RECENSIONE: L'altro ispettore. Invisibili (Pasquale Sgrò)
- Dalla carta allo schermo

- 11 minuti fa
- Tempo di lettura: 5 min


Autore: Pasquale Sgrò
Editore: Corbaccio, 2026
Pagine: 288
Genere: Narrativa italiana, Gialli
Prezzo: € 18.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.corbaccio.it/libri/laltro-ispettore-invisibili-9791259924285
Trama
Nella notte, davanti al Pronto Soccorso di Lucca, un uomo viene lasciato agonizzante e muore poco dopo. Per Domenico Dodaro, ispettore del lavoro, non è una semplice fatalità. Dietro quella morte intravede subito il volto nascosto di un incidente di cantiere coperto in fretta, cancellato per evitare responsabilità e conseguenze. Ma ogni pista si spegne contro silenzi, documenti incompleti e testimonianze che non coincidono. Mentre cerca di ricostruire le ultime ore della vittima, Dodaro viene coinvolto in un secondo caso. A Viareggio, durante l'allestimento di una mostra a Villa Paolina, un uomo perde la vita in quello che sembra un tragico incidente. Anche qui, però, qualcosa non torna. Le due indagini si muovono in ambienti opposti: da una parte il mondo invisibile dei cantieri e del lavoro nero, dall'altra quello elegante e rispettabile dell'arte e della cultura. Eppure Dodaro riconosce la stessa dinamica: responsabilità che si dissolvono, procedure formalmente perfette, ma lo stesso isolamento di chi muore mentre lavora. Forse le due morti non sono collegate, forse lo sono solo nel suo sguardo. Ma è in quella zona grigia che il suo lavoro diventa una scelta personale. E più l'indagine avanza, più Dodaro comprende che il suo compito non è soltanto scoprire la verità. È capire perché, ogni volta che qualcuno muore lavorando, il sistema trovi sempre un modo per voltarsi dall'altra parte.
Recensione
Con L'altro ispettore. Invisibili, Pasquale Sgrò prosegue il percorso narrativo di Domenico Dodaro senza tradire ciò che aveva reso così convincente L'altro ispettore. Vietato pensare. Se il primo romanzo rappresentava soprattutto l'ingresso del lettore nell'universo umano e professionale dell'ispettore del lavoro, questo secondo capitolo dimostra come il personaggio abbia ancora molto da raccontare e come il progetto dell'autore non si esaurisca nella semplice costruzione di una serie investigativa.
La vicenda prende avvio da un episodio che appare subito inquietante: nella notte un uomo viene abbandonato agonizzante davanti al Pronto Soccorso di Lucca e muore poco dopo. Per molti potrebbe trattarsi di un fatto isolato, destinato a essere archiviato come una tragica fatalità. Domenico Dodaro, però, è abituato a guardare oltre le apparenze. La sua esperienza di ispettore del lavoro gli ha insegnato che dietro molte morti apparentemente casuali si nascondono responsabilità, omissioni e verità che qualcuno preferirebbe lasciare nell'ombra. Da questa intuizione prende forma un'indagine che, ancora una volta, supera i confini del classico giallo per trasformarsi in un racconto sulla dignità delle persone e sul prezzo dell'indifferenza.
Il titolo Invisibili racchiude perfettamente il cuore del romanzo. Gli invisibili sono coloro che la società tende a non vedere: lavoratori sfruttati, persone fragili, esistenze marginali che acquistano importanza solo quando diventano protagoniste di una tragedia. È un tema che Pasquale Sgrò affronta con grande sensibilità, evitando qualsiasi retorica. L'autore conosce profondamente il mondo che racconta e questa competenza emerge in ogni pagina senza mai trasformare la narrazione in una lezione o in una denuncia fine a sé stessa. I dettagli del lavoro investigativo e quelli relativi alla sicurezza sul lavoro sono inseriti con naturalezza e contribuiscono a dare credibilità all'intera vicenda.
Il confronto con L'altro ispettore. Vietato pensare viene quasi spontaneo. Nel primo romanzo il lettore conosceva un Domenico Dodaro segnato dalla perdita della moglie, tornato a Lucca insieme alla figlia Mimì per ricominciare una nuova vita. L'indagine sulla morte della giovane operaia Karina Bogdani rappresentava non solo il motore della storia, ma anche l'occasione per esplorare il tema degli incidenti sul lavoro e delle responsabilità che troppo spesso vengono nascoste dietro parole come "fatalità" o "destino". In quel libro la componente sociale era già molto forte e costituiva uno degli elementi più originali della serie.
