RECENSIONE: Bull Mountain (Brian Panowich)



Voto: 5/5

Autore: Brian Panowich

Editore: NN Editore, 2017

Pagine: 295

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea, Thriller

Prezzo: € 17.10

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Trama

I Burroughs sono una famiglia di fuorilegge. Il loro clan vive da sempre di traffici illegali. A Bull Mountain, Georgia, nel cuore della foresta, sono padroni di un impero selvaggio, costruito sul traffico di whiskey e poi “evoluto” nella coltivazione di marijuana e nella produzione di droghe sintetiche. La montagna, quella montagna, è il loro regno, e niente è più importante. Rye è morto proprio per questa ragione: perché non si possono tagliare impunemente le radici che legano quella stirpe alla sua terra e alle sue leggi implacabili; neanche un Burroughs può farlo. Oggi tocca a Clayton sfidare il destino. Reietto lo è da un pezzo, da quando ha deciso di fare lo sceriffo, proprio lì, a Bull Mountain. Ora un agente federale, Simon Holly, gli propone uno strano patto: convincere il fratello Halford, il capo della famiglia, a incastrare l’organizzazione di Miami che fornisce al clan le armi; in cambio c’è la promessa di graziare tutta la banda, purché rinunci ai suoi affari. Clayton sa che rischia la vita. Ma non sa ancora che il motivo per cui rischia tutto non è soltanto la tenace violenza del fratello. Holly, infatti, porta con sé un disegno segreto. C’è uno spettro del passato che incombe su Bull Mountain. E vuole vendetta: una sentenza che, pagina dopo pagina, si lascia scoprire in tutta la sua ferocia.


Recensione

Questo romanzo, opera prima dell'autore, è stato finalista nella categoria Mystery/Thriller del Los Angeles Times Book Prize 2016 accanto ad autori del calibro di Don Winslow. La saga è composta da altri due volumi: Come Leoni. Ritorno a Bull Mountain (NN Editore, 2018) e Hard Cash Valley. All'ombra di Bull Mountain (NN Editore, 2021).

L’opera di Panowich, già musicista girovago e pompiere volontario in un piccolo paese della Georgia, è un godibile intreccio tra, Lansdale, McCarthy e Don Winslow. Cocktail di questo tipo, così di moda, rischiano di deludere e di risultare indigesti. Ma non è questo il caso. Primo perché nel romanzo domina un binomio di successo, terra e famiglia, cornice ideale di qualsiasi tragedia ben riuscita, specialmente quando si tratta di narrare un’epopea malavitosa e cruenta. Secondo in quanto il libro funziona anche come sceneggiatura, già pronta e finita, da proiettare. Infine, nel romanzo, è presente un "qualcosa in più". L’ autore aggiunge alla ricetta un pizzico di noir. È ciò il vero tocco originale del racconto, se si vuole il meno americano, tanto che viene quasi da pensare a Derek Raymond. Questo sapore veicola l'umore più giusto per interpretare correttamente il finale della storia, altrimenti un po’ scontato. In questo romanzo tutto è legato alla perfezione, anche dal punto di vista fisico: la copertina di qualità strizza l'occhio, coerentemente, ad una natura oscura e incombente.

Il romanzo si rivela una prova letteraria da assaporare lentamente in attesa di scoprire cosa succederà nei volumi successivi.



Alcune note su Brian Panowich

Brian Panowich è stato per anni un musicista itinerante prima di fermarsi in Georgia, dove vive tuttora e lavora come pompiere. Bull Mountain (NN Editore 2017), il suo romanzo d’esordio, è stato finalista nella categoria Mistery/Thriller del Los Angeles Times Book Prize 2016 accanto ad autori del calibro di Don Winslow.

Altre sue pubblicazioni sempre con NN sono: Come leoni. Ritorno a Bull Mountain (2018) e Hard Cash Valley. All'ombra di Bull Mountain (2021).


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