RECENSIONE: L'angelo del lago (Dario Galimberti)
- Dalla carta allo schermo

- 28 mag
- Tempo di lettura: 4 min


Autore: Dario Galimberti
Editore: Indomitus Publishing, 2023
Pagine: 250
Genere: Narrativa italiana, Gialli
Prezzo: € 14.99
Acquista: Libro
Acquista sito editore: https://www.indomitus-publishing.it/product/l-angelo-del-lago-dario-galimberti/
Trama
Una ragazza morta che chiede giustizia nella prima indagine del delegato di polizia Ezechiele Beretta. Autunno 1935, mercato di Lugano. Un ladruncolo ruba delle ciambelle, ne nasce un putiferio, e il giovane gendarme Albino Frapolli lo insegue fino all'ingresso del malfamato quartiere Sassello. Esita a entrare e il ladro si volatilizza tra i meandri dei caseggiati. Titubante il gendarme continua il suo infruttuoso inseguimento, finché un abitante del rione lo chiama e lo conduce in un cortiletto, dove adagiato sopra i ciottoli vi è il corpo di una ragazza morta. Ripresosi dall'inaspettato e sconvolgente ritrovamento, il Frapolli fa chiamare il suo capo: il delegato di polizia Ezechiele Beretta. Con pochi indizi, il delegato e il gendarme, iniziano le indagini. Attraverso ragionamenti, testimonianze, depistamenti e intralci, tenaci vanno alla ricerca del colpevole. Il prezzo da pagare però, perché la giustizia faccia il suo corso, può essere molto caro, come non tarderanno a scoprire gli investigatori.
Recensione
L’angelo del lago di Dario Galimberti, pubblicato nel 2023, è un romanzo che riesce a fondere con equilibrio il fascino del giallo classico con una ricostruzione storica accurata e suggestiva. Ambientato nella Lugano del 1935, il libro accompagna il lettore in un’indagine che si sviluppa lentamente, con attenzione ai dettagli, alle atmosfere e soprattutto all’umanità dei personaggi. Non è il classico thriller costruito su colpi di scena continui e azione frenetica: è piuttosto un giallo investigativo di stampo tradizionale, dove il peso della narrazione risiede nell’atmosfera, nella tensione crescente e nella ricerca della verità.
La vicenda si apre durante il mercato cittadino, in una situazione quasi ordinaria. Un ladruncolo ruba alcune ciambelle e il giovane gendarme Albino Frapolli si lancia all’inseguimento del colpevole fino al quartiere Sassello, una delle zone più difficili e degradate della città. È qui che il romanzo cambia improvvisamente tono: quella che sembrava una semplice scena di cronaca conduce al ritrovamento del corpo senza vita di una giovane donna. Da questo momento prende avvio l’indagine affidata al delegato di polizia Ezechiele Beretta, figura centrale del romanzo, chiamato a fare luce su un caso complesso e pieno di ombre.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è proprio il modo in cui Galimberti costruisce l’indagine. Tutto procede con gradualità: gli indizi emergono poco alla volta, i sospetti cambiano continuamente e ogni personaggio sembra custodire qualcosa di non detto. L’autore evita volutamente gli eccessi del thriller moderno e preferisce seguire la strada del giallo deduttivo, dove il lettore viene coinvolto nella riflessione e nell’osservazione più che nell’azione spettacolare. Questa scelta rende la lettura particolarmente appagante per chi ama le investigazioni costruite con pazienza e logica.
Molto interessante è anche il rapporto tra i due protagonisti investigativi. Da una parte c’è Ezechiele Beretta, uomo esperto, misurato, abituato a confrontarsi con le contraddizioni dell’animo umano; dall’altra Albino Frapolli, giovane e inesperto, che si trova improvvisamente catapultato in una realtà molto più dura di quanto immaginasse. Attraverso il loro sguardo il lettore entra non solo nell’indagine, ma anche nella società dell’epoca, con le sue differenze sociali, i suoi pregiudizi e le sue paure.
L’ambientazione rappresenta uno dei punti di forza più evidenti del romanzo. La Lugano degli anni Trenta viene descritta con grande attenzione, ma senza mai trasformare il libro in un esercizio storico pesante o didascalico. Le strade, i mercati, i quartieri popolari e quelli più rispettabili prendono vita in modo naturale, contribuendo a creare un’atmosfera cupa e malinconica che accompagna tutta la narrazione. Il quartiere Sassello, in particolare, assume quasi il ruolo di un personaggio autonomo: oscuro, marginale, pieno di segreti e tensioni.
Il titolo stesso richiama una dimensione simbolica che attraversa il romanzo. La vittima non è soltanto il centro dell’indagine, ma diventa anche il simbolo di una giustizia difficile da raggiungere in un mondo dove spesso il silenzio e la convenienza prevalgono sulla verità. Nel corso della storia emerge infatti una riflessione piuttosto amara sulla società e sulla natura umana: non sempre i colpevoli sono immediatamente riconoscibili, e non sempre la verità coincide con ciò che appare in superficie.
Dal punto di vista stilistico, Galimberti adotta una scrittura sobria, elegante e molto scorrevole. Non cerca virtuosismi letterari, ma punta sull’efficacia narrativa e sulla credibilità dei dialoghi. Il risultato è una lettura fluida, capace di coinvolgere senza bisogno di forzature. Anche i personaggi secondari risultano ben delineati e contribuiscono a rendere credibile il contesto sociale in cui si svolge la vicenda.
Un altro elemento apprezzabile è il ritmo narrativo. Sebbene il romanzo non sia veloce nel senso moderno del termine, riesce comunque a mantenere viva l’attenzione grazie alla costruzione progressiva della tensione. Ogni capitolo aggiunge un tassello all’indagine e porta il lettore a interrogarsi continuamente sui possibili sviluppi della storia. È un libro che richiede attenzione, ma che ripaga con una narrazione solida e ben costruita.
Nel panorama del giallo storico italiano contemporaneo, questo romanzo si distingue per la capacità di creare un equilibrio convincente tra mistero, ricostruzione storica e introspezione psicologica. Non punta sull’effetto immediato, ma sulla qualità dell’atmosfera e sulla credibilità dell’indagine. Ed è proprio questa sua natura “classica” a renderlo particolarmente affascinante.
È una lettura consigliata a chi ama i gialli storici ambientati nel primo Novecento, a chi apprezza le indagini lente e ragionate, ricche di atmosfera e di attenzione ai dettagli, e a chi cerca una lettura capace di unire mistero, storia e profondità umana senza cadere negli eccessi del thriller contemporaneo.
Alcune note su Dario Galimberti
Dario Galimberti è architetto e vive a Lugano in Svizzera. Già responsabile del corso di laurea in Architettura della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e professore in progettazione architettonica. Ha vinto nel 2019 il Premio letterario “Fai viaggiare la tua storia” e nel 2020 il “Premio laghi”. Il suo sito web è https://galimberti.vitruvio.ch



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