RECENSIONE: Il mistero della pittrice ribelle (Chiara Montani)



Voto: 4.5/5

Autore: Chiara Montani

Editore: Garzanti, 2021

Pagine: 336

Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 16.80 (cartaceo), € 9.99 (ebook)

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Trama

Firenze 1458. Lavinia, ferma davanti alla tela, immagina come mescolare i vari pigmenti: il rosso cinabro, l’azzurro, l’arancio. Ma sa che le è proibito. Perché una donna non può dipingere, può solo coltivare di nascosto il sogno dell’arte. Fino al giorno in cui nella bottega dello zio arriva Piero della Francesca, uno dei più talentuosi pittori dell’epoca. Lavinia si incanta mentre osserva la sua abile mano lavorare all’ultimo dipinto, La flagellazione di Cristo. L’artista che ha di fronte è tutto quello che lei vorrebbe diventare. E anche l’uomo sembra accorgersene nonostante il contegno taciturno e schivo. Giorno dopo giorno, Lavinia capisce che la visita di Piero nasconde qualcosa. Del resto sulle sponde dell’Arno sono anni incerti: il papa è malato e sono già cominciate le oscure trame per eleggere il suo successore. E Piero sa più di quello che vuole ammettere. Il sospetto di Lavinia acquista concretezza quando lo zio viene ingiustamente accusato dell’uccisione di un uomo e Piero decide di indagare. Ma Lavinia questa volta non vuole restare in disparte. Grazie alla vicinanza dell’artista, che fa di tutto per proteggerla, per la prima volta comincia a guardare il mondo con i propri occhi. Perché lei e Piero sono entrati in un quadro in cui ogni pennellata è tinta di rosso sangue e ogni dettaglio è un mistero che arriva da molto lontano. Perché la pittura è un’arte magnifica, ma può celare segreti pericolosi. Chiara Montani trascina il lettore per le vie della Firenze rinascimentale e tra le opere di Piero della Francesca, un artista che ha fatto la storia della pittura. Lo immerge nella vita di una giovane donna che vede le sue ambizioni soffocate dalle leggi non scritte del tempo. Lo cattura in un vorticoso susseguirsi di eventi in cui le ragioni dell’arte si intrecciano con quelle della politica e della religione. Un esordio che rimbomba come un tuono.


Recensione

Questo thriller storico ambientato nel mondo dell’arte nella Firenze del Rinascimento è il romanzo d'esordio di Chiara Montani.

Una mattina del 1458, Piero della Francesca riceve una missiva da parte del suo amico fraterno Domenico da Venezia in cui lo implora di raggiungerlo quanto prima a Firenze in quanto la vita di entrambi è in pericolo.

Piero della Francesca lascia una Roma e si dirige verso la Firenze di Cosimo de’ Medici.

Una volta arrivato nella bottega dell’amico Domenico, il pittore scopre con sorpresa che non è stato lui a inviargli la lettera che l’ha fatto precipitare a Firenze. Eppure la grafia è indiscutibilmente quella di Domenico. Qualcuno lo voleva far tornare in quella città? Perché? Prima ancora di aver potuto formulare qualche ipotesi, la vita di Domenico viene sconvolta da un omicidio. Il banchiere Felice Peruzzi viene trovato morto in una stanza del suo palazzo, riverso sul pavimento, completamente nudo. In quello stesso palazzo Domenico e il suo apprendista Francesco stavano lavorando ad un affresco. E sarà proprio sui due uomini che cadranno i maggiori sospetti.

S’imbatte nel cadavere di Peruzzi anche la giovane Lavinia, nipote di Domenico, che disperata e sconvolta corre a casa per comunicare all’ospite dello zio gli ultimi avvenimenti. Saputo che l’amico è stato condotto in carcere, Piero decide subito d’indagare per capire cosa stia succedendo. Lavinia tuttavia non vuole più ricoprire con abnegazione il suo ruolo di donna costretta alla marginalità. Per lei è già difficile sapere che quell’amore per l’arte che sente così vivo dentro di lei non potrà che restare un sogno. A lei è infatti precluso quell’universo fatto di colori, tele e pigmenti, quell’universo da cui si sente attratta da una forza invisibile ma potentissima. Ma ora non è più disposta a restare nell’ombra. Suo zio è stato accusato di omicidio e qualcosa le suggerisce che l’arrivo di Piero non sia stata una coincidenza. I due uomini le nascondono qualcosa del loro passato: qualcosa che sta tornando in superficie.

L'autrice ci regala un romanzo capace di farci rivivere le atmosfere della Firenze medicea dandoci anche la possibilità di essere guidati da uno sguardo femminile. Lo stile narrativo è molto curato dal punto di vista storico e artistico e risulta scorrevole.

Un buon romanzo per chi vuole perdersi tra i vicoli della Firenze medicea in compagnia di Piero della Francesca e l'aiutante Lavinia per indagare su una sconvolgente verità.



Alcune note su Chiara Montani

Architetto di formazione, ha lavorato nel campo del design, della grafica e dell’arte, esplorando varie tecniche e materiali, e partecipando a esposizioni in Italia e all’estero. Specializzata in arteterapia, conduce da anni atelier sulle potenzialità terapeutiche del processo creativo. Tra le sue pubblicazioni Il mistero della pittrice ribelle (Garzanti 2021).


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