatore di abbigliamento fetish e anelli per body-piercing. Suona la batteria ed è appassionato di storia contemporanea. Ha esordito per Il Maestrale nel 2007 con il romanzo La cortina di marzapane. Hanno fatto seguito La Zolfa (Il Maestrale 2009), Dreams ‘n’ Drums (Il Maestrale 2010) e, con Gianluca Morozzi, Lo scrittore deve morire (Guanda 2012). È presente nel Dizionario affettivo della lingua italiana (a cura di Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta, Fandango 2008) con il lemma «Sfiato», nelle antologie L’occasione (Galaad 2012) con il racconto Ultima chance; Sogni senza frontiere (Edizioni Dell’Arco 2013) con il racconto Kanun e Père Lachaise, Racconti dalle tombe di Parigi (Ratio et Revelatio 2014) con il racconto L’anniversario. È docente di scrittura creativa. TAG: #narrativa_italiana, #gialli, #heman_zed, #voto_quattro

More
RECENSIONE: Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle (Roberta B. Fancellu, Laura Vivacqua)

RECENSIONE: Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle (Roberta B. Fancellu, Laura Vivacqua)

Voto: 4/5 Autore: Roberta Balestrucci Fancellu, Laura Vivacqua Editore: Becco Giallo, 2021 Pagine: 128 Genere: Graphic novels, Astronomia, Scienza Prezzo: € 17.00 Acquista: Libro Trama Durante un lungo viaggio in bicicletta, Margherita Hack racconta al marito Aldo la sua infinita passione per la fisica e l'astronomia. Ricavando continue similitudini dal mondo della bicicletta, Margherita passa in rassegna, spiegandoli, alcuni dei più grandi quesiti della scienza moderna: la teoria della relatività di Einstein, i viaggi nel tempo, l'esistenza di forme di vita extraterrestri, la nascita e la morte di una stella. Mescolando racconto biografico e divulgazione scientifica con ironia e inventiva, Margherita Hack. In bicicletta tra le stelle è un viaggio sorprendente attraverso la vita e le passioni di una donna straordinaria. Una parabola senza tempo che ci rammenta l'eredità lasciataci in dono da Margherita Hack. Recensione Margherita Hack dopo una lunga carriera da astrofisica, è diventata una delle icone della comunicazione scientifica e non solo. Ha portato in giro per la penisola la scienza e la sua visione del mondo. In questa toccante graphic novel viene raccontato il pensiero della scienziata utilizzando la passione che essa condivideva con il marito, ovvero la bicicletta. Un viaggio su due ruote in cui non sono importanti i riferimenti geografici e temporali, ma che è l’occasione per presentare le principali basi dell’astronomia e del pensiero della Hack che si è sempre espresso anche su questioni non scientifiche. Questo romanzo grafico non contiene eventi particolari della vita della scienziata, ma la preparazione e la quotidianità del viaggio in bicicletta è l’occasione per parlare con Aldo di tutto e ogni argomento introduce o accenna argomenti di fisica e astronomia. Da una caduta dalla bici, ad esempio, si parla di macchine del tempo e del saper vedere le soluzioni che sovente stanno davanti ai nostri occhi. Un libro che scorre veloce e leggero, arricchito da una interessante bibliografia, che ritrae la famosa scienziata come una signora estremamente volitiva, dal carattere spigoloso, ricca di passioni e convinzioni forti. I disegni hanno un tratto chiaro, pulito e sono in bianco e nero con l’utilizzo di un verde per riempire le ombre e le luci. Colore che sta bene con quello della natura attraversata in bicicletta e che dona alla storia un viraggio verso l’antico. La tavole non sono ricche di dettagli, ma risultano molto dinamiche. Un fumetto che convince soprattutto per la presentazione del personaggio e meno sull’aspetto biografico, approfondimento che avrei gradito. Dalla storia emerge in modo particolare l’atteggiamento aperto e indagatore che ha fatto di Margherita Hack una icona della scienza e delle donne di libero pensiero, in Italia e nel mondo. Alcune note su Roberta Balestrucci Fancellu Roberta Balestrucci Fancellu nasce a Macomer nel 1983 dove vive e lavora come operatore culturale al Centro Servizi Culturali, per il quale si occupa di organizzare eventi simari e formazione per adulti, laboratori nelle scuole, formazione e promozione alla lettura per ragazzi. Ha pubblicato Ken Saro Wiwa. Storia di un ribelle romantico (Becco Giallo, 2018), Storie di grandi uomini e delle grandi donne che li hanno resi tali (Hop!, 2018), Perfide (Hop!, 2019), Annie. Il vento in tasca (Sinnos, 2019), Non è bella ma...(Hop!, 2020), Cosetta (Gallucci, 2020), una adattamemto per ragazzi de I Miserabili . Alcune note su Laura Vivacqua Laura Vivacqua nasce nel 1989 a Salerno e comincia a studiare fumetto dopo una laurea in Lingue e Civiltà Orientali presso la Scuola Internazionale di Comics di Napoli. Ha fatto parte dell’etichetta indipendente Attaccapanni Press, svolgendo soprattutto i ruoli di editor e social media manager, oltre che di autrice di storie brevi. Terminata l’esperienza con Attaccapanni nel Dicembre 2018, ora è un’illustratrice e fumettista freelance. TAG: #graphic_novels, #astronomia, #scienza, #laura_vivacqua, #roberta_balestrucci_fancellu #voto_quattro

More
RECENSIONE: La modella di Klimt (Gabriele Dadati)

RECENSIONE: La modella di Klimt (Gabriele Dadati)

Voto: 4.5/5 Autore: Gabriele Dadati Editore: Baldini+Castoldi, 2020 Pagine: 224 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 17.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Piacenza, dicembre 2019. Sono trascorsi dieci anni da quando si è spento Stefano Fugazza, l'indimenticato direttore della Galleria d'arte moderna Ricci Oddi, e fervono i preparativi per la mostra che lo celebrerà. A curarla è stato chiamato Gabriele Dadati, che era il più stretto collaboratore dello studioso nell'ultimo periodo della sua vita. Quando l'allestimento è ormai concluso, avviene un fatto clamoroso: a distanza di ventitré anni dal furto, fa la sua ricomparsa in città "Ritratto di signora" di Gustav Klimt. Un capolavoro divenuto celebre nella primavera del 1996, quando si scoprì che il maestro viennese aveva inspiegabilmente dipinto due volte la stessa tela, e che fu sottratto al museo pochi mesi dopo in maniera rocambolesca. La notizia fa il giro del mondo. Dal «New York Times» alla BBC, da «Le Figaro» allo «Spiegel»: tutti ne parlano. Sembra quasi un risarcimento ideale per la memoria dello storico dell'arte, che a lungo aveva convissuto con il dolore e l'umiliazione per quella vicenda. Ma chi rubò l'opera? Chi l'ha restituita ora, infilandola in un sacco della spazzatura e nascondendola in una nicchia sporca e umida? E prima ancora: chi è la donna ritratta in due momenti diversi da Klimt? Qualcuno è depositario delle risposte a tutte queste domande. Con lui, all'indomani dell'inaugurazione, Dadati trascorrerà una lunghissima giornata. Scoprendo nelle sue parole una vicenda incredibile e struggente che inizia a Vienna nel 1910, attraversa tutto il Novecento e arriva fino a noi. Tra verità e menzogne. Recensione Consiglio questo libro agli amanti dell’arte e del mistero. L’autore riesce a mescolare realtà e fantasia, passato e presente, per regalarci una storia che appassiona non solo gli amanti del giallo, ma anche i più romantici. Un’ abilità di questo giovane autore è riuscire a scavare nell’animo dei suoi personaggi che, benché storici, vengono ritratti con le loro emozioni, relazioni e vicende private in modo da renderli veri e ancora più reali. E’ oscillando tra verità e finzione che si dipana la storia rocambolesca del furto avvenuto nel 1997 e del ritrovamento nel 2019 del dipinto “Ritatto di signora” di Klimt avvenuti nel medesimo luogo, ovvero la Galleria d’arte Ricci Oddi di Piacenza dove Dadati ha lavorato per diversi anni come assistente di Stefano Fugazza. Una storia che ha tenuto il mondo dell’arte con il fiato sospeso per più di vent’anni. Oltre a ciò, una giovane studentessa italiana nel 1996, mettendo in relazione il dipinto esposto a Piacenza con un altro dato per perso presente nel suo fascicolo di storia, scopre che di questa opera esistono due copie anche se non identiche. Dadati, attingendo da diverse fonti, costruisce intorno al dipinto di Klimt la storia della giovane donna ritratta. Una donna affascinante, delicata, con uno sguardo che ammalia e che posa per il pittore solo una volta nella sua breve vita. Anna, questo il suo nome, lega il suo nome a quello del famoso artista in un modo del tutto inatteso, la nascita di un figlio che a sua volta genera un figlio. Tutti fra loro legati da un destino crudele che sembra abbattersi sulla stirpe fino a pretendere un sacrificio per interrompere la maledizione. Il romanzo inizia e termina ai giorni nostri, ma la parte centrale è ambientata a Vienna a inizio secolo mettendo in scena la Storia. Qui il lettore conosce Gustav, Anna, Gustav junior, Fridolin, Emilie e altri personaggi minori dei quali si chiede se siano veramente esistiti dato che vengono delineati in modo perfetto tanto da risultare vivi. Il mistero del quadro si risolve alla fine quando l’autore incontra una persona che sembra conoscere la soluzione. Si ritorna così ai giorni nostri. Ed è proprio a novembre del 2020, a due settimane dalla pubblicazione del romanzo, che il famoso dipinto è tornato ad essere esposto. Dopo aver letto questo coinvolgente libro non rimane che recarsi in galleria per trovarsi vis a vis con l’opera più misteriosa del grande pittore Viennese Alcune note su Gabriele Dadati Gabriele Dadati nasce a Piacenza nel 1982. Ha pubblicato vari libri, tra cui Sorvegliato dai fantasmi (2008), finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Radio 3 Rai e Piccolo testamento (2011), presentato al Premio Strega l’anno seguente. Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto «Scritture Giovani» del Festivaletteratura di Mantova. Nel 2018 ha pubblicato L’ultima notte di Antonio Canova, finalista al Premio Comisso e a gennaio 2020 il giallo storico Nella pietra e nel sangue ambedue per Baldini+Castoldi. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #gabriele_dadati, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: La terza vita di Grange Copeland (Alice Walker)

RECENSIONE: La terza vita di Grange Copeland (Alice Walker)

Voto: 4/5 Autore: Alice Walker Editore: SUR, 2021 Pagine: 356 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Schiacciato dai debiti e mosso dal proprio carattere intemperante e autodistruttivo, il mezzadro di colore Grange Copeland lascia la moglie e il figlio Brownfield per cercare fortuna al Nord. Anni dopo, sconfitto per la seconda volta nella sua ricerca di una vita migliore, fa ritorno nella contea di Baker, in Georgia, solo per scoprire le terribili conseguenze degli errori del passato: ora Brownfield ha a sua volta una moglie e delle figlie, sulle quali sfoga brutalmente le frustrazioni dell’abbandono e della povertà. In un mondo in cui l’ingiustizia e il ciclo della violenza sembrano non avere mai fine, sarà il legame con la nipotina Ruth a restituire a Grange il rispetto di sé e a fargli riscoprire il valore dell’amore e della compassione Recensione Il romanzo di esordio di Alice Walker è ambientato in Georgia, negli Stati Uniti. Il mezzadro di colore Grange Copeland, mosso dalla disperazione per i debiti contratti, lascia la moglie e il figlio Brownfield per andare al Nord per cercare fortuna. Alla morte della madre, il figlio di Grange, Brownfield, precipita nello stesso baratro del padre. La sua vita è caratterizzata dall’uso smodato di alcool, da un lavoro poco appagante e da diversi fallimenti. A farne le spese di questa situazione drammatica è la moglie Mem, un tempo maestra della contea di Baker, che si ritrova con i denti "guasti" a causa delle botte e degli insulti che il marito scaglia su di lei e sulle figlie. Anni dopo, il vecchio Grange Copeland, con l’ennesima sconfitta sulle spalle e la consapevolezza che anche il Nord è pervaso dai soprusi e dalle ingiustizie, torna in Georgia e scopre che la situazione non è cambiata. Brownfield è in carcere per l’omicidio della moglie e Grange trova il suo riscatto facendo il nonno e prendendosi cura della nipotina Ruth, una delle cinque figlie di Brownfield. Sarà proprio la piccola a fargli scoprire quel senso di giustizia, di candore e soprattutto di famiglia che il vecchio mezzadro non ha mai provato in vita sua. Leggendo questo romanzo sono diverse le cose che rimangono impresse. Sicuramente la storia, straziante e cruda, di questa famiglia di mezzadri. Poi il corpo delle donne, da quello pronunciato, seducente e affamato di Josie e Lorene al corpo minuto, esile e sfiorito di Mem che, per quanto fragile, sorregge con grazia e resilienza il peso di cinque figlie e dei fallimenti di Brownfield. In ultimo la violenza, quella fisica ma soprattutto quella emotiva e verbale, quella che trasforma e uccide Mem, molto più dell’estremo colpo di fucile tirato dal marito. Walker racconta uno spaccato della Georgia segregazionista con una voce diretta e senza filtri che non si dimentica facilmente grazie soprattutto alla lingua di questa scrittrice: dal lessico ai dialoghi, dall’inglese delle piantagioni a quello delle tenute dei bianchi, la lingua è parte integrante del romanzo, anzi, forse è un personaggio a sé, un’entità che sorregge la storia e che diventa strumento per sottolineare quell’indistruttibile differenza tra Nord e Sud, tra bianchi e neri, tra ricchezza e povertà. La lingua dei personaggi è colloquiale e tende alle sgrammaticature, soprattutto nella parlata di Brownfield che non è mai andato a scuola e non sa leggere né scrivere, aspetto fondamentale che nel romanzo torna più volte. Il linguaggio trasuda la disperazione che pervade i protagonisti, Grange, suo figlio ma soprattutto Mem. All’inizio della storia, la protagonista femminile forse più riuscita di tutto il romanzo si esprime meglio di chiunque altro nella contea. Ma in seguito la situazione cambia. Il declino di Mem avviene proprio attraverso la lingua. E questa è forse una delle cose più dolorose di tutto il romanzo e che Walker riesce a trasmettere con una trasparenza tale da lasciare il lettore inerme e impassibile, una pagina dopo l’altra. Quando la lingua di un romanzo è così importante, la traduzione gioca più che mai un ruolo fondamentale. Andreina Lombardi Bom ha fatto un lavoro impeccabile. La lingua, proprio come nell’originale, è viva, i dialoghi sono ben riusciti, sempre credibili, e i personaggi vivono attraverso il linguaggio. L'autrice, con questo racconto, è stata una delle prime a denunciare la segregazione razziale presente in America nei primi anni del 1900. Situazione che purtroppo, per alcuni aspetti, non è cambiata molto. Alcune note su Alice Walker Alice Walker è una scrittrice statunitense. Trascorsa l’infanzia in un villaggio di neri nel profondo Sud rurale, ha ottenuto una borsa di studio per l’università di Atlanta e si è impegnata nella battaglia per i diritti civili, poi rievocata nel romanzo Meridian (1976). Dopo il tentativo di ritrovare una patria spirituale in Africa (1964), ha ripreso l’attività politica e sociale a Jackson (Mississippi). Nel 1973 sono usciti Petunie rivoluzionarie e altre poesie, il romanzo La terza vita di Grange Copeland (riedito in Italia da SUR nel 2021) e il volume di racconti Amori e affanni: storie di donne nere . Il suo credo di womanist (femminista nera), per il quale le donne della sua razza sono "le autentiche eroine d’America", si esprime anche negli eccellenti racconti di Non puoi tenere sottomessa una donna in gamba (1981) e in Possedere il segreto della gioia (1992). Nel romanzo Il colore viola (1981 - riedito in Italia da SUR nel 2019), che le valse il consenso del grande pubblico e il premio Pulitzer, ha elaborato un linguaggio altamente musicale da lei definito "black folk english". Donne alla tormentata ricerca della propria identità sono ancora protagoniste nei romanzi più recenti: Nella luce del sorriso di mio padre (1998), È il momento di aprire il tuo cuore (2004). Tra le raccolte poetiche ricordiamo: Fiducia assoluta nella bontà della terra (2003) e Una poesia scese giù nel mio braccio (2003) TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #alice_walker, #voto_quattro

