RECENSIONE: Atlante delle micronazioni (Graziano Graziani)

Aggiornato il: mar 30



Voto: 4.5/5

Autore: Graziano Graziani

Editore: Quodlibet, 2015

Pagine: 375

Genere: Società, Studi culturali

Prezzo: € 16.50 (cartaceo), € 9.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

Di motivi per fondare una nazione ce ne sono tantissimi: idealismo, goliardia, politica, persino l'evasione fiscale. Qui si raccontano i casi più strani e suggestivi di una pratica molto più diffusa di quanto ci si immagini, dichiarare l'indipendenza di una microscopica parte di territorio e proclamarsi re o presidente, almeno in casa propria. Pochi sanno, ad esempio, che oltre a San Marino e al Vaticano, esistono in Italia un paese e un'isoletta che vantano la sovranità assoluta sui propri territori, sulla base di diritti acquisiti prima dell'unità d'Italia; o che in Australia è stata fondata una nazione per tutelare i diritti degli omosessuali, mentre in Africa e in Sud America alcuni "stati inesistenti" hanno dichiarato l'indipendenza al solo scopo di emettere buoni del tesoro fittizi. Questo libro vuole essere un atlante di storie e personaggi, una geografia di luoghi a metà strada tra realtà e immaginazione e che spesso si dissolvono con la scomparsa del loro fondatore. Piccole epopee che, nel bene e nel male, portano al parossismo l'irriducibile voglia di indipendenza e autonomia dell'uomo.


Recensione

L'uomo, animale sociale, non può esimersi dal rapporto con gli altri, ma alcuni sentono la necessità di avere la propria autonomia, di riscrivere il proprio ruolo secondo i propri dettami ed esserne assolutamente padrone. Ciò per molti è libertà. Una libertà non condivisa da tutti quindi soggettiva come lo sono i pensieri, le ideologie e gli schieramenti politici.

Le storie raccolte in questo volume nascono per scherzo, ma pian piano diventano qualcosa di serio. Fin da bambini si è abituati ad immaginare un luogo soltanto nostro e inaccessibile. Gli altri bambini potevano avere una solo visione di quel luogo e poco importa se quel luogo era fantastico, popolato da amici immaginari o da supereroi di cui credevamo fermamente l'esistenza. Anche questa era libertà, libertà del gioco. Tutti questi elementi caratterizzano questo libro, anche se con scopi differenti fra loro.

Nel personaggio di Joshua Norton, l’imperatore degli “Stati Uniti” con capitale San Francisco, la fantasia ed il reale collidono con la differenza che, in età adulta, essere bambini è una pazzia. Ma quando la pazzia la si asseconda, tutti insieme, come comunità o meglio come individui nella comunità, si torna bambini, di nuovo tutti insieme. E poi chi l’ha detto che ogni pezzo di terra debba appartenere ad una nazione? Perché non sfruttare un triangolo di terra nel bel mezzo del Sahara per assecondare l’illusione di rendere una figlia principessina del Nord Sudan?

Può essere che il segreto nella vita sta proprio nel non prendersi troppo sul serio, ma anche qui ognuno ha un suo personale concetto. Per il sovrano di Celestia, un territorio che comprende l’universo tranne la Terra, la sua nazione può fornire abbastanza grandezza di pensiero e uno sdegno sufficientemente grande da far finalmente percepire le controversie internazionali come qualcosa di insignificante. Poco importa se alcune di queste idee etichettate come strane possono risultare delle trovate pubblicitarie o trasformarsi inconsapevolmente in tali, oppure delle vere e proprie truffe come con “Poyais”. Nel volume troviamo anche esperienze ben più modeste come quella dell’Isola delle Rose, paese artificiale ingiustamente invaso dallo stato italiano malgrado si trovasse al di là delle sue acque territoriali, fino ai gesti fieri e disperati che hanno portato alla creazione del regno di Auracanía e Patagonia o alla Repubblica dei Piani Sottani.

Fatto sta che episodi del genere suscitano sempre l’interesse di qualcuno che alla fine si ritrova magari anche con un passaporto in più. Che cos’è un’autorità suprema se ci priva del potere su noi stessi? E’ tutto così ambiguo, come l’uomo, ma ognuno dà e continua a dare la sua propria versione.

Nel suo pellegrinaggio tra nazioni impossibili e utopie generose, l'autore ci fa riflettere su cosa vuol dire il vivere in comune, sulle motivazioni che portano talora certuni a rinunciare ai legami imposti per proporne di nuovi, e di meno pesanti. Un bel libro, ben scritto anche se alcune volte un po' ripetitivo a causa della simile storia della fondazione delle differenti micronazioni, che fa riflettere.



Alcune note su Graziano Graziani

Oltre a essere uno dei conduttori di Fahrenheit (Radio 3), ha realizzato documentari e programmi per Rai 5. Collabora con Lo Straniero, Il Tascabile e Minima&Moralia. Scrive di teatro contemporaneo, come critico. Ha pubblicato il romanzo Esperia (Gaffi, 2008), la Spoon River romanesca dei I sonetti der Corvaccio (La camera verde, 2011) e, per Quodlibet Compagnia Extra, l’Atlante delle micronazioni (2015) e Catalogo delle religioni nuovissime (2018).


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