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RECENSIONE: Vynnyki bazar (Massimiliano Alberti)

RECENSIONE: Vynnyki bazar (Massimiliano Alberti)

Autore: Massimiliano Alberti Editore: Infinito Edizioni, 2022 Pagine: 112 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 14.00 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.infinitoedizioni.it/prodotto/vynnyki-bazar/ Trama Il Vynnykivskyi bazar è uno dei dodici mercati di Leopoli. Qui Oleh trascorre la sua infanzia aiutando i genitori al banco di frutta e verdura di famiglia. Fra quelle baracche di legno crescono anche Arseniy, Carpa e Mariya. Diventato adulto, Arseniy fa di tutto per imbarcarsi su una nave il cui equipaggio è dedito alla difesa dei cetacei attorno alle isole Fær Øer. Mariya supera l’esame per una borsa di studio che la porta a trasferirsi a Trieste. Se la massima aspirazione di Carpa è continuare a lavorare al bazar, per Oleh invece lasciare quelle mura diventa una sfida con se stesso fino a rendersi conto che l'unica via d’uscita è di darsi da fare sui libri. Ma il 24 febbraio 2022 la Russia invade l’Ucraina e qualcosa per loro e per la storia cambia per sempre. Recensione Questo è il terzo libro che leggo dell'autore dopo La piccola Parigi (https://www.dallacartalloschermo.com/post/recensione-la-piccola-parigi-massimiliano-alberti) e L'invitato (https://www.dallacartalloschermo.com/post/recensione-l-invitato-massimiliano-alberti) In questo nuovo lavoro il lettore viene trasportato al Vynnykivskyi Bazar, uno dei dodici mercati di Leopoli. Qui lavora Oleh che, insieme alla sua famiglia, cerca di portare a casa ogni giorno abbastanza denaro per poter vivere. Una vita abitudinaria. Giorni che si susseguono inesorabili, tutti uguali. L'autore immerge il lettore in una realtà cruda di un ragazzino ucraino che stenta a guardare oltre il bazar. Oltre il luogo sicuro nel quale è cresciuto. Aiutato da una scrittura scorrevole e asciutta, il lettore si ritrova a percorrere un cammino in grado di far capire quanto sia importante avere coraggio per vivere e per cambiare. Tra i profumi del bazar e pomeriggi passati a fumare in compagnia dei suoi amici, la vita di Oleh cambia. I suoi compagni di vita iniziano ad allontanarsi, per crescere. Per uscire fuori da una vita che non appartiene più a loro. Il passaggio da adolescente ad adulto, si sa, è difficile e Oleh conosce ben presto gli orrori della guerra e della perdita. Proprio in quel momento si rende conto di quanto sia importante respirare, vivere e scegliere. Lo scrittore triestino ha conosciuto veramente il giovane Oleh in un viaggio in Ucraina che ha fatto nel 2015. Il desiderio di raccontare la sua storia è esploso con l'inizio dell'invasione russa. Un piccolo volume, questo, che comunica l'importanza di uscire dagli schemi per poter scegliere liberamente e senza timore l'esistenza che più ci aggrada. Un libro in grado di entrare dentro al cuore del lettore. Alcune note su Massimiliano Alberti Massimiliano Alberti è nato a Trieste nel 1979, in quel cantuccio di terra cosmopolita che ha fatto da arena a molti scrittori. Assunto presso un’importante azienda del mondo del caffè, è proprio il lavoro a portarlo a coltivare la passione per i libri e la scrittura. Nipote dello scultore Tristano Alberti, cresce fra i bozzetti, i quadri e le statue del nonno. L’influenza artistica lo incoraggia a scrivere e così nasce il suo romanzo d’esordio, L’invitato (Infinito edizioni, 2018), seguito dal fortunatissimo La Piccola Parigi (Infinito edizioni, 2020). TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #massimiliano_alberti, #voto_cinque

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RECENSIONE: Space economy. La nuova frontiera dello sviluppo (Simonetta Di Pippo)

RECENSIONE: Space economy. La nuova frontiera dello sviluppo (Simonetta Di Pippo)

Autore: Simonetta Di Pippo Editore: Bocconi University Press, 2022 Pagine: 224 Genere: Saggi, Astronomia Prezzo: € 23.00 (cartaceo), € 15.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.egeaeditore.it/ita/prodotti/economia/space-economy__.aspx Trama Secondo la definizione dell'OECD la space economy è l'insieme delle attività e dell'uso delle risorse spaziali che creano valore e benefici per l'umanità nel corso dell'esplorazione, comprensione, gestione e utilizzo dello spazio. La space economy include tutti i soggetti, pubblici e privati, impegnati a sviluppare, fornire e utilizzare prodotti e servizi legati allo spazio: ricerca e sviluppo, costruzione e uso delle infrastrutture spaziali (stazioni a Terra, veicoli di lancio, satelliti), applicazioni derivanti dallo spazio (strumenti di navigazione, telefoni satellitari, servizi meteorologici ecc.), come pure le conoscenze scientifiche che ne scaturiscono. La space economy va dunque ben oltre il settore spaziale in senso stretto, perché si estende agli impatti sempre più pervasivi e mutevoli dei prodotti, dei servizi e delle conoscenze che dallo spazio derivano. Molte sono le applicazioni che in altri settori beneficiano dei dati e delle tecnologie spaziali: si pensi all'agricoltura, alla protezione dell'ambiente, alla gestione delle risorse naturali e ai trasporti, per citarne solo alcuni. La space economy vale oggi a livello globale 469 miliardi di dollari, con previsioni di crescita percentuale a due cifre per i prossimi decenni. Ma ciò che più conta è che offrirà opportunità anche ai paesi meno sviluppati, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Da queste considerazioni decolla l'affascinante viaggio che riempie le pagine di questo libro: esplorazioni e turismo spaziale, comunicazioni extra-terrestri, economia degli asteroidi, nuovi prodotti «Made in Space» ma anche detriti spaziali che vagano nel traffico di orbite sempre più congestionate. Il futuro è davvero dietro l'angolo, non resta che attrezzarsi dotando il nostro capitale umano di tutte le conoscenze necessarie. Prefazione di Giovanni Caprara. Recensione L’autrice, astrofisica, introduce il lettore alla Space Economy. Con questo nuovo termine si intente l’insieme delle attività e dell’uso delle risorse spaziali che creano valore e benefici per l’umanità nel corso dell’esplorazione, comprensione, gestione e utilizzo dello spazio. In parole semplici, la space economy, utilizza il settore spaziale per individuare prodotti e applicazioni che contribuiscono a migliorare la qualità della vita sul nostro pianeta. Un settore che è in continua crescita e che non prevede flessioni. Basti pensare al numero di satelliti che usiamo nella vita di tutti i giorni. Senza lo spazio, non si può vivere. Nell’ambito della Agenda 2030 approvata dalle Nazioni Unite nel 2015, dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibili e dei 169 sotto-obiettivi che li sottendono, più della metà sono raggiungibili solo grazie allo spazio. Si parla di obiettivi importanti quali il cambiamento climatico, la riduzione della povertà, la gestione del suolo e lo sviluppo di una agricoltura sempre più intelligente, del cibo e dell’acqua, due elementi che già scarseggiano oggi e che scarseggeranno sempre di più a mano a mano che da un lato aumenta la popolazione mondiale e dall’altro il riscaldamento globale e i suoi effetti si fanno sentire in modo tangibile. Inoltre, i dati provenienti da satelliti di geolocalizzazione come GPS e Galileo, o di osservazione della Terra come l’europeo Copernicus, sono ottenibili gratuitamente e ciò consente a tutti, compresi i paesi emergenti e in via di sviluppo, di realizzare prodotti, applicazioni e servizi basati su dati e infrastrutture satellitari. Un vero e proprio movimento che porta ad una democratizzazione dello spazio e che consente a questi paesi uno sviluppo socio-economico sostenibile. Oggi tutti hanno la sensazione che essere connessi a internet sia alla portata di tutti. Non è così. Nel 2021 solo il 63% della popolazione mondiale ha avuto accesso a questo canale. La comunicazione via satellite ha un ruolo fondamentale nel connettere il rimanente 40%, nel raggiungere zone critiche e poco accessibili o nel garantire la connessione in situazioni critiche come le catastrofi naturali. In tempi recenti si è assistito allo sviluppo di megacostellazioni satellitari che permettono l’accesso mondiale ad internet. Prima per importanza è sicuramente la megacostellazione StarLink di Elon Musk . Esiste anche una forte connessione tra space economy e green economy. Siccome la green economy è definibile come la pratica dello sviluppo sostenibile attraverso finanziamenti pubblici e privati per creare infrastrutture che promuovano sostenibilità sociale e ambientale, il modo per farlo è di incentivare la riduzione di emissione di gas serra e lo sviluppo di tecnologie che ne consentano l’assorbimento. Il che implica anche una forte connessione tra green economy ed efficienza energetica. In sostanza, molte tecnologie spaziali vengono in aiuto della green economy. Nonostante le linee guida per la mitigazione dei detriti spaziali approvate nel 2007, e le linee guida per la sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali approvate nel 2019 dal Comitato ONU che si occupa di uso pacifico dello spazio, le orbite sono congestionate e si rischiano collisioni con una frequenza sempre maggiore. Pensare di limitare il numero di satelliti andrebbe contro il principio che lo spazio è un bene comune, e che tutti gli stati debbono poterlo utilizzare per migliorare le condizioni di vita dei loro cittadini. Detto ciò, però, i detriti vengono monitorati, almeno sino a pochi centimetri in dimensione, anche da Terra e devono essere rimossi, perché se da un lato si possono migliorare i processi riducendone la produzione e aumentando la pulizia delle orbite nel progettare e gestire le missioni future, si deve ripulirle queste orbite dall’immondizia presente per assicurare una sostenibilità sul lungo termine. Grazie ad una brillante carriera e ad una grande esperienza nella gestione dei programmi spaziali anche nella loro dimensione diplomatica e legale, l’autrice tratta il sempre più attuale argomento della Space Economy e le allettanti prospettive future in modo chiaro, accessibile e con grande competenza. Un libro illuminante per comprendere quanto la ricerca spaziale è molto più vicina alla Terra di quanto si possa immaginare. La ricerca e le tecnologie spaziali come leva per migliorare la vita quotidiana e los viluppo sostenibile, compresa la pace. Di tutto ciò si occupa questo bel volume e l’autrice astrofisica. Si spazia dai tradizionali ambiti di difesa e sicurezza alla pace, dal cambiamento climatico alla disparità di genere. Un libro illuminate che comprendere quanto lo spazio sia molto più vicino alla Terra di quanto si possa pensare. Alcune note su Simonetta Di Pippo Simonetta Di Pippo, astrofisica, è stata direttore Human Spaceflight presso l’Agenzia spaziale europea, direttore Observation of the Universe presso l’Agenzia spaziale italiana, direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico con sede a Vienna. Attualmente è direttore dello Space Economy Evolution Lab di SDA Bocconi School of Management. È accademico dell’International Academy of Austronautics e membro del World Economic Forum Global Future Council on Space. Nel 2008 le è stato dedicato l’asteroide 21887 Dipippo. TAG: #saggi, #astronomia, #simonetta_di_pippo #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Berger, il soldato fedele (Alexandre Vialatte)

RECENSIONE: Berger, il soldato fedele (Alexandre Vialatte)

Autore: Alexandre Vialatte Traduttore: René Corona Editore: Prehistorica Editore, 2023 Pagine: 200 Genere: Narrativa straniera, Narrativa classica Prezzo: € 16.00 Acquista: Libro Acquista sito editore: https://www.prehistoricaeditore.it/libro/9788831234290 Trama Fatto prigioniero dai tedeschi nel 1940 e sottoposto a durissime marce forzate, il soldato Berger scivola presto in un mondo dominato dall’allucinazione. Ma per quest’uomo leale, non c’è peggior assurdità del reale, l’indomani di un esercito sconfitto e disperso, di una patria occupata. La sua follia non è quindi che un rifugio, una forma di fedeltà al passato. Tratto da una storia drammaticamente vera, vissuta dall’autore sulla propria pelle, in questo romanzo di sconcertante attualità – scritto con la lucidità che è propria dei visionari – ci viene mostrato forse uno dei lati più crudi e meno noti d’ogni conflitto: lo straniamento del reduce di guerra, incolpevole strumento e ignara vittima della Storia. Recensione Si può riassumere la storia di questo libro in poche righe: un soldato francese è arrestato dai nazisti e costretto dai tedeschi a durissime marce. Questa però risulta una visione troppo semplicistica della trama. Ciò che racconta l’autore, partendo dalla propria esperienza personale, è un uomo distrutto da una guerra che logoro il fisico e la mente. Il libro è diviso in quattro capitoli. Nel primo vi è il brigadiere francese massacrato da una marcia lunga settanta chilometri. Berger è prigioniero, a digiuno e ha il fisico martoriato dalle piaghe ai piedi, dalla giubba fradicia, dal mal di denti. Stremato, comincia a vaneggiare. Vede fiumi dove non ci sono, sente le voci, si perde nei ricordi. Oggetto della narrazione del secondo capitolo è il delirio del soldato. Richiuso in una stanza sconosciuta, Berger comincia a perdere completamente la ragione e viene ossessionato da due fantasmi: l’amico Planier e la cavalla Pantalona. Planier è l’ossessione che rischia letteralmente di uccidere il fedele Berger. Prima di partire per la guerra, l’amico gli fa una confessione. Berger non ricorda di cosa si tratti e si convince che sia, questo, il motivo per cui lo tengono rinchiuso. In un crescendo di angoscia, Berger arriva a cercare il suicidio. Fortunatamente viene salvato e portato in un ospedale psichiatrico dove resta per mesi legato al letto. I suoi incubi però non svaniscono. Per tutta la terza parte del libro il soldato si incolpa in quanto se avesse combattuto meglio, la nazione che crede occupata, non sarebbe stata sconfitta. Il quarto capitolo vede il protagonista tornare a casa, ma ormai non è più lui. Berger è rimasto intrappolato nel suo labirinto, incapace di uscire dall’incubo. Un libro, questo, che è un viaggio nella follia umana causata dalla guerra. Il romanzo, caratterizzato da elementi biografici, è un viaggio nella psiche ferita dei soldati, in quei traumi che li accompagneranno per l’intera esistenza. L’autore è abile nel raccontare le atrocità della guerra, senza mai cadere nella retorica. Un romanzo scritto più di cinquant’anni fa, ma ancora molto attuale. Alcune note su Alexandre Vialatte Alexandre Vialatte è figlio di un ufficiale. Di ceppo alverniate, la famiglia ha le radici ad Ambert, ma si trasferisce in svariate città seguendo i cambiamenti di guarnigione del padre: Tolosa, Brive, per poi far ritorno ad Ambert nel 1915, dopo la sua smobilitazione per ragioni di salute. Dapprima bambino sognatore e dotato di grande immaginazione, il giovane Alexandre Vialatte ama il disegno, la calligrafia, la poesia, ma anche l’esercizio, lo sport, il nuoto e l’equitazione. Quando si rivela la sua attitudine per la matematica, lui si avvia alla carriera militare e si prepara per l’Accademia navale. Nel 1913, stringe amicizia con i fratelli Paul e Henri Pourrat. L’amicizia con il primo è interrotta dalla sua morte nel 1923 e viene riportata sul secondo che, più grande di 14 anni e già scrittore, diverrà per Vialatte una figura di riferimento e un mentore in letteratura. Gli anni della giovinezza li passano nella loro Alvernia, cornice di frequenti escursioni sui monti del Livradois e del Forez. Fino alla morte di Henri. La loro amicizia darà luogo a una ricca corrispondenza. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_classica, #rene_corona, #alexandre_vialatte, #voto_cinque

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RECENSIONE: La libreria dei gatti neri (Piergiorgio Pulixi)

RECENSIONE: La libreria dei gatti neri (Piergiorgio Pulixi)

Autore: Piergiorgio Pulixi Editore: Marsilio, 2023 Pagine: 304 Genere: Narrativa italiana, Gialli Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 7.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.marsilioeditori.it/libri/scheda-libro/2971164/la-libreria-dei-gatti-neri Trama Grande appassionato di gialli, Marzio Montecristo ha aperto da qualche anno nel centro di Cagliari una piccola libreria specializzata in romanzi polizieschi. Il nome della libreria, Les Chats Noirs, è un omaggio ai due gatti neri che un giorno si sono presentati in negozio e non se ne sono più andati, da lui soprannominati Miss Marple e Poirot. Nonostante il brutto carattere del proprietario, la libreria è molto frequentata, ed è Patricia, la giovane collaboratrice di Montecristo, di origini eritree, a salvare i clienti dalle sfuriate del titolare. La libreria ha anche un gruppo di lettura, “gli investigatori del martedì”, un manipolo di super esperti di gialli che si riuniscono dopo la chiusura per discettare del romanzo della settimana. È una banda mal assembrata ma molto unita, di cui Marzio è diventato l’anima, suo malgrado. Un anno prima il gruppo si è dimostrato capace di aiutare una vecchia amica di Montecristo a risolvere un vero caso da tutti considerato senza speranza. Ora la sovrintendente Angela Dimase torna a chiedere la loro collaborazione per un’indagine che le sta togliendo il sonno: un uomo incappucciato si è presentato a casa di una famiglia, ha immobilizzato due coniugi e il loro figlioletto e ha intimato all’uomo di scegliere chi doveva morire tra la moglie e il figlio; se non avesse deciso entro un minuto, li avrebbe uccisi tutti e due. Il sadico killer viene presto soprannominato «l’assassino delle clessidre», visto che sulla scena del crimine ne lascia sempre una. Riusciranno gli improbabili “investigatori del martedì” a sbrogliare anche questo caso, intricato quanto agghiacciante, permettendo alla polizia di fermare il feroce assassino prima che colpisca di nuovo? Recensione L’autore, vincitore nel 2019 con L’isola delle anime, del premio letterario Giorgio Scerbanenco, torna in libreria con la sua ultima fatica. Essa è un omaggio ai classici del genere giallo, da Chandler a G.K. Chesterton, da Ellis Peters e Simenon. Un giallo deduttivo, ricco di raffinati riferimenti letterari, dove i momenti di tensione sono ben calibrati dalla ironia spontanea e non costruita del burbero libraio, sfortunato in amore e anche negli affari. A tessere le fila di questo ordito, sono proprio loro, gli amanti del giallo, un gruppetto di lettori dotati di grande logica, meticolosità e capacità analitica, capeggiati dall’ex maestro di matematica, ora libraio, Marzio Montecristo. Un cognome evocativo, che rimanda inesorabilmente al capolavoro di Dumas, così come i gatti neri ci accompagnano fino alle atmosfere di Edgar Allan Poe. Nel centro di Cagliari, Montecristo decide di aprire una libreria dal nome altisonante: La libreria del Mistero, dedicata esclusivamente ai romanzi polizieschi. Qualche tempo dopo, due austeri gatti neri prendono lì dimora, acciambellandosi sui gialli di Agatha Christie e non andando più via; la libreria viene quindi ribattezzata Les Chat Noirs. Una scelta arguta questa, che contribuirà ad aumentare il successo dell’attività; successo, comunque, già decretato dai consigli dei gatti librai: Miss Marple e Poirot, così come decidono di chiamarli Montecristo e Patricia, la sua collaboratrice. Fin dai primi mesi di apertura nasce, grazie a Nunzia, un’ardita vecchina, anche lei grande amante di gialli, un gruppo di lettura: Il giallo del martedì. Pian piano, però, a causa di una terribile malattia che colpisce la donna, il gruppo si sfalda e rimangono solo in quattro, il nome del club viene cambiato nell’ironico Gli investigatori del martedì. Questo anche perché, tempo prima, i nostri sono riusciti a risolvere un cold case portando la polizia sulla strada giusta per individuare i colpevoli di un delitto fino ad allora rimasto impunito. La sala utilizzata dal gruppo di lettura va sempre più assumendo le caratteristiche dello studio in rosso di Sherlock Holmes. Gli appassionati e sparuti lettori continuano così a incontrarsi ogni martedì, dopo l’orario di chiusura della libreria, per discutere di gialli, innaffiando il tutto con un buon vino rosso. Le giornate trascorrono tra bizzarri clienti e le loro assurde pretese letterarie, che mettono a dura prova la già poca pazienza di Montecristo, e gli interventi salvifici di Patricia per riconquistare il cliente ormai sull’uscio, pronto ad andare via lasciando una scia di insulti destinata al titolare. Ė compito degli Investigatori del martedì aiutare l’ispettore Caruso e la sovraintendente Dimase, antico ed eterno amore di Montecristo, a risolvere un caso inquietante: l’assassino della clessidra. Uno spietato killer colpisce apparentemente senza un motivo logico, usando alcune delle vittime come suo strumento di morte, imponendo loro un minuto di tempo per decidere chi lasciare in vita e chi no. Non svelo oltre altrimenti si perde la suspence della storia. L’autore è abile nel costruire una trama caratterizzata da un ritmo serrato che trascina il lettore, riuscendo a bilanciare sapientemente momenti di tensione ad altri in cui vi è un pizzico di ironia. Consiglio questo romanzo a chi cerca le atmosfere nostalgiche della letteratura gialla del secolo scorso, ma con un taglio contemporaneo. Alcune note su Piergiorgio Pulixi Piergiorgio Pulixi è nato a Cagliari nel 1982 e vive a Milano. Ha pubblicato diversi romanzi polizieschi con cui ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui il premio Scerbanenco 2019 per il miglior noir dell’anno. È considerato uno dei maggiori esponenti della nuova generazione di scrittori noir e thriller. I suoi romanzi sono tradotti in Francia, Spagna, Germania, Austria, Svizzera, Polonia e Russia. TAG: #narrativa_italiana, #gialli, #piergiorgio_pulixi, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: La pasticceria della felicità (Maha Harada)

RECENSIONE: La pasticceria della felicità (Maha Harada)

Autore: Maha Harada Traduttore: Lorenzo Marinucci Editore: Atmosphere Libri, 2022 Pagine: 208 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 16.00 Acquista: Libro Acquista sito editore: https://www.atmospherelibri.it/prodotto/la-pasticceria-della-felicita/ Trama Una piccola pasticceria in stile occidentale se ne sta nascosta in una cittadina immersa nel verde delle colline tra Osaka e Kobe. Chi si avvicina riesce a sentire il profumo di burro e vaniglia fin da lontano, che durante l'autunno si mescola all'odore dolce di un albero di Osmanto. Il nome della pasticceria è "Sweet home", ed è gestita dal signor K?da, un pasticcere provetto, sua moglie Akiko, e le loro due figlie hina e haruhi. Chiunque entri nella pasticceria, scoprendo i dolci colorati e la gentilezza della famiglia K?da, riesce a sentirsi davvero a casa, in un luogo speciale fatto di sorrisi, gentilezza, e una giusta dose di zucchero. Attorno al piccolo negozio ruotano le storie di Hina, Haruhi, e di una comunità sempre più folta di amici. Un'insegnante di cucina con un amore apparentemente non corrisposto; un ragazzo che non ha mai imparato a cucinare, e che ha deciso di mangiare solo dolci; zia Ikko, la vulcanica sorella della signora K?da; una coppia di nonni e la loro nipotina; una giovane studentessa alle prese con un anno difficile. In un romanzo corale e luminoso, harada maha accompagna i suoi lettori lungo le stagioni della natura e della vita, in una favola moderna sul valore della dolcezza. Recensione Quando si pensa al Giappone sovente ci viene in mente un luogo futuristico, tecnologico, caratterizzato da ritmi frenetici e da una rete ferroviaria tanto efficace quanto veloce. Questa è la versione più popolare di questo paese, ma esiste anche un Giappone legato alla tradizione e alla religione fatto di tempi, di santuari, di cerimonia de tè, di geisha e di samurai. Il contrasto fra questi due mondi è sicuramente uno degli elementi di fascino di questo popolo. Non bisogna dimenticare però che vi è un terzo Giappone, quello raccontato in questo romanzo, fatto di montagne verdi lungo i cui fianchi spuntano case monofamiliari con il proprio piccolo giardino; qualche tempio o stazione termale che spuntano più o meno agli stessi intervalli di un centro commerciale o di un supermercato. L’area del Kansai, dove si è trasferita l’autrice da ragazzina, è piena di luoghi simili e caratterizza anche i luoghi dove si spostano la famiglia Kōda e gli altri personaggi di questo romanzo corale. Il genere di luoghi dove esistono veramente pasticcerie come la Sweet Home. Proprio in questo scenario si può leggere una rinnovata attenzione verso la famiglia che tenta di esplorare nuovi equilibri tra le proprie identità personali, professionali e sociali, senza produrre strappi violenti. In nome dalla famiglia protagonista del libro è Kōda che letteralmente significa “campo profumato”. Nome che evoca l’albero di osmanto che cresce di fronte all’ingresso della loro abitazione e che è uno dei protagonisti della storia. Con il suo profumo lega il presente e il futuro, abbraccia le diverse generazioni della famiglia. Non è rara, in Giappone, la credenza che in alcuni alberi possa aleggiare uno spirito particolare. Altro elemento particolare del libro e della cultura Giapponese è il descrivere il mondo come atmosfere in grado di attraversarci. Nel libro si fa sovente riferimento al profumo dei fiori dell’osmanto, del burro, della vaniglia, della natura che ci circonda. Nonostante dolci e cucina siano elementi centrali in tutto il romanzo, il vero fulcro è però la dimensione familiare e il modo in cui viene ridefinita e ampliata. Consiglio questo romanzo a tutti coloro che cercano una storia dolce, fatta di atmosfere sognanti, pasticcini europei e tazzine rosa. Un romanzo solo all’apparenza superficiale che concede al lettore la possibilità di essere felice a partire dai piccoli gesti che contano. Alcune note su Maha Harada Maha Harada è nata nel 1962 ed è una scrittrice giapponese. Con il suo romanzo d’esordio Aspettando buone notizie ha vinto nel 2007 il Japan Love Story Grand Prize, e nel suo La tela del paradiso ha costruito un giallo sentimentale sulle orme di Henri Rousseau, da Bali al MoMa di New York, sfruttando le proprie esperienze nel mondo dell’arte. Dai suoi romanzi sono stati tratti numerosi film e sceneggiature televisive, e ha vinto i premi letterari Yamamoto Shūgorō e Nitta Jirō. La pasticceria della felicità è il suo decimo romanzo. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #lorenzo_marinucci, #maha_harada, #voto_quattro

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RECENSIONE: L'uomo che spostava le nuvole. Mio nonno, il curandero (Ingrid Rojas Contreras)

RECENSIONE: L'uomo che spostava le nuvole. Mio nonno, il curandero (Ingrid Rojas Contreras)

Autore: Ingrid Rojas Contreras Traduttore: Elena Cantoni Editore: Piemme, 2022 Pagine: 320 Genere: Biografie Prezzo: € 18.90 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.edizpiemme.it/libri/luomo-che-spostava-le-nuvole/ Trama Che cosa sogni? È questa la domanda che Ingrid si sente fare da sempre dai membri della sua grande famiglia. Non «Come stai?». Che cosa sogni. Perché è nei sogni che si rivela la vita autentica, quella invisibile nel mondo reale. Ed è proprio un sogno a riportare Ingrid in Colombia, il paese in cui è cresciuta e da cui è dovuta fuggire negli anni del terrore, quando i guerriglieri e i narcotrafficanti di Pablo Escobar seminavano paura e morte per le strade di Bogotá. Nel sogno, è il fantasma del nonno a chiamarla, a chiederle di tornare per compiere una missione. Nono, il curandero che sapeva spostare le nuvole, parlare con gli spettri, guarire i malati, vedere il futuro. E ora Ingrid ne è la depositaria. Quello che l’aspetta sarà un viaggio fisico e spirituale tra passato e presente, tra sogno e realtà, intriso di magia, di dolore, ma anche di pura gioia. Un cammino nello spazio e nel tempo alla riscoperta delle proprie origini, nel tentativo di guarire traumi mai affrontati, ritrovando quella Mami così simile eppure così distante e, alla fine, se stessa. Con echi del realismo magico di García Márquez e Isabel Allende, un memoir duro e poetico, una storia famigliare che si intreccia a quella universale di una Colombia misteriosa e affascinante, sconvolta dai conquistadores, lacerata tra la lotta per salvare le proprie tradizioni e quella per sopravvivere, in un ciclo infinito di inizio, fine e rinascita. Recensione In questo libro di memorie, l’autrice compie un delicato atto di equilibrio tra storia, memoria e mito. A Chicago, nel pieno di una giornata invernale, l’autrice ha un incidente in bicicletta che le causa una amnesia temporanea. L’incidente risulta stranamente simile a quello di sua madre avvenuto dieci anni prima in cui, a seguito della caduta in un pozzo, perde la memoria. Guarita, la donna, si accorge di aver acquisito la capacità di vedere i fantasmi e sentire le voci. Ciò è vissuto dai componenti della famiglia come un dono già posseduti dal Nono, il nonno dell’autrice, un curandero che guarisce i malati, prevede il futuro e muove le nuvole. A seguito del trauma, l’autrice torna a casa e non racconta a nessuno della sua dimenticanza, godendosi in privato la pace che la sua amnesia le concede. Essa finge di conoscere la sua vita, mentre la memoria ritorna lentamente. A differenza di sua madre, però, si riprende senza poteri di cui parlare. Cinque anni dopo aver conosciuto la storia della sua vita e di quella della sua famiglia, Ingrid è colta dall'impulso di metterle su carta e diffonderle. La madre si arrabbia all'idea di rivelare i segreti dei loro doni. In una discussione minaccia di non parlare mai più alla figlia se sceglie di condividerli con il mondo. Quella notte, Ingrid va a dormire con lo specchietto che sua mamma metteva sotto il cuscino per curare la propria amnesia. Che sia per magia o meno, la scrittrice fa lo stesso sogno della madre e delle zie: il nonno morto che fa capire che vuole essere dissotterrato. Inizia così un viaggio attraverso la Colombia, ma soprattutto un pellegrinaggio alla ricerca delle proprie radici. L’autrice stratifica sapientemente imperativi familiari, politica colombiana e complesse domande su identità, autodeterminazione e destino con una scrittura lirica e lussureggiante, raffigurante un mondo che non è del del tutto visibile ma è decisamente reale. Un libro che consiglio a tutti coloro che cercano un libro di memorie avvincente con un pizzico di realismo magico. Alcune note su Ingrid Rojas Contreras Ingrid Rojas Contreras è nata e cresciuta a Bogotá, in Colombia, oggi vive in California. È considerata una delle migliori scrittrici emergenti della narrativa latinoamericana. I suoi saggi e racconti sono stati pubblicati sul New York Times Magazine, Buzzfeed e The Believer. TAG: #biografie, #elena_cantoni, #ingrid_rojas_contreras, #voto_tre_mezzo

