RECENSIONE: Süden. Il caso dell'oste scomparso (Friedrich Ani)

Aggiornamento: 11 giu




Autore: Friedrich Ani

Traduttore: Emilia Benghi

Editore: Emons Edizioni, 2015

Pagine: 320

Genere: Narrativa straniera, Gialli

Prezzo: € 13.50 (cartaceo), € 7.99 (ebook)

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Trama

Immedesimazione totale, forte empatia, lunghi silenzi capaci di far emergere la verità. E nessun cellulare. Questo è lo stile di Tabor Süden, questi i suoi strumenti. Sulla cinquantina, tenace e introverso, Süden è stato un bravo poliziotto diversi anni fa, specializzato nel ritrovamento di persone scomparse. Ora una misteriosa telefonata del padre che non vede da 35 anni, lo riporta a Monaco, sua città natale. Ma Süden torna anche per il lavoro che gli viene meglio: il segugio. Ingaggiato da una piccola agenzia privata, si ritrova su un caso particolarmente tosto, un uomo sparito da quattro anni e dato ormai per morto, l’oste di un locale bavarese gestito assieme alla moglie. La pista seguita porterà l’ex commissario a Sylt, l’isola più a nord della Germania, luogo di gran fascino intriso di brezza e salsedine, profumo di aringhe e donne, dove a Süden si rivelerà una profonda verità: nessuno è quello che appare, soprattutto agli occhi di chi ti sta più vicino.


Recensione

Tabor Süden è la creazione più celebre dell'autore tedesco Friedrich Ani, vincitore per tre volte del Deutscher Krimi Preis, premio dedicato alla letteratura gialla. Paragonato ad altri grandi detective della tradizione del genere, ha nel suo interesse per la psicologia dei personaggi, un grande riferimento a Maigret di Simenon. Questo romanzo è la prima delle avventure in cui Süden fa la sua comparsa come detective privato nell'agenzia di Edith Liebergesell. Esso si ritrova ad indagare sulla scomparsa di un oste che due anni prima se n'è andato abbandonando la moglie e l'attività e del quale nessuno ha mai saputo trovare nemmeno una traccia


L’investigatore, protagonista del romanzo, porta su di sé alcune delle caratteristiche tipiche dell'investigatore di genere. È dedito all'alcol che diventa il suo unico sostentamento; porta sulle spalle il peso della perdita del proprio partner di polizia; ha un'infanzia difficile con cui confrontarsi, segnata dalla morte della madre e dall'abbandono del padre; forte di queste esperienze non riesce a instaurare legami sentimentali fissi. L’autore però è abile nel prendere elementi al limite dello stereotipo e tirarne fuori una nuova creatura.


La perdita del compagno, Martin Heuer, non è avvenuta nel corso di una normale operazione di polizia: il partner, con il quale aveva diviso gli studi superiori, l'appartamento e le esperienze, si è suicidato. Süden, nonostante le sue grandi capacità di immedesimazione e di comprensione delle motivazioni umane, non è in quel caso riuscito a prevedere la tragedia e il senso di colpa lo corrode e lo porta a intrattenere lunghe conversazioni con il morto, quasi fosse diventato la sua coscienza.


Süden non si è mai speso per rintracciare il padre e, anzi, ci si può domandare se effettivamente, il protagonista, voglia veramente ritrovare il genitore.


Le sue relazioni, a parte quella storica con una sua collega, Sonja, finita più per stanchezza che per vere cause scatenanti, sono improntate o all'occasionalità oppure alla necessità di calarsi al meglio nella mentalità delle persone che sta cercando.


Leggere questo romanzo non offre un'esperienza adrenalinica. Non ci sono colpi di scena, progressivi indizi che portano di un passo più vicini alla meta, nessun inseguimento o violenza fisica. Gli indizi a volte portano fuori strada e si concludono in un niente. La violenza è solo la disperante solitudine di ogni personaggio, ciascuno così chiuso e autoreferenziale da non capire cosa avviene alle persone intorno a sé.


Una solitudine in cui tutti cercano qualcosa o qualcuno anche se nel loro profondo sanno già che il ritrovamento non porterà alcuna gioia o risoluzione. Süden sembra essere l'unico consapevole e non c'è da meravigliarsi dei suoi prolungati silenzi e degli sguardi incalzanti che riserva ai suoi testimoni: vorrebbe solo che anche loro capissero quanto lui ha già accettato e l'ha portato a una quieta e costante disperazione.


L’autore, con Süden, creato un romanzo giallo emozionante senza grandi spargimenti di sangue e azione violente, ma che sa descrivere molto bene la complessità delle persone.


 

Alcune note su Friedrich Ani

Friedrich Ani nasce nel 1959 in Baviera, a Kochel, e vive a Monaco. Pluripremiato giallista, vincitore per tre volte dell’autorevole Deutscher Krimi Preis, è autore di numerosi romanzi, libri per ragazzi, poesie, radiodrammi e sceneggiature.

Dello stesso autore, Emons ha pubblicato Süden (2015), Süden e la vita segreta (2016), M come Mia (2016), Il giorno senza nome (2017) e L'omicidio della felicità (2018).


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