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RECENSIONE: Le esiliate (Christina Baker Kline)

Aggiornamento: 28 dic 2022




Autore: Christina Baker Kline

Traduttore: Roberta Zuppet

Editore: HarperCollins Italia, 2022

Pagine: 384

Genere: Narrativa straniera, Narrativa moderna e contemporanea

Prezzo: € 19.00 (cartaceo), € 9.99 (ebook)

Acquista: Libro, Ebook


 

Trama

Londra, 1840. Evangeline è un’ingenua ragazza che fa la governante presso una ricca famiglia di città. Sedotta dal rampollo di casa, rimane incinta. Per liberarsi del problema, la padrona la taccia di furto e la fa arrestare. Dopo mesi nella fetida, sovraffollata prigione di Newgate, Evangeline viene condannata a imbarcarsi per la Terra di Van Diemen, una colonia penale in Australia. Benché incerta di quello che la aspetta Evangeline sa una cosa: il bambino che sta aspettando nascerà prima del suo arrivo in quella terra lontana. Durante il viaggio su una nave di schiavi, la Medea, Evangeline stringe amicizia con Hazel, una ragazzina che è stata condannata a sette anni di esilio per aver rubato un cucchiaio d’argento. Hazel è molto più astuta di lei, ed essendo un’esperta ostetrica ed erborista, offre aiuto e rimedi casalinghi alle prigioniere e ai marinai in cambio di favori. Benché l’Australia sia stata la patria del popolo aborigeno per più di 50.000 anni, il Governo inglese considera la colonia un luogo non civilizzato e i nativi come un fastidioso inconveniente. Quando la Medea attracca, la loro terra è stata occupata dai bianchi e molti dei nativi sono stati forzatamente spostati altrove. Fra questi c’è Mathinna, la figlia orfana del capo della tribù Lowreenne, che è stata adottata dal nuovo governatore della Terra di Van Diemen.


Recensione

Nell’Inghilterra vittoriana tre donne provano a ricostruire la propria vita, rimettendo in ordine i pezzi di un puzzle che nel loro paese d’origine sono andati persi. Questa è la premessa di questo romanzo, non è solo una storia di una donna, bensì di tre diverse esistenze che sono destinate a incrociarsi.


La prima donna che il lettore incontra è Evangeline, una ragazza ingenua, che lavora come istitutrice presso una nobile famiglia londinese. Qui cede alle lusinghe del rampollo di casa e rimane incinta. La gravidanza scatena nella famiglia una rabbia vergognosa, tanto da indurre a cercare un modo per allontanare la sprovveduta ragazza dalla casa. Così i suoi datori di lavoro la accusano ingiustamente di furto: lei, arrestata, senza possibilità di appello e difesa, viene condotta in prigione.


Ed è forse da qui che il racconto prende davvero inizio: la prigione rispecchia una società bigotta che sfrutta l’arresto per interessi o vendette personali, come nel caso di Evangeline. La ragazza si ritrova insieme con altre sfortunate, rinchiuse lì solo per meri capricci della nobiltà inglese; per loro non c’è possibilità né di uscita né tantomeno di redenzione, nel caso di reati reali e comprovati. Non è, infatti, molto lunga la permanenza di Evengeline nella cella londinese. La sua destinazione risulta ben altra; infatti, per le ragazze considerate imbarazzanti per la società, la pena va scontata nel nuovo possedimento inglese: l’Australia. E non è un caso che la nave, in cui è imbarcata Evangeline con le altre, si chiami Medea, come il noto personaggio mitico.

In un contesto storico in cui l’impero inglese sfrutta le colonie, l’isola, immersa nell’Oceano Pacifico, diviene un girone infernale in cui uomini e donne sono mandati a scontare la propria pena. La traversata in mare è per tutte una prova di sopravvivenza: le avances volgari dei membri dell’equipaggio sono all’ordine del giorno. Se da una parte quindi gli orrori accadono frequentemente, dall’altra non manca nemmeno la solidarietà femminile: una rete quasi nascosta che però permette alle detenute di sopravvivere. Ed è così che l’istitutrice conosce la seconda protagonista di questa storia: Hazel, condannata per aver rubato un cucchiaio d’argento.


Parallelamente a questa storia, una bambina indigena, Mathinna, cresciuta con il patrigno, viene strappata dal suo ambiente per entrare nella casa del governatore per un esperimento sociale: la moglie, infatti, intende studiare in quanto tempo una “selvaggia” riesce a diventare una nobildonna. È con questo intenzione che Mathinna è portata via dalla sua tribù per entrar a far parte di un’altra realtà, dove ha inizio, secondo i Franklin, il processo di civilizzazione: i vestiti lussuosi, lo studio e il ballo diventano le principali occupazioni di questa bambina, che, però, non dimentica mai le proprie origini.


Il romanzo è la storia di tre donne che cercano con ogni mezzo di fronteggiare gli ostacoli che una società bigotta e moralista impone nelle loro vite, ma tutto risulta vano. L'autrice ci mostra anche come, non tanto tempo fa, alle donne che non si adattavano ai misogini schemi sociali, era previsto un preciso trattamento: dovevano essere allontanate dalla società, quella considerata civile ed evoluta, per essere spedite in una terra che all’epoca era solo per i galeotti o galeotte.


Se nel romanzo non mancano maltrattamenti, abusi e sofferenze, a questi si alternano anche episodi di rinascita, speranza e coraggio, che trovano nei dettagli storici la loro concretizzazione. L’autrice scava dentro le dinamiche sociali dell’epoca, permettendo così al lettore di farsi un’idea di quella che era, almeno in parte, l’Inghilterra vittoriana. E lo fa attraverso tre punti di vista diversi: Evangeline, l’ingenua ragazza sedotta, Hazel, la sedicenne costretta a rubare per sfamarsi e Mathinna, la bambina indigena che perderà prima la sua tribù e poi se stessa in modo irrimediabile.


Un romanzo che consiglio a tutti coloro che cercano una storia di resilienza e coraggio tutta al femminile.

 

Alcune note su Christina Baker Kline

Christina Baker Kline è autrice bestseller del New York Times, ha scritto otto romanzi tra cui Le cose che non so di te e Un frammento di mondo, ed è pubblicata in quaranta paesi. Tra gli altri ha ricevuto il New England Prize for Fiction, il Maine Literary Award, e il Barnes & Noble Discover Award. I suoi articoli sono apparsi su New York Times e NYT Book Review, The Washington Post, The Boston Globe, The San Francisco Chronicle, LitHub, Psychology Today, e Slate.


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