RECENSIONE: Le cose umane (Karine Tuil)



Voto: 5/5

Autore: Karine Tuil

Editore: La nave di Teseo, 2021

Pagine: 352

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 19.00 (cartaceo), 9.99 (ebook)

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Trama

I Farel sono una coppia di potere. Jean, rispettato giornalista, presenta da oltre trent'anni un famoso programma politico alla televisione; Claire è un'intellettuale nota per il suo impegno femminista. Il figlio, Alexandre, frequenta una prestigiosa università americana. Tutto sembra funzionare alla perfezione per loro. Ma un'accusa di stupro sconvolgerà questa impeccabile costruzione sociale. Il sesso e la volontà di distruzione sono il cuore di questo romanzo che mette a nudo le dinamiche impietose della macchina giudiziaria e indaga il mondo contemporaneo, i suoi impulsi, le voglie e le paure. Chi è davvero sicuro di non finire un giorno preso in un simile ingranaggio?


Recensione

Parto subito affermando che si tratta di un romanzo costruito magistralmente.

I primi quattro capitoli sono splendide presentazioni dei quattro personaggi principali: prima Claire, brillante saggista femminista; poi Jean suo ex compagno, giornalista politico di punta della televisione; Adam Wizman, il suo nuovo compagno e infine Alexandre, figlio di Claire e Jean, un promettente studente di Stanford. Questi capitoli sono una vera chicca per il loro modo di caratterizzare in modo incisivo e preciso la psicologia dei personaggi.

In seguito si aspetta la vera esplosione. O meglio diffrazione, titolo della prima parte del libro. Vale a dire il fenomeno fisica che si manifesta quando un'onda incontra un ostacolo o una fenditura. È come se l'onda si "rompesse" e si ricomponesse, sparpagliandosi, al di là dell'ostacolo o della fenditura. Il lettore si scontra con la natura dello shock che consente tale fenomeno. Karine Tuil lo annuncia fin dalla prima riga, quasi come una profezia: "La deflagrazione estrema, la combustione definitiva era il sesso, nient'altro. Fine della mistificazione". Il ritmo si fa trascinate e le pagine girano con frenesia.

Resta da vedere come ognuno sarà diffratto e vedrà la sua vita stravolta dallo shock che lo colpisce direttamente o indirettamente.

L'autrice mescola con notevole acutezza temi terribilmente contemporanei: la questione del consenso, lo stupro e gli sfoghi mediatici. Il tutto senza mai perdere di vista i personaggi e il loro futuro.

Un romanzo che strizza l'occhio a Balzac, finemente costruito che porta alla riflessione oltre la sua lettura. Indubbiamente si tratta di una opera di forte ampiezza che abbracci a complessità della società; la descrive, la decifra, la seziona e fa pensare. Tutto ciò senza mai cadere nella caricatura o nel cinismo.


Alcune note su Karine Tuil

Karine Tuil è una scrittrice francese, nata a Parigi nel 1972. Nel 2015 Frassinelli pubblica il suo romanzo L'invenzione della vita, finalista al premio Goncourt, e candidato al Prix des Libraires e al Prix Interallié. Questo romanzo ha avuto uno straordinario successo di pubblico, superando le centomila copie vendute solo in Francia, e di critica, affermandosi decisamente come una delle voci più interessanti della narrativa francese oggi. Karine Tuil si occupa anche di teatro e cinema e collabora con diverse riviste, tra cui «Le Monde 2» e «Livres Hebdo».


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