RECENSIONE: Flashlight. Una torcia nella notte (Susan Choi)
- Dalla carta allo schermo

- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min


Autore: Susan Choi
Traduttore: Stefano Bortolussi
Editore: Mondadori, 2026
Pagine: 540
Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea
Prezzo: € 24.00 (cartaceo), € 14.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.mondadori.it/libri/flashlight-una-torcia-nella-notte-susan-choi/
Trama
È una notte d'estate. Louisa ha dieci anni e sta camminando sulla spiaggia ormai buia assieme al padre. L'uomo ha con sé una torcia elettrica e non sa nuotare. Qualche ora dopo, Louisa viene ritrovata a riva, restituita dalla marea, in fin di vita. Del padre nessuna traccia. La bambina è l'unica figlia di due genitori che hanno reciso ogni legame con il passato. Suo padre, Serk, coreano nato e cresciuto in Giappone, ha perso i contatti con i propri cari quando questi, sedotti dalle promesse della Pyongyang del dopoguerra, hanno scelto di trasferirsi in Corea del Nord. Sua madre, Anne, americana, ha rotto con la famiglia d'origine dopo il più scontato degli "errori di gioventù". E poi c'è Tobias, il figlio che Anne ha avuto da ragazza e dato in adozione, ricomparso all'improvviso. Attraverso capitoli che danno voce, a turno, ai diversi protagonisti, questo romanzo affascinante e sorprendente ripercorre le onde lunghe del trauma che ha travolto una famiglia, ritornando in maniera ossessiva a quella notte in riva al mare. Cosa è successo davvero a Serk? Perché poco prima di scomparire aveva portato Louisa e sua madre proprio lì, in Giappone? E come possiamo amare, o dare un senso alle nostre vite, quando così tante verità rimangono nascoste?
Recensione
La luce di una torcia ha una funzione precisa: non elimina il buio, ma ne attraversa una piccola parte, rivelando dettagli che altrimenti rimarrebbero nascosti. È un'immagine che descrive perfettamente il cuore del nuovo romanzo di Susan Choi, un'opera intensa e stratificata che utilizza una vicenda familiare apparentemente circoscritta per esplorare temi universali come la memoria, l'identità, l'appartenenza e il peso delle assenze.
Fin dalle prime pagine il lettore viene immerso in un evento destinato a segnare irrimediabilmente la vita dei protagonisti. Durante una notte d'estate, la giovane Louisa viene ritrovata ferita sulla spiaggia, mentre suo padre Serk è scomparso senza lasciare alcuna traccia. L'accaduto genera un vuoto che non riguarda soltanto la perdita di una persona, ma anche l'impossibilità di ottenere risposte certe. Da quel momento il romanzo si sviluppa come una lunga e affascinante ricerca della verità, nella quale ogni scoperta apre nuove domande invece di chiudere definitivamente i conti con il passato.
La grande qualità della scrittura di Susan Choi consiste nel non trasformare la scomparsa di Serk in un semplice enigma narrativo. Il mistero rappresenta infatti soltanto il punto di partenza di una riflessione molto più ampia sui rapporti familiari e sulle tracce che gli eventi lasciano nelle generazioni successive. Attraverso una struttura narrativa articolata e ricca di cambi di prospettiva, l'autrice ricostruisce gradualmente le vite dei suoi personaggi, mostrando come ogni individuo sia il risultato di ricordi, omissioni, desideri e ferite spesso difficili da decifrare.
Louisa emerge come una figura particolarmente interessante proprio perché cresce all'interno di questa assenza. La sua esistenza viene inevitabilmente plasmata da ciò che non conosce, da quel vuoto che continua a esercitare una forza costante sul presente. Il lettore segue il suo percorso con partecipazione, osservando come il bisogno di comprendere il passato diventi anche un modo per comprendere se stessa.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è il modo in cui l'autrice intreccia la dimensione privata con quella storica. Serk porta con sé una complessa eredità culturale e familiare, legata alle vicende della diaspora coreana e alle conseguenze che gli eventi del Novecento hanno avuto su molte famiglie asiatiche. Tuttavia, Choi affronta questi temi con estrema naturalezza, evitando qualsiasi tono didascalico. La storia collettiva non soffoca mai quella personale, ma la arricchisce, offrendo ulteriore profondità ai personaggi e alle loro scelte.
La memoria rappresenta il vero filo conduttore dell'intera opera. Nessuno dei protagonisti possiede una visione completa degli eventi e nessun ricordo appare totalmente affidabile. Nel corso della lettura emerge con forza l'idea che la verità sia spesso composta da frammenti, prospettive differenti e interpretazioni soggettive. Questa consapevolezza conferisce al romanzo una notevole maturità narrativa e invita il lettore a interrogarsi sul modo in cui costruisce la propria storia personale.
Anche dal punto di vista stilistico il libro colpisce per equilibrio ed eleganza. Susan Choi scrive con precisione, evitando facili effetti emotivi e lasciando che siano i personaggi, attraverso i loro gesti e i loro silenzi, a comunicare il dolore, la nostalgia e il bisogno di appartenenza. La sua è una prosa che richiede attenzione, ma che sa regalare pagine di grande intensità emotiva senza mai risultare artificiosa.
La struttura narrativa, ampia e articolata, potrebbe richiedere un certo impegno da parte del lettore, ma rappresenta uno dei maggiori punti di forza del romanzo. I diversi piani temporali e le molteplici prospettive contribuiscono infatti a costruire un quadro ricco e sfaccettato, nel quale ogni tassello trova progressivamente il proprio posto. È una lettura che invita a rallentare e ad assaporare la complessità dei rapporti umani, senza inseguire esclusivamente la soluzione del mistero iniziale.
Al termine della lettura rimane la sensazione di aver attraversato una storia profondamente umana, capace di raccontare come le assenze possano influenzare una vita quanto e forse più delle presenze. La forza di questo romanzo non risiede tanto nelle risposte che offre, quanto nelle domande che lascia aperte, nelle zone d'ombra che continuano a esistere anche dopo l'ultima pagina. Proprio come il fascio di una torcia nella notte, la narrazione illumina alcuni aspetti dell'esistenza lasciandone altri nell'oscurità, ricordandoci che comprendere completamente il passato è spesso impossibile, ma che il tentativo di farlo resta una necessità profondamente umana.
Questo romanzo è particolarmente indicato per gli amanti della narrativa letteraria contemporanea, delle saghe familiari ricche di sfumature psicologiche e delle storie che intrecciano vicende personali e grandi temi storici. È una lettura ideale per chi apprezza libri che invitano alla riflessione e che continuano a risuonare nella mente anche dopo essere stati conclusi.
Alcune note su Susan Choi
Susan Choi vive a Brooklyn, New York, e tiene seminari di scrittura alla Johns Hopkins University. È autrice di cinque romanzi, tra cui Esercizi di fiducia (2021), vincitore del National Book Award per la narrativa. È stata premiata con l’Asian-American Literary Award per la narrativa, con il PEN/W.G. Sebald Award, il Lambda Literary Award e il Sunday Times Audible Short Story Award.



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