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RECENSIONE: Il flauto magico (Hendrik Lambertus)

RECENSIONE: Il flauto magico (Hendrik Lambertus)

Autore: Hendrik Lambertus Traduttore: Francesco Vitellini Editore: Fanucci, 2023 Pagine: 204 Genere: Narrativa straniera, Fantasy, Young Adult Prezzo: € 14.90 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.fanucci.it/products/il-flauto-magico Trama Per il diciassettenne Tim, un sogno diventa realtà: viene accettato dal prestigioso collegio Mozart per studiare canto! Ma una volta lì, la nuova e impegnativa vita scolastica non è l'unica sfida che si ritrova ad affrontare: guidato da misteriosi spiriti di luce, trova un passaggio segreto per il favoloso mondo del Flauto magico di Mozart. Qui, nel ruolo del principe Tamino, unisce le forze con Papageno per salvare la principessa Pamina dall'eterna oscurità della Regina della Notte. La famosissima opera di Mozart in un adattamento fantasy. Recensione L'autore del romanzo ha preso la storia de Il Flauto Magico di Mozart scrivendone un ottimo retelling in cui il protagonista Tim viene ammesso al prestigioso Collegio Mozart, la stesso luogo dove ha studiato a suo tempo il padre. Il ragazzo ha un sogno, diventare un grande cantante lirico e girare il mondo calcando i più grandi palcoscenici. Nella scuola è convinto di trovare un ambiente a misura per lui, circondato da altri studenti amanti della musica e smettendo finalmente di essere una persona sola. Tim entra nella nuova scuola ad anno scolastico inoltrato a causa della malattia del padre, venuto a mancare poco prima del suo arrivo. In punto di morte, però, il figlio riceve dal genitore una bellissima edizione illustrata dello spartito de Il Flauto Magico di Mozart. Edizione da collezione e piena zeppa di note scritte a matita dall'uomo, il quale riferisce al ragazzo come quello spartito appartenga alla scuola e solo lui può rimetterlo al proprio posto. Il luogo di destinazione è disegnato nel libro e Tim deve trovarlo da solo. Il mondo dentro cui la storia prende vita è raggiungibile solo alle tre di notte e solo da Tim stesso. Qui incontra diversi personaggi della originaria composizione teatrale: Pamina e sua madre, La Regina della Notte; Sarastro; Monostatos; le tre Dame al servizio della Regina e Papageno, il giovane uccellatore. La storia che già conosciamo viene vissuta in prima persona, ma la magia ha una scadenza e ogni singola volta che Tim deve aiutare chi lo circonda, viene risucchiato nella realtà e costretto a vivere un’altra intera giornata nell’attesa di poter tornare a dare una mano ai nuovi amici. Una storia molto originale con una piccola nota dolente, l'Accademia di musica rimane molto nello sfondo e non prende mai concretezza. Una retelling inedito e ben scritto che consiglio a tutti coloro amanti del genere e sicuramente a chi ama la musica classica. Alcune note su Hendrik Lambertus Hendrik Lambertus è nato a Hannover nel 1979, ha studiato Letteratura tedesca, scandinava e indiana a Tubinga dove ha anche lavorato come assistente di ricerca durante il dottorato. In seguito, ha trasformato il suo amore per la scrittura in una professione, fondando un laboratorio di scrittura, il Satzweberei. Come autore si diverte particolarmente a creare mondi fantastici e colorati in cui inserisce i classici motivi delle fiabe, saghe e miti. Il suo romanzo Il flauto magico è anche un film, disponibile sulle principali piattaforme. Vive nei pressi di Brema con la moglie e i quattro figli. TAG: #narrativa_straniera, #fantasy, #young_adult, #francesco_vitellini, #hendrik_lambertus, #voto_quattro

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RECENSIONE: Solo i folli cambieranno il mondo. Arte e pazzia (Lamberto Maffei)

RECENSIONE: Solo i folli cambieranno il mondo. Arte e pazzia (Lamberto Maffei)

Autore: Lamberto Maffei Editore: Il Mulino, 2023 Pagine: 140 Genere: Saggi, Psicologia Prezzo: € 14.00 (cartaceo), € 9.61 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.mulino.it/isbn/9788815382887 Trama «Il folle fugge dal pensiero cristallizzato per vivere in un futuro diverso e apre strade che solo più tardi saranno percorse con naturalezza anche dai cosiddetti normali.» Albert Einstein diceva che «solo coloro che sono abbastanza folli da poter pensare di cambiare il mondo lo cambiano davvero». La follia non è irrazionalità, la follia può essere considerata una forma di pensiero eccentrico, capace di nuove interpretazioni, nuovi modi di vedere e nuovi modi di cogliere il mondo. In questo volume, Lamberto Maffei ci accompagna nel mondo dell'arte e del cervello. Attraverso il racconto di artisti folli, ci mostra come la creatività può salvare il mondo fornendo un punto di vista diverso, ma al tempo stesso vero e diretto. In un tempo ricco di incertezze e retto dalla pressione all'omologazione delle nuove tecnologie, l'autore ci fornisce un quadro della nostra natura umana inedito, nuovo e autentico, dove non si nascondono fragilità, bellezza e paure dell'infinito e della fine, temi esistenziali propri dell'essere persone consapevoli. Recensione Può risultare difficile essere diversi dagli altri, uscire dal gregge. Sovente la malattia psichica aiuta a farlo perché conduce a strade diverse e fa conoscere nuove realtà che anche le altre pecore hanno, ma che restano imprigionate non si sa come e non si sa dove, tanto che alcuni chiamano tutto ciò inconscio. Vi sono all’interno del corpo di ognuno emozioni, pensieri, immagini, suoni che, in alcuni casi, vengono esternati solo con l'aiuto della malattia la quale passa dallo stato distruttivo a quello costruttivo. Che la malattia psichica come la depressione o fenomeni non gravi o transitori di bipolarismo, in cui si alternano stati di eccitazione e depressione accompagnati da stranezze comportamentali o intellettuali, può avere relazioni con la creatività è cosa risaputa da tempo e appare già in Aristotele. Molti pensatori hanno riflettuto sulle varie facce della follia, tra questi va certamente ricordato Michel Foucault col suo libro Storia della follia nell’età classica. Il poeta Rimbaud scriveva che la poesia non può che nascere da uno sconvolgimento dei sensi; dalla necessità di urlare, di cantare, direi rigettare, suoni, parole, segni, colori che stanno dentro da qualche parte dell’essere come terapia per continuare a vivere. Il primo psichiatra a interessarsi scientificamente del rapporto malattia mentale-creatività è stato Hans Prinzhorn (1886-1933), persona di poliedrica cultura e profondo conoscitore della storia dell’arte, il quale, dopo la laurea in medicina presso la clinica di Heidelberg, fece accurate osservazioni statistiche in proposito. I suoi dati sono ancora citati tra i più validi sull’argomento. Dalla lettura di questo libro, scritto in modo chiaro e scorrevole, si conclude che molti dei cosiddetti folli non sono malati mentali, ma semplicemente individui diversi per qualche loro caratteristica, giudicati dai "normali" individui da evitare o addirittura nocivi, che tuttavia talvolta sono dotati di grande creatività e possono rivelarsi innovatori nella filosofia, nella scienza e anche nei comportamenti e nei costumi; innovazioni che con gli anni possono arrivare ad essere adottate dalla stessa comunità che fino ad allora le ha considerate impraticabili. Il saggio sostiene la tesi sopra espressa prendendo spunto da figure che, con il loro stile di vita e con il loro pensiero, hanno manifestato una libertà creativa considerata anomala e "folle" dalle persone comuni. Nel mondo dell’arte visiva egli identifica in particolare nel surrealismo la tensione verso il fantastico che prende corpo nelle immagini. Un piccolo volume per comprendere come la follia, troppo spesso additata, può essere considerata come risorsa. Alcune note su Lamberto Maffei Lamberto Maffei già presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei, è professore emerito di Neurobiologia alla Scuola Normale di Pisa. Con il Mulino ha pubblicato: «La libertà di essere diversi» (2011), «Elogio della lentezza» (2014), «Elogio della ribellione» (2016) ed «Elogio della parola» (2018). TAG: #saggi, #psicologia, #lamberto_maffei, #voto_tre_mezzo

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RECENSIONE: Quanti di spazio. La gravità quantistica a loop e la ricerca dell'universo (Jim Baggott)

RECENSIONE: Quanti di spazio. La gravità quantistica a loop e la ricerca dell'universo (Jim Baggott)

Autore: Jim Baggott Traduttore: Franco Ligabue Editore: Adelphi, 2022 Pagine: 442 Genere: Saggi, Fisica Prezzo: € 32.00 (cartaceo), € 16.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.adelphi.it/libro/9788845937408 Trama Il suo acronimo (lqg) suona come uno dei tanti, criptici e intimidatori, che gremiscono la fisica contemporanea. In realtà, la «gravità quantistica a loop» – oggetto del nuovo libro di Jim Baggott – è una delle declinazioni più promettenti nell’ambito della «teoria quantistica della gravità». La quale, a sua volta, è uno dei tentativi più accreditati di rispondere a una sfida senza precedenti nella storia della fisica: l’armonizzazione di due teorie di grande successo ma tra loro inconciliabili. La prima è la relatività generale di Einstein, che descrive il comportamento della materia su larga scala in uno spazio-tempo curvo: base del modello standard cosmologico del big bang, ha avuto una delle conferme più spettacolari nella recente scoperta delle onde gravitazionali. La seconda è la meccanica quantistica, che descrive invece le proprietà e il comportamento della materia alle scale più piccole: sotto forma di teoria dei campi, è alla base del modello standard della fisica delle particelle, e in questo ambito l’ultima convalida sperimentale è stata la scoperta del bosone di Higgs. Il punto è che il «doppio trionfo» delle due teorie – costruite su interpretazioni incompatibili dello spazio e del tempo – è servito solo a far apparire l’universo ancora più elusivo e misterioso, se non più bizzarro. Compito della lqg è dunque inventare un nuovo, comune tessuto teorico. Ricostruendo i termini della sfida, Baggott si sofferma a lungo sugli scienziati che più si sono adoperati (e continuano ad adoperarsi) per vincerla, come Lee Smolin e Carlo Rovelli; e, pur senza nascondere fino a che punto sia ardua, ne sottolinea l’importanza fondamentale grazie a un pensiero di Laozi: «Anche un viaggio di mille miglia comincia con un primo passo». Recensione In questo recente lavoro, l’autore britannico, racconta della genesi del conflitto di due grandi teorie fisiche: la teoria delle stringhe e la teoria della gravità a loop. Per far ciò utilizza una narrazione cronologica che sue la vita di due grandi scienziati di cui uno italiano, Lee Smolin e Carlo Rovelli. Il saggio inizia con il loro nascente interesse per la gravità quantistica, continua con la loro educazione formale, la loro successiva collaborazione e, nei capitoli finali, li segue mentre le loro strade si separano. Insieme alle storie personali, Baggott introduce le conoscenze di base ed espone il lavoro scientifico. Il libro è strutturato in tre parti. La prima copre le basi necessarie per comprendere la teoria della gravità a loop. Qui il lettore incontra elementi essenziali della relatività ristretta, della relatività generale, della meccanica quantistica, della teoria quantistica dei campi e del modello standard della fisica delle particelle. La seconda parte espone lo sviluppo e le caratteristiche principali della teoria della gravità a loop e le caratteristiche principali della teoria, in particolare l'enfasi viene posta sull'indipendenza dal background. L’ultima parte si concentra su applicazioni recenti come il calcolo dell’entropia di un buco nero e la rimozione della singolarità del Big Bang. Qui si ritrova anche l’idea di Sundance Bilson – Thompson secondo cui alcuni modelli di preoni possono essere rappresentati topologicamente, le stelle di Planck scoperte da Carlo Rovelli e Francesca Viadotto e le idee di Smolin sul tempo. L’epilogo del libro è basato su una serie di scambi di posta elettronica tra Smolin, Rovelli e lo scrittore e termina con una segnali promettenti per una futura connessione tra stringhe e loop. Il giornalista scientifico, aiutato da diverse note per ogni capitolo e da un corposo glossario, scrive un saggio chiaro e comprensibile ai più anche se, per essere compreso pienamente, richiede una certa conoscenza preliminare del campo trattato. Nonostante ciò, il libro ha un difetto, il suo autore è tanto critico nei confronti della teoria delle stringhe quanto simpatizzante per quella a loop. Compreso ciò, rimane comunque un ottimo saggio per comprendere due grandi teorie fisiche. Alcune note su Jim Baggott Jim Baggott, giornalista scientifico freelance, formatosi a Manchester e a Oxford. Ha lavorato alla Shell e dopo è diventato consulente d'affari indipendente. Ha scritto numerosi libri tra cui "Atomic: The First War of Physics" (Icon, 2009), "Beyond Measure: Modern Physics, Philosophy and the Meaning of Quantum Theory" (OUP, 2003), "A Beginner's Guide to Reality" (Penguin, 2005), and "A Quantum Story: A History in 40 Moments" (OUP, 2010). Adelphi nel 2013 ha pubblicato il suo "Il bosone di Higgs". TAG: #saggi, #fisica, #franco_ligabue #jim_baggott, #voto_quattro

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RECENSIONE: Leonardo. Ossessione in graphic novel (Ernesto Carbonetti)

RECENSIONE: Leonardo. Ossessione in graphic novel (Ernesto Carbonetti)

Autore: Ernesto Carbonetti Editore: Chiaredizioni, 2022 Pagine: 110 Genere: Graphic novels, Narrativa per ragazzi Prezzo: € 19.90 Acquista: Libro Acquista sito editore: https://www.chiaredizioni.it/prodotto/leonardo/ Anteprima: https://www.chiaredizioni.it/prodotto/leonardo/ Trama La vita di Leonardo Da Vinci raccontata attraverso le sue ossessioni. Dalla ricerca della perfezione, al sorriso della Gioconda che imprigiona i pensieri del maestro fino a renderli quasi distopici. Un percorso affascinante, alla scoperta di eventi sconosciuti ai più. Età di lettura: da 13 anni. Recensione Raccontare la vita di uno dei più grandi geni della storia non è impresa facile. E’ necessario quindi concentrarsi su uno specifico aspetto, sperando che efficacemente renda l’idea della straordinarietà del personaggio. In questa opera il focus è sui pensieri dell'artista, in modo particolare sulle sue ossessioni. Può sembrare strano, ma la vita del maestro è piena di progetti abbandonati e idee che non si sono concretizzate. Di solito le motivazioni di tali fallimenti sono due: precisione maniacale e visione troppo avanti con i tempi. La graphic novel, raccontata da Salaì, l'allievo prediletto di Leonardo, parte con il monumento equestre per Francesco Sforza e termina con la rappresentazione dell'opera più famosa del genio, la Gioconda. Nel mezzo molti spostamenti della coppia e diversi lavori non terminati. Non manca la frustrazione di Leonardo nell’approcciarsi al "collega" Michelangelo con il quale vi è un antagonismo feroce. Infine, altro tallone d’Achille, è il non riuscire a farsi apprezzare in maniera adeguata dalla sua Firenze; anche di qui il suo peregrinare tra le corti dell’Italia rinascimentale, che se lo contende non solo per le sue doti artistiche, ma soprattutto per quelle da ingegnere. Di carne a cuocere ce n’è molta e questo volume riesce a metterla sulla griglia in maniera efficace. Per apprezzarlo è però necessaria un po’ di preparazione. Dal punto di vista artistico i disegni risultano con tratti chiari, decisi e dai colori molto accesi. I dialoghi sono sintetici ed è fatto uso di alcune splash page oltre che di un numero ridotto di vignette per tavola. Il tutto rende scorrevole la storia, puntando molto sulla narrazione per immagine, che appunto vede nel Da Vinci un genio assoluto. Una ottimo volume per scoprire non solo le opere del genio rinascimentale, ma soprattutto il suo pensiero e le sue riflessioni. Alcune note su Ernesto Carbonetti Ernesto Carbonetti, uscito dall’Accademia Disney di Milano, inizia subito a lavorare presso i Maximus Studios, poi come fumettista per le edizioni Cioè e illustratore per la Mirò edizioni. Collabora costantemente con la Clementoni come animatore video e illustratore di manualistica. TAG: #graphic_novels, #narrativa_per_ragazzi, #ernesto_carbonetti, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Ragazze perbene (Olga Campofreda)

RECENSIONE: Ragazze perbene (Olga Campofreda)

Autore: Olga Campofreda Editore: NN Editore, 2023 Pagine: 224 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.nneditore.it/libro/9791280284808 Trama Nelle città di provincia le ragazze perbene si assomigliano tutte. Per sottrarsi a un futuro già raccontato, Clara si trasferisce a Londra, dove insegna italiano a ricchi expat e si trova intrappolata nel vortice degli incontri online. Ma il matrimonio della bellissima cugina Rossella, inseparabile compagna d’infanzia diventata poi modella di abiti da sposa, la richiama a Caserta. Clara si trova così ancora immersa nel mondo da cui è fuggita: all’addio al nubilato della cugina rivede le vecchie compagne di scuola, e nei giorni successivi incontra Luca, lo sposo, con cui aveva stretto in passato un’amicizia clandestina. All’improvviso, però, Rossella scompare senza lasciare traccia. E Clara, convinta che la cugina nasconda qualcosa, scopre nel suo diario un segreto impossibile da confidare, che minaccia il futuro radioso che Rossella ha sempre incarnato. Olga Campofreda toglie il velo sulle seconde vite e i desideri nascosti delle ragazze perbene, i cui destini sono specchio di una femminilità che parla di sacrifici e rinunce, di principi azzurri e segreti, di infelicità che si tramandano nel tempo, di madre in figlia. E racconta la storia di una ragazza che si ribella a sogni e consuetudini già logore, per inventare una strada nuova, tutta sua, da costruire con consapevolezza giorno dopo giorno. Recensione Se ti trovi nel sud Italia, la vita di provincia non è mai facile, men che meno se sei un’adolescente che sta cercando di definire la propria identità. Per la maggior parte delle donne il rischio è quello di diventare una ragazza perbene: ovvero una che rispetta le etichette, che obbedisce, che non esprime la sua opinione, che abbassa la testa, che non si mostra per ciò che è, ma per come gli altri vorrebbero che fosse. Una “femmina” a modo è costretta a reprimere i suoi sentimenti e le sue aspirazioni per perseguire quelle che, secondo la sua famiglia, le si addicono; è relegata alla vita di casa e il suo scopo nella vita è trovare un buon marito e accudire i suoi figli. Perché così è sempre stato e così dovrà essere. Proprio per questo che la città, le persone, tutto sembra di plastica e nella plastica ci si muove, recitando e facendo finta di essere qualcuno che non si è. In questo contesto. l'autrice racconta la storia di Clara che, per sfuggire al suo destino di ragazza perbene, si trasferisce oltreoceano, cercando di dimenticare le sue origini e prendendo le distanze da chiunque possa ricordagliele. Un giorno, però, è richiamata nella sua città per il matrimonio della cugina Rossella, con cui un tempo erano tanto legate. Scontrarsi con le persone che si è lasciata indietro la porta a riflettere sulla sua libertà e sulla prigione da cui è sfuggita, galera che molti chiamano casa. Con una scrittura liscia ed evocativa l’autrice racconta perfettamente il senso di inadeguatezza, il desiderio di libertà e rivalsa delle giovani donne, costrette all’obbedienza e al silenzio perché, generazione dopo generazione, ognuna di esse preme il pulsante “muto” sul telecomando dei propri pensieri e sentimenti. Un romanzo forte e duro in cui si mette nero su bianco la condizione di tante donne italiane, purtroppo ancora attuale. Alcune note su Olga Campofreda Olga Campofreda vive a Londra, dove lavora come ricercatrice in Italian e Cultural studies e insegna scherma per la nazionale inglese Under 20. Nel 2009 ha esordito con La confraternita di Elvis (ARPANet) e i suoi racconti sono apparsi su riviste e blog letterari. Tra le sue ultime pubblicazioni: A San Francisco con Lawrence Ferlinghetti (Giulio Perrone Editore 2019) e il saggio su Pier Vittorio Tondelli Dalla generazione all’individuo (Mimesis 2020). È co-autrice del podcast The Italian Files e insieme a Eloisa Morra cura Elettra, una serie antologica di racconti sul rapporto tra padri e figlie (effequ). TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #olga_campofreda, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Debito d'ossigeno (Toine Heijmans)

RECENSIONE: Debito d'ossigeno (Toine Heijmans)

Autore: Toine Heijmans Traduttore: Antonio De Sortis Editore: SEM, 2022 Pagine: 304 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.semlibri.com/book/debito-dossigeno/ Trama Il giorno in cui Walter Welzenbach scala la sua prima montagna segna il resto della sua vita: non vuole fare altro. Ora è al suo picco finale, una vertiginosa altezza di 8.818 metri, guardando la sua solitudine. Debito d’ossigeno è il romanzo mozzafiato su due amici, Lenny e Walter, che iniziano la loro carriera di scalatori su un ponte nella città in cui studiano all’università. Poi inseguono i loro sogni sulle Alpi e sull’Himalaya, e così facendo segnano il loro destino. Nel loro bagaglio portano le storie dei grandi alpinisti che li hanno preceduti, cercando a loro volta un modo per scrivere un nuovo capitolo della storia dell’alpinismo. Ma lassù, nel nulla, si applicano regole diverse, e ciascuna funziona per conto proprio. Dopo la pubblicazione del suo celebre bestseller sul mare, Toine Heijmans accompagna ancora una volta il lettore in un mondo implacabile, con un romanzo sulla libertà, l’amicizia e le conseguenze di scelte radicali, tra tempeste e valanghe. Ciò che le montagne fanno alle persone e ciò che le persone fanno alle montagne, ecco di cosa tratta questo vertiginoso romanzo. Recensione Sono molte le persone che hanno raggiunto la cima del Monte Everest nonostante le diverse difficoltà. Leggendo questo libro si può comprendere meglio l’amore per la montagna e l’arrampicata. Si capisce la forza che muove le persone ad affrontare altezze estreme nonostante l’ambiente ostile, nonostante il debito d’ossigeno. Il romanzo viene raccontato da Walter, che riesce a trasmettere il suo amore per l’arrampicata all’amico d’infanzia Lenny. I due, prima di affrontare le vette, si esercitano su un pilone di un ponte. Quando non scalano si informano leggendo libri sull’arrampicata, sulla montagna e su scalatori famosi come Bonatti, Terray, Herzog e altri le cui storie si intrecciano con quelle dei protagonisti. Un libro che è un inno agli alpinisti e a cime come L’Everest o il Cervino. Allo stesso tempo lo scrittore tocca tematiche come l’amicizia che viene “deteriorata” dalla insana passione, la fiducia e il disprezzo per la morte che caratterizza questo sport estremo. Lo stile di scrittura dell’autore risulta chiaro, conciso, piacevole, ma anche emozionante, che riesce a togliere sempre più il fiato man mano che Walter affronta l’ascesa dell’8000, da solo. La scalata di Walter è in realtà una scalata con sé stessi dove il protagonista porta sulle spalle non solo corde, ma soprattutto il suo passato, le sue vicende. Un libro che consiglio a tutti coloro che amano la montagna, ma anche a chi cerca una storia dove le capacità fisiche e psicologiche dell’uomo vengono spinte al limite lasciando il lettore più volte senza fiato. Alcune note su Toine Heijmans Toine Heijmans, nato nel 1969, lavora come giornalista per “de Volkskrant”, dove tiene alcune rubriche. Il suo romanzo d’esordio Fuga sul mare (2011), ha ottenuto riconoscimenti internazionali ed è stato ampiamente tradotto e persino adattato sullo schermo. Quest’opera ha reso Heijmans il primo autore olandese a vincere il prestigioso Prix Médicis étranger francese. Heijmans vive alla periferia di Amsterdam, vicino alla sua barca a vela, che funge anche da luogo di scrittura. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #antonio_de_sortis, #toine_heijmans, #voto_quattro

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RECENSIONE: La pace del guerriero. Attraversare le tempeste della vita rileggendo (Giorgio Nardone)

RECENSIONE: La pace del guerriero. Attraversare le tempeste della vita rileggendo (Giorgio Nardone)

Autore: Giorgio Nardone Editore: Ponte alle Grazie, 2022 Pagine: 96 Genere: Saggi, Psicologia Prezzo: € 10.00 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.ponteallegrazie.it/libro/la-pace-del-guerriero-giorgio-nardone-9788833318936.html Trama Testo imprescindibile per i praticanti e gli appassionati di arti marziali, "Il libro dei cinque anelli" è opera del più grande guerriero della tradizione giapponese: Miyamoto Musashi, vissuto nel Sedicesimo secolo, fondatore di una scuola di arti marziali e «Maestro» ne senso più ampio del termine. Rileggendo i suoi insegnamenti, infatti, possiamo individuare una «Via» per affrontare, al di là del combattimento in sé, la vita in generale: una «Via» che passa dal miglioramento costante di sé stessi, dalla capacità di sentire, di agire e di comprendere la complessità della realtà e di individuare al suo interno le soluzioni, spesso semplici, che la realtà stessa ci offre, raggiungendo quella condizione di pace con sé stessi che è l'obiettivo finale del guerriero di fronte alla morte ma, in senso più ampio e per noi, il punto di partenza di qualsiasi conquista. Come già aveva fatto nel fortunato "Cavalcare la propria tigre", ormai un classico della rivisitazione in chiave attuale della lezione degli antichi maestri, Giorgio Nardone ci riporta in Oriente per mostrarci, attraverso un'analisi puntuale del testo di Musashi, l'utilità della tradizione marziale, non solo nella risoluzione dei nostri problemi, ma anche nell'adozione di un approccio felicemente strategico alla vita. Recensione Come in Cavalcare la propria tigre, anche qui, l’autore e psicoterapeuta, attinge alla cultura orientale, in questo alla filosofia del combattimento con la spada dell’antico Giappone, per dare strumenti psicologici e strategici per affrontare i “nemici” esterni e interiori, con una via che impara l’arte della guerra per vivere in pace. In questo caso viene preso il considerazione Il libro dei cinque anelli, cioè la sintesi di tutta l’esperienza di Miyamoto Musashi, il più importante maestro di spada giapponese, e del Niten Ichiryu, la scuola di scherma. Il primo libro è dedicato alla Terra che rappresenta la concretezza delle cose. Da esso si impara a coltivare una conoscenza più vasta possibile in quanto bisogna andare oltre la pura tecnica, bisogna imparare come funzionano le cose nel mondo reale. Questo libro si conclude analizzando il ritmo. Bisogna comprendere il ritmo dell’avversario e sincronizzarsi con esso che, tradotto nella nostra cultura, vuol dire sincronizzarsi con i ritmi verbali e non verbali di chi si ha di fronte. Il secondo libro è dedicato all’Acqua. Come questo elemento, il guerriero deve imparare ad essere fluido e adattarsi alla situazione. Bisogna riuscire ad essere mutevoli e rigidi, morbidi e duri. Tutto ciò può essere raggiunto con un esercizio costante e può essere utile in un acceso dibattito in cui bisogna avere la risposta pronta Il libro del Fuoco, terzo anello, prende in esame il cambiamento improvviso. Come il fuoco muta senza avvertire, anche il guerriero deve reagire alle variazioni del combattimento in modo spontaneo e naturale. Il tutto viene acquisito attraverso la pratica continua. Il penultimo libro, quello dell’Aria o del vento, è dedicato al confronto con altre scuole marziali. Nella cultura occidentale ciò può essere tradotto con la necessità di non escludere altri saperi, altre scuole di pensiero. L’ultimo libro, quello del Vuoto, consta di una sola pagina. Da esso si impara a precorrere la giusta Via attraverso la saggezza e lasciando da parte insane ambizioni. Un saggio che consiglio a tutti coloro che vogliono approfittare della cultura orientale per leggere la realtà, capire il nemico, fare proprio il suo ritmo e batterlo. Alcune note su Giorgio Nardone Giorgio Nardone è psicologo e psicoterapeuta con alle spalle più di trent'anni di attività terapeutiche. Laureatosi in Filosofia all'Università di Siena, si specializza in epistemologia della psicologia clinica e dei vari modelli di psicoterapia. Nel 1982, interessato alle teorie psicologiche della Scuola californiana di Palo Alto, parte per gli Stati Uniti e passa un anno con i ricercatori del Mental Research Institute, tra i quali c'è il suo futuro collaboratore Paul Watzlawick. La particolarità dell'MRI dal punto di vista clinico è l'approccio, basato non sulla tradizione medica o psichiatrica, ma su quella della logica, dell'antropologia, della filosofia e dello studio della comunicazione. Nel 1987 fonda con Paul Watzlawick, considerato il suo maestro, il "Centro di Terapia Strategica" (C.T.S.), deputato alla cura e alla ricerca dei disturbi mentali; e due anni dopo vedrà la luce la "Scuola di Terapia Strategica". Il libro che per primo descrive l'approccio evoluto di terapia breve strategica è L'arte del cambiamento (1990), scritto con Paul Watzlawick ed edito da Ponte alle Grazie; a cui faranno seguito numerosi altri testi tra cui ricordiamo: Paura, panico, fobie (TEA 2010), Cogito ergo soffro (Ponte alle Grazie 2011), Psicotrappole (Ponte alle Grazie 2013), La paura delle decisioni (Ponte alle Grazie 2014), Sette argomenti essenziali per conoscere l'uomo (Ponte alle Grazie 2017), Il cambiamento strategico (Ponte alle Grazie 2018), Oltre sé stessi (Ponte alle Grazie 2019), Emozioni. Istruzioni per l'uso (Ponte alle Grazie 2019), Ipnoterapia senza trance. Parlare alla mente emotiva dell'altro (Ponte alle Grazie 2020), La pace del guerriero (Ponte alle Grazie 2022). TAG: #saggi, #psicologia, #giorgio_nardone, #voto_quattro

