RECENSIONE: Quanto vale la conoscenza. Cinque lezioni per la conquista del futuro (Maria Chiara Carrozza)
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- 4 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min


Autore: Maria Chiara Carrozza
Editore: EGEA, 2026
Pagine: 168
Genere: Saggi, Scienze sociali
Prezzo: € 17.50 (cartaceo), € 14.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.egeaeditore.it/ita/prodotti/cultura-scientifica/quanto-vale-la-conoscenza.aspx
Trama
La conoscenza è uno dei valori essenziali del nostro tempo, eppure la sua importanza viene spesso data per scontata. In un’epoca segnata dall’intelligenza artificiale, dalle crisi globali e da trasformazioni scientifiche senza precedenti, questo libro invita a interrogarsi su che cosa significhi oggi investire nella ricerca e nel sapere. Con lo sguardo di chi ha attraversato la scienza come ricercatrice, dirigente e protagonista delle istituzioni, l’autrice intreccia esperienza personale e analisi sistemica, mettendo in relazione scienza, politica e società. Dalla fisica sperimentale alla biorobotica, dall’organizzazione dei sistemi di ricerca alla formazione delle nuove generazioni, queste pagine esplorano il valore plurale della conoscenza: culturale, economico, democratico, umano. Quanto vale davvero la conoscenza in un mondo che corre più veloce delle sue istituzioni? Il libro propone una riflessione sul futuro della ricerca come bene pubblico, sulla libertà accademica e sulla necessità di politiche lungimiranti capaci di attrarre talenti e costruire ecosistemi della conoscenza solidi e inclusivi. Al centro, una convinzione netta: senza una visione di lungo periodo e senza fiducia nella formazione, non può esserci sviluppo sostenibile né futuro condiviso. Un testo che parla all’Italia e all’Europa, ma soprattutto alle generazioni che verranno, chiamate a immaginare e costruire un nuovo patto tra conoscenza e società.
Recensione
Con questo saggio Maria Chiara Carrozza propone una riflessione ampia e stratificata sul ruolo del sapere nella società contemporanea, intrecciando la propria esperienza nel mondo della ricerca, dell’università e delle istituzioni con un’analisi lucida delle trasformazioni in atto. Il risultato è un libro che si colloca al crocevia tra divulgazione, riflessione politica e testimonianza personale, capace di affrontare un tema centrale del nostro tempo senza semplificazioni.
Il nucleo del volume è racchiuso nella domanda che gli dà il titolo: quale valore attribuiamo oggi alla conoscenza? La risposta dell’autrice si sviluppa lungo più direttrici, evitando ogni riduzione univoca. La conoscenza è certamente una leva economica, alla base dell’innovazione e della competitività, ma è anche, e soprattutto, un bene pubblico, essenziale per il funzionamento delle democrazie e per la costruzione di una cittadinanza consapevole. In questa prospettiva, Carrozza insiste sulla necessità di riconoscerne il valore culturale, sociale e umano, oltre che produttivo.
Uno degli elementi più significativi del testo è l’attenzione al sistema della ricerca. L’autrice ne mette in luce potenzialità e fragilità, soffermandosi in particolare sull’importanza della libertà accademica e dell’autonomia della scienza. Senza condizioni adeguate, (finanziamenti stabili, visione strategica, fiducia nelle istituzioni scientifiche), il sapere rischia di perdere la sua capacità di generare progresso. In questo senso, il libro rappresenta anche un richiamo alla responsabilità della politica, chiamata a creare contesti favorevoli allo sviluppo della conoscenza nel lungo periodo.
Carrozza dedica ampio spazio anche al tema delle politiche per la formazione e per i talenti, sottolineando come istruzione, università e ricerca debbano essere considerate infrastrutture fondamentali per il futuro di un Paese. La capacità di attrarre, formare e trattenere competenze emerge come una delle sfide decisive, soprattutto in un contesto globale sempre più competitivo.
Non manca una riflessione sulle trasformazioni tecnologiche in corso, con particolare attenzione all’impatto dell’innovazione e delle nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale. In questo scenario, la conoscenza assume un duplice ruolo: da un lato motore del cambiamento, dall’altro strumento indispensabile per comprenderlo e governarlo. Ne deriva l’esigenza di un dialogo continuo tra scienza, istituzioni e società, affinché le scelte tecnologiche siano accompagnate da consapevolezza e responsabilità.
Un ulteriore filo conduttore del libro è il legame tra conoscenza e qualità della democrazia. L’autrice evidenzia come una società informata, istruita e capace di pensiero critico sia una condizione imprescindibile per il buon funzionamento delle istituzioni democratiche. Al contrario, la svalutazione del sapere e la disattenzione verso la ricerca possono generare effetti profondi e duraturi, indebolendo il tessuto civile.
Lo stile è chiaro e accessibile, ma sostenuto da una solida competenza. Carrozza riesce a rendere comprensibili questioni complesse senza banalizzarle, mantenendo un equilibrio efficace tra rigore e divulgazione. Il tono è riflessivo, a tratti anche programmatico, ma sempre orientato a stimolare il dibattito.
Nel complesso, Quanto vale la conoscenza si configura come un invito a ripensare il posto del sapere nelle nostre società. Più che offrire risposte definitive, il libro solleva interrogativi cruciali: quanto siamo disposti a investire nella conoscenza? Quale ruolo vogliamo assegnarle nelle politiche pubbliche? E soprattutto, siamo consapevoli del fatto che il suo valore non si misura solo in termini economici, ma nella capacità di orientare il futuro?
Questo libro è particolarmente indicato per chi è interessato ai temi della ricerca, dell’istruzione e delle politiche pubbliche, ma anche per lettori curiosi che vogliono comprendere meglio il legame tra conoscenza, innovazione e società. È una lettura utile per studenti universitari, docenti, professionisti del settore scientifico e per chiunque voglia approfondire il ruolo del sapere nel mondo contemporaneo.
Alcune note su Maria Chiara Carrozza
Maria Chiara Carrozza, scienziata e docente di Bioingegneria e Biorobotica all’Università di Milano Bicocca, è stata Presidente del CNR, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca e, dal 2007 al 2013, Rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. I suoi interessi di ricerca sono nel campo della Neurorobotica e della Bioingegneria della riabilitazione. Attualmente svolge ricerca nel Dipartimento di Psicologia dell’Università Bicocca sugli aspetti cognitivi nella relazione uomo-robot, e sulle implicazioni dell’applicazione dell’intelligenza artificiale nella formazione dei bambini.

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