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RECENSIONE: C. G. Jung. L'uomo e la sua ombra (Andrea Laprovitera, Antonio Marino)

4 minuti fa
Tempo di lettura: 6 min


Autore: Andrea Laprovitera, Antonio Marino

Editore: Becco Giallo, 2026

Pagine: 144

Genere: Psicologia, Graphic novel

Prezzo: € 20.00

Acquista: Libro



Trama

Il sodalizio con Sigmund Freud si spezza e Carl Gustav Jung si ritrova solo di fronte a una crisi insieme personale e intellettuale. Si immerge nelle immagini che lo accompagnano fin dall’infanzia: sogni, visioni e simboli capaci di aprire un varco verso le regioni più profonde della psiche. Da questo confronto con l’inconscio nasce un pensiero radicalmente nuovo. Jung riconosce nell’Ombra ciò che ciascuno nasconde a se stesso, negli archetipi le forme simboliche dell’esperienza umana e nei miti una lingua comune, capace di attraversare epoche e culture. La sua ricerca si allarga alla pratica clinica, alle religioni e all’alchimia, cercando un dialogo tra coscienza e inconscio e di comprendere i misteri dell’esistenza, della vita e della morte.


Recensione

Carl Gustav Jung è una di quelle figure che sembrano diventare più interessanti quanto più ci si addentra nel suo pensiero. Psicologo, psichiatra e studioso dell’inconscio, Jung ha dedicato gran parte della propria ricerca a ciò che si nasconde dietro la superficie della persona, a quella parte di noi che non sempre conosciamo e che spesso preferiamo non guardare. C. G. Jung. L’uomo e la sua ombra, realizzato da Andrea Laprovitera e Antonio Marino e pubblicato da Becco Giallo, sceglie di raccontarlo attraverso il linguaggio della graphic novel, costruendo un percorso che intreccia biografia e pensiero.


Il libro si concentra su alcuni momenti fondamentali della vita di Jung e sul percorso che lo conduce verso una concezione sempre più personale della psiche. Tra i passaggi centrali c’è naturalmente la rottura con Sigmund Freud, un momento che segna profondamente la sua vicenda umana e intellettuale. La separazione da Freud non rappresenta semplicemente la fine di una collaborazione: per Jung diventa l'inizio di una fase di profonda crisi e di confronto con il proprio mondo interiore.


È proprio in questo spazio di incertezza che il libro trova uno dei suoi nuclei più interessanti. Jung si trova a fare i conti con sogni, visioni e immagini che non possono essere liquidati come semplici elementi marginali della sua esperienza. Al contrario, diventano parte integrante della sua ricerca e lo conducono verso una nuova attenzione per l'inconscio, per il simbolo e per tutto ciò che la razionalità non riesce a spiegare immediatamente.


A rendere particolarmente efficace questo percorso contribuiscono anche i disegni di Antonio Marino. Le immagini non hanno soltanto il compito di accompagnare il testo, ma diventano parte del modo in cui la storia viene raccontata. In una vicenda così legata alla dimensione dell'inconscio, dei sogni e dei simboli, il linguaggio visivo permette di dare forma a una materia che per sua natura è difficile da rendere concreta. Le tavole contribuiscono così a creare un'atmosfera coerente con il viaggio interiore di Jung e aiutano il lettore a entrare progressivamente nel suo universo.


La graphic novel riesce quindi a raccontare Jung non soltanto come lo studioso che conosciamo attraverso i manuali di psicologia, ma come un uomo che attraversa personalmente quelle stesse profondità della mente che cercherà poi di comprendere e interpretare. È una scelta narrativa importante, perché rende il suo pensiero inseparabile dalla sua esperienza.


Il titolo del volume richiama uno dei concetti più conosciuti della psicologia junghiana: l'Ombra. È la parte della personalità che tende a rimanere nascosta, ciò che non riconosciamo volentieri come appartenente a noi e che può entrare in conflitto con l'immagine che abbiamo costruito di noi stessi.


Ed è forse proprio questo il concetto che rende il libro più vicino al lettore contemporaneo. Perché l'Ombra non riguarda soltanto Jung o la storia della psicologia. Riguarda la difficoltà, comune a tutti, di accettare che dentro di noi possano convivere aspetti differenti, persino contraddittori. Conoscersi non significa soltanto riconoscere ciò che ci piace di noi stessi, ma anche avere il coraggio di guardare ciò che preferiremmo lasciare nell'oscurità.

Il percorso raccontato nel volume permette inoltre di incontrare altri elementi fondamentali del pensiero di Jung: gli archetipi, i miti, il valore dei simboli, la pratica clinica, l'interesse per le religioni e quello per l'alchimia. Sono tutti aspetti che contribuiscono a restituire l'ampiezza degli interessi di uno studioso che non considerava la psiche come qualcosa di isolato dal resto dell'esperienza umana.


Jung guarda infatti alla mente attraverso prospettive diverse e cerca collegamenti tra esperienze individuali e immagini che appartengono alla cultura, alla storia e alla dimensione simbolica dell'umanità. Il suo interesse per i miti e per le religioni nasce anche dalla convinzione che questi linguaggi possano rivelare qualcosa di profondo sul funzionamento della psiche.


