RECENSIONE: Corpo a corpo (Giovanni "Gioz" Scarduelli)
- Dalla carta allo schermo

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min


Autore: Giovanni "Gioz" Scarduelli
Editore: Terre di Mezzo, 2025
Pagine: 336
Genere: Narrativa per ragazzi, graphic novels
Prezzo: € 17.00
Acquista: Libro
Acquista sito editore: https://www.terre.it/prodotto/corpo-a-corpo/?srsltid=AfmBOopRPxx7PUpOWzwzkVpGxyObnOrzX9UV3tasZkDj5haJDGcLDZfv
Trama
Martino, detto Marti, ha iniziato il terzo anno del liceo classico. Ossessionato dall'aspetto fisico, tutte le sue attenzioni vengono di colpo catturate da Margherita, una ragazza di Quinta per cui perde la testa. Gli amici insistono affinché le parli, ma lui sprofonda nell'insicurezza e crea la proiezione mentale di un guerriero greco forte e possente, che riesce in tutto quello in cui il ragazzo fallisce. E proprio quando Marti trova il coraggio di sfidarlo e di mostrarsi a Margherita con le sue fragilità, scopre che anche lei sta combattendo una dura battaglia con il proprio corpo...
Recensione
Questo è un graphic novel che affronta il tema della crescita attraverso una scelta narrativa e visiva precisa: mettere il corpo al centro del racconto, non come semplice veicolo dell’azione, ma come luogo in cui si concentrano conflitti, desideri e trasformazioni.
La storia segue un adolescente che pratica parkour, disciplina urbana basata sul movimento, sull’adattamento allo spazio e sulla capacità di superare gli ostacoli con il minimo spreco di energia. Il parkour non è mai presentato come spettacolo o performance estrema fine a se stessa, ma come un percorso personale, fatto di allenamento, ripetizione, tentativi falliti e progressi lenti. Attraverso questa pratica, il protagonista impara a conoscere il proprio corpo, i suoi limiti e le sue possibilità, in un dialogo continuo tra mente e fisicità.
La trama procede intrecciando la quotidianità del ragazzo (la scuola, le relazioni, le incomprensioni con il mondo adulto) con i momenti di movimento nello spazio urbano. La città diventa così un’estensione del conflitto interiore: muri, tetti, ringhiere e vuoti da attraversare rappresentano ostacoli concreti ma anche simbolici. Ogni salto è una decisione, ogni caduta una presa di coscienza. Il “corpo a corpo” del titolo è dunque duplice: con l’ambiente e con se stessi.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è la capacità di raccontare l’adolescenza senza idealizzarla né drammatizzarla eccessivamente. Scarduelli sceglie una narrazione misurata, che lascia spazio ai silenzi, ai gesti, agli sguardi. Le emozioni non sono mai spiegate in modo didascalico, ma emergono attraverso il movimento e la composizione delle tavole. Il lettore percepisce la fatica, la concentrazione, la paura prima del salto e la liberazione che segue, grazie a un uso molto consapevole del ritmo visivo.
Dal punto di vista grafico, lo stile è essenziale e leggibile, ma estremamente efficace nel restituire la fisicità dell’azione. Le sequenze di parkour sono costruite con grande attenzione alla dinamica del corpo nello spazio: il tempo sembra dilatarsi o contrarsi a seconda del momento, accompagnando l’esperienza del protagonista e coinvolgendo direttamente chi legge. Il colore contribuisce a definire le atmosfere, senza mai sovrastare la narrazione.
Corpo a corpo è anche una riflessione sul rapporto tra giovani e adulti, sul bisogno di essere visti e compresi, e sulla difficoltà di comunicare ciò che passa attraverso il corpo quando le parole non bastano. Il parkour diventa un linguaggio alternativo, una forma di espressione che permette al protagonista di affermare la propria identità in un mondo che spesso sembra volerla contenere o normalizzare.
Nel panorama dei graphic novel italiani contemporanei, il libro di Scarduelli si distingue per la coerenza tra forma e contenuto: la storia parla di movimento, e il fumetto si muove con la stessa fluidità; parla di equilibrio, e la narrazione trova il suo equilibrio tra introspezione e azione. È una lettura che si rivolge in particolare ai lettori giovani, ma che riesce a parlare anche agli adulti, invitandoli a ricordare cosa significhi abitare un corpo che cambia e cerca il proprio posto nel mondo.
Un’opera intensa e sincera, che dimostra come il fumetto possa raccontare la crescita non solo attraverso le parole, ma attraverso il gesto, lo spazio e il silenzio.
Alcune note su Giovanni "Gioz" Scarduelli
Gioavanni "Gioz" Scarduelli classe ’92, è illustratore, fumettista e visual designer. Lavora con alcuni quotidiani e con le principali case editrici italiane di fumetti. Tra i libri che ha illustrato: Diario di Anne Frank (Rizzoli), Il mio amico Giovanni (Feltrinelli) e Antologia di Spoon River (Mondadori).



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