RECENSIONE: Momenti di gioia imperfetta (Catherine Newman)
- Dalla carta allo schermo

- 10 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min


Autore: Catherine Newman
Traduttore: Manuela Faimali
Editore: Bollati Boringhieri, 2026
Pagine: 208
Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea
Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.bollatiboringhieri.it/libri/catherine-newman-momenti-di-gioia-imperfetta-9788833945965/
Trama
Estate dopo estate, ormai da vent'anni, Rachel, detta Rocky, attende con impazienza la settimana di vacanza che trascorre con la famiglia a Cape Cod. Il loro modesto cottage in affitto sulla spiaggia è il confortevole palcoscenico di giornate di sole, nuotate nell'oceano, pasti indimenticabili e anche, naturalmente, di turbolenze di ogni tipo: emotive, coniugali e, a causa delle vecchie tubature, perfino idrauliche. Adesso, a cinquantaquattro anni, Rocky, pur assaporando felice quei pochi giorni da trascorrere tutti insieme, si ritrova stretta tra le esigenze dei figli, non più bambini ma sempre bisognosi di attenzioni, e i genitori anziani pieni di nuove questioni legate all'età che avanza. Per non dire della tempesta ormonale innescata dalla menopausa che la travolge con scatti d'ira, momenti di malinconia, caldane devastanti contro cui nulla può, neppure la brezza oceanica. In questa settimana preziosa tutto è in equilibrio, tutto è in continuo mutamento. E quando Rocky si ritroverà faccia a faccia con il passato e il futuro della sua famiglia, si convincerà di non poter più nascondere i suoi segreti alle persone che ama.
Recensione
In questo romanzo, l'autrice costruisce un romanzo intimo e luminoso, capace di raccontare con ironia e profondità quel territorio emotivo fatto di affetti solidi, tensioni sottili e cambiamenti inevitabili che accompagna le diverse stagioni della vita. La storia è ambientata durante una settimana di vacanza estiva in una casa al mare, un appuntamento che da anni scandisce il tempo di una famiglia e che, proprio per la sua ritualità, diventa lo spazio ideale in cui far emergere ciò che normalmente resta sotto la superficie.
La protagonista, Rocky, è una donna sulla soglia dei sessant’anni, madre di figli ormai adulti e figlia, a sua volta, di genitori che iniziano ad avere bisogno di cure e attenzioni. È in questo “mezzo” della vita, non più al centro delle urgenze dell’infanzia dei figli, ma non ancora libera dalle responsabilità verso la generazione precedente, che il romanzo trova il suo nucleo emotivo più forte. La settimana di vacanza diventa così una sorta di lente d’ingrandimento sulle fragilità di Rocky: il corpo che cambia, le oscillazioni emotive legate alla menopausa, il senso di spaesamento di fronte a un’identità che non coincide più con quella di un tempo.
Attorno a lei si muove un microcosmo familiare credibile e vivido: il marito, compagno di una vita con cui l’intesa è fatta di affetto, abitudini e piccoli attriti; i figli, ormai adulti, che tornano temporaneamente a occupare gli spazi dell’infanzia portando con sé nuove scelte, nuovi amori e nuove distanze; i genitori anziani, presenza tenera ma anche fonte di preoccupazioni pratiche ed emotive. La convivenza forzata in uno spazio ristretto, tra pasti condivisi, piccoli disagi quotidiani, contrattempi domestici, fa affiorare incomprensioni, gelosie sottili, silenzi mai del tutto risolti, ma anche momenti di complicità e tenerezza.
Uno dei punti di forza del romanzo è la capacità di trasformare episodi apparentemente banali in occasioni di rivelazione. Una discussione per una sciocchezza, un malinteso, una battuta fuori posto diventano il segnale di qualcosa di più profondo: il timore di essere messi da parte, la difficoltà di accettare il cambiamento, la nostalgia per ciò che non tornerà. Newman racconta tutto questo con una scrittura che alterna leggerezza e introspezione, capace di far sorridere e, nello stesso tempo, di toccare corde emotive autentiche.
Il titolo stesso suggerisce la chiave di lettura del romanzo: la gioia non è mai piena, mai perfetta, ma fatta di istanti brevi, spesso mescolati a fatica, irritazione o malinconia. Eppure, proprio in questa imperfezione si annida qualcosa di profondamente vero. Le estati non sono più quelle dell’infanzia, le famiglie non sono luoghi idilliaci, i legami non sono privi di crepe. Ma è dentro queste crepe che filtrano momenti di autenticità: una risata condivisa, un gesto di cura inaspettato, la consapevolezza silenziosa di appartenersi nonostante tutto.
In definitiva si tratta di un romanzo sulla transizione: sul passaggio da una fase della vita a un’altra, sull’accettazione del cambiamento del proprio corpo e dei propri ruoli, sul difficile equilibrio tra il desiderio di restare e la necessità di lasciar andare. Senza mai scivolare nel melodramma, Newman offre un ritratto affettuoso e onesto della famiglia contemporanea, con le sue contraddizioni e la sua capacità, talvolta sorprendente, di tenere insieme fragilità e amore.
Il libro è consigliato a chi ama i romanzi familiari e corali, a chi è interessato a storie che raccontano le trasformazioni dell’età adulta e della mezza età con realismo e ironia, e a chi cerca una lettura capace di emozionare senza ricorrere a eccessi drammatici. È particolarmente indicato per lettori e lettrici che apprezzano le narrazioni intime, centrate sulle relazioni e sui piccoli eventi quotidiani che, messi insieme, compongono il senso profondo di una vita.
Alcune note su Catherine Newman
Catherine Newman è autrice di We All Want Impossible Things (2022), acclamato dalla critica e selezionato dal prestigioso Richard and Judy Book Club. Collabora regolarmente con prestigiose testate giornalistiche come il «New York Times», «Real Simple», «The Oprah Magazine». Momenti di gioia imperfetta è stato per mesi in cima alle classifiche del «New York Times» e della Indie Bestsellers List. Newman vive ad Amherst, Massachusetts.



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