More
RECENSIONE: La collina dei delitti (Roberto Carboni)

RECENSIONE: La collina dei delitti (Roberto Carboni)

Voto: 4.5/5 Autore: Roberto Carboni Editore: Newton Compton Editori, 2021 Pagine: 480 Genere: Narrativa italiana, Gialli Prezzo: € 12.00 (cartaceo), € 0.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Sulle colline di Montebudello, tra Bologna e Modena, durante uno scavo una ruspa porta alla luce un cadavere seppellito da oltre dieci anni. È una sera gelida, c’è il pericolo che la pioggia battente si trasformi in tormenta di neve. Un inferno per i tecnici della Scientifica. Giornalisti e curiosi si accalcano intorno alla zona del ritrovamento: ben presto l’attenzione di tutto il Paese si concentra su quel macabro mistero. L’architetto Gabriele Moretti sta guardando il servizio alla televisione. Ha trentasei anni, una bella famiglia a cui è molto legato e la sua carriera è decollata. Eppure, dopo aver visto quel servizio di cronaca, il suo umore cambia improvvisamente e le sue notti si popolano di incubi, invasi da luoghi oscuri, presenze spettrali e cadaveri resuscitati. Agli incubi si aggiungono emicranie, allucinazioni e la sensazione di essere seguito. Come se non bastasse trova biglietti anonimi lasciati in ascensore, e persino la moglie e i suoceri sembrano mutare atteggiamento nei suoi confronti. Che cosa è accaduto davvero dieci anni fa su quelle colline? Gabriele ancora non lo sa, ma c’è una verità oscura che sta per tornare alla luce: altri efferati omicidi stanno per essere commessi. Recensione Vi confesso che è il primo libro che leggo di questo autore. Ben presto sono venuto a conoscenza che Carboni ha pubblicato, sempre con la stessa casa editrice, il romanzo Il giallo di villa nebbia che è stato uno dei maggiori successi editoriali del 2020. Un libro che sicuramente recupererò. Il romanzo che recensisco oggi è un giallo-noir scritto con grande maestria con un solido impianto narrativo che si piega ad una narrazione complessa per temi trattati e per la moltitudine dei personaggi. Gabriele Moretti, giovane ed estroso architetto ormai consacrato dal favore di pubblico e critica, si gode una serata tranquilla con moglie e figlia quando il telegiornale trasmette la notizia del rinvenimento di un cadavere sulle colline di Montebudello, tra Bologna e Modena. Un morto sconosciuto per lui, eppure l’annuncio gli smuove qualcosa dentro lasciandolo frastornato e inspiegabilmente impaurito. Da quel momento la sua rosea vita cede il passo a incubi sconvolgenti, nei quali Gabriele vive una dimensione terrorizzante popolata da morti resuscitati che tentano di comunicargli qualcosa che lui non riesce a comprendere. Quei sogni angosciosi non cessano di tormentare le notti di Gabriele, tanto più che si susseguono inquietanti notizie di altri ritrovamenti a Montebudello, mentre nei suoi giorni fanno la loro comparsa ambigui e minacciosi personaggi. Accadimenti che presto lo convincono di essere in qualche modo coinvolto nei delitti, di aver forse rimosso un evento così drammatico del passato da compromettere, se ricordato, la sua stessa salute mentale. Quando però quella realtà ostile arriva a minacciare anche la sua bambina e a tingere di ambiguità il comportamento della moglie e dei suoceri, Gabriele si accorge di essere solo a fronteggiare il pericolo e di avere una solo possibilità di sfuggirgli: affrontare un percorso psicoterapeutico. Altre figure intanto fanno la loro comparsa, Silvia, imprenditrice della Bologna bene e Anna Paola, ex modella dominicana la cui bellezza è stata offuscata da interventi estetici mal riusciti, coinvolte forse nel passato di Gabriele e come lui minacciate nel presente. L'autore riesce a creare una trama complessa senza mai perdere coerenza e credibilità, per quasi cinquecento pagine. Nonostante la mole, il romanzo si legge d’un fiato, connotato com’è dal ritmo travolgente di un thriller, da uno scandaglio dei personaggi degno di un saggio psicanalitico e da un’atmosfera pervasa di un inquietante sentore di zolfo. Riguardo all'architetto Gabriele, Roberto Carboni ne disegna il profilo con una penna così nitida ed evocativa che pare di vedergli prendere vita, il lettore respira l’angoscia delle sue notti, provo il suo stesso terrore, palpita per la minaccia che sfiora la sua piccola Clara e come lui è disposto a mettere in gioco la vita pur di sollevare il velo che nasconde il passato e minaccia il presente. La penna dell'autore riesce a generare nel lettore brividi realistici. Ciò è impreziosito dal fatto che Bologna, insieme a Praga e Santiago di Compostela, fa parte di un triangolo esoterico, che negli anni Novanta è stato palcoscenico della setta I bambini di Satana e collegato con la radura Siberiana battezzata Il Cimitero del Diavolo per l'ingente numero di persone scomparse, che l'autore utilizza sapientemente nel romanzo. Un romanzo che, grazie ad una scrittura fortemente evocatrice, cattura il lettore in una storia di terrore che vive in prima persona. Alcune note su Roberto Carboni Roberto Carboni, classe 1968, è nato a Bologna e vive sulle colline di Sasso Marconi. Tassista per diciassette anni, appassionato scacchista, attualmente autore di numerosi romanzi e docente di scrittura creativa a tempo pieno. Nel 2015 è stato premiato con il Nettuno d’oro, il più autorevole riconoscimento a un artista bolognese (precedentemente attribuito tra gli altri a Lucio Dalla e Carlo Lucarelli), nel 2016 con il premio speciale Fondazione Marconi Radio Days (precedentemente premiati Enzo Biagi e Lilli Gruber). Nel 2017 ha vinto il Garfagnana in Giallo, nella sezione Romanzo Classic. Nel 2018 è stato vincitore, su 47 romanzi in concorso, del prestigioso SalerNoir Festival di Salerno. TAG: #narrativa_italiana, #gialli, #roberto_carboni #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Margherita e punto. Il dilemma di essere amata (Simonetta Gallucci)

RECENSIONE: Margherita e punto. Il dilemma di essere amata (Simonetta Gallucci)

Voto: 4/5 Autore: Simonetta Gallucci Editore: Maratta Edizioni, 2021 Pagine: 55 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 10.40 Acquista: Libro Trama Cos'è "Margherita e punto"? Una favola moderna. Margherita, la protagonista, è una di noi: come me, come te, come quella ragazza seduta da sola al tavolino del bar, come quella che ti dà il resto alla cassa del supermercato. Ognuna di noi può essere Margherita, con le sue insicurezze, le sue storie sbagliate e la voglia di essere amata semplicemente per ciò che è. Così l'eroina di questa storia si lancia in amori fatui, sperimenta il mondo dei siti d'incontri, incappa in uomini complicati. Cade e si rialza. Fino a trovare l'amore, che le appare all'improvviso dopo una notte dolorosa e in una forma che non si sarebbe mai immaginata. Perché l'amore, quello vero, è così: inaspettato e travolgente, e può dare un senso una vita che sembrava inutile e piena di errori. Recensione Questo libro è un piccolo concentrato di sentimenti e sensazioni. Nel primo capitolo conosciamo Margherita, una ragazzina che vive all’ombra degli altri, ma soprattutto della sua famiglia. Nessuno la sprona a diventare una donna sicura di sé. Non sa cosa vuole e si ritrova in una vita che non la soddisfa. Vive in una famiglia anaffettiva che tende ad elogiare i figli maschi, mentre lei viene lasciata in balia di sé stessa. Una ragazza insicura che cerca sempre di compiacere gli altri, ma mai se stessa. Questo romanzo è un viaggio all'interno della vita di Margherita che cerca di riprendersi la sua dignità analizzando i suoi punti deboli. I temi trattati sono differenti, si spazia dall'importanza della famiglia alle delusioni amorose, dalla solitudine alle abitudine radicate. In questo racconto il lettore trova poesia, amore, sentimenti di rivincita e consapevolezza delle insicurezze che caratterizzano la protagonista. Molto interessante la copertina del testo. Margherita, la protagonista, risulta fragile come la margherita raccolta, ma allo stesso tempo anche raggiante come può essere un fiore che rimane nell'ombra per non perire di sete. Un libro questo che è un inno ad accettarsi per ciò che si è e comprendere che le fragilità e le debolezze fanno parte dell'esperienza di ogni persona. Per quanto riguarda lo stile di scrittura si può notare Attraverso l'utilizzo di una scrittura sincera e schietta, l'autrice crea una lettura interessante, una storia amara e allo stesso tempo dolce, una favola moderna con un richiamo fortemente educativo. Consigliata. Alcune note su Simonetta Gallucci Simonetta Gallucci classe 1984, pugliese di origine e milanese di adozione. Ha imparato a scrivere a quattro anni e da allora non ha praticamente mai smesso nonostante la vita, prima da studente e poi lavorativa, l’abbia portata in una direzione completamente diversa. Laureata in Economia, attualmente lavora in una società informatica. I suoi racconti sono stati più volte premiati in concorsi nazionali per autori emergenti. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #simonetta_gallucci #voto_quattro

More
RECENSIONE: Il vecchio e il mare (Andrea Laprovitera, Ludovico Lo Cascio)

RECENSIONE: Il vecchio e il mare (Andrea Laprovitera, Ludovico Lo Cascio)

Voto: 4.5/5 Autore: Andrea Laprovitera, Ludovico Lo Cascio Editore: NPE, 2017 (copertina rigida) 2021(copertina flessibile) Pagine: 90 Genere: Graphic novels, Letteratura Prezzo: € 14.90 (copertina rigida), € 12.00 (copertina flessibile) Acquista: Copertina rigida, Copertina flessibile Trama Uno elegante cartonato. Un fumetto dal potente bianco e nero, scandito dai silenzi e dai tempi lenti del mare. L'ultima sfida di un uomo. Dal romanzo premio Pulitzer di Hemingway. Ambientato sull'isola di Cuba, il romanzo presenta pochissimi personaggi. Manolin, un giovane ragazzo che rappresenta la speranza, il marlin (l'enorme pesce che verrà catturato) e il vecchio, profondamente segnato di una vita dura e piena di sacrifici. Tutto in lui era vecchio, ad eccezione dei suoi occhi che erano rimasti del colore del mare. La sua lotta con il pesce afferma il suo orgoglio e il suo coraggio, che sembravano già persi da tempo, ma anche la notevole forza che dimostra combattendo quasi a mani nude con i pescecani. Il pesce catturato ha una notevole rilevanza nel romanzo. Si tratta di un marlin enorme, lungo circa 5 metri e mezzo, «con delle strisce color viola che la cingevano; e accanto a lei, nuotavano due remore grigie, che non si allontanavano mai». Nei suoi movimenti è calmo e infonde nel marinaio un senso di nobiltà; sembra che, nonostante la situazione, tra i due si sia instaurato un rapporto quasi paritetico. Recensione Questa graphic novel è una accurata rappresentazione di una perla della letteratura, carica degli stessi toni del romanzo di Hemingway, carico di ansia, disperazione, tristezza, sconforto e malinconia. Ogni sentimento provato con lo storico romanzo si ripresenta al lettore, reinterpretato sì, ma carico delle stesse emozioni e delle stesse sensazioni. Una traduzione in linee e tratti del romanzo che vengono ripresi e reinterpretati così da poter adattare l'opera grafica. Ai personaggi, invece, viene riservata la stessa importanza che gli fu assegnata tempo addietro da Hemingway. Il vecchio Santiago e il giovane Manolin vengono caratterizzati nel dettaglio. Questa opera, grazie alla sceneggiatura da regista di Laprovitera e alle splendide tavole di Lo Cascio, risucchia il lettore all'interno della storia, in balia delle onde dell' immenso oceano, su una barchetta solitaria, in compagnia di un vecchio solitario. La maestria degli autori si nota in quanto il lettore si ritrova ad empatizzare con il personaggio. Laprovitera e Lo Cascio però riescono a rendere omaggio al mito di Hemigway senza far calare di tono la storia neppure per un momento, nonostante la storia sia caratterizzata di base da toni piuttosto piatti e calmi. Il famoso romanzo si tramuta così in un racconto a fumetti altrettanto profondo, in grado di far pensare e meditare. Tutto ciò risulta possibile grazie alle meravigliose tavole in bianco e nero di Lo Cascio, caratterizzate da un tratto tagliente e vibrante che evoca adeguatamente il senso di solitudine, la ruvida durezza del mondo dei pescatori. La scelta di non utilizzare il colore risulta perfetta in quanto in linea con i toni del romanzo e molto utile nel donare vita al mare e assegnargli il ruolo da protagonista. La narrazione non annoia e risulta movimentata grazie alle variazione della disposizione delle vignette e delle inquadrature. Un fumetto che consiglio molto ai giovani per avere un primo, ma fedele, approccio al grande scrittore statunitense. Alcune note su Andrea Laprovitera Nato a Orvieto il 10.09.1971. Sceneggiatore e autore di fumetti. La sua prima pubblicazione è un fumetto di 32 tavole di genere fantascientifico dal titolo Lost Paradise per conto dell’Associazione Culturale Alex Raymond (2008). Successivamente pubblica il romanzo grafico Il Maestro per le edizioni Tunué (2008). Sempre con la casa editrice Tunué pubblica anche i graphic novel Quartieri (2010) e L’uomo che sfidò le stelle (2011), biopic dedicato ad Augusto Imperiali. L’anno successivo pubblica un albo a fumetti per ragazzi con la casa editrice francese Edition Clair de Lune dal titolo Sonny & Sambo (2009), poi tradotto in italiano dalla casa editrice Uchronia qualche anno dopo, nel 2013. Con Rizzoli-Lizard, nel 2010, pubblica il romanzo grafico Il Treno. Nel 2012 con la Kappa Edizioni pubblica il romanzo grafico Che notte quella notte – una vita swing, biografia romanzata del cantautore e attore italiano Fred Buscaglione. Nel 2014 ritorna ad un suo vecchio amore: la narrativa per ragazzi, pubblicando un romanzo breve con la casa editrice Librosì edizioni. Nel 2015 viene pubblicato il romanzo breve Il Treno per la Algra editore. Nel 2016 pubblica con Edizioni NPE Il vecchio e il mare, adattamento grafico dell’omonimo romanzo di Hemingway con i disegni di Ludovico Lo Cascio. L’anno successivo realizza la trasposizione a fumetti del romanzo di Conrad La linea d’ombra con la casa editrice Kleiner Flug. Con Shockdom invece pubblica il fumetto per ragazzi Flop e Morgana (2018). Sempre nel 2018 pubblica per Becco Giallo la biografia Bartali, dedicata alla leggenda del ciclismo italiano. Finalista al Premio Boscarato nella sezione “Miglior sceneggiatore italiano” nel 2009 e nel 2013, attualmente è al lavoro su alcuni volumi di prossima pubblicazione per Becco Giallo, Kleiner Flug ed Edizioni Segni d’Autore. Fa parte stabilmente della redazione della rivista letteraria Mastro Pulce Alcune note su Ludocivo Lo Cascio Artista palermitano, classe ’92. Dal 2016 al 2018 collabora con il Children’s Cancer Hospital MD Anderson di Houston [TX], al progetto “imPACT Cancer”, serie a fumetti rivolta ai ragazzi affetti da malattie oncologiche, edita da mPrint Comics e Imagination Monkey. Nel 2019 nasce la collaborazione con Edity Publishing e bybagstyle.com. Nello stesso anno illustra per la Federazione Italiana Scherma la campagna promozionale della 100° edizione dei Campionati Italiani Assoluti di Scherma. A cavallo fra il 2020 e il 2021, inizia a lavorare come storyboard artist per film e pubblicità. Parallelamente al disegno, porta avanti l’attività di grafico e fotografo freelance. TAG: #graphic_novels, #letteratura, #andrea_laprovitera, #ludovico_lo_cascio, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Morgan e l'orologio senza tempo (Silvia Roccuzzo)

