• Dalla carta allo schermo

RECENSIONE: Le cinque donne (Hallie Rubenhold)

Aggiornato il: feb 18



Voto: 4/5

Autore: Hallie Rubenhold

Editore: Neri Pozza, 2020

Pagine: 432

Genere: Narrativa straniera, Gialli

Prezzo: € 18.05 (copertina), € 9.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

Londra, 1887: l'anno, recitano i libri di storia inglese, del Giubileo d'Oro, dei festeggiamenti per il cinquantenario dell'ascesa al trono della regina Vittoria. L'anno, però, anche di una storia di cui pochissimi sono a conoscenza, e che i più preferiscono dimenticare: la storia di una senzatetto, Mary Ann Nichols, detta Polly, che bivaccava come tanti a Trafalgar Square. A differenza della monarca, la sua identità sarebbe presto caduta nell'oblio, anche se il mondo avrebbe ricordato con grande curiosità il nome del suo assassino: Jack lo Squartatore. Polly fu la prima delle cinque vittime «canoniche» di Jack lo Squartatore, o di quelle la cui morte avvenne nel quartiere di Whitechapel nell'East End. Al suo omicidio seguì il ritrovamento dei cadaveri di Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly. La brutalità degli omicidi di Whitechapel sconvolse Londra, soprattutto perché l'assassino riuscì a darsi alla macchia senza lasciare indizi circa la sua identità. Mentre il cosiddetto «autunno del terrore» volgeva al termine, Whitechapel si riempì di sedicenti giornalisti intenti a cavalcare l'onda. I giornali andarono a ruba e, in mancanza di informazioni certe da parte delle autorità, le pagine furono sommerse di infiorettature, invenzioni e voci infondate, come quella secondo cui i pensionati di Whitechapel fossero «bordelli di fatto, se non di nome», e quasi tutte le donne che vi risiedevano, con pochissime eccezioni, fossero delle prostitute. Per centotrenta anni le vittime di Jack lo Squartatore e le loro vite sono dunque rimaste invischiate in una rete di supposizioni, pettegolezzi e ipotesi inconsistenti, cosicché oggi, le storie di Polly, Annie, Elizabeth, Kate e Mary Jane portano ancora impressi il marchio e la forma che i valori vittoriani hanno dato loro: maschili, autoritari e borghesi. Valori elaborati in un'epoca in cui le donne non avevano né voce, né diritti. Ma chi erano queste donne, e come hanno vissuto prima che la loro esistenza venisse barbaramente spezzata dalla mano di un feroce assassino? Attraverso un imponente lavoro di documentazione e una scrittura che lo rende appassionante come un romanzo, "Le cinque donne" riesce pienamente nel suo obiettivo di dare un volto alle donne che per troppi anni sono rimaste oscurate da un mito, restituendo loro ciò che tanto brutalmente hanno perduto insieme alla vita: la dignità.


Recensione

Polly, Annie, Elizabeth, Kate e Mary Jane. Cinque donne ordinarie che hanno poco in comune e che non saremmo certo qui a ricordare se non fosse che hanno avuto tutte a che fare con lo stesso uomo: Jack lo Squartatore, assassino ancora ignoto attivo a Londra nel 1800.

Questo romanzo non racconta del suo modus operandi o dei luoghi in cui colpiva o le armi che utilizzava. Questo testo affronta la vita di cinque donne che per molti sono solo prostitute ammazzate a sangue freddo. Nessuno però immagina che all'epoca, qualsiasi donna cambiasse per strada dopo il tramonto, era da definirsi prostituta. Qualcuna lo era davvero, ma non tutte. Solamente che nella società del tempo le donne erano considerate esseri inferiori rispetto all'uomo.

Compito della donna era trovarsi un uomo, sposarsi, servirlo e compiacerlo, dargli figli.

Leggendo le pagine percorriamo le strade di queste donne e che cosa le abbia portate, per un incrocio di coincidenze, a morire da sole in un vicolo. Spesso si parla di queste cinque donne senza neanche nominarle, perché essere prostituta voleva dire avere la probabilità di svegliarsi con un coltello in pancia. Forse se queste donne fossero state più benestanti, ai tempi si sarebbe indagato maggiormente e il caso non veniva archiviato con leggerezza.

È successo tutto nell'800 eppure in alcuni paesi il tutto è ancora cosi famigliare.

Ho letto queste pagine con trasporto, ma anche con rabbia.

Il modo più giusto per riconsegnare dignità a Polly, Annie, Elizabeth, Kate e Mary Jane è ricordarle e questo libro lo fa ottimamente ed è anche per questo che ne consiglio la lettura.



Alcune note su Hallie Rubenhold

Hallie Rubenhold è nata a Los Angele nel 1971, è una scrittrice e una storica. Le cinque donne ha vinto il Premio Baillie Gifford per la non-fiction.


TAG: #narrativa_straniera, #gialli, #hallie_rubenholf, #voto_quattro

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©2020 di Dalla carta allo schermo.

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