RECENSIONE: Educare alla relazione. Amore, affetti, sessualità (Nicolò Terminio)

Aggiornamento: 17 ott 2021



Voto: 4.5/5

Autore: Nicolò Terminio

Editore: EDB, 2021

Pagine: 128

Genere: Saggi, Psicologia

Prezzo: € 12.50 (cartaceo), € 7.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook


 

Trama

In un'epoca in cui i legami sociali sembrano diventare soltanto liquidi e virtuali, l'educazione affettiva e sessuale può svolgere una funzione civile di grande rilievo perché costruisce i presupposti per vivere l'amore e gustare la possibilità di essere generativi insieme agli altri. L'autore sviluppa questo tema attingendo alla sua esperienza clinica di psicoanalista e dopo aver ulteriormente approfondito l'argomento nel corso di una ricerca triennale. Questo libro si rivolge innanzitutto a genitori, insegnanti, educatori e agli operatori impegnati direttamente sul campo. Il contributo della psicoanalisi all'educazione consiste nell'illustrare le dinamiche inconsce che entrano in gioco nel legame tra emozioni, affetti, sessualità e amore, quattro esperienze differenti ma intimamente intrecciate tra loro.


Recensione

Nell'introduzione di questo volume, l'autore dice di rivolgersi prevalentemente agli insegnanti, agli educatori, ai genitori e ai tutor, cioè a tutte quelle categorie di persone che hanno contatti con i giovani e che sono impegnati a trasferire la passione per la relazione con l’Altro, promuovendo la cultura dell’educazione alla relazione; però, a mio avviso, il libro è utile davvero a tutti.

Il libro è un continuo interrogarsi sulle dinamiche interiori che ci spingono a relazionarci in un modo piuttosto che in un altro. Tra le pagine di questo breve, ma intenso saggio il lettore scopre il valore di termini e concetti come ricerca della verità singolare di ciascun soggetto, libertà di esprimere la propria singolarità nella relazione,libertà per la generatività del proprio desiderio, mistero dell’alterità, valore dei limiti da trasferire ai figli, valorizzazione della dimensione dell’amore di coppia, scoperta della propria autenticità attraverso lo smarrimento, argomenti su cui vale la pena soffermarsi. Terminio, in poco più di cento pagine, condensa molti macro-argomenti di grande importanza, che vertono tutti sulla necessità di educare alla relazione i giovani attraverso l’amore, gli affetti e la sessualità, come bene chiarisce il titolo del libro. In questo senso, fondamentale importanza rivestono gli educatori, ma innanzitutto i genitori che hanno il compito di aiutare i figli a entrare in rapporto con la propria vocazione, altro concetto fondamentale nella comprensione del rapporto genitore-figli. Dato che il libro risulta ricco di argomenti e non voglio appesantire la lettura, parlerò di quelli che mi hanno particolarmente fatto riflettere. Per una approfondimento si rimanda alla lettura dell'intero libro.

Un argomento che il lettore può trovare in questo saggio riguarda la violenza di genere, in modo particolare la violenza degli uomini nei confronti delle donne. Perché l’uomo usa la violenza? Perché in molti uomini la donna incarna il diverso da sé, la donna crea una crepa nell’ identità maschile, quella identità ancorata ad una logica fallica, una logica in cui predomina padronanza e controllo sull’altro, ossia su ciò che si presenta come estraneo e sconosciuto. Tale logica fallica è legata al ruolo di genere e la violenza diventa quindi un modo per far tacere la soggettività della donna. Secondo Terminio, la violenza dell’uomo scatta quando la singolarità della donna sfugge alla padronanza fallica. Ovviamente ciò è indice di un confronto con l’altro inesistente, dove non si vive mai la dialettica del riconoscimento reciproco.

