RECENSIONE: Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York (Lorenzo Mangini)
- Dalla carta allo schermo

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- Tempo di lettura: 4 min


Autore: Lorenzo Mangini
Editore: ERGA, 2025
Pagine: 325
Genere: Sport, Basket, Biografie
Prezzo: € 18.90
Acquista: Libro
Acquista sito editore: https://erga.it/catalogo/lou-carnesecca-da-pontremoli-a-new-york/
Trama
Questo libro è una partita senza sosta e senza pause di un uomo, piccolo di statura, allenatore di pallacanestro, idolo incontrastato di New York e ambasciatore del basket nel mondo. Le sue radici sono a Cargalla, minuscolo paese della Lunigiana nella provincia di La Spezia, in Liguria. Un luogo che il Coach, come tutti lo chiamavano, non ha mai dimenticato. Capace di ricostruirsi un pezzo della sua Italia a Manhattan, è diventato uno dei simboli della resilienza della comunità italo-americana a New York. Ha cambiato il modo di allenare dal punto di vista tecnico e umano. I giocatori erano come suoi figli che sottoponeva allenamenti intensi, ma non di durata superiore alle due ore, per lasciare tempo anche allo studio. St John's, l'università cattolica dei Padri Vincenziani e “seconda patria” di Lou Carnesecca, è diventata sinonimo di basket a New York, e alcune partite sono entrate nella storia per la rivalità con altri atenei, come, ad esempio, Georgetown, in cui Lou ha dato vita a indimenticabili sketch con il suo collega e amico, il gigantesco John Thompson. L'apparato multimediale, contenuto nel volume, è un aspetto innovativo che facilita la comprensione e l'apprendimento e dà possibilità di approfondimenti tematici. Con il patrocinio del Comune di Pontremoli
Recensione
Ci sono vite che sembrano fatte per essere raccontate con il ritmo serrato di una partita, senza interruzioni, senza pause, sospese tra slancio e resistenza. Lou Carnesecca. Da Pontremoli a New York si presenta fin da subito con questa immagine: una traiettoria continua, in cui il tempo della vita e quello dello sport finiscono per coincidere.
Al centro del libro c’è la figura di Lou Carnesecca, raccontato come un uomo capace di trasformare la propria statura minuta in una presenza carismatica, fino a diventare un punto di riferimento assoluto per il basket newyorkese. Non è soltanto un allenatore, ma un simbolo, una figura che attraversa lo spazio urbano di New York portando con sé un’identità più complessa, stratificata, che affonda le radici altrove.
Quel “altrove” è Cargalla, minuscolo paese della Lunigiana. Un luogo che nel libro non appare come semplice origine geografica, ma come memoria viva, mai abbandonata. È da lì che parte una storia che si sviluppa oltre l’oceano, senza però spezzare il filo con ciò che è stato. E proprio in questa tensione tra distanza e appartenenza si inserisce uno dei nuclei più significativi del racconto: la capacità di ricreare un pezzo d’Italia nel cuore di Manhattan, trasformando l’esperienza individuale in una rappresentazione più ampia della comunità italo-americana.
La figura di Carnesecca emerge così non solo per ciò che ha fatto, ma per ciò che ha rappresentato. Il libro insiste su questa dimensione, restituendo l’immagine di un uomo che ha saputo incarnare un’idea di resilienza concreta, quotidiana, fatta di lavoro, continuità e radicamento. Non una qualità astratta, ma un modo di stare nel mondo.
Anche il suo modo di intendere la pallacanestro si colloca su questo piano. Allenare, per Carnesecca, non significa soltanto costruire schemi o ottenere risultati: significa educare. I giocatori sono trattati come figli, inseriti in un sistema rigoroso ma equilibrato, in cui l’intensità degli allenamenti non supera mai le due ore, lasciando spazio allo studio. È una visione che tiene insieme disciplina e responsabilità, sport e formazione, corpo e mente.
In questo percorso, la St. John’s University assume un valore particolare, quasi affettivo. Definita come una “seconda patria”, diventa il luogo in cui questa visione prende forma e si consolida, fino a identificarsi con l’idea stessa di basket a New York. È qui che nascono rivalità destinate a entrare nella memoria sportiva, come quella con Georgetown, e momenti che mescolano competizione e relazione, come gli episodi condivisi con John Thompson.
Il libro mantiene costante l’attenzione su questa dimensione umana, evitando di ridurre la figura di Carnesecca a un semplice elenco di risultati. Ciò che emerge è piuttosto un equilibrio tra gesto sportivo e significato, tra carriera e identità.
A completare il quadro contribuisce anche la struttura del volume, arricchita da un apparato multimediale che apre ulteriori possibilità di approfondimento e accompagna il lettore oltre la pagina scritta. Il patrocinio del Comune di Pontremoli, infine, rafforza simbolicamente quel legame con il luogo d’origine che attraversa tutta la narrazione.
Nel suo insieme, questo volume si configura come un racconto che unisce sport e memoria, senza mai separarli davvero. È la storia di un percorso, ma anche di una continuità: tra luoghi, tra culture, tra generazioni.
Consigliato ai lettori che cercano biografie capaci di andare oltre il dato sportivo, appassionati di pallacanestro e a chi è interessato alle storie di identità e appartenenza.
Alcune note su Lorenzo Mangini
Lorenzo Mangini, genovese di 59 anni, si è innamorato del pallone a spicchi grazie a un’esperienza nel minibasket della palestra di via Cagliari con il CAP Genova guidato dall’indimenticato Luciano Bertolassi (allievo di Carnesecca nello storico clinic di Roma), passata soprattutto a guardare gli altri dalla panchina. Cresciuto nel mito di Willie Kirkland, stella dell’antico basket sotto la Lanterna, sogna di rivedere una formazione genovese tornare agli antichi splendori in un Palasport ribollente di entusiasmo, come ai tempi
dell’Emerson. Giornalista pubblicista, collabora con la Repubblica nella redazione genovese. Si occupa prevalentemente di calcio, senza distinzione di categorie, ma predilige raccontare storie e protagonisti. Cinque anni fa ha riscoperto Lou Carnesecca attraverso le parole del nipote, Pierantonio Chiodi, e si è innamorato di un uomo unico, che ha dedicato la vita agli altri. Questo libro è un omaggio, attraverso Lou, ai tecnici dei settori giovanili che nessuno conosce e che dedicano una parte della loro vita ai ragazzi, insegnando l’amore per il gioco. Hanno trovato in questo modo il segreto per essere ricordati e restare sempre “dei ragazzi tra i ragazzi”.
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