RECENSIONE: Morgan e l'orologio senza tempo (Silvia Roccuzzo)

Voto: 4.5/5 Autore: Silvia Roccuzzo Editore: Gruppo Albatros, 2019 Pagine: 456 Genere: Narrativa italiana, Fantasy Prezzo: € 17.50 (cartaceo), € 9.48 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Morgan è un giovane capitano che vive la sua vita all'insegna della pirateria, con la sua fedele ciurma sempre al seguito. Avidità, vanità e presunzione sono tra le sue doti migliori, ne dispensa a profusione mescolandole a una forte ironia e sprezzo del pericolo; nulla di strano, trattandosi di un pirata, peccato che Morgan sia una affascinante piratessa! Un giorno una serie di inspiegabili eventi segnerà il preludio di un'avventura che la porterà a scoprire il suo passato, nonché a segnare il futuro e le sorti della terra in cui vive. Tra inseguimenti, battaglie, inganni e colpi di magia, il capitano e i suoi compagni diventeranno i custodi di un segreto molto antico e di un preziosissimo monile: un misterioso e minuscolo orologio da taschino, le cui lancette stanno ferme sulle dodici esatte... Recensione Parto subito dicendo che il genere l’autrice esordisce con il botto. In questo romanzo ci sono tutti gli elementi di una storia avvincente e completa. Le pagine scorrono uno dietro l’altra senza mai annoiare. L’inizio del racconto è avvolto dal mistero, Morgan fa uno strano sogno che sembra un incrocio tra un incubo e una premonizione, in seguito si sveglia e tutto prosegue nella norma sulla sua nave. Ebbene sì, lei è un pirata, più precisamente il capitano della nave Queen Morgan. Sempre alla ricerca di tesori, passa la sua vita all’insegna dell’avventura lamentandosi in continuazione e dando ordini a destra e a manca. La sua esistenza e quella della sua ciurma viene però sconvolta quando cominciano ad accadere fatti strani. Segreti antichi si nascondono tra leggenda e realtà e tutti sono connessi ad un misterioso orologio da taschino in grado di controllare il tempo che il capitano e i suoi amici cercano di difendere ad ogni costo da un perfido nemico. I primi capitoli risultano scoppiettanti. Assistiamo ad inseguimenti e duelli a terra e via mare e a momenti, molto graditi, di ilarità. Molto apprezzato l’intreccio e il modo di gestire la linea temporale. L’autrice riesce a gestire il tutto con maestria realizzando un crescendo narrativo che culmina nell’inaspettato finale che sorprende il lettore. I personaggi del racconto sono diversi, unici e speciali. Ognuno di loro è caratterizzato alla perfezione e non sono descritti come eroi. Semplicemente sono persone che si ritrovano coinvolte in un situazione più grande di loro. Destinati a salvare Assia da un terribile avversario, fanno del loro meglio per essere all’altezza del compito cercando di restare sempre fedeli a loro stessi e ai loro princìpi. Molto interessanti i dialoghi che risultano veritieri e impreziosiscono l’intero racconto. L’ambientazione risulta un ibrido tra il fantasy classico, lo steampunk e il genere piratesco. Infatti troviamo magia, foreste incantante, sortilegi, ma anche residui di tecnologia di un lontano passato. Una libro che consiglio a chi vuole leggere una storia fantasy/piratesca coinvolgente sulla scoperta di se stessi e sul valore dell’amicizia in cui il vero protagonista e il tempo tiranno. Alcune note su Silvia Roccuzzo Silvia Roccuzzo, ventinovenne studentessa di ingegneria robotica all’Università di Pisa, ha lavorato al suo primo romanzo per ben 16 anni. Qualche tempo fa è arrivata la tanto attesa lettera di un editore entusiasta e lo scorso dicembre Morgan e l’orologio senza tempo è finalmente uscito dal cassetto. TAG: #narrativa_italiana, #fantasy, #silvia_roccuzzo #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: The Undoing - Le verità non dette

RECENSIONE: The Undoing - Le verità non dette

Voto: 4/5 Piattaforma: Sky Anno: 2020 Puntate: 6 Durata: 48-58 minuti (puntata) Genere: Drammatico, Giallo, Thriller Trama Grace e Jonathan Fraser sono due professionisti affermati di New York (lei psicoterapeuta, lui oncologopediatrico) e sono sposati felicemente. Hanno una bella casa a Manhattan, sono benestanti e il loro figlio dodicenne Henry frequenta una prestigiosa scuola privata. Tutto questo castello dorato comincia a crollare quando Elena, la mamma di un compagno di scuola di Henry, viene brutalmente assassinata nel suo studio, e Jonathan, che improvvisamente sparisce, diventa il sospettato principale. Le menzogne che ci sono nel rapporto apparentemente idilliaco tra Grace e Jonathan cominciano ad essere scoperte. Recensione Hugh Grant si ricollega abilmente alla sua immagine di uomo ossessionato dal sesso nella nuova miniserie della HBO The Undoing, e attraverso il suo personaggio la regista Suzanne Bier racconta una storia sulle aberrazioni dell’istinto ambientata nella New York bene. Per quanto riguarda invece la protagonista femminile Nicole Kidman, la fenomenale mancanza di espressione sul suo volto, molto criticata negli ultimi anni, mostra qui i suoi lati positivi, restituendo l’aura di una certa misteriosità. L’attrice australiana interpreta una psicoterapeuta americana di successo che ha tra le sue abitudini quella di passeggiare tra i grattacieli e Central Park nel bel mezzo del gelido inverno di New York, cercando costantemente di apparire sbalordita ogni volta che apprende qualcosa di nuovo e mostruoso su suo marito, interpretato da un grazioso Hugh Grant. Gli spettatori si domanderanno: l‘indignazione di questa donna è reale? Era davvero così ingenua da non percepire nulla di strano sulla vita privata del suo convivente? O sapeva e si è resa lei stessa artefice di qualche gesto insano per coprirlo? A prima vista questo titolo è un convenzionale thriller di indagine su un omicidio, interpretato da star di fama mondiale che hanno visto di certo giorni migliori. Tuttavia, se si viene coinvolti nella giusta maniera, si può scoprire un dramma criminale molto intrigante e pieno di sorprese. L‘oncologo infantile Mike Fraser (Hugh Grant) e sua moglie, la psicologa Grace (Nicole Kidman), conducono una vita familiare di lusso con il figlio dodicenne Henry. Un giorno Grace, ad una riunione tra mamme della esclusiva scuola frequentata dai loro figli, mirata al raccoglimento di fondi per un’azione di beneficenza, si trova di fronte a una giovane donna invadente di nome Elena (Matilda De Angelis), che le fa domande mentre allatta la sua bambina. La donna appare chiaramente un po’ fuori contesto; lo stesso avviene quando in un’altra occasione le si presenterà completamente nuda e in maniera alquanto ambigua negli spogliatoi della palestra frequentata da Grace. Dopo poco tempo Elena viene ritrovata morta, uccisa con un martello introvabile. La polizia ben presto si mette alla ricerca del pediatra Fraser, scomparso all‘improvviso in quanto principale sospettato di questo omicidio. The Undoing fa affidamento sugli effetti sorprendenti del romanzo su cui è basato, You Should Have Known di Jean Hanff Korelitz, e su un cast stellare che però viene utilizzato in una sorta di modalità ovattata che non dispiace. Tra essi Donald Sutherland, nel ruolo del padre multimilionario della psicoterapeuta, il cui principale avversario è l’affascinante e intrepido detective Joe Mendoza (Edgar Ramirez), che scava più a fondo nei segreti di famiglia dei Fraser. Hugh Grant, che aveva raggiunto il culmine della sua fama con il film Notting Hill, mostra una combinazione perfetta dei suoi due ego, quello cinematografico del gentleman inglese un po’ goffo, e quello privato, ma diventato pubblico, del malato di sesso. In questa miniserie tuttavia, non si può dire che l'attore abbia tutto ciò che serve per essere definito veramente demoniaco. Parte della raffinatezza di questo thriller è che le aberrazioni e le bugie della vita di coloro che sono coinvolti si riflettono precisamente nei dialoghi che vengono condotti tra la terapeuta Grace e i suoi pazienti durante le sedute, come se fossero premonitori o rivelatori della verità. In definitiva, la logica dell‘indagine sull‘omicidio, segue anche gli insegnamenti di Sigmund Freud e tutte le sue teorie sul doppio e sulla felicità. TAG: #sky, #HBO, #voto_quattro

More
RECENSIONE: Binari (Monica Pezzella)

RECENSIONE: Binari (Monica Pezzella)

Voto: 4.5/5 Autore: Monica Pezzella Editore: TerraRossa, 2020 Pagine: 78 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 13.00 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Marcel ama la simmetria delle linee, delle cattedrali in particolare, ma la traiettoria della sua esistenza è spezzata in segmenti, per lo meno finché non incontra Ale e non assapora prima qualcosa di simile alla felicità e poi alla resa. È una Voce turbata e partecipe a raccontarci la sua esistenza e il loro incontro, una Voce che sa omettere e penetrare, scomporre e tracciare armonie... Recensione Con questa opera prima, Monica Pezzella ci regala un romanzo spiazzante e sorprendentemente convincente, in cui la voce (o meglio Voce, chi ha letto il libro capirà) e la modalità con cui essa si esprime e avvince il lettore, svolgono un ruolo assolutamente primario caratterizzante l’intera narrazione, con l’esito di dar vita a uno stile del tutto singolare, che ben esprime il taglio dolente, carnale e travolgente della storia proposta che è in sostanza un declinare la relazione omoerotica nata tra i protagonisti nei termini di una schiavitù passionale. Al centro della narrativa troviamo Marcel, un architetto che ama le simmetrie e le cattedrali, i cui giorni paiono procedere tranquillamente, fino all’incontro con Ale, un giovane dalla vita disinvolta e movimentata con il quale sembra trovare a prima vista l’agognata felicità. Trai i due nasce una attrazione fisica e ormonale che prende piede con un impeto devastante, inducendoli a perdere il controllo e spingendo Voce a una narrazione tormentata e dolente, acuta e lancinante, fortemente connotata dall’accumulazione e ben resa da un monologo interiore appassionato che è l’esatto equivalente di un desiderio incontenibile che straborda da ogni orizzonte costituito. Si tratta della schiavitù della carne e della mente che viene introdotta nel romanzo dall’architetto Dareh, un collega di Marcel che non ha remore nel definire l’esperienza amorosa come un qualcosa di non rinvenibile nei libri ma da cercare nella fisica. Specchio di una passione che logora le fibre del corpo dei protagonisti fino allo sfinimento e che ha come obiettivo ultimo il perdersi definitivamente, senza possibilità di ritorno o di redenzione, soluzione che sembra stridere ancor più quando conosciamo la propensione di Marcel per le simmetrie e per l’armonia, per l’equilibrio delle proporzioni, ormai esplose e frantumate con la frequentazione di Ale. Anche l’esito, di per sé imprevedibile, pare suggerire che, soprattutto in materia amorosa e passionale, in un campo cioè in cui la razionalità poco può fare, nulla può essere spiegato con i crismi di una logica elementare o ricondotto a una grammatica convenzionale e vani sono i tentativi che si susseguono, che vorrebbero segnare i confini o colmare i vuoti, le distanze, come il cambiare direzione al treno sui binari con la speranza che possa mutare corsa quando ormai le cose pendono da una sola parte. Ne viene fuori un forte senso di straniamento, accentuato dal cambiamento dell’ordine delle sequenze dell’intreccio (il romanzo inizia con la fine e finisce con l’inizio), dovuto all’incapacità o impossibilità di ristabilire un ordine del senso. A fine lettura si ha l'impressione di avere di fronte un romanzo che sorprende e che convince, forte di una scrittura che ama osare ed innovare, intraprendere con coraggio nuove strade, che chiede spesso la complicità del lettore che ha la possibilità di mettersi in gioco abbandonando le proprie certezze e i propri pregiudizi, per approfondire la comprensione di sé e del mondo che lo circonda. È l’esordio di un’autrice che ha già tracciato un percorso tutto personale, con una voce inconfondibile. Alcune note su Monica Pezzella Monica Pezzella ha fondato la rivista Sulla quarta corda ed è traduttrice e redattrice editoriale; suoi contributi sono apparsi sulle riviste Nazione Indiana, TerraNullius, Suite Italiana e Verde Rivista. Binari è la sua opera d’esordio. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #monica_pezzella #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Il fiato di Edith (Nicola Pesce)

RECENSIONE: Il fiato di Edith (Nicola Pesce)