Invisibili riprende quella stessa sensibilità, ma la sviluppa con maggiore maturità narrativa. Domenico non è più soltanto un uomo che cerca di ritrovare un equilibrio dopo un lutto devastante; è un protagonista ormai definito, con un'identità professionale e personale che gli consente di affrontare le nuove indagini con maggiore consapevolezza. Rimane un personaggio profondamente umano, lontano dagli investigatori infallibili o sopra le righe che popolano molti thriller contemporanei. I suoi dubbi, il suo senso della giustizia e la sua ostinazione nel voler comprendere ciò che gli altri preferiscono ignorare continuano a rappresentare il vero punto di forza della serie.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio il modo in cui Sgrò costruisce la tensione. Non punta mai sull'effetto spettacolare o sui colpi di scena artificiosi, ma lascia che sia la progressiva scoperta della verità a coinvolgere il lettore. Ogni tassello aggiunge profondità alla vicenda e rende evidente quanto spesso le persone più vulnerabili diventino invisibili agli occhi della collettività finché qualcosa di drammatico non costringe tutti ad accorgersi della loro esistenza.
Anche l'ambientazione continua a svolgere un ruolo importante. Lucca non è soltanto lo sfondo dell'azione, ma diventa parte integrante del racconto. La città viene descritta con discrezione, senza eccessi descrittivi, contribuendo a creare un'atmosfera credibile nella quale la quotidianità convive con le ombre dell'indagine. È una scelta narrativa che rende la storia ancora più realistica, perché il male non si manifesta in luoghi eccezionali, ma si annida nella normalità.
Lo stile di Pasquale Sgrò conferma le qualità già emerse nel precedente volume. La scrittura è limpida, scorrevole e mai ridondante. L'autore riesce a mantenere un buon equilibrio tra ritmo investigativo, introspezione dei personaggi e riflessione sociale. Non cerca mai di stupire con artifici stilistici, preferendo lasciare spazio ai fatti, ai dialoghi e alle emozioni. È proprio questa apparente semplicità a rendere la lettura così coinvolgente.
Ciò che distingue davvero la serie de L'altro ispettore da molti altri gialli italiani è la capacità di utilizzare l'indagine come strumento per raccontare il mondo del lavoro e le sue contraddizioni. Non si tratta semplicemente di risolvere un caso, ma di interrogarsi sul valore della vita umana, sul peso delle responsabilità individuali e collettive e sulla facilità con cui alcune persone vengono dimenticate. Sono riflessioni che accompagnano il lettore ben oltre l'ultima pagina.
Chi ha apprezzato L'altro ispettore. Vietato pensare ritroverà in Invisibili la stessa attenzione verso i temi sociali, una narrazione ancora più solida e un protagonista ormai pienamente maturo. Chi invece si avvicina per la prima volta alla serie potrà comunque seguire senza difficoltà la nuova indagine, pur cogliendo ancora meglio le sfumature del personaggio leggendo i due romanzi nell'ordine di pubblicazione.
Consiglio L'altro ispettore. Invisibili agli appassionati di gialli italiani che cercano qualcosa di diverso dal classico poliziesco, ai lettori che apprezzano protagonisti credibili e profondamente umani e a chi ama i romanzi nei quali l'indagine diventa anche uno strumento per riflettere su temi sociali attuali. È una lettura indicata anche per chi aveva apprezzato L'altro ispettore. Vietato pensare, perché rappresenta una naturale evoluzione della serie e conferma le qualità narrative di Pasquale Sgrò.
Alcune note su Pasquale Sgrò
Pasquale Sgrò è nato a Motta San Giovanni in provincia di Reggio Calabria, ma da anni vive e lavora a Lucca. È stato ispettore del lavoro e, dal 2000, è titolare dello Studio Sgro, che si occupa di consulenza nel campo della prevenzione infortuni, igiene del lavoro e aspetti ambientali. Ha scritto Vietato pensare, pubblicato da Corbaccio, il primo romanzo della serie «L’altro ispettore», da cui Rai1 ha tratto una fiction di grande successo e di cui Invisibili è il secondo volume.

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