RECENSIONE: Il nodo magico. Ulisse, Circe e i legami che rendono liberi (Cristina Dell' Acqua)



Voto: 4.5/5

Autore: Cristina Dell'Acqua

Editore: Mondadori, 2021

Pagine: 144

Genere: Narrativa italiana, Famiglia

Prezzo: € 17.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook)

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Trama

Possono i legami renderci liberi? Sì, se sono fatti di nodi magici, direbbe Omero. Per pochi istanti, in pochi versi dell' Odissea , Omero ci presenta un vero nodo ed è quando Arete, madre di Nausicaa e regina dei Feaci, dona a Ulisse, prima del suo ultimo viaggio verso Itaca, uno scrigno pieno di tesori e lo prega di legarlo saldamente con un nodo. Quello che Ulisse esegue è un nodo che gli ha insegnato molti anni prima la maga Circe. C'è quindi da scommettere che si tratti di un nodo magico. Il nodo di Circe non è un nodo qualsiasi, è femminile, perché si scioglierà grazie alle donne incontrate, è desm ò s , dal verbo deo che significa legare, poikilos , complesso, come è la vita, colorato, variopinto, come sa renderlo la maga. Il nodo è l'essenza dei legami profondi. È una saldatura, invisibile. Ci tiene stretti all'altro, ma non è prigione. I legami veri non possono che essere un dono di libertà, di cura, di attenzione, di ascolto dell'altro. Questo libro parla dunque di Ulisse e dei suoi legami. Nel suo lungo viaggio di ritorno da Troia, è uomo vittorioso, ma solo. Non più un eroe ma un naufrago. Il senso e la direzione non sa più dove siano. Saranno alcuni incontri speciali ad aiutarlo a ritrovare una forza che non è scritta in nessuna guerra. Nausicaa, Circe, Calipso, Penelope, Anticlea, Atena sono le figure che lo guidano in un percorso che non è solo un ritorno a casa, ma una sorta di mappa della sua educazione sentimentale. Il ritorno di Ulisse è costruito sui nodi dell'amore, dell'amicizia e dell'ospitalità ma anche del dolore e della nostalgia, fondamenta indispensabili per la ricostruzione della memoria di chi è stato e di chi diventerà. Al pari di Ulisse, tutti noi siamo le nostre relazioni.


Recensione

Il titolo suggestivo di questo libro racconta le imprese di Ulisse da un altro punto di vista, ovvero quello delle relazioni. In effetti, cosa sarebbe Ulisse senza Calipso, Nausicaa o Penelope? Tante sono le donne che incrociano Ulisse e che, in qualche modo, lo trasformano in uomo, prima ancora di vederlo come naufrago e/o eroe, e altrettanti sono i sentimenti che segnano un percorso a tappe fino all'agognato ritorno a Itaca. Amore, amicizia, ospitalità, dolore, nostalgia, rispetto, passione segnano gli arrivi, le permanenze e le ripartenze di Ulisse, prima che possa essere ufficialmente pronto a rientrare da Penelope.

L'autrice, nel testo, si sofferma in modo particolare sull'incontro tra Ulisse e Nausicaa. Questo è un momento che cambia entrambi i personaggi. Incontriamo lì Ulisse colto nel suo essere un uomo non particolarmente avvenente, ma dotato dell'incredibile talento del racconto.

Circe, Calipso, Penelope, Leucotea, Atena sono solo alcune delle altre donne o dee che hanno un'importanza determinante nel cammino di Ulisse. Circe, in particolare, stringe con l'uomo un legame fortissimo fatto di eros, magia e libertà. E' proprio la maga ad insegnare ad Ulisse un nodo magico con cui l'uomo chiude uno scrigno pieno di doni ricevuti dai Feaci.

Prima dell'addio definitivo da parte di Circe, Ulisse deve affrontare l'Ade e questo famoso viaggio è un'occasione per Omero per raccontare momenti estremamente profondi, come quello tra Ulisse e la madre Anticlea, su cui l'autrice si sofferma cogliendo la commozione presente in quei versi.

Questo volume svela la lettore che il viaggio dell'eroe omerico altro non è che la metafora della vita fatta di incontri e metamorfosi. L'autrice, attraverso il poema epico greco, ci dimostra l'infinito potenziale dei miti, il loro fascino insopprimibile e la capacità inesausta di parlarci al presente.


Alcune note su Cristina Dell'Acqua

Cristina Dell’Acqua, laureata in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Milano, insegna latino e greco ed è vicepreside al Collegio San Carlo di Milano. Da sempre appassionata di sperimentazione didattica, si è specializzata in Arts Integration ad Annapolis, USA. È coautrice di Il futuro è antico. L’uso del teatro classico nell’educazione e nella formazione (2011) e autrice di Una Spa per l’anima. Come prendersi cura della vita con i classici greci e latini (Mondadori 2018). Da diversi anni è organizzatrice di incontri di lingua e cultura greca per adulti appassionati.


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