Voto: 3.5/5 Autore: Nicola Pesce Editore: NPE, 2020 Pagine: 128 Genere: Narrativa italiana, Fantasy Prezzo: € 12.00 Acquista: Libro Trama Il fiato di Edith è un romanzo ambientato in una Irlanda di un indefinito secolo passato, tra prati verde scuro, piccole casette e grandi nebbie. Un ragazzo di dieci anni o poco più, inseguendo una palla di pezza rotolata ai piedi di una collina, scorge una casa diversa dalle altre. Entra attraverso la porta socchiusa e vede una famiglia in piedi accanto a un lettino, di fronte a un fuoco scoppiettante. Distesa sul lettino, la piccola Edith, una bimba malata dai lunghissimi capelli rossi, che respira a piccoli sorsi. È così che il piccolo Jonathan cade suo malgrado in una favola. Non si sa come esattamente, si parla di un maleficio, di una strega... una volta... e la piccola Edith non può vivere come le altre persone, per il suo cuore troppo debole. Recensione Il romanzo è ambientato in Irlanda. Qui troviamo Jonathan, un bambino curioso, che si addentra in una casa in collina dove scorge una bambina sdraiata sul letto che parla a stento. Il suo nome è Edith e sembra stare molto male a causa di una maledizione. Jonathan si affeziona tantissimo alla ragazza e trova in lei un punto a cui poggiarsi e un mistero da risolvere. La storia si basa sul maleficio di cui è soggetta Edith. Il suo fiato sembra pesante, tanto che appare quasi un miracolo che respiri. Nella trama non viene citata l'epoca, ma non sembra essere ambientato nel medioevo, periodo ricco di sortilegi. I personaggi di questa storia non sono molti e sono poco sviluppati, in modo particolare Edith. Viene raccontato molto poco di lei, se non ciò che la caratterizza, la maledizione che porta con sé e che la mette nella condizione in cui si trova. Jonathan è il ragazzino che il lettore conosce maggiormente, vengono rivelati i suoi pensieri e le sue paure. Esso resta al fianco dell'amica, l’unico che cerca di trovare una soluzione e l’unico che si ritrova persino a pagare per questo. E’ un ragazzo intelligente e devoto che vuole salvare Edith a qualsiasi costo. Resta comunque confuso il motivo per il quale la bambina sia vittima del maleficio. Il libro si concentra molto sui sentimenti del giovane e sul messaggio che vuole comunicare al lettore. Pur essendo una storia con diversi buchi, si risolleva nel finale che risulta inaspettato. Lo stile utilizzato dall’autore risulta incisivo, ricercato e poetico. Forse troppo poetico. Personalmente avrei preferito una trama più sviluppata e un linguaggio meno ricercato. La copertina del libro risulta minimalista, ma di impatto. Un romanzo consigliato a chi cerca una storia dalle tonalità fiabesche con un tipo di scrittura molto poetico che trasporta il lettore nei paesaggi dell’Irlanda, tra le colline, le foreste, i laghi e le case di pietra scaldate dal fuoco. Alcune note su Nicola Pesce Nicola Pesce fonda la sua casa editrice nel 2002 e due anni dopo esordisce con il primo numero della rivista Underground Press, stampato in centoventi copie. Da quel 19 aprile 2004 la NPE ha affrontato tante trasformazioni, dando alle stampe pregevoli volumi a fumetti e di critica fumettistica. Dopo un’assenza durata dal 2005 al 2010, per gravi motivi personali, recentemente Nicola Pesce è tornato a sedersi sulla sua sedia di editore. TAG: #narrativa_italiana, #fantasy, #nicola_pesce, #voto_tre_mezzo

More
RECENSIONE: Galileo Galilei. Il messaggero delle stelle (Francesco Niccolini, Massimiliano Favazza)

RECENSIONE: Galileo Galilei. Il messaggero delle stelle (Francesco Niccolini, Massimiliano Favazza)

Voto: 4.5/5 Autore: Francesco Niccolini, Massimiliano Favazza Editore: Becco Giallo, 2021 Pagine: 136 Genere: Graphic novels, Biografia, Scienza Prezzo: € 17.00 Acquista: Libro Trama 21 ottobre 2011. Con il lancio di due satelliti inizia la costruzione della Costellazione Galileo, che permetterà l'aggiornamento del GPS europeo: è da queste immagini contemporanee che comincia la narrazione della vita di Galileo Galilei, padre della scienza moderna e protagonista della rivoluzione scientifica. Il "messaggero delle stelle" ha messo a frutto gli studi di Copernico e sconvolto la visione geocentrica del mondo cara alla Chiesa cattolica, animato dalla sua passione sconfinata per il cielo. Una passione che non salverà Galileo dalle accuse di eresia mosse dal Sant'Uffizio, che lo costringerà - umiliandolo in età ormai avanzata - ad abiurare le sue teorie e a passare il resto dei suoi giorni agli arresti domiciliari senza poter insegnare né pubblicare. Recensione Quando la scienza e la fede collidono, i risultati riescono anche a cambiare il mondo. La storia di Galileo Galilei coincide con la nascita della concezione moderna del sistema solare e della scienza stessa. Questa biografia a fumetti prende il via da un evento moderno, il lancio dei primi due satelliti della costellazione Galileo avvenuto il 21 ottobre 2011, per permettere l'aggiornamento dei GPS europei. Lo sguardo però volge ben presto lontano, proprio come fa Galileo con i suoi celebri cannocchiali, per raccontare la vita, la passione e le vicende dello scienziato nato nel sedicesimo secolo. Seguace degli insegnamenti di Copernico e guidato da una passione per la scienza e per gli astri, Galileo per primo rinnega la visione geocentrica della Chiesa. Questo atto coraggioso gli vale l'accusa di eresia da parte del Sant'Uffizio, costringendolo ad abiurare le sue teorie ed a una vita di prigionia domiciliare. Questa opera rende omaggio alla grandezza del fisico pisano. Ripercorre in maniera riassuntiva la sua carriera, ma si sofferma in modo particolare sulla passione per il cielo e sulla sua sete di conoscenza. Il libro scorre piacevolmente e le immagine ricche di dettagli si sposano bene con il racconto. Molto belli i dettagli espressivi dei visi e i paesaggi molto curati che permettono al lettore di rivivere il secolo che ha cambiato per sempre la nostra concezione del mondo celeste. Alcune note su Francesco Niccolini Nato ad Arezzo nel 1965, è autore di testi teatrali per alcuni dei più importanti autori italiani, tra cui Marco Paolino, Alessio Boni, Enzo Vetrano e Stefano Randisi. Tra i suoi spettacoli più fortunati si ricordano La grande foresta che ha ispirato il suo romanzo Il lupo e la farfalla e Zanna Bianca, entrambi scritti insieme a Luigi D'Elia. È anche sceneggiatore di graphic novel e di racconti per la radio. Alcune note su Massimiliano Favazza Nato a Bronte (CT) nel 1989, dove tuttora vive e lavora. Dopo una formazione pittorica presso l'Accademia di Belle Arti di Catania, presta le proprie matite all'illustrazione, realizzando copertine di libri per Giuseppe Maimone Editore e locandine per il Teatro Massimo Bellini di Catania. Negli anni collabora come vignettista per il quotidiano Meridionews e con il blog Libernazione. Galileo Galilei. Il messaggero delle stelle è la sua prima pubblicazione a fumetti. TAG: #graphic_novels, #biografia, #scienza, #francesco_niccolini, #massimiliano_favazza #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Il sarto di Palermo (Sergio Costanzo)

RECENSIONE: Il sarto di Palermo (Sergio Costanzo)

Voto: 4.5/5 Autore: Sergio Costanzo Editore: Porto Seguro Editore, 2020 Pagine: 354 Genere: Storia, Narrativa italiana Prezzo: € 17.90 Acquista: Libro Trama Palermo, 1575. In una città in bilico tra le radici arabo normanne e la dominazione spagnola, il giovane Bernardo dell'Abaco, undicesimo discendente di Leonardo Fibonacci, viene mandato dai genitori al vicino castello di Trabia nel tentativo di preservarlo dall'epidemia di peste. Qui è severamente educato da donna Lucrezia Gaetani, nobile di antica stirpe pisana. Bernardo cresce e si fortifica tra solitudine, fatica e soprusi, cullando il sogno di diventare un sarto, come il padre, e confezionare l'abito perfetto. Ma i suoi stretti legami con la Confraternita della Nazione Pisana, la sua cultura e il suo censo, gli impongono scelte diverse. Si innamora di una donna di popolo, l'elegante schiava di una famiglia spagnola: il loro amore si consacra tra mille difficoltà in una Palermo segnata da rivolte e lotte di potere. Il sarto di Palermo è un omaggio all'arte, alla storia, alla bellezza e al potere che la conoscenza esercita sulle umane menti, ma è anche un affresco a tinte forti delle bassezze di cui solo l'essere umano è capace. Recensione Il teatro della storia di questo romanzo è la Sicilia e la trama si snoda in un periodo storico che va dal 1575 al 1624. Palermo 9 giugno 1575. Da un bastimento proveniente da Venezia e diretto in Spagna, sbarcano mercanti e passeggeri. Una donna viene rinvenuta morta in un vicolo. È la peste, la morte nera. Bernardo dell’Abaco ha 13 anni, trascorsi felicemente nella sartoria di famiglia. Per preservarlo dal morbo il padre lo conduce a Trabia. Lì scoprirà, nel tempo, di essere rimasto orfano e di essere un lontano discendente di quel Leonardo Pisano che aveva importato da oriente i numeri indiani, Leonardo Fibonacci. A Trabia è educato da donna Lucrezia Gaetani, nobile di stirpe pisana che le rivela l'esistenza di una Confraternita di pisani sfuggiti al governo fiorentino e rifugiatisi in Sicilia. Anni dopo, rientrato in Palermo, è accolto dalla Confraternita della Nazione Pisana. Solitudine, apprendistato, fatica, soprusi. Bernardo cresce e si fortifica, cullando il sogno di diventare un sarto e confezionare l’abito perfetto. Cuce per i marinai del porto e la notte imbastisce segretamente sete e damaschi. Ma anche trame politiche alla corte dei Viceré. Solitario, quasi un naufrago, si aggrappa agli occhi di una donna di popolo, l’elegante schiava di una famiglia spagnola. In un rapporto tra maestro e apprendista, il loro amore si consacra tra mille difficoltà legate ai preconcetti. Numerosi sono i personaggi che l'autore mette in scena, tutti realmente esistiti. Per scrivere questa storia si è documentato scrupolosamente e in modo approfondito. Lo stile narrativo risulta scorrevole e l'opera è impreziosita dai dialoghi che riprendono il modo di parlare dell'epoca. L'autore utilizza la sete di conoscenza, il bisogno di sapere e di sperimentare di Bernardo per riportare un quadro completo del periodo trattato. In una Palermo popolata da antiche casate nobiliari, mercanti e marinai, si intrecciano storie e si fa la Storia. Questo romanzo offre al lettore la possibilità di perdersi tra i vicoli, pregare in Cattedrale, peccare nei postriboli. Con la pelle riarsa dal sole e gli occhi persi sull’orizzonte del mare, è lo stesso Bernardo dell’Abaco a irretire il lettore. Lo carpisce e lo trascina, imprigionandolo fra la trama e l’ordito e rendendolo parte della storia. Questo libro è un omaggio all’arte, alla Storia, alla bellezza e al potere che la conoscenza esercita sulle umane menti, ma è anche affresco a tinte forti delle bassezze umane. Un bel romanzo storico che ha una sola pecca, il carattere di stampa è molto piccolo. Alcune note su Sergio Costanzo Sergio Costanzo, pisano, è biologo per formazione e storico per passione. La sua prima opera è Io Busketo, un romanzo storico al cui centro domina la figura del Duomo di Pisa e dell’architetto che lo progettò. Il libro, dato alle stampe nel 2010 da Linee Infinite Edizioni (Lodi), ha vinto il premio Italia Medievale per la sezione Editoria nel 2011. Ha poi ottenuto la segnalazione speciale il 22 ottobre 2011 alla 55° edizione del celebre Premio Letterario Nazionale Pisa, indetto dal Comune e dalla Provincia di Pisa. Il fiume si rise, il secondo romanzo storico di Costanzo, è stato presentato al pubblico per la prima volta all'interno del Pisa Book Festival il 23 Novembre 2012 al Palazzo dei Congressi di Pisa. Il Sarto di Palermo è stato scritto nel 2020. TAG: #storia, #narrativa_italiana, #sergio_costanzo, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Tristezza (Angel Mosquito, Federico Reggiani)

RECENSIONE: Tristezza (Angel Mosquito, Federico Reggiani)

Voto: 4/5 Autore: Angel Mosquito, Federico Reggiani Editore: Neo Edizioni, 2021 Pagine: 136 Genere: Graphic novels Prezzo: € 19.00 Acquista: Libro Trama Argentina. Oggi. Così come in ogni luogo. In seguito a una spaventosa pandemia chiamata “tristezza” che ha decimato la popolazione mondiale, un gruppo di reduci deve imparare a sopravvivere al crollo della civiltà. Senza più uno Stato, un sistema scolastico o internet, ogni scelta diventa una sfida e ogni piccolo successo la conquista che allontana per un po’ l’ombra della morte. Riparando un vecchio motore, ingegnandosi per allevare le galline, facendo nascere un bambino o provando a rifondare la civiltà, i protagonisti di Tristezza impareranno a non dare per scontato ciò che prima era ovvio: l’acqua, il cibo, la democrazia, il sostegno dei propri compagni. E capiranno che non c’è bisogno di orde di zombie per aver paura quando, nel fondo della notte, il nemico più pericoloso dell’uomo si rivelerà essere l’uomo stesso. Recensione Il genere post-apocalittico è parecchio diffuso. Questa idea non viene sempre utilizzata per mancanza di originalità, ma perché offre molte alternative diverse; è qui che sta l'originalità (o meno) degli autori. In questa storia scritta e disegnata da autori argentini, la fine della civiltà avviene attraverso un virus, il cui primo sintomo è la tristezza, che infetta le mucche, animali importantissimi per l'alimentazione quotidiana di base: latte, formaggi, carni. Il contagio si diffonde tra gli esseri umani e decima la popolazione, costringendo a ricostruire la vita senza i servizi di base a cui si è molto abituati. Questo romanzo grafico non parla di come è nata e si è diffusa l'epidemia, ma più precisamente di come gli esseri umani sopravvivono. L'attenzione viene concentrata in modo particolare su coloro che abitano le cosiddette periferie di Buenos Aires, l'estensione urbana che circonda quella che è la capitale dell'Argentina che ha le sue particolarità sociali, demografiche e culturali. Gran parte del merito di questo fumetto sta proprio nel saper catturare quello spirito sociale e immaginare come si possa reagire se si perde tutto e bisogna ripartire da zero. Non solo. Gli autori vanno in profondità e toccano questioni che hanno a che fare con l'umanità intera. Ciò si può riassumere nella creazione e lo sviluppo di una società (politica, religione, educazione, rapporti personali). Per realizzare tutto questo è necessario un grande studio dei personaggi e della storia, che, senza ombra di dubbio, è stato svolto da Reggiani e Mosquito prima e durante la creazione di questo fumetto che ha un approccio molto realistico. Un'altra parte importante dell'opera è svolta dai personaggi. Tutti cosi diversi e con le proprie caratteristiche, ma nessuno di loro che si distingue come protagonista. Una storia che non contempla un eroe da seguire e che lascia al lettore la scelta di decidere chi sta agendo correttamente. Inoltre questa opera viene divisa in due parti: la prima parte che vede una società molto piccola autogestita e una seconda parte in cui il piccolo gruppo è incorporato in una struttura sociale governata gerarchicamente con un sistema di regole molto rigide, che ovviamente generano rifiuti e oppositori. Mosquito, con il suo tratto netto ed essenziale e attraverso l'utilizzo di colori freddi, riesce a creare una atmosfera in sintonia con la storia. Un'altra particolarità che rende questa graphic novel assolutamente da leggere. Alcune note su Angel Mosquito Si è formato nel mondo del fumetto indipendente negli anni Novanta. La sua rivista Moron Suburbio è stata una pietra miliare di quel movimento. Lavora come caricaturista, illustratore e agricoltore. Alcune note su Federico Reggiani Alterna la sua malinconica attività di bibliotecario alla scrittura di fumetti e romanzi. È stato uno dei fondatori del rinomato sito di fumetti autobiografici “Historietas Reales” TAG: #graphic_novels, #angel_mosquito, #federico_reggiani #voto_quattro

