RECENSIONE: Chiedi al portiere (Giuseppina Torregrossa)




Autore: Giuseppina Torregrossa

Editore: Marsilio, 2022

Pagine: 176

Genere: Narrativa italiana, Gialli

Prezzo: € 14.00 (cartaceo), € 7.99 (ebook)

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Trama

Quando Eleonora Piazzese telefona per annunciare la morte improvvisa della madre, Lidia capisce, dalla viva voce della sua amica del cuore, che oltre al dolore c'è altro. Eleonora sospetta infatti che la malattia per cui la signora Aurora è morta non abbia niente di naturale. Così, quando Lidia accompagna l'amica dal fidanzato, l'ispettore Mario Fagioli, per chiedergli di investigare, il Gladiatore le consiglia di sporgere subito denuncia. Eleonora però non vuole, ha paura: si tratta pur sempre della sua famiglia. Mario insiste ma non troppo, perché nel frattempo il commissario gli ha passato un'altra rogna: Albina Santalmassi, la giornalista che nel suo seguitissimo programma televisivo si era occupata dell'indagine sulla morte improvvisa dell'amministratore di via Minimi 59, è stata aggredita proprio davanti a quel condominio, e l'indagine va chiusa il prima possibile, come al solito... Lidia però non demorde, vuole che Mario investighi – anche solo in via ufficiosa – sulla madre dell'amica, cosicché il Gladiatore si troverà stretto tra le insistenze del commissario e quelle dell'amante. Tra i fantasmi della signora Aurora e quelli di Eleonora stessa, barcamenandosi tra le bugie e le maldicenze delle vecchiette del famigerato condominio di via Minimi, Mario capirà, ancora una volta, che non c'è niente di rassicurante nelle famiglie, felici o infelici che siano. Specialmente in quelle che abitano nei condomini con portiere... Dopo il successo di Morte accidentale di un amministratore di condominio, Giuseppina Torregrossa torna con un nuovo giallo carico di tensione, mistero e ironia.


Recensione

L'autrice, medico ginecologo e scrittrice, ha da poco dato alle stampe il suo ultimo romanzo, un’altra vicenda di uno dei suoi personaggi più amati, l’ispettore Mario Fagioli. Questo, stanco della solita routine, vorrebbe lasciare il posto, ma ci sono sempre casi che lo impegnano e che vuole a tutti costi risolvere.


In questo romanzo il protagonista è coinvolto in due casi: una morte sospetta e un agguato ad una nota star televisiva, con qualche trauma di non grave entità.


Il nostro ispettore, sempre con quell’atteggiamento un po’ annoiato che lo contraddistingue, convive con una giovane spigliata, Lidia, proprietaria di un negozio di frutta e verdura: i due sembrano andare d’accordo, lui si illude di vivere una seconda giovinezza, lei ha trovato un porto sicuro dove medicare le ferite di una vita travagliata. Ed ecco che la routine di una vita tranquilla viene turbata dal primo caso, una donna del quartiere, Eleonora Piazzesi, denuncia una morte sospetta, quella della madre, a suo dire avvelenata lentamente dal marito, un individuo dall’aspetto ripugnante, assetato di soldi. Il secondo caso piomba subito dopo, una stagionata giornalista e star della TV, Albina Santalmassi, di ritorno a casa a tarda ora viene assalita alle spalle, buttata a terra e pesantemente insultata. La donna riceve l’ispettore, non desidera risolvere il caso in breve tempo, dato che la sua trasmissione televisiva verte anche su quello e fa grande audience. Anche l’ispettore la tira per le lunghe, frastornato e piacevolmente interessato alla corte che gli fa, con infantile insistenza, una giovanissima assistente della star, Samantha, una tipa tutto pepe, mossette e tatuaggi.


Naturalmente i casi si risolvono. Troppe sono le prove a carico del marito avvelenatore, compresi il ricovero finale della moglie in una clinica privata compiacente diretta da un medico incapace, amico del marito, e la scoperta in casa di foglie secche di elleboro, un potente veleno.


Il sistema di sorveglianza del condominio inchioda, nell’altro caso, le colpevoli dell’agguato, un gruppo di vecchiette maldicenti e gelose delle fortune altrui, guidate da una esagitata malata di mente. L’ausilio delle telecamere, però, non era stato preventivamente richiesto e autorizzato dal pubblico ministero, risultando quindi privo di valore probatorio, con grande disappunto del precipitoso e malaccorto ispettore.


Non bisogna dimenticare i portieri, perché queste figure sanno tutto, vedono tutto, riportano quello che devono e non devono: hanno simpatie, antipatie, sembra che collaborino con l’ispettore, ma, su ordinazione, fanno anche sparire la posta.


I condominii dove si svolgono le vicende sono i protagonisti muti, con le voci, i pettegolezzi, i litigi e qualche rancore mai sopito.


L’autrice, con il suo caratteristico stile ironico e garbato, racconta vicende di tutti i giorni, gioie e dolori, amori e illusioni.


Un romanzo leggero, brioso, simpatico, scritto da chi conosce molto bene certi ambienti della capitale, stigmatizzandone i vizi e mettendone in luce le virtù. Un libro che si legge in poco tempo e che regala riflessioni interessanti sulla giustizia, la sanità e la politica nel nostro paese.


 

Alcune note su Giuseppina Torregrossa

Giuseppina Torregrossa è nata a Palermo. Madre di tre figli, vive tra la Sicilia e Roma. Tra i suoi libri ricordiamo Il conto delle minne (2009, tradotto in dieci lingue), La miscela segreta di Casa Olivares (2014) e, con protagonista la commissaria Marò, Panza e prisenza (2012), Il basilico di palazzo Galletti (2018) e Il sanguinaccio dell’Immacolata (2019), tutti editi da Mondadori. Nel 2021 è uscito per Feltrinelli il romanzo Al contrario. Per Marsilio, nel 2021 ha pubblicato il primo episodio della serie dell’ispettore Mario Fagioli, Morte accidentale di un amministratore di condominio.


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