RECENSIONE: Il mago M. (René Barjavel)

Aggiornato il: mar 21



Voto: 4/5

Autore: René Barjavel

Editore: L'orma, 2019

Pagine: 405

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 20.00 (copertina), € 9.99 (ebook)

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Trama

Ci sono storie che una civiltà non smette mai di raccontarsi. Saghe e miti che paiono nati assieme al desiderio stesso di narrare. A questo serbatoio dell'umana fantasia appartiene di certo la «materia di Bretagna», il ciclo di avventure che racchiude le imprese di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Prendendo avvio dalla figura del grande mago Merlino, René Barjavel raccoglie il testimone di questa tradizione secolare per trasportarci in un mondo di strabiliante inventiva. L'ingenuo Parsifal, il bel Lancillotto, il portentoso Galvano, il gigantesco Galeotto e altri prodi eroi errano alla ricerca del sacro Graal, mentre tra paesaggi incantati e castelli misteriosi si compie l'eterno sortilegio dell'amore, e ardono irresistibili le passioni della regina Ginevra, della magnifica Viviana, della potente Morgana e delle altre affascinanti dame di Camelot. Il piacere puro della lettura pervade le pagine di questo romanzo dove trame meravigliose si intrecciano con la grazia di un merletto per creare un universo immaginifico sospeso tra sogno e realtà.


Recensione

Tutti conosciamo la storia di re Artù e di mago Merlino. Questo romanzo ce la ripresenta, rivisitata in chiave più moderna, raccontandocela dal punto di vista di Merlino. I grandi cavalieri del passato partono alla ricerca del Graal, vivendo svariate e fantastiche avventure, incontrando creature di tutte le forme, i colori e le dimensioni. Intorno a loro si svolge la grande lotta tra bene, rappresentato da Merlino, e male, rappresentato dal Diavolo, nonché suo padre. Proprio all'inizio del romanzo veniamo a conoscenza della nascita di Merlino e della sua crescita, sempre cercando di scappare dalle grinfie di suo padre e cercando di vivere nella grazia di Dio. Finché troverà Artù e si accompagnerà a lui per renderlo il re migliore della Bretagna e trovare così il cavaliere migliore, quello che potrà avere accesso al Graal. 

Incontriamo nel percorso tutti i grandi cavalieri con cui siamo cresciuti, tra i quali spiccano Galvano, Lancillotto e Parsifal, protagonisti a mio parere delle migliori avventure. 

Non mancano le figure femminili importanti, Viviana, l'amata di Merlino, la regina Ginevra e la cattiva Morgana. 

Sono tutti ben presentati, ben caratterizzati e ben descritti, i luoghi fantastici e le loro descrizioni sono dettagliate, ma non pesanti, dando vita a una scrittura fluida e accattivante. 

Rivisitazione che mi ha sorpreso non poco per il ritmo serrato con il quale ci presenta le storie dei vari personaggi. Questo autore ha uno stile di scrittura poetico, con un intreccio che non fa staccare gli occhi dal libro.

Per riassumere, in questo romanzo c’è un perfetto connubio tra i personaggi descritti nel Ciclo Bretone e la potenza narrativa del romanzo moderno: i personaggi mantengono i tratti caratteristici delle leggende ma hanno uno spettro più ampio di personalità, pensieri e emozioni. In particolare, l’aspetto più innovativo del libro è proprio la scrittura dell’autore; un linguaggio semplice ma non banale che oscilla tra l’epica e l’umorismo. René Barjavel attinge a piene mani alle leggende senza però stravolgerle ma le consegna in una nuova veste ai lettori che possono avvicinarsi a questi racconti e contribuire alla diffusione delle storie di Artù e dei suoi cavalieri.



Alcune note su René Barjavel

Padre della fantascienza francese moderna, scrittore, giornalista e sceneggiatore di numerosi film, in particolare quelli della saga di Don Camillo, con i suoi romanzi sul viaggio nel tempo, la fine del mondo e i pericoli della tecnologia ha conquistato milioni di lettori diventando oggetto di un culto intergenerazionale. Nelle classifiche dei migliori libri di fantascienza della Storia compaiono regolarmente i suoi Sfacelo e La notte dei tempi.

Allergico alle ghettizzazioni letterarie, sosteneva che la fantascienza non fosse un genere, bensì «una nuova letteratura che comprende tutti i generi, e soprattutto l’epica, terminata con il Ciclo Bretone. E` sempre con l’epopea che comincia una letteratura».

Coerente con questo assunto, decise quindi di tornare alle origini attingendo direttamente alla fonte di una delle più fertili narrazioni di ogni tempo, e dedicò gli ultimi anni della sua vita alla stesura de Il mago M., definito da The Arthurian Handbook «uno dei migliori adattamenti moderni della leggenda arturiana».


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