More
RECENSIONE: La penultima mossa (Carla Viazzi)

RECENSIONE: La penultima mossa (Carla Viazzi)

Voto: 4.5/5 Autore: Carla Viazzi Editore: Morellini, 2020 Pagine: 254 Genere: Narrativa italiana, Gialli Prezzo: € 16.90 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama La notte dell'8 dicembre del 1980 Jo Nolan, leader del noto gruppo musicale inglese dei Tricks, viene ucciso da uno psicopatico davanti al portone di casa. Con lui c'è la moglie Yumi Kimura. L'assassino, Robert Pursuit, viene affidato all'ispettore Seth Carlsen, che durante l'interrogatorio si rende conto che il caso potrebbe essere più complicato di quanto sembrasse inizialmente. Il sospetto di Carlsen è che il suo non fosse stato il gesto di un fan deluso, ma un omicidio pensato a lungo e architettato a tavolino. Dietro al piano dev'esserci un mandante che ha plagiato la mente del ragazzo. L' arrivo di una telefonata minatoria e gli indizi raccolti nelle prime fasi dell'indagine rafforzano l'intuizione di Carlsen, che decide di andare a fondo. Al suo fianco il fedele agente Moore e la giornalista Darla Lovelace; entrambi saranno fondamentali per capire i tanti segreti che si celano dietro la vita e la morte di uno dei cantanti più iconici del suo tempo. In occasione del quarantesimo anniversario della morte di John Lennon, un romanzo che non può non richiamare alla mente dei fan la storia e le leggende che hanno segnato la brillante carriera dei Beatles Recensione Un romanzo che porta una sua teoria sul gruppo musicale più famoso di tutti i tempi, dalla fondazione alla divisione, con enigmatici e complessi misteri. L' autrice racconta dei Trikes, band inglese, e della relativa uccisione del loro leader: Joe Nolan. Il romanzo è un chiaro riferimento ai Beatles e alla morte di John Lennon. Dal racconto emerge la figura di Fred, altro geniale musicista che si unisce al gruppo ancora giovanissimo e, a detta di Joe, ha quella spiccata genialità musicale da renderlo un vero fuoriclasse. Tanto che fra i due nasce una fittissima collaborazione che porteranno il gruppo a creare brani leggendari. Fred instaura una relazione con una ragazza che rimane incinta. Nascituro che non viene riconosciuto e la faccenda viene chiusa riconoscendo una somma di denaro alla madre. Allo stesso tempo si fanno sempre più presenti le voci che riferiscono la morte di Fred e la sua sostituzione con un sosia. Tornando all’omicidio di Joe Nolan, l’autrice crea un mosaico da comporre affidando alla sua fantasia la figura dell’ispettore di polizia Seth Carlsen che dopo aver arrestato l’assassino, tale Robert Pursuit, durante l’interrogatorio valuta che l’omicida con le sue strane risposte è un uomo con gravi disagi mentali. Il poliziotto si convince che dietro l'uccisione ci possa essere un mandante; addirittura andando al fondo alle indagini pensa che il vero obiettivo non fosse Joe, ma sua compagna Yumi Kimura, donna dalla fortissima personalità che a detta di molti è stata la causa della separazione della band e di avere un potente ascendente sul proprio compagno. Dalla complessa indagine emergono personaggi che a modo loro possono aver avuto interessi sull’intricato omicidio. Carlsen, con l’aiuto della sua compagna Darla Lovelace, giornalista specializzata in casi di omicidio, riesce a far emergere altre figure chiave, ma tutte le volte che l’ispettore arriva a qualche conclusione nuovi scenari si ripresentano. Inoltre, nella trama del romanzo la scrittrice, ci fa rivivere la morte di Fred, in un violentissimo incidente stradale. Da qui nasce un intrigo complesso che porterà Joe con la collaborazione dell’impresario ad occultare il corpo di Fred. Queste complesse quanto intrigate situazioni porteranno il poliziotto e la giornalista ad indagare a fondo, sia sulla persona che materialmente uccise Joe il giorno del suo 40° compleanno, sia su tutto l’ambiente che ruota attorno al quartetto. Il finale è degno del titolo del romanzo che si rifà alla passione dell'ispettore per il gioco degli scacchi. Con questo romanzo, Carla Viazzi ci apre a molti interrogativi sui personaggi descritti: Joe Nolan, si riferisce al grandissimo John Lennon, Fred all’immenso Paul McCartney, con la leggenda che ancora oggi in auge della sua morte, Yumi Kimura è Yoko Ono Degli atri due componenti del gruppo non vi è particolare attenzione in quanto poco coinvolti nella vita dei due leader dei quali se ne fa una complessa descrizione; del loro modo di vivere e di essere geni e sregolatezza come tutti i grandi che lasciano il segno nel percorso della loro vita. Tutti personaggi risultano plausibili. Verosimili se non veri. Narrazione ben costruita e ritmo serrato. Il tutto acquista valore grazie al sottile gioco tra realtà e fantasia. Davvero un bel romanzo. Le indagini? Non vi rimane che leggerle il libro e scoprire come finisce questa intricata partita a scacchi. Alcune note su Carla Viazzi Carla Viazzi è nata a Genova ed è una scrittrice e giornalista che esordisce in tv lavorando per un’emittente ligure. Poco dopo lavora in Rai e Mediaset. Dal 2010 al 2012 dirige InFly, la rivista degli aeroporti d’Italia. Sempre nel 2010 debutta col libro Amoreee… non c’è campo a cui seguiranno altri libri quali L’ora del ritorno (con Don Luigi Noli) e Qui Viazzi… a voi studio (con Maria Paola Comolli) editi entrambi da Erga. Nel 2016 è autrice e curatrice con Roberto Iovino del libro Teatri Storici di Liguria – Viaggio tra i palcoscenici storici e naturali edito da Sagep. TAG: #narrativa_italiana, #gialli, #carla_viazzi #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Il giorno mangia la notte (Silvia Bottani)

RECENSIONE: Il giorno mangia la notte (Silvia Bottani)

Voto: 4.5/5 Autore: Silvia Bottani Editore: SUR, 2020 Pagine: 277 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 17 (cartaceo), € 8.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Sullo sfondo di una Milano buia e perturbante, le vite di Naima, ragazza marocchina con la passione per la kick boxe che lavora come insegnante di sostegno in una scuola elementare, Giorgio, ex pubblicitario dipendente dall'alcol e separato dalla moglie, e suo figlio Stefano, giovane avvocato rampante e militante neofascista, si intrecciano per caso, dopo un incidente, portando a galla una dura realtà segnata da contraddizioni e mescolanze. Recensione E' un esordio con il botto quello di Silvia Bottani. In questo romanzo l'autrice scava nelle profondità più intime dei suoi personaggi senza però mai giudicarli. Il questo libro il tempo e la città sembrano fatte della stessa sostanza delle persone. Hanno un carattere organico, si raggrumano e si sciolgono nelle parole e nelle storie; si intrecciano e nell'intrecciarsi si alterano a vicenda. jnmmmmm Naima è una bella ragazza di venticinque anni, italiana di origine marocchina, che pratica kickboxing e lavora come insegnante di sostegno in una scuola elementare. Giorgio è un ex pubblicitario rampante, un matrimonio alle spalle con Marina, di cui è ancora perdutamente innamorato, oggi è un uomo cinico dipendente dall’alcol, dalla cocaina e dal gioco. Stefano, figlio di Giorgio, è un militante neofascista, praticante avvocato, che ha colmato le ferite del suo passato con la violenza. Si allena nella stessa palestra di Naima e lì i due si troveranno, tra uno scontro e un incontro, pian piano stretti in una morsa che toglierà il fiato. I percorsi dei personaggi si intersecano la sera in cui Giorgio rapina per strada una donna che, accidentalmente nel tentativo di inseguirlo, viene investita da una macchina. È la madre di Naima. Da allora niente sarà più lo stesso perché una spirale di dolore investirà le vite di tutti i personaggi cambiandole per sempre. Tre vite che s’intrecciano e che si scontrano a causa di un drammatico fatto, che condizionerà la vita di tutti. Tre vite complesse, sfregiate, deluse ma ancora palpitanti, in bilico tra il vuoto – interiore, sì, ma soprattutto della città circostante e il desiderio sessuale, di riscatto, di pulizia e ordine, di potere. C'è costante lungo tutto il libro una riflessione sul tempo e sui rimpianti. Ci sono personaggi che si specchiano negli oggetti e nei luoghi riflettendo sul senso delle proprie scelte, altri che cercano chi sono correndo avanti e indietro tra i ricordi. All'autrice va il merito di aver catturato lo spirito di Milano, ma delle metropoli in generale come luoghi di trasformazione profonde. C'è una società viva che prende corpo tra le pagine, ponendoci interrogativi sulle nostre molteplici identità, sulle false idee di integrazione, sulle storture delle nostre reti sociali, sia quelle reali che quelle virtuali. Con una trama che scorre vorace, questo si rivela un romanzo potente, fisico, feroce che viene promosso a pieni voti. Alcune note su Silvia Bottani Silvia Bottani è nata e vive a Milano. Giornalista, si occupa di arte contemporanea e collabora con diverse agenzie di comunicazione. Suoi interventi sono stati pubblicati da Doppiozero, Riga, Sapiens, Arte, Rivista Segno, CultFrame. Il giorno mangia la notte è il suo primo romanzo. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #silvia_bottani #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Battling il tenebroso (Alexandre Vialatte)

RECENSIONE: Battling il tenebroso (Alexandre Vialatte)

Voto: 4/5 Autore: Alexandre Vialatte Editore: Prehistorica Editore, 2020 Pagine: 221 Genere: Narrativa straniera, Narrativa Classica Prezzo: € 16.00 Acquista: Libro Trama Partendo dalle avventure del giovane Battling, che perderà se stesso alla ricerca dell'idea dell'amore, l'autore di questo grande classico porta alla più alta espressione i sentimenti assoluti e contrastanti appartenenti all'adolescenza di ogni tempo. Recensione Vialatte è uno scrittore francese mai tradotto nella nostra penisola, almeno fino ad oggi. Grazie al grande lavoro della casa editrice Prehistorica, arriva in Italia un suo romanzo che è un vero capolavoro. Con una scrittura incalzante, l'autore narra la storia d'amore e di amicizia di alcuni collegiali. Come in un romanzo di formazione, Vialatte racconta le vicende esistenziali di alcuni adolescenti della provincia francese. Scopriamo una scrittura che si preoccupa solo di fare letteratura. Questo è un romanzo bizzarro, di uno scrittore eclettico. Nella postfazione,Pierre Jourde, definisce Vialatte come uno scrittore incongruo e riporta che il romanzo è centrato sull'adolescenza perché questa è l'età metafisica, quella in cui si guarda in faccia il nulla. Molto interessante questo libro non per ciò che narra, ma per come lo scrittore racconta gli intrecci che si creano nella storia. Già dalle prime pagine il lettore viene rapito dalla scrittura intensa che si perde negli infiniti labirinti di una prosa poetica che suggestiona e incanta. Il tema portante del libro riguarda la scrittura dell'autore e il suo procedere nei meandri di una lingua colma di intuizioni straordinarie. Lo scrittore, attraverso l'adolescenza, mostra al lettore la vita che scorre. Tutto ciò non viene fatto però cadendo nella banalità del romanzesco, ma inventando un modo di scrivere originale, degno di uno scrittore bizzarro. Non si può che arrivare entusiasti alla fine del romanzo. Alcune note su Alexandre Vialatte Alexandre Vialatte è figlio di un ufficiale. Di ceppo alverniate, la famiglia ha le radici ad Ambert, ma si trasferisce in svariate città seguendo i cambiamenti di guarnigione del padre: Tolosa, Brive, per poi far ritorno ad Ambert nel 1915, dopo la sua smobilitazione per ragioni di salute. Dapprima bambino sognatore e dotato di grande immaginazione, il giovane Alexandre Vialatte ama il disegno, la calligrafia, la poesia, ma anche l’esercizio, lo sport, il nuoto e l’equitazione. Quando si rivela la sua attitudine per la matematica, lui si avvia alla carriera militare e si prepara per l’Accademia navale. Nel 1913, stringe amicizia con i fratelli Paul e Henri Pourrat. L’amicizia con il primo è interrotta dalla sua morte nel 1923 e viene riportata sul secondo che, più grande di 14 anni e già scrittore, diverrà per Vialatte una figura di riferimento e un mentore in letteratura. Gli anni della giovinezza li passano nella loro Alvernia, cornice di frequenti escursioni sui monti del Livradois e del Forez. Fino alla morte di Henri. La loro amicizia darà luogo a una ricca corrispondenza. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_classica, #alexandre_vialatte, #voto_quattro

More
RECENSIONE: Muori per me (Elisabetta Cametti)

RECENSIONE: Muori per me (Elisabetta Cametti)

