RECENSIONE: All'orizzonte (Benjamin Myers)




Autore: Benjamin Myers

Traduttore: Simona Garavelli

Editore: Bollati Boringhieri, 2021

Pagine: 240

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 16.50 (cartaceo), € 9.99 (ebook)

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Trama

Inghilterra, 1946. Nell'estate successiva alla conclusione della Seconda guerra mondiale, Robert, sedici anni, decide di trascorrere un periodo in piena libertà a contatto con la natura, prima di cominciare il lavoro in miniera cui è destinato. Dopo qualche giorno di cammino, diretto al mare, si imbatte nel cottage di Dulcie, una donna già avanti con gli anni, eccentrica, colta, burbera, accogliente. In cambio di lavori al capanno nel suo giardino - un capanno usato in passato da una misteriosa artista - Dulcie gli offre ospitalità. Quell'inattesa generosità segna l'inizio di un'amicizia improbabile ma saldissima, che cambierà il futuro già tracciato di entrambi. Al giovane Robert, le conversazioni con Dulcie apriranno un nuovo mondo, fatto di scambi sul cibo, sulla natura, sui viaggi e sull'importanza delle parole, soprattutto scritte. Presto, Robert si avvicina, come ci confida, «a essere me stesso e non la persona che fino ad allora avevo interpretato», mentre Dulcie prova a venire a patti con il suo passato, riscoprendo nuove ragioni di vita. Con "All'orizzonte" Benjamin Myers ci parla del potere della natura per la costruzione della personalità, della forza dell'amicizia indipendentemente dall'età anagrafica, dell'importanza della letteratura, e dunque della lettura, per l'interpretazione del mondo.


Recensione

Questo libro è un romanzo semplice, di quelli che si leggono in un fiato, lineare nello svolgimento e prevedibile negli intenti.


Un piccolo libro, se vogliamo, esile nella trama, adatto a tutti, ai giovani e ai meno giovani, categorie ben rappresentate dai due protagonisti della vicenda e dalla delicata storia di amicizia che li lega.


Eppure, l'autore è capace di trasformare queste duecento trentotto pagine in un’esperienza emozionante, che racconta e suggerisce riflessioni importanti, che obbliga il lettore a indagare la propria anima alla ricerca di risposte sui temi decisivi dell’esistenza.


Questo romanzo è innanzitutto una storia di amicizia tra un giovane uomo, alla ricerca di se stesso e del senso della propria vita, e un’anziana donna, colta, arguta e anticonformista, che ha perso lo sguardo sul futuro e la speranza. Fra i due s’instaura un rapporto simbiotico che si trasforma in un reciproco scambio fra vasi comunicanti: la donna introduce il giovane Robert ai piaceri della tavola e della lettura e apre il suo limitato sguardo sulla bellezza del mondo, il ragazzo restituisce a Dulcie quell’entusiasmo e quell’allegria che un passato doloroso le ha tolto.


Se è vero che i due protagonisti del racconto mancano di approfondimento psicologico e si fanno esclusivamente strumenti nella mano del narratore necessari a incarnare due universi, apparentemente confliggenti, che entrano in contatto fra loro, è altrettanto vero che lo scrittore riesce ad avvincere il lettore con dialoghi intelligenti e salaci, che sono il vero punto di forza di un romanzo che ha tante cose da dire e le dice bene, in modo asciutto e senza retorica.


Dalla storia emerge che il tempo passa inesorabile, e che, se lo lasciamo fare, ci porta via tutto; che dobbiamo avere il coraggio di uscire dalle gabbie, talvolta dorate, delle nostre esistenze, e liberarci dalle catene delle abitudini, di tetri lavori impiegatizi, di destini già scritti; che la bellezza della vita risiede soprattutto nella lettura e nella poesia, in cui possiamo trovare tutte le risposte di cui abbiamo bisogno; che una bella mangiata vale tutto l’oro del mondo e che se non siamo più capaci di osservare e amare la natura, probabilmente non siamo nemmeno più in grado di amare e rispettare il nostro prossimo.


Concetti semplici, certo, ma mai banali e troppo spesso dimenticati, espressi attraverso una scrittura caratterizzata da momenti di lirismo e pervasa da quella sincerità che è in grado di conquistare il lettore fino all’ultima pagina.


Un libro che consiglio a tutti coloro che sono alla ricerca della bellezza delle piccole cose.


 

Alcune note su Benjamin Myers

Benjamin Myers è nato a Durham, nel Regno Unito, nel 1976. È autore di All’orizzonte (Bollati Boringhieri 2021), suo esordio italiano, e di numerosi altri romanzi tra cui The Gallows Pole, vincitore del Walter Scott Prize, il più importante premio mondiale per la narrativa storica. I suoi articoli su musica, arte e natura sono apparsi su «New Statesman», «The Guardian», «The Spectator», «Le Monde», «New Scientist», «The Morning Star», «Vice», «Melody Maker», «Bizarre», «Alternative Press». Myers ha ricevuto il sostegno della Royal Society of Literature e dell’Arts Council England.


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