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RECENSIONE: Buchi neri e salti temporali. L'eredità di Einstein (Kip Thorne)




Autore: Kip Thorne

Traduttore: David Santoro

Editore: Castelvecchi, 2025

Pagine: 672

Genere: Saggi, Fisica

Prezzo: € 35.00

Acquista: Libro



Trama

Nel 1915 Einstein completò le leggi della relatività generale, segnando una svolta nella concezione dello spazio e del tempo. Si apriva così la nuova frontiera degli studi sul misterioso fenomeno astronomico dei buchi neri. In questo volume, Kip Thorne racconta le scoperte e le false piste della ricerca sull’argomento, da Einstein a Hawking, esamina le conseguenze della teoria dello spazio curvo e le possibilità offerte dalla fisica dei quanti, fino a prendere in esame l’ipotesi dei wormholes, ovvero le scorciatoie che permetterebbero di viaggiare da un punto all’altro dell’universo più velocemente della luce. Combinando principi fisici comprovati a geniali intuizioni, Buchi neri e salti temporali dimostra la sorprendente capacità della mente umana di sondare – tra sbalzi, vicoli ciechi e sforzi di comprensione – le complessità dell’universo e di rivelare l’intima semplicità, l’eleganza e la meravigliosa bellezza delle leggi fondamentali che lo governano.


Recensione

Buchi neri e salti temporali è un libro che si colloca a metà strada tra la divulgazione scientifica di alto livello e il racconto della costruzione di una delle teorie più affascinanti del pensiero umano. Kip Thorne, fisico teorico tra i massimi esperti mondiali di relatività generale, non si limita a spiegare cosa siano i buchi neri o se il viaggio nel tempo sia possibile, ma conduce il lettore dentro il processo stesso con cui la fisica ha imparato a porsi, e a riformulare, queste domande.


Il punto di partenza del libro è la relatività generale di Einstein, presentata non come un monumento teorico immobile, ma come una struttura concettuale ricca di conseguenze sorprendenti. Thorne ripercorre le prime reazioni della comunità scientifica di fronte a una teoria che ridefiniva radicalmente la gravità, non più come una forza, ma come una curvatura dello spazio-tempo. È all’interno di questo nuovo quadro che emergono soluzioni matematiche inizialmente considerate bizzarre o irrealistiche, come quelle che descrivono i buchi neri.


Una parte significativa del volume è dedicata proprio a chiarire come l’idea di buco nero si sia evoluta nel tempo. Lo scienziato racconta il passaggio da semplici oggetti teorici a entità fisiche dotate di proprietà precise, massa, rotazione, carica, e introduce il lettore a concetti chiave come l’orizzonte degli eventi e la singolarità, spiegando con attenzione quali aspetti siano oggi descritti con buona precisione e quali rimangano ancora ai margini della conoscenza scientifica.


Accanto ai buchi neri, l’altro grande tema del libro è il tempo. Thorne esplora le implicazioni temporali della relatività, soffermandosi sulla dilatazione del tempo e sul fatto che il tempo non scorra allo stesso modo per tutti gli osservatori. Da qui il discorso si estende alle soluzioni della relatività generale che, almeno in linea teorica, permetterebbero forme di viaggio nel tempo, i cosiddetti “salti temporali”. Wormhole, curve temporali chiuse e geometrie spazio-temporali non convenzionali vengono analizzati con grande rigore, sempre distinguendo tra ciò che le equazioni consentono e ciò che la fisica reale sembra vietare.


Particolarmente interessante è l’attenzione riservata ai limiti e ai paradossi del viaggio nel tempo. Il fisico utilizza questi scenari estremi non per indulgere nella fantascienza, ma per mostrare come le leggi della fisica pongano vincoli stringenti alla causalità. I paradossi temporali diventano così uno strumento concettuale per interrogarsi sulla struttura profonda dell’Universo e sulla possibilità che esistano meccanismi naturali in grado di preservare la coerenza del tempo.


Il libro si distingue anche per la sua dimensione storica e umana. Accanto alle spiegazioni teoriche, esso racconta il lavoro di generazioni di fisici, le controversie, i ripensamenti e i progressi graduali che hanno portato alle attuali conoscenze su buchi neri e spazio-tempo. Ne emerge un’immagine della scienza come impresa collettiva, in continua evoluzione, lontana dall’idea di verità definitive e immutabili.


Dal punto di vista stilistico, il volume richiede attenzione e curiosità, ma non una preparazione specialistica. L'autore guida il lettore attraverso concetti complessi senza semplificarli eccessivamente, chiarendo quando è necessario accettare un certo livello di astrazione. È una lettura che stimola la riflessione più che offrire risposte immediate, e che invita a confrontarsi con i limiti stessi della comprensione umana.


Questo libro è consigliato ai lettori interessati alla divulgazione scientifica di qualità, a chi ama comprendere la scienza non solo nei suoi risultati, ma anche nel suo percorso storico e concettuale. È particolarmente adatto a chi è incuriosito dai grandi temi della fisica moderna, buchi neri, relatività, natura del tempo, e non teme testi densi, che richiedono attenzione e partecipazione attiva. Meno indicato per chi cerca una lettura leggera o fortemente narrativa, è invece ideale per chi desidera approfondire, con rigore e chiarezza, alcune delle domande più profonde sull’Universo.



Alcune note su Kip Thorne

Kip Thorne è professore di Fisica teorica al California Institute of Technology, è uno dei maggiori esperti di relatività generale e ha compiuto studi sui buchi neri, le stelle di neutroni, le onde gravitazionali e i gravitoni. È conosciuto soprattutto per le teorie riguardanti la possibilità di viaggiare nel tempo grazie a cunicoli temporali e macchine del tempo, per la «congettura del cerchio» sulla singolarità dei buchi neri e per gli studi sulla loro entropia. Nel 1984 ha fondato il progetto ligo per la ricerca delle onde gravitazionali. È anche un fautore delle teorie sull’esistenza della materia esotica antigravitazionale, elemento che potrebbe permettere l’apertura di cunicoli nello spaziotempo. Presso il grande pubblico è diventato celebre per la sua consulenza scientifica al film Interstellar. Nel 2017 è stato insignito del Premio Nobel per la Fisica insieme a Barry C. Barish e Rainer Weiss.


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