RECENSIONE: La custode dei sogni (Coia Valls)
- Dalla carta allo schermo

- 1 giorno fa
- Tempo di lettura: 4 min


Autore: Coia Valls
Traduttore: Anna Massera, Francesca Da Re
Editore: Libreria Pienogiorno, 2026
Pagine: 416
Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea
Prezzo: € 19.90 (cartaceo), € 12.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.pienogiorno.it/libro/9791282435222
Trama
A certi sogni non basta essere sognati. Vanno difesi a ogni costo, custoditi come la più preziosa delle gemme, e tramandati quando chi li ha ideati non c’è più. Con la loro dedizione silenziosa e una forza a lungo sminuita, cinque generazioni di donne coraggiose diventano le depositarie dei segreti della più visionaria opera della contemporaneità, la Sagrada Familia, e del suo genio creatore, Antoni Gaudí. Dalla piccola Anna, che si aggira tra le fondamenta del tempio a portare il pranzo a suo padre, a Mercé, che diventerà maestra nella scuola voluta da Gaudí per dare un futuro ai figli degli operai; da Maria, che ricerca per sé una nuova strada mentre il mondo sprofonda nella violenza, ad Anna Maria, guida turistica dei giorni nostri, un filo rosso tutto femminile avvolge i sogni di una delle più ambiziose costruzioni della modernità, erede delle grandi cattedrali medievali e custode delle speranze di milioni di persone.
Recensione
La custode dei sogni è un romanzo che si presenta fin dalle prime pagine come una grande saga storica e familiare, in cui il filo della memoria femminile si intreccia con uno dei simboli architettonici più iconici della modernità: la Sagrada Familia di Antoni Gaudí. Non si tratta semplicemente di un romanzo ambientato nella storia, ma di un racconto che usa la storia come materia viva, pulsante, capace di attraversare le generazioni e trasformarsi in eredità emotiva e culturale.
Il cuore del libro è una lunga linea temporale che segue cinque generazioni di donne, tutte legate in modo diretto o indiretto al cantiere e al destino della celebre basilica. La narrazione si apre con la piccola Anna, che si muove tra le fondamenta del tempio portando il pranzo al padre, immersa in un mondo che sta letteralmente prendendo forma sotto i suoi occhi. Da lì, il romanzo si espande come un mosaico, passando attraverso figure femminili diverse ma unite da una stessa responsabilità invisibile: custodire ciò che altri hanno sognato.
Una delle evoluzioni più significative è quella di Mercè, che diventa maestra nella scuola voluta da Gaudí per i figli degli operai. Qui il romanzo mostra con particolare sensibilità il rapporto tra progresso, educazione e dignità sociale, inserendo la dimensione architettonica dentro una realtà umana concreta, fatta di bisogni, speranze e disuguaglianze. La Sagrada Familia non è soltanto un edificio in costruzione, ma un organismo che influenza la vita delle persone che le gravitano attorno.
Con Maria e poi con Anna Maria, il racconto si sposta progressivamente verso epoche più recenti, attraversando periodi segnati da guerre, violenze, epidemie e rinascite. La struttura a più livelli temporali permette al romanzo di restituire non solo l’evoluzione di una famiglia, ma anche quella di un intero mondo che cambia. Ogni donna diventa una custode non solo dei sogni di Gaudí, ma anche delle proprie aspirazioni, spesso soffocate o rimandate, sempre però resilienti.
Uno degli elementi più forti del romanzo è proprio il concetto di “custodia”: custodire i sogni significa proteggerli dal tempo, dalla distruzione, dall’oblio. La Sagrada Familia diventa così una metafora potente della continuità tra generazioni, un’opera che non appartiene mai davvero a un singolo momento storico, ma si costruisce lentamente attraverso la somma di molte vite.
Lo stile narrativo privilegia una scrittura ampia, descrittiva, che alterna momenti più intimi a sezioni in cui la storia collettiva prende il sopravvento. Il lettore viene accompagnato dentro una dimensione corale, in cui la grande Storia e le piccole storie personali si rispecchiano continuamente. Non è un romanzo d’azione, ma di stratificazione: emozioni, memorie e luoghi si sovrappongono come livelli di una stessa architettura narrativa.
Particolarmente interessante è il modo in cui il libro lega il destino delle protagoniste alla costruzione della Sagrada Familia, non solo come sfondo, ma come presenza viva. L’opera di Gaudí diventa quasi un personaggio essa stessa: incompiuta, mutevole, simbolo di un’idea di bellezza che richiede tempo, sacrificio e dedizione collettiva.
Il romanzo lascia emergere anche un forte senso di fragilità umana: incendi, guerre e difficoltà storiche non sono semplici eventi esterni, ma forze che modellano le vite delle protagoniste. Eppure, in mezzo a queste fratture, resta costante l’idea che qualcosa possa essere tramandato, che i sogni possano sopravvivere se qualcuno decide di farsene carico.
Si tratta dunque di una storia di eredità, ma anche di identità femminile, di resistenza silenziosa e di legami che attraversano il tempo senza spezzarsi.
Il libro è consigliato a chi ama i romanzi storici ampi e stratificati, le saghe familiari al femminile e le storie in cui arte, architettura e vicende umane si intrecciano profondamente. È ideale per chi apprezza narrazioni lente, evocative e ricche di dettagli, in cui il tempo stesso diventa parte del racconto.
Alcune note su Coia Valls
Coia Valls è scrittrice di bestseller internazionali, drammaturga, vicedirettrice della Escola de Lletres di Tarragona, è stata insignita di numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Nèstor Luján e il premio dei lettori de L’Illa dels Llibres. La custode dei sogni viene pubblicato nelle principali lingue.



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