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RECENSIONE: Le gioie della scienza (Jim Al-Khalili)

RECENSIONE: Le gioie della scienza (Jim Al-Khalili)

Autore: Jim Al-Khalili Traduttore: Laura Servidei Editore: Bollati Boringhieri, 2022 Pagine: 178 Genere: Saggi, Fisica Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 13.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.bollatiboringhieri.it/libri/jim-al-khalili-le-gioie-della-scienza-9788833941097/ Trama Viviamo in un mondo imprevedibile, pieno di contraddizioni, e navigare in questa complessità mentre cerchiamo di prendere le decisioni migliori è tutt'altro che facile. Con "Le gioie della scienza", Al-Khalili ci regala otto brevi lezioni che ci avvicinano alla chiarezza, al potere e alla gioia di pensare e vivere un po' più scientificamente. È un libro che infonde fiducia e ci invita a guardare il mondo come lo vedono gli scienziati. La scienza ha servito bene l'umanità nella sua ricerca della realtà, e alla base del metodo scientifico ci sono principi che possono essere messi in pratica da tutti noi per navigare nella vita quotidiana. Discutendo la natura della verità e dell'incertezza, il ruolo cruciale del dubbio, i pro e i contro della semplificazione, l'importanza di fare attenzione ai pregiudizi e la necessità di avere sempre un giudizio fondato su prove tangibili, Al-Khalili mostra come le idee che stanno alla base del metodo scientifico siano estremamente rilevanti per i tempi che stiamo vivendo e essenziali per operare scelte sensate e responsabili. Recensione Il tentativo di comprendere i concetti scientifici sovente genera frustrazione. Per ovviare a ciò, l'autore e fisico iracheno-britannico, scrive una guida, rivolta ad un ampio pubblico, che aiuta a pensare e vivere scientificamente attraverso otto lezioni più o meno brevi. La prefazione cerca di convincere il lettore che la scienza aiuta a vedere il mondo più in profondità, arricchisce e illumina. Nella corposa introduzione l'autore riconosce che la pandemia di Covid ha modificato la visione mondiale della scienza, il suo ruolo, il suo valore per la società e come gli scienziati comunicano le loro scoperte e i loro risultati. Il rapporto fra scienziati e "pubblico" non è mai stato così importante come al giorno d'oggi. Il divulgatore ricorda inoltre che la scienza, a differenza della politica o della religione, non è un'ideologia o un sistema di credenze, ma un processo che, attraverso il metodo scientifico, svela come è fatto realmente il mondo. Metodo questo che si basa sull'osservare, mettere in discutere, ragionare e soprattutto correggere le opinioni basandosi sull'esperienza. Con la lettura del saggio, il fisico suggerisce che i misteri devono essere abbracciati, ma anche risolti, perché ciò aiuta a comprendere il mondo e la scienza fornisce i mezzi per raggiungere tale comprensione. Inoltre, l'autore sostiene che, come membri della società, dobbiamo tutti imparare ad applicare i metodi della scienza per sviluppare meccanismi che permettono di far fronte alla complessità, che permettono di valutare l'incertezza e mantenere una mente aperta. I vari capitoli risultano chiari e accessibili a chiunque anche grazie all'utilizzo di numerosi esempi pratici quali la pandemia, le fake news e le teorie del complotto. Un a lettura breve e interessante per comprendere meglio il metodo della scienza e coma essa sia utile alla società. Alcune note su Jim Al-Khalili Jim Al-Khalili nasce a Baghdad nel 1962, è docente di Fisica teorica alla University of Surrey, in Gran Bretagna, dove tiene anche una cattedra di Comunicazione scientifica. È membro della Royal Society e Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico. Nel corso della sua attività ha ricevuto il Michael Faraday Prize e il Kelvin Prize. Come comunicatore, Al-Khalili è spesso protagonista nei canali televisivi britannici e cura la fortunata serie radiofonica The Life Scientific per BBC-Radio 4, oltre a scrivere per il «Guardian» e l’«Observer». È stato più volte apprezzato ospite in diverse manifestazioni anche in Italia. Con Bollati Boringhieri ha pubblicato La fisica del diavolo. Maxwell, Schrödinger, Einstein e i paradossi del mondo (2012), La casa della saggezza. L’epoca d’oro della scienza araba (2013 e 2019), La fisica dei perplessi. L’incredibile mondo dei quanti (2014 e 2020), La fisica della vita. La nuova scienza della biologia quantistica (2015, con Johnjoe McFadden) e Il mondo secondo la fisica (2020). Ha curato le raccolte Alieni. C’è qualcuno là fuori? (2017 e 2021) e Il futuro che verrà. Quello che gli scienziati possono prevedere (2018). Ha inoltre pubblicato Sunfall (2019 e 2022), un romanzo salutato con grande favore da critica e pubblico. TAG: #saggi, #fisica, #laura_servidei, #jim_al-khalili, #voto_quattro

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RECENSIONE: Il farmacista del ghetto di Cracovia (Tadeusz Pankiewicz)

RECENSIONE: Il farmacista del ghetto di Cracovia (Tadeusz Pankiewicz)

Autore: Tadeusz Pankiewicz Traduttore: Irene Picchianti Editore: UTET, 2023 Pagine: 262 Genere: Biografie Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 7.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.utetlibri.it/libri/il-farmacista-del-ghetto-di-cracovia-2/ Trama Quando in un quartiere periferico di Cracovia viene creato d'autorità il ghetto ebraico, il 3 marzo 1941, Tadeusz Pankiewicz ne diventa suo malgrado un abitante. Pur senza essere ebreo, infatti, gestisce l'unica farmacia del quartiere: contro ogni previsione e contro ogni logica di sopravvivenza, decide di rimanere e di tenere aperta la sua bottega, resistendo ai diversi tentativi di sgombero, agli ordini perentori di chiusura e trasferimento. Rimarrà anche quando il ghetto verrà diviso in due e in gran parte sfollato, quando diventerà sempre più difficile giustificare la necessità della sua presenza. Grazie a questa sua condizione anomala, coinvolto ed estraneo allo stesso tempo, Pankiewicz diventa una figura cardine del ghetto: si fa testimone delle brutalità del nazismo, fedele cronista dei fatti e silenzioso soccorritore, cercando in tutti i modi di salvare la vita e, quando impossibile, almeno la memoria delle migliaia di ebrei del ghetto di Cracovia. Mescolando il rigore della ricostruzione e la delicatezza del ricordo, Tadeusz Pankiewicz ci restituisce la sua versione di questa grande tragedia, raccogliendo le storie di chi ha subito impotente la "soluzione finale" e le storie di chi ha invece provato a reagire: i disperati tentativi di resistenza armata, la ricerca del cianuro di potassio come extrema ratio in caso di cattura, le fughe attraverso le fogne cittadine... "Il farmacista del ghetto di Cracovia" racconta tutta l'assurdità di un momento storico in cui il capriccio del caso decise il destino di molti, ma anche l'incredibile resilienza degli esseri umani di fronte all'orrore. Come dice un cliente a Pankiewicz: "Dottore, mi dica: come mai ci sono così pochi pazzi in giro dopo tutto quello che la gente ha dovuto sopportare? Possono le cellule grigie del nostro cervello reggere così tanto dolore?". Recensione Nonostante questo libro parli di nazismo e morte, vi è davvero una gentilezza nei racconti e nelle descrizioni. In esso il lettore trova la vera storia dell'autore che, come riporta il titolo, ricopre il ruolo dei farmacista del ghetto di Cracovia. La storia di Pankiewicz, morto nel 1993, ha dell’incredibile: quando in un quartiere di Cracovia, nel 1943, viene creato il ghetto ebraico, il farmacista ne diventa suo malgrado abitante. Non è ebreo, ma ha il suo esercizio lì, in quella piazza che è appena diventata il centro del ghetto, e lì decide di rimanere, lavorando ogni giorno con le sue tre collaboratrici, Irena Drozdzikowska, Helena Krywaniuk e Aurelia Danek-Czortowa, a cui ha dedicato il suo libro. L'autore e ile sue aiutantii non solo resistono a diversi tentativi di sgombero, a ordini di chiusura o trasferimento, non solo vendono farmaci e aiutano chi non se li può permettere, ma diventano un punto di riferimento fondamentale per chi abita il ghetto e ogni giorno ha a che fare col terrore, con la violenza dei nazisti, con l’incognita relativamente al destino, proprio e dei propri cari. Ogni giorno e ogni sera svariati personaggi di riuniscono in farmacia, e lì, il farmacista e le sue assistenti prestano aiuto rischiando di mettersi nei guai, mandando lettere e documenti che dal ghetto non potrebbero uscire, facendone entrare altri da fuori, portando messaggi. Pankiewicz, che ha visto deportazioni, fucilazioni e tutto ciò che di peggio il nazismo ha portato, non si ferma neanche sapendo di trasgredire le regole e poter andare contro la morte. La biografia è scritta in maniera elegante, gentile, proprio come era il suo autore, a quanto pare. La sua testimonianza è importante tanto quanto lo è stato il suo operato. La giornata della memoria, come ogni anno, è stata celebrata pochi giorni fa, il 27 gennaio. Ma ci sono libri, come questo, che portano memoria ogni giorno, ogni anno. Alcune note su Tadeusz Pankiewicz Tadeusz Pankiewicz (Sambor, 21 novembre 1908 – Cracovia, 5 novembre 1993), polacco cattolico, ha vissuto nel ghetto di Cracovia durante l’occupazione tedesca. Titolare della farmacia All’Aquila dal 1933, dopo la creazione del ghetto nel 1941 ha scelto di tenere ugualmente aperta la sua attività, aiutando migliaia di ebrei. Per il suo valore, nel 1983 ha ricevuto dall’Istituto Yad Vashem (l’Ente Nazionale per la Memoria della Shoah) il riconoscimento di “Giusto tra le nazioni”. A partire da quello stesso anno la farmacia è diventata parte del museo della Farmacia di Cracovia. TAG: #biografie, #irene_picchianti, #tadeusz_pankiewicz, #voto_quattro

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RECENSIONE: Amico gatto. Come e perché i gatti ci aiutano a stare bene (Véronique Aïache)

RECENSIONE: Amico gatto. Come e perché i gatti ci aiutano a stare bene (Véronique Aïache)

Autore: Véronique Aïache Traduttore: Barbara Ponti Editore: Corbaccio, 2022 Pagine: 256 Genere: Saggi, Benessere, Gatti Prezzo: € 26.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.corbaccio.it/libri/amico-gatto-9788867009879 Trama Perché e in che modo i gatti ci aiutano a stare bene? «I miei gatti mi ospitano nella loro casa da oltre dieci anni e di questo sono loro grata.» Spesso si scherza sul diverso rapporto che cani e gatti intrattengono con l'uomo: fedeli, sottomessi, amici i primi; utilitaristi, indipendenti, distaccati i secondi, al punto da farci sentire ospiti tollerati in casa nostra. Ma in questo libro, Véronique Aïache mette a fuoco la speciale relazione millenaria che esiste tra gatto e uomo arrivando a convincersi e a convincere pienamente i lettori che i veri beneficiari della reciproca compagnia siamo proprio noi, i bipedi. I gatti che entrano nelle nostre case non cercano di conquistarci ma sanno rendersi indispensabili e sanno adattare la loro indipendenza al nostro bisogno di compagnia oppure di solitudine, insegnandoci l'arte della libertà. Attraverso l'attenta osservazione del comportamento dei piccoli compagni di vita e la sterminata letteratura sui felini domestici, Véronique Aïache racconta quanta dolcezza sappiano mostrare i gatti, come si trovino a loro agio nel silenzio, come riescano a manifestare con pacatezza i loro mille desideri, a percepire l'invisibile, andare all'avventura, partorire, adulare, correre rischi, provocare, osservare, proteggere, abbandonarsi... senza mai deviare dal loro cammino di ricerca della quiete. E ci insegna a osservarli a nostra volta, per imparare la loro arte di vivere, la terapia delle fusa, la capacità di rilassarsi e di godere del momento presente. Dalle origini selvatiche ai placidi gattoni acciambellati nella loro cesta in salotto, passando per la storia, le leggende e la fisiologia felina, questo libro racconta l'incontro tra due mondi che erano destinati ad andare d'accordo. Un omaggio a un animale diverso da tutti gli altri: il piccolo gatto terapeuta che ci ha insegnato e ci ha dato tanto. Recensione Con questo libro l'autrice condivide con i lettori la sua passione per i gatti. Questo saggio è una vera enciclopedia riguardante gli amici felini. Nel corso dei secoli e per millenni, il gatto ha sempre avuto ruoli speciali: compagno di re o maghi, custode di templi, icona dei potenti o semplice compagno di persone "normali" che non possono immaginare la loro vita senza di esso. Tutto è stato studiato al riguardo e l'autrice lo snocciola in questo interessante libro: dalla terapia delle fusa, presa molto sul serio da molti scienziati; alla sua capacità di bilanciare la radiazione magnetica dei luoghi; passando per il fascino dello yoga dei gatti. In effetti il ​​gatto può essere un modello di serenità, centratura e saggezza, per non parlare della sua flessibilità e dei movimenti che ricordano le asana (posture yoga). Il volume esamina i diversi benefici forniti dai gatti, sia dalla loro osservazione, sia dal semplice fatto che condividiamo con loro uno spazio in cui si irradia la sua energia, visibile o invisibile. Il tutto risulta impreziosito da bellissimi disegni che rendono la lettura ancora più piacevole. Un intero capitolo è dedicato a citazioni poetiche o aforismi di famosi scrittori che "celebrano" il gatto, con il suo posto nella nostra vita, l'osservazione del suo comportamento o del suo aspetto. Molto interessante. Sono differenti e svariati i capitoli dedicati all'amico felino: si inizia con una cronologia che parte da 56 milioni di anni fa per poi passare tra i differenti periodi e giungere fino ai giorni nostri; si continua con i benefici del gatto mettendo in luce la terapia delle fusa, lo yoga dei gatti, le lezioni feline sulla meditazione e infine i segreti felini di benessere quotidiano; si prosegue con il gatto e la sua saggezza parlando di libertà, fiducia in se stessi, ascolto del proprio sesto senso; si continua con il gatto e le sue rappresentazioni; si passa poi al gatto con i suoi misteri citando il Feng Shui e le doti paranormali; si prosegue con la penultima parte dedicata all'alfabeto gattesco e si conclude con le 100 più belle citazioni sui gatti. Un libro che consiglio a tutti coloro che amano il "micio" in quanto è una vera delizia sia da leggere che da sfogliare. Alcune note su Julie Wassmer Véronique Aïache è una giornalista francese specializzata in temi legati al benessere. Scrive per diverse testate dedicate al mondo femminile. Oltre ad Amico gatto, in Italia sono stati pubblicati L'imperturbabile placidità del gatto e L'arte della lentezza. TAG: #saggi, #benessere, #gatti, #barbara_ponti, #véronique aïache, #voto_cinque

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RECENSIONE: Il secondo piano (Ritanna Armeni)

RECENSIONE: Il secondo piano (Ritanna Armeni)

Autore: Ritanna Armeni Editore: Ponte alle Grazie, 2023 Pagine: 288 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 16.90 (cartaceo), € 10.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.ponteallegrazie.it/libro/il-secondo-piano-ritanna-armeni-9788833319537.html Trama In un convento francescano di periferia, tra i profumi del giardino e un nuovo quartiere in costruzione, suor Ignazia e le sue sorelle si trovano nella surreale situazione di ospitare al piano terra un’infermeria tedesca e al secondo alcune famiglie sfuggite per miracolo al rastrellamento del Ghetto. A separarli, solo una scala e l’audacia mite di chi non esita a mettersi in gioco fino in fondo. Roma, nell’ultimo anno di guerra, non è «città aperta». I tedeschi, a un passo dalla sconfitta, la stringono in una morsa sempre più spietata, gli alleati stentano ad arrivare, i romani combattono pagando con il sangue ogni atto di ribellione. In una città distrutta dalla fame, dalle bombe, dal terrore, gli ebrei vengono perseguitati, deportati, uccisi, come il più pericoloso e truce dei nemici. E la Chiesa? Mentre in Vaticano si tratta in segreto la resa nazista e il pontefice sceglie, più o meno apertamente, la via della cautela, i luoghi sacri si aprono ad accogliere – sfidando le regole e perfino alcuni comandamenti – chi ne ha bisogno. Recensione Questo nuovo romanzo dell'autrice è un toccante libro basato sulla storia vera di un convento romano durante la seconda guerra mondiale, in cui la storia di alcuni ebrei si mescola con quella delle suore e dei soldati tedeschi. In un convento francescano di periferia, nella Roma del 1944, tra i profumi del giardino e un nuovo quartiere in costruzione, suor Ignazia e le sue sorelle si trovano nella surreale situazione di ospitare al piano terra un’infermeria tedesca e al secondo alcune famiglie sfuggite per miracolo al rastrellamento del ghetto. A separarli solo una scala e l’audacia di chi non esita a mettersi in gioco fino in fondo. Roma, nell’ultimo anno di guerra, non è una città libera; i tedeschi, a un passo dalla sconfitta, la stringono in una morsa sempre più spietata, gli alleati stentano ad arrivare, i romani combattono pagando con il sangue ogni atto di ribellione. Nella capitale distrutta dalla fame, dalle bombe, dal terrore, gli ebrei vengono perseguitati, deportati, uccisi, come il più pericoloso e truce dei nemici. Mentre in Vaticano si tratta in segreto la resa nazista e il pontefice sceglie, più o meno apertamente, la via della cautela, i luoghi sacri si aprono ad accogliere, sfidando le regole e perfino alcuni comandamenti, tutti coloro che hanno bisogno. L'autrice, con entusiasmo rigoroso e profondo, attraversa un passaggio cruciale della nostra storia e dà corpo a una vicenda esemplare, che parla di coraggio e sorellanza, di forza e creatività, di gioia, paura, resistenza. Una storia che è frutto di un meticoloso lavoro di ricerca storica e che travolge e catapulta il lettore all’interno del convento vivendo, pagina dopo pagina, ogni singola vicenda e tutte le emozioni con i protagonisti. Un racconto del nostro passato più buio, ma anche di ebrei forti, di suore coraggiose, di carità senza fine che diventa rischio e sacrificio, di libertà segreta, di coraggio autentico. Tutto in nome dell’amore incondizionato. Libro che consiglio a tutti coloro che cercano una storia reale, poco conosciuta e che commuove e avvince. Una vicenda che andava e va raccontata, per non dimenticare. Alcune note su Ritanna Armeni Ritanna Armeni è giornalista e scrittrice. Ha lavorato a Rinascita, il manifesto, l'Unità, Liberazione. Capo ufficio stampa di Fausto Bertinotti, è stata per quattro anni conduttrice di Otto e mezzo insieme a Giuliano Ferrara. Ha pubblicato Di questo amore non si deve sapere (2015), vincitore del Premio Comisso; Una donna può tutto (2018); Mara. Una donna del Novecento (2020), vincitore del Premio Minerva; Per strada è la felicità (2021), tutti usciti per Ponte alle Grazie. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #ritanna_armeni, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Il gatto che soffiava via la tristezza (Sandi Ward)

RECENSIONE: Il gatto che soffiava via la tristezza (Sandi Ward)

Autore: Sandi Ward Traduttore: Elisabetta Valdrè Editore: Garzanti, 2022 Pagine: 240 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderne e contemporanea Prezzo: € 17.90 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.garzanti.it/libri/sandi-ward-il-gatto-che-soffiava-via-la-tristezza-9788811005162/ Trama Leccornie e coccole sul letto: è questa la giornata ideale per l’intelligente Tata, una gattina bianca che la padrona di casa, Carrie, ha trovato in una scatola abbandonata per strada. Da allora sono passati anni e Tata si è goduta le carezze della padrona e ha osservato con curiosità i suoi due figli crescere fino alla soglia dell’età adulta. Ma ora qualcosa è cambiato, la gatta lo fiuta nell’aria. Da quando è nato l’ultimo della cucciolata, Finn, Carrie se ne sta sempre rannicchiata sotto le coperte, indifferente persino alle sue fusa. Finché, un giorno, fa la valigia e scompare. Tata ha il cuore spezzato e sente una grande tristezza, ma presto si accorge che non è la sola ad avere un vuoto da colmare. La gattina spera che Carrie ritorni, ma intanto deve pensare agli adolescenti Jimmy e Mary. Persino Tommy, il padre, sembra aver bisogno di un po’ di fusa. Grazie al suo istinto felino, Tata capisce quando a ognuno di loro serve una zampa. Perché, anche se la padrona le manca terribilmente, deve provare a far tornare il sorriso su quei volti imbronciati. Solo lei può rimettere a posto ogni cosa e restituire la felicità alla propria famiglia. Sandi Ward ha scritto un esordio che trabocca di speranza e tenerezza e che ha commosso tutti i lettori all’estero. La storia di una famiglia che affronta un momento difficile, ma viene aiutata da una creatura speciale e sensibile. Perché i gatti sono animali meno indifferenti di quanto si pensi: con le loro vibrisse e un colpo di coda sono capaci di risollevare anche le giornate più nere. Recensione In questo romanzo, fin dalle prime pagine, la gatta Tata apre una tenda al lettore per spiare dalla finestra della famiglia in cui vive. L’atmosfera, inizialmente misteriosa, si fa più nitida quando si comprende, attraverso lo sguardo attento e curioso di Tata, che Carrie non è più a casa con la sua famiglia e che gli equilibri sono in continuo cambiamento. Un velo di tristezza e dolore tocca ogni componente del nucleo, dal marito Tommy fino al piccolo Finn. Il compito del felino è cogliere le sfumature di questi stati d’animo e cercare di alleviarli o solo fare da spettatore? La prospettiva del gatto sul dramma familiare in corso risulta interessante, sicuramente un’idea innovativa seppur intravista sotto forma canina in molti romanzi in cui il narratore è il cane di casa. Ciò che l'autrice costruisce sapientemente, è un punto di vista parziale ed egoista, come quello di un bambino, che ben si sposa con l'idea che si ha della personalità del gatto come animale domestico, coccoloso ma fortemente indipendente. Tata è distante sotto molti aspetti, ma estremamente coinvolta e presente nelle dinamiche degli umani. Le tematiche che vengono affrontate nel romanzo sono al contempo un punto di forza e il grande buco nero della trama. Non si possono scandagliare a fondo Depressione, problemi di salute mentale e abbandono vengono liquidati in poche pagine e in modo frettoloso. Inoltre la costruzione del romanzo stesso risulta frastagliata, come se fosse destinato ad essere più una serie di racconti che un romanzo. Concludo affermando che il romanzo risulta scritto in maniera accattivante, ma tratta in modo superfluo argomenti importanti che non è facile far passare attraverso gli umani, figuriamoci con gli animali. Nonostante i limiti descritti sopra risulta un esordio interessante che consiglio a tutti gli amanti dei gatti. Alcune note su Sandi Ward Sandi Ward è nata in Massachusetts e ora vive in New Jersey con la famiglia e la sua gatta nera, Winnie. Ha studiato scrittura creativa alla New York University e lavora come copywriter in un’agenzia pubblicitaria. Il gatto che soffiava via la tristezza è il suo romanzo d’esordio. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #elisabetta_valdrè #sandi_ward #voto_tre

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RECENSIONE: Il mistero di Whitstable Pearl (Julie Wassmer)

RECENSIONE: Il mistero di Whitstable Pearl (Julie Wassmer)

Autore: Julie Wassmer Traduttore: Silvia Salis Editore: Time Crime, 2022 Pagine: 256 Genere: Narrativa straniera, Thriller, Gialli Prezzo: € 16.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://timecrime.it/products/i-misteri-di-whitstable-pearl Trama Pearl Nolan ha sempre desiderato diventare un’affermata detective, ma una gravidanza inaspettata quando era ancora un’adolescente ha interrotto la sua carriera nella polizia per gestire un rinomato ristorante di pesce nella cittadina costiera di Whitstable, famosa per le sue ostriche. All’età di 39 anni, con il figlio all’università, Pearl soffre della sindrome da nido vuoto, fino a quando, alla vigilia del Festival delle Ostriche, ritrova il cadavere di un pescatore del posto. Sarà stato un tragico incidente, un suicidio oppure un omicidio? Pearl coglie l’opportunità per dimostrare le proprie abilità investigative e scoprire la verità, ma ben presto entra in conflitto con l’ispettore capo di Canterbury Mike McGuire. Quando viene rinvenuto un secondo cadavere, Pearl comincia a setacciare il passato per ulteriori indizi, risvegliando i ricordi di un’estate risalente a più di vent’anni prima.Ora anche in libreria le indagini di Pearl Nolan, divisa tra il suo rinomato ristorante di ostriche e i misteri di un villaggio di mare pieno di sorprese! Recensione Questo libro è il primo di una serie e merita attenzione in quanto ha diversi elementi che rendono la lettura una esperienza interessante. L’ambientazione è uno degli aspetti più intrigrante del racconto. Siamo in un piccolo villaggio inglese di pescatori, dove il ciclo della marea scandisce il tempo e la pesca delle ostriche è l’attività principale. A Whitstable, come in ogni piccolo centro che si rispetti, tutti si conoscono ma ciascuno ha i propri segreti. Così fra ristoranti, stradine affollate di turisti, e casupole di pescatori si nascondono vecchie storie e nuovi pericoli. Per quanto riguarda i personaggi, la protagonista si chiama Pearl Nolan. Non è una mangiatrice di uomini, non è una femme fatale. È semplicemente una donna di quasi quarant’anni che ha cresciuto un figlio da sola, che per fare ciò ha dovuto mettere in standby sogni e aspettative di carriera, e che, ora che suo figlio è al college, può dedicarsi di nuovo a all'investigazione, attività che in passato ha amato. Accanto a lei, c’è sua madre Dolly, un’attempata signora un po’ hippy, tutto pepe e pettegolezzi.

