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RECENSIONE: Capitalismo carismatico. Il potere dei fondatori e la sfida alle democrazie (Sandro Trento)




Autore: Sandro Trento

Editore: Bocconi University Press, 2026

Pagine: 200

Genere: Saggi, Economia

Prezzo: € 22.90 (cartaceo), € 19.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

Per gran parte del Novecento il capitalismo è stato guidato dai manager delle grandi corporation; oggi il potere è tornato nelle mani dei fondatori. L'autore racconta come siamo passati dallo shareholder capitalism al founder capitalism, dove imprenditori come Zuckerberg, Musk e Bezos uniscono visione, proprietà e controllo assoluto. Attraverso esempi e analisi lucide, l'autore mostra come il carisma personale sia diventato la nuova forza economica e politica, capace di creare innovazione ma anche di minacciare la democrazia. Le stesse regole del business dominano ormai la politica: Trump ne è il simbolo, con la sua «America inc.». Un saggio brillante e inquieto che invita a riflettere sul potere dei fondatori e sulla necessità di ritrovare un equilibrio tra visione individuale e responsabilità collettiva.


Recensione

Con questo saggio, l'autore offre una riflessione ampia e ben strutturata sulle trasformazioni più recenti del capitalismo, individuando nel ritorno del fondatore al centro della scena il tratto distintivo della nostra epoca. Il libro si sviluppa come un percorso coerente che parte da una ricostruzione storica per arrivare a una lettura critica del presente, mostrando come il modello del capitalismo manageriale, fondato sulla separazione tra proprietà e controllo, stia lasciando spazio a una nuova configurazione in cui il potere torna a concentrarsi nelle mani di pochi individui.


Fin dalle prime pagine emerge con chiarezza il cuore della tesi: il passaggio dal capitalismo delle grandi organizzazioni guidate da manager al cosiddetto founder capitalism, in cui il fondatore non è più solo l’origine dell’impresa, ma ne resta il protagonista assoluto anche nelle fasi di crescita e maturità. Questo cambiamento non è soltanto organizzativo, ma riguarda il modo stesso in cui il mercato funziona: da vincolo esterno che disciplina le imprese, diventa progressivamente uno strumento nelle mani di chi lo sa governare.


Una parte significativa del libro è dedicata alle leve che rendono possibile questo nuovo equilibrio. Trento analizza in modo chiaro i meccanismi attraverso cui i fondatori riescono a mantenere il controllo anche in presenza di capitali diffusi, mostrando come pratiche che sembravano superate, come il controllo concentrato o sistemi azionari differenziati, siano tornate al centro della scena. Ne emerge un capitalismo meno impersonale e più legato alla figura del leader, capace di combinare visione, rischio e potere decisionale.


Particolarmente interessante è l’analisi del controllo del fondatore. Qui il libro mette in luce una tensione fondamentale: da un lato, la capacità di questi leader di guidare l’innovazione e imprimere direzione; dall’altro, il rischio di una riduzione dei meccanismi di controllo e di responsabilità. Il fondatore appare così come una figura ambivalente, al tempo stesso motore di crescita e possibile fattore di squilibrio.


Nella seconda parte, lo sguardo si allarga al contesto globale. Il confronto tra diversi modelli (americano, europeo e cinese) permette di cogliere come il fenomeno non sia uniforme, ma assuma forme diverse a seconda delle istituzioni e delle tradizioni economiche. Allo stesso tempo, emerge una tendenza comune: il rafforzamento del ruolo di attori privati che operano su scala sempre più ampia, spesso con un’influenza che travalica i confini dell’impresa.


Uno dei passaggi più originali del libro è quello in cui questa logica viene estesa alla politica. Trento descrive una sorta di “contagio” tra economia e democrazia: il modello del fondatore, centrato sulla leadership personale e sul consenso diretto, sembra riflettersi anche nelle forme della rappresentanza politica. La figura del leader carismatico diventa così un punto di riferimento non solo per l’impresa, ma anche per l’immaginario democratico contemporaneo.


Il risultato è un saggio che riesce a tenere insieme analisi economica e riflessione più ampia sul potere. Il capitalismo che emerge da queste pagine non è più soltanto un sistema di regole e mercati, ma un campo in cui contano sempre di più le personalità, la reputazione e la capacità di attrarre consenso.


Si tratta dunque un libro che invita a interrogarsi sul presente con uno sguardo critico: se il ritorno del fondatore può essere una fonte di dinamismo e innovazione, resta aperta la questione di come garantire equilibrio, trasparenza e responsabilità in un sistema sempre più plasmato dal carisma dei suoi protagonisti.


Un testo consigliato a chi si interessa di economia contemporanea e vuole capire come sta cambiando il capitalismo e a chi è curioso del rapporto tra leadership, potere e imprese



Alcune note su Sandro Trento

Sandro Trento è professore ordinario all’Università di Trento, dove insegna Strategia e Corporate Governance e dirige la School of Innovation. In precedenza, è stato dirigente nel Servizio Studi della Banca d’Italia e direttore del Centro studi Confindustria. Tra le sue pubblicazioni, Il capitalismo italiano (2012), Imprenditori cercasi (2016) e, per le nostre edizioni, Automazione e lavoro (con M. Bannò ed E. Filippi, 2023). Collabora con Domani, il Foglio e con altre testate. 


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