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RECENSIONE: Da qui non si vede niente. Ma è proprio da qui che tutto comincia (Gianluca Bota)




Autore: Gianluca Bota

Editore: Giraldi Editore, 2025

Pagine: 322

Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook



Trama

Un uomo cammina per le vie di Bologna. Un gruppo di liceali parte da Taranto per una gita scolastica in Sicilia. Un tassista si ritrova, suo malgrado, a far loro da Caronte. Tra strade e città, tra generazioni e ricordi. Tre mondi che non avevano motivo di incontrarsi. E che invece lo fanno. Per caso, per errore, per destino. E da quel momento nessuno di loro potrà più tornare indietro. Finiranno per fare un viaggio che non avevano pianificato. E per affrontare problemi che, prima di conoscersi, neanche esistevano. Un romanzo che fisicamente vi porterà in giro per le terre sicule, tra chiese barocche, risate storte e profumi antichi. Mentre mentalmente vi accompagnerà in un tempo che non ha nome: dove il passato si mescola col presente, e la nostalgia si prende a braccetto con l'ironia. Tra una corsa in taxi e una fuga notturna, tra rimpianti e speranze, vivrete un racconto ironico e profondo sulla nostra epoca, sui cinquantenni di...


Recensione

Ci sono libri che non chiedono di essere letti in fretta, ma attraversati. Questo appartiene a questa categoria: un romanzo che si muove per accumulo di sguardi, di incontri, di spostamenti, e che fa del viaggio, fisico e interiore, il suo principale strumento narrativo.


Il titolo è già una dichiarazione d’intenti. C’è un punto di partenza in cui lo sguardo sembra non afferrare nulla, in cui il futuro appare opaco o indistinto. Ed è proprio da lì che il romanzo prende forma, seguendo personaggi che si muovono nello spazio e nel tempo portandosi dietro domande, fragilità, desideri spesso inespressi. La narrazione procede per tappe, per deviazioni, per momenti di condivisione che diventano occasione di confronto tra età, esperienze e modi diversi di stare al mondo.


Bota costruisce un racconto corale, in cui il movimento non è solo geografico ma soprattutto umano. Il viaggio diventa un pretesto per osservare le relazioni, per far emergere dinamiche generazionali, per interrogarsi su quanto siamo davvero presenti nella nostra vita quotidiana. In questo senso, il romanzo dialoga apertamente con il nostro tempo: un’epoca segnata dalla velocità, dalla distrazione costante, dalla difficoltà di ascolto. Senza mai assumere un tono didascalico, l’autore mette in scena situazioni in cui l’incontro, spesso inatteso, costringe i personaggi a rallentare, a guardare, a mettersi in discussione.


Uno degli aspetti più riusciti del libro è proprio l’equilibrio tra leggerezza e profondità. La scrittura è accessibile, fluida, a tratti ironica, ma non rinuncia a una riflessione più ampia sul senso del cammino, sul valore dell’errore, sulla possibilità che un cambiamento nasca proprio quando si perde il controllo della direzione. Non c’è mai la pretesa di offrire risposte definitive: ciò che conta è il processo, il movimento, la disponibilità ad attraversare l’incertezza.


Un romanzo che invita a spostare lo sguardo, a considerare il “non vedere” non come una mancanza, ma come uno spazio fertile. È una lettura che parla di contemporaneità, di relazioni e di crescita, capace di risuonare in modo diverso a seconda del punto del percorso in cui si trova chi legge.


Un libro che ricorda come, spesso, l’inizio non abbia nulla di spettacolare, ma sia fatto di passi piccoli, condivisi, e apparentemente insignificanti.


Questo romanzo è consigliato a chi ama le storie in cui il viaggio conta più della destinazione, e in cui l’azione lascia spazio alla riflessione. È una lettura adatta a chi cerca libri capaci di parlare del presente senza inseguire l’attualità, ma osservandola con attenzione e sensibilità.


È indicato per chi apprezza i romanzi corali, gli incontri tra persone diverse per età ed esperienza, e le narrazioni che mettono al centro le relazioni, il cambiamento e i momenti di passaggio. Piacerà a chi si riconosce nelle storie di smarrimento e ripartenza, a chi non ha bisogno di risposte nette ma ama sostare nelle domande.


Consigliato anche a lettori che prediligono una scrittura scorrevole ma non superficiale, capace di alternare leggerezza e profondità, e a chi cerca un libro che accompagni più che sorprendere, lasciando spazio a una risonanza personale e duratura.



Alcune note su Gianluca Bota

Gianluca Bota, tarantino di nascita e bolognese di adozione. Dopo il successo ottenuto con La barca dipinta di blu (Giraldi Editore, 2021) e il sequel Un mare di favole (Giraldi Editore, 2021), si è dedicato alla scrittura di Farotto e gli ambasciatori del mare (Giraldi Editore, 2022), libro per le scuole su cui è fondato un progetto per aiutare il mare e l’ambiente a salvarsi dall’inquinamento. Nella primavera 2023 è stata la volta di Ti amo di bene, che ha riscosso un grande successo grazie al tema dell’amore trattato con ironia e romanticismo. Ora torna con Da qui non si vede niente, un romanzo in cui il presente si mescola col passato, e la nostalgia si prende a braccetto con l’ironia.


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