Non manca il protagonista maschile, Mike McGuire, un ispettore che ha lasciato Londra per sfuggire ai ricordi. È silenzioso introverso e sospettoso, ma Whitstable e le ragazze Nolan potrebbero essere in grado di cambiarlo. Un personaggio che si scopre pagina dopo pagina. Questo romanzo è un giallo dall’intreccio piuttosto lineare, ma non scontato. Un libro intrigante, nel quale l’autrice dimostra di essere pienamente padrona del genere. Le descrizioni suggestive di Whistable e la serie di meravigliosi personaggi creati arricchiscono la trama del crime, ne esce una lettura coinvolgente, ma allo stesso tempo confortante e di piacevole intrattenimento. Consiglio questo volume a tutti coloro che cercano un giallo classico, ambientato in un’incantevole cornice con protagonista una eroina multitasking, divisa fra invitanti sapori, crimini e segreti e l’inizio di una tormentata e stuzzicante love story. Alcune note su Julie Wassmer Julie Wassmer è nata a Londra, si é laureata alla Kingston University per poi affermarsi come autrice di fiction e telefilm, tra cui London’s Burning. Family Affairs e EastEn-ders, la popolare soap opera della BBC alla quale ha lavorato per quasi 20 anni. Nel 2015, la premiata casa editrice Little, Brown Book Group ha pubblicato il romanzo poliziesco d’esordio di Julie, Il mistero di Whitstable Pearl, seguito negli anni successivi da altri otto libri. Nel 2021 la casa di produzione Buccaneer ha trasformato la saga poliziesca in una serle tv, disponibile in Italia su Sky. La seconda stagione, di prossima uscita, verrà trasmessa sempre da Sky Italia. Vve a Whitstable insieme al marito e a due gatti. TAG: #narrativa_straniera, #thriller, #gialli, #silvia_salis, #julie_wassmer, #voto_quattro

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RECENSIONE: Terra ultima. Alla scoperta di un continente sconosciuto (Raoul Deleo, Noah J.Stern)

RECENSIONE: Terra ultima. Alla scoperta di un continente sconosciuto (Raoul Deleo, Noah J.Stern)

Autore: Raoul Deleo (autore), Noah J. Stern (a cura di) Traduttore: Anna Patrucco Becchi Editore: Terre di Mezzo, 2022 Pagine: 80 Genere: Narrativa per ragazzi Prezzo: € 20.00 Acquista: Libro Acquista sito editore: https://www.terre.it/prodotto/terra-ultima-alla-scoperta-di-un-continente-sconosciuto/ Anteprima: https://issuu.com/terredimezzo/docs/estratto_terra_ultima Trama Pensavamo che ormai ogni angolo del pianeta fosse stato mappato, ma ci sbagliavamo. Dopo anni di ricerche, l'esploratore Raoul Deleo ha individuato una terra sfuggita a ogni radar, ricca di paesaggi incredibili, popolata da animali mai visti. Deleo è tornato con disegni mozzafiato e avvincenti diari, che sanno trasmettere tutta l'emozione di trovarsi faccia a faccia con un continente sconosciuto. E ha affidato il suo ricco archivio al collega esploratore e biologo Noah J. Stern, con il compito di redigere un resoconto delle sue tre spedizioni. Questo libro straordinario è il risultato del loro lavoro. Pagine piene di meraviglia, avventura e spaesamento, capaci di spalancare orizzonti e di far sognare. Età di lettura: da 8 anni. Recensione L'impressionante copertina finemente elaborata e riccamente variegata di strane creature e il formato di questo volume rendono pienamente giustizia al sottotitolo alla scoperta di un continente sconosciuto. Nell'introduzione, scritta dal (fittizio) Dottor Noah J. Stern, biologo ed esplotratore, il lettore ottiene qualche indizio in più sul Terra Ultima. Sembra che Stern sia stato contattato da Raoul Deleo, un altro famigerato esploratore, per rendere pubblico il suo archivio. Stern offre un resoconto ampio e dettagliato delle tre spedizioni di Deleo sulla Terra Ultima. Lo stile di scrittura di Stern appare molto veritiero e convince appieno riguardo alla spedizione su questa terra sconosciuta. Il biologo descrive le avventure di Deleo nell'affascinante continente in modo entusiastico e razionale. Terra Ultima si rivela l'habitat delle creature più strane; sebbene condividono un sorprendente tratto comune: sono tutte costituite da parti completamente diverse di animali reali Ad esempio si può trovare l'orsa a sei zampe o il leopardo corallo o ancora la carpa topo obeso. Le informazioni scientifiche a volte possono essere alquanto scarse, ma generalmente comprendono le dimensioni (rispetto ad un essere umano), il nome latino e alcuni fatti, tra cui la riproduzione e l'habitat. Ad esempio, sul cervicottero si legge: "ogni anno il cervicottero depone sette uova, ma ne cova soltanto tre. Le restanti le fa rotolare con il muso agli angoli de proprio territorio: è il suo modo per marcarlo." Di tanto in tanto, il dottor Stern riporta un'osservazione critica agli appunti di Deleo che aumenta l'autenticità e incoraggia sulla possibilità di eventuali iniziative scientifiche. Le illustrazioni a piena pagina e decisamente spettacolari, attirano immediatamente l'attenzione e catturano il lettore di ogni età. Gli animali fittizi sono rappresentati con una sorprendente cura e precisione. Il risultato è un gioiello, sia stilistico che visivo, che garantisce ore di stupore e non fatica a piacere ad un pubblico ampio e diversificato. Il volume si conclude con una postfazione che contiene le seguenti parole di Stern: "non posso più girarci attorno: l'archivio che ho ricevuto non era soltanto caotico, ma anche incompleto. [...]. Farò subito spazio nella mia agenda, senza la minima esitazione. Quando Deleo tornerà dalla quarta spedizione, potremo metterci subito all'opera.". Ciò suggerisce un sequel che viene attesa con grande impazienza. Un volume mozzafiato sia dal punto di vista dei disegni che stilistico. Consigliati a tutti coloro, dai ragazzi fino agli adulti, a cui piacciono le esplorazioni e le strane creature. Alcune note su Raoul Deleo Raoul Deleo, artista ed esploratore neerlandese, ha scoperto il continente Terra Ultima. TAG: #narrativa_per_ragazzi, #anna_patrucco_becchi, #raoul_deleo, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari (Viola, Vitellaro)

RECENSIONE: Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari (Viola, Vitellaro)

Autore: Alessandra Viola (Autore), Rosalba Vitellaro (Autore), Annalisa Corsi (Illustratore) Editore: Baldini+Castoldi, 2022 Pagine: 160 Genere: Narrativa per ragazzi Prezzo: € 18.00 Acquista: Libro Acquista sito editore: https://www.baldinicastoldi.it/libri/nel-mare-ci-sono-i-coccodrilli-versione-illustrata/ Trama Enaiatollah è ancora un bambino quando sua madre lo lascia da solo in Pakistan per salvarlo dai talebani che vogliono portarlo via. Inizia così il suo viaggio per la salvezza che, attraverso l'Iran, la Turchia e la Grecia, lo condurrà fino in Italia. Un viaggio pieno di insidie, durante il quale Enaiat diventerà grande, imparerà a cavarsela da solo e scoprirà il potere della gentilezza e dell'accoglienza. Una storia vera diventa finalmente un libro illustrato per i lettori più giovani. Un'avventura che commuove e fa sognare, unica e al tempo stesso universale. Tratta dal romanzo di Fabio Geda. Età di lettura: da 10 anni. Recensione Dal racconto orale al romanzo, dall’animazione al libro illustrato. Questo titolo sta riuscendo a unire talenti e intenti per parlare come un’unica voce, per urlare al mondo una storia vera che dovrebbe fare riflettere. Dal romanzo di Fabio Geda, che ha raccolto il racconto di Enaiatollah Akbari, al Giffoni film Festival dove il cartone animato ha vinto l’edizione del 2022, fino alla versione illustrata che vi presento il questa pagina. Tale versione è scritta da Alessandra Viola e Rosalba Vitellaro, mentre le illustrazioni sono di Annalisa Corsi. Ora passiamo alla trama. Enaiatollah è un bambino che vive in un villaggio dell’Afghanistan. Un giorno suo padre, camionista, muore durante un trasporto di merci e sua madre, minacciata dai talebani, non ha altra alternativa se non quella di nascondere e poi allontanare il figlio. A seguito della perdita del carico, infatti, i malavitosi, iniziano a perseguitare i suoi cari, membri, tra l’altro, degli hazara, l’etnia di minoranza perseguitata dai pashtun. Ecco perché la donna, per proteggerlo, lo porta in Pakistan, a Quetta, dove prima di andarsene si fa promettere dal figlio tre cose: di non rubare, di non usare le armi e di non drogarsi. Lo invita a seguire gli insegnamenti che ha ricevuto e a non arrendersi, gli sussurra che non può far altro, le circostanze le impediscono di restare al suo fianco. Deve imparare a cavarsela da solo, ma senza dimenticare quella che sino ad allora è stata l’istruzione ricevuta. Passano i giorni, i mesi, gli anni. Enajatollah è costretto a muoversi ulteriormente, a spostarsi di stato in stato, ad abbracciare lavori improbabili, denigratori e comunemente reietti da chi sta meglio, ma deve pur in qualche modo sopravvivere. Nasce in lui il proposito di trasferirsi in Europa, ha saputo che questa terra è molto diversa da quella in cui attualmente vive. Vuole andare incontro alla sua possibilità, è forse, la sua ultima chance. Per raggiungere questa terra affronta la fame, il freddo, ripetuti soprusi, il mare, la morte, la solitudine. Arriva a Venezia, a Roma ed infine a Torino dove, grazie ad un amico dei tempi dell’Afghanistan, viene accolto da una famiglia piena d’amore. Un viaggio davvero strabiliante attende questo bambino. Un viaggio che dal romanzo al cartone animato fino all’albo illustrato viene riportato in ogni dettaglio. La storia svela tutta la meschinità e la violenza dell’essere umano, ma anche il coraggio di questo fanciullo. Le coloratissime e tenere illustrazioni riescono a trasporre l'infinita dolcezza e l'ingenuità di Enaiatollah, la sua crescita e le sue paure, dando spessore alle tante figure adulte che incrociano la vita del piccolo Enaiat. Una commovente storia vera che tutti, ragazzini e adulti, dovrebbero leggere e divulgare. Alcune note su Alessandra Viola Alessandra Viola è giornalista, sceneggiatrice e autrice di romanzi, saggi e programmi Rai per adulti e bambini. Alcune note su Rosalba Vitellaro Rosalba Vitellaro è sceneggiatrice, scrittrice, autrice e regista di documentari, cortometraggi e cartoni animati per diversi produttori, tra cui Rai Fiction e Rai Cinema. Alcune note su Annalisa Corsi Annalisa corsi, art director, regista, animatrice e illustratrice, firma la regia di opere animate, cinematografiche e televisive, collaborando con registi, produttori e broadcaster di fama internazionale. Rai, Studio Universal, IndigoFilm, RaiCinema, IstitutoLuce, Einaudi, DeAgostini, RaiEri, Gruppo Gedi, sono alcune delle produzioni e case editrici con le quali ha collaborato e continua a collaborare. TAG: #narrativa_per_ragazzi, #alessandra_viola, #rosalba_vitellaro, #annalisa_corsi, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Il teatro maledetto. I misteri di colle ombroso. Mistery series (Emanuele Cipollone)

RECENSIONE: Il teatro maledetto. I misteri di colle ombroso. Mistery series (Emanuele Cipollone)

Autore: Emanuele Cipollone Editore: Chiaredizioni, 2022 Pagine: 140 Genere: Narrativa per ragazzi Prezzo: € 13.90 Acquista: Libro Acquista sito editore: https://www.chiaredizioni.it/prodotto/misteri-colle-ombroso/ Trama Colle Ombroso non è un paese come gli altri. Qualcosa di oscuro sta per sorgere minacciandone la pace. Sullo sfondo di un teatro abbandonato legato ad una vecchia maledizione, quattro coraggiosi ragazzi tenteranno di portare alla luce il mistero che l'avvolge prima che le tenebre lo coprano per sempre. Età di lettura: da 12 anni. Recensione Se cercato un ottimo libro per far approcciare i ragazzi al genere mistery, questa proposta è un ottimo inizio. La storia vede protagonista un gruppo di ragazzi che cerca di risolvere l'enigma che si cela dietro un teatro ormai dismesso e abbandonato. All'interno della trama vengono trattate tematiche importanti quali il desiderio di crescere e l'amore, ma in modo particolare il sentimento dell'amicizia che permea tutto il volume. Non mancano colpi di scena che rendono la storia più accattivante. Molto carini anche i disegni che si trovano al termine di ogni capitolo che riescono a coniugare bene narrativa con illustrazione. Lo stile di scrittura risulta chiaro e semplice, adatto al pubblico a cui il mistery è destinato. I personaggi appaiono ben delineati e dotati di a carattere e atteggiamenti nei quali ogni adolescente dei giorni nostri può rivedersi. Un testo che consiglio non solo ai giovani lettori, ma anche ad adulti che vogliono leggere una buon noir che racchiude all'interno un bel messaggio. Alcune note su Emanuele Cipollone Dal fumetto alla scrittura creativa, ha pubblicato per il collettivo Caos Studio, vincendo diversi premi letterari. Portando con sé tutto l'ampio mondo della graphic novel, con questo romanzo offre il suo punto di vista unico sulla narrativa noir per ragazzi. TAG: #narrativa_per_ragazzi, #emanuele_cipollone, #voto_quattro

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RECENSIONE: Testone (Daniele Movarelli, Alice Coppini)

RECENSIONE: Testone (Daniele Movarelli, Alice Coppini)

Autore: Daniele Movarelli, Alice Coppini Editore: Sinnos, 2022 Pagine: 64 Genere: Graphic novels, Narrativa per ragazzi Prezzo: € 12.00 Acquista: Libro Acquista sito editore: https://www.sinnos.org/prodotto/testone/ Anteprima: https://www.sinnos.org/prodotto/testone/ Trama La storia di un'amicizia speciale tra Mia, bambina vulcanica e ben più che intraprendente, e Giorgio (che Mia chiama Testone) che è invece silenzioso, imperscrutabile, delicato. Almeno secondo le maestre, i bidelli e i genitori. Quando Mia escogita un piano geniale per saltare la scuola, Testone l'aiuta, o perlomeno non si oppone. Ma sarà proprio lui a risolvere la situazione, alla fine. Un libro che mescola fumetto, albo illustrato e narrativa in modo nuovo e divertente, dagli autori di Sgrunt! Età di lettura: da 6 anni. Recensione A Monte Quiete non succede mai niente. Eppure, visti gli spassosi racconti nati dalla creatività dei due scrittori, già autori di Sgrunt!, sempre ambientato a Monte Quiete, tutto questo niente appare quanto meno sospetto. Ma si sa, è una questione di punti di vista. Certo è che il niente raccontato da Mia, protagonista del libro, è molto agitato. Il libro è un simpaticissimo volume per bambini, a metà tra narrativa e fumetto, stampato con la font ad alta leggibilità Leggimiprimagrahic: in maiuscolo, studiata per ridurre al minimo gli effetti di confusione tra lettere simili. Una storia decisamente scoppiettante, colma di insegnamenti più o meno evidenti, ma soprattutto una storia di tutto rispetto dove non mancano avventure e colpi di scena, e dove l’amicizia, quella vera, è la principale protagonista. E anche il rispetto per le diversità, aspetto determinante in ogni piccola e grande vita. Mia è una ragazzina decisamente vivace. Una di quelle bambine capaci di portare all’esaurimento qualsiasi adulto. Non si considera molto intelligente, ma in realtà lo è, eccome. Mia ci tiene a sottolineare, già dalle prime pagine, che lei non è di nessuno. Quindi tutto questo urlare MIA e conseguenti abbracci la irrita, e non poco. La bambina ha un migliore amico, Testone, che in realtà si chiama Giorgio. Testone ama urlare CETRIOLINIIIIII. Testone è un palo perfetto per ogni marachella di Mia: non si muove, non fa nulla, distrae gli adulti quanto basta. Alcuni dei compagni di Mia pensano che Testone sia un po’ svitato ma, secondo la ragazzina, Giorgio ha un gran cervello sempre al lavoro. Ed è furbo. Molto furbo. Un giorno Mia mette in atto un grande piano anzi, il migliore di sempre. Ovviamente ha bisogno di Testone per realizzarlo. Purtroppo, però, non tutto va come previsto. Ma i migliori amici sanno sempre cosa fare quando l’amico è nei guai. Sempre. Storia divertente, colorata e spassosa caratterizzata da disegni teneri e amorevoli. Racconto che consiglio a tutti coloro che cercano un libro sano e genuino da far leggere o leggere ai bambini. Alcune note su Daniele Movarelli Daniele Movarelli è nato a Roma, è autore di libri per ragazzi, copywriter ed enigmista. Ha pubblicato albi illustrati per Giralangolo (EDT), prime letture per Lilliput (ELI La Spiga) e per biancoenero edizioni. Sgrunt! è il suo primo esperimento a metà tra libro e fumetto. Potete leggere suoi articoli di net art su Random, sciarade su Atlas Magazine e racconti su Lahar Magazine e Medium. Alcune note su Alice Coppini Alice Coppini è nata a Novara. Si diploma prima allo IED di Milano nel 2013 e poi al MiMaster nel 2015 in illustrazione. Nel 2017 viene selezionata alla Mostra Internazionale degli Illustratori alla Fiera dell’editoria per bambini e ragazzi di Bologna e nominata al Nami Island International Illustration Concours. Ha lavorato con case editrici come Editoriale Scienza, Giralangolo, Il Battello a Vapore, Balivernes Édition e DeAgostini Scuola. Prende lezioni di canto a Milano. Nel tempo libero si dedica alla rilegatura e alla serigrafia. TAG: #graphic_novels, #narrativa_per_ragazzi, #daniele_movarelli, #alice_coppini, #voto_quattro

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RECENSIONE: Il libro dei sogni (Yoshiharu Tsuge)

RECENSIONE: Il libro dei sogni (Yoshiharu Tsuge)

Autore: Yoshiharu Tsuge Traduttore: Vincenso Filosa Editore: Canicola, 2022 Pagine: 224 Genere: Fumetti, Manga Prezzo: € 19.00 Acquista: Libro Acquista sito editore: https://www.canicola.net/prodotto/il-libro-dei-sogni/ Anteprima: https://www.canicola.net/wp-content/uploads/2022/10/il-libro-dei-sogni-anteprima.pdf Trama Pubblicati a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta e selezionati da Tsuge stesso, gli undici racconti de Il libro dei sogni sono tra i più potenti della sua intera opera. Frammenti visionari e unici che dipingono il disagio della vita nei sobborghi più poveri e i traumi irrisolti di Hiroshima. Il libro dei sogni trascina con prepotenza il lettore in un mondo dove i confini della realtà si sgretolano, lasciando affiorare pulsioni e perversioni profonde. Una nuova indagine dell'animo umano dove desiderio e ossessione, con tocco inimitabile, si mescolano al candore. Recensione Questo libro è una raccolta di storie, del grande mangaka, che spazia fra onirismo, psicanalisi e crudezza del vivere. L'autore, 85 enne, è considerato il più grande autore di fumetti al mondo e un grande maestro del gekiga. Questo è un termine giapponese che definisce un genere di fumetti indirizzato ad un pubblico adulto che nasce e si sviluppa negli anni Sessanta in Giappone. Questo è un volume imprescindibile per tutti gli appassionati del manga e della letteratura mondiale che raccoglie la serie di undici racconti che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta hanno inaugurato la nuova stagione del manga letterario in Giappone grazie a un linguaggio di indiscutibile qualità poetica e artistica. Il libro trascina il lettore in un mondo dove i confini della realtà si sgretolano, lasciando affiorare le pulsioni e perversioni più profonde della psiche umana. L'autore riversa le inquietudini della vita nelle metropoli giapponesi e i traumi irrisolti del tragico bombardamento di Hiroshima, il disagio delle classi meno fortunate e i sogni sfrenati degli artisti più coraggiosi della controcultura nipponica in un affresco del Giappone passato che lascia intravedere anche quello futuro. Per quanto riguarda i disegni, lo stile, così come anche i dialoghi, risulta asciutto e affidato ad un bianco e nero pulito. Una lettura adatta a tuti coloro che vogliono approfondire o scoprire il percorso artistico di di uno dei mangaka che hanno influenzato in maniera incisiva il panorama del manga per adulti in Giappone. Alcune note su Yoshiharu Tsuge Yoshiharu Tsuge è nato a Katsushika nel 1937, è una figura di culto in Giappone e nel resto del mondo. I suoi lavori più maturi sono considerati tra le massime espressioni del manga d’autore e influenzano da sempre fumettisti, artisti e cineasti. Tsuge muove i suoi primi passi da mangaka nel 1954 con racconti d’ispirazione noir sulla falsariga dei lavori di Yoshihiro Tatsumi e Masahiko Matsumoto che segnano il suo debutto nel mercato delle librerie a prestito. In questa prima fase realizza inoltre una serie di illustrazioni e strisce umoristiche chiaramente ispirate ai grandi classici del genere. Nel 1955, all’età di diciotto anni, pubblica “Hakumen Yakhsa”, il suo primo racconto lungo edito in formato tankobon. I dieci anni successivi all’esordio sono segnati da profonde crisi professionali ed emotive che culminano nel tentato suicidio del 1962. Il 1965 è l’anno della rinascita. Tsuge lavora saltuariamente come assistente per Sampei Shirato e Shigeru Mizuki ma soprattutto inaugura una lunga e proficua collaborazione con Garo, la seminale rivista di Katsuichi Nagai: tra l’agosto di quell’anno, mese della pubblicazione di “Uwasa no bushi”, e il marzo del 1970, produce ventidue storie che segneranno per sempre la storia del fumetto mondiale. “Nejishiki” (1967), capolavoro di surrealismo sperimentale e introspettivo, ha segnato la nascita del manga di matrice onirica e acceso il dibattito sul valore artistico e letterario del fumetto in Giappone. Nel 1972, dopo una pausa di circa due anni, torna sul mercato con storie che si allontanano dallo stile delle opere precedenti: racconti autobiografici ma anche fantasie erotiche e grottesche. Problemi familiari, e la diagnosi di una grave forma di nevrosi, lo costringono a un secondo periodo di inattività tra il 1976 e il 1982. Nel 1984 torna al tavolo da disegno per Comic Baku e tra il giugno del 1985 e il dicembre del 1986 pubblica Muno no hito (L’uomo senza talento). L’autore abbandona definitivamente il mondo del manga nel giugno del 1987 con il suo ultimo racconto “Betsuri” (distacco). TAG: #fumetti, #manga, #vincenzo_filosa, #yoshiharu_tsuge, #voto_tre_mezzo

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RECENSIONE: Lo splendore trascurato del mondo. Una mistica quotidiana (Romano Màdera)

RECENSIONE: Lo splendore trascurato del mondo. Una mistica quotidiana (Romano Màdera)

Autore: Romano Màdera Editore: Bollati Boringhieri, 2022 Pagine: 160 Genere: Saggi, Filosofia, Psicologia Prezzo: € 14.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.bollatiboringhieri.it/libri/romano-madera-lo-splendore-trascurato-del-mondo-9788833937212/ Trama La dimensione mistica viene spesso associata a religioni o a discipline spirituali formali, eppure si tratta di un'esperienza universale accessibile a ognuno di noi. I momenti di estasi si manifestano come un «sentimento oceanico» di profonda connessione con il mondo, come slancio verso il tutto e fusione dei sensi, che trascinano la percezione del sé, sfumano i confini, aboliscono spazio e tempo. Attraverso una raffinata escursione storico-culturale, questo saggio mostra come l'estasi possa irrompere in qualsiasi momento a chiunque sia sufficientemente aperto alla ricerca di senso, non solo durante una preghiera o una meditazione, ma anche durante l'atto amoroso più profondo oppure, come è successo spesso nella storia, tramite il ricorso a sostanze psicotrope. Romano Màdera, filosofo e psicoanalista, offre qui un'appassionata indagine di un fenomeno renitente a qualsiasi classificazione che da sempre suscita interesse nella più varia umanità. Dopo un'analisi antropologica e filosofica della «mistica selvaggia», come la definiva Michel Hulin, vengono riportate le testimonianze di Freud, Jung e Fachinelli sugli effetti rigenerativi dell'estasi in campo terapeutico e psicoanalitico. Al centro dell'analisi entrano poi le varie fenomenologie mistiche: dagli approcci religiosi ecumenici, che giungono fino a Panikkar e Thích Nhâ't Ha.nh, alle manifestazioni laiche o atee nei casi esemplari di Rosa Luxemburg e Fritz Mauthner. Infine, nel contesto di una filosofia rinnovata - intesa non tanto come sapere intellettuale ma come schietto stile di vita - vengono proposte alcune pratiche per esercitare l'occhio a cogliere lo splendore trascurato del mondo. Muovendo da molteplici suggestioni, questo saggio restituisce la complessità - e al contempo la disarmante naturalezza - di un fenomeno che risponde a una ricerca spirituale sempre più diffusa nella disorientata società contemporanea. Recensione Cosa c’è di eterno in un mondo che basa la sua economia sulla velocità dei cambiamenti, che consuma, mastica, butta via così tanto da non riuscire a smaltire i rifiuti, rischiando di trasformarsi in un’enorme pattumiera? Inoltre, quale incanto troviamo in quello che ogni giorno ci passa sotto gli occhi, nelle difficoltà materiali e nei disagi psicologici che colpiscono ovunque attorno a noi? Oggi l’atmosfera è pesante ovunque, il mondo spaventa ed è spaventato, ci sentiamo come se fossimo in bilico su qualcosa che percepiamo senza vederlo e, non sapendo come affrontarlo, rischiamo di buttarci nel baratro spinti proprio dalla paura, dalla cecità, dall’immaturità e dall’incompetenza ad essere umani. A queste osservazioni risponde l’autore di questo libro, nonché filosofo e psicoanalista, che è proprio in questi tempi oscuro che bisogna alzare lo sguardo e captare la bellezza intrinseca del mondo inteso non solo come Terra, ma come il tutto che ci circonda, l’universo intero e la nostra presenza in esso. Un tale sguardo apre la strada alla meraviglia dell’essere che culmina in una esperienza mistica. Oggi la parola “mistica” suona obsoleta, distante dalla sensibilità comune, o peggio ancora del tutto svalutata come fantasticheria da non prendere seriamente in considerazione. Inoltre viene recepita dai più quale espressione esoterica propria di questa o quella confessione religiosa. Bisogna però ricordare che tale vocabolo deriva dal verbo greco myein, che significa ammutolirsi, chiudere la bocca e abbassare gli occhi davanti all’indicibile di quel mistero che è il sacro/divino, dove l’ego vien messo a tacere e cessa ogni dualismo fra soggetto e oggetto. Per questo la mistica comporta una peculiarissima miopia in grado di permettere l’apertura del terzo occhio, quale è inteso presso in varie tradizioni orientali, che consente di vedere l’invisibile. Un’esperienza mistica che l’autore definisce anche percezione estatica, e che non è rara, può accadere a chiunque sperimenti, di norma del tutto involontariamente, quello che Romain Rolland chiama sentimento oceanico. Questa emozione, continua, è un elemento comune che sta alla base di tutte le esperienze mistiche. Il sentimento oceanico è un abbandono alla meraviglia per lo splendore del mondo. L’effetto di questa esperienza è un senso di gioia profonda e inesprimibile, come del resto è l’esperienza mistica stessa di cui ogni mistico dice di non poterla tradurre in parole. In questo saggio l’autore affronta diversi temi, quali il rapporto tra mistica e psicanalisi, segnato dalla corrispondenza tra Romain Rolland e Sigmund, quello tra mistica e religioni istituzionali in cui approfondisce il senso dell’affermazione fatta da alcuni secondo cui la religione del futuro o sarà mistica o non sarà, quello delle esperienze estatiche indotte da sostanze psichedeliche e quello tra mistica e filosofia. Lo psicoanalista parla della filosofia del sentimento oceanico sostenendo che la filosofia non è solo una disciplina di studio, ma è piuttosto uno stile di vita. Almeno così la intendevano gli antichi, per i quali la finalità del filosofare era quella di formare uomini; persone capaci di apprezzare l’esistenza, di comprenderne lo splendore al di là del dolore e degli orrori contingenti della vita personale e della storia. Filosofi non sono gli insegnanti di filosofia, sostiene lo scrittore, e neppure quelli che scrivono di filosofia, ma quelli che vivono in modo filosofico cioè consapevole, interrogante, aperto alla meraviglia e alla contemplazione del mistero dell’essere. Per l’autore la filosofia in un certo modo coincide con il sentimento oceanico, con la percezione di un’armonia, di una danza che la velocità della vita e il caos del mondo velano e oscurano, ma che è l’intima e permanente verità del reale. Così si può anche dire che il sentimento oceanico corrisponde al sentimento della realtà. La meraviglia è la vera profonda passione del filosofo e sta all’origine di una vita filosofica, ne è ugualmente il fine. La filosofia dunque è uno stile di vita ed è, allo stesso tempo, una vera e propria terapia contro la “malattia del vivere inconsapevoli” e contro le passioni negative che ci avvelenano inutilmente come il risentimento, il rimpianto, l’ansia per il futuro. Quanto tutto questo oggi ci sia necessario, credo lo possiamo capire tutti. Una maggiore educazione alla pratica filosofica come l’intende lo scrittore, ci avrebbe resi uomini e donne più profondi, meno fragili, più sereni e più consapevoli di quanto interdipendenti siamo gli uni dagli altri, di quale è il corretto rapporto tra noi e con la natura per vivere una vita più felice. Un libro illuminante che consiglio a tutti coloro che sono intenzionati a farsi meravigliare dalle bellezze di ciò che ci circonda. Alcune note su Romano Màdera Romano Màdera è filosofo e psicoanalista. Già professore ordinario di Filosofia Morale e di Pratiche Filosofiche presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, è fra i fondatori della Scuola superiore di Pratiche Filosofiche «Philo» e della Società degli analisti biografici a orientamento filosofico (SABOF). Fa parte delle associazioni di psicologia analitica AIPA e IAAP, del Laboratorio Analitico delle Immagini e della redazione della «Rivista di Psicologia Analitica». Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: La carta del senso. Psicologia del profondo e vita filosofica (2012), Carl Gustav Jung. L’opera al rosso (2016), Sconfitta e utopia. Identità e feticismo attraverso Marx e Nietzsche (2018), Il caos del mondo e il caos degli affetti (2020, insieme a Gordon Cappelletty) e Il metodo biografico. Come formazione, cura, filosofia (2022). Collabora per vari giornali e trasmissioni radiofoniche italiane. TAG: #saggi, #psicologia, #filosofia, #romano_màdera, #voto_tre

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RECENSIONE: Pillole matematiche. I numeri tra umanesimo e scienza (Piergiorgio Odifreddi)

RECENSIONE: Pillole matematiche. I numeri tra umanesimo e scienza (Piergiorgio Odifreddi)

Autore: Piergiorgio Odifreddi Editore: Raffaello Cortina Editore, 2022 Pagine: 384 Genere: Saggi, Matematica Prezzo: € 23.00 (cartaceo), € 16.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.raffaellocortina.it/scheda-libro/piergiorgio-odifreddi/pillole-matematiche-9788832854671-3805.html Trama Il titolo vorrebbe suggerire che “una pillola matematica al giorno leva il medico di torno”. La malattia da curare è l’analfabetismo matematico di cui soffrono il mondo intero, in generale, e il nostro paese, in particolare. Risulta infatti da anni che i ragazzi hanno un grande deficit nelle competenze di italiano e di matematica, e le due cose non sono separate: “leggere, scrivere e far di conto” era l’obiettivo minimale posto dalla legge di istituzione della scuola pubblica obbligatoria promulgata nel 1859 dal Regno Sabaudo. Recensione In questo saggio, il famoso matematico italiano, esplora vasti campi della cultura umanistica e scientifica per ritrovare in essi il pensiero matematico che li sostiene. Le pillole a cui richiama il titolo sono 120. Si tratta dunque di una cura impegnativa che prevede un numero di pagine non indifferente. Il lettore che riuscirà ad arrivare al termine del libro, conoscerà più cose di una enciclopedia e sarà persuaso della superiorità della matematica nei confronti di ogni altra scienza. Le 120 pillole sono divise in cicli di dieci riguardanti dodici argomenti: divulgare, raccontare, rappresentare, giocare, curiosare, vivere e morire, geografia, astronomia, fisica, chimica, biologia, economia e politica. Inoltre, gli argomenti, sono divisi in due sezioni: umanesimo (contenti i primi sei argomenti) e scienza (contenenti gli altri). Alla voce Sfogliamo i fumetti. I cartoni della Disney si apprende che Walt Disney ha prodotto nel 1959 il cartone animato Paperino nel mondo della matematica. La pillola successiva informa che nell’episodio L’orrifica casa sugli alberi del 1995 dei Simpson, sembra esserci un controesempio che smentisce il celebre teorema di Fermat, ma succede solo se avete una calcolatrice con display limitato a dieci cifre. Alla voce I fondamenti della letteratura. Queneau si trova un intrigante parallelo tra i Fondamenti della geometria di David Hilbert e i fondamenti della letteratura secondo il funambolico scrittore francese. Alla voce Il Big Bang di Galileo. La prima cosmologia vi è un’analisi di una pagina dello scienziato pisano che affronta, come si poteva fare nel 1632, il problema dell’origine dell’universo. O meglio del Big Bang inteso come punto di origine muovendo dal quale l’Architetto avrebbe architettato il sistema solare. Nella sezione Chimica si ha un omaggio all’esagono: si ricorda la forma delle cellette delle api ma, ben più importante, la struttura molecolare del grafene che costituisce la grafite e, arrotolato su sé stesso, forma dei nanotubi, importantissimi nelle moderne tecnologie. La sezione dedicata alla biologia inizia con l’informare il lettore e, in modo particolare i creazionisti, che l’evoluzionismo di Darwin è una teoria scientifica in quanto esiste l’equazione dell’evoluzionismo. Essa è stata trovata nel 1908 da Godfrey Hardy e Wilhelm Weinberg, da cui il nome di legge di Hardy e Weinberg. L’autore scrive un libro interessante, ma non sempre di facile comprensione. Saggio che consiglio a tutti coloro che amano la matematica e la voglion vedere in qualsiasi disciplina. Alcune note su Piergiorgio Odifreddi Piergiorgio Odifreddi insegna Logica all’Università di Torino. Ha pubblicato Il Vangelo secondo la scienza (Einaudi 1999) e C’era una volta un paradosso (Einaudi 2001). Nelle edizioni Cortina Raffaello ha pubblicato, tra gli altri, Il computer di Dio (2000), La repubblica dei numeri (2002) e Pillole matematiche (2022). TAG: #saggi, #matematica, #piergiorgio_odifreddi, #voto_tre

