RECENSIONE: L’attesa del ritorno (Sally Carson)
- Dalla carta allo schermo

- 5 ore fa
- Tempo di lettura: 3 min


Autore: Sally Carson
Traduttore: Sara Caraffini
Editore: Garzanti, 2026
Pagine: 320
Genere: Narrativa straniera, Narrativa classics
Prezzo: € 19.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.garzanti.it/libri/sally-carson-lattesa-del-ritorno-9788811019282/
Trama
L’appartamento è pieno di mobili, ma per Lexa esiste solo quella poltrona vuota. Avrebbe dovuto occuparla Moritz, l’uomo che stava per sposare. Ma l’eredità ebraica del suo cognome, Weissman, gli è costata il licenziamento e un matrimonio mai celebrato. Nel luglio del 1932 il partito nazista torna a imporsi, sostenuto da giovani pronti ad arruolarsi pur di sfuggire alla miseria. Sulla città di Kranach cala un clima di paura che soffoca le strade in cui, fino a poco tempo prima, l’amore di Lexa e Moritz sembrava al riparo da tutto. Una promessa che ora deve resistere alla violenza cieca di un potere che non tollera differenze, che bandisce l’informazione democratica, fa a pezzi i giornali comunisti, impone un solo ordine a cui obbedire. Lo stesso che costringe Lexa e Moritz a trovare nuovi modi per amarsi. Tra colonne di cemento, incontri furtivi e silenzi sempre più pericolosi, i due sono decisi a dimostrare al mondo che non c’è minaccia che il bene non possa annientare. La stampa internazionale è unanime nel considerare L’attesa del ritorno un capolavoro dimenticato, che Garzanti riporta alla luce per la prima volta in Italia, a quasi un secolo dalla sua uscita. Con una voce insieme potente e precisa, il romanzo racconta l’ascesa del nazismo e gli anni che preparano il periodo più buio della storia europea, interrogandosi sulla fragilità delle democrazie e sulla perenne minaccia dei totalitarismi.
Recensione
Pubblicato per la prima volta nel 1934 e oggi riscoperto in Italia, L’attesa del ritorno di Sally Carson è un romanzo che colpisce per lucidità, intensità e sorprendente attualità.
Ambientato nella città tedesca immaginaria di Kranach tra il 1932 e il 1933, il libro racconta l’ascesa del nazismo non attraverso grandi eventi storici o figure di potere, ma attraverso la vita quotidiana di una famiglia borghese: i Kluger. È una scelta narrativa potente, perché permette al lettore di assistere dall’interno alla trasformazione lenta ma inesorabile di una società
Al centro della vicenda c’è Lexa, giovane donna innamorata di Moritz Weissman, medico di origine ebraica. Il loro matrimonio sembra imminente, ma il clima politico cambia rapidamente: il cognome di Moritz diventa un marchio di esclusione, perde il lavoro e il futuro della coppia si sgretola sotto la pressione delle nuove leggi e del crescente antisemitismo. L’“attesa” del titolo non è solo quella di un ritorno fisico, ma anche quella di un tempo migliore, di una normalità che appare sempre più lontana
Parallelamente, Carson mostra come il nazismo penetri nella quotidianità: giovani attratti dall’idea di appartenenza e riscatto sociale, propaganda che sostituisce il pensiero critico, giornali messi a tacere, dissenso represso. Non c’è un’irruzione improvvisa del male, ma un lento slittamento. Ed è proprio questa gradualità a rendere il romanzo inquietante: la perdita della libertà avviene un passo alla volta, quasi senza che ce ne si accorga.
Uno degli aspetti più riusciti è la complessità dei personaggi. Non esistono solo vittime e carnefici, ma individui combattuti, talvolta sedotti dall’illusione di stabilità promessa dal regime. Carson evita ogni retorica e costruisce una narrazione misurata, precisa, che lascia parlare i fatti e le scelte dei personaggi. Il risultato è un romanzo che emoziona senza mai forzare il pathos.
Dal punto di vista stilistico, la scrittura è limpida e controllata. L’autrice riesce a intrecciare dimensione privata e quadro storico con grande equilibrio, facendo percepire il peso degli eventi collettivi sulle relazioni più intime. L’amore tra Lexa e Moritz diventa così simbolo di resistenza, ma anche fragile testimonianza di quanto la politica possa invadere e deformare la sfera personale.
Riletto oggi, L’attesa del ritorno appare straordinariamente moderno. È un romanzo che invita a interrogarsi sulla fragilità delle democrazie, sulla responsabilità individuale e sulla facilità con cui la paura può trasformarsi in consenso.
Un romanzo intenso, necessario, che unisce valore storico e profondità emotiva. Consigliato agli amanti dei romanzi storici ambientati nel periodo dell’ascesa del nazismo, a chi apprezza le storie che intrecciano vicende private e grandi eventi collettivi, e ai lettori che cercano libri capaci di far riflettere sul presente attraverso lo sguardo del passato.
Alcune note su Sally Carson
Sally Carson nasce a Croydon, Inghilterra, nel 1902. Muore a Leeds nel 1941. Mentre è in corso in tutto il mondo la riscoperta della sua opera, Garzanti pubblica in Italia il suo romanzo di maggior successo, L’attesa del ritorno che, apparso nel 1934, ha rivelato al mondo il vero volto del nazismo prima della sua definitiva affermazione.



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