La graphic novel ha il merito di non trasformare tutto questo in una semplice successione di definizioni. Le idee di Jung vengono inserite all'interno della sua vicenda personale e acquistano così un significato più concreto. Il lettore non si trova davanti a un manuale, ma segue un uomo mentre cerca di comprendere ciò che accade dentro di lui e, attraverso questa esperienza, arriva a elaborare una nuova visione dell'essere umano.


Anche il linguaggio delle immagini si dimostra particolarmente adatto a questo racconto. Parlare di Jung significa parlare di immagini, simboli, sogni e rappresentazioni dell'inconscio. I disegni diventano quindi qualcosa di più di un semplice accompagnamento alla narrazione: contribuiscono a costruire il tono della storia e a tradurre visivamente alcuni dei temi più complessi del pensiero junghiano.


Questo rende la lettura accessibile anche a chi non conosce la psicologia analitica. Il volume non pretende di sostituire la lettura delle opere di Jung e, naturalmente, non può esaurire la complessità di un pensiero tanto vasto. Il suo obiettivo sembra piuttosto quello di offrire una porta d'ingresso, un primo incontro capace di far nascere la curiosità e il desiderio di approfondire.


È proprio questa, a mio avviso, una delle qualità più riuscite del libro. Dopo aver seguito Jung nel suo percorso personale e intellettuale, viene naturale interrogarsi sui concetti che emergono dalla sua ricerca. Che cosa sappiamo davvero di noi stessi? Quanto della nostra personalità rimane nascosto? Quanto siamo disposti ad accettare le parti di noi che non corrispondono all'immagine che abbiamo costruito?


Sono domande che trasformano progressivamente una biografia in qualcosa di più personale. Perché mentre leggiamo di Jung, finiamo inevitabilmente per guardarci dentro. L'Ombra del titolo smette di essere soltanto un concetto teorico e diventa una possibile metafora della nostra esperienza.


È questo che rende C. G. Jung. L'uomo e la sua ombra una lettura interessante anche per chi non abbia una particolare preparazione in campo psicologico. Il libro racconta Jung, ma allo stesso tempo ci invita a confrontarci con alcune domande universali sulla nostra identità e sul rapporto con quella parte di noi che rimane meno visibile.


Non è quindi una biografia destinata semplicemente a raccontare date, incontri e avvenimenti. È soprattutto il ritratto di un uomo che ha trasformato la propria inquietudine e il proprio confronto con l'interiorità in una ricerca destinata a influenzare profondamente il modo di pensare la psiche.


Quello che rimane alla fine della lettura è soprattutto l'idea che conoscersi non significhi necessariamente trovare risposte semplici. Al contrario, può voler dire accettare la complessità, riconoscere le proprie contraddizioni e avere il coraggio di osservare anche ciò che normalmente preferiremmo non vedere.


In questo senso, l'Ombra diventa il vero filo conduttore del libro: non soltanto una parte della teoria di Jung, ma una presenza che accompagna il lettore e che finisce per porgli una domanda molto semplice e allo stesso tempo tutt'altro che facile: quanto siamo veramente disposti a conoscere noi stessi?


Consiglierei C. G. Jung. L'uomo e la sua ombra a chi vuole avvicinarsi alla figura di Jung attraverso una forma narrativa e visiva, a chi è interessato alla psicologia, all'inconscio, ai sogni, ai simboli e agli archetipi, ma anche a chi ama le biografie a fumetti capaci di raccontare una persona attraverso le idee che hanno caratterizzato la sua vita.


È una lettura particolarmente adatta a chi non ha mai affrontato direttamente Jung e cerca un punto di partenza accessibile, ma può essere interessante anche per chi già conosce il suo pensiero e desidera ritrovarne alcuni elementi fondamentali attraverso il linguaggio della graphic novel e la forza delle sue immagini.



Alcune note su Andrea Laprovitera

Andrea Laprovitera è nato a Orvieto nel 1971. È da sempre appassionato di scrittura e di storie da raccontare in qualsiasi forma. Per il fumetto ha pubblicato con Tunué, Editions Clair de Lune, Rizzoli-Lizard, Kappa Edizioni, Uchronia, N.P.E., Kleiner Flug, Shockdom, Edizioni Segni d’Autore, Becco Giallo e molti altri. Per la narrativa ha scritto il romanzo Il treno (Algra editore), il racconto illustrato per ragazzi Balto (Edizioni Segni d’Autore) e Il bullismo spiegato ai bambini (Becco Giallo). Ha pubblicato sulla rivista “Inchiostro”, sul settimanale “La Provincia” e scrive abitualmente un racconto al mese sul periodico il “Foglio Giallo”. Finalista al premio Boscarato nella sezione “miglior sceneggiatore Italiano” nel 2009 e 2013. Tiene laboratori di scrittura e sceneggiatura e ha sempre una storia pronta nel cassetto.


Alcune note su Antonio Marino

Antonio Marino è un fumettista e illustratore italiano noto per il suo stile intenso e per le sue recenti collaborazioni editoriali nel campo delle graphic novel.


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