RECENSIONE: Il digiunatore (Enzo Fileno Carabba)




Autore: Enzo Fileno Carabba

Editore: Ponte alle Grazie, 2022

Pagine: 256

Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 16.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook)

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Trama

Nato a metà Ottocento a Cesenatico Ponente, terra di mangiatori, Giovanni Succi si impone sulla scena del mondo come il più grande digiunatore di tutti i tempi. C’è qualcosa in lui di invulnerabile, che non si arrende neanche all’evidenza. Qualcosa che ha imparato ancora bambino dalle carovane dei circhi, quando scendevano dal Paradiso Terrestre verso la pianura romagnola. Alla saggezza errante dei saltimbanchi, Giovanni deve la sua gioia e la sua salvezza, l’urgenza di diventare quello che è: uno spirito sensibile, un leone indomabile, un profeta immortale. Guidato dall’utopia del socialismo e dal battito del suo cuore, veleggia libero come un elisir attraverso deserti e savane, cespugli e radure, nuvole e gabbie, e mette il suo digiuno al servizio dell’umanità. Coltivando in sé la sorgente di una speranza illimitata – riflessa in donne dai nomi armoniosi quali Ginevra, Gigliola, Guerranda –, segue il suo respiro per il mondo, dal Canale di Suez al manicomio della Lungara, dalle strade del Cairo e di Milano alle corsie della Salpêtrière. Incontra donne-belve e grandi esploratori, Sigmund Freud e Buffalo Bill, mentre l’Occidente sfocia nella modernità e perde per sempre l’innocenza.


Recensione

Questo libro è tanto assurdo quanto interessante. La cosa più sconcertante però è che Giovanni Succi, il protagonista di questo volume, è realmente esistito e l’autore si è documentato a partire da diari, testimonianze e bibliografia su questo imprevedibile personaggio, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento. La nota finale però avverte il lettore che l'autore si è concesso qualche episodio inventato, ma l'escursione nel romanzesco non è niente rispetto all'esistenza mirabolante di questo personaggio non convenzionale.


Nato a Cesenatico nel 1850 da una famiglia benestante, Giovanni Succi pensa fin da subito di volersi distinguere facendo qualcosa di mai visto. Non sa ancora cosa, perché tutto lo attira e non c'è sfida con cui Giovanni non si cimenti. Se vede un saltimbanco, ecco che prova a imitarlo e a superarlo, anche se questo comporta sacrifici, fatica e una certa sofferenza. Ecco perché il protagonista se ne va in giro per il mondo, in cerca di una propria identità. Obiettivo? Diventare straordinario. Tra i suoi lunghi viaggi in Africa, tentando un'impresa commerciale qua e incappando in un disastro economico là, una brutta febbre malarica rischia di porre fine alla sua vita. È uno stregone a curarlo, consegnandogli un elisir dai poteri straordinari e impartendogli un digiuno lungo e tuttavia necessario.


Questo non sarà che il primo di una lunga serie di digiuni, che faranno la vera e propria fortuna di Giovanni Succi, che mette in piedi lo spettacolo per l'Italia, prima, ma poi per molti altri paesi, che lo ospitano e lo pagano per non mangiare. Va anche detto che è anche la cornice del suo personaggio ad attirare gli sguardi su di sé e l'attenzione dei giornali. Affabulatore stravagante, in grado di parlare un misto di lingue diverse o di farsi capire solo con gli sguardi, Succi sperimenta più volte il successo, offrendo il suo spettacolo per chiunque.


Con la sua eccentricità, Succi viene internato più volte in manicomio, una realtà a cui riesce ad adattarsi e a trovare persone con cui legarsi e da aiutare. E ogni volta sarà dimesso, perché sano, per quanto dica di sentire le voci della nonna e dello stregone che gli suggeriscono spesso cosa fare. Insomma, non c'è esperienza che spaventi Succi o che lo faccia sentire meno indistruttibile di come si professa. D'altra parte, lui è in grado di compiere lunghi digiuni e di sollevare subito dopo una persona su una sedia, o di ingerire veleno, senza restare offeso. Il passo da sbruffone a leggenda è breve, perché sono le storie che lui stesso racconta o che costruisce attorno a sé a fargli meritare una ancor maggiore attenzione da parte dei media dell'epoca e da parte di scienziati e medici.


L'iter di digiuno-successo-manicomio sembra passare più volte nella sua vita, ma non cambia nulla. Le sfide della sua vita si susseguono senza mai dargli pace, né d'altra parte lui sembra esserne provato, ed è così che incontra grandi personaggi come Verdi, Charcot, Buffalo Bill, Salgari, Kafka,... Il suo attraversare la storia è tutt'altro che silenzioso e composto.


La vita di Giovanni Succi è un affronto alla linearità e la sua vita è talmente sopra le righe che sembra falsa e costruito a tavolino, ma diverse fonti ne certificano l’autenticità.


L'autore ha scritto questo libro puntando su paragrafi brevi ed incisivi che raccontano vari episodi della vita del protagonista, mettendone in risalto la megalomania e allo stesso tempo l'infantile stupore nello scoprire e provare cose nuove.


Lo stile di scrittura è coinvolgente e lineare, Carabba tocca temi molto delicati quali il digiuno, la religiosità, la salute mentale messa in discussione per scelte non popolari.


Un libro che consiglio a tutti coloro che vogliono scoprire una storia vera di un personaggio bizzarro che permette però di riflettere su cosa siamo disposti a rinunciare, nella attuale società, per ritrovare noi stessi.

 

Alcune note su Enzo Fileno Carabba

Enzo Fileno Carabba è nato a Firenze nel 1966 è autore di romanzi e racconti fantastici e noir. Tra i suoi libri ricordiamo Jakob Pesciolini (Einaudi, 1992), con il quale vinse il premio Calvino, e Con un poco di zucchero (Mondadori, 2011). È inoltre autore di libretti d’opera, di sceneggiature radiofoniche e di romanzi per ragazzi. Feltrinelli ha pubblicato Attila. L’incontro dei mondi (2012).


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