RECENSIONE: Dove ghiaccio attende (Mattero Bertone)



Voto: 4.5/5

Autore: Matteo Bertone

Editore: Altrevoci Edizioni, 2021

Pagine: 256

Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 15.90 (cartaceo), € 5.99 (ebook)

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Trama

Dopo otto anni di convivenza, Guido e Giorgia decidono di sposarsi. Per festeggiare l'addio al celibato, Guido raggiunge un rifugio alle pendici di un ghiacciaio della Valle d'Aosta gestito dal suo amico André. Frustrato da una situazione lavorativa stagnante e assediato dalla preoccupazione per la salute del padre, trova pace solo camminando nei boschi, lungo le valli e verso le cime. Una passione maturata nel tempo, stimolata proprio da André che, a quarant'anni, ha cambiato vita e si è trasferito in montagna. Lassù ripensa alla sua vita, alla sua famiglia e alle sue scelte, anche grazie all'incontro con Haruki, misterioso turista giapponese, e Amanita, libera, selvatica e allegra giardiniera abruzzese, che viaggia da sola tra le montagne. L'amicizia con la ragazza, però, mette in discussione le poche certezze di Guido. In quei giorni lontano da tutto, scopre una dimensione nuova, fatta di fatica e meraviglia, di silenzio e condivisione, di storie che s'incontrano e si riconoscono. Al ritorno in città, rassegnato a ricominciare la sua vita di sempre, trova ad attenderlo una sorpresa: lo zio Pietro, sparito da molti anni per ragioni mai del tutto chiarite. "Dove ghiaccio attende" ci racconta quanto sia importante, nei momenti di difficoltà, cambiare prospettiva per trovare il giusto sentiero, per imparare, o ricominciare, a vivere. Perché anche al ghiaccio, così solido e compatto da sembrare eterno, difficile persino da scalfire, basta un aumento delle temperature per essere in pericolo, per far emergere la sua fragilità.


Recensione

Dopo otto anni di convivenza, Guido e Giorgia decidono di sposarsi. Per festeggiare l’addio al celibato, l'uomo raggiunge il rifugio Deffeyes in Valle d’Aosta gestito dal suo amico André. Frustrato da una situazione lavorativa stagnante e assediato dalla preoccupazione per la salute del padre, trova pace solo camminando nei boschi, lungo le valli e verso le cime. Una passione maturata nel tempo, stimolata proprio da André che ha cambiato vita e si è trasferito in montagna. Lassù ripensa alla sua vita, alla sua famiglia e alle sue scelte, anche grazie all’incontro con Haruki, misterioso turista giapponese, e Amanita, libera, selvatica e allegra giardiniera abruzzese, che viaggia da sola tra le montagne. In quei giorni lontano da tutto, Guido scopre una dimensione nuova, fatta di fatica e meraviglia, di silenzio e condivisione, di storie che s’incontrano e si riconoscono. Giorgia, invece, è tutta impegni e lavoro, agende da incrociare, corsi di yoga, palestra, cellulare perennemente in mano. Sicuramente si sente di più a proprio agio su un tacco che non con gli scarponcini da trekking. Giorgia decide di festeggiare l'addio al nubilato con le amiche.

Il romanzo è un alternarsi di presente e di passato, di ore passate in rifugio o a camminare nei dintorni e di ricordi che riportano Guido a casa, dove ha lasciato un padre allettato e molto malato e una fidanzata, quasi moglie, un po' sfuggente.

Guido, in montagna, si ritrova a vivere un presente in sospensione fatto di riti e orari che si vivono in rifugio. A 2500 metri, questa è l'altezza sul livello del mare del Rifugio Deffeys, si crea un microcosmo; si sperimenta un distacco totale dalla realtà che permette di rigenerarsi. Spesso scatta la magia, persone che non si sono mai viste sperimentano la condivisione, del tavolo a cena, del riposo nelle camerate comuni, del cammino nei trekking in cui si si riunisce. Tutto ciò accade al nostro protagonista che incontra sul suo cammino una coppia di danesi, un giapponese che ricorda la moglie morta e Amanita che fa tremare le certezze sentimentali dell'uomo.

Questo è un romanzo che scorre veloce grazie ad una scrittura pulita, nitida ed evocativa. Personalmente da valdostano ho apprezzato le minuziose e coinvolgenti descrizioni, ma per alcuni possono appesantire la lettura. Un romanzo ben costruito con una bella attenzione che si concentra però solamente sul personaggio maschile. Giorgia viene lasciata un po' in disparte. Una storia che è un atto di amore verso la montagna e il suo tempo sospeso.


Alcune note su Matteo Bertone

Matteo Bertone nasce a Vercelli nel 1975. Dal 2006 si occupa di comunicazione per una multinazionale farmaceutica. Da oltre vent’anni scrive romanzi e racconti, pubblicati su riviste e antologie letterarie. Nel 2011 è tra i finalisti al Premio Letterario Isola del Giglio. Nel 2014 esce Diurno Imperfetto per Nero Press Edizioni. Nel 2017 e nel 2018 è presente con due racconti sulla rivista letteraria Carie. Nel 2018 è finalista del concorso “Lo sguardo dell’Aquila”, sezione Scrittori di Montagna. A novembre 2018 esce il romanzo Le impure per Nero Press Edizioni. È presente sul primo numero della rivista letteraria Crack con il racconto di montagna Sotto il ghiacciaio. Nel 2018 il racconto di viaggio La storia di quindici camminanti viene pubblicato sul sito del festival Il richiamo della foresta.


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