RECENSIONE: Gaudí (Gijs Van Hensbergen)
- Dalla carta allo schermo

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- Tempo di lettura: 4 min


Autore: Gijs Van Hensbergen
Traduttore: Diana Mengo
Editore: Lindau, 2026
Pagine: 400
Genere: Saggi, Biografie
Prezzo: € 29.00
Acquista: Libro
Acquista sito editore: https://www.lindau.it/Libri/Gaudi2
Trama
A 100 anni dalla morte la figura di Gaudí (1852-1926) incombe come quella di un gigante, stupefacente, enigmatico, arcano. capostipite del modernismo catalano o scheggia impazzita dell'Art Nouveau, genio visionario o artigiano eclettico e privo di originalità, talento scontroso e misantropo o artista politicamente impegnato? I contemporanei lo descrivono dandy e barbone, nobile e meschino, mistico ed eccentrico, solitario e patriota. Per non parlare della sua fede cattolica spinta all'eccesso, del perfezionismo nel lavoro, dell'attenzione alla salute e al benessere degli operai che lavoravano nei suoi cantieri. Gijs van Hensbergen scava in profondità nell'anima e nelle idee di un genio dell'arte di ogni tempo, realizzando un affresco in cui rivive la storia di Barcellona in anni cruciali per la cultura europea. "Una biografia emozionante. Un racconto superbo." (Colm Tóibín)
Recensione
Cari lettori del blog, ci sono appuntamenti con la storia editoriale che un appassionato di grandi storie non può assolutamente mancare. Nel 2026 il mondo intero commemora i cento anni dalla scomparsa di Antoni Gaudí, l'uomo che ha ridefinito non solo lo skyline di Barcellona, ma l’idea stessa di spazio plastico e spirituale. Per l'occasione ho letto un volume monumentale e magnetico intitolato semplicemente Gaudì, firmato dallo storico dell’arte e saggista Gijs van Hensbergen.
Si tratta di un’opera corposa di ben 400 pagine, arricchita da 18 illustrazioni in bianco e nero che intervallano il testo come finestre aperte su un’epoca irripetibile. Ma non aspettatevi il classico manuale d'architettura algido, imbottito di date e planimetrie. Questo libro è un affresco totale, una biografia intima, dolorosa e meravigliosa che scava nell'anima e nelle contraddizioni di un genio assoluto, scritta con una prosa così trascinante da scorrere via come un grande romanzo.
Ciò che rende la lettura di van Hensbergen così magnetica è il rifiuto categorico dell'agiografia bidimensionale. Gaudí viene restituito alla storia in tutta la sua sconcertante complessità, giocando magistralmente sulle dicotomie che hanno segnato la sua esistenza.
Tra le pagine scopriamo un uomo scisso, descritto dai contemporanei ora come un dandy raffinato che frequentava i salotti della nascente borghesia catalana curando meticolosamente l'abbigliamento, ora come un barbone misantropo e un mistico eccentrico. Van Hensbergen racconta con straordinaria delicatezza la solitudine degli ultimi giorni dell’artista, culminata in quel tragico giugno del 1926 quando venne travolto da un tram. Era diventato così trascurato e vestito poveramente che i soccorritori lo scambiarono per un mendicante qualunque, lasciandolo spirare in un ospedale per i poveri. Questa parabola di ascesi totale, che lo portò a vivere quasi come un eremita all'interno del cantiere della Sagrada Família, viene sviscerata senza mai cadere nel patetismo, ma cercando sempre il nucleo profondo della sua ossessione creativa.
Un altro punto di grande forza del volume è la capacità di far rivivere la Barcellona a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento. Gaudí non ha lavorato nel vuoto; la sua arte è figlia della Renaixença, il rinascimento culturale catalano, e delle profonde tensioni politiche, industriali e anarchiche che scuotevano la Catalogna in quegli anni cruciali. In questo contesto, l'autore fa emergere un dettaglio del carattere di Gaudí che spesso viene dimenticato: la sua straordinaria e inaspettata attenzione alla salute e al benessere degli operai che lavoravano nei suoi cantieri. Nonostante la fama di uomo scontroso, spigoloso e intransigente, considerava i suoi muratori, artigiani e scalpellini come una grande famiglia. Fu un precursore della sicurezza sul lavoro e progettò persino delle scuole per i figli dei lavoratori della Sagrada Família, a dimostrazione del fatto che la sua fede cattolica non era una sterile astrazione, ma si traduceva in una profonda etica della solidarietà.
La prosa di Gijs van Hensbergen si muove con un passo incalzante che svela come la nascita di capolavori immortali come Casa Batlló, La Pedrera o il Park Güell non sia stata un freddo elenco di commissioni, ma l'estensione fisica delle visioni religiose di un uomo e del suo studio ossessivo della natura, da lui considerata come l'unico vero libro scritto direttamente da Dio. È un racconto superbo ed emozionante, capace di unire il rigore della ricerca scientifica a una narrazione vibrante e accessibile a chiunque.
Questo volume è dunque caldamente consigliato a chiunque ami le grandi biografie psicologiche e voglia comprendere i chiaroscuri di una mente geniale, ma anche agli appassionati di storia europea desiderosi di immergersi nelle atmosfere di una Barcellona in perenne bilico tra rivoluzione e tradizione. Diventa infine una lettura imprescindibile per tutti i viaggiatori che hanno lasciato il cuore tra le linee curve e i mosaici colorati della Catalogna e vogliono finalmente guardare quelle pietre con gli occhi di chi ne conosce il segreto, l'anima e il sacrificio.
Alcune note su Gijs Van Hensbergen
Gijs van Hensbergen, architetto e storico dell’arte, collabora da molti anni con il «Wall Street Journal», il «Burlington Magazine», il canale radiofonico BBC Radio 4 e con la televisione nazionale spagnola. Il suo ultimo libro, edito dal Saggiatore, si intitola Guernica. Biografia di un’icona del Novecento. Vive a Bridport, nella contea inglese del Dorset.
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