Voto: 4.5/5 Autore: Elisabetta Cametti Editore: Piemme, 2021 Pagine: 528 Genere: Narrativa italiana, Thriller Prezzi: € 18.90 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Notte fonda, una ragazzina chiama la polizia: sua madre è scomparsa. Si tratta dell'assistente personale di Ginevra Puccini, una delle fashion blogger più famose al mondo. Il corpo di Julia viene trovato nelle acque del lago di Como, insieme a quello di altre quattro donne. I cadaveri presentano ulcere evidenti su pelle e mucose, una reazione allergica rara, causata da una sostanza sconosciuta, come accerta l'autopsia. Gli indizi, che puntano tutti a un unico colpevole, diventano una prova con la scoperta dell'arma del delitto. Quando il caso sembra chiuso, però, sulle pagine social di Ginevra Puccini compaiono dei video sconvolgenti: lei conosce il nome delle vittime non ancora identificate, la loro storia e il gioco perverso che le ha uccise. Ma Ginevra non si trova. Potrebbe essere il carnefice o la prossima vittima. La cerca la polizia. La cerca la sua famiglia. La cerca chi vuole metterla a tacere. Quelle immagini denunciano un sistema di corruzione e comando, rivelando la linea di sangue che conduce tra i rami di una famiglia potente e dentro una delle più importanti maison della moda internazionale. Dove forze dell'ordine e giustizia non sono mai riuscite ad aprirsi un varco, sono quei post a fare vacillare l'impero. Perché c'è una voce che i soldi e il potere non possono ridurre al silenzio, quella che rimbalza sui social network e diventa virale. Una voce che neanche la morte può fermare. Recensione Questo romanzo è un thriller che esce dagli schemi. Si fa portavoce della storia di tante donne con tanti sogni e speranze che vengono schiacciate dal peso di promesse e verità disattese. La trama è contemporanea e slegata dalle due serie che hanno reso famosa la scrittrice, la serie K con protagonista Katherine Sinclaire e la serie 29 con Veronica Evans. Anche in questo racconto, come nei precedenti, c'è tensione, ma anche molto di più. Elisabetta Cametti ci rende consapevoli della necessità di apparire accumulando like, soldi e visibilità sui social; mettendo così in luce un meccanismo malato che ci sta portando a dare troppa importanza a elementi futili. L'autrice accende i riflettori per bloccare la violenza sulle donne, gli abusi e per far capire che l'importante non è apparire agli occhi degli altri, ma preservare la nostra identità senza cercare di essere le copie identiche di chi nell'immagine pubblica viene messa come esempio da seguire. Inoltre ci mostra il dietro le quinte di un mondo, quello delle influencer, del marketing e degli eventi, apparentemente scintillante; i meccanismi di corruzione e intimidazione che ci possono essere alla base di proposte e contratti. Illustra anche come oggi il mondo dei social possa essere uno specchietto per le allodole e pericoloso per giovani, ingenui e persone in cerca di successo facile. La protagonista, Ginevra, è una blogger famosa, diventata tale grazie all’aiuto di una potente famiglia: i Vinciguerra. Purtroppo, non è tutto oro quello che luccica e l'intraprendente ragazza si ritrova a fare i conti con orribili segreti e convivere con suo marito, Volfango Vinciguerra, l’alfa della triade composta da lui, Vittorio e Vanessa: tre gemelli, uno peggio dell’altro, ognuno caratterizzato da una terribile dipendenza.
Francesca Montanari, l’altra protagonista e sorella di Ginevra, è quella sensibile, responsabile, dal cuore grande, legata ai valori famigliari e si trova quasi isolata dagli altri fratelli che hanno preferito scappare dalla montagna: Ginevra star dei social, Giacomo chef stellato a Milano, Matteo attratto dalla movida. Lei però non demorde e cerca in ogni modo di ritrovare la sorella che pare latitante.
La trama risulta parecchio articolata, non banale, talvolta pregna di violenza e crudeltà che potrebbero far storcere il naso, ma proprio questa crudezza è ciò che colpisce e sconvolge, perché nella realtà non si può edulcorare una violenza e talvolta è giusto che arrivi al lettore con la sua forza. In questo romanzo spiccano le donne: sopravvissute; eroine; combattenti; spesso tradite da chi dice di amarle, da chi è vicino o addirittura di famiglia. Si tocca anche il tema del femminicidio. Non mancano alcuni colpi di scena.
La Cametti ha uno stile limpido, descrittivo. Nonostante alcuni capitoli si dilunghino un po' troppo e bisogna avere pazienza prima di arrivare alla parte più interessante della trama, questo romanzo risulta un thriller avvincente, crudo e che sicuramente non lascia indifferente il lettore. Alcune note su Eisabetta Cametti
Elisabetta Cametti è nata nel 1970 in una piccola località ai piedi del Monte Rosa. Si è laureata in Economia e Commercio e ha intrapreso la strada del marketing. Dopo circa vent’anni di esperienza in importanti multinazionali, ha scelto di dedicarsi alla sua passione di sempre iniziando così la carriera di scrittrice. I guardiani della storia è il suo romanzo di esordio, il primo di una serie che ha per protagonista l’affascinante Katherine Sinclaire. Sito: www.elisabettacametti.com TAG: #narrativa_italiana, #thriller, #elisabetta_cametti, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: Poema numerico. L'ultimo sogno di Galois (Andrea Petrozzi)

RECENSIONE: Poema numerico. L'ultimo sogno di Galois (Andrea Petrozzi)

Voto: 3/5 Autore: Andrea Petrozzi Editore: Ali Ribelli Edizioni, 2019 Pagine: 120 Prezzo: € 12.00 Genere: biografie, graphic_novels Acquista: Libro Trama Poema numerico è una graphic novel che racconta la storia vera di Èvariste Galois, un genio della matematica e dei moti rivoluzionari francesi di fine '800. Morì a soli vent'anni in un duello in circostanze tuttora poco chiare, lasciando, la notte prima del fatale incontro, le idee di un uomo libero ed intuizioni visionare che, di lì a pochi anni, apriranno nuove prospettive all'algebra astratta. Le visioni delle sue teorie ci vengono svelate in questo libro con l'ausilio della Nona Arte: la nascita delle idee, i dissidi personali, l'amore è il rapporto conflittuale con il mondo scolastico da parte di un giovane ribelle che operava fuori dagli schemi. Un tributo grafico ad un grande matematico e, forse, alla matematica stessa. Recensione Non è semplice raccontare la vita di Évariste Galois, matematico francese nato nel 1811 e morto in un duello a solo vent'anni, e questo volume lo fa discretamente. Una vita breve e intenso e, come ci racconta la semplice circostanza della sua morte, epica e insieme tragica. Si può tentare di riscostruirla utilizzando delle parole come in un dizionario. La prima parola è "genialità". Nella sua breve vita Galois impara la matematica da autodidatta e trova soluzione ad un problema irrisolto per millenni, la ricerca di una formula generale per risolvere l'equazione di quarto grado e di grado superiore. La seconda parola è "sfortuna". La vita del genio subisce diversi momenti poco fortunati: la decisione del preside del Lycée di bocciarlo nonostante un rendimento ottimo, doppio insuccesso all'esame di ammissione all' École Polytechnique in quanto incappa in esaminatori che non lo capiscono, il nono riconoscimento da parte dei colleghi Cauchy e Fourier. La terza parola è "temperamento". Il ragazzo si caccia spesso nei guai: tira il gesso agli esaminatori che non lo comprendono, si reca nelle bettole per parlare male del re nonostante le spie, si caccia a vent'anno in un duello a causa di una donna. La quarta è "tragedia". La tragedia attraversa la vita di Galois con la morte del padre, sindaco laico e repubblicano, ingiustamente accusato dal parroco e costretto a togliersi la vita. Con la morte di giovani compagni durante i moti parigini. Infine con la usa morte. La quinta parola è "incomprensione". Évariste durante la sua breve vita risulta più volte incompreso. non solo alla scuola, ma anche dai grandi matematici che incontra che non lo riconoscono per quanto vale. L'ultima parola è "politica". Il ragazzo ha una passione per la politica grande quanto quella della matematica. Ciò lo porta più volte a d affrontare guai. Tutto ciò è raccontato in questa graphic novel tutta in bianco e nero. Una scelta che ho apprezzato in quanto rende bene l'idea della drammaticità della vita del genio. Le pagine del libro sono piene di disegni e lo sguardo del lettore deve muoversi in diverse direzioni per poterli cogliere appieno, un po' come la vita del protagonista che risulta molto movimentata. C'è però da dire che le tavole non risultano delimitate da riquadri come nella composizione classica e ciò renda la lettura poco piacevole. In diverse occasioni mi sono dovuto fermare per comprendere quale fosse il giusto verso di lettura. Un romanzo grafico che è un omaggio alla matematica, ma in modo particolare ad una persona dominata da genio e sregolatezza che ha dedicato la sua breve vita ad una causa non per riconoscimento personale (che non è mai stato riconosciuto finché era in vita), ma per vera passione. Alcune note su Andrea Petrozzi Nato a Sora nel 1988. Laureato in psicologia. Da diversi anni si occupa di design e di comunicazione. Con Ali Ribelli ha pubblicato la sua graphic novel di esordio: Tre impostori. TAG: #biografie, #grafic_novels, #andrea_petrozzi, #voto_tre

More
RECENSIONE: Vichinghi. Tra storia e leggenda (Jason R. Forbus)

RECENSIONE: Vichinghi. Tra storia e leggenda (Jason R. Forbus)

Voto: 4/5 Autore: Jason R. Forbus Editore: Ali Ribelli Edizioni, 2019 Pagine: 92 Genere: Storia, Storia antica Prezzo: € 15.00 (copertina rigida), € 10.40 (copertina flessibile), € 1.49 (ebook Acquista: Libro (copertina rigida), Libro (copertina flessibile), Ebook Trama Libri, fumetti, film e una serie televisiva di grande successo hanno contribuito a portare alla ribalta gli antichi vichinghi, 'gli uomini del nord'. Difficile, tra tanto e variegato materiale, distinguere tra finzione e realtà. Vichinghi. Tra storia e leggenda è un agile volume che, fonti alla mano, contribuisce a sfatare falsi miti e leggende su un popolo che ha plasmato - e continua a plasmare - la cultura occidentale, restituendo le sfaccettature di una società complessa quanto l'animo umano. Recensione Jason R. Forbus, giovane autore italoamericano e discendente per linea diretta da Ochonachar Forbois, in questo piccolo volume ci offre una panoramica sulla storia, sulla società e sulla religione dei vichinghi. Popolo che negli ultimi anni ha visto un crescente interesse grazie a libri, film e una serie tv. Tutto ciò ha ha dato origine a mode diffuse che vanno da semplici fattori estetici quali la capigliatura, i tatuaggi e l’oggettistica, al modo stesso di approcciarsi all’esistenza e alla spiritualità. Se anche voi vi siete chiesti se quello che avete visto in televisione è accurato e veritiero, questo libro è ciò vi consiglio per trovare risposta alle domande. Il volume si presenta come una piccola e accurata enciclopedia portatile sulla storia e la cultura del popolo vichingo. Nonostante il libro conta poco meno di 90 pagine, l'autore riesce a creare un testo scorrevole, interessante, con una precisione storica ineccepibile e diverse curiosità. Si passa dai paragoni tra Babbo Natale e Odino, alle tattiche di guerra, alla dieta vichinga. Ci sono molte soprese da leggere. Una di queste riguarda un re dal nome buffo Bjorn Fianco di Ferro, che tra l’859 e l’861 d.C. si prefisse di conquistare Roma e diventare imperatore d’Occidente. Solo che, insieme ai suoi fedeli soldati, una volta sbarcato sulle coste tirreniche prese lucciole per lanterne e invase un piccolo borgo, scambiandolo per la Città Eterna. Perpetrato il saccheggio e passata la sbornia, Bjorn, che s’illuse di essere imperatore di Roma almeno per una notte, riprese la via del mare insieme ai suoi per tornarsene al nord. Giusto per chiarezza, se siete patiti del famoso sceneggiato, si precisa che questo sbadato re è proprio il figlio di Ragnar che la serie tv Vikings ha reso tanto famoso. Consiglio questa interessante lettura non solo agli appassionati, ma a tutti quelli che vogliono scoprire un popolo che ha avuto ripercussioni, dirette e indirette, sulla nostra cultura. Alcune note su Jason R. Forbus Jason Ray Forbus nasce a Roma il 17 dicembre 1984 ma cresce a Gaeta, paese della famiglia materna. Cittadino italo-statunitense, la duplice identità culturale di Jason, unita a un forte amore per il viaggio, lo ha indotto sin da ragazzo a vivere, lavorare e studiare in Italia, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti. Jason ha un diploma in grafica pubblicitaria (Liceo Artistico Statale “A. G. Bragaglia” di Cassino), una laurea triennale in Lingue e Letterature per la Comunicazione Multimediale (Università di Cassino) e un master in Globalizzazione (Università di Aberdeen, Regno Unito). La sua esperienza professionale è disparata e annovera esperienze in qualità di insegnante, traduttore ed esperto in comunicazione multimediale. Sin dalla giovinezza, la letteratura e la scrittura hanno giocato un ruolo importantissimo nella vita dell’autore. L’esordio letterario di Jason avviene già nel 2002 con il concorso letterario Campiello Giovani, nel quale si classifica fra i primi 25 scrittori esordienti sul territorio nazionale e primo assoluto nella Regione Lazio con il racconto Trovare il cercare. TAG: #storia, #storia_antica, #jason_r_forbus, #voto_quattro

More
 RECENSIONE: Sul viale delle ombre. La lacrima del principe (Enrico Scebba)

RECENSIONE: Sul viale delle ombre. La lacrima del principe (Enrico Scebba)

Voto: 4/5 Autore: Enrico Scebba Editore: Kemonia, 2019 Pagine: 338 Genere: Narrativa_italiana, Gialli_storici Prezzo: € 15.90 Acquista: Libro Trama Il principe di Villa Phalagon, Sebastian Groove, è affetto da una malattia misteriosa così la moglie Margaret decide di rivolgersi al dottor Steven West, specializzato in infettivologia. L'uomo si recherà all'antica villa del principe accompagnato dall'attraente sorella Katie senza sapere che a Baghville, il piccolo borgo in cui sorge la villa, i tanti segreti e le misteriose leggende rendono il paese un luogo poco ospitale, dove gli abitanti subiscono l'effetto di una potente maledizione che minaccia la loro esistenza. I West conosceranno l'intera famiglia Groove, ma non sarà facile per loro scoprire cosa cela la villa che in paese è stata soprannominata "villa dei mostri". Molti sono i quesiti che Steven e Katie dovranno porsi. Cosa nasconde Margaret Groove? Perché il figlio Albert sembra l'unico disposto ad aiutarli? Da cosa è affetto realmente il principe di Phalagon? Ma soprattutto, perché tutti i cittadini e persino il parroco del paese temono l'antica villa? Recensione Ho scoperto questo romanzo per pura casualità, partecipando alla promozione del secondo scritto dell'autore (La paziente 99) Enrico Scebba, con questo libro, primo di una trilogia (il secondo titolo è quello precedentemente citato), riesce a creare una storia ricca di mistero e con parecchi colpi di scena. L'autore, per costruire la trama, si ispira alle antiche leggende che aleggiano su Villa Palagonia, più nota come "villa dei mostri", situata a Bagheria e sul suo costruttore, il principe Ferdinando Gravina detto il Negromante. Lo stile e i contenuti vantano una impostazione molto classica che ricordano grandi romanzi gotici , in modo particola Dracula e Frankestein. Il grande pregio del libro è dato dalla potenza evocativa delle descrizioni che risultano molto dettagliate e precise e che riflettono l'atmosfera fredda e suggestiva che viene costruita gradualmente e talvolta alleggerita da dialoghi che contribuiscono ad accentuare la tensione. Nonostante ciò ho un piccolo appunto da fare. Personalmente, in alcuni passaggi, avrei inserito più dialoghi in modo da favorire la fluidità della trama. Ora veniamo alla intrigante storia. Un medico virologo viene chiamato in aiuto dalla principessa consorte del principe di Villa Phalagon in quanto il marito si è ammalato improvvisamente e il medico del borgo non capisce cosa possa avere e, con il trascorrere dei giorni, si aggrava sempre più. Il medico si reca cosi in questo piccolo paesino accompagnato dalla sorella studiosa dell'arte . Appena arrivati al paese si rendono subito conto dell'atteggiamento misterioso e diffidente della popolazione e, quando arrivano alla villa, rimangono sconcertati alla vista dei famosi mostri di pietra. Ma cosa ha colpito il principe? Perché la gente è così mal riposta verso la villa e i suoi abitanti? Cosa nasconde la principessa? L'autore riesce a scrivere una storia coinvolgente che, prendendo spunto da eventi reali, cattura fin dalla prima pagina. Non mi rimane che consigliarne la lettura. Alcune note su Enrico Scebba Enrico Scebba è nato a Palermo il 13 agosto 1989, ma vive a Bagheria. Dopo il conseguimento del diploma di tecnico elettronico e grazie alle competenze acquisite durante diverse esperienze lavorative in ambito informatico, si appassiona alla programmazione di siti internet e software gestionali. TAG: #narrativa_italiana, #gialli_storici, #enrico_scebba, #voto_quattro

