RECENSIONE: Dungeon Crawler Carl (Matt Dinniman)
- Dalla carta allo schermo

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min


Autore: Matt Dinniman
Traduttore: Federico Nejrotti
Editore: Mercurio Books, 2025
Pagine: 532
Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea, Fantasy
Prezzo: € 20.00
Acquista: Libro
Acquista sito editore: https://mercuriobooks.com/prodotto/dungeon-crawler-carl/
Trama
In un istante, ogni costruzione sulla Terra collassa su sé stessa e scompare nel nulla. Ogni cosa viene riassemblata in un unico, gigantesco dungeon: un labirinto di diciotto livelli pieno di trappole, mostri, tesori e insidie, tanto vasto da avvolgere l’intero pianeta. I sopravvissuti devono entrare nel labirinto sotterraneo e cominciare il gioco: se non trovi le scale per scendere in tempo al livello successivo, sei fuori. Game over. Tra di loro Carl, un'ex guardia costiera, insieme al gatto della sua ex, si troverà di fronte a scelte che non aveva mai pensato di dover fare prima. Nel gioco vincono la popolarità, le visualizzazioni, l’influenza. Più sei seguito, più possibilità hai di restare in vita. E se sei davvero bravo – se combatti con stile, se intrattieni le folle galattiche col sangue e col coraggio –, potresti ottenere la sola cosa che conta davvero: le loot box inviate dai tuoi fan alieni. L’unico modo per sopravvivere. Dungeon Crawler Carl è un universo che arriva con coraggio fino alle conseguenze più estreme del suo immaginario.
Recensione
Con Dungeon Crawler Carl, l'autore prende, il dungeon, uno dei concetti più abusati della narrativa contemporanea, e lo trasforma in qualcosa di sorprendentemente originale, feroce e intelligente. Quello che in apparenza potrebbe sembrare un semplice LitRPG umoristico si rivela invece una satira spietata sullo spettacolo, sul consumo della violenza e sulla disumanizzazione elevata a intrattenimento.
La premessa è tanto assurda quanto brutale: nel giro di pochi minuti la Terra viene distrutta da una civiltà aliena che ne rivendica i diritti di sfruttamento. Gli esseri umani sopravvissuti vengono costretti a partecipare a un gigantesco dungeon sotterraneo, strutturato a livelli e popolato da mostri, trappole e prove letali. Il tutto è trasmesso come un reality show intergalattico seguito da miliardi di spettatori. Morire non è solo possibile: è previsto, incentivato e monetizzato.
Il protagonista, Carl, non è un eroe nel senso tradizionale del termine. È un uomo qualunque, colto nel momento peggiore possibile della sua vita, che si ritrova a combattere per la sopravvivenza in mutande e con una rabbia crescente verso un sistema che lo considera poco più di un contenuto usa e getta. Accanto a lui c’è Princess Donut, la sua gatta, che a seguito delle “regole” del dungeon acquisisce intelligenza, capacità di parola e una personalità egocentrica e irresistibile. Il loro rapporto, improbabile ma centrale, diventa uno dei motori emotivi della storia.
Dal punto di vista narrativo, il romanzo segue la struttura tipica del dungeon crawl: avanzamento di livello, acquisizione di abilità, gestione dell’equipaggiamento, combattimenti sempre più complessi. Tuttavia, Dinniman utilizza questi elementi non solo come meccanica di intrattenimento, ma come strumento narrativo. Le regole del gioco sono arbitrarie, crudeli e spesso umilianti, e riflettono perfettamente la logica di un sistema che trasforma la sofferenza in spettacolo e i partecipanti in prodotti.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è il tono. Dungeon Crawler Carl è estremamente divertente, con dialoghi taglienti e situazioni volutamente sopra le righe, ma l’umorismo non serve mai a sminuire ciò che accade. Al contrario, rende la violenza e l’ingiustizia ancora più disturbanti, proprio perché vengono presentate come “normali” all’interno del format dello show. Dietro le battute e l’assurdo, si avverte costantemente una tensione emotiva reale, alimentata dalla consapevolezza che ogni errore può essere fatale.
Interessante anche il ruolo dell’intelligenza artificiale che gestisce il dungeon, una presenza onnipresente e sarcastica che incarna l’aspetto più cinico del sistema: regolamenti applicati alla lettera, punizioni spettacolari, premi pensati più per intrattenere il pubblico che per essere utili ai concorrenti. È uno degli elementi che rafforza la dimensione satirica del romanzo e ne amplia il respiro oltre il semplice genere.
Pur appartenendo dichiaratamente al filone LitRPG, questo libro riesce a essere accessibile anche a chi non ha familiarità con statistiche, build e sistemi di gioco. Le meccaniche sono spiegate con chiarezza e integrate nella narrazione in modo fluido, senza appesantire la lettura. Questo rende il romanzo adatto sia agli appassionati del genere sia a chi vi si avvicina per la prima volta.
In conclusione, si tratta di un romanzo che diverte, intrattiene e sorprende, ma soprattutto riesce a dire qualcosa di significativo sul nostro rapporto con lo spettacolo, la competizione e la sofferenza altrui. È una lettura adrenalinica, intelligente e decisamente compulsiva, capace di far ridere e riflettere quasi nella stessa frase. Un ottimo punto di partenza per una serie che promette di diventare sempre più ambiziosa e spietata, proprio come il dungeon che racconta.
Una lettura consigliata consigliato a chi ama fantasy e fantascienza irriverenti, storie di sopravvivenza adrenaliniche, umorismo nero e romanzi capaci di usare le meccaniche del gioco per costruire una satira feroce e sorprendentemente profonda.
Alcune note su Matt Dinniman
Matt Dinniman è uno scrittore, artista e musicista statunitense. Autore di diversi romanzi Litrpg, con la saga di Dungeon Crawler Carl, diventata punto di riferimento del genere, ha raggiunto il successo internazionale e venduto più di tre milioni di copie in tutto il mondo.



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