RECENSIONE: Dove va la fisica? Undici dialoghi sul presente e sul futuro della ricerca(Matteo Serra)




Autore: Matteo Serra

Editore: Codice Edizioni, 2022

Pagine: 200

Genere: Saggi, Scienza

Prezzo: € 16.00 (cartaceo), € 8.99 (ebook)

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Trama

La ricerca in fisica corre sempre più ad alta velocità, non solo per andare a caccia di nuove grandi scoperte di tipo fondamentale sulla scia di quelle più recenti (come il bosone di Higgs e le onde gravitazionali), ma anche con obiettivi più strettamente pratici e applicativi, in ambiti oggi all'avanguardia come i sistemi complessi, l'informazione quantistica o la ricerca di nuovi materiali. Senza dimenticare il ruolo cruciale giocato dalla fisica in supporto a settori come la biologia e lo studio del clima, all'insegna di una caratteristica tipica della scienza contemporanea: la multidisciplinarietà. Per raccontare queste frontiere della ricerca, il giornalista scientifico Matteo Serra ha dialogato con undici brillanti ricercatrici e ricercatori, che provano a immaginare cosa potrà accadere in futuro partendo dal loro lavoro nel presente. Il tutto arricchito da storie personali e riflessioni profonde sul significato stesso di essere ricercatori in fisica oggi.


Recensione

Quella della fisica di oggi è sicuramente un mondo variegato e l’autore di questo saggio, giornalista scientifico e fisico cagliaritano, parla dei settori della fisica attraverso la voce di undici ricercatori, protagonisti di altrettanti capitoli.


La prima voce è quella di Paolo Pani, che si muove nel campo della fisica gravitazionale. Docente alla Sapienza di Roma e titolare di un finanziamento del Consiglio europeo della ricerca, è al lavoro nella verifica della relatività generale di Einstein, nel confronto tra teoria e osservazioni. Uno degli oggetti del suo studio sono le onde gravitazionali, increspature nello spazio-tempo prodotte da violenti processi astrofisici oggi rilevabili attraverso degli strumenti chiamati interferometri.


Jesus Gomez-Gardeñes, dell’Università di Saragozza, attivo nello studio e nella modellizzazione computazionale di sistemi complessi, parla della pandemia del Covid-19 e insiste sulla necessità di comprendere sempre meglio i cambiamenti sociali, per includerli nei modelli epidemiologici.


Secondo Elisa Palazzi, climatologa e docente all’Università di Torino, la fisica insegna a lavorare con la complessità e l’incertezza, due parole chiave quando si studia l’evoluzione del clima, che è uno degli esempi più chiari di sistema complesso, con forti elementi di non linearità e non predicibilità.


Il giovane fisico Ranga Dias nato in Sry Lanka e attualmente all’Università di Rochester, nello stato di New York, studia i materiali “superconduttori”, una ricerca che permetterà, un giorno, di avere strumenti elettronici portatili con batterie a lunghissima durata, centrali a energia solare, auto elettriche, pannelli solari con la massima efficienza energetica, veicoli che viaggiano con la levitazione magnetica.


L’autore ci porta anche a Cagliari, all’Osservatorio Astronomico, dove lavora l’astronoma Marta Burgay. Il suo campo di studio è la radioastronomia, che apre a una nuova era dell’astronomia, con l’osservazione di fenomeni, come, ad esempio, onde gravitazionali, pianeti extrasolari, buchi neri, stelle di neutroni.


La fisica a bassa temperatura è il settore di ricerca di Karoline Schäffner che al Laboratorio Nazionale del Gran Sasso fa esperimenti con rivelatori criogenici di particelle di materia oscura.


Pietro Faccioli racconta il futuro della biofisica tra biologi e fisici computazionali, con l’intervento di tecnologie come l’intelligenza artificiale e informatica quantistica. In questo settore il Covid-19 ha impresso un’accelerazione nella ricerca sui farmaci antivirali.

I super computer sono elaboratori con una potenza di calcolo infinitamente più grande rispetto a quella dei calcolatori classici. Ne parla Anna Grassellino, fisica computazionale e ingegnere, che dirige il Superconducting Quantum Materials and Systems Center (SQMS), laboratorio ospitato al Fermilab di Chicago, per sviluppare entro cinque anni il computer quantistico più all’avanguardia su scala mondiale.


La tappa finale dell’articolato percorso attraverso i settori chiave della fisica nel Ventunesimo secolo è con David Hume, ricercatore al NIST (National Institute of Standards and Technology), agenzia governativa statunitense per lo sviluppo tecnologico con base in Colorado. Qui si misura il tempo con il record di precisione, attraverso orologi atomici ottici.


Da questo affresco di settori di ricerca, collegati l’uno all’altro e in costante dialogo con le altre discipline scientifiche e filoni di innovazione tecnologica, si possono intuire le prossime sfide che attendono l’umanità. Un libro per tutti coloro che vogliono conoscere in che direzione si sviluppa la ricerca scientifica.


 

Alcune note su Matteo Serra

Fisico, giornalista scientifico e comunicatore della scienza freelance. Dopo una breve esperienza da ricercatore nell’ambito della fisica teorica, dal 2017 al 2021 ha lavorato alla Fondazione Bruno Kessler di Trento, dove ha coordinato un progetto di comunicazione della scienza e di ricerca partecipata. Scrive per “Le Scienze” e altre testate nazionali.


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