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RECENSIONE: Troppo risplendere (Andrea De Spirt)




Autore: Andrea De Spirt

Editore: Il Saggiatore, 2026

Pagine: 160

Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo:  € 16.00 (cartaceo), € 5.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

Il protagonista di questo romanzo scopre con una lettera inattesa che H, la donna che ha amato e da cui si è separato anni prima, si è ammalata, cadendo in uno stato di incoscienza da cui sembra impossibile destarla. È soprattutto con lei, riflette, che le cose non sono andate come dovevano, e ora è troppo tardi per riscrivere l’itinerario della loro storia, per «aggiustare i piani di Dio con le parole», per trovare uno spiraglio che restituisca H alla veglia della realtà. Sarà l’incontro con il regista-alpinista Johann Ull, personaggio a metà strada fra Werner Herzog e René Daumal, a offrirgli una possibile, improbabile via d’uscita: se riuscirà a trovare il Guaritore, gli spiega Ull, H si sveglierà. Ma chi è il Guaritore? E dove si nasconde? Per il protagonista questa speranza segnerà l’inizio di un viaggio ai confini del razionale, attraverso boschi e montagne, fiumi silenziosi e capanne isolate; un viaggio che lo condurrà sulla soglia della follia, fino forse a oltrepassare l’umano.


Recensione

Troppo risplendere di Andrea De Spirt è un romanzo breve ma intenso che intreccia narrazione, riflessione esistenziale e una dimensione quasi visionaria. La storia prende avvio da un evento improvviso: il protagonista riceve una lettera inattesa che lo informa che H, la donna che ha amato in passato e dalla quale si è separato anni prima, è caduta in uno stato di incoscienza. Questa notizia riapre una ferita mai davvero rimarginata e riporta alla luce una sensazione persistente: che tra loro le cose non siano andate come dovevano andare.


Da questo momento nasce un movimento che è insieme emotivo e narrativo. Il protagonista si ritrova a confrontarsi con il proprio passato e con la possibilità, forse illusoria, di rimediare a ciò che il tempo sembra aver reso definitivo. Durante questo percorso incontra Johann Ull, regista e alpinista, che gli parla dell’esistenza di un misterioso Guaritore che potrebbe essere in grado di far risvegliare H. L’idea appare fragile e quasi improbabile, ma è sufficiente ad accendere una speranza che il protagonista non riesce a ignorare.


La ricerca di questo Guaritore diventa il motore della storia. Il viaggio conduce il protagonista attraverso paesaggi naturali e luoghi isolati come boschi, montagne, fiumi e capanne, creando un’atmosfera sospesa in cui il confine tra realtà e dimensione simbolica sembra assottigliarsi. In questo scenario, la ricerca assume progressivamente un significato che va oltre l’obiettivo iniziale: non si tratta soltanto di trovare qualcuno che possa salvare H, ma anche di attraversare il proprio passato e confrontarsi con ciò che è stato perduto.


Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è proprio il modo in cui De Spirt utilizza questa vicenda per riflettere su temi universali come la memoria, il rimpianto e la difficoltà di accettare che alcune scelte non possano essere modificate. Il protagonista è spinto da una domanda implicita: esiste davvero una possibilità di cambiare il corso delle cose, oppure la ricerca stessa è solo un modo per dare un senso alla perdita?


La scrittura dell’autore è essenziale ma evocativa. L'autore costruisce una narrazione che non si limita a raccontare gli eventi, ma lavora molto sulle atmosfere e sulle immagini, creando momenti che sfiorano una dimensione quasi onirica. Il racconto procede attraverso incontri, paesaggi e riflessioni interiori che ampliano il significato del viaggio del protagonista. Questo stile contribuisce a rendere il romanzo più vicino a un percorso di esplorazione interiore che a una semplice storia di ricerca.


All’interno della vicenda emerge con forza anche il tema dell’amore e della memoria. L’amore per H, pur appartenendo al passato, continua a esercitare un’influenza potente sul presente del protagonista. La memoria diventa così un luogo di confronto costante con ciò che è stato e con ciò che non è stato possibile salvare.


Il risultato è un romanzo breve ma ricco di suggestioni, che lascia volutamente aperti molti interrogativi. Troppo risplendere non offre risposte definitive, ma invita il lettore a interrogarsi sul valore della ricerca, sulla difficoltà di accettare il passato e sulla possibilità di continuare a cercare una luce anche quando sembra troppo tardi.


Questo libro è consigliato a chi ama i romanzi brevi ma profondi, in cui la dimensione narrativa si intreccia con la riflessione filosofica. È una lettura adatta ai lettori che apprezzano storie introspettive, atmosfere sospese e viaggi che sono allo stesso tempo fisici e interiori. Può piacere in particolare a chi cerca romanzi che affrontano temi come la memoria, il rimpianto e il peso delle scelte senza offrire soluzioni semplici.



Alcune note su Andrea De Spirt

Andrea De Spirt è nato a Venezia nel 1989 ed è uno scrittore italiano. Il Saggiatore ha pubblicato nel 2022 il suo romanzo d’esordio Ogni creatura è un’isola, vincitore del premio Bagutta Opera Prima.


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