RECENSIONE: Fila dritto, gira in tondo (Emmanuel Venet)

Aggiornato il: apr 18



Voto: 5/5

Autore: Emmanuel Venet

Editore: Prehistorica Editore, 2021

Pagine: 177

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 15.00

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Trama

Affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo, l'uomo che qui si confessa ama la trasparenza, il gioco dello Scarabeo, la logica, gli incidenti aerei e Sophie Sylvestre, una compagna di liceo mai più rivista da trent'anni a questa parte. Fiero nemico del compromesso con cui di norma va a braccetto la socialità, soffre, ai funerali della nonna, nell'ascoltare l'officiante esagerare, quanto alle virtù della defunta. Parallelamente, sogna di vivere con Sophie Sylvestre un amore senza ombre né ipocrisie, e di scrivere un Trattato di criminologia domestica. Fortunatamente, ama anche la solitudine.


Recensione

Lettori, posizionate questo libro in cima alla vostra pila da leggere, librerie, posizionatelo sul vicino all'ingresso in modo che tutti possano beneficiare di questo piccolo capolavoro pungente, incisivo, vivace, intelligente e divertente.

Alla maniera dei filosofi del XVIII secolo che denunciavano il ridicolo della loro società attraverso gli occhi falsamente ingenui di qualche ingenuo o straniero, Emmanuel Venet denuncia la società attuale in cui le relazioni umane sono fondate sull'ipocrisia e sull'indifferenza.

In questo romanzo, colui che dà uno sguardo giusto e diretto alla società è il narratore. Ha quarantacinque anni e soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo che gli impedisce da un lato di prosperare nella società, ma anche di nascondere i suoi sentimenti, di recitare un ruolo, un ruolo sociale. Il protagonista è incapace di cedere all'arbitrio delle convenzioni sociali e risulta franco e onesto. I suoi gusti vanno dallo scarabeo alla ricerca sull'origine dei disastri aerei e sogna il vero amore con Sophie Sylvestre, una vecchia compagna di liceo alla quale rimane fedele per tutta la vita.

Mentre assiste al funerale della nonna, scopre con stupore e disgusto che le parole dell'officiante reclutato da sua zia Solange alla pastorale diocesana sono solo un immenso tessuto di spudorate menzogne.

No, sua nonna Marguerite non era una moglie fedele, una madre devota, una donna generosa e aperta. Ha tradito il marito per anni, lo ha lasciato sprofondare irreparabilmente nell'alcol, considerava i disabili come parassiti e gli omosessuali come malati. Le uniche informazioni esatte si riducono ai dati di stato civile.

Ogni membro della famiglia (zia Solange, zia Lorraine e gli altri) viene duramente criticato e le maschere della commedia sociale che a tutti piace interpretare cadono una ad una rivelando individui abietti, scortesi, di insensata stupidità totalmente formattati da una società marcia. L'unica a sfuggire alla banalità, alla moda e al gioco sociale viene considerato pazzo e malato. Non è forse il più sano di tutti?

Ovviamente queste falsità che sentiamo il giorno del funerale sono decuplicati quando è la società che se ne impossessa e si esprime attraverso i media rivelando così una società in cui tutti indossano delle maschere.

Un libro davvero esilarante e avvincente, che ci mostra uno specchio in cui non siamo molto belli da vedere, noi sani di mente.



Alcune note su Emmanuel Venet

Emmanuel Venet è nato nel 1959 a Lione, dove esercita la doppia figura di scrittore e psichiatra. Dando prova di una straordinaria varietà di ispirazione che gli consente di spaziare dal saggio al poema, per arrivare al romanzo. Pubblica opere letterarie dettate da una profonda riflessione sull’interiorità, in particolare sulle implicazioni psichiche e psicopatologiche della creatività. Ama insomma il pizzico della leggera follia e il tocco della vera Letteratura. In Francia, è pubblicato dalle eleganti edizioni Verdier, Gallimard, Lattès e La Fosse aux ours. Ha ottenuto prestigiosi premi letterari, come il Prix de la Parlotte, il Prix Rhônes-Alpes e il Prix du Style. Fila dritto, gira in tondo è la prima opera pubblicata in Italia.


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