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RECENSIONE: Storia di una fuga (Thomas Strässle)




Autore: Thomas Strässle

Traduttore: Marco Federici Solari

Editore: L'orma, 2026

Pagine: 160

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo:  € 18.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

Questa incredibile vicenda è realmente avvenuta. Nel 1965, nel cuore della Germania divisa, una studentessa dell’Est e un giovane svizzero si incontrano per caso. Si parlano, si cercano, si innamorano. Ma tra loro si erge un confine invalicabile: il Muro, i controlli, una rete di leggi e sospetti che regola ogni spostamento, ogni parola, ogni possibilità di futuro. Ha così inizio una lunga trattativa con la realtà. Lui attraversa più volte il confine, cerca aiuto, consulta avvocati, diplomatici, intermediari; lei vive sotto lo sguardo di uno Stato che esamina e punisce. Le vie legali si rivelano impraticabili o proibitive, mentre le alternative oscillano tra il rischio e l’impossibile: passaporti falsi, scambi di identità, contatti ambigui, ipotesi di fuga che si aprono e subito si richiudono. Finché, passo dopo passo, prende forma un piano tanto fragile quanto ingegnoso, capace di trasformare un amore clandestino in un atto di libertà. A raccontare questa storia è il figlio, Thomas Strässle, nato proprio da quell’azzardo. Con grande varietà di toni e registri, e una sorprendente leggerezza, Strässle ricostruisce l’avventura dei genitori, intrecciando dialoghi e documenti, memoria famigliare e tensione da spy story.


Recensione

Alcune vicende private riescono a raccontare un'intera epoca meglio di molti saggi storici. È ciò che accade in Storia di una fuga, il libro con cui Thomas Strässle riporta alla luce la straordinaria storia dei propri genitori, trasformando una vicenda familiare in una riflessione più ampia sulla libertà, sull'amore e sul peso che la Storia esercita sulle vite individuali.


La narrazione prende forma nella Germania degli anni Sessanta, quando l'Europa è ancora profondamente segnata dalla divisione tra Est e Ovest. Al centro del racconto troviamo una giovane donna della Germania Est e un ragazzo svizzero che si incontrano e si innamorano. Quello che potrebbe apparire come un normale percorso sentimentale si scontra però con la realtà della Repubblica Democratica Tedesca, un sistema che limita la libertà di movimento e rende quasi impossibile immaginare un futuro condiviso oltre i confini imposti dal regime. Da qui nasce il lungo e complesso percorso che dà il titolo al libro: una fuga che non è soltanto geografica, ma anche esistenziale, una ricerca ostinata di uno spazio in cui poter vivere liberamente il proprio amore.


Uno degli aspetti che più colpiscono durante la lettura è il tono scelto da Strässle. Pur raccontando una vicenda che coinvolge direttamente la sua famiglia, l'autore evita qualsiasi forma di sentimentalismo. La partecipazione emotiva è evidente, ma viene sempre accompagnata da uno sguardo lucido e consapevole. Questa scelta conferisce al racconto una particolare credibilità e permette al lettore di entrare nella storia senza sentirsi guidato verso emozioni precostituite.


La forza del libro risiede soprattutto nella capacità di rendere tangibile il clima di controllo e di oppressione che caratterizzava la Germania orientale in quegli anni. Le difficoltà burocratiche, le autorizzazioni negate, la sorveglianza costante e l'incertezza del futuro non vengono presentate come semplici elementi di contesto, ma diventano parte integrante dell'esperienza quotidiana dei protagonisti. Attraverso dettagli concreti e situazioni vissute, il lettore comprende quanto la libertà, spesso data per scontata, possa trasformarsi in un bene fragile e prezioso.


Pur basandosi su fatti reali e su una rigorosa ricostruzione documentaria, Storia di una fuga possiede una tensione narrativa sorprendente. Ogni tentativo di superare gli ostacoli imposti dal sistema genera aspettativa, ogni possibile soluzione sembra aprire uno spiraglio che rischia immediatamente di richiudersi. Il libro si legge così con il coinvolgimento che solitamente si associa alla narrativa d'invenzione, ma con un'intensità ulteriore data dalla consapevolezza che gli eventi raccontati sono realmente accaduti.


Particolarmente interessante è il modo in cui Strässle intreccia memoria personale e ricostruzione storica. Il racconto non si limita a celebrare il coraggio dei protagonisti, ma prova a comprenderne le paure, i dubbi e le fragilità. Ne emerge un ritratto profondamente umano, lontano da ogni idealizzazione. I genitori dell'autore non diventano eroi da ammirare a distanza, ma persone reali che si trovano ad affrontare circostanze eccezionali e che cercano, con gli strumenti a loro disposizione, di costruire il proprio futuro.


Dal punto di vista stilistico, il libro si distingue per una scrittura elegante, misurata e mai ridondante. Strässle racconta una storia complessa senza appesantirla con eccessive spiegazioni o con lunghe digressioni storiche. Il risultato è una prosa limpida che accompagna il lettore con naturalezza, lasciando spazio sia alla riflessione sia all'emozione. È una scrittura che non cerca effetti spettacolari, ma che conquista attraverso la precisione e la sobrietà.


Un altro elemento degno di nota è la capacità dell'autore di mostrare come le grandi trasformazioni storiche incidano sulle scelte individuali. La Guerra Fredda, la divisione della Germania e le tensioni ideologiche del Novecento non rimangono sullo sfondo come semplici riferimenti cronologici, ma entrano nelle case, nelle relazioni e nei progetti di vita dei protagonisti. In questo senso, Storia di una fuga ricorda che la storia collettiva è fatta soprattutto di destini personali, di decisioni difficili e di speranze coltivate contro ogni evidenza.


Al termine della lettura rimane la sensazione di aver scoperto non soltanto una vicenda straordinaria, ma anche una testimonianza preziosa sulla forza dei legami umani. Il libro invita a riflettere sul significato della libertà e sul valore delle scelte che spesso sembrano impossibili. Senza mai assumere toni retorici, Thomas Strässle costruisce un racconto che parla del passato ma riesce a dialogare con il presente, ricordandoci quanto siano fragili e preziose le conquiste che oggi consideriamo normali.


Una lettura particolarmente consigliata agli appassionati di narrativa autobiografica e di storie vere, ai lettori interessati alla storia europea del Novecento e a chi ama i libri in cui la dimensione privata si intreccia con quella storica. Può essere apprezzato anche da chi cerca una lettura intensa ma accessibile, capace di emozionare senza ricorrere a facili effetti drammatici.



Alcune note su Thomas Strässle

Thomas Strässle è nato a Zurigo nel 1972, è uno scrittore, saggista e professore universitario svizzero. Insegna Letteratura tedesca all’Università di Zurigo e dirige un centro interdisciplinare presso l’Università delle Arti di Berna. È inoltre presidente della Fondazione Max Frisch presso il Politecnico federale di Zurigo (ETH) e ha curato la pubblicazione di numerosi libri di Max Frisch per Suhrkamp. Storia di una fuga è il suo primo romanzo, diventato un bestseller in Svizzera e in Germania.


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