RECENSIONE: Le ragazze dell'atelier (Lucía Chacón)
- Dalla carta allo schermo

- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 4 min


Autore: Lucía Chacón
Traduttore: Sara Meddi
Editore: Piemme, 2026
Pagine: 400
Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea
Prezzo: € 21.00 (cartaceo), € 12.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.edizpiemme.it/libri/le-ragazze-dellatelier/
Trama
Madrid, 1991. Sette donne molto diverse tra loro si incontrano in una piccola accademia di cucito. Ognuna ha un motivo diverso per imparare a cucire e tra stoffe, cartamodelli e spilli, entreranno in contatto con parti di sé che credevano dimenticate, scoprendo il potere terapeutico dell'amicizia e imbastendo il racconto dei loro amori, dei loro dolori e dei segreti più reconditi. Julia ha sempre sognato di condividere con altre donne l'amore per il cucito. Amelia, appena rimasta vedova, vissuta all'ombra del marito, decide di aiutarla e di liberarsi dai vincoli imposti dalla società. Sara cerca una pausa da una vita monotona che l'ha allontanata dai suoi sogni. Catherine, arrivata in Spagna negli anni Sessanta, è la voce della saggezza. Margarita, messicana e moglie di un diplomatico, si sente spesso un'estranea. Marta, la più giovane e vivace, frequenta l'accademia incoraggiata dalla nonna. Laura, madre e professionista, vuole dimostrare di essere perfetta in ogni ruolo, ma sta rinunciando a sé... Le loro voci si intrecciano in una storia in grado di mostrarci che, nel cucito come nella vita, si sbaglia e si impara sempre, punto dopo punto, passo dopo passo.
Recensione
Le ragazze dell’atelier di Lucía Chacón è un romanzo corale ambientato nella Madrid del 1991 che mette al centro le storie di un gruppo di donne che si incontrano quasi per caso in un piccolo atelier di cucito. Quello che inizialmente sembra essere semplicemente un corso per imparare una tecnica artigianale diventa presto qualcosa di molto più significativo: uno spazio di incontro, di condivisione e di crescita personale.
Il romanzo prende avvio proprio da questo contesto quotidiano e apparentemente semplice. Nell’atelier si ritrovano sette donne molto diverse tra loro, ognuna con la propria storia e con motivazioni differenti per partecipare al corso. Alcune sono alla ricerca di un nuovo interesse, altre hanno bisogno di un momento tutto per sé, altre ancora stanno attraversando una fase di cambiamento nella propria vita. Il laboratorio di cucito diventa così il punto di partenza di un percorso che coinvolge tutte le protagoniste.
Con il passare del tempo, le lezioni e gli incontri nell’atelier creano un clima di confidenza e complicità. Tra stoffe, aghi e cartamodelli, le donne iniziano a conoscersi meglio e a raccontarsi. Piccoli gesti quotidiani, conversazioni spontanee e momenti di condivisione permettono alle protagoniste di aprirsi gradualmente, creando un legame che va oltre la semplice frequentazione del corso.
Il cuore del romanzo è proprio questo intreccio di vite. Lucía Chacón costruisce una narrazione corale in cui le diverse esperienze delle protagoniste si affiancano e si riflettono l’una nell’altra. Attraverso il loro rapporto, il libro esplora temi come il bisogno di sentirsi ascoltati, l’importanza del sostegno reciproco e la possibilità di cambiare direzione nella propria vita anche quando sembra difficile farlo.
Il cucito, oltre a essere l’attività che riunisce le protagoniste, assume anche un valore simbolico. L’atto di cucire, correggere, unire e ricominciare diventa una metafora delle loro esistenze: proprio come un tessuto può essere trasformato punto dopo punto, anche le vite delle protagoniste possono essere rielaborate e ricostruite attraverso nuove relazioni e nuove consapevolezze.
Lo stile dell’autrice è semplice e scorrevole, adatto a una narrazione che privilegia le relazioni umane e i percorsi interiori dei personaggi. Il ritmo della storia è piuttosto pacato e lascia spazio alle dinamiche tra le protagoniste, mostrando come da un incontro casuale possa nascere una rete di amicizie e solidarietà.
L’ambientazione nella Madrid dei primi anni Novanta contribuisce a dare alla storia un contesto realistico, ma il vero centro della narrazione resta l’atelier stesso: uno spazio raccolto, quasi intimo, in cui le protagoniste possono ritagliarsi un momento lontano dalle pressioni della vita quotidiana.
Nel complesso, si tratta di un romanzo che racconta con delicatezza il valore delle relazioni e la forza delle piccole comunità. Senza ricorrere a grandi colpi di scena, il libro si concentra sull’evoluzione dei rapporti tra le protagoniste e sul modo in cui l’incontro con gli altri può aprire nuove prospettive.
Un libro consigliato a chi ama i romanzi corali, le storie incentrate sui rapporti umani e le narrazioni che raccontano amicizie femminili e percorsi di crescita personale. È particolarmente adatto ai lettori che apprezzano storie intime, quotidiane e riflessive, in cui i cambiamenti avvengono attraverso le relazioni tra i personaggi.
Alcune note su Lucía Chacón
Lucía Chacón è nata ad Almuñécar, Granada, nel 1969 e ha studiato Traduzione presso l'Università di Granada. Nel 1991 si è trasferita a Madrid, dove ha lavorato come documentarista. Nel 2012 ha deciso di trasformare una delle sue passioni nel proprio mestiere e ha lanciato il suo canale YouTube sul quale condivide tutorial di cucito, con una comunità di oltre 1.500.000 follower. Il suo primo romanzo, Le ragazze dell'atelier, ha conquistato decina di migliaia di lettrici e l'ha consacrata come una delle voci più interessanti del panorama narrativo spagnolo contemporaneo.
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