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RECENSIONE: La casa del mago (Emanuele Trevi)




Autore: Emanuele Trevi

Editore: Ponte alle Grazie, 2023

Pagine: 256

Genere: Narrativa italiana, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 11.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook


 

Trama

Nel memorabile incipit di questo libro, la madre di Emanuele Trevi, allora bambino, riferendosi al padre gli ripete spesso un'istruzione enigmatica: «Lo sai com’è fatto». Per non perderlo (ad esempio, fra le calli di Venezia, in una passeggiata dell'infanzia) occorre comprendere e accettare la legge della sua distrazione, della sua distanza. Il padre, Mario Trevi, celebre e riservatissimo psicoanalista junghiano, per Emanuele è il mago, un guaritore di anime. Alla sua morte lascia un appartamento-studio che nessuno vuole acquistare, un antro ancora abitato da Psiche, dai vapori invisibili delle vite storte che per decenni ha lenito, raddrizzato. Così il figlio decide di farne casa propria, di trasferirsi nella sua atmosfera inquieta e feconda, e così facendo prova a sciogliere (o ad approfondire?) l'enigma del padre. Muovendosi nel suo sempre mutevole territorio, fra autobiografia, riflessione sul senso dei rapporti e dell'esistenza, storia culturale del Novecento (ne La casa del mago – accanto a straordinari personaggi contemporanei, tra cui spicca Paradisa, una prostituta peruviana – figurano Carl Gustav Jung, Natalia Ginzburg, Giorgio Manganelli, Ernst Bernhard...), Emanuele Trevi ci offre il suo romanzo più personale, più commovente, più ironico (e perfino umoristico): una discesa negli inferi e nella psicosi, una scala che avvicina i vivi e i morti, i savi e i pazzi. Perché ogni vita nasconde una luce, se la si sa stanare; e i gesti e le parole più semplici rimandano alla trama più sottile dell'essere, se li si ascoltare, se si sa lasciarli accadere.


Recensione

Questo libro è dedicato a Mario, padre dell’autore e psicanalista junghiano che aveva nel suo DNA la cura delle persone.


Attento a declinare nel romanzo tutti i nomi di suo padre, lo scrittore è introspettivo e allo stesso tempo si preoccupa di fornire al lettore una narrazione dettagliata di vicende biografiche in cui l’autofiction incontra spesso la finizione narrativa.


Lo scrittore spiega nel suo romanzo come ha deciso di dedicare alla rievocazione paterna una storia, fermamente convinto che scrivere di persone e vicende reali non è troppo diverso dal cimentarsi con storie totalmente inventate. Esso non solo rievoca, ma reinventa suo padre che diventa il personaggio assoluto di queste pagine brillanti che abbracciano il Novecento.


Tra autobiografia e finzione, il lettore trova in queste pagine, come in Sogni e favole, la storia culturale del Novecento. L’autore è straordinario nella ricostruzione di un contesto fertile di idee e di tendenze.


Il fulcro della narrazione è la casa del padre-psicanalista e guaritore di anime che il figlio acquista e che decide di abitare. È tra le mura inquiete della casa che il discendente cerca di svelare, in un romanzo personale, l’enigma del padre; di raccontarne nei dettagli più intimi il suo carattere assorto e riservato, la sua personalità colta e singolare.


L’autore si mette sulle tracce del mago, ma in realtà attraverso la memoria del padre sta anche cercando sé stesso e quella casa, con le sue presenze inquiete (la visitatrice e la degenerata), è il posto ideale per una resa dei conti.


Tra rimandi letterari e una narrazione intima di avvenimenti personali, questo volume conferma le doti straordinarie del narratore che ipnotizza il lettore con una scrittura che è puro incantesimo di parole.


Dentro e fuori l’abitazione, il critico letterario afferra la vita e affronta le torbide possibilità della letteratura che non può fare a meno della memoria.


Il vincitore del Premio Strega di due anni fa rievoca e reinventa suo padre, scrivendo un romanzo del noi che ha la consistenza junghiana dell’oro puro, del sapere profondo in cui è sempre forte il legame tra la vita e la letteratura.


Consiglio questo libro a tutti coloro che vogliono entrare nella casa dell’autore che mette a conoscenza una memoria privata e ne distilla verità universali. La più importante è forse che non bisogna scalfire l’amore con la troppa conoscenza.


 

Alcune note su Emanuele Trevi

Emanuele Trevi nasce a Roma nel 1964, tra i più apprezzati scrittori e critici della sua generazione, collabora con il «Corriere della Sera». Ponte alle Grazie ha pubblicato i tre romanzi Qualcosa di scritto (2012, finalista Strega, vincitore del Premio Europeo per la Letteratura, tradotto in diciotto lingue), Sogni e favole (2019, Premio Viareggio) e Il figlio del mago (2023), e una nuova edizione del saggio Musica distante (2012). Tra i suoi altri libri ricordiamo Istruzioni per l'uso del lupo (Castelvecchi, 1994), I cani del nulla (Einaudi, 2003), Senza verso (Laterza, 2004), Il libro della gioia perpetua (Rizzoli, 2010), Il popolo di legno (Einaudi, 2015). Con Due vite (Neri Pozza, 2020) ha vinto il Premio Strega 2021.


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