RECENSIONE: La peccatrice (Elizabeth Fremantle)
- Dalla carta allo schermo

- 3 giorni fa
- Tempo di lettura: 3 min


Autore: Elizabeth Fremantle
Traduttore: Sara Puggioni
Editore: Libreria Pienogiorno, 2026
Pagine: 384
Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea
Prezzo: € 19.90 (cartaceo), € 9.99 (ebook)
Acquista sito editore: https://www.pienogiorno.it/libro/9791282435000
Trama
Artemisia Gentileschi è una bambina, Beatrice Cenci una giovane donna quando le loro vite si incrociano per un breve momento. Non si conoscono, non si parlano, e non si vedranno mai più. Eppure, come un’ossessione, quell’incontro inseguirà Artemisia per anni, fino a ispirarle uno dei suoi dipinti più celebrati. Dovrà passare ancora molto tempo prima che la Storia sappia riconoscere alle donne allora chiamate peccatrici la statura di eroine. Giovane figlia della nobile casata dei Cenci, Beatrice ha una mente brillante e sete di libertà, eppure è destinata a una vita di dorata insignificanza: nella Roma di fine Cinquecento, le donne, nei lussuosi palazzi come nelle dimore più umili, vivono esistenze invisibili e silenziose, pulsanti di sogni, sofferenze e aspirazioni di cui gli uomini non hanno sentore. Quando il fratello viene ucciso da una casata rivale, il dispotico e perverso padre la rinchiude, insieme al resto della famiglia, a La Rocca, un inaccessibile castello fortificato, in cima a una vetta, a giorni di viaggio dalla capitale. Isolata e in balìa della violenza e della paranoia del genitore, la ragazza si sente sempre più oppressa e insofferente. Soprattutto quando, superando ogni divieto, l’amore la travolge, sovvertendo il destino di tutti.
Recensione
Con La peccatrice, Elizabeth Fremantle ci porta nella Roma di fine Cinquecento per raccontare una storia intensa, dura e profondamente femminile, ispirata a due figure realmente esistite: Artemisia Gentileschi e Beatrice Cenci.
Il romanzo si apre con un incontro fugace, quasi insignificante in apparenza: Artemisia è ancora una bambina quando vede Beatrice. Non si parlano, non nasce un rapporto, eppure quell’immagine resta impressa nella mente della futura pittrice. È un ricordo che cresce con lei, trasformandosi nel tempo in qualcosa di più profondo, quasi un’ossessione destinata a influenzare il suo sguardo artistico.
Il cuore della storia è però Beatrice. Fremantle la ritrae come una giovane donna intelligente e sensibile, cresciuta in un ambiente che all’esterno appare privilegiato, ma che si rivela presto una gabbia soffocante. Il padre è una figura violenta e dominante, e la sua presenza trasforma la vita familiare in un incubo. Quando Beatrice e i suoi familiari vengono isolati in una rocca lontana da Roma, la situazione diventa ancora più estrema, quasi claustrofobica.
È proprio in questo contesto che emerge tutta la forza della protagonista. Beatrice non è una figura passiva: cerca in ogni modo di opporsi al destino che le è stato imposto, di ritagliarsi uno spazio di libertà in un mondo che non le concede scelta. Anche l’amore, vissuto contro le regole e le aspettative, diventa un atto di ribellione, ma porta con sé conseguenze inevitabili.
Accanto a questa vicenda, si sviluppa il filo più sottile ma significativo legato ad Artemisia. La sua presenza è come un’eco che attraversa il romanzo: ciò che accade a Beatrice non resta confinato alla cronaca, ma si trasforma in memoria, in immagine, in arte. Fremantle suggerisce così un legame profondo tra esperienza e creazione artistica, mostrando come certe storie possano continuare a vivere attraverso lo sguardo di chi le rielabora.
Uno degli aspetti più riusciti del romanzo è proprio il modo in cui affronta il tema della condizione femminile. Le protagoniste si muovono in un mondo dominato dagli uomini, dove il controllo sul corpo e sulla vita delle donne è totale. Eppure, in modi diversi, entrambe cercano di opporsi, di affermare se stesse, anche a costo di pagare un prezzo altissimo.
La scrittura risulta coinvolgente e scorrevole, capace di rendere bene sia l’atmosfera storica sia la tensione emotiva dei personaggi. Non è solo una ricostruzione del passato, ma un racconto che parla ancora al presente, perché i temi che affronta – libertà, potere, identità – sono tutt’altro che lontani
.
In definitiva si tratta di un romanzo intenso e toccante, che unisce storia e introspezione e restituisce voce a due donne molto diverse, ma accomunate da una stessa, potente esigenza di libertà.
Questo libro è perfetto per chi ama i romanzi storici ben documentati, le storie di donne forti e complesse e le narrazioni che intrecciano arte e realtà. È particolarmente indicato per chi ha apprezzato altre opere di Elizabeth Fremantle o per chi è interessato alla figura di Artemisia Gentileschi e al contesto storico in cui ha vissuto.
Alcune note su Elizabeth Fremantle
Elizabeth Fremantle è considerata la più emozionante voce della narrativa storica contemporanea. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Membro della prestigiosa Historical Writer’s Association, scrive regolarmente per Vanity Fair, The Sunday Times, The Wall Street Journal e The Financial Times . La disobbediente è un bestseller straordinariamente accolto da lettori e critica.



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