Altra tematica affrontata è il rapporto fra i genitori e i figli. Oggigiorno i genitori fanno fatica ad essere credibili con i propri figli rispetto alle generazioni precedenti. I figli sentono che i loro familiari non sono in grado di guidarli alle sfide della vita. Questo atteggiamento è proprio dell’età adolescenziale, la più difficile da gestire per un genitore. L’asse inizia ad incrinarsi nel momento in cui il rapporto con i figli diventa un banco di prova per i genitori, capovolgendo e alterando la trasmissione generazionale, perché i genitori iniziano a dipendere dal giudizio dei figli. Quindi ci troviamo di fronte ad un paradosso: i genitori non sanno dire di “no” per non scontentare i propri figli. In questo fragilissimo rapporto ciò che predomina non è l’attenzione del genitore verso il figlio, bensì l’autostima del genitore. Se mio figlio è contento, sono un bravo genitore, parlerà bene di me e non entreremo in conflitto. Tale meccanismo imbavaglia il confronto intergenerazionale che trasferisce al giovane il concetto di limite inteso non come divieto o negazione della libertà, ma come limite alla scoperta del proprio desiderio e quindi della propria singolarità. I giovani che hanno tutto sono privi di desideri, privi di simboli verso cui orientarsi nella vita, paradossalmente, sono smarriti verso il futuro, che è incognita e mistero. Con l’atteggiamento assecondante, i genitori non preparano i figli alla vita, ma li educano alla paralisi emotiva.

Detto tutto ciò non poteva mancare la funzione paterna. Diversi psicanalisti credono che alla base di molti problemi, personali e familiari, ci sia la mancanza della giusta considerazione all’interno della coppia della funzione paterna. Oggi è sempre più evidente uno smarrimento dei padri, alimentato anche dalla donna all’interno della coppia e dai messaggi diffusi dalla società, tra cui quelli contenuti nei film, nelle pubblicità, nei cartoni animati e nei romanzi. Il padre è sempre più spesso rappresentato come un debole, una persona poco sveglia su cui si ironizza. Questo ironizzare sulla figura paterna è messo in risalto, all’interno della famiglia, dalla madre, che non manca di sottolineare questa debolezza davanti ai figli.

La necessità per recuperare un equilibrio perso, non significa riesumare la figura del padre padrone o del supereroe, ma significa partire dall’amore di coppia, recuperare un rapporto sano tra i coniugi, ritrovando la funzione paterna all’interno della coppia. Oggigiorno va quindi valorizzato la dimensione dell’amore di coppia per ridare significato simbolico alla figura paterna.

Ultimo argomento che voglio citare riguarda il tempo vissuto. Il bisogno compulsivo di riempire i nostri spazi vuoti di tempo con notizie, azioni e gesti irrilevanti, scandisce il quotidiano dell’era contemporanea. Non ci stacchiamo dagli smartphone e dagli altri dispositivi tecnologici, sottoponendo i nostri processi mentali ad una forma di alienazione continua con l’illusione di dominare consapevolmente il nostro tempo. Per entrare in una sintonia sana, mentale, fisica e di conseguenza di relazione con l’Altro, abbiamo bisogno di un intervallo ti tempo, di una pausa che ci impedisca di passare compulsivamente a fare subito altro, inibendo di fatto la dimensione del desiderio.

Infine quando l'autore parla del ruolo delicato che hanno gli educatori nell’affrontare la sessualità con i più giovani senza cadere nella tentazione di trasferire le proprie esperienze, parla di un metodo molto interessante per approcciare l’argomento: le storie. Attraverso il racconto di storie, l’educatore riesce a dare il tempo ai giovani di entrare nella storia in modo empatico, di percepirla come qualcosa di diverso da sé ma su cui riflettere, perché lì in fondo c’è anche un po’ della propria esperienza.

Un saggio che fa riflettere adatto a tutti grazie al linguaggio limpido, fluido e semplice anche se in alcuni passaggi la lettura può risultare un po' ostica a chi non è abituato a leggere i saggi di psicologia, in modo particolare quelli che si riferiscono all'orientamento psicoanalitico lacaniano.


Alcune note su Nicolò Terminio

Nicolò Terminio, psicoterapeuta e dottore di ricerca, pratica la psicoanalisi a Torino. Lavora come supervisore in servizi ambulatoriali e residenziali dedicati alla cura delle dipendenze patologiche. È docente all’Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata di Milano e alla Scuola Coirag di Torino. Fa parte dell’équipe torinese del Centro Telemaco di Jonas (Centro di psicoanalisi e relazione educativa). Tra i suoi libri più recenti: L’intervallo della vita. Il Reale della clinica psicoanalitica e fenomenologica (Alpes Italia 2020) e L’eredità creativa. Preghiera e testimonianza tra Bibbia e psicoanalisi (2020).


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