More
RECENSIONE: Anatomia sensibile (Andrés Neuman)

RECENSIONE: Anatomia sensibile (Andrés Neuman)

Voto: 4/5 Autore: Andrés Neuman Editore: SUR, 2021 Pagine: 107 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 13.00 (copertina), € 7.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Anatomia sensibile è una mappa letteraria che celebra il corpo in tutte le sue forme e un tributo alla bellezza non convenzionale scritto nella forma di un viaggio poetico, politico ed erotico alla scoperta di ciò che siamo veramente. Un libro che racconta come vediamo noi stessi e come ci guardiamo attraverso gli occhi degli altri, proponendo un ideale estetico dissacrante e inclusivo che mira a scardinare i pregiudizi di genere e sull’apparenza. Recensione Professore di Letteratura latinoamericana presso l'Università di Granada, Andrés Neuman, poco conosciuto nella nostra penisola, è considerato uno dei migliori autori latinoamericani di questo secolo. Molte delle sue opere sono diventate finaliste o hanno vinto premi ambiti. Il suo romanzo Frattura (2018) è stato scelto da El Cultural de España come uno dei migliori cinque romanzi dell'anno e da El País come uno dei migliori libri dell'anno, votato da un pubblico culturale vario come giornalisti, poeti, romanzieri , artisti e altri. Il libro che prendo in esame oggi invece racchiude diversi singolari racconti che riguardano diverse parti del nostro corpo. Utilizzando uno stile poetico, l'autore celebra noi stessi, le nostre virtù, i nostri difetti e le nostre imperfezioni che ci rendono unici. La lettura si rivela un viaggio originale alla scoperta di noi stessi. Utilizzando uno stile poetico, l'autore, mette in prospettiva il corpo come stile, come campo di battaglia, oltre all'identità canonica. Descrizioni poetiche e suggestive che si soffermano sui dettagli, lodando soprattutto quei rilievi, asperità o cicatrici che ci danno un'identità unica. Quello di Andrés Neuman è un omaggio al corpo che si ribella alla cultura di Photoshop, perché la sua bellezza si conquista con la scrittura che il tempo fa su di esso. Non manca, nel volume, una vena di ironia; sui capelli l'autore si esprime in questo modo "I capelli hanno due temibili nemici, l’alopecia e la poesia. La prima via via li debilita; l’altra li finisce". L'ultimo racconta si concentra sull'anima che "non è femminile né maschile, è entrambe le cose, o una terza, quarta, ennesima. Va sempre verso l’altro lato. Ogni voce che incontra la battezza a modo suo. Affranta nei mistici, volontaria nei trans, non fa distinzioni di nomi o dimore. È sacrosanta solo la sua trasformazione con il desiderio". Posso definire questo libro una lettura insolita che, attraverso l'utilizzo di un linguaggio elegante, sprona a riappropriarci del nostro corpo ormai sempre più compulsivamente ritoccato. Alcune note su Andrés Neuman Andrés Neuman nasce a Buenos Aires nel 1977. Figlio di musicisti emigrati, cresce a Granada, dove frequenta l'Università e insegna per un periodo Letteratura ispano-americana. Nel 2009 vince il Premio Alfaguara con il romanzo Il viaggiatore del secolo, votato tra i cinque migliori romanzi dell'anno in lingua spagnola da El País e El Mundo. Ma Neuman non è un esordiente. Già nel 1999 ha pubblicato il primo romanzo Bariloche, che il quotidiano El Mundo inserì fra i dieci migliori dell’anno e fu tradotto anche in Italia. Con Il viaggiatore del secolo ha segnato un colpo senza precedenti nella letteratura spagnola: vincere un grande premio commerciale, l’Alfaguara, e il Premio de la Crítica. Ha pubblicato anche tre libri di racconti e varie raccolte di poesia. Il suo blog Microrréplicas è stato selezionato tra i migliori blog letterari da El Cultural. È stato tra gli autori scelti per Bogotá 39 ed è stato selezionato dalla rivista Granta tra i migliori giovani scrittori in lingua spagnola. Ha vinto anche il Premio Hiperión de poesia. È stato finalista del Premio Herralde e del Rómulo Gallegos, è entrato nella shortlist dell’IMPAC Dublin Literary Award e ha ricevuto una Menzione Speciale dalla giuria dell’Independent Foreign Fiction Prize. L’antologia dei suoi racconti tradotti in inglese è stata premiata negli Stati Uniti con il Firecracker Award, concesso dalla Community of Literary Magazines and Presses insieme all’Associazione dei Librai Statunitensi. I suoi libri sono tradotti in più di venti lingue. Nel 2019 è uscito per Einaudi Frattura. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #andres_neuman, #voto_quattro

More
RECENSIONE: Palm Springs (Mark Barbakow)

RECENSIONE: Palm Springs (Mark Barbakow)

Voto: 3.5/5 Regista: Mark Barbakow Interpreti: Andy Samberg, Cristin Milioti, J.K. Simmons Anno: 2020 Durata: 110 minuti Genere: Commedia, Fantastico Trama La mattina del 9 novembre, per Nyles, inizia svegliandosi di fianco alla fidanzata Misty, con la prospettiva di una giornata da trascorrere tra piscina e celebrazioni in un resort nel deserto di Palm Springs. La coppia è lì per partecipare al matrimonio tra Abe e Tala, un'amica di Misty. Un momento speciale che però Nyles sembra trattare con fin troppa svagatezza, brindando agli sposi in camicia hawaiana e salvando Sarah, sorella di Tala, da un discorso pubblico che la ragazza non vuole fare. Scappati insieme verso il deserto, Sarah vedrà Nyles trascinato in una grotta misteriosa, che ormai da tempo immemore lo costringe a rivivere la giornata del matrimonio senza soluzione di continuità. Recensione Questa pellicola, candidata ai Golden Globe 2021 e diretta da Max Barbakow con protagonisti Andy Samberg e Cristin Milioti, è un film molto divertente seppur non originale. La pellicola risulta un buon prodotto nonostante utilizzi la struttura del loop temporale già vista in diverse altre pellicole (Es: Ricomincio da capo) e ormai banale. La comicità, in genere, punta spesso sul suscitare ilarità, con risvolti sentimentali o drammatici, mentre qui si trasforma in poesia; nonostante situazioni al limite del ridicolo, dell'eccessivo e dell'assurdo. “Palm Springs” non cede mai al demenziale e, alla fine, il cerchio si chiude: ogni cosa ha un senso, ogni tassello è al proprio posto e niente è lasciato al caso. Nonostante il film abbia una sceneggiatura solida e brillante, il suo successo è dovuto principalmente alla giovane coppia di attori che risulta perfetta e ricopre ruolo fondamentale in questo uragano di momenti esilaranti e surreali dando vita a due ritratti tanto realistici da sentirli vicini. Nyles (Andy Samberg) è rassegnato alla sua condizione di prigioniero del loop, quasi incapace di voler trovare una via d’uscita e adattandosi a un’esistenza che si prefigura come un eterno ritorno allo stesso punto di partenza. Decide così di vivere con spensieratezza cercando di improvvisare esperienze nuove ogni giorno, ma perennemente rassegnato. In questo loop viene poi aggiunta una variabile incognita, Sarah (Cristin Milioti), che sembra voler riequilibrare il mondo distorto di Nyles cercando una soluzione per interrompere questa eterna giornata. Nonostante l'incalzare di gag, sequenze psichedeliche inondate di alcol, balli e allucinogeni, corse surreali per sfuggire da frecce mortali, Palm Spring si rivela una commedia straordinariamente originale, un film stratificato e aperto a una scanzonata riflessione sul nichilismo e il senso di smarrimento contemporaneo. Ed è proprio qui, quando si smette di ridere, che la pellicola di Max Barbakow colpisce dritto al cuore come un colpo di fulmine. TAG: #commedia, #fantastico, #mark_barbakow, #andy_samberg, #cristin_milioti, #j_k_simmons, #voto_tre_mezzo

More
RECENSIONE: Breve storia dell'alchimia (Stefano Valente)

RECENSIONE: Breve storia dell'alchimia (Stefano Valente)

Voto: 4/5 Autore: Stefano Valente Editore: Graphofeel, 2019 Pagine: 124 Genere: Misticismo e magia Prezzo: € 17.00 (copertina), € 4.90 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Nel problema delle origini dell'alchimia già si evidenzia il caos di leggende e allegorie esoteriche implicito nel fenomeno alchemico. L'etimologia viene in aiuto all'analisi storica. Il termine alchimia deriva plausibilmente dall'arabo "kimiya" ("pietra filosofale, alchimia", con agglutinazione dell'articolo al) per il tramite del greco chymeía ("mistione, mescola di vari liquidi"). La parola compare per la prima volta in Giulio Firmico Materno - autore siciliano del IV secolo, coevo di Costanzo II e Costante I - proprio ad indicare la pratica degli arabi volta a convertire i metalli vili in oro e a procurarsi il rimedio universale e il segreto della longevità. Di fatto, se per la cultura occidentale le radici dell'alchimia si fanno rimontare al mondo arabo - tramite e "importatore" della prisca sapientia egizia -, bisogna dire che già in testi vedici e buddhisti si trovano accenni a un non ben determinato succo hataka in grado di trasformare il bronzo in oro puro. Allo stesso modo, alcune leggende attesterebbero l'esistenza di pratiche alchemiche in Cina fin dal 4500 a.C., come è pure un dato incontrovertibile che il taoismo di Lao-Tse annovererà tra i suoi scopi un elisir di lunga vita. Recensione Pensando ad una definizione di alchimia probabilmente vi viene in mente tutto e il contrario di tutto. Questo perché sull'alchimia vera e propria vige una certa generale confusione, e a meno che non si nutra un interesse un po’ dotto per l’argomento il suo significato è legato a un uso del termine sostanzialmente simbolico e metaforico, ovvero di alchimia intesa come amalgama imprecisata di circostanze, sensazioni e sentimenti che finisce col sortire un determinato effetto sia che si tratta di affari, politica o relazioni interpersonali. Credo però che sia un po' riduttivo e questo libro ci viene in aiuto colmando le nostre lacune. Glottologo, lusitanista, studioso delle lingue e delle letterature ibero-romanze, l’autore di questa agile sintesi si è posto grande obiettivo: condensare in dodici capitoli e in meno di duecento pagine la storia di un fenomeno che paga le conseguenze di una spiccata attrazione per le mistificazioni oltre che di un’origine lontana nel tempo e di un’evoluzione oltremodo complessa attraverso i secoli e le culture. Argomento complesso già partendo dalla introduzione del testo che richiama diversi elementi: dèi, simboli, rituali, tradizioni, icone, geroglifici, visioni, rivelazioni, segreti, negromanti, medici, chimici, astrologi, fisiognomici, chiromanti, cialtroni e profeti, frodatori e nuovi messia, eruditi e avventurieri, sovrani assillati dalla ricerca della verità e collezionisti d’ogni sorta di stramberia, sacerdoti ed eretici, filosofi e santoni, sette occulte e confraternite inarrivabili, biblioteche, pagine enigmatiche, predizioni, falsi oracoli, laboratori, antri sotterranei, “stillerie”, alambicchi e fornelli. L'alchimia, fin dalle sue origini, è caotica e multiforme. Valente è sincero con il lettore e lo avvisa che la storia proposta è fatta di interconnessioni e concatenazioni. Dopo un primo capito che si concentra sul chiarimento dei concetti preliminari (definizione di alchimia e dei principi essenziali), l'autore ripercorre l'evoluzione di questa antica arte. Scopriamo così le origini egiziane ed arabe, l'ingresso in occidente attraverso la Spagna musulmana e le opere del persiano Geber tradotte in lingua latina, la percezione e la considerazione che se ne ebbero nel corso del Medioevo e in seguito nel Rinascimento dove trova la massima fioritura, nel Barocco, nel Seicento scientifico, nel Settecento "dei lumi", per arrivare infine al "secolo breve" e alle implicazioni del pensiero alchemico nella psicoanalisi di matrice junghiana. Sicuramente il lettore sarà catturato anche dai singoli personaggi che si interessarono all'alchimia. Troviamo Ermete Trismegisto a Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Cornelio Agrippa, Paracelso, la regina Cristina di Svezia, Giuseppe Francesco Borri, Athanasius Kircher, Isaac Newton, Edward Alexander Crowley, “l’inidentificabile” Fulcanelli e Carl Gustav Jung. Questo breve testo è una lettura perfetta per coloro che hanno le idee confuse sull'argomento e desiderano avere un po' di chiarezza. Un buon punto di partenza che non si addentra nella complessità dell'argomento, ma cerca di fare chiarezza adottando uno stile lineare che però, allo stesso tempo, invita all'approfondimento grazie alla bibliografia posta alla fine. Un buon volume di partenza per prendere confidenza con questa arte così antica, ma anche così complessa. Alcune note su Stefano Valente Stefano Valente, glottologo e lusitanista, è studioso delle lingue e letterature ibero-romanze. Tra i suoi titoli: il romanzo storico Del Morbo - Una cronaca del 1770, Premio Athanor; il thriller esoterico Lo Specchio di Orfeo, La Serpe e il Mirto, edito da Parallelo45, il giallo fantascientifico Il Delegato Poznan è stanco e la space opera Sensei delle Stelle. TAG: #misticismo_magia, #stefano_valente, #voto_quattro

More
RECENSIONE: Gli anni incerti (Emiliano Dominici)

RECENSIONE: Gli anni incerti (Emiliano Dominici)

