RECENSIONE: I fiori della morte (J.J. Ellis)

Aggiornamento: 17 mar




Autore: J.J. Ellis

Editore: Ponte alle Grazie, 2022

Pagine: 368

Genere: Narrativa straniera, Thriller

Prezzo: € 18.90 (cartaceo), € 10.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook


 

Trama

La nuova voce del thriller internazionale ha scelto il Giappone come straordinario scenario di un esordio ricco d’azione. Un libro che cattura le contraddizioni del Giappone contemporaneo e di Tokyo, città in cui antico e avanguardia si incontrano: la metropoli delle tradizioni millenarie e del consumismo sfrenato incarnato da Hello Kitty. Un serial killer spietato, per un’indagine che tiene i lettori col fiato sospeso. Nella caotica e modernissima Tokyo, si intrecciano i destini dell’ispettore di polizia Tanaka, scosso da un grande lutto alle spalle che ha la forma del senso di colpa; una giovane e androgina giornalista inglese che ha scelto di vivere in Giappone e che ha una passione per la cronaca nera; un serial killer che inserisce le sue vittime in composizioni floreali delicatissime e perfette. L’ispettore e la giornalista si ritrovano un po’ per caso a collaborare e formano una coppia insolita ma molto legata. Le indagini intorno al serial killer fiorista li porterà a percorre il Giappone nel momento della fioritura dei ciliegi, che li immerge per brevissimi periodi nella natura e nelle tradizioni giapponesi.


Recensione

Se il vostro desiderio è di allontanarvi dalla realtà per seguire il profumo dei rami fioriti di ciliegio o la magia che avvolge il Paese del Sol Levante nell’immaginario occidentale o la scrittura agile di un grande autore, allora questo giallo è ciò che vi consiglio.


A condurci nel contraddittorio e affascinante Giappone il lettore incontra tre voci differenti: quella della giornalista inglese trapiantata a Tokyo, dell’ispettore che lotta con le sue origini e con una malinconia opprimente, e l’ultima, quella dell’assassino, intrappolato in un passato che talmente oscuro da aver inghiottito ogni barlume di vita futura.


Un libro, questo, che si fonda sulle simmetrie, sull’equilibrio di forze, sulle immagini che sono specchio di un’ambivalenza, in cui la bellezza è rappresentata dai viali dei ciliegi in fiore che raggiungono il loro massimo splendore proprio nel momento della loro morte; a fare da contraltare vi è lo squallore del quartiere a luci rosse di Kabukichi, quando alle prime luci dell’alba le insegne sono spente, i locali sono chiusi e l’eccitazione ha lasciato dietro di sé una scia di sordida tristezza.


Gli stessi personaggi sono caratterizzati da equilibrio, ognuno con un vuoto interiore, il “ma” così essenziale nella cultura nipponica, ma che rende credibili e reali i protagonisti. Tutti loro sono fragili, in lotta con sé stessi, coi loro dubbi e con ciò che li circonda, e comunque determinati a perseguire i loro obiettivi, lo scoop per dare una svolta alla propria carriera.

All’autore va il merito di aver reso il Giappone percepibile e palpabile al lettore; questo si ritrova a camminare per le strade caotiche di Tokyo, abbagliato dalle luci degli Hostess Club, tra i ciliegi in fiore attorno al castello di Himeji e tra le isole dell’arcipelago di Okinawa, in cerca delle rare orchidee.


Giappone che però non si limita a fare da sfondo alla vicenda, ma si insinua in ogni sfaccettatura del romanzo con la sua essenza misteriosa e quel bisogno di appartenenza che è insito in ogni persona. Accade così che l’ispettore Tanaka cerchi di compensare il peso di un’origine contrastante estremizzando alcuni comportamenti, quasi a voler rimarcare la sua indiscutibile discendenza giapponese. Dal canto suo, la reporter Holly Blain, sfrutta il suo aspetto androgino per mimetizzarsi e infilarsi in luoghi dove i gaijin, gli stranieri, non sono graditi. E infine c’è l’assassino che cerca la perfezione nelle composizioni floreali giapponesi, ma invece di farlo in assoluto silenzio come richiede la tradizione, lo fa ascoltando musica americana degli anni Cinquanta e Sessanta, perennemente travestito come una star dell’epoca, Roy Orbison.


Un giallo avvincente, mai banale o noioso, che nel suo finale ci rivela che le avventure dell’ispettore Tanaka e della giornalista Blain non sono di certo concluse.

 

Alcune note su J.J. Ellis

J.J. Ellis è nato e cresciuto nello Yorkshire, ma ora vive vicino a Londra. I fiori della morte è il suo primo romanzo, l’inizio di una trilogia che ha per protagonisti l’ispettore Tanaka e la giornalista Blain.


TAG: #narrativa_straniera, #thriller, #j_j_ellis, #voto_cinque