RECENSIONE: Il tornello dei dileggi (Salvatore Massimo Fazio)




Autore: Salvatore Massimo Fazio

Editore: Arkadia, 2021

Pagine: 106

Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 14.00

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Trama

Scritto con la mano di un nichilista ravveduto, "Il tornello dei dileggi" è un romanzo che diverte e commuove, costellato di situazioni esilaranti che si incrociano con il vissuto reale di ogni persona e che sfociano negli interrogativi di base dell'esistenza. La vicenda si dipana in diverse città - Milano, Catania, Torino - e impegna un nugolo di personaggi i quali, sfiniti dai continui capovolgimenti di fronte, si troveranno alla fine a chiedersi chi in realtà siano. In un modo nuovo e originale di raccontare, Fazio muove i destini dei propri protagonisti calandoli nella società, nella politica, nelle realtà più crude e, a volte, divertenti. Una carrellata di figure e figuri che ci descrivono alla perfezione i tempi moderni.


Recensione

L'autore, filosofo, scrittore e pittore esordisce con il suo primo romanzo. Dopo anni di saggistica, pubblica una sperimentazione narrativa celebrata da un umorismo filosofico sul grande palcoscenico della vita.


Tra calcio, politica e amore, da Catania a Torino, da Roma a Madrid si snoda la storia di Paolo, un uomo serio e deciso, determinato e coraggioso; Adriana straniera nella propria città; Giovanna che si sta allontanando dal girovago Paolo e il saggio Andrea. Tutti personaggi che dominano una prosa innovativa, a tratti labirintica e visionaria ma affascinante.


La dure realtà si dipana davanti a situazioni tragicomiche. La visione di Fazio poggia su un piano performativo esplicitato dalla sovrapposizioni di immagini che spesso confondono in un alternarsi della sintassi ora articolata ora semplice ed efficace. Lo sguardo dell’autore indaga, canzonandosi nei meandri della coscienza dimostrandone di fatto la sua incomprensibilità.


Si parte da una idea surreale dove tutti possono dare spazio alle proprie opinioni, conversazioni e polemiche tra austera serietà e goliardica ironia, e che dà il titolo al breve romanzo che sferza sull’uso e l’abuso dei media che spadroneggiano dando fiato a chiunque.


Nasce così un’opera cadenzata da un ritmo onirico che diventa quasi palpabile, ma dove il lettore rischia di perdersi tra un frammento e l’altro, scivolando da un registro stilistico all’altro, da una potenziale riflessione filosofica ad una stupidaggine.


Questo romanzo è una penetrante sintesi della realtà, un’immagine vivida delle atmosfere, delle melodie che si incastrano con precisione nelle vicissitudini dei protagonisti fino ad uno stravolgimento da lasciare smarriti e fortemente emozionati.


Consiglio questo romanzo a chi cerca una lettura divertente, ma allo stesso tempo profonda e non convenzionale.


 

Alcune note su Salvatore Massimo Fazio

Salvatore Massimo Fazio è nato a Catania nel 1974. Scrittore, filosofo, giornalista, agitatore culturale e pittore, collabora con il quotidiano nazionale “La Sicilia”, il web magazine “SicilyMag” e il mensile catanese “Paesi Etnei Oggi”. Nel 2014 ha fondato il blog “Letto, riletto, recensito!”. Dopo la prima laurea (2002), pubblica nel 2005 I dialoghi di Liotrela. L’albero di Farafi o della sofferenza, con il poeta e scrittore Giovanni Sollima. Nel 2007 consegue la seconda laurea, con una tesi che afferma la potenza della pedagogia contro l’inflazione della psicologia. Nel 2009 vince il primo premio del concorso nazionale “Segni d’amore” e pubblica il pamphlet Villa regnante. Nel 2011 esce il libro che lo ha reso noto al grande pubblico, Insonnie. Filosofiche, poetiche, aforistiche. Nel 2016 firma il saggio Regressione suicida. Nel 2019 è presente nell’antologia Catanesi per sempre e, nel 2020, in Siciliani per sempre. Ha vissuto a fasi alterne tra Catania, Roma, Eastbourne, Bodø, Torino e Biella. Presidente del comitato scientifico al Festival internazionale del libro e della cultura di Catania “Etnabook”, curato da Cirino Cristaldi, nel 2021 ha presieduto la giuria del primo contest regionale “Sicilia Dime Novels”, indetto da Francesca Calì.


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