Voto: 4.5/5 Autore: Emiliano Dominici Editore: Effequ, 2020 Pagine: 368 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 18.00 (copertina), € 8.00 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama È il 22 giugno del 1969, e in tre luoghi diversi nascono tre bambini: Jerry a Central Park, New York, Giulia in un istituto religioso ad Assisi, Guido all'ospedale di Livorno. Si racconta qui delle loro tre esistenze, della loro crescita, della loro formazione mista a quella di un paese, e di un mondo, negli anni incerti trascorsi tra il 1969 e il 2001. Anni in cui si è fatta la storia che adesso conosciamo, che vedono avvicendarsi lo sbarco sulla Luna, la strage di Piazza Fontana, il terrorismo, gli scioperi nelle fabbriche, i mondiali di calcio, le proteste studentesche e universitarie e numerosi altri grandi avvenimenti. E insieme a tutto questo si vanno costruendo l'amicizia, l'attrazione e i dissidi di Jerry, Giulia e Guido, sullo sfondo di una Livorno che muta, lotta e cresce insieme a loro. Recensione Questo romanzo narra la storia di tre persone nate in punti diversi del mondo, una città che li tiene uniti e che li richiama come una calamita, un sentimento che li mantiene vicini e con cui devono confrontarsi nel corso di tutta la loro esistenza, che a volte è un fardello e altre è l’unica ragione per restare vivi. In realtà il titolo intero del libro è Gli anni incerti. Canzone di fine millennio. La musica, infatti, è il leitmotiv nelle pagine. Spazia da De Gregori a Battiato, dai Nirvana ai R.E.M. Le canzoni sono un tonico che sostiene le vite di Giulia, Guido e Jerry; i tre protagonisti. Le riempie, dà loro significato e le accompagna. Non è una caccia alle citazioni, ma un tessuto consistente e coerente, essenziale tanto quanto quello storico che insistentemente fa capolino tra le pagine, con l’uomo sulla Luna, Piazza Fontana, Pasolini. Il tutto inizia in un giorno ben preciso, il 22 giugno 1969. Ci troviamo contemporaneamente a Livorno, Assisi e New York. L'autore ci presenta minuziosamente i contesti in cui questi tre ragazzi nascono e crescono. Tutto ciò non per giudicarli, ma per inquadrarli meglio e seguirli nella loro storia di formazione fino al 2001 quando i tre, ormai adulti, si dirigono verso Genova per il G8. Il lettore li vede crescere, avvicinarsi e allontanarsi, creare dinamiche e delicatamente disfarle, ma con loro si assiste anche all’evoluzione delle rispettive famiglie, che non possono scappare dai cambiamenti di fine millennio. Nessuno è immune a questo tempo incerto, ma i nostri tre hanno una sensibilità particolare che li porta a interiorizzare e metabolizzare quello che succede in modo inedito. Il libro è una dolce e tenera canzone che canta poco più di trent'anni di storia e che mette in scena tematiche che riguardano l'amore, l'amicizia e i legami famigliari. Consigliato a chi cerca una stoia appassionante, coinvolgente e mai scontata che personalmente, nonostante le quasi 400 pagine, ho divorato in brevissimo tempo. Alcune note su Emiliano Dominici Emiliano Dominici, nato a Livorno nel 1969, è traduttore e insegnante di inglese. Ha lavorato in teatro come regista e autore di testi, e da scrittore ha pubblicato, oltre a numerosi racconti in riviste e antologie, la raccolta di racconti Anche meno – 50 storie sottraendo (Erasmo editore, 2015) e il romanzo L’antipatica (Valigie Rosse, 2019). TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #emiliano_dominici, #voto_quattro_mezzo

More
RECENSIONE: L'ombrello dell'imperatore (Tommaso Scotti)

RECENSIONE: L'ombrello dell'imperatore (Tommaso Scotti)

Voto: 4/5 Autore: Tommaso Scotti Editore: Longanesi, 2021 Pagine: 320 Genere: Narrativa italiana, Gialli Prezzo: € 16.80 (copertina), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama L'ispettore Takeshi Nishida della squadra Omicidi della polizia di Tokyo ha un secondo nome che pochi conoscono, ma che dice molto di lui. All'anagrafe infatti è Takeshi James Nishida. Perché Nishida è un hāfu: un mezzo sangue, padre giapponese e madre americana. Forse per questo non riesce a essere sempre accomodante e gentile come la cultura e l'educazione giapponese vorrebbero. Forse è per il suo carattere impulsivo, per quel suo modo obliquo e disincantato di vedere le cose e le persone che lo circondano, che non ha mai fatto carriera come avrebbe meritato. O forse è perché lui non vuole fare carriera, se questo significa mettere i piedi sotto la scrivania invece di usarli per battere le strade di Tokyo, città che ama e disprezza con altrettanta visceralità – e che allo stesso modo lo ricambia. Ma Nishida è eccezionale nel suo lavoro: lo dimostra il numero di indagini che è riuscito a risolvere. Fino al caso dell'ombrello. Un uomo, ritrovato morto. L'arma del delitto? All'apparenza, un comunissimo ombrello di plastica da pochi yen, di quelli che tutti usano, tutti smarriscono e tutti riprendono da qualche parte. Ma questo ombrello ha qualcosa che lo differenzia dagli altri. Un piccolo cerchio rosso dipinto sul manico e, soprattutto, un'impronta. E Nishida si troverà di fronte a un incredibile vicolo cieco quando scoprirà a chi appartiene l'impronta digitale del possibile assassino: all'imperatore del Giappone. Recensione Voglio partire dando subito un giudizio su questo esordio. Il libro è un buon romanzo che merita di essere letto. Il suo autore è un giovane italiano che vive e lavora in Giappone. Ora veniamo alla trama. Un ombrello nipponico all'apparenza innocuo è l'arma del delitto utilizzata per uccidere Yuki Funagawa, nato il 2 dicembre 1986. Un accessorio di plastica trasparente, non di pregio. Questo si trova chiuso sul pavimento accanto alla vittima e il bianco della punta è completamente nascosto dal sangue rappreso e da tracce di bulbo oculare destro del deceduto. Un dettaglio però non sfugge all'ispettore Takeshi James Nishida della squadra Omicidi della Polizia di Tokyo; sul manico di plastica bianca vi è un cerchio rosso. L'ispettore è un personaggio singolare. Innanzitutto è un hafu ovvero un mezzosangue di madre americana e padre giapponese; ha ereditato i tratti caratteriali della realtà occidentale che lo rendono spesso impulsivo, poco accomodante e disincantato verso quella dimensione che lo circonda e che lo vorrebbe esattamente al suo contrario e sovente viene accostato a Tommy Lee Jones. Pochi rilievi e Boss, così viene soprannominato l'ispettore, scopre che sull'oggetto è presente l'impronta di una persona impensabile, l'Imperatore del Giappone. Ha così inizio una indagine per scoprire la verità riguardo ad una morte poco chiara. L'autore, in questo romanzo, riesce a creare una storia ben scritta con una trama lineare che però nulla toglie alla piacevolezza della lettura. Gli ingredienti del libro sono principalmente tre: il fascino misterioso del Giappone, la creazione di un personaggio con una certa inquietudine e la freschezza di una storia originale. Per quanto riguarda il primo punto infatti, leggendo le pagine del romanzo, si viene a conoscenza della società giapponese a cui vengono affiancate tematiche molto attuali legate alla soluzione dell'enigma. Uno stile fluido e una bella storia fanno di questo esordio una lettura da non perdere. Un autore che non vedo l'ora di rileggere e che sicuramente farà nuovamente parlare di sé. Alcune note su Tommaso Scotti Tommaso Scotti, nato nel 1984, laureato in matematica, seguendo una passione per le arti marziali si è trasferito in Oriente nel 2010. Ha poi conseguito un dottorato di ricerca a Tokyo, dove adesso vive e lavora. Nel tempo libero si dedica al pianoforte e alla calligrafia. L’ombrello dell’imperatore è il suo primo romanzo, che racconta con sguardo curioso e disincantato le mille solitudini, i sorprendenti codici di comportamento e la disarmante bellezza del Giappone, introducendoci alla comprensione di una cultura tanto ammirata quanto fraintesa come quella del Sol Levante. TAG: #narrativa_italiana, #gialli, #tommaso_scotti, #voto_quattro

More
RECENSIONE: Rosso Botticelli. Delitti e misteri nella Firenze del Rinascimento (Stella Stollo)

RECENSIONE: Rosso Botticelli. Delitti e misteri nella Firenze del Rinascimento (Stella Stollo)

Voto: 4.5/5 Autore: Stella Stollo Editore: Graphofeel, 2017 Pagine: 316 Genere: Narrativa italiana, Gialli storici Prezzo: € 16.00 Acquista: Libri Trama Nella splendida e raffinata Firenze dei Medici un misterioso personaggio uccide una serie di donne senza alcun motivo apparente. Le vittime sono belle, colte e indipendenti, aspirano all'amore e a una vita che soddisfi le loro aspettative. Il loro assassino è rozzo e spietato, insensibile alla grazie e alla speranza di quel Mondo Nuovo che sembra ormai alle porte. Qual è il fil rouge che collega tra loro i femminicidi e qual è l'oscuro significato che i cela dietro agli strani simboli rinvenuti nei luoghi degli spietati delitti? Tra pittori, speziali, filosofi e mercanti, un thriller di grande maestria ambientato nel mondo dell'arte, vibrante come un capolavoro di Botticelli. Recensione Questo romanzo è un sorprendente thriller storico ambientato nella Firenze del Quattrocento. La trama ruota attorno alla famosa Primavera di Botticelli. Le strade della città sono insanguinate da un assassino che si ispira alla celebre tela, su ogni cadavere viene rinvenuto un particolare che richiama il quadro. Sandro Botticelli e Filippino Lippi si tormentano al pensiero che questi orrendi delitti alludano ai personaggi da loro dipinti. Filippino Lippi, pittore e apprendista sotto Sandro Botticelli, è la voce narrante e si fa anche investigatore della strana vicenda. Filippino è timido, totalmente innamorato del suo maestro e sarebbe disposto a tutto anche solo per un suo sguardo; disposto anche a patire in silenzio l’amore incommensurato che il maestro prova per la sua musa, Simonetta Vespucci. Questa donna è tutto per i Botticelli e, come tale, è presente in tutte le sue opere, i suoi tratti sono ritracciabili in ogni donna mai dipinta dal pittore fiorentino. Simonetta viene affiancata da altre due grandi donne, Isabella e Ginevra. Quest'ultima, personaggio forte e sovversivo, è una guaritrice in pieno periodo d’inquisizione, mentre la prima una aspirante poetessa. L'autrice, servendosi di questi personaggi, ci racconta dei soprusi millenari perpetrati ai danni delle donne. L'autrice crea un’ambientazione magnifica intrecciando abilmente la sua fantasia alla documentazione precisa e attenta dove i numerosi personaggi storici si fondono perfettamente con quelli inventati. Allo stesso tempo ci racconta la difficile condizione delle donne ma anche di coloro che, proprio come Filippino, sono costretti a vivere l'amore per una persona dello stesso sesso nel silenzio, nell’oscurità più totale. Un testo in cui ogni pagina è intrisa di storia, arte e letteratura. Delitti, passioni, opere d’arte, storia e bellezza vengono magistralmente miscelati in una prosa raffinata ed elegante che in più passaggi rasenta la poesia pura. Alcune note su Stella Stollo Sella Stollo, nata a Orvieto nel 1963, vive e insegna a Firenze. È laureata in Lingue e Letterature Orientali presso l’Università degli Studi di Venezia. Ha pubblicato Algoritmi di Capodanno (2011) e con Graphofeel Io e i miei piedi (2011), I delitti della Primavera (2014), Rosso Botticelli (2017), Le impressioni di Berthe (2018).

More
RECENSIONE: La casa dei Gunner (Rebecca Kauffman)

RECENSIONE: La casa dei Gunner (Rebecca Kauffman)

Voto: 4/5 Autore: Rebecca Kauffman Editore: SUR, 2020 Pagine: 304 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 17.50 (copertina), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Alice, Jimmy, Lynn, Mikey, Sam e Sally: da bambini erano inseparabili. Avevano trovato scampo alla solitudine e alla noia di una periferia depressa nel nord dello stato di New York – e spesso da difficili situazioni familiari – prendendo possesso di una casa abbandonata e facendone il quartier generale delle loro avventure. A sedici anni, però, di colpo e senza spiegazioni, Sally ha tagliato i ponti col resto del gruppo, che di lì a poco si è sfaldato. Più di dieci anni dopo, gli altri cinque amici si ritrovano proprio al funerale di Sally, a interrogarsi sul motivo del suo suicidio, a fare i conti con i segreti del passato, a riannodare i fili dell'affetto fortissimo che ancora li unisce, al di là delle differenze di indole e della propria storia personale. Un romanzo corale sull'amicizia popolato da personaggi di vibrante umanità (su tutti, il timido Mikey e l'esuberante Alice, profondamente legati per quanto caratterialmente agli antipodi), che l'autrice riesce a tratteggiare grazie alla vivacità dei dialoghi e a una cura delicatissima per i dettagli; una storia punteggiata di rivelazioni e sottili colpi di scena che tiene in pugno il lettore, lo diverte e lo commuove, e gli resta nel cuore a lungo anche dopo l'ultima pagina. Recensione Inizio specificando che questo romanzo ha vinto il Premio Tribùk dei Librai che non conoscevo. I Gunner presenti nel titolo sono sei ragazzi, Alice, Jimmy, Lynn, Mikey, Sam e Sally, uniti da una forte amicizia nata da bambini che si incontrano nella vecchia casa abbandonata della famiglia Gunner, da cui prendono il nome, per raccontarsi e confidarsi la quotidianità vissuta. Con il passare del tempo la loro amicizia si fa sempre più solida fino a quando, senza alcuna spiegazione, Sally si allontana dal gruppo che piano piano inizia a sgretolarsi. Ognuno di loro prende strade diverse e dei Gunner non rimane più nulla. Solamente Mikey, che sta pian piano diventando cieco, rimane nella città natale. Sarà proprio lui ad annunciare agli altri componenti del gruppo una vera tragedia, Sally si è uccisa buttandosi da un ponte. Questo evento porta i Gunner a riunirsi per partecipare al funerale. Durante quella serata il passato torna a galla. Il lettore scopre che ognuno dei componenti del gruppo ha custodito per anni un segreto che riguarda la ragazza suicida e che ognuno di loro si sente responsabile della sua morte. In quella giornata ogni segreto viene svelato e condiviso. I ragazzi parlano a lungo, si confrontano e raccontano consapevoli di aver taciuto solamente per vergogna. La sincerità porta ad accendere nuovamente il fuoco dell'amicizia che riaffiora più forte di prima. L'autrice scrive un grande romanzo corale sull'amicizia molto coinvolgente. Il racconto ha una struttura narrativa simile ad un altro grande libro, IT di Stephen King. Anche quest'ultimo volume si basa sulla forza dell'amicizia di un gruppo che si ritrova dopo essersi smarrito. Un romanzo, questo, che si evolve proprio come i suoi protagonisti che vengono caratterizzati egregiamente. Le pagine del libro ci regalano una storia difficile da dimenticare. Alcune note su Rebecca Kauffman Rebecca Kauffman è nata nell’Ohio rurale e abita in Virginia. Ha studiato violino alla Manhattan School of Music e scrittura creativa alla New York University. La casa dei Gunner è il suo secondo romanzo. TAG: narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #rebecca_kauffman, #voto_quattro

More