RECENSIONE: L'enigma dell'ermellino (C. C. Omell)

Aggiornamento: 23 ott 2021



Voto: 4.5/5

Autore: C. C. Omell

Editore: Le Commari Edizioni, 2020

Pagine: 178

Genere: Narrativa italiana, Gialli, Narrativa per ragazzi

Prezzo: € 13.50

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Trama

Durante una visita al museo, Andrea e Gaia, due ragazzi di 11 e 8, per una curiosa vicissitudine, si ritrovano a vivere un' avventura tra famosi dipinti per aiutare la Dama dell'ermellino alla ricerca del suo animaletto scomparso misteriosamente. Un viaggio tra quadri famosi in cui i ragazzi metteranno in gioco il proprio coraggio, la propria fantasia e l'umanità di cui sono capaci per risolvere il mistero.


Recensione

Questo romanzo ricorda molto due grandi racconti: Alice nel paese delle meraviglie e Viaggio al centro della Terra. Chiara Comella, il vero nome dell'autrice, è una artista che, grazie alla sua esperienza ha cercato un modo per raccontare l'arte al proprio figlio, argomento spesso ostico per i più giovani. Il risultato è un viaggio fantastico attraverso alcune delle opere d’arte più famose al mondo, sapientemente descritte dall’autrice, ma anche in quello delle relazioni tra gli adulti e i ragazzi, in cui il lettore maturo può trovare una possibile e necessaria interpretazione delle paure dei giovani e delle loro inaspettate risorse.

La storia narra di Andrea e Gaia, due ragazzi di undici e otto anni che, durante una visita al museo, finiscono in un buio deposito, dove incontrano una donna vestita in abiti rinascimentali. Si tratta di Cecilia Gallerani, la dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, evasa dalla propria cornice in quanto allertata dall’assenza del suo animaletto.

Il libro fa sprofondare il lettore, dopo un vorticoso volo, nel primo quadro. Da qui cominciano le peripezie dei protagonisti che, per aiutare la dama a ritrovare il suo animale scomparso, si imbattono in personaggi stravaganti, mostruosi, pericolosi, rassicuranti. Opere d’arte che si animano e prendono vita inglobando i due umani in un’avventura ricca di colpi di scena. Al principio, i due bambini, diffidenti e spaventati ma curiosi, si lasciano condurre dalla dama. La prima scena li vede catapultati in un ambiente oscuro e inospitale dove c’è un uomo morto in una vasca da bagno (La morte di Marat). Gaia ascolta le ragioni di quell’omicidio dalla voce di Cecilia Gallerani (La dama con l’ermellino) ma, non convinta, cercherà una sua verità. I due ragazzi, che nel mondo reale sono solo stimolati a concentrarsi su se stessi e su tutto quello che di superfluo li circonda, in questo mondo parallelo, passando di quadro in quadro, galoppano attraverso capolavori della pittura, perdendosi in un mondo fatto di colori e disegni.

Questo libro è un’esperienza di viaggio che il lettore intraprende con i ragazzi che parte dal mondo reale, passa attraverso quello fantastico per tornare di nuovo al mondo reale con una nuova consapevolezza e maturazione.

L’autrice utilizza un tipo di narrazione molto scorrevole e soprattutto un linguaggio semplice e adatto ai ragazzi a cui il libro è destinato. Un romanzo che consiglio non solo ai giovani lettori, ma anche a tutti gli adulti che vogliono vivere un viaggio tanto fantasioso quanto innovativo nel mondo dell'arte.


Alcune note su C. C. Omell

C. C. Omell è lo pseudonimo di Chiara Comella. Nata a Roma il 16 luglio 1983, artista dall’animo naif e madre full time, dal 2018 collabora con l’Associazione culturale Sinopie.

Ha lavorato presso i servizi aggiuntivi di un noto spazio espositivo romano per 10 anni, a stretto contatto con le più importanti opere d’arte ma anche con artisti, storici dell’arte e curatori, radicando in lei un interesse per l’arte, considerato il suo crescente desiderio di conoscerne e approfondirne ogni aspetto.

Nel 2014, la mostra di Frida Kahlo è di grande ispirazione e segna una svolta nel suo modo di concepire l’arte. Un po’ per gioco un po’ per curiosità, nasce l’idea di “indossare i quadri”, un progetto chiamato Quadrissimo me. Con la collaborazione di amici e familiari, improvvisati modelli, ma soprattutto grazie alla fantasia riesce a far rivivere qualsiasi opera, da Caravaggio a Memling.

Convinta sempre che l’ironia apra orizzonti interpretativi diversi, inizia una riflessione seria sul modo di comunicare l’arte e su come educare al “bello”. Giocare con l’arte significa abbattere le distanze e renderla più accessibile a tutti.


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