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RECENSIONE: Il morso del ramarro (Valeria Corciolani)

RECENSIONE: Il morso del ramarro (Valeria Corciolani)

Autore: Valeria Corciolani Editore: Altrevoci Edizioni, 2022 Pagine: 392 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderne e contemporanea Prezzo: € 16.90 (cartaceo), € 4.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.altrevociedizioni.it/libri/il-morso-del-ramarro-valeria-corciolani/ Trama Tre ricchi rampolli annoiati che scelgono il furto d'appartamento per dare un guizzo d'adrenalina alle loro giornate vuote. Un professore raffinato e burbero, un farmacista latin lover, un capitano in pensione e un vispo pescatore decisi a portare a termine la loro impresa in barba all'età. Una badante peruviana che non sa più quale sia la sua casa. Un giovane medico del pronto soccorso impegnato nella soluzione di un inquietante mistero. Una mamma single alle prese con ex marito fedifrago, suocera complice, zia anziana, nuovi amori, figlia adolescente e due gemellini terribili. Persone diverse, ma con una cosa, anzi un luogo, in comune: la palazzina liberty in cui vivono, in una cittadina di mare. Lì prendono vita e si snodano le loro storie, i personaggi si annodano, i sentimenti si chiariscono e ci accompagnano con gustosa ironia alla soluzione dell'enigma. Che era partito da un semplice ciondolo. A forma di ramarro. Recensione Questa è una storia corale, semplice, ma non banale. Marisol viene da un minuscolo paese vicino a Lima e ha passato tutta la trafila di chi è arrivato in Italia alla ricerca di un futuro migliore, per sé e per i propri cari. L’incubo
dei permessi di soggiorno che scadono, la ricerca di un lavoro in regola,lo sconforto, la paura di dover andare via. Di aver fatto tutto per niente. Finalmente, arrivata a Chiavari,
trova un buon lavoro presso il professor Giovanni, un uomo colpito da un ictus che vive nel ricordo della moglie Aurelia, con la quale ha condiviso una vita ricca e piena d’amore. L'uomo ha tre amici, che sbaraglia a scacchi ogni giorno, in quanto la sua testa è pienamente funzionante. Stesso pianerottolo personaggi differenti. Una famiglia a metà, visto che Leonardo il fedifrago è stato buttato fuori dalla casa e dalla sua vita da Valeria, la moglie inferocita. Che è rimasta con i figli: Anna, adolescente adorabile nella confusione che l’età le crea, e due gemellini terribili. Un medico, arrivato da Treviso, perché innamorato della fidanzata del suo migliore amico. Una decoratrice che è anche una squisita musicista. Gli amici di Giovanni che, insieme a lui, compongono un quartetto di moschettieri invincibili, nonostante l’età e gli acciacchi. Infine, i cattivi del romanzo. E sono cattivi davvero, perché la posizione di privilegio che ricoprono nella società (belli, ricchi e di ottima famiglia) li spinge alla
noia e ad una carriera da furfanti. Rubano nelle case degli amici e finora la
Polizia non ha trovato una sola prova dei loro misfatti. Tutto ha inizio con i ladri che prendono di mira la casa del professor Giovanni. Questa volta, però, vengono sorpresi sul fatto e reagiscono malamente. Il professore e Marisol
vengono sopraffatti ma, mentre il primo non reagisce, la donna scaglia una
maledizione contro i tre che cominciano a manifestare strani sintomi fisici. I furfanti vengono presi dal terrore e, pian piano, le loro esistenze si svuotano. Vi è da perdere la testa con un simile miscuglio di personaggi e di vicende! Eppure, l'autrice, è abile nel dipanare una storia deliziosa che, di capitolo in capitolo,
arriva al suo epilogo. Le vicende riguardanti i vari personaggi catturano l’attenzione
del lettore. La partecipazione è continua e attenta, sollecitata da un
escamotage narrativo: le ultime parole di un capitolo sono quelle di apertura
del capitolo successivo, anche se i personaggi che vi compaiono non sono mai
gli stessi. Un linguaggio accurato e ricco accompagna e favorisce la lettura. Alla fine del libro si ha quasi il rimpianto di lasciare questi personaggi. Consiglio il libro a tutti coloro che cercano una giallo originale e ben scritto che riesce a toccare tematiche importanti come le problematiche adolescenziali, la solitudine e la vecchiaia. Alcune note su Valeria Corciolani Valeria Corciolani è nata e vive a Chiavari (Ge). Laureata all’Accademia di Belle arti di Genova, è scrittrice e illustratrice. All’inizio della sua carriera di scrittrice, nel 2010 pubblica Lacrime di coccodrillo, seguito da Il morso del ramarro, finalista al Premio internazionale Città di Como 2015, e La mossa della cernia. Con Acqua passata inaugura la serie della colf e l’ispettore per Amazon Publishing. Suoi racconti sono presenti in varie antologie, fra cui Taglia e cuci ne “Il Ponte” per Il Canneto, Cose d’(a)mare e Fra il dire e il mare per la Guida Liguria di Repubblica e la favola Mai perdere la testa, scritta e illustrata per Grappolo di Libri. Con l’arte e con l’inganno e Di rosso e di luce danno il via per Nero Rizzoli a una nuova serie legata al mondo dell’arte. È stata premiata “Giallista dell’anno” in occasione di GiallOrmea 2022. Da questo libro nel 2022 è stato tratto il film omonimo. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #valeria_corciolani #voto_quattro

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RECENSIONE: Storia delle prime volte (Stiliana Milkova)

RECENSIONE: Storia delle prime volte (Stiliana Milkova)

Autore: Stiliana Milkova Editore: Voland, 2022 Pagine: 112 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderne e contemporanea, Racconti Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 6.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: http://www.voland.it.kirk.frequenze.it/libro/9788862435116 Trama Una giovane dottoranda bulgara cerca casa e sé stessa a Berkeley. Una traduttrice arriva a Torino per incontrare lo scrittore che sta traducendo. Uno studioso toscano dialoga di letteratura italiana con una straniera mentre un treno lo porta a Roma... Dieci racconti che tratteggiano le identità nomadi e cosmopolite di personaggi sempre in transito tra lingue, culture e territori; la mappa emotiva, linguistica e letteraria di un viaggio fisico e intellettuale tra l'Europa dell'Est, l'Italia e gli USA. Scritto in italiano da un'autrice di madrelingua bulgara che abita in un paese anglofono, il libro affronta tematiche sempre più urgenti nel mondo globalizzato: il multilinguismo, la traduzione del sé, l'emigrazione, l'ottica del forestiero, l'appartenenza linguistica e culturale, la nostalgia. "Storia delle prime volte" è anche il dialogo di Stiliana Milkova con la letteratura italiana contemporanea. Recensione Questo è un libro singolare per ben due motivi. Il primo perché leggo veramente poco i racconti, mentre il secondo in quanto è scritto in italiano da una autrice nata e cresciuta in Bulgaria che ora vive negli Stati Uniti. La scrittrice nutre un forte interesse per la letteratura italiana, infatti una sua opera fondamentale è dedicata ad Elena Ferrante. Il piccolo libro è suddiviso in dieci racconti. Ogni capitolo porta a una conclusione aperta: proprio nel momento in cui tutto inizia più limpido, l’autrice decide di rompere l’ordine e illustra il contesto del racconto successivo. Si tratta di un volume ricco di spazi circoscritti. In esso il lettore trovano, ad esempio, l’aeroporto e la stazione. Essi simboleggiano il continuo movimento dei personaggi: una traduttrice proveniente dal Michigan e diretta a Torino per parlare con l’autore del libro che sta traducendo, un docente toscano che incontra una donna americana sul treno diretto per Roma e altri. Il tema principale è senza dubbio il viaggio, non solo dal punto di vista fisico ma soprattutto dell'identità, infatti l’autrice è riflessa nell’essenza dell’opera: una donna bulgara che vive negli Stati Uniti, visita l’Italia e ne studia con passione la lingua. Meritevole di menzione anche la scelta di dare voce a una traduttrice di libri, che in primis sente il bisogno di tradurre sé stessa. L’opera presenta anche una dimensione metaletteraria, un libro dentro ad un libro. Infatti nelle ultime pagine l'autrice spiega che è il racconto è la storia intrappolata nella sua traduzione, nel suo testo letterario trasformato in realtà. Vi è un continuum fra la realtà del racconto e quelle racchiuse nei vari testi che i viaggiatori creano, leggono, traducono o comprano. Un libro che consiglio a tutti coloro che cercano una lettura fatta di racconti singolari. Alcune note su Stiliana Milkova Stiliana Milkova è nata e cresciuta in Bulgaria, tra le sue pubblicazioni vi sono la monografia Elena Ferrante as World Literature, numerosi saggi sulla letteratura italiana, russa e bulgara, diverse traduzioni letterarie e articoli per riviste e giornali. Attualmente è professoressa associata di Letterature comparate presso l’Oberlin College (USA). TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #racconti, #stiliana_milkova #voto_quattro

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RECENSIONE: Benedetta parola. La rivincita del tempo (Ivano Dionigi)

RECENSIONE: Benedetta parola. La rivincita del tempo (Ivano Dionigi)

Autore: Ivano Dionigi Editore: Il Mulino, 2022 Pagine: 184 Genere: Saggi, Linguistica Prezzo: € 15.00 (cartaceo), € 10.49 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.mulino.it/isbn/9788815298355 Trama La parola tende il filo ininterrotto del tempo che tiene insieme la memoria dei padri e il destino dei figli. Creatura e creatrice, la parola custodisce e rivela l'assoluto che siamo. Stupenda e tremenda, potente e fragile, gloriosa e infame, benedetta e maledetta, simbolica e diabolica, la parola è pharmakon, «medicina» e «veleno»: comunica e isola, consola e affanna, salva e uccide; edifica e distrugge le città, fa cessare e scoppiare le guerre, assolve e condanna innocenti e colpevoli. Per i classici è icona dell'anima, sede del pensiero, segno distintivo dell'uomo; per la sapienza biblica inaugura la creazione e fonda lo «scandalo» cristiano dell'incarnazione. Che ne è oggi della parola? Ridotta a chiacchiera, barattata come merce qualunque, preda dell'ignoranza e dell'ipocrisia, essa ci chiede di abbassare il volume, imboccare la strada del rigore, ricongiungersi alla cosa. Agostino direbbe che «noi blateriamo ma siamo muti». Costruttori di una quotidiana Babele e sempre più votati all'incomprensione reciproca, avvertiamo il bisogno di un'ecologia linguistica che restituisca alla parola il potere di svelare la verità. A noi il duplice compito: richiamare dall'esilio le parole dei padri e creare parole per nominare il novum del nostro tempo. Recensione L'autore può essere definito una personalità nel mondo accademico italiano: è stato rettore dell’Università di Bologna fino al 2015 e dal 2012 è presidente della Pontificia Accademia di Latinità su nomina di Papa Benedetto XVI. Egli, però, è primariamente un filologo, un amante delle parole, del loro significato e della loro etimologia. In questo saggio, lo studioso, pone il lettore davanti ad una verità contemporaneamente confortante e minacciosa: la parola è uno strumento potente e può essere bene detta e allo stesso tempo male detta; è il mezzo con cui i popoli stipulano la pace ma anche lo stesso con cui si dichiarano guerra tra loro. Proprio per questo, sottolinea lo scrittore, è una necessità, anzi, quasi un dovere, conoscere il significato profondo di ciò che si dice e soprattutto, di ciò che si legge e si ascolta. Ogni parola, infatti, possiede dentro di sé un significato che si rifà inevitabilmente ad un oggetto concreto, il quale viene, appunto, definito da essa. Certo, come si è sottolineato più volte nel corso della discussione, la parola non è la cosa che descrive, tanto è vero che ogni lingua definisce uno stesso oggetto con sequenze di suono diverse. Per comprendere meglio prendiamo ad esempio un bicchiere: un inglese lo chiamerebbe glass, un francese verre, uno spagnolo vaso ma tutti indicherebbero con queste parole lo stesso contenitore da cui bere liquidi. Sempre per essere più chiari, l’esempio opposto riguarda i nomi di persone: se qualcuno si chiama Laura verrà identificata così in qualsiasi lingua perché è lei che ha chiarito la sua identità con questa parola. Un bicchiere non può parlare per dirci come si descriverebbe e gli unici che forse provano ad avvicinarsi il più possibile alla sua verità potrebbero essere i poeti; la poesia, infatti, è l’unica forma di comunicazione che prova ad usare le parole per descrivere le cose esattamente per come le cose stesse si descriverebbero. Bisogna sottolineare che la parola è un mezzo fondamentale per la politica odierna in cui tutti quotidianamente siamo bombardati da idee, concetti, opinioni e proposte. Ritornando al concetto precedente, se la parola è portatrice di una verità anche se non della realtà assoluta, colui o colei che parla bene deve sempre tener conto di questo rapporto, ricordando che tutto quello che dice deve avere un riscontro nella vita reale. Il problema è che, secondo il saggista, oggi assistiamo ad un "divorzio tra le parole e la realtà", un divario che solo la filologia può colmare perché il suo compito è esattamente quello di identificare la realtà nel significato della parola attraverso la sua etimologia. Una personalità di spicco, soprattutto con un potere politico che parla senza tenere conto del rapporto con la realtà, ma vuole solo convincere qualcuno per preservare il proprio potere, quindi, non è altro che un demagogo. Si tratta di chi con la parola può far scoppiare una guerra, di chi modifica il significato delle parole per sottoporle ai suoi interessi. I politici, oggi, creano la guerra perché ne modificano il significato reale delle parole, un esempio lampante riguarda il chiamare “operazione speciale” l’invasione di uno stato. I vocaboli Operazione e Speciale non sono portatori del significato reale di quello che è successo, ma è necessario conoscere il loro significato per poter comprendere la manipolazione che si tenta di attuare. L'autore, quindi, attraverso la filologia, si fa portatore di due lezioni fondamentali: la prima è che bisogna conoscere le parole ed usarle con coscienza; la seconda è che le parole sono un mezzo di estrema potenza che, se usate bene, possono addirittura fermare le guerre. Questo libro è una guida preziosa per tutti coloro che vogliono andare alla scoperta delle parole. Il saggio è un invito ad avere più consapevolezza nella comunicazione per cercare di colmare la crepa tra parole e realtà. Alcune note su Ivano Dionigi Ivano Dionigi è professore emerito di Lingua e Letteratura Latina dell’Università di Bologna, di cui è stato rettore dal 2009 al 2015. È presidente della Pontificia Accademia di Latinità e del Consorzio Interuniversitario Alma Laurea, e direttore del Centro Studi «La permanenza del classico». Tra i suoi libri: «Quando la vita ti viene a trovare. Lucrezio, Seneca e noi» (Laterza, 2018), «Osa sapere. Contro la paura e l’ignoranza» (Solferino, 2019), «Parole che allungano la vita. Pensieri per il nostro tempo» (Raffaello Cortina, 2020), «Segui il tuo demone. Quattro precetti più uno» (Laterza, 2020). TAG: #saggi, #linguistica, #ivano_dionigi, #voto_quattro

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RECENSIONE: L'occhio della montagna (Sara Baume)

RECENSIONE: L'occhio della montagna (Sara Baume)

Autore: Sara Baume Traduttore: Ada Arduini Editore: NN Editore, 2022 Pagine: 206 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.nneditore.it/libro/9791280284679 Trama Nell'inverno successivo al loro primo incontro, Bell e Sigh si trasferiscono nella campagna irlandese più remota. Sono giovani, innamorati, stufi della città e delle rispettive famiglie, pronti a cominciare una nuova vita. La loro casa è ai piedi di un monte dalla sommità appiattita, corrosa dai venti e da una luce millenaria: Bell e Sigh lo guardano, certi che un giorno ci saliranno. Una stagione dopo l'altra, il loro quotidiano si riempie di cose piccole e importantissime, di gesti e riti ricchi di intimità, mentre le vecchie abitudini, il passato e perfino le parole perdono di consistenza. Il mondo di Bell e Sigh si restringe e perde i confini, indistinguibile da ciò che li circonda: gli occhi degli animali e i colori dei fiori, i suoni della pioggia sul terreno e i respiri del vento tra le rocce. Fino al giorno in cui il sentiero verso la cima del monte appare facile e accogliente, come l'invito di un vicino gentile. L'occhio della montagna è una profonda meditazione sull'amore, sulla natura, su come allontanarsi dal mondo per poterlo scoprire davvero. Sara Baume torna con la prosa poetica e visionaria di "fiore frutto foglia fango" a esplorare l'intensità dei sentimenti, quelli che ci legano come esseri umani, e quelli, più nascosti e inafferrabili, che ci uniscono a tutte le creature viventi. Recensione I protagonisti di questo romanzo sono due, Bell (Isabel) e Sigh (Simon). Ad un anno dal loro primo incontro, decidono di lasciare Dublino, la città in cui vivono, per trasferirsi, insieme ai loro due cani, in una casetta isolata nella campagna irlandese, ai piedi di una montagna per vedere cosa accade se due misantropi solitari provano a vivere insieme tagliando definitivamente i ponti con le vite precedenti. Un cambio di vita radicale e coraggioso, in cui non c’è più spazio per doveri e convenzioni. Così, pagina dopo pagina, prende vita una sorta di isolamento volontario, in cui il contatto dei due protagonisti con gli altri esseri umani è ridotto all’essenziale. Quando si recano in paese, pur di non essere riconosciuti o ricordati, tentano dei travestimenti. La coppia costruisce pian piano un piccolo microcosmo fatto di abitudini e gesti che si ripetono. A dettare i tempi e le regole del quotidiano sono la natura, le loro esigenze, perlopiù fisiologiche, e quelle dei due cani, e compagni fedeli, Voss e Pip. Un microcosmo in cui le parole appaiono quasi superflue e le poche che rimangono, dopo qualche tempo, vengono soppiantate da una sorta di dialetto comprensibile solo a loro. Belle e Sigh, anno dopo anno, vivono sempre più in simbiosi, condividendo ogni singolo istante e ogni singola esperienza. I due diventano una cosa sola, nonostante nel racconto siano totalmente assenti riferimenti al sesso o allo scambio di gesti d’affetto. A tratti, quasi ci si dimentica che Belle e Sigh siano una donna e un uomo. La coppia ama la natura, ne fa parte e la rispetta. Detesta lo spreco. Tutto viene usato e consumato fino all’ultima goccia. Tutto, compresi i due protagonisti, appaiono consunti, sciatti e maleodorante. I loro denti malandati, i piumoni dei cani che puzzano, ma che continuano a rimanere al loro posto, le zecche conservate in vasetti di vetro, poi ammucchiati sul frigorifero. Nonostante ciò, essi, si affezionano alla loro roba, per loro diventa preziosa. Tutto viene elencato, catalogato, misurato in un modo quasi maniacale, ossessivo, anche la spesa, la quantità di cibo acquistato, mangiato, consumato durante i loro anni di vita lì. Il libro è un lungo racconto di ogni singolo dettaglio del quotidiano, delle stagioni che si alternano e del tempo che passa e che consuma corpi e oggetti. Un volume pregno di descrizioni, alcune anche molto poetiche, ma che non fanno da collante ad una vera e propria trama. Ciò può causare, a lungo andare, un calo di interesse da parte del lettore. Nonostante ciò, l'autrice scrive molto bene ed è abile nel trasformare la sua grande immaginazione in parole poetiche ed efficaci. Un romanzo che consiglio a tutti coloro che sono alla ricerca di una lunga esperienza meditativa sulla natura e sull'amore. Alcune note su Sara Baume Sara Baume è nata nel Lancashire e cresciuta in Irlanda. I suoi racconti e saggi sono usciti sull’IrishTimes, sul Guardian e su Granta, e sono stati premiati con il Davy Byrnes Award, l’Hennessy New Irish Writing Award, e il Rooney Prize. fiore frutto foglia fango, il suo romanzo d’esordio, è stato finalista al Costa Award, al Guardian Award, al Desmond Elliott Prize e al Los Angeles Times Book Prize. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #ada_arduini, #sara_baume, #voto_tre_mezzo

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RECENSIONE: Wa. L'antica arte giapponese dell'armonia (Emi Onishi)

RECENSIONE: Wa. L'antica arte giapponese dell'armonia (Emi Onishi)

Autore: Emi Onishi Editore: Edizioni Il Punto d'Incontro, 2022 Pagine: 128 Genere: Benessere, Meditazione Prezzo: € 11.90 (cartaceo), € 7.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.edizionilpuntodincontro.it/libri/l-essenza-del-wa-libro.html Trama Il termine "wa" si può tradurre con "armonia", tuttavia porta con sé una molteplicità di significati la cui comprensione permette di cogliere ogni aspetto della cultura tradizionale giapponese, caratterizzata da un particolare senso della bellezza, della pazienza e della serenità. L'essenza di wa è percepibile ovunque in Giappone e si manifesta in molti contesti, per esempio nelle relazioni sociali, nella gestione degli spazi domestici e pubblici. In questa sola parola si può percepire lo spirito del Giappone, che è stato fortemente influenzato dai principi della filosofia buddhista in ogni aspetto nella vita quotidiana. Emi Onishi ci spiega come entrare profondamente in contatto con i valori della tradizione giapponese più autentica, introducendo wa nella vita quotidiana attraverso pratiche ed esercizi di semplice applicazione e arricchendo così la nostra vita quotidiana di pace, bellezza, armonia e benessere. Recensione Nella cultura giapponese il concetto di armonia è diffusamente presente a livello storico, culturale, sociale, spirituale. Molte parole giapponesi hanno proprio come radice il termine armonia, ovvero Wa. Basti pensare a wabi-sabi, uno dei principi dell’estetica nipponica che indica la capacità di accoglierel’impermanenza, abbracciando in modo armonioso il lato evanescente e imperfetto dell’esistenza. Wa, l’armonia, è un elemento centrale della cerimonia del tè. Ed è altrettanto importante nelle arti marziali, in cui la disciplina porta il praticante a evitare inutili contrasti e ad abbandonare l’ego per sviluppare un’arte fondata sulla pace e, appunto sull’armonia. Il concetto di Wa è spiegato in maniera dettagliata dall'autrice istruttrice di Tri Yoga, consulente del benessere yoga e ayurveda certificata dall’American institute of Vedic studies e praticante di cerimonia giapponese del tè. Nata a Kyoto, la scrittrice vive da vari anni vive in Italia e ha voluto recuperare le sue radici giapponesi scrivendo questo libro dedicato interamente all’antica arte giapponese dell’armonia. Un testo che guida i lettori della penisola nella filosofia del Sol Levante, spiegando come il concetto di Wa viene applicato nella loro vita quotidiana. Il lettore scopre che Wa permea svariati luoghi, come le famose terme (onsen), nonché i templi buddhisti e shintoisti. Là dove ci sono purezza, pace, pulizia e altruismo c’è armonia. Wa fluisce meglio e con maggiore libertà in assenza di oggetti superflui. Il disordine e la presenza di molti oggetti blocca l’energia del Wa. Infatti, quando ci si trova in un ambiente colmo di svariate cose è come se si percepisse un’ostruzione, una sorta di mancanza d’aria. Mentre in un ambiente vuoto si avverte apertura e fluidità. Questo picco, ma interessante libro è poi ricco di pratiche e di meditazioni ispirate a Wa, da applicare in vari contesti. Si può, per esempio, introdurre in cucina l’arte giapponese dell’armonia, non solo preparando in modo consapevole il cibo, ma creando anche un ambiente in cui possa fluire liberamente Wa. Le pratiche suggerite sono numerose e vanno dall’attenta scelta dell’abbigliamento alla creazione in casa di uno spazio intriso di armonia. Un libro che invita a vivere in armonia con noi stessi, con gli altri e con la natura. Alcune note su Emi Onishi Emi Onishi nasce a Kyoto in Giappone, città della cerimonia del tè. Dal 2012 è allieva di Yukio Matsui, esponente della scuola del tè Yabunouchi-Ryu a Kyoto. Già allieva del dottor David Frawley, è consulente del benessere Yoga e Ayurveda certificata dall’American Institute of Vedic Studies e insegnante di yoga certificata dal Governo Indiano. Attualmente tiene corsi e ritiri di yoga e ayurveda in Italia e all’estero. TAG: #benessere, #meditazione, #emi_onishi, #voto_tre_mezzo

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RECENSIONE: Franco e Ciccio. Storia di due antieroi. La biografia autorizzata (Pallotta, Pergolari)

RECENSIONE: Franco e Ciccio. Storia di due antieroi. La biografia autorizzata (Pallotta, Pergolari)

Autore: Alberto Pallotta, Andrea Pergolari Editore: Sagoma, 2022 Pagine: 312 Genere: Biografie Prezzo: € 28.00 (cartaceo), € 19.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Acquista sito editore: https://www.libridivertenti.it/ Trama Franco e Ciccio. Così. Basta solo il nome. Basta il nome per suscitare un sorriso. Oggi, come sessant'anni fa. Basta il nome per averli davanti agli occhi, così come sono sempre stati: più improbabili e assurdi che mai. Hanno travolto il cinema e lo spettacolo italiano con l'irruenza dei veri fenomeni. Sono stati la coppia di comici più proverbiale della nostra storia. Nonostante un girotondo eterno di liti e riconciliazioni. Questa è la loro prima biografia autorizzata, un racconto che è anche la storia di un'amicizia preziosa, di un'unione irripetibile. Una storia partita dal nulla, dalla miseria dell'infanzia, ed è arrivata a toccare milioni di spettatori. Una storia di risate e qualche lacrima, di grandi spettacoli e film improbabili, una storia gioiosa che si tinge alla fine anche di giallo. Questo libro, realizzato anche per festeggiare degnamente i 100 anni della nascita di Ciccio Ingrassia (1922-2022), la ricostruisce con testimonianze e documenti, oltre 60 foto inedite e con gli interventi e il contributo decisivi e diretti dei figli Giampiero Ingrassia e Massimo Benenato. Recensione Su Franco Franchi e Ciccio Ingrassia è stato scritto molto, meritevole di attenzione anche questo ultimo corposo volume pubblicato recentemente. Questi lavori sono però mancanti di un’intervista ai diretti interessati organica e dilazionata, capillare e paziente: realizzata cioè per bene e a tempo debito, in grado di ripercorrerne in più sedute le rispettive biografie private, ambientali e artistiche, con annesse sterminate filmografie spalmate nell’arco di quasi quarant’anni di storia. Una storia completa e complessa, moltiplicata per due se si volessero considerare anche le biforcazioni professionali di Franco e Ciccio negli anni Settanta. Nonostante ciò, il centenario della nascita di Ingrassia, il 5 ottobre, è una scusa ghiotta per rimeditare sulla celebre coppia del cinema italiano. Gli autori, nel volume, raccontano i due palermitani doviziosamente. Per quanto concerne Ciccio, dopo una licenza elementare conquistata occupandosi delle faccende domestiche del maestro, e un ginnasio cui si iscrive solo perché il regime regala una bella divisa a chi investe sulla formazione, dovendo poi scegliere fra l'umile mestiere di tagliatore di tomaie e l'ambiziosa febbre da palcoscenico, opta per la seconda, con l'annessa precarietà della gavetta. Franco, da par suo, nasce in vicolo delle Api per poi spostarsi, coi genitori e un numero abnorme di fratelli e sorelle, a via Terra delle Mosche. Un giorno i loro percorsi si incrociano. Come coppia funzionano subito, dapprima nell'avanspettacolo e poi, in un crescendo, avviene l'incontro con Modugno che li valorizza a teatro, a seguire l'ascesa incontrollata nel cinema con la creazione di film i cui titoli sono davvero esilaranti, si ricorda Per un pugno nell'occhio, I barbieri di Sicilia, Farfallon, ecc. Il mondo messo in scena nei loro film, con le loro “comiche”, equivoci, travestimenti e facce buffe, diventa l’immaginario del pubblico popolare del tempo. Basta il loro nome per suscitare un sorriso. Più improbabili e assurdi che mai, con l’irruenza dei veri fenomeni. Dopo un decennio forsennato, però, la coppia scoppia e i due artisti prendono strade separate. Questa biografia è anche la storia di un’amicizia preziosa, di un’unione irripetibile. Una storia partita dal nulla, dalla miseria dell’infanzia, ed è arrivata a toccare milioni di spettatori. Una storia di risate e qualche lacrima, di grandi spettacoli e film improbabili. Un bel libro per tutti gli appassionati della celebre coppia di comici. Alcune note su Alberto Pallotta Alberto Pallotta è nato nel 1966, scrittore e saggista, ha collaborato con riviste e portali a carattere nazionale ed è stato documentarista per l’emittente televisiva Videomusic. Nel 2001 ha fondato la casa editrice Un mondo a parte. Alcune note su Andrea Pergolari Andrea Pergolari, nato a Roma nel 1975, è scrittore, storico del cinema e dirige un piccolo teatro a Roma. In coppia con Alberto Pallotta, ha recentemente pubblicato La commedia italiana in 160 film (2022). TAG: #biografie, #alberto_pallotta, #andrea_pergolari, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: La magica libreria delle meraviglie (Amelia Mellor)

