RECENSIONE: Non è colpa dell'algoritmo! Idee per usare bene la nostra libertà nell'era digitale (Antonio Palmieri)
- Dalla carta allo schermo

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- Tempo di lettura: 3 min


Autore: Antonio Palmieri
Editore: EGEA, 2026
Pagine: 136
Genere: Saggi, Scienze sociali
Prezzo: € 16.50 (cartaceo), € 14.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.egeaeditore.it/ita/prodotti/tecnologia-e-cultura-digitale/non-e--colpa-dell-algoritmo.aspx
Trama
Da anni ci raccontiamo di essere vittime della tecnologia: prigionieri degli algoritmi, manipolati dai social, sopraffatti da un’intelligenza artificiale che decide al posto nostro. È una narrazione diffusa, seducente e profondamente comoda. Ma rischia di diventare una scorciatoia che ci assolve e ci indebolisce. Questo libro propone un cambio di prospettiva: piattaforme digitali e intelligenza artificiale non sono soggetti autonomi, ma strumenti progettati da esseri umani e alimentati quotidianamente dalle nostre scelte. Se funzionano, è perché li usiamo. Se ci condizionano, è anche perché rinunciamo a governarli. Senza negare i rischi reali dell’ecosistema digitale – dalla sorveglianza alla polarizzazione, dalla dipendenza alla manipolazione – l’autore si concentra su ciò che spesso viene rimosso dal dibattito pubblico: la responsabilità personale. Al centro torna la persona, con la sua libertà concreta, imperfetta ma decisiva. Attraverso esempi, riflessioni e provocazioni che toccano la politica, la scuola, il lavoro e la vita quotidiana, il libro propone una postura controcorrente: abitare il digitale senza subirlo, usare la tecnologia senza farsi usare, allenare la libertà invece di delegarla. Perché la tecnologia non è un destino. E la partita, nel bene e nel male, la giochiamo noi.
Recensione
In un momento storico in cui il dibattito pubblico sembra oscillare tra entusiasmo acritico e timore nei confronti della tecnologia, questo libro si inserisce con una posizione chiara e controcorrente. Il punto di partenza è tanto semplice quanto provocatorio: attribuire agli algoritmi la responsabilità delle nostre scelte digitali rischia di essere una semplificazione che ci solleva, troppo facilmente, dalle nostre responsabilità.
Palmieri mette in discussione il cosiddetto determinismo tecnologico, ovvero l’idea che siano le piattaforme e i sistemi di intelligenza artificiale a guidare inevitabilmente i nostri comportamenti. Senza negare i rischi reali dell’ambiente digitale, dalla polarizzazione dei contenuti alla tendenza a creare bolle informative, l’autore sposta il focus su un elemento spesso trascurato nel discorso pubblico: la libertà individuale.
Il cuore del libro sta proprio qui. La tecnologia non è presentata come una forza autonoma e inarrestabile, ma come uno strumento che amplifica scelte, abitudini e comportamenti già esistenti. In questa prospettiva, l’utente non è una vittima passiva, ma un soggetto attivo, chiamato a esercitare consapevolezza e senso critico. È una posizione che può risultare scomoda, perché implica una responsabilità personale che non sempre siamo disposti ad assumerci.
Uno degli aspetti più interessanti del testo è l’invito ad “abitare” il digitale. Non si tratta di rifiutare la tecnologia, né di demonizzarla, ma di imparare a viverla in modo più intenzionale. Questo significa interrogarsi sulle proprie abitudini quotidiane: dal modo in cui scorriamo i social, alla facilità con cui condividiamo contenuti, fino alla qualità dell’informazione che scegliamo di consumare. Sono gesti apparentemente piccoli, ma che nel loro insieme contribuiscono a definire il nostro grado di libertà.
Lo stile è diretto e accessibile, con una struttura che rende il libro adatto anche a chi non ha competenze tecniche specifiche. Più che fornire soluzioni definitive, Palmieri costruisce un percorso di riflessione, ponendo domande che restano aperte e che accompagnano il lettore anche dopo la fine della lettura.
Naturalmente, questa impostazione potrebbe non convincere tutti. Chi cerca un’analisi più tecnica o una critica più radicale alle piattaforme digitali potrebbe trovare il taglio del libro meno incisivo sotto questo profilo. Tuttavia, proprio la scelta di riportare al centro la responsabilità individuale rappresenta il contributo più originale e distintivo del volume.
Questo libro è particolarmente indicato per chi vuole comprendere meglio il proprio rapporto con il digitale senza affrontare testi troppo tecnici. È una lettura utile per studenti, educatori, genitori e per chiunque senta il bisogno di fermarsi a riflettere sul proprio modo di vivere online. Meno adatto, invece, a chi cerca un’analisi approfondita degli aspetti tecnologici o economici degli algoritmi.
Alcune note su Antonio Palmieri
Antonio Palmieri ha lavorato in Poste italiane, in Radio Rai e nelle reti Mediaset. Dal 1993 si è occupato della comunicazione elettorale di Forza Italia, fino a diventarne responsabile nazionale. Deputato dal 2001 al 2022, in Parlamento ha seguito i temi della comunicazione e dell’innovazione digitale e sociale. Terminata l'esperienza politica, ha cofondato e dirige la Fondazione Pensiero Solido, la cui missione è capire e comunicare l'impatto delle tecnologie nelle nostre vite.



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