RECENSIONE: La magica libreria delle meraviglie (Amelia Mellor)

Autore: Amelia Mellor Traduttore: Federica Merati Editore: EL, 2022 Pagine: 352 Genere: Narrativa straniera, Narrativa per ragazzi Prezzo: € 13.90 Acquista: Libro Acquisto sito editore: https://www.edizioniel.com/prodotto/la-magica-libreria-delle-meraviglie-9788847740136/?quick-view=19814 Trama Un libro di narrativa per bambini e bambine dagli 11 anni, perfetto per tutti gli amanti degli enigmi e dei racconti avvincenti e ricchi di mistero. Una storia magica sulla bellezza e l'incanto di un mondo pieno di libri e di avventure. Per Pearl e Vally la Cole's Book Arcade è la libreria di famiglia, ma in realtà il negozio è molto di più: è la più grande libreria del mondo e insieme un emporio traboccante di curiosità e meraviglie. Qui è possibile assaporare tè cinese di finissima qualità e assaggiare caramelle che fanno cambiare voce, trovare libri illustrati a misura di cliente e passeggiare in una foresta tropicale in compagnia di pappagalli parlanti. Un giorno, però, Pearl e Vally scoprono che il padre ha concluso un accordo con un uomo misterioso pronto a impadronirsi della libreria. E così i due ragazzi si trovano coinvolti in un gioco pericoloso: dovranno risolvere sette enigmi prima dello scoccare della mezzanotte. Se riusciranno nell'impresa, riavranno il negozio, altrimenti lo perderanno per sempre e dimenticheranno che sia mai esistito. Recensione La famiglia Cole è proprietaria di una splendida libreria chiamata Cole's Book Arcade. I membri di questa famiglia sono persone speciali che riescono ad usare la magia per fare dei piccoli trucchetti. Il padre, un giorno, riceve la visita di un suo vecchio conoscente, anche lui mago, con il quale stringe un patto, che però non va secondo i piani del signor Cole. Si ritrovano Pearl e Vally, due dei suoi figli, a fare un nuovo patto con il mago, e questa volta i due ragazzi dovranno svolgere sette sfide in poche ore. Riusciranno a farcela? Un romanzo, questo, con un'ambientazione magica e affascinante ambientata nei primi anni del XVIII secolo. I personaggi principali sono tre, ma intorno a loro ruotano altrettante figure interessanti la cui evoluzione risulta piacevole oltre che necessaria. Un libro denso di magia che non si fatica a vedere come film, magari diretto dal genio di Tim Burton in quanto la storia, in alcuni tratti, risulta cupa e i personaggi inquietanti. Nel racconto vengono trattati temi importanti quali il lutto, la perdita e l'importanza della famiglia, con una dolcezza capace di far commuovere. Interessante come ogni personaggio, così diverso dall'altro, di fronte alla difficoltà, porta un dono che condivide con gli altri. Quello che il lettore impara è che ognuno di noi ha una forza, una risorsa, che gli altri non hanno e che ci rende unici. Il tema del lutto viene trattato indirettamente senza mai essere troppo pesante. Fare spazio al dolore, smettere di vivere nel passato e nel ricordo, perché questo ti fa perdere il presente rischiando di distruggerlo, un tema interessante. Da apprezzare la nota storica finale scritta dall'autrice che permette di apprezzare ancora di più la storia e i personaggi che, per quanto siano opere di fantasia, hanno anche diversi elementi di veridicità. L'autrice, con le sue pagine, ha fatto rivivere Edward William Cole, un uomo all'avanguardia con una mentalità molto aperta per la sua epoca. Un storia che profuma di magia, ben scritta, adatta ai ragazzi, ma meritevole di attenzione anche da parte degli adulti. Alcune note su Amelia Mellor Amelia Mellor è australiana e attualmente vive a Melbourne con molti libri, una giungla e un grande acquario, proprio come i suoi personaggi. Quando non scrive le piace disegnare, camminare nella natura e leggere. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_per_ragazzi, #federica_merati, #amelia_mellor, #voto_quattro

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RECENSIONE: Un baobab toccò il cielo dell'Africa (Giacomo Pozzi)

RECENSIONE: Un baobab toccò il cielo dell'Africa (Giacomo Pozzi)

Autore: Giacomo Pozzi Editore: Tempo al Libro, 2022 Pagine: 312 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 16.50 Acquista: Libro Trama Per comprendere e rinascere è davvero fondamentale che la vita colpisca in maniera così violenta e travolgente? A quanto pare sì, e per i protagonisti di questa storia essa colpirà con tutta la ferocia che possiede. Dopo aver scelto un seme raro e prezioso dalla collezione di un vecchio del paese, il risveglio in una grotta gelida al di là della valle cambierà le loro vite. Hélène ha però un volo prenotato, e un villaggio attende di conoscerla. Sarà poi una sola promessa a riecheggiare nell'arsura del deserto, impetuosa come la rivendicazione di se stessi dopo aver subìto la peggiore violenza che quella stessa vita possa proporre a un essere umano per indirizzarlo a cambiare; per fargli comprendere di essere nient'altro che suo limitato amico. Una storia commovente, di un'intensità tale da riuscire a penetrare nell'animo del lettore e depositarsi come la poesia delle sue parole, incalzate da un ritmo narrativo sprezzante e delicato. Un libro nel quale bisogna chiudere gli occhi e fidarsi, come ha fatto Hélène con la sua vita. Recensione Da un foglio bianco e un punto nero al centro è nato prima un pensiero ed in seguito un libro che è la sintesi della percezione della vita che ha l’autore, giovane lughenese alla sua opera prima. Una lettura leggera e allo stesso tempo profonda, che infonde coraggio. Il tema del romanzo riguarda la rivincita sulla vita e il reagire a ciò che succede da protagonisti. Si può riassumere il romanzo come un lungo inno alla vita. Il libro si apre con un’aura di mistero, un legame tra fratello e sorella racchiuso nel piccolo talismano che contiene un seme giunto ai due, quasi come monito e augurio di un anziano di un piccolo paese di montagna. Sebbene il destino abbia in serbo una separazione definitiva tra i fratelli, Hélène non si perde d’animo e parte per un viaggio nel deserto, una missione utile a farla crescere, ad aiutare il prossimo e a comprendere dinamiche a lei estranee. Questo viaggio è per lei l’inizio di un incubo, ma anche una rinascita. Un esperienza che permette di scoprire traumi, ma anche di trovare una forza interiore capace di rinascere, il tutto guidata da nuove motivazioni. Il dolore e la perdita si sommano alle violenze che aprono alla protagonista una nuova vita, esistenza che scorre inesorabile troncando il romanzo in due parti nette a cui segue il frutto del nuovo essere. L’autore scrive un romanzo decisamente poetico e introspettivo che riesce convogliare gli intensi attimi di una vita intera in poco più di trecento pagine. Il lettore avverte i sentimenti dei protagonisti, capta i contorni dell’anima in subbuglio e vede placata la tormenta nella nuova consapevolezza di Hélène. Un romanzo intenso che consiglio a tutti coloro che amano perdersi nelle sfumature della vita, dell’anima e dei legami che attraversano il tempo e lo spazio. Alcune note su Giacomo Pozzi Giacomo Pozzi è stato concepito nell’isola di Creta, ma è nato nel 1998 a Lugo di Romagna e vive a Imola, in provincia di Bologna. Nell’ultimo periodo si è avvicinato alla permacultura, trasformando completamente la sua concezione di vita. Appassionato di musica e di tè, skater da anni, ha viaggiato molto e, come ammette, continuerà a farlo cercando di vivere come ha sempre voluto: da uomo libero quale è nato. Questo è il suo romanzo d’esordio. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contempornea, #giacomo_pozzi, #voto_quattro

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RECENSIONE: Il nuovo tempio di Dio (Laurie R. King)

RECENSIONE: Il nuovo tempio di Dio (Laurie R. King)

Autore: Laurie R. King Traduttore: Francesca Gallo Editore: Leggereditore, 2022 Pagine: 352 Genere: Narrativa straniera, Gialli Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama È il 1920 e Mary Russell, la brillante apprendista di Sherlock Holmes, ora laureata in teologia a Oxford, è sul punto di ottenere una cospicua eredità. Finalmente indipendente, e con la passione per il lavoro investigativo, potrebbe ritrovarsi ad affrontare il mistero più sconcertante di tutti: l’affetto sempre più profondo fra lei e il detective in pensione. La curiosità di Russell viene attirata dal Nuovo Tempio di Dio e dalla sua guida, Margery Childe, una suffragetta carismatica e mistica che è molto interessata alla giovane studiosa. Quando alcune adepte del Tempio vengono trovate morte poco dopo aver cambiato le volontà testamentarie, Holmes e Russell indagano, mentre la loro collaborazione prende una piega del tutto inaspettata...Prosegue la serie Sherlock Holmes e Mary Russell, che vede protagonisti il grande detective e la sua allieva, una donna coraggiosa, intelligente, colta e volitiva. Il volume contiene anche la novella dal titolo Il matrimonio di Mary Russell. Recensione Questo è il secondo romanzo che vede come protagonista Mary Russell e il suo leggendario mentore Sherlock Holmes ed è l'ideale seguito de L'allieva di Sherlock Holmes. Se con il primo romanzo l'autrice ha costruito le basi del rapporto tra Holmes e la Russell, travalicando con decisione quella sorta di misoginia che ha spesso contraddistinto la creatura di Conan Doyle, con questo nuovo libro sposta l’attenzione sulla figura della giovane ereditiera; protagonista di una trama molto più improntata all’azione che non all’indagine tipica del romanzo giallo. Mary ha ormai raggiunto l’età adulta, quella che le consente di lasciare l’arcigna zia che ne ha amministrato per lungo tempo il patrimonio e può dedicarsi con passione agli studi di teologia, mentre sullo sfondo il rapporto particolare con Sherlock Holmes la induce a riflettere sui propri sentimenti e sulle paure per il futuro. L’occasionale incontro con una vecchia compagna di Oxford la porta al cospetto di Margery Childe, figura carismatica del "Nuovo Tempio di Dio", un’istituzione a cavallo tra il mondo delle suffragette e una spiritualità di strada fatta di proselitismo e cospicue donazioni. Proprio queste ultime sembrano il movente di una serie di omicidi sui quali la ragazza non può fare a meno di indagare, finendo con il coinvolgere anche il famoso investigatore. Rispetto al primo volume, questa volta la figura di Sherlock Holmes ha un ruolo minore, almeno in termini di azione, sebbene la sua presenza sia comunque determinante, soprattutto per le scelte operate dalla Russell. Ancora una volta, a colpire positivamente è l’enorme qualità della scrittura della scrittrice, capace di raccontare con una sorprendente cura dei dettagli la Londra post Grande Guerra, con una particolare attenzione agli aspetti sociali, politici e religiosi del periodo. Suddivisibile idealmente in due parti, la prima è il racconto accurato della dimensione storica, la seconda una corsa vertiginosa verso la soluzione del mistero, mentre Mary Russell cresce e acquisisce maggiore consapevolezza dei propri talenti e del ruolo che Holmes avrà nella sua vita. Un romanzo più maturo rispetto al primo, un'opera letteraria interessante che coniuga sapientemente verosimiglianza storia con abbondanti dosi di inventiva e una qualità letteraria di grande livello. Il tutto impreziosito, nella parte finale, dal racconto Il matrimonio di Mary Russell, anche questo inedito in Italia. Una storia breve che prova a gettare luce sull’enigmatico passato di Sherlock Holmes e della sua famiglia. Alcune note su Laurie R. King Laurie R. King è un’autrice bestseller con oltre 30 romanzi, tra cui la serie Mary Russell e Sherlock Holmes, a cominciare dal primo volume L’allieva di Sherlock Holmes, definito come “Uno dei migliori romanzi gialli del XX secolo” dall’IMBA e ora pubblicato in questa collana. Ha vinto premi importanti come l’Agatha, l’Anthony, l’Edgar, il Lambda Literary, il Wolfe, il Macavity, il Creasey Dagger e il Romantic Times Career Achievement; ha un dottorato honoris causa in teologia ed è stata ospite d’onore in diverse convention sul mystery e sul giallo. Il secondo volume della serie Mary Russell e Sherlock Holmes dal titolo Il nuovo Tempio di Dio, è di prossima pubblicazione. Per il marchio TimeCrime (Gruppo Editoriale Fanucci) è uscito il romanzo L’uomo della verità, primo volume della dilogia Stuyvesant & Grey di cui il seguito, The Bones of Paris, sarà pubblicato entro l’anno. TAG: #narrativa_straniera, #gialli, #ada_arduini, #laurie_r_king, #voto_quattro

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RECENSIONE: Tutto il cielo che serve (Franco Faggiani)

RECENSIONE: Tutto il cielo che serve (Franco Faggiani)

Autore: Franco Faggiani Editore: Fazi, 2021 Pagine: 280 Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Nell’agosto del 2016, Francesca Capodiferro, giovane geologa e caposquadra dei vigili del fuoco di Roma, si trova in missione sui monti della Laga, al confine tra Lazio, Marche e Abruzzo. La sera del 24, con i suoi cani da ricerca, decide di accamparsi sulla montagna sopra Amatrice ma, proprio quella notte, violente scosse di terremoto distruggono il paese e tutte le frazioni limitrofe. Francesca sarà tra i primi ad arrivare sul luogo e a organizzare i soccorsi, inizialmente con mezzi di fortuna, poi aiutata dagli uomini della sua squadra. Con loro ha sempre avuto rapporti difficili, quasi conflittuali: i “suoi” vigili del fuoco le obbediscono ma non la amano e questo a volte le causa problemi anche durante le operazioni di emergenza. Dopo incontri inaspettati, allontanamenti e ricongiungimenti, arrivano i rinforzi ma Francesca, provata emotivamente dalla tragedia e dai contrasti sorti con i colleghi, decide di partire da sola alla ricerca dei dispersi e delle persone rimaste bloccate nelle vallate circostanti, frugando nei casolari, nelle grotte e nei rifugi offerti dai boschi, dove la gente si è nascosta per la paura. Sarà un viaggio difficile il suo, nel dolore e nella bellezza della natura, a volte così violenta e indifferente alle vicende umane. Ma sarà anche un viaggio necessario per scoprire, dentro di sé, le ragioni della propria missione e riconciliarsi finalmente con la vita, i suoi uomini, il suo lavoro. Recensione In questo nuovo romanzo, l'autore, racconta il ruolo di primo piano svolto dai vigili del fuoco nell’emergenza terremoto ad Amatrice: con competenza e partecipazione, frutto certamente dei tanti ascolti che ha dato alle storie che i vigili del fuoco gli hanno raccontato, ma anche con grande empatia, lo scrittore riesce a far sentire a fianco del lettore le squadre che si sono adoperate fino allo stremo per portare il loro aiuto alle popolazioni colpite dal sisma. Allo stesso modo, in completa sincronia, attraverso le vicende della protagonista, l’autore sottolinea il contributo che le donne, sia nel corpo dei vigili del fuoco che nelle squadre delle altre forze in campo, hanno dimostrato competenza e tenacia. Francesca Capodiferro, la protagonista, caposquadra dei vigili del fuoco a Roma e geologa viene mandata sul versante reatino del monte Gorzano a studiare anomale spaccature del terreno. Armata di attrezzature e seguita dai suoi due cani, Francesca si inerpica su salite e pendii. Dopo l’incontro con due pastori e il passaggio di un branco di cavalli lasciati allo stato brado, la donna si ritira nella sua tenda ma, durante la notte, viene sorpresa da un boato, il terremoto. Siamo nel 2016 e l’epicentro del sisma è Accumuli, non molto lontano da dove si trova lei. Dopo un primo momento di sbigottimento e incredulità per la violenza del sisma che ha sentito sotto i suoi piedi, riesce a mettersi in contatto con il suo superiore attraverso il telefono satellitare. Da lui apprende la gravità della situazione che, dai luoghi del disastro, è stata comunicata a tutte le forze dell’ordine affinché inizino le operazioni di soccorso. Francesca si precipita ad Amatrice e quello che le si presenta è un incubo: rovine e macerie dinnanzi agli occhi, fumo e polvere nei polmoni. Fortunatamente, l’addestramento che ha ricevuto e la grande determinazione la spingono ad organizzare i primi soccorsi, mentre, intanto, giungono sul posto le squadre della Protezione Civile, i militari del Genio trasmissioni, le unità cinofile, i carabinieri e, finalmente, anche la sua squadra, della quale, nonostante qualche malumore nei suoi confronti per essere un capo donna, sa di potersi fidare al massimo in termini di competenza e dedizione. Francesca è una tipa tosta, che difficilmente si fa intimidire da colleghi e superiori e che mette sempre al primo posto la qualità del lavoro della sua squadra. All’arrivo dei suoi, Francesca, aiutata anche dai suoi due cani Rufus, un pastore bernese addestrato ad individuare le persone morte e Nuzzo, un bastardino vivace, si butta a capofitto nelle operazioni di soccorso alle persone intrappolate sotto le macerie o ferite, da indirizzare ai punti di raccolta e all’ospedale da campo. Al suo fianco la sua squadra: Marco Masi, con la qualifica di vigile coordinatore, il più esperto e autorevole, ma anche la persona con cui Francesca si confida e a cui chiede dei consigli; Roberto Balzanella detto il Balza; Gaetano Berti; lo scorbutico Bucci, detto Jack, che non nasconde una profonda avversione per il genere femminile; il nuovo arrivato Maurizio Balestrieri e infine il suo capo, Rodolfo Monteleone. Se una parte del rancore nei suoi confronti è ascrivibile al fatto che sia una donna in una posizione di comando di un gruppo di uomini, a ciò si aggiunge il fatto che tutti sanno che proviene da una famiglia ricca e che non avrebbe bisogno dello stipendio da vigile del fuoco, anzi, potrebbe vivere di rendita rispetto a quello che ha ereditato. Francesca, però, sceglie di dedicarsi al lavoro dei suoi sogni. Proprio ad Amatrice, dentro un ospedale da campo, la vigilessa si ritrova un vecchio compagno del liceo, Rocco Ferraioli, ora medico di pronto soccorso nelle emergenze del corpo dei Carabinieri. Un ragazzo a cui si è legata l’ultimo anno delle superiori, ma che ha poi perso di vista. Trovarlo qui è per lei una piacevole sorpresa pur nelle tragiche circostanze che devono fronteggiare. Purtroppo riescono a trascorrere poco tempo insieme, ma averlo ritrovato e vedere anche lui impegnato in un lavoro di generosità e dedizione verso chi è in difficoltà le fa molto piacere. Durante quei giorni concitati, una volta che sul posto i soccorsi sono stati organizzati, Francesca decide di rimettersi in cammino e di andare a perlustrare le frazioni più remote, le case isolate nei boschi e sui tratturi in quota, per assicurarsi che anche a loro arrivino i soccorsi. L'autore scrive delle pagine memorabili in cui descrive la natura in un modo che la fa percepire al lettore con tutti i sensi, come se davvero fosse in compagnia della protagonista, in luoghi selvatici, caratterizzati da una natura maestosa, impervi quasi da mettere soggezione e di una bellezza unica; leggendo le descrizioni sembra non solo di vedere con gli occhi quei paesaggi, ma di sentirne gli odori, di udire i richiami degli uccelli che li sorvolano, di toccare con mano l'erba e le piante. La storia che viene raccontata è un perfetto equilibrio tra fiction e realtà, risulta molto coinvolgente e pone al centro i sentimenti e le relazioni tra le persone. Attraverso la protagonista e il suo ruolo lavorativo, racconta come spesso i contrasti e le frizioni si possono risolvere quando le persone imparano a conoscersi e rispettarsi e quando riescono a mettere da parte rancori e pregiudizi. In questo contesto di dolore e di tragedia tutti sono messi alla prova, ma grazie a ciò che possono conoscere meglio se stessi e capire quali siano le priorità della vita. Romanzo che consiglio a tutti coloro che cercano una storia vera, toccante senza, però, risultare melensa. Alcune note su Franco Faggiani Franco Faggiani vive a Milano e fa il giornalista. Ha lavorato come reporter nelle aree più calde del mondo e ha scritto manuali sportivi, guide, biografie, ma da sempre alterna alla scrittura lunghe e solitarie esplorazioni in montagna. Con La manutenzione dei sensi (Fazi Editore, 2018), vincitore del Premio Parco Majella 2018, del Premio Letterario Città delle Fiaccole 2018 e del Be Kind Award 2019, si è fatto conoscere e amare da moltissimi lettori. Con Il guardiano della collina dei ciliegi (Fazi Editore, 2019), ha vinto il Premio Biblioteche di Roma 2019 e il Premio Selezione Bancarella 2020. Tutti i suoi libri (questo è in via di traduzione) sono stati pubblicati nei Paesi Bassi ottenendo un grande successo di critica e di pubblico. TAG: #narrativa_italiana, #narrativa_moderna_contemporanea, #franco_faggiani, #voto_quattro

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RECENSIONE: Le ragazze di Saffo (Arianna Melone)

RECENSIONE: Le ragazze di Saffo (Arianna Melone)

Autore: Arianna Melone Editore: Becco Giallo, 2022 Pagine: 128 Genere: Graphic novels, Poesia Prezzo: € 17.50 Acquista: Libro Anteprima: https://beccogiallo.it/negozio/biografie/le-ragazze-di-saffo/ Trama Alcuni dicono che le muse siano nove; che distratti! Guarda qua: c'è anche Saffo di Lesbo, la decima." Platone. Recensione L'autrice, giovane illustratrice campana vincitrice del Grand Prix Artémisia 2022 in Francia per il graphic novel Gianna (BeccoGiallo, 2020), dedica il suo nuovo libro alla grande poetessa greca. Saffo è la prima poetessa della Grecia antica, nata intorno al 630 a.C. I suoi genitori sono di famiglia nobile e ha ben tre fratelli maschi. Il maggiore, Carasso, è famoso per una travolgente storia d’amore con una donna, causa della sua rovina economica; i due minori invece si chiamano Eriguio e Larico. Saffo è sposata al ricco Cercilia. La coppia ha una figlia di nome Cleide alla quale dedica dei teneri versi d’amore materno. Saffo è nota ai più per essere la fondatrice del tiaso, comunità femminile in cui la donna educa la fanciulle di Mitilene, la capitale dell’isola, al culto di Afrodite e delle Muse: una sorta di circolo intellettuale tutto al femminile dove le giovani aristocratiche vengono iniziate alla musica, alla danza, ma anche all’eros, sotto la guida della loro maestra. Con queste fanciulle Saffo instaurava un legame intimo e particolare di stima ed affetto sinceri. La poetessa soffre a tal punto per il distacco dalle sue pupille (in quanto le ragazze passano solo un periodo della loro vita lì, prima di prendere marito) da dedicare loro versi, il cui eco è destinato a non spegnersi mai. Saffo è considerata da molti la decima musa. Nessuno è riuscito a cantare l’amore come lei. L’autrice della graphic novel è riuscita a disegnare le emozioni. Le immagini, dal tratto delicato e dai colori tenui, risaltano infatti la dolcezza della storia. Una lettura, questa, unica nel suo genere e adatta agli animi sensibili, perché riesce a far riflettere sull’importanza dell’amore e sull’ineluttabilità della vita. Il tutto risulto impreziosito da una approfondita postfazione indispensabile per contestualizzare al meglio la storia. Consigliato a tutti coloro che cercano una storia romantica, nostalgica e sensuale non potete assolutamente farvi sfuggire questo bellissimo volume. Alcune note su Arianna Melone Arianna Melone, nata a Caserta nel 1996, si è diplomata presso la Scuola Internazionale di Comics di Napoli. Tra i vincitori nel 2015 del premio New Design, ha vinto nel 2017 il Premio Imago al Napoli Comicon. Ha pubblicato nel 2019, insieme ad altri artisti, il volume Barking Dogs and Tiny Bones, dedicato alla musica e alla cultura blues. TAG: #graphic_novels, #poesia, #arianna_melone, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Un grammo di felicità al giorno (Siri Østli)

RECENSIONE: Un grammo di felicità al giorno (Siri Østli)

Autore: Siri Østli Traduttore: Monica Manzella Editore: Garzanti, 2022 Pagine: 372 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 18.60 (cartaceo), €9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama È mattina, e Fie non vede l'ora di ricevere il suo messaggio quotidiano. Poche righe che contengono un compito da svolgere per tornare a vivere davvero e rompere la monotonia di giornate sempre uguali. Da qualche settimana, infatti, segue un calendario dell'Avvento in cui a ogni casella corrispondono un consiglio, un obiettivo o una motivazione. Non è certa di farcela, ma non ha nulla da perdere, e decide di accettare la sfida: solo così, in fondo, può mettersi in gioco davvero. A inventare questo stratagemma è stata sua sorella. Sara sa bene che Fie ha bisogno di qualcuno che la sproni a uscire dal guscio in cui si è rinchiusa dopo essere stata lasciata dal marito e con un figlio che si allontana sempre di più. Seguendo le indicazioni contenute nei messaggi, piano piano, Fie vede la sua vita cambiare. Sceglie un nuovo arredamento per la casa; prepara squisiti dolci al tepore del forno; adotta un cane e fa amicizia con i vicini. Piccoli gesti dal valore inestimabile grazie ai quali si accorge che non è vero che intorno a lei c'è solo un presente grigio. Nuovi colori vengono alla luce e le mostrano come suo figlio sia solo a un passo di distanza e come, forse, separarsi dal marito non sia stata una cattiva idea. Perché c'è sempre una ragione in tutto ciò che accade. Anche se a prima vista sembra negativo. Bisogna solo trovare la forza di riscoprire valori importanti come amicizia, condivisione, realizzazione di sé. "Un grammo di felicità al giorno" è un inno al potere della vita di sorprendere e alla possibilità di ricominciare. A volte ci vuole qualcuno che ci venga in soccorso, a volte bastano un messaggio, un abbraccio, la parola giusta al momento giusto. La forza è dentro ognuno di noi, dobbiamo solo trovarla. Recensione Fie, la protagonista, ha tenuto gli occhi chiusi troppo a lungo. In questo modo, forse, pensava che le cose non accadano. Ora, però, gli ho occhi li ha aperti e il risveglio si rivela brusco e brutale. Sta bevendo il caffè, come ogni mattina. È ben vestita, pantaloni blu e camicetta bianca. Di fronte a lei c’è suo marito Carl Christian. Dopo colazione entrambi saliranno sulla Volvo dell’uomo e si recheranno al lavoro. Carl Christian è un dentista e lei la sua assistente alla poltrona. L’uomo sta mangiando una fetta di pane con del paté di fegato. I due non parlano e la cosa non la preoccupa. Fie sa che il marito non è molto loquace appena alzato e, se ha qualcosa da dirgli, ha imparato ad attendere l’ora di pranzo. La coppia ha un figlio ventunenne, Jens Christian, che è già volato fuori dal nido. Vivono in una elegante casa a Oslo e conducono una bella vita. A volte Fie vorrebbe che non fosse così bella, ma non oggi. Oggi si sente rilassata, soddisfatta e pure appagata dal momento in quanto, contrariamente a ogni loro abitudine, lei e Carl Christian hanno appena fatto l’amore, prima di alzarsi. Carl Christian è un uomo abitudinario e per lui il momento ideale per il sesso è il venerdì sera. A volte anche la domenica, se c’è tempo. Che abbia rotto quest’abitudine, quindi, è per Fie un segno estremamente positivo. Ecco perché si sente felice. Poi Carl Christian si schiarisce la voce e, prima di alzarsi da tavola e dopo aver ingoiato il boccone di pane integrale, le comunica che le deve parlare. Mentre lo dice non tiene lo sguardo rivolto verso la moglie, ma fuori, sulla siepe che corre intorno a casa. Le spiega di essersi innamorato di un’altra, una dentista come lui, una donna con cui ha molto in comune. La relazione va avanti da un po’. Lei non deve preoccuparsi di nulla, la rassicura: le acquisterà una casa in cui potrà andare a vivere. Fie non parla, non reagisce. Ancora non sa che, quel momento, i suoi migliori amici diventeranno il Valium, il Sobril e farmaci simili. Un calendario dell’Avvento sui generis, ma fondamentale per guardare la propria vita con occhi diversi e imparare a prendersi cura di sé con indulgenza e maggior consapevolezza. Questo romanzo mostra come le difficoltà possano trasformarsi in nuove opportunità di rinascita e come un buon consiglio o l’incoraggiamento di un amico sappiano mostrare nuovi percorsi da seguire per raggiungere quella felicità che le circostanze contingenti troppo spesso finiscono per offuscare. Quando il marito decide di lasciarla, Fie è una donna distrutta e sfiduciata, che mette in discussione la sua intera esistenza e il suo ruolo, fino a lasciarsi completamente fagocitare dall’amarezza e dalla convinzione di essere una fallita. La strada per la risalita sembra tortuosa e davvero difficile, ma lo sprone della sorella, insieme alle parole e ai gesti d’incoraggiamento di nuove figure che gravitano intorno a lei, le consentono di scorgere una luce, che si fa sempre più vivida e mostra con chiarezza quanto i problemi insormontabili e le difficoltà siano in realtà qualcosa che può essere superato. Occorrono soltanto un po’ di fiducia in sé, la voglia di guardarsi con occhi nuovi e la consapevolezza di contare qualcosa, di essere ben più di quanto chi ci è stato accanto fino a quel momento ha pensato di noi. Consiglio questo libro a tutti coloro che cercano una lettura leggera e gradevole; un inno alla vita e alle sue mille opportunità. Un incitamento a non farsi travolgere dalle inevitabili contingenze del quotidiano, ma a lasciarsi sorprendere da ciò che la vita ha in serbo per ciascuno di noi. Una sorta di favola moderna, in cui cercare quella spinta motivazionale necessaria, a volte, per affrontare nuove sfide e riscoprire lo stupore e l’incanto che accendono di nuove speranze ogni cammino, anche quello che sembra tortuoso e irto di ostacoli. Alcune note su Siri Østli Siri Østli è laureata in letteratura francese e russa, e in psicologia. Autrice e giornalista pluripremiata in patria, esordisce in Italia con Un grammo di felicità al giorno. Vive a Oslo con il marito e cinque figlie. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #monica_manzella, #siri_østli, #voto_quattro

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RECENSIONE: La formula perfetta. Una storia di Hollywood (David Thomson)

RECENSIONE: La formula perfetta. Una storia di Hollywood (David Thomson)

Autore: David Thomson Traduttore: Gilberto Tofani Editore: Adelphi, 2022 Pagine: 605 Genere: Saggi, Cinema Prezzo: € 34.00 Acquista: Libro Trama David Thomson, «il più grande critico cinematografico vivente» per John Banville, ha qui tentato una storia di Hollywood - la sua - e lo ha fatto col piglio caustico e malandrino che contraddistingue chi da sempre ama quel mondo e ciò che ha da offrire: sogni surrettiziamente innervati dalla realtà. Thomson prende spunto da un capolavoro, Chinatown, il mitico film di Roman Polanski del 1974, il che gli permette di ripartire da molto lontano, dalla crescita indiscriminata, corrotta e manovrata di Los Angeles, e di puntare la sua personale macchina da presa sulle speculazioni fraudolente intorno alla gestione dell'acqua e della viabilità, elementi che, sottotraccia, contribuirono notevolmente alla nascita e allo sviluppo di Hollywood. Ricostruisce poi la storia di quegli anni, dalle prime salette improvvisate ai grandi cinema, alla creazione degli Studios, affrontando il passaggio dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore e alle ulteriori innovazioni tecniche. Ma soprattutto racconta le storie, sempre curiose, spesso sordide, comunque illuminanti, dei grandi che hanno fatto grande il cinema: registi come Griffith, Welles o Hitchcock, divi come Greta Garbo o Marlene Dietrich, Humphrey Bogart o Jack Nicholson, e insieme produttori come Jack Warner, Louis Mayer o Samuel Goldwyn, nonché altre figure meno note ma non meno influenti. Thomson vuole darci «la formula perfetta», espressione che riprende dall'ultimo romanzo incompiuto di Fitzgerald, ambientato nella Mecca del cinema: l'equazione che sola può offrire una visione d'insieme di quel mondo, quell'arte, quel mestiere, quell'industria, quel gioco d'azzardo, in tutta la sua varietà, follia e grandezza. Recensione In questo saggio l'autore, celebre critico cinematografico britannico trapiantato da anni a San Francisco, traccia la sua corposa e sinfonica storia di Hollywood. Partendo dagli albori del cinema arrivando ai primi anni Duemila, con un particolare focus sugli anni Trenta e Quaranta, il critico restituisce una Hollywood pullulante di attrici senza scrupoli, registi pedofili, produttori fedifraghi e imprenditori spregiudicati. Una "fabbrica di sogni" dove il fulcro di tutto sta spesso nell’interesse economico, motore produttivo e giustificazione dei peggiori azzardi. Los Angeles fa da culla a chi ha il sogno del cinema, con la sua capacità di affascinare e insieme la sua spietatezza, le sue regole scritte e non scritte che si perpetuano da decenni e che ne fanno una città dal legame indissolubile con l’industria che ospita. Vi è poi Hollywood piena di aneddoti, di cinismo e ritratti di personaggi improbabili che grazie magari ad una singola intuizione creativa riescono a svoltare per sempre il corso della propria vita. Questo, però, non è solo un libro ricchissimo di aneddoti sui grandi protagonisti della storia del cinema, ma è anche una riflessione sul rapporto fra arte e soldi, fra creazione e business, sui compromessi che si accettano per l'ossessione del denaro, sull'importanza delle auto a Los Angeles, sui conti che non tornano mai (in modo particolare quando sui profitti ci sono da pagare le tasse) e sull'inestricabile dubbio in cui, fin dalla nascita, si dibatte l'Academy all'assegnazione dell'Oscar: successo o qualità? Sono diversi e molti gli ingredienti che mischiati insieme, in modo sempre diverso e imprevisto, vanno a creare quella “formula perfetta” di cui Hollywood è fatta. Espressione che viene ripresa dall’ultimo romanzo incom­piuto di Fitzgerald e che si riflette nel volume in vari modi: una visione del cinema che è una piccola storia del capitalismo occidentale e casi specifici in cui tale visione si esemplifica con vari gradi di magia, poca o nessuna se si tratta di un prodotto commerciale, molta se capita un’opera d’arte. Un saggio che consiglio sicuramente ai cinefili, ma anche a coloro che vogliono leggere un saggio sul cinema diverso dalla classica critica. Alcune note su David Thomson David Thomson, nato nel 1941, ha scritto più di venti libri, dedicati in larga parte al cinema americano, tra i quali The Whole Equation: a History of Hollywood; Television: a Biography e Sleeping with Strangers: How the Movies Shaped Desire. È stato definito da John Banville «il più grande critico cinematografico vivente». TAG: #saggi, #cinema, #gilberto_tofani, #david_thomson, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: La terra d'ombra (Ron Rash)

RECENSIONE: La terra d'ombra (Ron Rash)

Autore: Ron Rash Traduttore: Tommaso Pincio Editore: La Nuova Frontiera, 2022 Pagine: 256 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 11.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Stretta tra i selvaggi Appalachi c’è una valle angusta dove anche la luce ha timore a entrare, una terra d’ombra che gli abitanti del luogo ritengono abitata da creature soprannaturali. Qui, in una fattoria, vivono i fratelli Shelton: Laurel, una giovane donna che tutti credono una strega, e Hank, appena tornato dalle trincee della Francia. L’incontro con uno sconosciuto cambierà per sempre la vita di entrambi, portando un improvviso bagliore e svelando a Laurel il senso di una felicità che non aveva mai vissuto. Sul passato dell’uomo aleggia però un segreto che restituirà inesorabilmente la valle alle sue tenebre. Ron Rash ci regala un romanzo ipnotico e struggente che ci fa immergere nell’abbagliante magnificenza della natura e in una piccola comunità che si nutre di superstizioni e pregiudizi ed è scossa dai lontani echi della guerra. Recensione Una valle oscura dove la luce fatica ad entrare e dove domina la solitudine. La conformazione del territorio e il modo di pensare della maggior parte della gente, due elementi che messi insieme possono far danni parecchio grossi, specie se ci troviamo in alcune zone rurali degli Stati Uniti d’America, se gli anni sono quelli degli inizi del Novecento, con il secolo precedente ancora poco distante. Nel romanzo siamo negli Appalachi, un luogo angusto, ma altrettanto affascinante. Nessuno vuole abitarci in quanto leggenda , pettegolezzi e tradizione vogliono questa terra come un posto misterioso e pericoloso ambientato da creature soprannaturali. Proprio in questa terra d'ombra che vivono Laurel, una giovane donna che tutti credono una strega e suo fratello Hank, appena tornato dalla Francia, reduce di guerra, senza una mano. Queste sono le premesse da cui parte il romanzo. Gli Appalachi attraversano un territorio molto vasto, che si spinge dall’Alabama al Canada. Territorio selvaggio, misterioso, fatto di gente brusca e di meravigliose storie. La prosa dell'autore è figlia di queste terre, di questa natura si nutre e di queste donne e uomini racconta. L'essere umano e il paesaggio sono estremamente legati in una dipendenza che ha origine lontana. In questo ambiente ogni azione è soprattutto una comunicazione con l'ambiente circostante. Laurel è considerata una strega, una donna da tenere lontano soltanto perché sulla sua pelle c’è una macchia viola che viene interpretata come simbolo di sventura. Hank è un bravo ragazzo, benvoluto, è comunque un reduce di guerra, uno che ha combattuto per il paese: certo, è il fratello della strega e con lei vive in quel posto che è soltanto foriero di sventure. I due si vogliono molto bene e, nonostante la diffidenza degli abitanti della città, sono apparentemente sereni. Hank presto si sposerà; inizialmente non lo dice a Laurel per imbarazzo, perché sente che a lei non potrà accadere. Un giorno capita un fatto: Laurel sente una bellissima musica uscire dal bosco, la suona con il flauto un uomo che è ridotto abbastanza male. Ore dopo lo ritroverà quasi moribondo dopo essere stato punto da vespe, perciò col corpo pieno di veleno. L’uomo si chiama Walter, è analfabeta e muto. Laurel lo porta a casa , convince Hank che non c’è nessun pericolo, e si fa aiutare. Walter si riprende e comincia a lavorare con il ragazzo, i due vanno d’accordo. Laurel e Walter si piacciono, si innamorano. Hank vede una prospettiva gioiosa anche per la sorella. La strega, il reduce senza mano, il muto, un trio che si fa forza e nella valle scura viene raggiunto da una luce che per alcuni momenti sembra essere la felicità. L'autore è abile nel muovere i tre protagonisti nell'ambiente, li lascia parlare con i silenzi, con le cose taciute, con gli sguardi. Costruisce un codice comunicativo sensibile, pieno di sfumature, di cose che non si possono spiegare. Con il proseguire della storia, la dolcezza scende a spaccare in due la durezza del luogo e quella dei cuori. Questo è un romanzo intenso, denso di metafore e spunti, tra cui risalta la brutalità e la stupidità degli esseri umani. L’ombra non è solo della valle oscurata dalla roccia, ma anche quella del cuore di molti uomini, nelle conseguenze di certe scelte, nel peso della colpa e dei segreti che restano sommersi dall’acqua della valle che è testimone muta. Alcune note su Ron Rash Ron Rash è nato nel 1953 a Chester, è autore di sette romanzi, Un piede in paradiso (2002), Saints at the River (2004), The World Made Straight (2006), Serena (2008), The Cove (2012), Above the Waterfall (2015) e The Risen (2016), sei raccolte di racconti e quattro libri di poesia. Scrittore di enorme prestigio negli Stati Uniti, dove è considerato un classico della letteratura del sud, le sue opere sono state tradotte in numerose lingue. Nel 2010 ha vinto il Frank O’Connor International Short Story Award mentre nel 2007 è stato finalista del PEN/Faulkner Award. Due volte vincitore del O. Henry Prize attualmente insegna alla Western Carolina University e vive a Clemson, nella Carolina del Sud. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #tommaso_pincio, #ron_rash, #voto_cinque

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RECENSIONE: Le esiliate (Christina Baker Kline)

RECENSIONE: Le esiliate (Christina Baker Kline)

Autore: Christina Baker Kline Traduttore: Roberta Zuppet Editore: HarperCollins Italia, 2022 Pagine: 384 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 19.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Londra, 1840. Evangeline è un’ingenua ragazza che fa la governante presso una ricca famiglia di città. Sedotta dal rampollo di casa, rimane incinta. Per liberarsi del problema, la padrona la taccia di furto e la fa arrestare. Dopo mesi nella fetida, sovraffollata prigione di Newgate, Evangeline viene condannata a imbarcarsi per la Terra di Van Diemen, una colonia penale in Australia. Benché incerta di quello che la aspetta Evangeline sa una cosa: il bambino che sta aspettando nascerà prima del suo arrivo in quella terra lontana. Durante il viaggio su una nave di schiavi, la Medea, Evangeline stringe amicizia con Hazel, una ragazzina che è stata condannata a sette anni di esilio per aver rubato un cucchiaio d’argento. Hazel è molto più astuta di lei, ed essendo un’esperta ostetrica ed erborista, offre aiuto e rimedi casalinghi alle prigioniere e ai marinai in cambio di favori. Benché l’Australia sia stata la patria del popolo aborigeno per più di 50.000 anni, il Governo inglese considera la colonia un luogo non civilizzato e i nativi come un fastidioso inconveniente. Quando la Medea attracca, la loro terra è stata occupata dai bianchi e molti dei nativi sono stati forzatamente spostati altrove. Fra questi c’è Mathinna, la figlia orfana del capo della tribù Lowreenne, che è stata adottata dal nuovo governatore della Terra di Van Diemen. Recensione Nell’Inghilterra vittoriana tre donne provano a ricostruire la propria vita, rimettendo in ordine i pezzi di un puzzle che nel loro paese d’origine sono andati persi. Questa è la premessa di questo romanzo, non è solo una storia di una donna, bensì di tre diverse esistenze che sono destinate a incrociarsi. La prima donna che il lettore incontra è Evangeline, una ragazza ingenua, che lavora come istitutrice presso una nobile famiglia londinese. Qui cede alle lusinghe del rampollo di casa e rimane incinta. La gravidanza scatena nella famiglia una rabbia vergognosa, tanto da indurre a cercare un modo per allontanare la sprovveduta ragazza dalla casa. Così i suoi datori di lavoro la accusano ingiustamente di furto: lei, arrestata, senza possibilità di appello e difesa, viene condotta in prigione. Ed è forse da qui che il racconto prende davvero inizio: la prigione rispecchia una società bigotta che sfrutta l’arresto per interessi o vendette personali, come nel caso di Evangeline. La ragazza si ritrova insieme con altre sfortunate, rinchiuse lì solo per meri capricci della nobiltà inglese; per loro non c’è possibilità né di uscita né tantomeno di redenzione, nel caso di reati reali e comprovati. Non è, infatti, molto lunga la permanenza di Evengeline nella cella londinese. La sua destinazione risulta ben altra; infatti, per le ragazze considerate imbarazzanti per la società, la pena va scontata nel nuovo possedimento inglese: l’Australia. E non è un caso che la nave, in cui è imbarcata Evangeline con le altre, si chiami Medea, come il noto personaggio mitico. In un contesto storico in cui l’impero inglese sfrutta le colonie, l’isola, immersa nell’Oceano Pacifico, diviene un girone infernale in cui uomini e donne sono mandati a scontare la propria pena. La traversata in mare è per tutte una prova di sopravvivenza: le avances volgari dei membri dell’equipaggio sono all’ordine del giorno. Se da una parte quindi gli orrori accadono frequentemente, dall’altra non manca nemmeno la solidarietà femminile: una rete quasi nascosta che però permette alle detenute di sopravvivere. Ed è così che l’istitutrice conosce la seconda protagonista di questa storia: Hazel, condannata per aver rubato un cucchiaio d’argento. Parallelamente a questa storia, una bambina indigena, Mathinna, cresciuta con il patrigno, viene strappata dal suo ambiente per entrare nella casa del governatore per un esperimento sociale: la moglie, infatti, intende studiare in quanto tempo una “selvaggia” riesce a diventare una nobildonna. È con questo intenzione che Mathinna è portata via dalla sua tribù per entrar a far parte di un’altra realtà, dove ha inizio, secondo i Franklin, il processo di civilizzazione: i vestiti lussuosi, lo studio e il ballo diventano le principali occupazioni di questa bambina, che, però, non dimentica mai le proprie origini. Il romanzo è la storia di tre donne che cercano con ogni mezzo di fronteggiare gli ostacoli che una società bigotta e moralista impone nelle loro vite, ma tutto risulta vano. L'autrice ci mostra anche come, non tanto tempo fa, alle donne che non si adattavano ai misogini schemi sociali, era previsto un preciso trattamento: dovevano essere allontanate dalla società, quella considerata civile ed evoluta, per essere spedite in una terra che all’epoca era solo per i galeotti o galeotte. Se nel romanzo non mancano maltrattamenti, abusi e sofferenze, a questi si alternano anche episodi di rinascita, speranza e coraggio, che trovano nei dettagli storici la loro concretizzazione. L’autrice scava dentro le dinamiche sociali dell’epoca, permettendo così al lettore di farsi un’idea di quella che era, almeno in parte, l’Inghilterra vittoriana. E lo fa attraverso tre punti di vista diversi: Evangeline, l’ingenua ragazza sedotta, Hazel, la sedicenne costretta a rubare per sfamarsi e Mathinna, la bambina indigena che perderà prima la sua tribù e poi se stessa in modo irrimediabile. Un romanzo che consiglio a tutti coloro che cercano una storia di resilienza e coraggio tutta al femminile. Alcune note su Christina Baker Kline Christina Baker Kline è autrice bestseller del New York Times, ha scritto otto romanzi tra cui Le cose che non so di te e Un frammento di mondo, ed è pubblicata in quaranta paesi. Tra gli altri ha ricevuto il New England Prize for Fiction, il Maine Literary Award, e il Barnes & Noble Discover Award. I suoi articoli sono apparsi su New York Times e NYT Book Review, The Washington Post, The Boston Globe, The San Francisco Chronicle, LitHub, Psychology Today, e Slate. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #roberta_zuppet, #christina_baker_kline, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: La ragazza bambù (Edward van de Vendel, Mattias De Leeuw)

RECENSIONE: La ragazza bambù (Edward van de Vendel, Mattias De Leeuw)

Autore: Edward van de Vendel, Mattias De Leeuw Traduttore: Laura Pignatti Editore: Sinnos, 2022 Pagine: 104 Genere: Graphic novels, Narrativa per ragazzi Prezzo: € 16.50 Acquista: Libro Anteprima: https://www.sinnos.org/prodotto/la-ragazza-bambu/ Trama Jie non è una ragazza come le altre. È stata trovata dentro una canna di bambù ed è bellissima e misteriosa. Moltissimi sono coloro che vorrebbero sposarla, ma lei sottopone tutti i suoi pretendenti, principi, alti consiglieri, ricchi commercianti, a prove difficilissime. Ma poi arriva un ragazzo senza nome, e tutto diventa davvero difficile... Una fiaba ambientata nel lontano Giappone, che parla di avventure, amore e libertà. Edward van de Vendel, olandese, ha scritto moltissimi libri per bambini e ragazzi. Qui prende un'antica fiaba giapponese del nono secolo e, con parole e sensibilità nuove, la trasforma in un racconto attualissimo sul senso dell'amore, sul nostro rapporto con gli altri, con la nostra famiglia e con i nostri desideri. Mattias De Leeuw, che con Edward ha lavorato spesso (I tredici cervi blu, pubblicato da Sinnos in questa stessa collana) accompagna la vicenda con moltissimi disegni, che mostrano un mondo di eroi, draghi, uccelli e lieve magia. Età di lettura: da 8 anni. Recensione Sicuramente molti conoscono la fiaba della Principessa splendente grazie alla versione cinematografica di Isao Takahata; una fiaba di amore, libertà e armonia del creato. Questa fiaba, che presenta tanti tratti ricorrenti nelle fiabe occidentali, spicca, però, per alcuni dettagli che la rendono profondamente diversa. Il canovaccio narrativo è noto e intreccia i racconti di nascite miracolose o ritrovamenti miracolosi di un bambino da parte di un’anziana coppia in cui rivediamo gli echi di Pollicino, Mignolina e Raperonzolo a tutta la narrazione mitologica che declina il mito di Proserpina e Euridice. A differenza, però, dello stereotipo di principessa occidentale in attesa del principe ricco e valoroso che la salvi, la Principessa Splendente è invece una creatura lunare, di un’aristocrazia aldilà di ogni concezione umana e alla ricerca di qualcosa di ben diverso dal riscatto sociale. La storia racconta di una bambina miracolosamente trovata da un vecchio tagliatore di bambù all’interno di un magico albero e cresciuta amorevolmente dalla vecchia coppia. La bambina, non appena cresciuta, diventa oggetto del desiderio di moltissimi uomini che riconoscono in questa umile ragazza, chiamata Principessa splendente per la sua bellezza, un fascino ineguagliato. Diversi sono i giovani principi che si accostano alla ragazza, tuttavia tutti saranno respinti o scoraggiati dalle prove impossibili che Principessa splendente richiede loro di superare. Il finale vede i maggior numero di varianti: alcuni raccontano di un grande amore che sboccia, altri di un amore irrealizzato, altri invece raccontano di un amaro abbandono della Principessa Splendente che, rivelando la sua natura di creatura lunare, torna nel regno violata e disgustata. Le narrazioni orali che si accavallano intorno a questa celeberrima fiaba giapponese sono molte. La versione di questo romanzo illustrato è una meraviglia per gli occhi. Sia il testo, sia le bellissime illustrazioni, colgono con maestria il cuore della fiaba. Il canovaccio della storia originale risulta rispettato, viene qui però introdotta una cornice più ampia che alterna la narrazione delle vicende di una ragazza, di verde vestita, che abita sulla Luna e di quelle della nostra Principessa splendente sulla Terra. La ragazza lunare osserva con interesse e partecipazione ciò che succede a Oi, un piccolo paese, dove l’anziano tagliatore di bambù incontra per la prima volta una bambina magica, di azzurro vestita: Jie. La storia risulta perfettamente raccontata e resa maggiormente coinvolgente attraverso le immagini che rendono il tutto più vivo. La bellezza del mondo, la sua bellezza, la bellezza degli affetti, dei dolori, delle gioie intessono la storia di questa ragazza che questa stessa bellezza ricerca nell’amore: può forse desiderare altro? Nelle proposte dei ricchi spasimanti che le si accostano, la ragazza cerca qualcosa di unico, qualcosa di vero, qualcosa di bello, qualcosa di diverso e che nella Luna, da dove lei proviene, non esiste. Dopo aver svelato il desiderio di possesso sterile e freddo dei suoi spasimanti, il romanzo ci racconta dell’arrivo di un giovane senza lignaggio e senza nome. In quell’attimo la Principessa splendente scopre che cosa è veramente l’amore: un dolore viscerale, un desiderio di stare e la minaccia di dover tornare ad una realtà lontana che la chiama sempre più insistentemente. La prova che la Principessa splendente affida a questo giovane senza nome sembra semplice eppure, nell’atto di recuperare dal nido delle rondini il tesoro nascosto, il giovane cade e rimane in fin di vita. Da quell’attimo Nayotake no Kaguya-hime si chiude in un dolore muto. Alla fine, le voci sulla bellezza di questa ragazza giungono fino all’imperatore che arriva per incontrarla e, nel romanzo, avviene la svolta, perché quel giovane senza nome si rivela essere l’imperatore in persona, vivo. Da quell’attimo incomincia una storia d’amore rigogliosa e viva: Nayotake no Kaguya-hime deve fare i conti tra la libertà, il suo amore e il legame lunare che pende come una minaccia sopra la sua testa. Il finale, che qui non svelo, è geniale. Il romanzo è unico nello stile, arricchito in modo superbo dalle illustrazioni che riprendono lo stile tradizionale orientale negli acquarelli e nei tratti neri e colorati del pennello, ma con un piglio narrativo moderno descrittivo e dinamico. Romanzo grafico che consiglio a tutti coloro che cercano una bella storia per riflettere sull’amore e sulla libertà. Alcune note su Edward van de Vendel Edward van de Vendel è stato insegnante e direttore di scuola finché non ha scoperto la sua vera vocazione: scrivere. Oggi è uno dei più affermati e premiati autori olandesi di libri per bambini e ragazzi. Alcune note su Mattias De Leeuw Mattias De Leeuw è nato nel 1989 ad Antwerp e qui si è diplomato in design e illustrazione. Il suo segno riconoscibilissimo è caratterizzato da pennellate lunghe e piene di colore, che lasciano però spazio a particolari raffinati e tante storie parallele. TAG: #graphic_novels, #narrativa_per_ragazzi, #laura_pignatti, #edward_van_de_vendel, #mattias_de_leeuw, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Nero come l'anima (Carlo Lucarelli, Massimo Picozzi)

RECENSIONE: Nero come l'anima (Carlo Lucarelli, Massimo Picozzi)

Autore: Carlo Lucarelli, Massimo Picozzi Editore: Solferino, 2022 Pagine: 496 Genere: Saggi, Criminologia Prezzo: € 20.00 (cartaceo), € 11.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Ci sono storie nere che vivono da sempre nella nostra letteratura, come quella di Beatrice Cenci, immortalata da Stendhal, o quella dei presunti untori nella peste milanese, resa celebre da Manzoni. Ci sono personaggi di primo piano la cui vicenda umana si intreccia a una carriera criminale, da Christopher Marlowe a Cesare Borgia, da Benvenuto Cellini a Caravaggio. Ci sono delitti al femminile come quello di Mary Blandy, avvelenatrice del proprio padre per amore di un fidanzato dalla dubbia moralità, e Marie-Madeleine d’Aubray, che al marchese suo marito, appassionato di alchimia, avrebbe preferito un bel capitano di cavalleria. Ci sono esperienze sanguinarie capaci di raccontare epoche e culture, come le avventure di Marcantonio Bragadin, generale della Serenissima, e la vita cannibale di Sawney e Agnes Bean. Nei secoli d’oro dei viaggi di scoperta per mare non possono mancare i pirati, come lo spietato Jean-David Nau, noto come L’Olonese. E se si parla di vittime inquiete può capitare di incontrare spettri e fantasmi, come quello di Nellie Nailor, uccisa a tredici anni da una datrice di lavoro violenta, le cui urla hanno risuonato a lungo tra i binari della Farringdon Station a Londra. La nuova puntata della serie best seller di Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi sulla storia dell’omicidio ci porta nei secoli più affascinanti e nelle storie più romanzesche. Illuminate nei loro risvolti inaspettati e indagate con i metodi di oggi, diventano veri e propri appassionanti cold cases capaci di trascinarci in un viaggio nel tempo che è come il tunnel dell’orrore: emozionante, spaventoso, indimenticabile. Recensione Una delle paure dell'uomo è sicuramente legata a ciò che si nasconde dietro all’apparente normalità di una persona e che all'improvviso si rivela con tutta la sua forza brutale e la sua ferocia assassina. Qual è la molla che scatta dentro e che spinge a uccidere trasformandola in un mostro? Le risposte le possiamo trovare leggendo questo interessante saggio di criminologia. Dopo il successo di Nero come il sangue, la coppia ormai consolidata Lucarelli e Picozzi, giallista e sceneggiatore il primo e psichiatra e criminologo il secondo, continua il suo viaggio nella terra oscura del crimine, attraversando i secoli e cercando di ripercorrere le strade buie e tortuose delle menti dei più grandi serial killer, degli autori dei delitti più efferati e di qualche inaspettata "celebrità": da Christopher Marlowe a Cesare Borgia, da Benvenuto Cellini a Caravaggio, da Mary Blandy a Marie-Madeleine d’Aubray, da Giulia Tofana alla Monaca di Monza, e da Marcantonio Bragadin a Sawney e Agnes Bean, solo per citarne alcuni. Queste storie ci dimostrano che non ci sono intelligenza, sensibilità, genere e classe sociale che possano essere esenti dall’orrore. Sotto la lente dei due autori, ricade prima di tutto il movente che può essere di diverso tipo: passione, denaro, intrighi, puro piacere o delirio di potere. Un spinta così forte da togliere i freni alla razionalità e spalancare le porte alla malvagità, spingendo, chi ne è invaso, a oltrepassare quel confine sottile che separa la follia da una consapevole scelta del male. In ogni storia, la scena del crimine viene ricostruita con grande attenzione, la stessa che viene utilizzata anche per descrivere il profilo delle vittime e dei loro carnefici, ma anche le armi che hanno scelto per colpire e tutti i personaggi che gli ruotano intorno. La tendenza è allontanarsi sempre da ciò che si teme, ma chissà perché si resta sempre sull'uscio attratti dalla notizia di un omicidio che aumenta la curiosità quando questa resta irrisolto. Il mistero affascina e non perde mai il suo interesse a distanza di anni e secoli. Detto ciò, è un libro che consiglio a tutti coloro che sono affascinati dalla criminologia e dalle menti instabili che la popolano. Alcune note su Carlo Lucarelli Carlo Lucarelli nato a Parma nel 1960, autore di fortunati romanzi gialli, alcuni dei quali divenuti serie televisive Rai, è stato autore e conduttore di programmi per la Rai (ricordiamo Blu notte, Misteri italiani, La tredicesima ora) e autore di programmi per Sky Arte HD (Muse inquietanti, Inseparabili). Per Solferino ha pubblicato L’incredibile, prima di colazione (2020) e Nero come il sangue (con Massimo Picozzi; 2021). Alcune note su Massimo Picozzi Massimo Picozzi nato a Milano nel 1956, laureato in Medicina e specializzato in Psichiatria, in Criminologia clinica, in qualità di consulente e perito si è occupato dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni. Dal 2009 conduce CSI Milano, spazio settimanale su Radio 105 all’interno del contenitore 105 Friends. È opinionista della trasmissione Quarto grado. È autore di molti libri, tra cui ricordiamo Verbal Warrior. Il potere delle parole per disinnescare il conflitto (2020). Per Solferino ha pubblicato Nero come il sangue (con Carlo Lucarelli; 2021). TAG: #saggi, #criminologia, #carlo_lucarelli, #massimo_picozzi, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Loro volevano essere noi (Jessica Goodman)

RECENSIONE: Loro volevano essere noi (Jessica Goodman)

Autore: Jessica Goodman Traduttore: Rosaria Di Stefano, Ersilia Serri Editore: Time Crime, 2022 Pagine: 264 Genere: Narrativa straniera, Thriller, Young Adult Prezzo: € 14.90 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama A Gold Coast, Long Island, tutto sembra perfetto, dai costosi negozi del centro alle spiagge ben curate, alle uniformi stirate di Jill Newman e delle sue amiche. Ma come Jill ha scoperto tre anni prima, niente è come sembra. La sua migliore amica, la brillante e abbagliante Shaila Arnold, è stata uccisa dal suo ragazzo. Dopo quella notte di tragedia in spiaggia, Graham ha confessato, il caso è stato chiuso e Jill ha cercato di andare avanti. È l'ultimo anno del college e Jill è determinata a renderlo indimenticabile. Dopotutto, è un'anziana e una Player, un membro dell'esclusiva società segreta - anche se non così segreta - Gold Coast Prep. Ai giocatori senior spettano le migliori feste, i voti più alti e l'ammirazione di tutta la scuola. Questo sarà il suo anno. Ne è proprio sicura. Ma quando Jill inizia a ricevere messaggi che proclamano l'innocenza di Graham, i suoi sogni dell'ultimo anno perfetto iniziano a sgretolarsi. Se Graham non ha ucciso Shaila, chi l'avrebbe fatto? Jill giura di scoprirlo, ma scavare più a fondo potrebbe significare mettere a rischio le sue amicizie e il suo stesso futuro. Recensione La storia di questo thriller è ambientata nella Gold Coast Prep, un liceo per ricchi in cui tutti sanno cosa succede negli angoli più bui, ma di cui nessuno parla. Da anni c’è una specie di società, i Player, ragazzi che ogni anno vengono scelti tramite delle prove talvolta difficili, per poter avere accesso a materiale che gli potrebbe garantire le migliori università dell’Ivy League. Nel gruppo non tutti sono messi sullo stesso livello, le ragazze sono quelle che hanno sempre la peggio, anche nella durate delle prove e, tre anni prima, una di loro è morta. Il colpevole hanno detto essere il suo fidanzato, ma così non è e adesso, nel suo ultimo anno di liceo, Jill è costretta a ripercorrere ciò che è successo alla sua migliore amica e scoprire chi è davvero l’assassino, perdendo tutto i privilegi per cui ha lavorato così tanto. Il lettore si ritrova, così, a scoprire, insieme alla protagonista, nuove prove. Il tutto prestando attenzione a non venire scoperta e avvicinandosi a vecchi amici con cui da tempo erano stati tagliati tutti i ponti. A causa della sua indagine, Jill, perde delle amicizie, l’amore e molto altro. La ricerca della verità la isola e deve farsi più volte valere trovando dentro di sé una forza inaspettata. Con alcune parti più scorrevoli e altre più lente e con una narrazione in prima persona da parte di Jill, l'autrice scrive un thriller molto soft in cui prevale molto il genere young adult. Un romanzo che consiglio a tutti coloro che cercano una lettura leggera, senza troppe aspettative, che risulta ben scritta e che riesce comunque a catturare il lettore fino all'ultima pagina. Alcune note su Jessica Goodman Jessica Goodman è una caporedattrice di Cosmopolitan. Loro volevano essere noi è il suo debutto come autrice, seguito da They’ll Never Catch Us, di prossima pubblicazione in questa stessa collana. Da questo romanzo, HBO Max sta adattando una serie tv che vedrà protagoniste Sydney Sweeney, star di Euphoria e la cantautrice Halsey al suo primo lavoro come attrice. TAG: #narrativa_straniera, #thriller, #young_adult, #rosaria_di_stefano, #ersilia_serri, #jessica_goodman, #voto_tre_mezzo

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RECENSIONE: Universo h24. Tutta l'astronomia di una giornata qualunque (Alessio Perniola)

RECENSIONE: Universo h24. Tutta l'astronomia di una giornata qualunque (Alessio Perniola)

Autore: Alessio Perniola Editore: Espress Edizioni, 2022 Pagine: 128 Genere: Saggi, Astronomia Prezzo: € 13.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Perché il sole non sorge sempre a est e tramonta sempre a ovest? Perché alcune stelle sembrano lampeggiare? Perché nell'universo si cade senza cadere? E che cosa sta succedendo alle mezze stagioni? Che cosa sono le costellazioni e perché non hanno alcun influsso sulle nostre vite? Perché il potentissimo vento solare non ci annienta mentre passeggiamo? La risposta a queste e altre domande ce la dà Alessio Perniola in un libro che è un viaggio nell'universo e un'immersione nell'astronomia che ci accompagna in ogni nostra giornata, dalla mattina alla sera. Per scoprire, divertendosi che siamo per davvero polvere di stelle e che, per conoscere la storia dell'umanità, bisogna inevitabilmente partire dal Big Bang. Recensione Sono molte le domande che ci vengono in mente quando ci capita di alzare gli occhi al cielo notturno illuminato dalla flebile luce delle stelle. Una meraviglia della natura che accende la curiosità di ogni persona. Purtroppo i ritmi frenetici delle nostre giornate non permettono sovente di fermarci e godere dello spettacolo del firmamento. Possiamo però pensare di iniziare un nuovo viaggio, semplicemente osservando la nostra quotidianità, ma con uno sguardo diverso, un nuovo punto di vista. Non occorre fare alcun biglietto, ma solo immergersi nelle pagine di questo interessante saggio in cui l’autore cerca di far scoprire la parentela fra gli esseri umani e l’Universo e dove utilizza una sorta di zoom magico per comprendere meglio ciò che ci circonda e di cosa siamo fatti. Iniziando questo viaggio dentro l’universo in cui noi stessi viviamo, il lettore, potrebbe avere spesso la sensazione di aver perso la giusta direzione, ma, così come afferma il fisico scrittore, basta “allacciare le cinture” e lasciare i pensieri liberi di navigare in quella che l’autore definisce “una giornata qualunque”. Le vere scoperte, piccole o grandi, non hanno mai avuto bisogno di destinazioni particolari. Lo stesso universo, quello che ci contiene con tutti i suoi misteri, sembrerebbe essere nato in un nulla che però, prima di espandersi, aveva già tutti gli ingredienti primordiali per compiere il suo destino. Il divulgatore lo paragona a un impasto in lievitazione, uno di quelli che prepariamo spesso nella nostra cucina. In questa giornata qualunque, risulta davvero piacevole notare come la normalità può essere straordinaria quando le permettiamo di offrirci spunti di riflessione incredibili: basta saper accogliere nuovi punti di vista e fare in modo che i nostri occhi possano osservarla in modo diverso. Partendo da una tovaglia su cui è poggiata una semplice mela, si può, per esempio, rendersi conto, grazie a una meravigliosa intuizione di Einstein, di quanto sono intimamente legati, a tal punto da condizionarsi a vicenda, lo spazio e il tempo, oppure, prendendo un semplice ascensore e facendo finta di essere un astronauta che fluttua nello spazio, si comprende perché nell’universo si cade senza cadere, oppure, pensando ai nostri spaghetti, si può immaginare più facilmente la forma sottile e allungata, durante la cosiddetta spaghettificazione, di una stella morente, prima che venga risucchiata da un buco nero. Tutto quello che ci sembra normale, in realtà custodisce, chissà da quanti millenni, storie affascinanti che meritano di essere raccontate. Dinanzi alla vastità dell’universo, lo scenario ideale per l’umanità poiché “l’unico palcoscenico a nostra disposizione nel quale mettere in scena le nostre vite”, l’atteggiamento migliore da avere, ci suggerisce l’autore, è quello del pellegrino in cammino verso la conoscenza, con il passo alimentato dalla voglia di comprendere fino in fondo bellezza e meraviglia. Un saggio chiaro e accessibile a chiunque desideri ancora meravigliarsi delle bellezze del cosmo. Alcune note su Alessio Perniola Alessio Perniola è un fisico e formatore professionista. Direttore scientifico di Multiversi, associazione di divulgazione scientifica. Autore dei libri Filosofisica, Fisica H24 e Matematica H24 è anche ideatore e coautore di numerosi strumenti e sussidi per l’animazione e le attività educative. TAG: #saggi, #astronomia, #alessio_perniola, #voto_quattro

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RECENSIONE: L'uomo che guardava le stelle (Joe Stillman)

RECENSIONE: L'uomo che guardava le stelle (Joe Stillman)

Autore: Joe Stillman Traduttore: Clara Nubile Editore: Blu Atlantide, 2022 Pagine: 249 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama Una mattina al Maybell’s Diner a Hadley, una cittadina dell’Arizona, giunge un cuoco che legge nel pensiero: il suo nome è Bill, un giovane uomo senza passato che sembra sbucato fuori dal nulla, e il suo arrivo in città cambierà la vita di tutti quelli che ne incroceranno il cammino. Bill non riesce solo a conoscere i desideri degli avventori del locale, tanto che presto questo diventerà meta di pellegrinaggio da ogni luogo dell’America, ma anche a sentire profondamente i dolori, le paure e le speranze di chi gli è vicino. La sua presenza luminosa cambia innanzi tutto la vita di Maybell, proprietaria del diner, e di Belutha, sua figlia adolescente e perennemente in conflitto con lei, che avvicinandosi a Bill scoprirà qualcosa di sé che non pensava di possedere e che ha a che fare con l’essere visti, e amati. Bill forse conosce davvero i segreti dell’universo, per questo Rose, una settantenne in rotta con il Mondo, e Martin, un malato terminale che cerca nel cuoco delle stelle la risposta alla propria paura della morte, si affideranno a lui entrando a far parte dello staff del Maybell’s per affrontare insieme il mistero più grande: il fatto che le nostre esistenze sono intrecciate e che a volte bisogna credere in quello che non sappiamo spiegarci. Recensione Questo romanzo è un buon esempio di favola contemporanea che riesce a far credere nell'umanità e in un presente migliore. Esso è ambientato ad Hadley, un piccolo paese dell'Arizona, e mette in campo personaggi davvero originali. La voce narrante è quella della sedicenne Belutha, dalla parlantina sarcastica e decisamente molto più matura della sua età. La ragazza è cresciuta in fretta perché Maybell, sua madre, non l’ha curata e coccolata a dovere. La donna, infatti, dopo aver avuto Belutha da Oren, il suo grande amore di gioventù, con cui intrattiene tutt'ora un tira e molla fatto di rapidi incontri sessuali e ripetute fughe, è diventata madre anche di Sonny Boy, un grassoccio adolescente fissato con i videogiochi, e di Clover, che è ancora un lattante in fasce. Tre figli da tre uomini diversi, con una spregiudicatezza sessuale che nasconde però il desiderio di essere amata e restare giovane per sempre, regolarmente affogato in alcool e serate fuori casa a divertirsi con qualsiasi maschio che la degni di attenzione. La donna sgobba tutto il giorno nel suo ristorante ed è sicuea di avere diritto a quello svago, affidando Clover alle cure della sorella maggiore e abbandonando Sonny Boy a sé stesso. Giustificata è la rabbia di Belutha che sogna di andarsene quanto prima da Hadley per rivendicare una libertà che altro non è che desiderio di mettere distanza tra lei e quella famiglia decisamente inusuale. Un giorno, nel ristorante di Maybell, appare un venticinquenne silenzioso, puzzolente e mal vestito, che si ritrova improvvisamente catapultato dalla titolare al di là del bancone, a gestire gli ordini e a cucinare hamburger, uova, patate e ogni richiesta degli avventori del luogo. Bill, questo è il suo nome, sembra completamente disinteressato a raccontarsi a Maybell e fatica a dare spiegazioni sulle proprie origini. Lo fa per timidezza o nasconde qualcosa? Chi è veramente Bill e perché c'è una ragazza che sostiene che il suo vero nome è Peter? L'arrivo del ragazzo rompe gli equilibri, soprattutto perché Bill ha il dono di leggere nel pensiero e riesce a cucinare le pietanze prima che vengano ordinate dai clienti. In un attimo questa sua dote diventa di dominio pubblico e il ristorante viene preso d’assalto da centinaia di persone che arrivano da lontano per farsi leggere la mente da quel giovane buffo e introverso. Tra questi c’è anche Martin, un anziano che deve assolutamente parlare con il cuoco, con l’urgenza di chi cerca risposta alle domande più importanti sul senso della vita. Inoltre c'è anche Rose, la vedova che da anni sedeva a un tavolo, cercando di non scomparire del tutto a sé stessa e agli altri. Il destino di Bill è quello di cambiare la vita delle persone che incontra, semplicemente facendole avvicinare tra loro, prendendo le tante solitudini che lo circondano e riunendole in una famiglia allargata e sgangherata. Nonostante i dialoghi fra Belutha e gli altri personaggi appaiono inverosimili, la coralità del romanzo ha la meglio su tutto e porta il lettore a sentirsi parte attiva di una storia tanto fantastica quanto accogliente. Un libro questo ricco di buoni sentimenti che consiglio a tutti coloro che non si sono stancati di sognare. Alcune note su Joe Stillman Joe Stillman è autore di numerose sceneggiature per il cinema di grande successo tra cui “Shrek”, “Beavis & Butt-Head alla conquista dell’America”, “Shrek 2” ed è stato più volte candidato agli Academy Awards. Per la televisione ha scritto, tra gli altri, “King of the Hill”, per cui ha ricevuto due Emmy Award nominations, e “Beavis and Butt-Head”. L’uomo che guardava le stelle è il suo primo romanzo. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporanea, #clara_nubile, #irene_la_scala, #enrico_postiglione, #joe_stillman, #voto_quattro

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RECENSIONE: Liberi dall'ansia. Conoscerla, gestirla, scioglierla (Judson Brewer)

RECENSIONE: Liberi dall'ansia. Conoscerla, gestirla, scioglierla (Judson Brewer)

Autore: Judson Brewer Traduttore: Lucia Corradini Editore: Corbaccio, 2021 Pagine: 264 Genere: Saggi, Psicologia Prezzo: € 18.60 (cartaceo), € 12.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama L'ansia domina le nostre vite. Fra Covid19, ingiustizie sociali, allarmi ecologici, incertezza dilagante su lavoro, salute, famiglia, stato del pianeta, l'ansia è esplosa a livello mondiale. Nonostante (o forse a causa di) tutte le informazioni di cui disponiamo, ci sentiamo sovrastati dall'incertezza. In questo libro, lo psichiatra e neurologo Judson Brewer ci aiuta a comprendere in che modo l'ansia riesce a prendere il controllo della nostra vita e ci offre gli strumenti per liberarcene. L'ansia ha molte manifestazioni, da uno stato di timore e di allarme costanti, all'esplosione di attacchi di panico, allo sviluppo di dipendenze, a una serie di cattive abitudini mentali che inconsapevolmente adottiamo proprio per cercare di controllarla. Ma queste abitudini non funzionano, perché l'ansia richiama ansia. Il cervello cerca di mantenerci in stati d'animo negativi perché ci sono familiari, ma questo circolo vizioso ovviamente non ci è di alcun aiuto. Riassumendo più di vent'anni di studi e di ricerche sul campo con migliaia di pazienti, fra cui atleti olimpionici, coach e leader in settori istituzionali ed economici, Judson Brewer ha elaborato un programma completo per affrontare l'ansia attraverso l'utilizzo di tecniche mentali accessibili a tutti che ci permettono di reindirizzare le nostre energie verso la positività e l'equilibrio mentale Recensione L’autore è un neurologo e psichiatra che studia la formazione delle abitudini e la loro consapevolezza. In questo libro mette insieme i diversi anni di ricerca per aiutare il lettore ad affrontare i modi in cui l’ansia è generata dalle abitudini delle persone. Al centro del saggio vi è l’ansia e l’autore espone una metodologia per potersene liberare che paragone alle marce delle biciclette o delle automobili. Il volume è diviso in quattro parti. La parte 1, 2 e 3 è dedicata alle rispettive marce, mentre la parte 0 è dedicata a tutto ciò che succede prima di accorgersi di essere ansiosi. In modo particolare, in questa sezione, ci si concentra sul meccanismo che porta all’ansia. Esso può essere riassunto con un circolo vizioso che racchiude tre termini: causa scatenante (pensiero o sentimento), comportamento (preoccupazione), ricompensa (evitamento, eccesso di pianificazione…). A causa di un pensiero o sentimento il cervello si preoccupa e tende a evitare tutto ciò con un comportamento più appagante. Ingranare la prima marcia vuol dire essere consapevoli del circolo vizioso. La mindfulness è un buon modo per raggiungere lo scopo, ma, per praticarla, occorre una condizione essenziale, la curiosità. La curiosità è un atteggiamento chiave per essere consapevoli e cambiare le abitudini. La seconda marcia viene inserita quando si presta attenzione ai risultati delle proprie azioni. In questa fase, la domanda da porsi è “Che cosa ottengo da questo comportamento?”. Per rispondere l’individuo deve prestare attenzione alle sensazioni viscerali oltre che alle emozioni e ai pensieri che derivano dal comportamento in questione. La terza marcia consiste nel trovare una qualsiasi cosa che aiuta a uscire dalla vecchia abitudine ciclica. In modo particolare bisogna trovare una ricompensa maggiore rispetto a quella che si ottiene mettendo in azione la cattiva abitudine. Anche in questo caso vengono in aiuto la curiosità e la mindfulness. In questa fase un altro elemento importante è l’amore. Un esempio lo si ha nelle persone che si auto criticano perché magari grasse. L’amore aiuta ad accettare sia gli altri sia noi stessi per quello che siamo. Un libro sempre chiaro, anche se in alcune parti ripetitivo, che consiglio a chiunque stia lottando con l'ansia o anche solo a chi vuole capire meglio questo disturbo. Alcune note su Judson Brewer Judson Brewer, MD, PhD, è uno psichiatra e neurologo di fama internazionale. Docente presso la School of Public Health, e la Medical School della Brown University, è anche direttore del dipartimento Research and Innovation presso il Mindfulness Center e ricercatore al MIT. Ha scritto The Craving Mind pubblicato dalla Yale University Press (2017). TAG: #saggi, #psicologia, #lucia_corradini, #judson_brewer #voto_tre_mezzo

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RECENSIONE: Troia (Stephen Fry)

RECENSIONE: Troia (Stephen Fry)

Autore: Stephen Fry Traduttore: Mauro Ghidoni, Irene La Scala, Enrico Postiglione Editore: Salani, 2022 Pagine: 396 Genere: Narrativa straniera, Mitologia Prezzo: € 19.90 (cartaceo), € 10.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama La versione di Fry di una delle vicende più appassionanti del mondo antico, in cui uomini e divinità sono mossi da passioni incontrollabili e dove gli ideali più alti si incontrano (e si scontrano) con le astuzie più vili. La creatività dell'autore, unita alla sua cultura e al suo umorismo, ci accompagnano in queste pagine nel mito eterno della guerra di Troia, dalla fondazione della città fino all'epico e indimenticabile dono del cavallo, con tutto quel che ne conseguì. Una storia di eroismo e odio, vendetta e rimpianto, desiderio e disperazione: sentimenti scritti con il sangue sulle sabbie di una spiaggia lontana, che ci parlano ancora oggi e ci raccontano la verità su quello che siamo Recensione Le reinterpretazioni moderne di Omero e Troia sono di gran moda, ma si presentano in molte forme. Ad esempio i recenti Circe di Madeleine Miller, Il silenzio delle ragazze di Pat Barker e Il canto di Calliope di Natalie Haynes cercano di amplificare le voci emarginate. Questo romanzo invece appartiene ad una tradizione di rivisitazione dei miti greci per un pubblico più ampio, principalmente per giovani e inesperti che, forse, non hanno avuto ancora modo di conoscere a fondo la tradizione ellenica. L’autore non si accontenta di raccontare l'assedio della città di Troia, il suo sguardo abbraccia tutta l’opera omerica offrendo al lettore una vera e propria dichiarazione d’amore per una città diventata leggenda grazie a una storia di inganni e tradimenti. Il romanzo entra nei dettagli raccontando la storia della città e oltre. Sono molti i personaggi che il lettore incontra, ma viene costantemente rassicurato che non è necessario ricordare ogni nome. Una sezione apposita in fondo al libro facilita questo compito: per ogni personaggio che si incontra viene sviluppata una essenziale descrizione. L’autore è abile nel guidare il lettore a navigare attraverso la complessità della storia; in modo particolare quando si tratta di alberi genealogici che si intrecciano. Per quanto riguarda la scrittura, essa risulta arguta, intelligente e piena di umorismo. Ciò permette di avere una lettura più avvincente e meno scolastica. Un romanzo che consiglio a tutti coloro che vogliono guardare alla guerra di Troia con leggerezza e divertimento senza avere il peso dei volumi accademici. Alcune note su Stephen Fry Stephen Fry, nato a Londra nel 1957, oltre che scrittore, è attore, regista, autore televisivo e sceneggiatore. Si è laureato in Lettere a Cambridge, dove ha stretto amicizia con Emma Thompson e Hugh Laurie, con cui ha mosso i primi passi nel mondo del teatro e poi del cinema e della televisione. Vera e propria icona della cultura pop inglese, è stato l’interprete perfetto di uno dei più riusciti film su Oscar Wilde ed è noto anche per aver dato voce a tutti e sette gli audiolibri in lingua inglese di Harry Potter. Questo è il suo primo libro pubblicato in Italia. TAG: #narrativa_straniera, #mitologia, #mauro_ghidoni, #irene_la_scala, #enrico_postiglione, #stephen_fry, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Santo cielo (Éric Chevillard)

RECENSIONE: Santo cielo (Éric Chevillard)

Autore: Éric Chevillard Traduttore: Gianmaria Finardi Editore: Prehistorica Editore, 2022 Pagine: 152 Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea Prezzo: € 15.00 Acquista: Libro Trama Quando fu morto, Albert Moindre considerò la sua situazione con perplessità. Non soffriva per le spaventose ferite che avevano quasi istantaneamente causato il suo trapasso. Si sentiva in piena forma e, a dirla tutta, più vispo rispetto a prima dell'incidente. Più leggero, certamente, più... represse l'espressione "in gamba" che gli si proponeva: Albert Moindre aveva cambiato campo lessicale. Proprio così: l'ora dei verdetti, il romanzo delle grandi rivelazioni è arrivato. Albert Moindre si trova nell'aldilà, dopo essere stato travolto da un camioncino carico di datteri e olive denocciolate; lui invece - si intende - è carico di curiosità... A cosa somiglia del resto il Regno dei cieli? Vi troveremo giustizia? pace? verità? E Dio? Con la sua lingua tagliente e sagace, originalissima e ironica, Chevillard si propone nientemeno che di rispondere ad alcune di queste annose questioni! Recensione Questo romanzo si può riassumere con l’espressione “morire dal ridere”. Il lettore, infatti, si diverte molto nel leggere le riflessioni post morten di Albert Moindre, il protagonista del romanzo. L’autore immagina l’aldilà come una sorta di "palazzo" amministrativo in cui le anime dei defunti vengono raccolte, smistate e indirizzate presso vari uffici e spazi, l'Ufficio delucidazioni, l'Osservatorio, l'Ufficio reclami e il Servizio Ricompense. Il nostro protagonista, esperto di ponti trasbordatori, muore investito da un camioncino che trasporta datteri e olive e si ritrova, dunque, ad attendere la propria sorte in questo limbo senza confini e senza materia. Nessuno però gli spiega cosa fare, cosa pensare, dove andare, tant'è che sospetta che l’incertezza è il suo castigo. Dopo qualche tempo, viene finalmente condotto nel primo degli uffici, dove riceverà delucidazioni riguardo a molte questioni irrisolte della propria vita. Insieme a Clarisse, una centenaria che ha interesse solo nel titolo di Miss Colorado 1931 che le fu strappato per errore, Moindre attraverserà anche l'Osservatorio, dove vedrà tutto il mondo e i suoi abitanti, l'Ufficio reclami, dove si perderà in una lunga arringa su ciò che ritiene ingiusto e infine il Servizio Ricompense, dove forse ne otterrà una, o forse no, ponendosi continuamente innumerevoli domande sulla natura di quel luogo, sulla natura di se stesso e sulla possibilità di redimersi, di tornare sulla Terra o di cambiare il corso degli eventi passati e futuri. Lo stile dell’autore risulta molto divertente e si discosta abbondantemente dalla rappresentazione del Paradiso che si può trovare in scritti religiosi o in pittori privi di fantasia. Lo scrittore francese mescola sapientemente humour nero a passaggi colti, parolacce a quesiti esistenziali, scene da pellicole demenziali a disquisizioni auliche. La sua è una scrittura tagliente, originale, scorrevole. La storia si legge in poco tempo, curiosi di scoprire cosa ci sarà sul prossimo pianerottolo, sul prossimo livello, quasi come se questo strano "edificio" fosse un grattacielo trasparente eppure nebuloso che dà e toglie, che rivela ma lascia i personaggi in dubbi amletici. Cosa ne sarà di Albert alla fine? Sarà salvato o sarà dannato? Questa e altre domande fornisce il libro che, al contrario di molti testi simili, non fornisce risposte, ma interrogativi. Consigliato a chi cerca una lettura non superficiale scritta in modo simpatico e divertente. Alcune note su Éric Chevillard Éric Chevillard è nato nel 1964 a La Roche-sur-Yon e, come recita non senza ironia il suo sito, “ieri il suo biografo è morto di noia”. Si tratta indubbiamente di uno dei massimi scrittori francesi contemporanei, che ha saputo suscitare il vivo interesse di critica e pubblico, anche all’estero. Ideatore del fortunatissimo blog letterario, L’Autofictif, ha nel corso degli anni ottenuto diversi e prestigiosi premi, come il PRIX FÉNÉON, Il PRIX WEPLER, il PRIX ROGER-CAILLOIS, il PRIX VIRILO e il PRIX VIALATTE per l’insieme della sua opera. Molti dei suoi capolavori sono tradotti, in inglese, spagnolo, tedesco, russo, croato, romeno, svedese e cinese. Nel 2013, la traduzione di un suo romanzo, Préhistoire (1994; Prehistoric Times), si è aggiudicata il Best Translated Book Award – premio statunitense assegnato dalla rivista “Open Letters” e dall’università di Rochester. Ha scritto oltre venti opere – volendo menzionare solo i romanzi – pubblicate dalla leggendaria casa editrice francese Les Éditions de Minuit, diventata grande con Samuel Beckett e il Nouveau Roman. Sul riccio è il primo testo in assoluto pubblicato da Prehistorica Editore, ed è a oggi il terzo romanzo dell’autore edito in Italia: tutti sono stati tradotti da Gianmaria Finardi. TAG: #narrativa_straniera, #narrativa_moderna_contemporaea, #gianmaria_finardi, #éric_chevillard, #voto_quattro_mezzo

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RECENSIONE: Tutti nella famiglia hanno ucciso qualcuno (Benjamin Stevenson)

RECENSIONE: Tutti nella famiglia hanno ucciso qualcuno (Benjamin Stevenson)

Autore: Benjamin Stevenson Traduttore: Elena Cantoni Editore: Feltrinelli, 2022 Pagine: 384 Genere: Narrativa straniera, Gialli Prezzo: € 19.00 (cartaceo), € 11.99 (ebook) Acquista: Libro, Ebook Trama A Ernie Cunningham le riunioni di famiglia non sono mai piaciute. Di sicuro c'entra il fatto che tre anni prima ha visto suo fratello Michael sparare a un uomo e lo ha denunciato, un oltraggio che non gli è ancora stato perdonato. Perché i Cunningham non sono una famiglia come le altre. C'è solo una cosa che li unisce: hanno tutti ucciso qualcuno. Ora hanno deciso di ritrovarsi per un'occasione speciale: trascorreranno un fine settimana in un resort di montagna per festeggiare l'uscita di prigione di Michael. Ma i Cunningham non sono tipi da stare in pantofole davanti al caminetto. Il giorno dell'arrivo di Michael, viene trovato il cadavere di un uomo. Ha le vie respiratorie ostruite dalla cenere, come se fosse morto in un incendio, ma non ha ustioni sul corpo. Mentre una bufera si abbatte sul resort isolandolo e la polizia brancola nel buio, spetterà a Ern capire se il colpevole è uno dei suoi familiari, prima che vengano uccisi tutti. Recensione La famiglia Cunningham è sicuramente molto particolare. Molti di loro hanno un segreto o un passato burrascoso e quello che è più singolare è il fatto che direttamente o indirettamente hanno causato la morte di qualcuno. Ernie di professione fa lo scrittore, per la precisione si dedica ai manuali su come scrivere un giallo seguendo le note regole sull’affidabilità, la coerenza, la correttezza formale. Quando la zia Katherine lo convoca per una riunione di famiglia in montagna, prevede un noioso fine settimana in mezzo alla neve e all’ostracismo dei parenti. Nessuno infatti gli perdona di aver fatto arrestare il fratello testimoniando contro di lui in un processo per omicidio. Quando, però, arriva in albergo si trova di fronte a una catena di omicidi che lo portano a rischiare la propria vita per risolvere il mistero. Questo romanzo è una vera sorpresa. Tutto il testo è un susseguirsi di colpi di scena e di eventi inaspettati. Il narratore, che parla in prima persona, è anche il principale testimone dei fatti raccontati e centellina le informazioni per cercare di nascondere al lettore il nome del colpevole che, come tradizione vuole, verrà svelato solo nelle ultime pagine. L'intera trama è un gioco, una sostanziale parodia di gialli e thriller nella quale l’autore sfrutta tutti i classici spunti: luogo isolato e difficile da raggiungere, tempesta di neve, morti misteriose, famiglia dai componenti a dir poco insoliti. I personaggi descritti sono solo quelli utili alla narrazione, delle altre presenze nell’albergo non sappiamo nulla e spariscono dileguandosi in massa al primo omicidio senza interferire in alcun modo nelle indagini. L'attenzione è concentrata sui Cunningham, sulla proprietaria dell’hotel, sul poliziotto sopraggiunto a investigare e pochi altri che si rivelano indispensabili per la soluzione del mistero. La veste del detective la indossa Ernie; è lui a narrare, a cercare prove e indizi, a interrogare, a ricostruire fatti e antefatti rendendoli noti anche al lettore poco per volta, quando lo ritiene opportuno, per non scoprire tutte le carte. La storia della famiglia e le oscure vicende che l’hanno segnata sono la chiave di volta, tenendo sempre presente che, come in ogni giallo che si rispetti, non tutti sono ciò che sembrano. Chi siano tutti gli altri familiari e in quali strani affari siano coinvolti viene rivelato da Ernie nei capitoli a loro riservati: il fratello, la sorellastra, la ex moglie, il padre, la madre, ecc. In realtà, a ben guardare, le informazioni sono disseminate qua e là trasversalmente e, solo leggendo con attenzione, si riesce a seguire l’intricata trama fabbricata con cura dall’autore e raccontata con dosata parsimonia dal personaggio letterario. Un romanzo a tutti coloro che cercano una lettura originale, ma classica nel genere, intelligente e avvincente nella trama. Alcune note su Benjamin Stevenson Benjamin Stevenson è uno stand-up comedian e autore australiano. Insieme al fratello gemello forma il duo comico The Stevenson Experience, amatissimo e incoronato come il duo più divertente in Australia. Si è esibito più volte su abc, Channel 10 e The Comedy Channel. Accanto alla carriera di comico, Benjamin ha deciso di portare avanti anche quella di scrittore. I suoi romanzi sono in corso di traduzione in tutto il mondo. Nel 2022 Feltrinelli pubblica Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno. TAG: #narrativa_straniera, #gialli, #elena_cantoni, #benjamin_stevenson, #voto_quattro_mezzo

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